Mondo Challenger: Andujar e Brown vincono sul rosso

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Mondo Challenger: Andujar e Brown vincono sul rosso

Pablo l’indomabile: Andujar vince ancora in Spagna. Genio e sregolatezza trionfano a Sophia Antipolis e a Monterrey con le vittorie rispettivamente di Brown e Bublik

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In una settimana dove, a causa della Davis, non ci son stati tornei del circuito maggiore, 10 top 100 hanno deciso di giocare nei 3 tornei challenger in programma ma solamente uno di loro ha conquistato il titolo: Pablo Andujar, vittorioso ad Alicante. Brown trionfa nell’accademia di Mouratoglou, Bublik conquista il sesto sigillo in Messico.

Ferrero Challenger Open (Alicante, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 Andujar ha disputato 4 tornei Challenger, vincendone 3 e perdendo solo una partita, in semifinale a Santiago dal next gen di Taipei Tung-Lin Wu, registrando così uno score di 18 vittorie negli ultimi 19 match disputati nel circuito cadetto. Durante questa settimana ad Alicante ha travolto uno dietro l’altro, senza mai lasciare per strada un set, Vatutin, De Greef, Domingues e Taberner, prima di arrivare all’atto conclusivo e dar vita ad una bella battaglia contro il connazionale Pedro Martinez.

 

Forte vento a condizionare una finale caratterizzata da parecchi break, quattro di fila in apertura e in generale otto nei primi undici turni di servizio. Dopo un primo set conquistato da Andujar, molto regolare da fondo come suo solito, Martinez ha provato a mischiare un po’ le carte in tavola prendendosi qualche rischio in più, attaccando spesso in controtempo e giocando qualche dritto in chop e rovescio in back reso talvolta ingestibile dal forte vento, oltre a muovere maggiormente Andujar in avanti con qualche bel drop shot. La tattica funziona e Martinez conquista il secondo set, arrivando così a giocarsi il titolo più prestigioso della sua carriera in un terzo parziale ricco di emozioni: troppi errori in apertura portano rapidamente Andujar sul 3-1, con due chance di 4-1 e doppio break che avrebbero chiuso definitivamente la contesa ma, ad un passo dal baratro, il ventunenne nativo di Valencia ha inanellato una striscia di dodici punti a tre che lo han portato a condurre per 4-3 nel parziale decisivo.

L’inerzia ed il pubblico erano totalmente a favore dell’iberico più giovane, ma Andujar ha sensibilmente innalzato il livello e ridotto il numero degli errori, la prima di Martinez è venuta a mancare nel nono game e Pablo con un dritto inside-out ha conquistato la chance di andare a servire per il decimo titolo Challenger in carriera. Sopra 40-15 si apre il campo con un servizio ad uscire, tira il successivo rovescio incrociato in campo aperto e, non appena la pallina rimbalza per la seconda volta, si lascia cadere a terra visibilmente contento e commosso. I due titoli in altrettante settimane lo riportano temporaneamente al numero 70 del ranking ATP, ma il difficile per Pablo arriva questa settimana, che è chiamato a difendere i 250 punti conquistati a Marrakech nel 2018.

Erano otto gli italiani al via, il miglior risultato lo ha raggiunto Salvatore Caruso che ha battuto il vecchio volpone iberico Gimeno Traver e successivamente Elias Ymer, promessa del tennis svedese non ancora decollata, prima di sciupare una grossa occasione contro Taberner vanificando un set ed un break di vantaggio.

Finale: P. Andujar b. P. Martinez 6-3 3-6 6-4

Mouratoglou Open (Sophia Antipolis, terra battuta, montepremi 69.280 euro)

Nella bellissima accademia di uno dei coach piú famosi al mondo ritrova l’ispirazione Dustin Brown; l’eclettico tedesco conferma di esaltarsi laddove c’è una folta presenza di pubblico e dopo la finale raggiunta nel ricco Challenger di Genova riesce a tornare a conquistare un trofeo che mancava dal 2016. Sebbene l’età avanzi anche per lui, Dustin a 34 anni riesce ancora a sciorinare delle giocate di pregevolissima fattura, dimostrando che quando lui si riesce a divertire in campo, il pubblico si diverte ancor più di lui.

