WTA Charleston: Keys torna al successo, sconfitta Wozniacki

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WTA Charleston: Keys torna al successo, sconfitta Wozniacki

Primo set equilibrato, poi Keys prende il largo. Quarto successo in carriera per Madison

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Madison Keys - Charleston 2019 (via Twitter, @VolvoCarOpen)

[8]M. Keys b. [5]C. Wozniacki 7-6(5) 6-3

Dopo un digiuno di quasi due anni, Madison Key è tornata a riassaporare il gusto della vittoria aggiudicandosi il Volvo Car Open di Charleston sconfiggendo in finale Caroline Wozniacki, che era alla terza presenza in finale nel WTA Premier sulla terra verde della Carolina del Sud.

In un match iniziato sotto un bel sole ma proseguito con il cielo coperto, Keys ha fatto valere la sua maggiore potenza e peso di palla comandando per lunghissimi tratti gli scambi senza però cadere in quelle pause mentali che troppo spesso caratterizzano il suo gioco.

 

Sin dal primo game della partita Wozniacki è stata in difficoltà sulla propria battuta: le ci sono voluti ben otto minuti e 14 punti per portare a casa l’1-0, salvo poi finire per cedere la battuta due giochi più tardi. Tuttavia, da grande agonista qual è e con i progressi fatti sulla prima di servizio e con il diritto, si è subito rimessa in carreggiata ottenendo il controbreak immediato e portandosi subito in vantaggio con un rapidissimo game. Il match è comunque sempre rimasto sulla racchetta di Keys che, annullata una pericolosa palla del 2-4, costringeva spesso e volentieri l’avversaria a giochi maratona nei suoi turni di battuta: sulla seconda di servizio (con la quale alla fine del set avrebbe raccolto la miseria di 3 punti su 12) la palla finiva troppo spesso alta e senza peso nella “striking zone” di Keys, che ne approfittava così per non entrare negli scambi e prendere subito campo.

Nel tie-break del primo set c’era tutta la sintesi della partita: 2-0 Wozniacki con un errore di diritto di Keys, 2-2 con un diritto anomalo vincente, allungo di Keys dal 4-3 al 6-3 grazie a un doppio fallo di Wozniacki ed una svista della danese che lasciava andare una palla lenta di recupero che si adagiava poco prima della riga. I primi due set point su servizio Keys se ne andavano con due gratuiti di rovescio della statunitense (l’ultimo dei quali dopo un lungo scambio con Wozniacki a rete). Ma sul 6-5 il set finiva con una bordata di rovescio lungolinea di Keys che siglava il 7-6(5) dopo 60 minuti di gioco.

L’inizio del secondo set ricalcava curiosamente l’inizio del primo con Caroline in grande affanno nei propri turni di battuta (26 punti per lei nei primi due game). Le sue grandi doti agonistiche l’anno tenuta in gara fino al 2-3, ma quando sulla terza palla break del set il diritto in affondo di Keys veniva reso imprendibile dal nastro, la partita era virtualmente finita.

Si tratta del quarto successo in carriera per Keys, il primo sulla terra battuta e il secondo sotto la guida tecnica di Juan Lodero, l’allenatore con il quale aveva già collaborato nel 2014 aggiudicandosi il titolo a Eastbourne e con il quale è tornata a lavorare nelle ultime settimane. Con questa affermazione Madison risale quattro posizioni nella classifica WTA portandosi al n.14, due posizioni dietro a Caroline Wozniacki che non sfrutta così l’opportunità di superare la sua grande amica Serena Williams al n.11.

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A Maiorca ritorno con vittoria per Sharapova. Osaka la spunta a Birmingham

Masha soffre per un set, poi ha vita facile contro Kuzmova. Anisimova annulla un match point e rimonta, Azarenka cede a Garcia dopo un gran inizio. In Inghilterra Osaka coi denti, poi la pioggia

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Naomi Osaka (foto via Twitter, @the_LTA)

Non dev’essere facile essere Maria Sharapova e non poterlo dimostrare sul campo. Non dev’essere facile soffrire come una bestia per un set intero, il primo, per tenere testa all’entusiasmo di una ragazzotta di buone speranze come Viktoria Kuzmova, sua avversaria nel turno inaugurale dell’International maiorchino. Ferma da più di quattro mesi per colpa della solita spalla ballerina nuovamente operata, Maria ha accettato di buon grado l’invito offertole dagli organizzatori del torneo di Maiorca con l’intento di ritrovare confidenza, come si dice, in vista del ritorno sugli amati campi di Church Road: il primo test è stato probante e certamente utile.

Il match è finito in discesa ma non è stato lontano dal trasformarsi in una ripidissima scalata, in fondo a un primo tempo giocato sul filo del rasoio e chiuso al tie break al secondo set point dopo che Masha era stata costretta a salvarne un paio a sua volta. Non solo, poco prima, messa in difficoltà dalle buone abilità in risposta e dall’encomiabile capacità di generare angoli acutissimi della giovane rivale, Sharapova nell’undicesimo gioco era stata obbligata a rispondere per salvare capra e cavoli, riuscendovi grazie a qualche missile vintage sulle righe e alla scarsa abitudine di Kuzmova a fronteggiare simili personalità.

