Fognini è il nuovo Principe di Montecarlo, 51 anni dopo Pietrangeli

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Fognini è il nuovo Principe di Montecarlo, 51 anni dopo Pietrangeli

Il ligure supera in due set Dusan Lajovic e diventa il primo italiano a vincere il titolo nel Principato nell’Era Open, il primo Masters 1000 vinto da un italiano

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Dalla nostra inviata a Montecarlo

L’azzurro tocca il cielo con un dito trionfando sulla terra rossa del Principato. Una prestazione sontuosa di Fabio che, nella settimana monegasca, ha messo in campo un tennis spumeggiante, esplosivo e chirurgico. Lui che viene da un inizio di stagione traballante, al Country Club ritrova il focus necessario per mettere in campo il livello di cui è capace. Un’occasione d’oro che Fabio non si lascia scappare e, a quasi 32 anni (li compirà il prossimo 24 maggio), nella sua prima finale ‘1000’, porta a casa il suo nono trofeo (l’ottavo sulla terra), per ora il più importante in carriera, sconfiggendo il n. 48 del mondo Dusan Lajovic (6-3 6-4 in 1 ora e 38 minuti). Fognini è il secondo tennista più anziano a vincere il suo primo ‘1000’ (il primo è John Isner con la vittoria a Miami nel 2018). L’ultimo italiano a trionfare a Montecarlo era stato Nicola Pietrangeli nel 1968 (anche se non era un torneo Open), dopo aver vinto nel 1961 e 1967 e l’ultimo a imporsi in un torneo più o meno equivalente fu Panatta a Roma nel 1976. In un match di ritmo e intensità, soprattutto all’inizio del primo e del secondo set, Fabio ha saputo gestire bene vento, pressione, tensione ed emozione nella finale del torneo a lui più caro. Già, perché “questo è il vero torneo di casa per me” aveva detto il ligure.
L’azzurro, che a inizio torneo era n. 18 del mondo, da lunedì salirà alla posizione n.12, suo best ranking (per ora) e eguaglia Paolo Bertolucci. Dopo la prestazione perfetta contro Rafa Nadal in semifinale, Fognini impone al serbo il suo tennis esplosivo, disegnando il campo in modo magistrale, con dritto e rovescio che lambiscono le righe e centrano gli angoli. Ma ci sono stati anche parecchi errori (23 per il ligure, 36 per il serbo) figli della tensione e soprattutto delle condizioni difficili dovute al forte vento. Ma, insomma, per l’azzurro è stata una settimana perfetta.
“Io sono io ma vado avanti per la mia strada” aveva detto dopo il successo con Rafa.Questa volta la direzione è davvero quella giusta. Chapeau Fabio.

[13] F. Fognini b. D Lajovic 6-3 6-4

 

TENNIS CHIRURGICO DI FABIO – I primi colpi di Fognini risuonano decisi e puliti come quelli messi a segno contro Rafa. Primo game di autorità vinto a zero dal ligure che, fin dai primi punti, dimostra di voler prendere il controllo degli scambi. L’avversario però è un muro di gomma, rimanda tutto di là e Fabio comincia a concedere qualcosa di troppo. È Lajovic a rompere il ghiaccio per primo strappandogli il servizio sull’1-1. La reazione di Fognini non si fa attendere; il ligure ha la possibilità di breakkarlo a sua volta; dopo passanti estremi e piroette al volo, il serbo si salva con un recupero impensabile piazzando una controsmorzata millimetrica. Chapeau. Il punto del torneo, applaude anche Flavia Pennetta. Fognini insiste a martellare l’avversario e si procura ancora una palla break. È quella giusta, controbreak e 2-2. L’inizio del match è di grande intensità, con il migliore repertorio da parte di entrambi; l’italiano è mattatore delle variazioni e smorzate, continua a spingere e ora allunga il passo sul 4-2 mentre il serbo, a questo punto, comincia a disunirsi e a commettere i primi gratuiti dolorosi. Sul 4-2, Fabio si procura tre possibilità per prendere il largo; il serbo le annulla. La quarta è una magia dell’azzurro che sale 5-2 con un favoloso passante stretto angolato di rovescio. Si salva a sua volta da un possibile break sul 5-3 per poi procurarsi il primo setpoint. È quello buono e, dopo 44′, con un rovescio lungolinea alla Gilles Simon (ma quello di Fabio è ancora più teso ed esplosivo), va a prendersi il primo parziale per 6-3.

