A Montpellier, Tsonga scaccia i fantasmi e torna al successo

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A Montpellier, Tsonga scaccia i fantasmi e torna al successo

Il francese domina e torna a sollevare un trofeo dopo più di un anno, nel luogo dove era iniziato il suo calvario. Terza finale persa invece per Herbert

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Si è conclusa poco fa la finale dell’edizione 2019 dell’Open Sud de France che si disputa dal 2010 nella Park&Suites Arena di Montpellier. A contendersi il titolo quest’oggi sono stati i padroni di casa Pierre-Hugues Herbert, 27 anni e nel momento migliore della carriera da singolarista, e il redivivo Jo-Wilfried Tsonga, sei anni all’anagrafe più del rivale e una classifica tutta da ricostruire in seguito all’infortunio al ginocchio subito proprio qui a Montpellier l’anno passato. Terzo scontro diretto tra i due transalpini dopo i due successi piuttosto netti di Tsonga che risalgono al biennio 2016-2017, sempre sul veloce.

Erano ben nove i francesi al via nel tabellone principale con Pouille accreditato della prima testa di serie poi sconfitto anzitempo da Baghdatis. Per Herbert, invece, settima testa di serie del seeding mentre a Tsonga gli organizzatori hanno riservato una wild card. Bookmakers concordi nell’attribuire al giocatore più esperto i favori del pronostico nonostante quanto messo in mostra da Herbert nel corso di una settimana che l’ha visto estromettere, tra gli altri, Shapovalov e Berdych. Tre connazionali sulla strada di Tsonga verso l’atto conclusivo e due autentiche maratone con Humbert, prima, e Chardy, poi. Più agevoli, invece, l’ottavo con Simon e la semifinale di ieri con Albot.

Al termine di una partita quasi a senso unico, il trofeo se lo è assicurato con merito Tsonga: per lui si tratta del diciassettesimo titolo e nono in Francia, un habitué. Appuntamento con la vittoria ancora rinviato, invece, per Herbert che perde così la terza finale nel circuito maggiore.

 

LA CRONACA – Parte forte Herbert, il suo è un tennis assai piacevole e, secondo copione consolidato, quando può prende la via della rete, il suo habitat naturale. Tsonga lo si conosce, servizio e diritto sugli scudi e tanta grinta. Tutto a vantaggio di un match che nei primi venticinque minuti di gioco fa registrare praticamente solo colpi vincenti. Ciò che più impressiona in questa fase è la lunghezza di palla nello scambio di un Herbert arrembante che sembra avere messo a punto una facilità di colpi di tutto rispetto. Bravo ed esperto Tsonga a essere altrettanto efficace nei propri turni di battuta, con il diritto che è una micidiale sentenza. Sornione, dunque, il nativo di Le Mans, nell’attesa di un piccolo passaggio a vuoto dell’avversario. Eventualità che prontamente si materializza nel corso del nono game quando Herbert, dopo un sanguinoso doppio fallo, si trova a dover fronteggiare una prima palla break che però cancella con un serve-and-volley da manuale. Tuttavia nulla può sulla seconda, quando Tsonga con il suo colpo migliore trova una risposta vincente in lungolinea, assicurandosi così la possibilità di servire per il set. Detto e fatto, e in un amen è 6-4 Tsonga il cui linguaggio del corpo trasuda una demoralizzante sicurezza.

Il secondo set si apre ancora con Herbert al servizio ma, purtroppo per lui, le difficoltà non sono ancora finite. Come nel precedente turno di battuta Pierre-Hugues è infatti costretto agli straordinari e anche in questa circostanza, ma con il rovescio, una risposta al fulmicotone del rivale gli costa il break che spezza l’equilibrio del parziale già in avvio. Break confermato senza patemi per un filotto di cinque giochi consecutivi appannaggio del finalista dell’edizione 2008 degli Australian Open. Herbert, per la verità, non ha molto da rimproverarsi, sono infatti più i meriti di Tsonga che i demeriti propri quest’oggi sebbene qualche piccola sbavatura. Fatto sta che allo scoccare della prima ora di gioco la situazione sembri già essere piuttosto compromessa. Il pubblico sugli spalti, che vede il match scivolare via troppo velocemente, prova a scuotere Herbert con un lungo applauso ritmato ma un’ingenuità con la volée di diritto, da lì a poco, significa la palla del doppio break, all’atto pratico un match point anticipato. Tsonga, adesso straripante in tutta la sua fisicità, capitalizza anche questa opportunità con l’immancabile risposta vincente: match in ghiaccio. C’è giusto il tempo per mettere a referto un paio di giochi interlocutori, uno per parte, e per Jo-Wilfried è tempo di servire per il titolo, una formalità. Al cambio di campo è un fiume in piena: 6-2 senza appello e titoli di coda.

