Lo strappo alla regola della Nike per Naomi Osaka

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Lo strappo alla regola della Nike per Naomi Osaka

La numero uno del mondo potrà continuare a indossare le patch degli sponsor asiatici anche sui nuovi completi

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Naomi Osaka e lo Spot Nike (foto via Twitter, @Naomi_Osaka_)

Pochi giorni fa la numero uno della WTA Naomi Osaka e Nike hanno siglato un accordo che frutterà alla giovane tennista giapponese circa 8,5 milioni di dollari all’anno. Ma a differenza della rivale Adidas, Nike non consente ai giocatori sotto contratto di applicare toppe di altri sponsor sui capi d’abbigliamento, cosa che invece Osaka ha sempre fatto nel periodo in cui era vestita dall’azienda fondata da Adolf Dassler. Secondo quanto riportato dal New York Times, Nike sembra che si sia adeguata alle condizioni di Osaka: la due volte campionessa Slam potrà continuare a usare le patch dei suoi sponsor anche sui completi con il “baffo”.

Naomi Osaka per Nike (foto nike.com)

Naomi ha infatti due importanti sponsor giapponesi. Uno è la Nissin Foods e l’altro è la compagnia aerea Nippon Airways. Dal momento che Osaka è uno dei personaggi sportivi più importanti del momento in Giappone, anche una multinazionale storica come Nike si è dovuta piegare ai marchi asiatici sponsorizzati dall’attuale numero uno WTA. Anche l’ultima giocatrice che beneficiò di una simile concessione da parte dell’azienda statunitense è asiatica. Si tratta di Li Na, che sulle maniche dei suoi completini Nike portava delle patch di sponsor cinesi.

Naomi Osaka con completino Nike (foto via Twitter, @Naomi_Osaka_)

A 21 anni Osaka ha già vinto lo stesso numero di Slam dell’ex tennista cinese (campionessa a Parigi e Melbourne) e grazie all’accordo con Nike potrebbe presto essere a tutti gli effetti il nuovo volto della WTA. Se non sarà così, potrebbe comunque diventare la tennista più ricca del Tour nel giro di pochi anni, data l’importanza dei contratti di recente siglati.

 

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Parlano gli avvocati di Basilashvili: “Le accuse di violenza domestica sono false”

Primo comunicato degli avvocati del georgiano: “Dalla sua ex coniuge accuse infondate, le riprese video dimostrano la sua innocenza”

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Nikoloz Basilashvili - US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Pochi giorni fa, dopo l’accusa di violenza domestica da parte della ex moglie, Nikoloz Basilashvili era stato arrestato e poi rilasciato su cauzione. Come aveva già anticipato il tennista georgiano, ad intervenire adesso sono i suoi avvocati. Di seguito è riportato integralmente il comunicato da loro rilasciato.

“In qualità di avvocati di Nikoloz Basilashvili, confermiamo che le accuse di violenza domestica presentate contro il nostro cliente dalla sua ex coniuge il 23 maggio 2020 sono false e totalmente prive di fondamento. Al momento, non siamo in grado di divulgare pubblicamente tutto il materiale di indagine in quanto il caso include un minore. Tuttavia, vorremmo assicurare ai fan di Nikoloz Basilashvili che le riprese video già presentate alla corte dimostrano la posizione del nostro cliente e lo sollevano completamente dalle summenzionate affermazioni false. Confidiamo che il giudice riconoscerà tutte le prove presentate e Nikoloz Basilashvili sarà assolto da tutte le accuse”.

“Nikoloz ha divorziato da Neli Dorokashvili dal 2019. L’ex coppia ha un figlio di 5 anni, Lukas. Nell’interesse del minore, Nikoloz Basilashvili desidera astenersi dal denunciare le deliberate azioni provocatorie commesse da Neli Dorokashvili il 22 maggio 2020. Per lo stesso motivo di proteggere suo figlio, il tennista non risponderà pubblicamente alle accuse infondate della sua ex coniuge. Nikoloz Basilashvili è profondamente rattristato dalle false accuse e dal calvario che ha dovuto affrontare negli ultimi giorni; si rammarica anche dell’inconveniente per tutti gli amici e familiari che sono stati coinvolti. Allo stesso tempo, vorrebbe esprimere la sua gratitudine nei confronti del pubblico per il supporto incondizionato, e dimostrerà la sua completa innocenza permettendo a tutta la verità di prevalere”.

I media georgiani nei giorni scorsi, nel tentativo di ricostruire la vicenda, avevano riportato come motivo scatenante della lite la richiesta dell’ex moglie di un aumento dell’assegno mensile che il numero 27 del mondo le versa come alimenti: da 100.000 Leri georgiani (circa 29.000 euro) a 300.000.

