Herbert e Tsonga, combo francese a Montpellier

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Herbert e Tsonga, combo francese a Montpellier

Altra finale indoor tutta transalpina: Tsonga si sbarazza facilmente di Albot, mentre Herbert mette a segno una prestigiosissima vittoria contro Berdych, giocando un incontro quasi perfetto

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Magari non avranno una democrazia millenaria, ma di sicuro i francesi hanno un ottimo record all’Open Sud de France. Per la quinta volta nelle ultime sei edizioni il campione del torneo indoor di Montpellier batterà bandiera tricolore (il dato diventa ancor più massiccio se consideriamo che dal 2010, anno in cui il torneo si è spostato da Lione, in finale ci sono arrivati appena quattro giocatori stranieri su sedici).

Stavolta il “patrio merito” è di Pierre-Hugues Herbert e Jo-Wilfried Tsonga, quasi stra-vincenti nelle rispettive semifinali sotto il tetto della Park & Suites Arena. Se la vittoria di Tsonga contro Radu Albot era attesa, e si è consumata senza problemi in appena un’ora e dieci minuti di palese disparità con il servizio, il risultato di Herbert contro un signor giocatore come Tomas Berdych fa di certo più notizia. Due set a zero, nessun break subìto, tre opportunità ceche cancellate nell’ordine da un ace, da un serve and volley e da uno scambio condotto fino al dritto di chiusura: questi i puntelli su una prestazione davvero ottima del ventisettenne alsaziano, al suo picco massimo di rendimento per l’intera durata dell’incontro.

Da spalla di doppio di Nicolas Mahut, con il quale qualche mese fa ha completato il Career Grand Slam, Herbert sta finalmente iniziando a costruirsi una figura più che credibile anche in singolare. Quella a Montpellier sarà la sua terza finale in carriera – ha perso entrambe le precedenti – ma gli exploit si stanno facendo via via più fitti: a Rotterdam 2017 conquistò una semifinale ATP 500 quasi dal nulla, poi l’anno scorso è arrivato a un set dal titolo a Shenzhen. In generale, anche quando non sorprende con un exploit come quello di questa settimana, “Pierugo” sta diventando un osso duro per tutti (lo testimonia la classifica, che lunedì prossimo gli sorriderà col best ranking e l’ingresso tra i primi 40 del mondo).

 

Se ne è accorto suo malgrado Berdych, che si è trovato di fronte un tennista capace di reggere alla perfezione il palleggio oltre che preciso a rete, e domenica dovrà farci i conti anche Tsonga. Così come il ceco anche Jo-Wilfried ha speso gran parte della passata stagione in infermeria, nel suo caso per colpa di un problema al ginocchio, tanto che gli occorrerebbe la vittoria finale per rientrare in top 150. Si tratterebbe anche del primo titolo da papà, dopo la nascita del figlio Sugar nel marzo del 2017. Per un maestro del tennis al coperto come lui, le condizioni di Montpellier sembrano quelle ottimali: la finale di domenica (ore 14:30) ci dirà quanto manca al suo completo ritorno, e a che punto è la maturazione del suo avversario.

Risultati:

[7] P.H. Herbert b. T. Berdych 6-2 7-5
[WC] J.W. Tsonga b. R. Albot 6-1 6-3

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Sonego ai quarti ad Antalya, Fabbiano passa a Eastbourne

Vittorie in rimonta per i due italiani impegnati martedì sull’erba

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Lorenzo Sonego – Antalya 2019 (foto via Twitter @antalyaopen)

FABBIANO SI RITROVA – Bella vittoria in rimonta per Thomas Fabbiano, bravissimo a girare il match contro un James Ward in (relativo) grande spolvero, uscito dalla qualificazioni lasciando cinque giochi al numero 2 del tabellone cadetto, quel Denis Kudla che ha nell’erba la superficie preferita. Anche Thomas è un qualificato, a spese della prima testa di serie; trattandosi però di Londero, non è proprio la stessa cosa.

