Miami: Federer sontuoso, Shapovalov applaude insieme al pubblico

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Miami: Federer sontuoso, Shapovalov applaude insieme al pubblico

Roger ad altissimo livello, troppo per Denis. Finale con Isner, la vecchia guardia ruggisce ancora

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Roger Federer, pic from Twitter @ATP_Tour

[4] R. Federer b. [20] D. Shapovalov 6-2 6-4

da Miami, il nostro inviato

Nonostante i grandi proclami di cambio della guardia e nuovo che avanza, l’attacco della meglio gioventù canadese agli ultratrentenni rappresentanti del vecchio establishment tennistico è stato respinto in maniera netta. Dopo la sconfitta di misura di Auger Aliassime contro Isner, nella seconda semifinale del Miami Open Denis Shapovalov non è riuscito a togliersi dall’aura e dai rovesci di Roger Federer, cedendo il passo al super-campione svizzero dopo due set piacevoli da vedere ma che non hanno mai dato adito a dubbi su quale sarebbe stato il vincitore finale.

 

Già le dichiarazioni della vigilia di Shapovalov avevano fatto temere che la presenza dall’altra parte della rete di cotanto avversario sarebbe bastata per ottenere un vantaggio consistente (la ormai nota “Federer tax”), e il campo ha purtroppo confermato le aspettative. Dopo un primo game di 10 minuti e 18 punti nel quale il canadese era riuscito a cancellare una palla break con un bel servizio centrale, Federer ha messo la freccia ed ha infilato cinque giochi consecutivi (parziale di 20 punti a 5) continuando lo stesso discorso che aveva iniziato il turno precedente con Anderson per quel che riguarda reattività alla risposta, anticipo nel rovescio e capacità di rimanere a palleggiare con i piedi sulla riga di fondo anche sul pressing avversario. Della serata precedente è rimasta anche la bassa percentuale di prime palle (40% contro 38%) che però non ha inficiato minimamente la qualità della prestazione globale. L’unico momento di incertezza per Federer, sul 5-2 15-30, è stata risolta da una splendida volée strappa applausi che ha chiuso la questione del primo parziale.

Nell’angolo di Shapovalov, mentre tutti si sbracciavano per incoraggiare il proprio assistito, la mascotte Storm sedeva mestamente su uno dei gradini di scorrimento quasi più imbronciata del solito (se fosse possibile, per un cagnolino di pelouche) mentre di contro Denis cercava di assorbire la magia della serata sorridendo molto più di quanto il punteggio non giustificasse. La varietà di soluzioni dello svizzero rendeva il compito in classe troppo difficile per Shapovalov, più volte sorpreso dalle telecamere ad allargare le braccia in segno di impotenza. Annullate le due uniche palle break affrontate nella partita sullo 0-1 15-40 con due belle battute, Federer ha allungato il passo subito dopo strappando la battuta al canadese nel terzo game e trasformando il resto dei 73 minuti della partita in una gioiosissima esibizione. Sempre più con la faccia di un bambino a Disneyland, Shapovalov annullava bene il break point per il 2-5 pesante e un match point due game più tardi, ma il destino del match era già segnato.

La nota statistica del match è eloquente: 17 colpi vincenti e 8 errori gratuiti per lo svizzero in tutta la partita, ancora una volta molto simile a quella fatta registrare 24 ore prima con Kevin Anderson (17-12). Zero break subiti, 91% di punti vinti sulla prima e 74% sulla seconda, solo otto “quindici” concessi al servizio e soprattutto una sensazione di controllo totale del gioco.

Roger Federer avanza dunque alla sua seconda finale consecutiva di un Masters 1000 nel 2019 e la sua quinta qui a Miami, dove ha vinto tre volte, l’ultima delle quali due anni fa contro Rafael Nadal. Il suo avversario John Isner lo ha sconfitto due volte nei precedenti sette incontri, sempre indoor e stranamente sempre in Europa (considerando che Isner ha un record molto migliore quando gioca negli Stati Uniti). L’unica finale importante giocata dai due risale al 2012, quando i due si affrontarono nella finale del BNP Paribas Open di Indian Wells (dopo che Isner aveva sconfitto Djokovic in semifinale facendo il suo esordio nei Top 10) e Federer prevalse in due set.

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

Il tabellone completo

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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