Roland Garros: Caruso fa il possibile ma passa Djokovic. Ora Struff

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Roland Garros: Caruso fa il possibile ma passa Djokovic. Ora Struff

PARIGI – Il siciliano tiene testa a Nole per due ore, ma non può impensierirlo. Tredicesimo ottavo parigino per Djokovic che attende Struff

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Novak Djokovic - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, il nostro inviato

[1] N. Djokovic b. [Q] S. Caruso 6-3 6-3 6-2

Onorevole sconfitta di Salvatore Caruso, che oggi sul campo centrale del Roland Garros (non gremitissimo all’inizio, probabilmente anche per il grande caldo, ma che è andato riempiendosi via via) ha tenuto testa più che dignitosamente al n. 1 del mondo per più di due ore (“Qualche pulce nell’orecchio gliela ho messa all’inizio del secondo set” dirà un soddisfatto Caruso nel post match). Nella prima parte dell’incontro, la differenza l’ha fatta nei momenti cruciali la maggior qualità di Djokovic, che deve però anche ringraziare il suo servizio che lo ha tolto d’impaccio da un paio di situazioni pericolose (Onestamente Caruso mi ha sorpreso, specie di rovescio si è dimostrato molto solido. Il punteggio non rispecchia l’andamento del match, è stata dura. Soprattutto nei primi due set”). Poi col passare dei minuti – come era logico aspettarsi – il fuoriclasse serbo ha man mano preso il sopravvento, senza però poter mai abbassare la guardia, dato che il tennista di Avola ha lottato fino alla fine, cedendo un po’ solo negli ultimi game, probabilmente anche per la stanchezza accumulata qui a Parigi (questo era il suo sesto match, qualificazioni comprese).

Djokovic raggiunge così per la 13esima volta in carriera gli ottavi del Roland Garros, ad un’incollatura dai due recordman, che – tanto per cambiare – sono i suoi eterni rivali, Roger Federer e Rafa Nadal. Anche lui senza brillare particolarmente, anche se rispetto all’altro grande favorito a Nadal continua ad avere uno “zero” nella casella dei set persi. Ma, come spesso si dice, in uno Slam le carte si scoprono nella seconda settimana del torneo: cercheremo perciò di capire già da lunedì se sono migliori quelle di Nole (che ha un avversario di un certo spessore come il top 50 tedesco Jan-Lenard Struff, che ha battuto 11-9 al quinto il n. 13 del seeding Borna Coric– letteralmente furioso per la sconfitta, da quanto ci hanno detto i colleghi croati che lo hanno intervistato, anche se a parole si è trattenuto, dicendo che match così si possono vincere o perdere -) o quelle di Rafa (il cui impegno appare molto più morbido, il n. 78 del mondo Londero).

Finisce invece qui l’avventura parigina di Salvatore Caruso, ma da questa esperienza l’allievo di coach Paolo Cannova porterà sicuramente con sé una notevole dose di autostima e nuove certezze sul suo tennis. Perché un giocatore che da fondo ha dominato Simon come ha fatto lui ed oggi ha tenuto il campo per più di due ore contro Novak Djokovic, merita sicuramente quella top 100 che adesso dista solo una ventina di posizioni.

 

LA PARTITA – Si iniziava e Caruso era subito in difficoltà, trovandosi a dover annullare una palla break nel secondo gioco. Ci riusciva, ma al turno di battuta successivo ne doveva affrontare altre due e la seconda era quella buona per Nole. Si vedeva che il serbo aveva studiato, come aveva preavvisato in conferenza stampa: Nole impostava lo scambio da fondo per linee centrali in attesa che una palla un po’ più corta e non ben angolata del siciliano gli desse l’opportunità di prendere l’iniziativa. Ma anche Caruso aveva fatto i compiti a casa e non si lasciava intimidire – non così scontato se ci è permesso sottolinearlo: non è proprio cosa di tutti i giorni affrontare sul campo principale di uno Slam il numero 1 del mondo (“Me la sono goduta tutta in realtà“) – dalla partenza del 32enne belgradese, tanto che nel quinto gioco spingendo con grande aggressività sulla diagonale dritto sorprendeva Nole e si procurava due palle dell’immediato contro break.