Ward parte centratissimo e aggressivo, sembra che controlli la palla con il telecomando; l’italiano subisce, fatica su tutti i propri turni di battuta e ne cede due; due punti sono invece quelli lasciati dal servizio del trentaduenne di Londra in tutto il primo set. Nel secondo, Fabbiano riesce ad avvicinarsi alla linea di fondo e a togliere all’avversario la costante iniziativa del gioco, raccogliendo i frutti al terzo game. In un momento di incertezza per quanto riguarda l’inerzia della partita, risulta decisivo il passante di Ward che termina fuori con il campo sguarnito sulla palla per riprendersi subito il break; anche se, poi, aggancia Thomas sul 3 pari, l’azzurro ha ormai districato la matassa tattica, tanto che infila un parziale di 9 giochi a 1, volando al secondo turno dove troverà Laslo Djere, secondo favorito del seeding e già battuto nelle due precedenti sfide fuori dal circuito maggiore.

L’ERBA DI LORENZO – Recupera un set di svantaggio anche Lorenzo Sonego e si prende la seconda vittoria “erbivora” consecutiva a livello ATP imponendosi su Prajnesh Gunneswaran in due ore di gioco e dimostrando ancora una volta la sua voglia di lottare, incurante di un campo dai rimbalzi non sempre prevedibili (a voler essere gentili). Avevamo visto Gunneswaran nella sfida di Coppa Davis contro l’Italia dopo l’Australian Open, quando il suo capitano – ragionando forse per stereotipi – scelse di farlo giocare sull’erba, superficie a lui quasi sconosciuta ma amatissima dal nostro Seppi.

 

Il ventinovenne di Chennai si muove come se fosse ben più alto di quei 188 cm indicati dall’ATP e cerca con frequenza il suo dritto mancino non esattamente elegante. Anche Sonego gira attorno alla palla per sfoderare il suo colpo preferito e, al solito, varia con qualche smorzata. Il punteggio segue i turni di battuta e il tie-break è deciso da due errori consecutivi di Lorenzo sul proprio servizio: un rovescio largo cercando il lato destro dell’avversario e una smorzata facile e tatticamente corretta che però non supera la rete. I numeri mostrano che Gunneswaran ha perso due punti sulla prima, gli stessi concessi dal torinese sulla seconda.
Il dritto scomposto di Prajnesh comincia finalmente a comportarsi come ci si aspetta – vale a dire che si dirige abbondantemente largo verso sinistra, sempre che non centri la porzione di rete valida per il doppio – mentre Lorenzo si ricorda di essere quello più forte e arriva un 6-0 che richiede poco più tempo del precedente toilet break dei giocatori (che, a essere sinceri, è stato parecchio lungo). Gunneswaran salva con la battuta una palla break in apertura di terzo set e allora si va avanti come nel primo parziale. Giunti sul 5 pari senza altre occasioni per chi è in risposta, un nastro nastro fortunato su cui Gunneswaran arriva particolarmente scoordinato e un doppio fallo valgono il break a Lorenzo che chiude al gioco successivo andandosi a prendere l’ultimo punto a rete e il quarto di finale contro Adrian Mannarino, battuto lo scorso anno a Roma. Il francese è uscito vincitore al terzo su Roberto Carballes Baena.

Risultati:

Eastbourne

1° turno

D. Evans b. [8] R. Albot 7-6(2) 6-2
C. Norrie b. J. Chardy 6-4 7-6(4)
[Q] T. Fabbiano b. [Q] J. Ward 2-6 6-3 6-1
[6] G. Simon vs T. Sandgren
[LL] J.I. Londero b. [WC] J. Clarke 6-7(5) 6-1 6-3
P-H. Herbert vs D. Kudla
N. Jarry b. P. Cuevas 6-1 7-6(4)

Antalya

2° turno

[5] D. Dzumhur b. [WC] A. Celikbilek 6-3 4-6 6-3
L. Sonego b. P. Gunneswaran 6-7(3) 6-0 7-5
[2] A. Mannarino b. R. Carballes Baena 3-6 6-1 7-5
[3] J. Thompson b. B. Klahn 7-6(7) 6-3

1° turno

[Q] K. Krawietz b. [WC] C. Ilkel 6-4 6-4

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Cecchinato subito fuori a Eastbourne, Seppi eliminato ad Antalya

Niente da fare per Ceck contro il servizio di Hurkacz. Andreas cede in tre set a Tomic

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Marco Cecchinato - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

FUORI CECK… – Continua il periodo buio di Marco Cecchinato che, eliminato all’esordio in quel di Eastbourne da Hubert Hurkacz, non riesce a difendere la semifinale dello scorso anno. Per il lungo polacco (196 cm), si tratta della prima vittoria erbosa in un main draw ATP, ma il suo servizio è un’arma che oggi ha funzionato particolarmente bene, con due prime su tre in campo e ottime percentuali di realizzazione anche per quanto riguarda la seconde. Per quanto riguarda il Ceck nazionale, sull’erba le sue rotazioni top perdono efficacia e anche lo slice di rovescio non è risultato particolarmente incisivo in questa giornata.