Le due vittorie di maggior prestigio sono state senza dubbio quelle su Robin Haase, accreditato della seconda testa di serie e quella in finale su Filip Krajinovic, che con questo torneo ritorna tra i primi 100 ma il cui reale valore è certamente più alto. Oltre a queste due vittorie di prestigio, per un giocatore come Brown è sempre stato difficile dare continuitá ai risultati all’interno della stessa settimana e quindi anche battere dei validi banchi di prova come Crepatte, Coppejans, Donati e il connazionale next-gen Rudolf Molleker dimostrando concentrazione e spirito di sacrificio, è una nota di merito che non sempre in carriera è stata attribuibile a Brown.

Nell’atto finale il tennista nato in Giamaica è partito subito forte, conquistando a furia di smorzate e serve&volley un vantaggio di 3-0 in maniera abbastanza rapida, concretizzando la prima palla break a sua disposizione ed annullando la chance di controbreak concessa al serbo nel terzo game. Il primo parziale è andato avanti senza particolari emozioni sino al nono game, quando Brown ha chiuso il set dopo aver annullato due pericolose palle break. La partita, nel bene e nel male, come capita molto spesso con Dustin in campo, l’ha continuata a condurre lui anche nel secondo parziale dove è stato il primo ad avere palle break, nel quinto game, salvo poi subire la reazione del serbo che le ha annullate servendo molto bene e ha approfittato del primo vero passaggio a vuoto di Brown nel game successivo per portarsi avanti 4-2.

Da quel momento in avanti la partita ha perso ogni filo logico, è diventata ancora più spettacolare ma assolutamente imprevedibile, Brown con una giocata meglio dell’altra ha vinto tre games di fila ai vantaggi ed è andato a servire per il match, ma ha subito il controbreak commettendo un errore grossolano sotto rete. Nonostante l’occasione sciupata ha continuato a lottare, attaccando costantemente Krajinovic e garantendosi la chance di servire di nuovo per il match. Non manca il brivido nemmeno nell’ultimo game, quando Krajinovic ha una chance di andare al tie break, Brown gliela annulla, spreca un match point ma non il secondo: servizio esterno, voleè nell’angolo opposto e 90 punti in cascina che gli valgono il ritorno tra i primi 200 giocatori del ranking.

Tantissimi i giocatori italiani che si son ben destreggiati in questo torneo: arriva in semifinale Marcora, autore di una netta vittoria su un Benoit Paire molto poco ispirato, sconfitto per 6-2 6-3, il medesimo punteggio con cui il nativo di Busto Arsizio si é imposto nel match successivo su Alessandro Giannessi, mentre Filippo Baldi ha ottenuto un game in più, perdendo per 6-3 6-3 da Marcora che poi si è arreso al finalista Krajinovic con lo score netto di 6-2 6-2. Rientra comunque tra i primi 200, avvicinando il best ranking di numero 178 che dista solamente 15 posizioni.

Molto bene anche Gianluca Mager: il ligure arriva ai quarti di finale registrando una sontuosa vittoria sul top50 Herbert, sconfitto in due parziali (7-6 7-5) in un match caratterizzato da una grandissima soliditá al servizio da parte di Mager, che mai come in questo 2019 ha dato continuitá ai suoi risultati. Oltre al giá citato Baldi, arriva ai quarti di finale anche Matteo Donati, che non vinceva tre match di fila da Settembre 2018 e che prima del challenger di Marbella, giocato la settimana precedente, veniva da una striscia negativa di 10 sconfitte di fila al primo turno; speriamo che questo risultato serva a risollevare un po’ il morale di Matteo, che nelle ultime stagioni è stato fortemente condizionato da problemi fisici che sembrano finalmente aver dato tregua al giovane alessandrino, il quale dopo aver battuto in un match tiratissimo Couacaud agli ottavi si è arreso al futuro campione Brown.