Vai Sabba” e “Forza Salvatore” si sentiva urlare dalle tribune, non troppo piene in questo caldissimo (beh, ci voleva…) primo pomeriggio parigino. Ma il serbo, supportato dal servizio, rimetteva subito le cose a posto. “Sabba” non si scomponeva e continuava per la sua strada, facendo assolutamente match pari da fondo campo, tanto che non appena Djokovic aveva un inaspettato passaggio a vuoto con il suo celeberrimo rovescio, doveva di nuovo aggrapparsi alla prima di servizio per annullare altre due palle break all’italiano nel settimo gioco e poi per rimontare un pericoloso 0-30 prima di chiudere il set 6-3 in 47 minuti. Il set in assoluto più lungo giocato da Djokovic nel torneo sino a quel momento a testimonianza di quanto lo stesse impegnando il 26enne tennista siciliano.

Salvatore Caruso – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)
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Il secondo set iniziava come quello precedente, con l’italiano che rischiava subito di perdere il servizio, ma riusciva ad annullare le due palle break a sfavore. Se nel turno precedente aveva battuto uno dei maestri, Gilles Simon, qui Caruso si trova davanti a un professore di Harvard (parafrasando Mourinho) dei contrattaccanti da fondo. Ma il punto che il tennista di Avola otteneva dopo uno scambio infinito da fondo campo (con un “ooohhh” di ammirazione del pubblico quando i due giocatori si erano incanalati in un palleggio pesantissimo sulla diagonale del dritto) valeva, se non una laurea honoris causa, sicuramente un diploma di merito. “Djoker” però – dopo un “Ajde” di disappunto per un errore da fondo, a dimostrazione dei fastidi che gli stava procurando l’italiano – aveva iniziato a mischiare un po’ di più le carte da fondo, attingendo al suo vasto repertorio in fatto di rotazioni, altezze, velocità. Break a favore del campione serbo nel quinto gioco e l’urlo di frustrazione di Caruso dopo un errore nel game successivo, faceva capire che il n. 147 del mondo ora faticava a reggere il passo del 15 volte campione Slam.

Djokovic adesso comandava il gioco (“Mi sono abituato al suo gioco“) e Caruso era costretto a fare il tergicristallo in diverse occasioni. Altro break per Djokovic nel nono gioco e anche il secondo set è appannaggio del serbo, con il punteggio di 6-3. Ma c’erano voluti comunque altre tre quarti d’ora! “Sabba” era in difficoltà, però aveva deciso di complicare la vita al suo grande avversario sino alla fine, tanto che costringeva Nole ad annullare una nuova palla break all’alba del terzo parziale. E ancora annullava orgogliosamente due palle break nel quarto gioco per rimanere in carreggiata. Erano però le ultime cartucce di Caruso (“Quello che mi ha impressionato di Djokovic? La costanza di rendimento, non è mai sceso di livello“), che cominciava a pagare la stanchezza dei sei match giocati qui a Parigi: Djokovic saliva di livello e con un parziale di sedici punti a due chiudeva 6-2 l’ultimo parziale in poco più di due ore di gioco.

Il finale un po’ scarico non inficia per nulla però il giudizio sulla bella prestazione di Salvatore Caruso, che da questo terzo turno Slam potrà ripartire con rinnovate ambizioni (“Torno a giocare i Challenger per adesso, ma spero presto di salire di livello. Magari già questa estate, con la classifica che avrò dopo Parigi potrei entrare direttamente in qualche main draw 250”). Djokovic invece infila la 27esima vittoria Slam consecutiva ed il sogno di essere il secondo tennista della storia del tennis maschile, dopo Rod Laver, a detenere per la seconda volta tutti e quattro i titoli Majors contemporaneamente continua. Rafa Nadal permettendo, ovviamente.

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ATP

Tanta pioggia a Rio: Sonego sconfitto, Mager in vantaggio su Thiem

Tra uno scroscio e l’altro Lorenzo Sonego cede in due set contro Borna Coric nonostante una buona partita. Mager fermato dalla pioggia avanti un set e un break contro Thiem. La ripresa sabato alle 18

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Borna Coric - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

La pioggia torrenziale per per diverse ore è caduta su Rio de Janeiro nella giornata di venerdì ha disturbato non poco i quarti di finale del Rio Open nel quale erano impegnati anche i due italiani Lorenzo Sonego e Gianluca Mager. Inizialmente programmati tutti sul campo principale, la Quadra Kuerten, gli incontri sono stati progressivamente distribuiti sui vai campi dell’impianto: a metà pomeriggio, dopo una breve interruzione del primo quarto di finale (quello tra Garin e Coria), gli incontri sono stati ripartiti sul Kuerten e sul n.1; successivamente, a seguito di una più lunga sospensione di quasi quattro ore, tutte le partite non ancora disputate sono state programmate contemporaneamente su tutti i campi disponibili.