FOGNINI COSTANTE E VINCENTE – Un tennis solido, soprattutto da parte di Fognini che gioca bene quando serve davvero. Lajovic riesce tuttavia a tenergli testa anche se ora gli errori pesano sempre più. Un forte vento continua a soffiare dal mare della baia di Monaco, raffiche che il ligure gestisce senza problemi, tant’è che in apertura di secondo set strappa il servizio a Dusan. Ma questi reagisce con il controbreak per poi salire 2-1. Fabio impatta sul 2-2. Impacciato Lajovic con uno smash sopra la rete, un “calcio di rigore” fallito malamente che consegna un’ulteriore possibilità del 4-2 a Fognini. Continua la corsa di Fabio sul 5-3 e, pur essendo a due punti dal match, inciampa sui fendenti decisi di Lajovic che lo sorprende avvicinandosi sul 4-5. Ma ora il successo è davvero vicino e ci sono tre matchpoint. Il primo sfuma. Ma il secondo, sì, è quello della storia. In un’ora e 38 minuti, Fabio Fognini è il primo italiano a vincere un Masters 1000 (quando vinsero Panatta e Bertolucci non esisteva la categoria dei Masters Series), il secondo italiano a vincere nel Principato dopo il successo di Pietrangeli nel 1961, 1967 e nel 1968. Ma onore anche a Dusan Lajovic che, da outsider, approda alla prima finale in carriera in assoluto. Disputa un torneo coi fiocchi anche se quest’oggi, nonostante l’ottimo tennis messo in campo, commette troppi errori, 36, a fronte dei 16 vincenti. Per Fabio invece un bilancio di 19 winner e 23 gratuiti.

Emozione durante l’inno di Mameli, emozione nella voce durante la cerimonia di premiazione: “Io sono nato qui vicino e vincere questo torneo per me è starordinario. È incredibile. Grazie al mio team. Quest’anno abbiamo iniziato abbstanza male, ma poi ad aprile abbiamo vinto un bel torneino (ride). Grazie ad Arma, agli amici. A Flavia, che mi supporta e mi sopporta” . Ora si può festeggiare anche la Pasqua, particolarmente dolce quest’anno; e poi un regalo speciale alla mamma: “La vittoria la voglio dedicare soprattutto a mia madre che domani compie gli anni. Questa coppa è per lei”.
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I trionfi italiani nell’Era Open

  • 1971 – A.Panatta (Senigallia)
  • 1973 – A.Panatta (Bournemouth)
  • 1974 – A.Panatta (Firenze)
  • 1975 – A.Panatta (Kitzbuhel, Stoccolma), Bertolucci (Firenze)
  • 1976 – Bertolucci (Barcellona, Firenze), A. Panatta (Roma, Roland Garros), Zugarelli (Bastad), Barazzutti (Nizza)
  • 1977 – Barazzutti (Bastad, Parigi indoor, Charlotte), Bertolucci (Firenze, Amburgo, Berlino), A.Panatta (Houston)
  • 1978 – A.Panatta (Tokyo)
  • 1980 – A.Panatta (Firenze), Barazzutti (Cairo)
  • 1981 – Ocleppo (Linz)
  • 1984 – Cancellotti (Firenze, Palermo)
  • 1985 – C.Panatta (Bari)
  • 1986 – Cane’ (Bordeaux), Colombo (S.Vincent)
  • 1987 – Pistolesi (Bari)
  • 1988 – Narducci (Firenze)
  • 1989 – Cane’ (Bastad)
  • 1991 – Camporese (Rotterdam), Cane’ (Bologna), Pozzi (Brisbane)
  • 1992 – Camporese (Milano), Pescosolido (Scottsdale)
  • 1993 – Pescosolido (Tel Aviv)
  • 1994 – Furlan (San Jose’, Casablanca)
  • 1998 – Gaudenzi (Casablanca)
  • 2001 – Gaudenzi (St. Polten, Bastad)
  • 2002 – Sanguinetti (Milano, Delray Beach)
  • 2004 – Volandri (St. Polten)
  • 2006 – Bracciali (Casablanca), Volandri (Palermo)
  • 2011 – Seppi (Eastbourne)
  • 2012 – Seppi (Belgrado, Mosca)
  • 2013 – Fognini (Stoccarda, Amburgo)
  • 2014 – Fognini (Vina del Mar)
  • 2016 – Lorenzi (Kitzbuhel), Fognini (Umago)
  • 2017 – Fognini (Gstaad)
  • 2018 – Fognini (San Paolo, Bastad, Los Cabos), Cecchinato (Budapest, Umago) Berrettini (Gstaad)
  • 2019 – Cecchinato (Buenos Aires), Fognini (MONTECARLO)

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Il “Medvedev Express” prenota la semifinale con Djokovic a Cincinnati

Altra prova di forza di Daniil Medvedev, che liquida rapidamente Andrey Rublev e sfida il n.1 Novak Djokovic, vincitore di Lucas Pouille

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Il Western&Southern Open di Cincinnati non è ancora finito, ma è abbastanza certo che il titolo di giocatore di quest’estate americana 2019 spetta a Daniil Medvedev. E non solamente per i risultati ottenuti, che a questo punto contano una finale nell’ATP 500 di Washington, un’altra nel Masters 1000 di Montreal e quantomeno una semifinale qui in Ohio, ma anche e soprattutto per il tennis espresso, un tennis certamente essenziale e senza fronzoli, ma tremendamente efficace.

