Mondo Challenger: fantastico Mager, successo a Barletta e best ranking

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Mondo Challenger: fantastico Mager, successo a Barletta e best ranking

Si apre nel migliore dei modi per l’Italia la trafila di challenger sul rosso col successo di Gianluca Mager a Barletta. Novak conquista il primo titolo in carriera nel ricco challenger di Taipei mentre Carballes Baena ottiene il settimo sigillo a Murcia

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Open Città della Disfida (Barletta, terra battuta, montepremi 46.600 euro)

Una cavalcata perfetta coronata con il secondo titolo in carriera a livello challenger per Gianluca Mager che a Barletta arriva sino alla finale senza perdere nemmeno un set, trionfa e raggiunge la posizione numero 144 del ranking mondiale. Accreditato dell’ottava testa di serie, che garantisce un bye all’esordio, entra in gara al secondo turno e sconfigge in due rapidi parziali il russo Kotov, prima di approfittare del ritiro di Kokkinakis che gli permette di arrivare ancora molto fresco ai quarti di finale, dove sconfigge Stefano Napolitano in due set ma al termine di un match molto duro. La semifinale contro Galovic si è rivelata anche più facile del previsto, con Mager che durante tutta la partita ha dimostrato una continuità di rendimento che fino a pochi mesi fa non era in grado di tenere nell’arco di un match. Giunto così all’atto finale, Mager ha disputato probabilmente la peggior partita del torneo, soffrendo la tensione e giocando prevalentemente in modo difensivo, lasciando a Milojevic il comando delle operazioni.

Dopo aver rimontato per due volte un break di svantaggio, nel tie break del primo set, Mager annulla caparbiamente due set point sul 4-6 per poi chiudere vittoriosamente sul 9-7. Il tennista italiano sfrutta l’inerzia a suo favore per allungare in apertura di secondo con Mager che nel decimo game del secondo parziale ha la chance di chiudere il match, però si inceppa nuovamente, gioca troppo corto e si lascia aggredire dal serbo che conquista tre games di fila allungando la sfida al terzo parziale. Bravo il ligure a resettare immediatamente in apertura di terzo parziale, ottenendo un importante break a 0 che però restituisce immediatamente a Milojevic, che successivamente tiene il servizio e si porta avanti. Nel quarto gioco del terzo parziale avviene l’episodio che cambia radicalmente il match: per rincorrere una splendida palla corta di Mager, Milojevic inciampa e va a sbattere contro il paletto della rete. Prova a riprendersi con un medical time out, torna in campo ma subisce un rapido parziale di sei punti a zero che lo convincono alla resa: Mager, ovviamente, non esulta ma è visibilmente contento e soddisfatto come ha dichiarato anche nelle interviste del dopo-gara. Anche il direttore del torneo, Enzo Ormas, si è complimentato col ligure augurandogli un futuro tra i primi 100 giocatori al mondo.

 

Buonissimo risultato in questo torneo anche per Jacopo Berrettini, che per la prima volta in carriera ottiene tre vittorie consecutive in un challenger che gli valgono i quarti di finale e 15 punti ATP. Giunge ai quarti anche Napolitano, sconfitto da Mager, mentre vengono eliminati agli ottavi di finale Quinzi, apparso non al meglio della condizione, Lorenzo Musetti, il primo 2002 a vincere due match di fila in un challenger, Stefano Travaglia e Filippo Baldi.

Finale: G. Mager d. N. Milojevic 7-6(7) 5-7 3-2 RET.

Taiwan Santaizi Challenger (Taipei, hard outdoor, montepremi 162.480 dollari)

Dopo una prima metà di 2018 brillante, negli ultimi 9 mesi il rendimento di Dennis Novak era vistosamente calato ma in questa settimana asiatica il venticinquenne austriaco che si allena spesso assieme a Dominic Thiem ha conquistato un titolo importante, il più prestigioso della carriera, che gli vale un ritorno a ridosso della centocinquantesima posizione del ranking mondiale. Dopo un esordio agevole contro Tokuda, Novak è stato bravo a venire a capo di un match complicato contro l’altro giapponese Uchida, avversario sempre ostico sul duro, prima di innalzare il livello e non lasciare neanche un set a Sugita e Kwon rispettivamente nei quarti di finale e in semifinale.