Finale: D. Brown b. F. Krajinovic 6-3 7-5

Abierto GNP Seguros 2019 (Monterrey, hard outdoor, montepremi 162.480 euro)

Nella stessa location del torneo WTA che ha visto imporsi Garbine Muguruza si è svolto il torneo Challenger con montepremi più alto di questa settimana, vinto da Alexander Bublik. Il giovane classe 1997, diventato kazako da poco più di un anno per motivi economici, è al quarto successo nel circuito cadetto negli ultimi 6 mesi, il sesto in carriera, numeri di certo non indifferenti per un ragazzo che ha dimostrato di essere un ostico cliente per molti nelle giornate di grazia, ma di avere troppe giornate dove l’atteggiamento in campo è quello di chi preferirebbe essere in fila alle poste.

Il successo in finale lo ha ottenuto in modo netto su Emilio Gomez, sconfitto col punteggio di 6-3 6-2 ma le due vittorie di maggior rilievo sono senza dubbio quelle ai quarti di finale, dove ha sconfitto Feliciano Lopez, ed in semifinale dove si è imposto al tie break del terzo set su Tennys Sandgren, prima testa di serie del tabellone. Bublik è un giocatore dotato di un servizio molto potente e spesso, indipendentemente dalle situazioni di punteggio, forza sia la prima sia la seconda, infatti un dato curioso riguarda i doppi falli del kazako: in ben tre occasioni questa settimana si è spinto in doppia cifra, totalizzando complessivamente 42 doppi falli in cinque incontri, un numero certamente non indifferente. Va detto peró che anche gli aces, 72 in 5 partite, non sono affatto pochi.

L’unico giocatore italiano ad aver tentato la trasferta americana è stato il solito Paolo Lorenzi, al quale il sorteggio ha messo di fronte un cliente ostico come Donald Young, che ha sconfitto Paolino per poi issarsi fino alla semifinale.

Finale: A. Bublik b. E. Gomez 6-3 6-2

QUESTA SETTIMANA Anche questa settimana ci sono tre tornei Challenger in programma; inizia da Barletta la lunga stagione di tornei italiani su terra battuta, con ben venti italiani al via (18 in main draw, 2 nelle qualificazioni), tra cui figurano Quinzi, prima testa di serie del torneo, Travaglia, Baldi, Mager e anche i tre giovanissimi Sinner, Musetti e Zeppieri. A Murcia, in Spagna, sono al via altri cinque azzurri, ma il motivo principale di interesse del torneo è senza dubbio l’addio al tennis di Nico Almagro. Nessun italiano invece si è spinto sino a Taipei nel Challenger più ricco in programma (162.480 di montepremi).

Andrea Pellegrini Perrone 

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Mondo Challenger: Sinner, che peccato! O’Connell stupisce tutti

L’altoatesino si ferma solamente in semifinale in Francia ma si avvicina ancora alla top 100. L’australiano trionfa negli USA esprimendo il miglior tennis della carriera. Secondo trionfo consecutivo per Mikael Ymer e Varillas

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Chris O'Connell - ATP Challenger Fairfield 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Internationaux De Tennis De Vendee (Mouilleron-le-Captif, hard indoor, montepremi $92.040)

RIMPIANTO JANNIK – Il giovane italiano, accreditato della quattordicesima testa di serie, ha superato prima Lamasine battendolo per la seconda volta in tre confronti avvenuti nel giro di otto mesi e poi ha vinto una durissima battaglia contro il ceco Rosol, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale. Ritrovatosi ancora una volta sotto di un set contro il top 100 rumeno Copil, Sinner ha alzato significativamente il ritmo nel secondo parziale infliggendo un netto 6-1 al suo avversario e nel set decisivo è sembrato stare molto meglio fisicamente del suo rivale, battuto con lo score finale di 3-6 6-1 6-4.

Arrivato così in semifinale dopo due belle rimonte, Jannik ancora una volta è partito male perdendo il primo parziale però ha saputo reagire diminuendo sensibilmente gli errori specialmente col dritto, si è aggiudicato il secondo parziale e nel terzo, nonostante le cinque palle break sciupate nel primo gioco, si è portato avanti sul 4-2 avendo apparentemente in mano la partita. Nell’ottavo gioco Bourgue è rientrato, più per meriti suoi che per demeriti dell’altoatesino, che non si è scomposto e si è conquistato la chance di andare a servire per il match sul 6-5. L’azzurro però è incappato in qualche errore di troppo, si è fatto recuperare nuovamente e si è giunti al tie break decisivo che ha condannato Sinner, tradito ancora una volta dal dritto, sia nell’occasione del match point a favore e sia quando si è ritrovato costretto ad annullare match point. Altre otto posizioni guadagnate e best ranking al numero 119 ATP, con l’obiettivo di chiudere l’anno tra i primi 100 sempre più vicino.