Risolto il dilemma, nel secondo set Masha si è sciolta in maniera inversamente proporzionale all’avversaria delusa, alla quale ha concesso la miseria di sei punti nell’intero parziale. Salva l’ex numero uno del mondo – per lei possibile secondo turno contro Angie Kerber, oggi piazzata in chiusura di programma -, e salva Amanda Anisimova: al battesimo stagionale sull’erba la teenager del New Jersey ha rischiato grossissimo contro Tereza Martincova, qualificata e discreta erbivora, vincendo in rimonta dopo aver annullato anche un match point nel tie break del secondo. Niente da fare invece per Vika Azarenka, alla quale non è stato sufficiente un entusiasmante primo set dal sapore antico per aver la meglio su Caroline Garcia, in fase di ritrovata fiducia dopo il successo raccolto a Nottingham un paio di giorni fa.

 

Meno carne al fuoco quest’oggi a Birmingham, anche a causa della pioggia che, come d’abitudine, ha costretto tutti a un’interruzione tutt’ora protraentesi. Per ciò che riguarda gli incontri completati, da segnalare il sofferto successo ottenuto dalla numero uno del mondo Naomi Osaka contro Maria Sakkari, non certo una specialista del verde, e il ritorno alla vittoria di Jelena Ostapenko contro Iga Swiatek, non ancora a suo agio sui campi in erba, alla quale ha lasciato appena due giochi. Niente festa, infine, per Ekaterina Aleksandrova, ieri segnalata dal computer al best ranking di numero cinquanta WTA, battuta in due da Petra Martic.

Birmingham, primo turno:

P. Martic b. E. Alexandrova 6-3 7-5
[8] J. Goerges b. D. Yastremska 3-6 6-4 6-3
[Q] Kr. Pliskova b. [Q] V. Tomova 6-3 6-4
J. Ostapenko b. [Q] I. Swiatek 6-0 6-2
[1] N. Osaka b. M. Sakkari 6-1 4-6 6-3
Y. Putintseva b. [WC] H. Dart 6-1 6-4

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Maiorca, primo turno:

O. Jabeur b. [Q] K. Juvan 7-5 7-6(5)
[2] A. Sevastova b. [Q] V. Lepchenko 6-3 7-6(5)
[WC] S. Stosur b. S. Zheng 6-4 7-5
[Q] S. Rogers b. S. Zhang 6-2 6-2
A. Anisimova b. [Q] T. Martincova 3-6 7-6(7) 6-4
[6] C. Garcia b. V. Azarenka 1-6 6-4 7-5
[WC] P. Badosa Gibert b. A. Riske 6-7(2) 7-5 7-5
[WC] M. Sharapova b. V. Kuzmova 7-6(8) 6-0
A. Cornet b. [Q] S. Sorribes Tormo 6-0 6-1
[1] A. Kerber b. [Q] Y. Bonaventure 7-5 4-6 6-2

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A Birmingham favorite a gambe all’aria, Bencic facile a Maiorca

Svitolina, non ancora al meglio, cede a Gasparyan mentre Sabalenka, in crisi sempre più nera, spreca troppo contro Hsieh. Alle Baleari bene anche Kenin, Van Uytvanck e Tomljanovic

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Giornata gratificata da un più che accettabile sole e giubilo generale all’esordio della seconda settimana erbivora al femminile, dopo gli allagamenti dei giorni scorsi. Splende il sole su due gran bei tornei, dal campo di partecipazione persino clamoroso rispetto all’importanza degli eventi in questione. Birmingham sarebbe un Premier, obietterete, ma si sa, al quartier generale della WTA distribuiscono qualifiche come si distribuivano i sei politici ai tempi dell’autogestione.

Considerazioni burocratiche a parte, tocca constatare la presenza di svariate top trenta tanto alle Baleari quanto nelle West Midlands, e soprattutto in Inghilterra il cartellone è di quelli davvero chic. Come non è inconsueto nei lunedì inaugurali, a Maiorca è tuttavia andato in scena un programma non ricchissimo, e due delle tre teste di serie in campo – in attesa di Elise Mertens in fondo alla giornata – hanno velocemente sbrigato le pratiche loro assegnate: Belinda Bencic lasciando nove giochi a Rebecca Peterson; Sofia Kenin concedendone cinque in meno a Kirsten Flipkens. Si sospetta che la tennista di Lovanio, qui quarta testa di serie e discreta giardiniera, riserverà un trattamento simile ad Andrea, mai troppo felice di affrontare il verde.