In definitiva, una partita gradevole e combattuta solo per i primi otto game interpretati da entrambi su ottimi livelli, prima dell’assolo di Tsonga che, strappata la battuta una prima volta a Herbert, non si è più voltato indietro. Herbert, che in ogni caso conferma di avere dei numeri interessanti e un tennis vario, può comunque consolarsi con il nuovo best ranking. Che belle storie racconta il tennis: da Montpellier a Montpellier, un anno dopo. Tsonga è tornato.

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ATP Vienna, il tabellone: torneo di gran livello, cinque azzurri nel main draw

Berrettini in rotta di collisione con Hurkacz nei quarti e Zverev in semifinale. Sinner si gioca molto: possibile scontro diretto per le ATP Finals contro Ruud nei quarti. Al via anche Musetti, Fognini e Sonego

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Matteo Berrettini - Laver Cup 2021 (foto Twitter @LaverCup)

È un tabellone di alto livello quello dell’Erste Bank Open 2021, torneo ATP 500 (cemento indoor, 1.837.190 di montepremi) che prenderà il via a Vienna da lunedì. L’appuntamento austriaco è ormai diventato un classico di fine stagione e anche quest’anno rappresenta uno dei fulcri della corsa alle ATP Finals.

Sono cinque gli italiani nel tabellone principale: Berrettini, che nell’ultima apparizione alla Wiener Stadthalle (2019) raggiunse la semifinale perdendo dall’idolo di casa Thiem, affronterà un qualificato al primo turno. La rotta prevede un quarto di finale potenziale contro Hurkacz e una semifinale contro Zverev, numero due del seeding. Il romano è l’unico azzurro nella seconda metà del tabellone; nella prima ci sono quattro alfieri del tricolore. La testa di serie numero 7, Sinner, proverà ad aumentare le sue chances di qualificazione per Torino sfidando al primo turno Opelka. La marcia ipotetica dell’altoatesino prevede un quarto di finale con l’altro contendente per le Finals Ruud e una semifinale con la prima testa di serie, Tsitsipas.

Sonego, che a Vienna l’anno scorso si tolse la soddisfazione di battere Djokovic, esordirà al primo turno contro Garin per poi affrontare al secondo turno uno tra Ruud e Harris. Fognini se la vedrà con la testa di serie numero 8 Schwartzman; potrebbe esserci un derby al secondo turno se Musetti, in tabellone grazie ad una wild card, superasse Monfils. Il tabellone da 32 giocatori fa sì che il taglio per l’ammissione nel draw sia stato bassissimo (l’ultimo entrato direttamente è Fucsovics, 41 ATP). Motivo per il quale ci si attende spettacolo già dai primi turni: match di cartello sono ad esempio Tsitsipas-Dimitrov e Hurkacz-Murray. Infine, l’auspicio è che la truppa degli italiani possa essere infoltita da Mager, impegnato nelle qualificazioni.

 

Il tabellone aggiornato

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ATP Mosca: Khachanov e Karatsev si giocano un posto in finale

Aslan torna a giocare una semifinale ATP dopo 6 mesi. Non ha mai vinto contro Khachanov. Cilic sfida Berankis nell’altra ‘semi’

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Nonostante il numero 1 del tabellone Andrey Rublev sia uscito prematuramente dall’ATP 250 di Mosca, il torneo avrà comunque un finalista russo. Sarà uno tra Karen Khachanov e Aslan Karatsev, rispettivamente numero 2 e numero 3 del tabellone. Entrambi hanno superato l’ostacolo dei quarti di finale senza perdere set. Khachanov ha avuto difficoltà ad avere la meglio di John Millman, che l’ha tenuto in campo per quasi 2 ore e mezza. L’australiano ha anche avuto quattro set point in risposta sul finire del secondo set. Khachanov (che ha vinto questo torneo nel 2018) ha però evitato il terzo set vincendo il tie-break.

Karatsev invece ha impiegato un’ora in meno per battere Gilles Simon nell’ultimo match di giornata. Il russo ha vinto 6-4 6-3, recuperando uno svantaggio iniziale di 0-2 nel secondo, e tornerà a giocare una semifinale ATP sei mesi dopo l’ultima (batté Djokovic a Belgrado in una partita memorabile). I precedenti dicono 2-0 Khachanov. L’ultima sfida l’hanno giocata in Canada un paio di mesi fa (2 set a 0 per KK), mentre l’altra si è disputata sui campi di San Pietroburgo, quando lo stesso Khachanov vinse in rimonta.