OTTIMO YMER – Il torneo in Francia se lo aggiudica lo svedese Mikael Ymer che conquista il secondo challenger consecutivo: la partenza era stata dura, un set perso sia contro Vanni e sia contro il tedesco Otte, ma pian piano Mikael è stato bravo ad alzare il livello e dai quarti di finale in poi ha concesso le briciole ai suoi avversari, sconfiggendo in due parziali Hoang e Vesely, approdando così in finale dove ha trovato il francese Bourgue. L’atto conclusivo è stato caratterizzato dai troppi errori da parte del transalpino, partito visibilmente teso e capace di sciogliersi solo verso la metà del secondo set, quando però era ormai troppo tardi. Lo score finale recita 6-1 6-4, Mikael consolida ancora di più la sua top 100 e si ritrova al numero 81 del ranking mondiale: non è un giocatore in grado di emozionare il pubblico col suo gioco spettacolare e non ha nessun colpo con cui è in grado di lasciar fermo gli avversari, ma con il passare del tempo è riuscito ad acquisire una grande solidità da fondo e a migliorare sensibilmente il servizio e i risultati ne sono una giusta conseguenza.

 

Finale: [3] E. Ymer b. M. Bourgue 6-1 6-4

Northbay Healtcare Men’s Pro Championship (Fairfield, hard outdoor, montepremi $106.320)

O’ CONNELL, CHE SORPRESA – Aveva chiuso il 2018, dopo innumerevoli problemi fisici, da numero 1185 del ranking e faticava ad entrare in tabellone nei tornei ITF: appena 12 mesi più tardi l’australiano, grazie a 71 vittorie in 9 mesi, entra per la prima volta in carriera tra i primi 200 giocatori al mondo issandosi al numero 192 al termine di una settimana stratosferica che gli consegna il secondo Challenger in carriera dopo il successo ottenuto in estate a Cordenons. Nonostante non giocasse da 8 mesi su cemento, O’Connell è sembrato trovarsi subito a suo agio sui campi non troppo veloci di Fairfield ed ha regolato rapidamente due ecuadoregni, Quiroz e Gomez, giungendo ai quarti di finale dove ha lasciato appena cinque games alla promessa britannica Jack Draper.

Il match di semifinale è stato probabilmente quello più complesso, contro il mancino americano Kevin King è stato costretto a tantissimi scambi lunghi ed ha dovuto annullare 9 delle 10 palle break concesse al suo avversario per riuscire a chiudere la sfida in due parziali (6-3 7-6). In finale ha ottenuto il primo successo in carriera contro un top 100, Steve Johnson, grazie ad una sontuosa prestazione al servizio, ben 13 aces e 0 palle break concesse al suo avversario che non è mai sembrato realmente in grado di contrastare l’australiano, che nel corso del match ha prodotto vincenti da ogni parte del campo deliziando anche il pubblico con parecchi rovesci lungolinea ad una mano. Un break per set, il punteggio finale recita 6-4 6-4 in un match dove il giocatore più forte ed esperto è sempre sembrato Christopher, che a 25 anni sembra aver finalmente raggiunto la maturità tennistica.

Finale: [12] C. O’Connell b. [1] S. Johnson 6-4 6-4

Santo Domingo Open 2019 (Rep. Dominicana, terra verde, montepremi $162.480)

ESTRELLA SALUTA, VINCE VARILLAS – Trionfa il peruviano Juan Pablo Varillas che, dopo non aver mai vinto un Challenger in oltre 50 tentativi, ottiene il secondo trionfo in altrettante settimane. Il tennis del peruviano, caratterizzato da un martellamento costante da fondocampo, si è espresso particolarmente bene su questa terra piuttosto veloce e nel cammino verso la finale ha lasciato per strada solamente un set, più che giustificato contro Delbonis, primo top 100 battuto da Varillas che è stato abile a sconfiggere anche altri forti terraioli come Monteiro e Bagnis prima della sfida decisiva contro Coria. La settimana precedente, a Campinas, a trionfare era stato il peruviano in due rapidi set mentre questa volta la sfida si è decisa al terzo set dove a prevalere è stato Varillas grazie al suo pressing con entrambi i fondamentali che hanno costretto l’argentino ad arretrare molto spesso diversi metri fuori dalla linea di fondo, con Juan che lo ha punito anche con qualche bel drop shot.