Lorenzo Sonego ha giocato quindi sul campo n.1, facendo vedere ottime cose contro la testa di serie n.5 Borna Coric, piuttosto remissivo nella prima parte del match e spesso in difficoltà sulla propria battuta. Il croato ha dovuto salvare cinque palle break al quarto game e poi, immediatamente dopo la lunga pausa per la pioggia, si è trovato a salvare due set point sul 4-5 e un altro sul 5-6, peraltro ben cancellati giocando in maniera più aggressiva. Al tie-break si è andati avanti a forza di minibreak (sei nei primi otto punti) per poi arrivare con Coric al set-point sul 6-5 e capace di convertirlo subito con una risposta aggressiva sulla seconda. Tra un’interruzione e l’altra il primo parziale ha richiesto ben 83 minuti.

Nel secondo set il piemontese ha avvertito il contraccolpo della perdita di un parziale nel quale era sembrato avere il controllo del gioco e che lo aveva visto ottenere ben otto palle break senza concederne nessuna. Sempre costretto a inseguire nel punteggio, Sonego ha finito per cedere il servizio al sesto game, scaraventando a terra la racchetta e facendo uscire tutta la sua frustrazione nel sentire che il match gli stava scappando di mano. Coric, dal canto suo, ha giocato con grande mestiere e discernimento, nonostante la sicura stanchezza per il lungo match giocato nemmeno 24 ore prima, ed ha portato a casa il match dopo due ore e 10 minuti di gioco.

 

Borna Coric è stato fortunato anche perché un paio di minuti dopo la fine della sua partita il cielo sopra Rio de Janeiro si è riaperto sospendendo le partite ancora in corso, tra cui quella tra il nostro Gianluca Mager e la testa di serie n.1 Dominic Thiem. Il match è stato sospeso con l’italiano, n. 128 del ranking ATP, sorprendentemente in vantaggio di un set e un break.

Sceso in campo senza alcun timore reverenziale, Mager ha approfittato di un Thiem un po’ appesantito forse anche dalla maratona del giorno prima contro Munar, conclusa ben oltre la mezzanotte, e si è portato subito in vantaggio sul 4-1. Un controbreak a zero al settimo game ha però riequilibrato il primo parziale, che si è deciso poi al tie-break dove Mager ha giocato con grande coraggio, spingendo sempre Thiem a giocare punti forzati e conquistando il set per 7 punti a 4. Poco prima che la pioggia ricominciasse a scendere, il sanremese ha approfittato di un paio di errori di Thiem per ottenere il break di vantaggio per il 2-1 avendo così questo importante vantaggio psicologico durante la notte di pausa.

Il programma di sabato verrà sul campo Kuerten il completamento di Mager-Thiem a partire dalle ore 14 locali (le 18 in Italia) ed alla stessa ora la continuazione di Martinez-Balasz sul campo 1.
Le semifinali poi seguiranno sul campo Kuerten non prima delle 17 locali (le 21 in Italia), iniziando con Garin-Coric, seguita poi dal match tra i vincenti dei due quarti di finale non terminati venerdì.

I risultati completi:

[3] C. Garin b. [Q] F. Coria 2-6 6-3 7-5
[5] B. Coric b. L. Sonego 7-6(5) 6-3
[Q] P. Martinez vs [L] A. Balasz 6-2 2-2 sosp.
[Q] G. Mager vs [1] D. Thiem 7-6(4) 2-1 15-15 sosp.

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Focus

Il Rio Open è anche un po’ italiano: Mager e Sonego ai quarti

Lorenzo Sonego supera la seconda testa di serie Lajovic e trova Coric ai quarti. Gianluca Mager sconfigge il qualificato Domingues. Al prossimo turno ostacolo Thiem

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Lorenzo Sonego - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Inizio di giornata trionfale per i colori azzurri giovedì pomeriggio al Rio Open. Impegnati contemporaneamente sui due campi principali del torneo carioca, gli unici due italiani rimasti in gara all’ATP 500 brasiliano hanno superato entrambi il secondo turno accedendo ai quarti di finale.