Dopo i tre giochi lasciati giovedì negli ottavi a Jan Lennard Struff, quest’oggi nei quarti ha disposto del suo connazionale Andrey Rublev, giustiziere di Federer solo 24 ore prima, con un 6-2, 6-3 in un’ora e due minuti (curiosamente la stessa durata di Federer-Rublev) che non lascia spazio a repliche.

Partito alla grande portandosi subito sul 4-0 e servizio, Medvedev ha tirato un attimo il fiato restituendo uno dei due controbreak al suo avversario principalmente a causa di qualche errore non forzato di troppo. Rublev ha cercato di sviluppare il suo solito tennis fatto di grande pressione da fondocampo, ma soltanto in sporadici frangenti è riuscito a sfondare il muro di difesa messo in piedi da Daniil, un vero mostro di efficienza da fondo e una macchina perfettamente oliata al servizio.

 

Rublev ha giocato buona parte del match con una racchetta diversa rispetto a quella che usa di solito: sull’1-1 del primo set ha depositato sulla panchina la Wilson a scacchi bianchi e neri usata durante il vittorioso match con Federer ed ha sfoderato una racchetta nera senza marchio. Non che abbia fatto troppa differenza: Andrey si è sicuramente esibito in qualche scambio di grande effetto, ma sui turni di battuta di Medvedev è stato quasi sempre “un passeggero” trasportato dalle trame dell’avversario.

Nel secondo parziale Rublev ha ripreso la racchetta bianconera quanto è bastato per perdere il servizio a zero nel secondo game per poi tornare al fido attrezzo nero, che però non gli ha permesso di recuperare lo svantaggio accumulato.

Con questo successo Medvedev sale a 12 vittorie e 2 sconfitte da Wimbledon e si assicura di guadagnare almeno un’altra posizione in classifica mondiale, dove da lunedì prossimo sarà almeno alla settima posizione, con la possibilità di arrivare fino al n. 5 in caso di successo finale nel torneo.

In semifinale il suo avversario sarà il n.1 del mondo Novak Djokovic, che nel suo quarto di finale ha battuto il redivivo francese Lucas Pouille in un match che almeno nei 51 minuti del primo set ha tenuto il punteggio in equilibrio. Dopo aver annullato una palla break nel game d’apertura, il francese ha tenuto con ottima autorità i suoi turni di battuta, giocando alla pari con Djokovic negli scambi da fondo e piazzando qualche bella accelerazione vincente. Putroppo per lui, però, ha commesso due errori molto gravi sull’1-2 nel tie-break, concedendo due punti consecutivi sul suo servizio e compromettendo così le sue chance di vittoria nel parziale.

Poco dopo, poi, sullo 0-1 Pouille ha ceduto la battuta per la prima volta nel match dopo essere stato in vantaggio 40-15 e da quel momento in poi il match è scivolato fino al 7-6, 6-1 per Djokovic. Unico asterisco da segnalare un consulto con il medico richiesto da Nole per un dolore al gomito sinistro che comunque non lo ha condizionato.

Medvedev è stato uno dei giocatori che ha messo più in difficoltà Djokovic in questa stagione: ha tenuto in campo il n.1 del mondo per quattro set durissimi a Melbourne e lo ha sconfitto qualche mese dopo sulla terra di Montecarlo. Sarà sicuramente un test probante per Djokovic che finora sembra giocare su una nuvola.

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Continuano le sorprese a Cincinnati: Rublev manda a casa Federer

Non si ferma l’ecatombe di favoriti: Roger Federer cede in due rapidi set contro Andrey Rublev.