All’atto finale ha sfidato Sergiy Stakhovsky, uno dei pochi attaccanti puri rimasti ancora nel circuito, il cui doppio tweener nella sfida di secondo turno contro Stephane Robert ha fatto il giro del web. Dopo aver superato, sempre in lotta, Janvier Soeda e Ito, l’ucraino partiva probabilmente favorito anche in virtù della grande esperienza in una finale dove però è apparso totalmente scarico. Zero palle break concesse nell’arco di tutto l’incontro, pallino del gioco sempre in mano e grossa solidità da fondo han fatto la differenza in una finale dove Stakhovsky ha provato spesso e volentieri ad attaccare ma è stato più volte infilato da ottimi passanti di Novak. Nessun italiano era presente al torneo, in un periodo della stagione dove spesso e volentieri Thomas Fabbiano e Luca Vanni erano andati a cercar punti nel continente asiatico.

Finale. D. Novak d. S. Stakhovsky 6-2 6-4

Murcia Open MCT 1919 (Murcia, terra battuta, montepremi  46.600 euro)

Roberto Carballes Baena conquista il settimo titolo Challenger in carriera, il primo del 2019 e il secondo in generale conquistato nella sua nazione. Dopo aver passato agevolmente i primi due turni, contro Federico Gaio e Sergio Gutierrez Ferrol, vince una gran lotta con Lopez Perez per 7-6 al terzo set e rimonta un set di svantaggio a Kimmer Coppejans in semifinale per approdare all’atto decisivo contro Mikael Ymer, giovane promessa del tennis svedese che finora non è riuscito mai a compiere il definitivo salto di qualità. Molto convincente in ogni caso il cammino di Mikael in questo torneo dove è arrivato in finale senza lasciare nemmeno un set per strada sconfiggendo Choinski, Brancaccio e Molleker prima di approfittare del walkover di Griekspoor in semifinale, utile ad arrivare in finale riposato.

La sua partenza nell’atto finale è ottima, break in apertura e solidità al servizio approfittando dei tantissimi errori commessi da Carballes anche su colpi facili da spingere. Dopo un breve toilet break altermine del primo set l’iberico torna in campo molto più deciso, riduce al minimo gli errori e riesce a muovere bene Ymer che in una decina di minuti si ritrova sotto 3-0. Lo svedese sembra molto nervoso nei confronti del suo angolo, come se cercasse un capro espiatorio a cui attribuire il suo calo di rendimento. Carballes ottiene un altro break che lo porta sul 4-0 e a quel punto è Ymer a mollare il secondo parziale, 8 punti a 0 per il classe 1992 che vince il secondo parziale col netto score di 6-0. Il terzo set è quello più combattuto, entrambi riescono a tenere i primi turni di battuta anche se Ymer è quello che appare più in sofferenza ma la svolta è nel sesto game: lo svedese serve sotto 3-2 nel punteggio e si riesce a portare 40-15, ma non chiude, il game si allunga e su due ulteriori palle game mostra entrambe le volte un segno all’arbitro sostenendo sia out, ma in ambo i casi l’arbitro giudica la palla buona mandando su tutte le furie lo svedese che esce dal match mentalmente, perde quel game di servizio, non sfrutta una palla break per rientrare nel game successivo e abbandona definitivamente la contesa perdendo a 0 l’ultimo game in battuta. Braccia al cielo per Carballes che in questo 2019 non aveva mai vinto oltre due match di fila e adesso ottiene questi importanti 80 punti che gli permettono di riavvicinare la top100.

