Si alza il sipario sull’Almanacco del tennis 2019

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Si alza il sipario sull’Almanacco del tennis 2019

Sabato sera a Calderara di Reno (BO) verrà presentata la nuova edizione del volume di Matteo Lumia, che raccoglie i dati e le statistiche della stagione tennistica 2018. Ubitennis non poteva mancare

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Sabato sera, alla Casa della Cultura “Italo Calvino” di Calderara di Reno (BO) si terrà la presentazione della nuova fatica editoriale di Matteo Lumia, l’Almanacco del Tennis 2019. Anche quest’anno – il settimo, la prima edizione risale al 2013 – l’autore è riuscito nell’impegnativa impresa di condensare in un unico volume tutta la stagione tennistica 2018. Nelle 790 pagine della pubblicazione sono infatti raccolti i tabelloni dei circuiti maggiori ATP e WTA, della Coppa Davis e della Fed Cup, dei circuiti minori ATP Challenger e WTA 125K series, gli albi d’oro, le statistiche, i risultati ed i profili di giocatori e giocatrici. Ed anche eventi come Hopman Cup e Laver Cup. Il tutto impreziosito dalle foto del fotografo di Ubitennis Roberto Dell’Olivo e dagli articoli dei giornalisti di tennis che fanno capo alle testate più importanti del settore. Da segnalare in questa edizione, oltre alla prefazione di Filippo Volandri, l’intervista a Raffaella Reggi edil contributo di Adriano Panatta con i suoi ricordi dei Campionati italiani assoluti (una delle novità 2019 è la sezione dedicata al tennis in Italia). Non poteva mancare la tradizionale rubrica degli “Oscar del tennis”, con i pareri e le nomination di più di quaranta tra giornalisti (tra cui due grandi firme del giornalismo statunitense, Steve Flink e Ben Rothenberg) ed addetti ai lavori. 

Per la presentazione di sabato (inizio ore 20.30), Lumia ha giustamente voluto mettere il tennis al centro. E ha perciò pensato (bene, aggiungiamo noi, ma siamo di parte) di coinvolgere Ubitennis, che sarà presente con alcuni dei suoi collaboratori storici, Antonio Garofalo, Ruggero Canevazzi, Roberto Dell’Olivo ed Ilvio Vidovich. Con l’Almanacco e le foto di Roberto a fare da fil rouge, l’autore ed i nostri collaboratori ripercorreranno insieme la stagione 2018 e faranno il punto sulla stagione in corso.

Se siete in zona e volete trascorrere una piacevole serata all’insegna del tennis, l’occasione è quella giusta.

 

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Con il nuovo DPCM si può giocare a tennis? Solo all’aperto

Il testo della legge è poco chiaro. La risposta dipende: all’aperto sì, al chiuso no. Si attende comunque un chiarimento definitivo anche da parte della FIT

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Ieri, 25 ottobre, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha emanato uno dei suoi ormai celebri DPCM (che sta per Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) al fine di contrastare il nuovo esponenziale aumento dei contagi di Coronavirus in Italia. Il decreto, salvo nuove correzioni sarà valido fino al prossimo 24 novembre. Le restrizioni a livello nazionale sono notevoli e coinvolgono in particolare la chiusura di locali pubblici come bar e ristoranti a partire dalle ore 18.

Anche lo sport è finito sotto la scure del decreto. Gli sport di contatto come il calcio e il basket sono stati già stati proibiti se non per le competizioni delle leghe professionistiche. Le palestre e le piscine pure sono stati costretti a tirare giù le serrande. Nel testo della legge, nella sezione dedicata allo sport, si parla specificamente di “stop delle attività di palestre, piscine, impianti nei comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere e centri termali”.

Ma una qualche forma di attività sportiva si può continuare a praticare. L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento“. Fatto salvo per specifiche norme ancora più stringenti emanate dalle regioni e dalle provincie autonome. Il tennis, sport senza contatto e in cui dunque si può mantenere il necessario distanziamento sociale, sembrava dunque poter pienamente rientrare tra le eccezioni. Questo è quello anche che hanno suggerito fin da subito le interpretazioni del DPCM da parte di diversi media sportivi e non, tra i quali la Gazzetta dello Sport.