Il primo a conquistare il lasciapassare per gli ultimi otto del torneo è stato il qualificato Gianluca Mager, n. 128 del ranking ATP, che dopo la splendida affermazione al primo turno contro il norvegese Casper Ruud ha avuto “in dono” (è proprio il caso di dirlo) al secondo turno un altro qualificato, il portoghese Joao Domingues, oltre quaranta posizioni indietro rispetto a lui nella classifica mondiale, che all’impegno precedente aveva superato il lucky loser Federico Gaio.

 

Primo set deciso da un solo break al quarto game e nel quale Mager ha preso immediatamente il comando delle operazioni per poi mettere in cascina il parziale senza alcuna esitazione per 6-3 in 41 minuti. Decisamente più complicato il secondo set: l’atleta sanremese ha avuto un passaggio a vuoto sull’1-2 cedendo a zero la battuta con tre errori gratuiti e mandando così Domingues avanti per 4-1. Mager si è comunque ripreso subito dal momento negativo, infilando tre giochi consecutivi e riuscendo ad andare a servire per il set sul 6-5 dopo che due game prima Domingues aveva sprecato un set point mettendo lungo un diritto di palleggio. Lì però la tensione si è fatta sentire, e con tre errori gratuiti il tennista italiano ha concesso il controbreak mandando il set al tie-break. Mager sembrava potesse vincere con grande agio il “gioco decisivo” quando si è portato subito sul 6-1, ma ha avuto bisogno di ben sei match point per chiudere la partita 7-5 finendo sdraiato sulla terra battuta “a stella marina” per celebrare il risultato ottenuto.

Nei quarti di finale Mager (che la settimana prossima salirà in classifica per assestarsi intorno alla posizione n. 112) affronterà la testa di serie n.1 Dominic Thiem, vincitore per 6-4 al terzo di Jaume Munar.

Sul campo Kuerten è stato invece Lorenzo Sonego ad uscire vincitore da una battaglia di due set ed oltre due ore contro la testa di serie n. 2 Dusan Lajovic. Il match è stato molto equilibrato con i due protagonisti che sono sempre rimasti molto vicini nel punteggio fatta eccezione per l’inizio del secondo set nel quale Lajovic è scappato subito sul 3-0 per poi essere immediatamente ripreso da Sonego sul 3-3. Il tennista torinese aveva avuto un primo set point nel primo parziale sul 5-4, quando dopo uno straordinario punto ottenuto in difesa non è riuscito a controllare in risposta una buona prima esterna del serbo. Nel successivo tie-break un solo mini-break, concesso da Lajovic con un errore di rovescio, è stato sufficiente per decidere il parziale.

Nel secondo set, dopo lo scambio di break iniziale nessuno dei due giocatori è riuscito ad arrivare oltre il “30” nei game di risposta, quindi si è dovuti ricorrere ad un altro tie-break giocato punto a punto fino al diritto in rete di Lajovic sul 5-6 che ha chiuso il match. Sonego, che con questo risultato dovrebbe rientrare comodamente nei primi 50 e potrebbe anche ritoccare il suo best ranking di n.46, se la vedrà nei quarti con la testa di serie n.5 Borna Coric, che al secondo turno ha battuto la wild card locale Thiago Seyboth Wild al tie-break del terzo set.

Risultati:

L. Sonego b. [2] D. Lajovic 7-6(5) 7-6(5)
[Q] G. Mager b. [Q] J. Domingues 6-3 7-6(5)
[5] B. Coric b. [WC] T. Seyboth Wild 6-3 1-6 7-6(5)
[1] D. Thiem b. J. Munar 6-7(5) 6-3 6-4

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WTA

Halep strepitosa a Dubai, troverà Brady. Rybakina-Martic l’altra semifinale

La romena gioca un secondo e terzo set ai limiti della perfezione contro una buonissima Sabalenka. Sfiderà la sorpresa del torneo, Brady, vincitrice in tre set contro Muguruza. Diciottesima vittoria dell’anno per Rybakina

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La partita del giorno a Dubai era sicuramente quella tra Simona Halep e Aryna Sabalenka. A spuntarla è la romena, che da campionessa è riuscita a superare le iniziali difficoltà e a uscire vincitrice da una sfida ad altissima intensità, seppur decisa da parziali dall’andamento molto rapido. Il primo set dura appena 27 minuti, merito di una Sabalenka molto in palla che scappa avanti 4-2, si fa rimontare, ma si riprende immediatamente il vantaggio con una serie di accelerazioni davvero pesanti. Nel secondo set però arriva la prevedibile e violenta reazione di Halep, poco abituata a farsi comandare in questo modo. La numero uno del seeding decide intelligentemente di non dare più angoli all’avversaria mantenendo il palleggio profondo e centrale, spingendo non appena si presenta l’occasione.