L’annuncio del ritiro di Estrella Burgos era avvenuto sui social diversi mesi fa, ma il dominicano si è presentato comunque in buone condizioni al suo ultimo torneo in carriera e ha sconfitto al primo turno in una dura battaglia Marcelo Arevalo con un doppio 7-5 prima di cedere al secondo turno contro il brasiliano Monteiro e salutare definitivamente il tennis giocato. Nello stesso torneo arriva ai quarti di finale Alessandro Giannessi, sconfitto poi abbastanza nettamente dal boliviano Dellien, mentre si ferma agli ottavi il cammino di Federico Gaio.

Finale: J. P. Varillas b. [8] F. Coria 6-3 2-6 6-2

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Mondo Challenger: Mager, terzo sigillo a Biella! Ruusuvuori non perde più

Il ligure ottiene il terzo titolo Challenger in carriera, tutti in questo 2019, così come il finlandese che trionfa a Glasgow

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Thindown Challenger Biella (Italia, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Dopo i successi di Koblenz a gennaio e di Barletta ad aprile, Gianluca Mager cala il tris nella nuova location del challenger di Biella conquistando il trofeo e issandosi sino alla posizione numero 120 della classifica mondiale. Tanti spagnoli incontrati dal tennista ligure nel cammino sino alla finale: accreditato dell’ottava testa di serie ha usufruito di un bye al primo turno prima di battere in due set Roca Batalla e il tedesco Heller, giungendo così ai quarti di finale dove ha perso un secondo set in lotta contro il vecchio volpone Tommy Robredo ma è stato bravissimo a resettare nel parziale decisivo chiudendo con lo score di 6-1 6-7(4) 6-1. Le due semifinali del Thindown Challenger vedevano opposti due italiani e due spagnoli: Gianluca Mager ha sconfitto senza faticare Jaume Munar, finalista la settimana precedente del challenger di Siviglia mentre Paolo Lorenzi ha battuto in un’intensa battaglia il vincitore di Siviglia, Alejandro Davidovich Fokina, che nel terzo set ha annullato cinque match (sul 5-3 per Lorenzi) prima di cedere comunque con lo score finale di 6-3 4-6 7-5 al tennista toscano.

La finale tricolore, per lunghi tratti, è stata dominata da Mager anche a causa di una giornata fortemente negativa da parte di Lorenzi che dopo poco più di un’ora di gioco era sotto 6-0 4-3 con una chance di 5-3 in favore del tennista ligure. Il braccio di Gianluca ha iniziato a tremare, il senese dall’alto della sua esperienza ha iniziato a sbagliare molto meno e ha trascinato dopo uno scambio di break sul 5-5 il secondo parziale al tie break, nel quale è partito molto meglio issandosi sul 3-0 e chiudendo poi con lo score di 7-4. Nel set decisivo Mager è partito meglio, ha breakkato nel terzo game ed è andato a servire sul 5-4, quando è nuovamente incappato in qualche errore gratuito di troppo che ha riportato in vita Lorenzi. Poco male per Mager, che ha vinto i due game successivi sfruttando la seconda occasione di servire per il match. Best ranking al 117esimo posto con la top 100 che adesso dista un centinaio (scarso) di punti.