 

Il nodo però in realtà c’è. E sta nella dicitura “all’aperto”. Insomma, si può giocare ma solo all’aperto. In molte zone d’Italia, di questo periodo, nei circoli si utilizzano praticamente solo in campi indoor, coperti da strutture permanenti o da palloni tensostatici che coprono i campi. A certe latitudini, in pieno autunno, non poter giocare all’aperto significa dunque che in realtà non si può più giocare del tutto. A chiarire come questa sia l’interpretazione corretta del DPCM è stato lo stesso Dipartimento dello Sport, rispondendo ad una FAQ, sigla molto comune che sta per Frequently Asked Question, ovvero le domande che vengono poste in maniera maggiore dal pubblico. “Il tennis e padel, non rientrando nelle categorie degli sport di contatto, potranno continuare solo in centri e circoli sportivi all’aperto, previo rispetto dei protocolli di sicurezza”, è scritto.

LA CONFERMA DELLA FIT – Dunque, ufficialmente, si può giocare solo all’aperto. Lo ha confermato anche Federazione Italiana Tennis (FIT), il cui comunicato ufficiale recita in questi termini: “In ottemperanza al nuovo DPCM l’attività nei campi coperti è consentita solamente per lo svolgimento delle competizioni di interesse nazionale (escluse dunque quelle sopra elencate) e per le sessioni di allenamento degli atleti agonisti abilitati a partecipare a tali competizioni”. Niente tennis amatoriale al chiuso, dunque.


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ATP Nur-Sultan: scottante sconfitta per Stefano Travaglia

Il tennista ascolano spreca incredibilmente un vantaggio di 5-2, 40-0 nel primo set e cede di schianto a Tommy Paul in Kazakistan

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Dopo le ragguardevoli prestazioni offerte a Roma e al Roland Garros sta subendo un rimbalzo negativo l’autunno di Stefano Travaglia. All’Open di Sardegna, penultima apparizione nel Tour, Stetone era stato eliminato al primo turno da Andrea Pellegrino facendosi erodere un vantaggio di 6-4 5-2, e ritirandosi sullo 0-3 nel terzo set dopo un doppio fallo subito diventato viralissimo sulle più note piattaforme social. Siccome i cattivi pensieri nel tennis non sono facili da dissipare, Travaglia ha perso contro Tommy Paul nel primo turno del nuovo ATP in corso a Nur-Sultan subendo un’altra cocente rimonta.

In vantaggio per 5-2, 40-0 e servizio, Steto si è fatto incredibilmente scippare al tie-break il primo set dal vincitore del Roland Garros Junior 2015, non prima di aver sprecato un altro set point sul 5-4 divorato dall’inquietudine e da molti marchiani errori figli di quest’ultima. Sotto di un break anche nella seconda partita, Travaglia non ha sfruttato due occasioni per riportarsi in linea di galleggiamento nell’ottavo gioco sul servizio di Paul, poco prima di alzare bandiera bianca con un ultimo break subìto.

Paul, collocato nella parte bassa del tabellone, nel secondo turno affronterà Radu Albot, che ha rimontato da par suo la wild card kazaka d’importazione Dimitri Popko, e sempre in basso proseguirà nella campagna Fernando Verdasco, bravo a sbarazzarsi in due di James Duckorth. Nando al secondo round se la vedrà con Millman, omaggiato di un bye all’esordio, mentre la testa di serie numero due Kecmanovic, anch’egli già agli ottavi senza giocare, troverà Frances Tiafoe, il quale ha impartito una severa lezione al piacevole ma sempre incostante Corentin Moutet di questi tempi.