Chirurgico sulle palle break (3 su 3), Hubert piazza un parziale di cinque giochi consecutivi tra la fine del primo set e l’inizio del secondo indirizzando l’incontro dalla propria parte. La pioggia interrompe momentaneamente la corsa polacca e, al rientro, l’azzurro ne approfitta per riprendersi il break, ma la speranza che l’inerzia sia girata svanisce insieme al potenziale titolo “Rain Ceck”: al nono gioco, infatti, Hurkacz si riprende il vantaggio e, dopo aver illuso con il doppio fallo iniziale, incamera con scioltezza un altro 6-4. Arriva così la quarta sconfitta consecutiva per Marco che, superficie non favorevole a parte, si sta suo malgrado infilando in una crisi di risultati e fiducia a cui il nuovo coach Uros Vico cercherà di porre rimedio.

… E ANCHE ANDREAS – Non va meglio per Andreas Seppi, settima testa di serie come Ceck, che in Turchia vince il primo set ma subisce la rimonta di Bernard Tomic e incassa la sconfitta n. 18 in stagione nonostante i 16 ace. Dopo il verdissimo campo 2 di Eastbourne, il Duygu Court di Antalya è un pugno nell’occhio ma, forse, l’effetto “terreno dissodato” è dovuto alla TV. In ogni caso, un incontro che si preannuncia poco facile, con Tomic che ha quell’atteggiamento di chi è lì per caso tra una palla che non gli arriva a rete e un ace (saranno 24 alla fine), a cui si aggiungono le condizioni ambientali; insomma, ci vuole proprio (un) Seppi per mantenere la calma.

E, infatti, Andreas la prende a ridere (magari un po’ ironicamente) quando non riesce a far rimbalzare la palla neanche quel paio di volte prima di battere o quando un rumore tanto forte quanto fastidioso fa ritardare l’inizio del terzo game e costringe poi l’arbitro a chiamare il let. Peccato che “Monza 2020” debba competere con Maiorca e non con Antalya.

 

L’uomo capace di fermare la striscia di servizi di Matteo Berrettini strappa la battuta australiana in apertura, mantiene il vantaggio e fa sua la prima partita. Con l’avversario che ha iniziato a vincere punti anche sulla seconda, Seppi recupera in extremis il break alla sesta opportunità, dopo che il servizio di Bernard gli aveva impedito di giocarsi le prime cinque (in realtà, non si gioca neanche l’ultima: doppio fallo), ma fallisce la palla del 5 pari sulla propria battuta. Tomic si fa trattare la schienda sul 2-1 del set decisivo; al decimo game, l’azzurro manca ancora l’aggancio e manda l’australiano al secondo turno.

Da segnalare, la sconfitta di Ernests Gulbis per mano di Altug Celikbilek, risultato che può permettere alla ventiduenne wild card locale di sfondare il muro della top 400, mentre Ugo Humbert nega la prima vittoria in carriera su erba a Federico Delbonis. Martedì tocca invece a Lorenzo Sonego opposto all’indiano Prajnesh Gunneswaran.

Risultati Eastbourne

H. Hurkacz b. [7] M. Cecchinato 6-4 6-4
[5] F. Verdasco b. J. Millman 6-7(3) 6-4 6-1
S. Johnson b. R. Opelka 7-6/4) 6-3
T. Fritz b. [Q] P. Jubb 6-2 6-3
S. Querrey b. M. Kukushkin 6-3 7-6(4)

Risultati Antalya:

[5] D. Dzumhur b. M. Ebden 6-4 7-5
B. Tomic b. [7] A. Seppi 4-6 6-4 6-4
[WC] A. Celikbilek b. E. Gulbis 6-3 4-6 6-4
P. Gojowczyk b. [WC] E.Kirkin 6-3 6-7(3) 6-2
P. Gunneswaran b. [PR] J. Tipsarevic 6-0 7-6(6)
R. Carballes Baena b. [Q] JC Aragone 6-4 7-6(2)
B. Klahn b. [Q] S. Darcis 6-3 6-2
[6] U. Humbert b. F. Delbonis 6-3 7-5
[Q] V. Troicki [PR] J. Kovalik 7-6(3) 6-4