 

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Per Marion Bartoli i doppisti guadagnano troppo: “Diamo quei soldi ai qualificati”

L’ex tennista francese attacca i doppisti: “Possono permettersi di pagare sei persone e giocano solo in doppio! Non fanno lo stesso sforzo di un singolarista”

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Marion Bartoli - Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

In un talk show dedicato al tennis presentato dal coach Josh Cohen e proposto sul sito Tennis Majors, a Marion Bartoli è stato chiesto quale potrebbe essere un modo per aiutare i tennisti che al momento stanno avendo problemi economici a causa del coronavirus. La campionessa di Wimbledon del 2013 ha colto l’occasione per togliersi un sassolino della scarpa, e si è lasciata andare a dei commenti tutt’altro che amichevoli nei confronti di una categoria di suoi ex colleghi: i doppisti.

“Lo so che non mi farò delle amicizie, ma penso che dobbiamo dirlo: non capisco tutte queste competizioni in doppio durante tutto l’anno. Capisco durante gli Slam e le Olimpiadi perché il doppio fan parte della storia del tennis (ma) sono stata ad alcuni tornei con la mia giocatrice (Lucie Wargnier ndr) e vedo questi giocatori di doppio che hanno un team, fino anche a sei persone con loro. Quando ero una tennista di singolare non potevamo permetterci di pagare sei persone per viaggiare con noi a tempo pieno. Loro possono permettersi di pagare sei persone e giocano solo in doppio!

La cosa che la 35enne francese trova più incomprensibile è il fatto che questi ricevano più compensi di quanto si meritino. Ed è su questa base che Bartoli ha poi esposto un suo piano per aiutare chi è in difficoltà, che non prevede finanziamenti esterni o raccolta fondi, ma anzi suggerisce di togliere i soldi ai doppisti per darli ai singolaristi.“Perché non dare un po’ di quei soldi ai qualificati, o a qualcuno che gioca solo Challenger? Io la cosa non la capisco, perché in doppio non fai lo stesso sforzo di un singolarista. Non ti alleni altrettanto… continuano, settimana dopo settimana, a ottenere quei soldi”.

 

“Non so se si dovrebbe fermare completamente il doppio, ma una soluzione sarebbe dargli meno soldi e dare quei soldi ai qualificati e ad altri“. Il motto di Robin Hood, personaggio di fantasia, era ‘togliere ai ricchi per dare ai poveri’, mentre per Bartoli sembra esser diventato ‘togliere ai poveri per dare ai meno poveri’. Ci si augura solo che, come nel caso di Robin Hood, l’idea resti solo nel mondo della fantasia.

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La rivelazione di Tsonga: “Nel match contro Soderling, Nadal era malato”

Il francese, chiacchierando con il connazionale Monfils, svela un dettaglio sulle condizioni fisiche di Rafa durante la sua famosa sconfitta al Roland Garros 2009

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Rafa Nadal e Jo-Wilfried Tsonga - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Da mesi ormai siamo abituati a rivelazioni più o meno inaspettate durante le dirette social dei tennisti e questa volta l’ultima news viene dalla Francia. Gael Monfils e Jo-Wilfried Tsonga, sedendo uno accanto all’altro, parlano con i fan del loro grande rivale Rafael Nadal, e Tsonga rivela un interessante dettaglio su una delle sconfitte più memorabili del 19 volte campione Slam: quella contro Robin Soderling al Roland Garros del 2009. Stando alle affermazioni dell’attuale numero 49 del mondo infatti, Rafa non stava affatto bene, ma non era il ginocchio a dargli grane.

“Lui non lo ammetterà mai perché non gli piace esprimersi in questo modo ma effettivamente nel match contro Soderling era malato. Noi lo sapevamo tutti che aveva il mal di gola e non stava affatto bene”. Il termine esatto che usa Tsonga per identificare il malanno del maiorchino è “angina” che comporta irritazione al petto e zone circostanti, e le cui cause possono essere sforzo fisico, freddo o stress emotivo. Dunque nulla a che vedere con i problemi al ginocchio che successivamente costrinsero Nadal a saltare la stagione su erba.

Quando la parola passa a Monfils, quest’ultimo si lascia andare a dei complimenti sentiti verso il collega, e soprattutto verso la sua straordinaria condizione fisica. “Rafa è un mostro fisicamente. Amici” dice Gael rivolgendosi agli ascoltatori, non vi rendete conto della violenza fisica e della intensità delle sue palline. Si impone su di te in maniera incredibile. Ed è per questo che uno parla di leggenda… non ha neanche finito la sua carriera. Quando diventi un campione del genere sei una leggenda”.

 

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