 

Risultati:

R. Albot b. [WC] D. Popko 4-6 6-4 6-4
F. Verdasco b. J. Duckworth 6-4 7-6(5)
[7] T. Paul b. S. Travaglia 7-6(2) 6-3
F. Tiafoe b. C. Moutet 6-3 6-2
C. Norrie vs J. Thompson

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Andreescu scrive a Billie Jean King e alle ‘Original 9’ a 50 anni dal torneo che lanciò la WTA

La tennista canadese ha affidato a BBC Sport una lettera aperta per ringraziare le pioniere che hanno reso il tennis lo sport più redditizio per le atlete

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Bianca Andreescu e Billie Jean King - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Qui il link all’articolo contenente la lettera originale


Cinquant’anni fa, per la precisione il 23 settembre del 1970, nove tenniste – Peaches Bartkowicz, Rosie Casals, Judy Dalton, Julie Heldman, Billie Jean King, Kerry Melville Reid, Kristy Pigeon, Nancy Richey e Valerie Ziegenfuss (potete leggere qui le loro storie, ndt) – si inimicarono l’establishment del tennis iscrivendosi a un nuovo torneo, il Virginia Slims Invitational di Houston, e firmando un contratto da un dollaro che le rese le prime tenniste professioniste.

Nonostante la minaccia di essere bandite dagli Slam, presero l’iniziativa per cercare di incrementare i guadagni e le opportunità per le tenniste. Le loro azioni portarono alla creazione del Virginia Slims Circuit (oggi WTA Tour), e poi in seguito a montepremi uguali a quelli degli uomini nei tornei del Grande Slam e in altri eventi, rendendo il tennis uno degli sport più egalitari – le abbiamo celebrate in una serie di pezzi, iniziando da questo ripreso da un racconto pubblicato sul sito della WTA.

 

Pur ferma per infortunio da quasi un anno, la campionessa dello US Open 2019 Bianca Andreescu ha voluto tributare loro un omaggio, vergando una lettera aperta sul sito della sezione sportiva della BBC. Trovate la traduzione di seguito.

Care “Original 9”,
senza le vostre azioni coraggiose, la vostra visione, e la vostra determinazione per realizzare un futuro migliore per il tennis femminile, oggi non saremmo qui. Quando ho sollevato il trofeo dello US Open l’anno scorso e ho ricevuto l’assegno riservato alla vincitrice, sono stata consapevole da subito che è in gran parte grazie a voi ed alla vostra incredibile temerarietà se ho ricevuto la stessa cifra del campione del torneo maschile. A 15 anni, per la prima volta ho compilato un assegno (finto!) dello US Open a mio nome. Ogni anno guardavo il montepremi e, comprendendo il sacrificio che era stato fatto per assicurare che fosse uguale ai guadagni degli uomini, mi sentivo molto più stimolata a continuare a lavorare per realizzare il mio sogno di vincere quel torneo. Partecipare e vincerlo per davvero nel 2019 è stato incredibile. Questo è stato possibile solo grazie a voi nove.


Avevo 11 anni quando ho scoperto che, nell’estate del 1970, le giocatrici di tennis venivano pagate solo un ottavo di quanto erano pagati gli uomini – e a volte anche meno. Inoltre, avendo anche molte meno opportunità di giocare sui grandi palcoscenici, non c’è da meravigliarsi che vi foste sentite respinte dal gioco che amavate. Anche se le probabilità erano contro di voi, voi nove avete avuto abbastanza fiducia in voi stesse e l’un l’altra da firmare contratti da un dollaro con l’editrice Gladys Heldman, un’altra pioniera a pieno titolo, per competere in un torneo che avrebbe potuto distruggere le vostre carriere tennistiche.

È difficile immaginare ora che l’establishment tennistico, dominato dagli uomini, abbia minacciato di vietarvi non solo di giocare gli Slam, ma anche le competizioni a squadre come la Fed Cup (oggi è uno dei miei eventi preferiti da giocare) e di privarvi del vostro ranking a livello nazionale per aver giocato nel nuovo torneo Virginia Slims Invitational organizzato a Houston. Ma i vostri sogni erano molto più grandi delle classifiche e dei Grandi Slam. Avete deciso di rendere lo sport, e di riflesso il mondo, un posto migliore e più equo per le donne. I vostri obiettivi erano chiari: che qualsiasi ragazza di qualsiasi luogo avrebbe avuto un posto dove competere. Che le donne sarebbero state apprezzate per i loro risultati, non solo per il loro aspetto. E che sarebbero in grado di guadagnarsi da vivere giocando a tennis a livello professionistico.