Erano cinque gli italiani al via: Vavassori ha superato le qualificazioni ma è stato eliminato al primo turno, Bonadio è stato battuto all’esordio in due rapidi set da Balasz, che aveva sconfitto poche settimane prima, Gaio ha superato un turno prima di arrendersi nettamente al vincitore del torneo, mentre i più bravi sono stati Brancaccio, arrivato agli ottavi vincendo due grandi battaglie prima di arrendersi a Ymer e Caruso, che nei quarti di finale ha il rimpianto di non aver saputo approfittare di un Griekspoor non al meglio della condizione

Finale: R. Carballes Baena d. M. Ymer 2-6 6-0 6-2

QUESTA SETTIMANA – Ben quattro i tornei previsti: il più ricco è il Challenger di Anning, su una terra battuta in altura abbastanza atipica, dove non son presenti italiani. Paolo Lorenzi unico italiano presente negli Stati Uniti dove si disputa su terra verde il challenger di Sarasota mentre a San Luis Potosi, su cemento outdoor, non son presenti italiani ma il torneo risulta molto interessante specialmente per le presenze di Bublik, Brown e Tipsarevic, tutti in gran forma. Otto italiani al via sul challenger di Tunisi, che si disputa su terra battuta e vedrà al primo turno anche un derby tricolore tra Moroni e Bonadio, entrambi a caccia della miglior condizione; presenti anche Vavassori, Marcora, Giustino, Travaglia, Gaio e Napolitano, in un torneo dove la prima testa di serie è Pablo Cuevas e c’è anche la presenza di Viktor Troicki, lontano dalla miglior forma ma sempre cliente ostico.

Andrea Pellegrini Perrone

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Challenger di Bergamo, cancellata la finale a causa del Coronavirus. Il torneo non avrà un vincitore

L’emergenza coronavirus ha portato all’annullamento di tutti gli eventi sportivi della giornata in Lombardia e Veneto, su indicazione del governo

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Pala Agnelli - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La finale del Challenger di Bergamo non si giocherà oggi, né nei prossimi giorni. La partita, che vedeva coinvolti il francese Enzo Couacaud (tds N.7) e l’ucraino Illya Marchenko, sarebbe dovuta iniziare alle 17:00 (peraltro con diretta YouTube annessa), ma non avrà luogo a causa dell’ondata di casi di Coronavirus che ha colpito in particolare la Lombardia e il Veneto negli ultimi giorni – i soli casi lombardi ammontano a 89, dato destinato a crescere.

Era dunque naturale che arrivasse un’ordinanza relativa agli eventi pubblici (e quindi anche quelli sportivi) da parte del Governo, come confermato dalla lettera del Ministro Vincenzo Spadafora (Ministro per le politiche giovanili e lo sport) al CONI: “Il Governo si appresta ad emanare misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus. Tali misure comprendono anche il mondo sportivo per l’esigenza di prevenire rischi e tutelare al meglio la salute di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alle manifestazioni e alle competizioni. In attesa del perfezionamento dei provvedimenti e della piena ed efficace attuazione degli stessi, su conforme avviso del Consiglio dei Ministri, per ragioni di cautela e massima precauzione, Le chiedo di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del Governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020“.

Non resta che affidarsi alle indicazioni delle autorità di competenza e assumere tutti i comportamenti del caso, viste le proporzioni dell’emergenza. Il breve comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo specifica che il torneo rimarrà senza un vincitore. Punti e soldi destinati al finalista andranno sia a Marchenko che a Couacaud.

 

La finale del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (46.600€, Greenset) non si giocherà. La decisione di cancellare tutti gli eventi sportivi nelle Regioni di Lombardia e Veneto ha coinvolto anche l’evento bergamasco. Gli organizzatori le hanno provate tutte, ventilando anche la possibilità di giocare la finale a porte chiuse, ma la richiesta di deroga prefettizia non è stata accolta. A quel punto, i due finalisti Illya Marchenko ed Enzo Couacaud si sono dovuti rassegnare. Ad entrambi saranno assegnati i punti ATP (48) e il prize money (3.650€) destinato ai finalisti.  