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È toccato a Andrey Rublev vendicare, almeno parzialmente, l’ecatombe di rappresentanti della Next Generation a Cincinnati. Con una prestazione impeccabile, solida dall’inizio alla fine, in soli 62 minuti ha mandato a casa Roger Federer, testa di serie n.3 e sette volte campione del Western&Southern Open. Lo svizzero ha pagato la pessima partenza nel match, durante la quale ha perso il servizio per due volte consecutive, facilitando così l’ingresso in partita di Rublev che si è trovato subito a proprio agio e ha iniziato a macinare il suo solito gioco fatto di mazzate da fondocampo. “Ho visto che non ha iniziato bene – ha detto un Rublev quasi in lacrime ai microfoni della ESPN – e quindi mi sono detto che avrei dovuto cogliere l’occasione subito, perché quando comincia a servire bene diventa molto complicato giocare con lui”.

Federer ha recuperato subito il primo dei due break subiti, ma non è riuscito a confondere le idee al suo avversario, che per tutto il match è apparso estremamente composto, centrato e molto tranquillo nonostante fosse la prima volta che incontrava il supercampione elvetico. Decisamente immune dalla “tassa Federer”, dopo aver concesso il controbreak al terzo gioco del primo set, Rublev non ha più dovuto affrontare una palla break, anche se Federer ha fatto di tutto per aumentare la pressione sulla sua seconda, forzando quasi sempre la risposta per ottenere un punto diretto.

Con il pessimo inizio che ho avuto avrei forse bisogno di un giocatore che mi concedesse qualcosa di più, ma non è stato il caso oggi – ha commentato Federer nella sua consueta conferenza stampa pochi minuti dopo aver lasciato il campo – Con un campo così veloce, quando non puoi fare affidamento sull’uno-due sulla tua battuta diventa tutto complicato”.

 

Dopo aver ceduto il primo set in 29 minuti, Federer ha cominciato servendo molto meglio la seconda frazione, continuando nella sua strategia di accorciare quando possibile gli scambi sulla sua battuta. Rublev ha invece continuato con il suo solito gioco, tenendo molto bene gli scambi ed esaltandosi in qualche passante. Un brutto game di Federer sul 3-3, chiuso da un errore di diritto (saranno 19 i gratuiti dell’elvetico alla fine del match, contro i solamente sei di Andrey) ha perfezionato il break decisivo, che Rublev ha conservato fino alla fine del match mantenendo una insolita calma glaciale, arrivando persino a placare con un gesto della mano il suo angolo che lo incitava con “pugnetti” e “come on”.

Si tratta della seconda vittoria su un Top 5 per Rublev in carriera, e la seconda nell’ultimo mese, dopo aver sconfitto il n.4 ATP Dominic Thiem al torneo di Amburgo. Affronterà nei quarti di finale il connazionale Daniil Medvedev che ha lasciato solamente tre game a Jan Lennard Struff.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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Cincinnati: Djokovic non si ferma e avanza ai quarti

Novak Djokovic supera in due set Pablo Carreno Busta. Nei quarti di finale affronterà Lucas Pouille

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[1] N. Djokovic b. P. Carreno Busta 6-3 6-4

Le teste di serie continuano a cadere, ma il n.1 del mondo Novak Djokovic rimane fedele al suo ruolo e conquista i quarti di finale del Western&Southern Open di Cincinnati. Novanta minuti di partita per lui nell’umida serata dell’Ohio durante la quale rimane sempre in controllo nel match che lo ha visto opposto allo spagnolo Pablo Carreno Busta, attuale n. 50 del ranking ma con un recente passato da Top 10 ed ora impegnato nella risalita dopo una difficile stagione condizionata da un infortunio alla spalla.

Match solido, pulito per Djokovic, che ha certamente fatto un passo avanti rispetto all’arrugginito esordio contro Querrey, in ogni modo contro un giocatore che fa della pressione da fondocampo la sua arma preferita, senza però avere la potenza per sfondare il n.1 del mondo nè le capacità difensive per poter rivaleggiare con lui in difesa.

 

Il secondo set è stato certamente più combattuto del primo: Djokovic ha dovuto affrontare quattro palle break, che ha salvato con la battuta, dopo che Carreno Busta si era messo in mostra con un paio di belle accelerazioni di rovescio lungolinea e Nole aveva sbagliato qualche volée non troppo difficile.

Nei quarti di finale Djokovic affronterà Lucas Pouille, che sta avendo un ottimo torneo dopo una stagione che, iniziata con il botto della semifinale all’Australian Open, si è rivelata molto più avara di soddisfazioni di quanto non ci si potesse aspettare. Pouille è arrivato ai quarti sconfiggendo il qualificato Kudla, Denis Shapovalov e la testa di serie n. 8 Karen Khachanov (reduce dallo show serale con Kyrgios), e vorrà sicuramente far meglio dell’ultimo confronto diretto, proprio la semifinale dell’Australian Open a Melbourne nel quale riuscì a racimolare solamente quattro games.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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