Line-up più corposa e risultati in parte imprevedibili a Birmingham dove invece, mentre si aspetta l’esordio di Karolina Pliskova, due delle tre favorite in campo sono andate a casa. Analizzando gli annessi e i connessi degli ultimi mesi agonistici vissuti da Elina Svitolina e Aryna Sabalenka viene comunque da pensare che sì, le odierne sconfitte ci potevano benissimo stare: l’ucraina, sconfitta in tre da Gasparyan, non ha forse ancora recuperato del tutto le funzionalità del ginocchio ultimamente tormentato, mentre la bielorussa, per la quale si potrebbe in tranquillità cominciare a parlare di crisi, non ci fossero stati gli incredibili exploit in doppio a tenerne a galla il percorso professionale, è stata cacciata da Hsieh senza riuscire a difendere un vantaggio di quattro a due nel terzo set.

 

Parente stretta della crisi nera è la sfiducia, manifestatasi pronta nell’ennesimo pomeriggio delicato di Aryna: tre doppi falli sui sei totali commessi dalla numero dieci WTA hanno consentito alla quadrumane da Taipei di trasformare altrettante palle break.

Premier Birmingham, primo turno:

M. Gasparyan b. [4] E. Svitolina 6-3 3-6 6-4
S-W. Hsieh b. [5] A. Sabalenka 6-3 2-6 7-6(1)
B. Strycova b. [WC] H. Watson 3-6 6-3 6-4
[7] J. Konta b. A. Kontaveit 6-4 6-2
E. Rodina b. K. Mladenovic 6-2 2-6 6-4
[3] Ka. Pliskova b. M. Buzarnescu 6-3 6-4

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International Maiorca, primo turno:

A. Tomljanovic b. M. Puig 6-4 7-5
A. Van Uytvanck b. [8] K. Siniakova 6-2 3-6 6-3
[3] B. Bencic b. R. Peterson 7-5 6-4
Y. Wang b. A-L. Friedsam 7-5 6-3
[7] S. Kenin b. K. Flipkens 6-2 6-3
[4] E. Mertens b. [WC] A. Petkovic 6-2 6-2

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Caroline Garcia vince la maratona di Nottingham, Donna Vekic KO

Oltre due ore e mezza di una finale che, visto il primo set, sembrava poter finire dalle parti di Osijek in brevissimo tempo. Ma Garcia rimonta vincendo due tie break e si aggiudica il settimo titolo in carriera

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[1] C. Garcia b. [2] D. Vekic 2-6 7-6(4) 7-6(4)

Il sole bacia Caroline e Caroline dovrebbe esserne molto onorata, vista la parsimonia con cui l’estate si è manifestata sul cielo di Nottingham in settimana. Cinque giorni sotto l’ombrello, o meglio, nel sottotetto, in un torneo in gran parte sostanzialmente indoor per cause di forza maggiore. Obbligata a un doppio compito, l’ex favorita di Andy Murray ha portato in salvo il trionfo quantomai gradito al termine di un periodaccio piuttosto buio.

Già, poiché la pioggia aveva rimandato il finale dell’incontro di ieri con Jennifer Brady, peraltro rimontato in modo abbastanza inaspettato dopo un primo set subito tra mille sofferenze, con la prospettiva di una finale nel pomeriggio da affrontare con il pronostico a sfavore nonostante la testa di serie privilegiata. Conservato il break strappato ieri sera alla servitrice di Harrisburg e chiuso ciò che restava della “semi” in meno di dieci minuti, Garcia ha comunque approcciato il duello decisivo in modo molto scarico, lasciando presagire al folto pubblico finalmente in occhiali scuri una rapida conclusione della controversia in favore della croata.

 

Donna in effetti non ci era parsa lontana dal raccogliere il bis a Nottingham dopo il successo del 2017, considerato un primo set bevuto in ventotto sereni minuti e adornato da dieci vincenti con appena due errori non forzati, eppure l’idiosincrasia nei confronti delle finali le ha ancora una volta tarpato le ali. Vicina al successo, l’ex signorina Wawrinka si scioglie irrimediabilmente: sotto di un precoce break nella seconda frazione, Vekic è stata brava a impattare trascinando armi e bagagli al tie break, dove però è stata inopinatamente piantata in asso dal rovescio, la vera arma della sua gradevole settimana: troppo per reggere l’urto di una francese ora in spinta e molto più dentro al match.

Le finali non fanno per me, ha dichiarato una sconsolata Donna al coach Torben Beltz accorso al suo capezzale nella pausa antecedente il set decisivo. Lo storico, che con la sconfitta di oggi aggiorniamo a due vittorie contro otto sconfitte, di solito non aiuta i pensieri positivi, e la frazione dirimente, percorsa senza scorgere l’ombra di una palla break, le ha dato sfortunatamente ragione. Ancora una volta è stato il tredicesimo gioco a decidere, ma Vekic aveva forse già perso le speranze in quello precedente, quando più volte si era trovata a due punti dal titolo senza riuscire a chiudere. Le è restato giusto il tempo di disperarsi per il doppio fallo del cinque a tre e di incassare l’ace avverso sul match point, per abbassare lo sguardo e guardare l’esultanza di Caroline, giunta al settimo sigillo della carriera.

Visti i risultati dell’ultimo periodo, non un finale necessariamente atteso, ma due ore e quaranta di lotta costituiscono un titolo di merito (quasi) inattaccabile.

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