Riportiamo anche un altro passaggio del comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo, nel quale vengono citati diversi altri esempi di tornei non conclusi.

QUEI TORNEI MAI TERMINATI – A modo suo, questa edizione rimarrà nella storia. Non era mai successo che un torneo non si concludesse per un’emergenza sanitaria, mentre esistono diversi casi di eventi non conclusi per ragioni di forza maggiore, in particolare relative al maltempo. Il più famoso riguarda, probabilmente, il torneo ATP di Rotterdam. Nel 1984, la finale tra Ivan Lendl e Jimmy Connors fu interrotta sul punteggio di 6-0 1-0 per il cecoslovacco. Con una telefonata anonima, il rappresentante di un presunto movimento “anti-capitalista” disse che era stato piazzato un ordigno nei pressi del campo centrale. Le ricerche non ebbero effetto, ma Lendl rifiutò di tornare in campo e il torneo rimase senza vincitore.

Più frequenti i casi di mancate conclusioni per pioggia: il più importante rimane Monte Carlo 1981: anche in quel caso, era in campo Jimmy Connors. Sul punteggio di 5-5 nel primo set, la finale contro Guillermo Vilas fu sospesa e mai più ripresa. Agli albori dell’Era Open, la pioggia impedì la disputa della finale al torneo del Queen’s 1968 tra Clark Graebner e Tom Okker, ma si ricordano anche tornei nemmeno andati vicino alla conclusione. L’ATP di Rancho Mirage del 1980 fu bloccato prima dello svolgimento delle semifinali, mentre il torneo femminile di Lugano, nel 1983, si interruppe addirittura prima dei quarti. Per quanto riguarda i Challenger, stessa categoria del Trofeo Perrel-Faip, si ricorda un caso del 2011 alle Reunion Islands, quando la pioggia costrinse a interrompere l’evento ancora prima dei quarti di finale.

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Mondo Challenger: prosegue la ‘maledizione’ di Marcora, sconfitto da Safiullin. Che bravo Ocleppo

Marcora continua il suo ottimo periodo di forma ma si deve arrendere a Safiullin, per la quinta sconfitta in cinque finali. Ocleppo raggiunge la sua prima semi

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Roberto Marcora

Challenger DCNS de Cherbourg (Francia, cemento, montepremi EUR 46,600)

Roberto Marcora ci ha preso gusto e sembra voler continuare la sua scalata nel ranking. Il 30enne tennista di Busto Arsizio, dopo il suo primo quarto di finale a livello ATP a Pune, continua nel suo ottimo momento di forma raggiungendo la finale a Cherbourg. Accreditato della seconda testa di serie, Marcora raccoglie lungo il cammino uno scalpo eccellente come quello di Mischa Zverev – in ripresa dopo un’annata molto complicata – per conquistare la quinta possibilità di vincere un torneo di categoria, sfumata purtroppo come le prime quattro.

Il suo avversario, il russo Roman Safiullin, è troppo solido al servizio e non concede alcuna chance a Marcora, che viene breakkato sul 4-3 del primo set. Nel secondo set Safiullin si ripete nel quinto gioco e non si guarda più indietro. Si tratta del primo titolo Challenger in carriera per il 22enne tennista russo, che sale al suo best ranking di n.174 del mondo. Soddisfazione comunque per Marcora, che firma come il suo avversario un nuovo primato in classifica (posizione 150). Proverà a dare seguito al suo ottimo stato di forma nel Challenger di Bergamo, dove difende la finale (persa dodici mesi fa contro Sinner). Al primo turno affronterà uno tra Zeppieri e Cobolli.