I tabelloni

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Il Queen’s regala il bis a Feliciano, Simon cede al tie-break decisivo

LONDRA – L’erba più antica del circuito fa rispettare la sua storia: lo spagnolo, precipitato in classifica, vince per la seconda volta in tre anni il titolo londinese, con un’altra finale intensa (anzi due). Tornerà tra i primi 60

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Feliciano Lopez - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

da Londra, il nostro inviato

Il torneo di tennis più antico del mondo non poteva che incoronare il giocatore più anziano in tabellone. Al Queen’s Club su invito, nonostante la classifica di numero 113 mondiale, il trentasettenne Lopez si è ritrovato per una settimana nel suo elemento preferito, l’erba: lei ha ricambiato i quattordici anni di ininterrotto affetto, incoronandolo campione dei Fever-Tree Championships per la seconda volta.

Nella solita finale tesissima, ormai un must al circolo della regina, a Feliciano è servito ancora una volta il tie-break decisivo. Due anni fa ci aveva beffato Marin Cilic, stavolta è stato l’unico modo per scollarsi di dosso Gilles Simon, rimasto attaccato all’incontro conclusivo più anziano nella storia ultra-centenaria del torneo con tenacia fin quasi allo scoccare della terza ora. Che non è stata neppure l’ultima per lo spagnolo, già reduce da un sabato estenuante: mezz’ora dopo si è di nuovo presentato in campo per regalarsi uno storico bis in doppio al fianco del rientrante Andy Murray.

 
Feliciano Lopez e Gilles Simon – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Su un campo centrale piuttosto lento Feliciano era partito bene, strappando ripetutamente il servizio a Simon per aggiudicarsi il primo set per 6-2, prima che la stanchezza e la lenta crescita dell’avversario complicassero sempre di più le cose. Consapevole che il solito gioco d’attacco non sarebbe bastato, Lopez ha alternato fin dall’inizio la presenza sotto rete – sia al servizio che in risposta, trovando il modo di chiudere di volo anche scambi molto prolungati – a una ottima resistenza dalla riga di fondo: mescolando il palleggio con il back di rovescio ha finito per tenere testa al francese anche nel suo gioco, non lasciandosi logorare dai game di battuta via via sempre più combattuti. Alla fine i due punti più duri dell’incontro li ha vinti lui, uno dei quali addirittura nel finale, a energie quasi esaurite.

Finale che è stato dolcissimo, con tanto di annuncio di nuovo matrimonio durante la premiazione, ma che avrebbe potuto essere molto amaro: a tre punti dalla coppa nel secondo set Lopez ha pasticciato con il suo colpo migliore, la volée; nel terzo, dopo aver risposto in rete su un championship point nell’ultimo turno di battuta regolare, si è ritrovato ancora una volta nella lotteria del tie-break. A quel punto però Simon aveva esaurito il credito con la fortuna: una settimana di terzi set ha pesato per prima sulle sue spalle, portandolo al doppio fallo sul 2-3 che è stato soltanto l’ultima delusione datagli da un servizio mai d’aiuto nel corso dell’intero torneo.

Feliciano Lopez e Gilles Simon – Queen’s 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Con uno strepitoso passante al volo e un paio di buoni servizi Lopez ha compiuto gli ultimi passi verso il successo, confermando ancora una volta le gerarchie sull’erba (5-0 negli scontri diretti, e 4-0 nei titoli sulla superficie). Non fosse stato per la contemporanea vittoria di Roger Federer a Halle, il risultato lo avrebbe reso anche il più anziano campione ATP addirittura dagli anni 70 di Ken Rosewall. Ma forse a lui più del passato importa il presente, nel quale è di nuovo tra i primi 60 della classifica mondiale e soprattutto è di nuovo felice del proprio tennis. Un tennis che continua ad emozionare, almeno sul vecchio prato del Queen’s Club.

Risultato:

[WC] F. Lopez b. G. Simon 6-2 6-7(4) 7-6(2)

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