Finale: [8] G. Mager b. [4] P. Lorenzi 6-0 6-7(4) 7-5

 

Murray Trophy Glasgow (Scozia, hard indoor, montepremi 46.600 euro)

Il tennista più in forma del circuito challenger negli ultimi mesi è senza dubbio Emil Ruusuvuori che a Glasgow ha conquistato il terzo titolo in altrettanti mesi al termine di una settimana nel corso della quale ha lasciato davvero le briciole ai suoi avversari. Dopo lo splendido weekend di Davis, dove il ventenne di Helsinki ha sconfitto addirittura Dominic Thiem e Sebastian Ofner l’allievo dell’italiano Federico Ricci ha confermato il suo clamoroso stato di forma perdendo solo un set durante il suo match di primo turno contro Mridha, disputato appena 48 ore dopo la Davis, ma da lì in poi ha concesso meno di game a ognuno dei successivi quattro avversari ossia Ilkel, Kamke, Rodionov e Alexandre Muller. Negli ultimi anni il tennis finlandese, specialmente dopo il ritiro di Jarkko Nieminen, non sta vivendo un buon periodo ma il classe ’99 sembra avere tutte le carte in regola per giocarsela nel circuito ATP grazie a un tennis molto moderno basato sui colpi di inizio gioco, specialmente servizio e dritto.

Finale: [4] E. Ruusuvuori b. [16] A. Muller 6-3 6-1


Kaoshiung OEC Open (Taiwan, hard outdoor, montepremi $162.480)

Il torneo più prestigioso a livello Challenger di questa settimana si disputava a Kaoshiung con in palio 125 punti per il vincitore, il massimo per questa categoria. Non c’era alcun italiano al via ma ben tre top 100, ossia Majchrzak, Gunneswaran e Millman e a vincere è stato proprio quest’ultimo, il tennista australiano che dopo i punti persi con l’uscita al primo turno da New York (nel 2018 aveva raggiunto i quarti di finale) è precipitato in classifica al numero 95 e ha deciso di tornare nel circuito minore. Grazie a questa vittoria è già rientrato tra i primi 80 al mondo. Dopo due facili vittorie sui giapponesi Noguchi e Moriya, ai quarti di finale il primo test duro è stato contro il ceco Vesely che ha lottato duramente per un set prima di mollare nel secondo e perdere con lo score di 7-6 6-1. Il primo set perso dall’australiano è stato in semifinale dove ha rimontato un set di svantaggio al solido canadese Steven Diez, prima di trovare in finale l’amico Polmans che non è mai apparso in grado di dargli fastidio.

Finale: [3] J. Millman b. [10] M. Polmans 6-4 6-2


Gli altri tornei  

Questa settimana si giocava anche il Challenger di Colombus su cemento indoor e quello di Sibiu su terra battuta. A vincere negli USA è stato il canadese Polansky, quarta testa di serie, che si è imposto in due parziali lottati sul padrone di casa Jeffrey John Wolf. In Romania invece a trionfare è stato il serbo Petrovic in un torneo caratterizzato dalla prematura uscita di praticamente tutte le teste di serie: undici su sedici sono andate fuori al primo turno, altre tre agli ottavi di finale e l’unico superstite è stato l’australiano O’Connell che si è arreso solamente all’atto conclusivo a Petrovic.

Finali:
[4] P. Polansky b. [13] J. J. Wolf 6-3 7-6(4)
D. Petrovic b. [14] C. O’Connell 6-4 6-2

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Mondo Challenger: Seppi trionfa a Cary! Cecchinato, che peccato

Andreas vince il prestigioso Challenger americano e consolida la top80. Cecchinato si ferma in semifinale a Szczecin

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Challenger Szczecin (Polonia, terra battuta, montepremi 137.560€)

Erano ben otto gli italiani al via al Challenger più ricco di questa settimana e il miglior risultato lo coglie Marco Cecchinato che, accreditato della seconda testa di serie, si spinge sino alla semifinale mostrando comunque qualche segnale di ripresa in termini di fiducia. Ceck, dopo aver sconfitto Guinard, Vatutin e Taro Daniel, si è arreso al vincitore Jozef Kovalik con lo score di 7-6(7) 6-1 in un match dove dopo il primo set combattutissimo Marco è sembrato non avere le energie mentali per reagire e ha perso il secondo parziale in ventidue minuti. Ottima settimana anche per Riccardo Bonadio che sconfigge Pellegrino nel derby e poi addirittura Philipp Kohlschreiber in rimonta dopo aver perso il primo parziale con un netto 6-0, infliggendo la prima vittoria in carriera contro un top100. Come detto in precedenza, a trionfare in Polonia è Kovalik al termine di una finale combattutissima contro l’argentino Andreozzi, in un match caratterizzato dai tanti scambi lunghi dove a far la differenza nel secondo e nel terzo parziale son state le percentuali al servizio molto più alte da parte del giocatore slovacco che dopo aver iniziato la stagione da top100 era sceso fino al numero 346 del ranking ATP ma che con questo successo scala 140 posizioni arrivando al numero 206 della classifica mondiale.