 

Finale: Safiullin b. Marcora [2] 6-4 6-2

India Bangalore Challenger (India, cemento, montepremi USD 162,480)

Tanti rimpianti italiani nel Challenger più ricco e competitivo della settimana. Ai quarti di finale sono arrivati ben tre azzurri, di cui due hanno raggiunto la semifinale. Thomas Fabbiano, testa di serie numero 9, si è fermato ai quarti contro James Duckworth, già giustiziere di Marcora a Pune. Dopo un primo set vinto per 7-5, l’italiano ha perso completamente i riferimenti in campo, inabissandosi con un 6-0 6-2. Sorte migliore per la testa di serie più alta del torneo Stefano Travaglia, che è arrivato in semifinale ma ha subito una dura sconfitta per 6-3 6-4 contro il numero 250 del mondo Benjamin Bonzi.

La rivelazione del torneo è sicuramente l’italo-monegasco Julian Ocleppo, capace di eliminare due teste di serie (Zhang e Ivashka) e raggiungere la sua prima semifinale. Non riusce però a coronare la settimana migliore della carriera, che si conclude con il 6-3 6-2 subito da Duckworth. Proprio l’australiano si rivelerà il vincitore del torneo in finale contro Bonzi, capace di rendergli la vita complicata ma non di impedirgli di vincere il primo torneo della stagione con annesso best ranking al 71° posto.

Finale: Duckworth b. Bonzi 6-4 6-4

Cleveland Open (USA, cemento, $60,000)

Terza titolo Challenger in carriera per il 25enne danese Mikael Torpegaard. Da testa di serie numero 12, Torpegaard ha avuto un percorso accidentato solo in avvio. Dopo essere sopravvissuto per 7-6(3) 4-6 7-6(0) alla sfida con Michael Mmoh, padrone di casa e testa di serie numero 8, il tennista danese non ha perso un set fino alla finale, battendo l’americano Sarmiento per 6-4 6-4 ai quarti e Thomaz Bellucci in semifinale per 6-1 6-1. Più combattuta la finale con il tennista giapponese Watanuki, in cui i due tennisti si sono alternati nel dominio dei momenti della partita sebbene ils set conclusivo (6-1) non abbia avuto storia. Curiosamente tutti i titoli a questo livello del tennista danese sono stati conquistati sul cemento statunitense (due titoli a Columbus).

Finale: [12] Torpegaard b. Watanuki 6-3 1-6 6-1

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Mondo Challenger: Marcora non si ferma, è in finale a Cherbourg

Il trentenne di Busto Arsizio cercherà il primo titolo Challenger contro Safiullin, dopo aver salvato due match point in semifinale

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Roberto Marcora - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

Continua l’ascesa di Roberto Marcora. Subito dopo i primi quarti ATP raggiunti a Pune da qualificato (impreziositi dalla vittoria sul favorito del torneo, Benoit Paire), l’azzurro è volato in Francia, per partecipare al Challenger La Manche di Cherbourg.

E nonostante il jet lag e le condizioni diverse, Marcora (tds N.2) è riuscito a raggiungere la sua quinta finale Challenger, e cercherà di portare a casa il primo titolo a questi livelli – nel 2019 ben tre trofei da deuteragonista, a Budapest, Bergamo, e Recanati, sempre con giocatori che ora sono fra i primi 75 quali Bublik, Sinner, e Gerasimov.

In ogni caso si tratterà di un battesimo Challenger: in finale, infatti, lo attende il russo Roman Safiullin, classe 97, N.231 ATP alla prima finale del circuito cadetto, che ha finora sconfitto quattro seed, sempre in tre set, mentre il nostro è andato al terzo solo nella semifinale di ieri, che è però stata un thriller contro il decaduto Mischa Zverev – due ore e 23 minuti, 6-4 4-6 7-6 (9) con due match point salvati. La finale odierna inizierà non prima delle 15:20.

 

Come ovvia contingenza al buon momento di forma, la classifica sta sorridendo al giocatore nativo di Busto Arsizio: questa settimana ha raggiunto il suo best ranking di 166, che diventerà 150 qualora dovesse perdere la finale, o addirittura 142 in caso di vittoria.

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