Dall’altra parte del quadro si sfideranno Marin Cilic e il lucky loser Ricardas Berankis. Una prova eccellente al servizio ha garantito al croato l’accesso alla sua quarta semifinale della stagione. 15 aces e e soli cinque punti persi con la prima in campo, niente da fare per Pedro Martinez, sconfitto in un’ora di gioco 6-1 6-2. Cilic ha vinto questo torneo due volte, nei suoi anni migliori, 2014 e 2015, mentre il suo avversario vanta comunque un secondo posto ottenuto nel 2017. Berankis è stato ripescato e come se non bastasse ha avuto un tabellone abbastanza agevole: i suoi avversari sono stati Donskoy, Coria e Mannarino, con quest’ultimo che non ha confermato la prestazione con cui è riuscito a battere Rublev negli ottavi. Il lituano – ancora alla ricerca del suo primo trionfo ATP – ha vinto 6-2 7-6 e giocherà la prima ‘semi’ del suo 2021.

 


ATP 250 Mosca, i quarti di finale:
(LL) Berankis b. Mannarino 6-2 7-6
[6] Cilic b. Martinez 6-1 6-2
[3] Khachanov b. Millman 7-5 7-6
[2] Karatsev b. Simon 6-4 6-3

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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ATP Anversa: Sinner spazza via Rinderknech e vola in semifinale

Sinner si trova ancora bene in questo torneo e supera nettamente Rinderknech. Harris il prossimo ostacolo

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[1] J. Sinner b. A. Rinderknech 6-4 6-2

Ancora un’ottima vittoria per Jannik Sinner, che si libera facilmente in due set di Arthur Rinderknech e si prende il posto nella semifinale contro il sudafricano Lloyd Harris. Una partita ben giocata dal tennista italiano, che ha tenuto botta in un primo set dall’alta intensità ed ha sommerso l’avversario con il suo ritmo insostenbile nel secondo, commettendo pochissimi errori. Non una partita scontata, visto anche l’ultimo precedente da molti ricordato già nel post partita contro Musetti. Rinderknech è un tennista dall’ottimo servizio e aveva già messo in difficoltà Sinner, battuto in tre set durante la stagione su terra a Lione.

La partita inizia con uno spartito tattico chiaro, il francese prova a mettere pressione a Sinner salendo a rete ad ogni occasione possibile. Questa soluzione gli evita molti scambi ma in questa prima fase di partita Jannik trova tanti ottimi passanti. Il primo ad avere palle break è proprio il tennista italiano, che trova un fantastico dritto sulla riga per portarsi sullo 0-40. Sulle prime due palle break è molto bravo il francese a trovare due ottime prime, ma sulla terza si deve arrendere ad uno splendido dritto in diagonale, in teoria difensivo ma reso offensivo dalla maestria di Sinner, che consegna il primo break della partita a Sinner.

 

Rinderknech non ci sta e si rifà sotto approfittando delle solite incertezze al servizio dell’italiano, che concede il controbreak con un errore di rovescio. Le emozioni non si fermano e in risposta Sinner continua a fare male. Un errore di rovescio del francese concede la chance di un’altra palla break, salvata dal servizio vincente di Rinderknech. Le seconde però non aiutano il francese, che non riesce a salvare la seconda palla break concessa e subisce il secondo break consecutivo.

Sinner sfiora ancora una volta il break nel settimo game, ma Rinderknech alza il livello della sua battuta e scaccia via il pericolo. Il francese prova a rimettersi dentro la partita quando è spalle al muro, con Sinner a servire per il primo set. Rinderknech conferma la sua costante pericolosità in risposta guadagnandosi due palle break con un bel dritto lungolinea. Sinner è bravo a reagire e con quattro fantastici punti consecutivi chiude un primo set giocato ottimamente da entrambi, ma con l’italiano più cinico nei punti importanti.

In avvio di secondo iniziano ancora una volta i problemi per Rinderknech, che concede due palle break anche per una palla sporcata dal nastro. Il francese ritenta il serve & volley ma Jannik riesce a passare ed è già break nel secondo set. Poco da segnalare nel finale di secondo, se non un bel contropiede di dritto di Sinner che gli regala palla break, convertito con un doppio fallo di Rinderknech. Pochi problemi per l’italiano nel chiudere il lavoro e regalarsi una semifinale contro Lloyd Harris, la sesta stagionale per Sinner. Il sudafricano sarà un ostacolo di livello e un test importante nella corsa verso le Nitto ATP Finals di Sinner, che con la vittoria del titolo qui tornerebbe molto più alla portata. Non ci sono precedenti fra Harris e Sinner che, nelle classifiche virtuali oggi sarebbe n.12…ma sono appunto classifiche virtuali finchè il torneo di Anversa è ancora in corso.

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