Finale: J. Kovalik b. [5] G. Andreozzi 6-7(5) 6-2 6-4

 

Challenger Cary (USA, hard outdoor, montepremi 54.160$)

Splendida settimana da parte di Andreas Seppi che vince negli Stati Uniti il nono torneo Challenger in carriera, il primo negli USA. Dopo un’estate difficile a causa delle solite infiltrazioni all’anca che han costretto allo stop l’altoatesino, l’intenzione di Andreas era quella di fare più punti possibile per garantirsi di terminare l’anno nei primi 100 e questa settimana lo aiuta sicuramente nel suo intento. I primi turni son stati vinti tutti in modo piuttosto agevole fino alla semifinale, un’autentica battaglia contro il francese Couacaud col quale Seppi ha perso il primo parziale, s’è ritrovato sopra 4-1 con doppio break nel secondo ma poi ha anche dovuto annullare diversi match point prima di vincere il tie break del secondo parziale e poi trionfare 6-4 al terzo. La finale sembrava totalmente in discesa: il talento statunitense Mmoh, anche lui non nella stagione migliore della carriera, ha sbagliato tutto ciò che poteva nei punti importanti fino a quando, sotto 6-2 2-1, ha ripreso il servizio e ha iniziato a giocare molto meglio costringendo Andreas al terzo parziale. Il game chiave è stato il quinto dove Seppi con un bel drop shot, il colpo che ha funzionato di più lungo tutto il match, ha annullato una pericolosa palla break strappando nel game successivo il servizio allo statunitense e chiudendo con lo score di 6-2 6-7(4) 6-3.

Finale: [1] A. Seppi b. M. Mmoh 6-2 6-7(4) 6-3

Gli altri tornei – Nel Challenger  di Siviglia arriva il trionfo del promettente Davidovich Fokina dopo una splendida finale contro l’altra speranza spagnola, Jaume Munar. Ottima cavalcata di Salvatore Caruso che si spinge fino alla semifinale dopo uno splendido successo in rimonta contro Carlos Alcaraz Garfia che a sua volta raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale di un Challenger a 16 anni e 4 mesi.
Matteo Viola e Roberto Marcora arrivano agli ottavi di finale a Istanbul ed escono entrambi in lotta rispettivamente contro il polacco Poljak e l’uzbeko Istomin, che si issa poi fino alla finale dove viene battuto nettamente dal francese Humbert. A Banja Luka Gian Marco Moroni ottiene uno dei successi più prestigiosi della carriera sconfiggendo con un netto 6-1 6-4 al secondo turno l’olandese Robin Haase, prima testa di serie, ma poi si ferma al turno successivo contro l’argentino Mena. Male Filippo Baldi, seconda testa di serie, che esce subito di scena contro il ceco Kolar. A trionfare è l’olandese Tallon Griekspoor che sconfigge in finale l’indiano Nagal, che tutti ricordiamo recentemente strappare un set a Federer a NY; infine a Shanghai, in un torneo senza italiani al via, trionfa Yasutaka Uchiyama in finale contro Di Wu.

Le altre finali:
Siviglia: [3] A. Davidovich Fokina b. [1] J. Munar 2-6 6-2 6-2
Istanbul: [1] U. Humbert b. [5] D. Istomin 6-2 6-2
Shanghai: [4] Y. Uchiyama b. D. Wu 6-4 7-6(4)
Banja Luka: [7] T. Griekspoor b. [6] S. Nagal 6-2 6-3

La prossima settimana – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Biella che vede ben diciotto italiani al via in un tabellone presidiato dai due finalisti di Siviglia, ossia Davidovich e Munar. Gli altri tornei saranno a Sibiu, Glasgow e Colombus.

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