Anche in questo parziale si vedono tre break consecutivi, stavolta però alternati in favore di Halep, che poi allunga definitivamente strappando ancora una volta il servizio a Sabalenka: 6-2 e terzo set. Nel parziale decisivo Halep non molla un centimetro e ributta di là dalla rete ogni pallata dell’avversaria, disegnando benissimo il campo e stuzzicando la bielorussa sulla mobilità. Ne risulta un vantaggio di 4-1 che Sabalenka non riesce più a colmare nonostante un’intensità sempre molto alta. L’ultima scintilla di ribellione viene spazzata via da uno strepitoso rovescio in corsa di Halep che suggella il 5-2. Sulle ali dell’entusiasmo arriva anche un secondo break che spalanca ad Halep le porte della semifinale.

Nel penultimo atto, la romena si troverà davanti la sorpresa del torneo, Jennifer Brady, che dopo le vittorie su Elina Svitolina e Marketa Vondrousova ha eliminato anche la finalista dell’Australian Open, Garbine Muguruza. Tre set molto lottati che hanno regalato alla 24enne statunitense la prima semifinale della carriera in un Premier. I set avrebbero anche potuto essere solamente due se Brady avesse concretizzato sul 5-4 e servizio, quanto di buono fatto fino a quel momento. Muguruza è invece riuscita a recuperare lo svantaggio e a spuntarla poi al tiebreak. Alla lunga però i dettagli hanno fatto la differenza e la condizione sfavillante dei colpi di Brady ha iniziato a pesare. Due break consecutivi sul finire del secondo set le hanno permesso di giocarsela al terzo, in avvio del quale ha annullato tre chance di break una di seguito all’altra. Nello spalla a spalla che ne è seguito, il dritto di Brady si è fatto sempre più incisivo e nel decimo gioco le ha consentito di comandare il gioco, centrando un ultimo e decisivo break.

IL TRENO RYBAKINA NON FA FERMATE – Non si vuole fermare Elena Rybakina che elimina in due set la seconda testa di serie, Karolina Pliskova, e centra la diciottesima vittoria del 2020. La partita è una sfida a chi tira più forte tra due giocatrici dalla mobilità piuttosto ridotta (eufemismo), ma dalla grande potenza di fuoco. Pliskova va avanti 4-2 nel primo set, ma si fa subito recuperare. Un vincente dopo l’altro si approda al tiebreak, che Rybakina indirizza subito a proprio favore con un rovescio vincente. Il dritto fa il resto, portandola rapidamente sul 6-0 e poi al 7-1 che chiude il parziale. Nel secondo set, la kazaka cancella la bellezza di cinque palle break nei primi due turni di servizio, riuscendo nel mezzo a sfruttare l’unica in suo favore. Pliskova prova a rimettersi in partita nel quinto game, ma anche quest’ultima chance le scivola dalle mani. Rybakina non concede più nulla e a suon di colpi vincenti (33 alla fine dell’incontro) si guadagna la quarta semifinale della stagione (su cinque tornei disputati).

La sua prossima avversaria sarà l’elegante Petra Martic, che ha avuto la meglio in due set su Anett Kontaveit. Dopo uno scambio di break a inizio incontro, la croata ingrana e intorta la propria avversaria con slice, dritti carichi e velenosissime smorzate. Martic però spreca due palle break, una nel settimo e una nel nono gioco, e rischia tantissimo sul 6-5: Kontaveit infatti alza i giri col dritto e si porta a set point, annullato da Martic con uno splendido serve&volley vincente. Nel tiebreak Kontaveit va avanti 3-1 grazie a un doppio fallo dell’avversaria, ma si dimentica di portarsi dietro il dritto e vince solamente uno dei successivi sette punti. Nel secondo parziale, le energie vengono un po’ meno all’estone che non riesce a portare a casa i punti importanti e cede 6-1, in balia di un’ispiratissima Martic.

Risultati:

[1] S. Halep b. [7] A. Sabalenka 3-6 6-2 6-2
[Q] J. Brady b. [9] G. Muguruza 6-7(5) 6-3 6-4
[8] P. Martic b. A. Kontaveit 7-6(4) 6-1
E. Rybakina b. [2] Ka. Pliskova 7-6(1) 6-3

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