Bianca Andreescu – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Sono molto grata a tutti coloro che hanno reso l’evento di Houston un successo, grazie al quale abbiamo assistito al lancio del primo vero circuito femminile nel 1971 e più avanti, nel 1973, alla fondazione della WTA durante una riunione organizzata a Londra con oltre 60 giocatrici, poco prima di Wimbledon. Mi piace pensare che forse altre donne venute successivamente avrebbero fatto la stessa cosa, ma il punto è che voi avete fatto il balzo più grande, lo avete fatto per prime, e la vostra generazione ha ispirato la mia a continuare a lottare e battersi per il cambiamento.

Al giorno d’oggi, abbiamo più strumenti a nostra disposizione, come i social media, per aiutare a sostenere ciò in cui crediamo. Cambiamenti culturali e dei media hanno messo a disposizione di atleti e celebrità una piattaforma globale che ha consentito conversazioni significative, che altrimenti non sarebbero state possibili, incentrate sul bisogno di cambiamento e di uguaglianza. Quello che abbiamo visto fare a Naomi Osaka qualche settimana fa, quando ha deciso di non giocare una partita per protestare contro l’ingiustizia razziale, è incredibile, così come lo è stato il coinvolgente discorso di Coco Gauff durante una protesta di Black Lives Matter per chiedere il cambiamento.

Con le vostre esperienze come esempio, la prossima generazione – la mia generazione – di giovani donne sta assumendo il comando, usando le nostre piattaforme per parlare di ciò in cui crediamo mettendosi in gioco, indipendentemente da quale sarà il risultato o la reazione. La vostra leadership ha gettato delle potenti basi affinché tutti noi possiamo far sentire la nostra voce. Billie, quando ho avuto la fortuna di conoscerti l’anno scorso, ti ho chiesto quale fosse il tuo più grande risultato e tu hai risposto: “Ottenere lo stesso montepremi per il tennis femminile”. Ma hai anche chiarito che la lotta non era finita. Mi hai detto che avrei potuto continuarla, diffondendo maggiore consapevolezza sulle questioni che ci stanno a cuore durante le interviste e sui social media.

L’uguaglianza è un lavoro in corso d’opera, e c’è ancora molto margine di miglioramento. Se continuiamo tutti a fare la nostra parte e a difendere ciò in cui crediamo, le cose si evolveranno e si avrà un cambiamento. Ad esempio, al di fuori dei tornei del Grande Slam e di alcuni degli altri tornei più importanti, il prize money è rimasto disuguale, e il tour maschile ha ancora più tornei di quello femminile. Prometto di usare le mie piattaforme e la mia voce per incoraggiare questo necessario cambiamento. In ogni caso, abbiamo un grosso debito di gratitudine verso voi nove donne straordinarie, che eravate pronte ad un salto nel vuoto per fare in modo che le ragazze e le donne come me avessero la possibilità di sognare in grande e portare a casa dei risultati.

Sollevare il trofeo dello US Open è stata una sensazione incredibile, che mette in soggezione – e lo sarà di nuovo questo fine settimana per la donna che vincerà il titolo sabato
[la lettera è stata scritta durante il torneo, ndr]. E quindi per questa opportunità, e per tutte le altre barriere abbattute lungo il percorso, devo dire grazie a Peaches, Rosie, Judy, Julie, Billie Jean, Kerry, Kristy, Nancy e Valerie – e a tutte le giocatrici visionarie che vi hanno seguito – per aver reso il tennis femminile la storia di successo internazionale che è oggi. Cordialmente, B.”

Traduzione a cura di Giuseppe Di Paola

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