Roland Garros: il rischio paga. Federer in semi! Adesso Nadal

Focus

Roland Garros: il rischio paga. Federer in semi! Adesso Nadal

PARIGI – Il temporale interrompe Federer-Wawrinka al quarto set, ma quando rientra in campo Federer è chirurgico. Ottava semifinale al Roland Garros, la giocherà contro Nadal

Pubblicato

il

Roger Federer - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Spazio sponsorizzato da Barilla

da Parigi, il nostro inviato

[3] R. Federer vs [24] S. Wawrinka 7-6(4) 4-6 7-6(5) 6-4

 

Premesse terminologiche doverose: nell’articolo non si potrà usare la parola svizzero, perché lo sono entrambi. Non si potrà usare l’espressione  “campione del Roland Garros” perché come sopra. Non si potrà parlare di rovescio a una mano che ce l’hanno tutti e due. Uno è vestito giapponese, l’altro dopo una breve ricerca, scopriamo che è uguale. Non si può dire quello un po’ grassoccio che non è politically correct, né quello elegante che si diventa agiografici.

Li chiameremo spesso Stan e Rog, come si chiamano tra di loro. Diremo che uno è di Losanna e l’altro di Basilea ma non abbiamo il tempo di sapere come si chiamano gli abitanti di un posto o quelli di un altro perché il match inizia. Sedetevi e tenetevi forte: il Lenglen è un uovo.

Si inizia con le galanterie. Roger segnala all’arbitro la palla buona di Stan sul servizio. Si prosegue con altra galanteria di Federer che non converte una palla break con un dritto fuori null’affatto impossibile. Il buongiorno si vedrà dal mattino. Da quel momento tengono facile il servizio i due con Wawrinka che appare un po’ più propositivo e Federer passivo col dritto. Wawrinka sa di avere giocato giusto giusto tre ore in più del connazionale agli ottavi e cerca di tenere gli scambi brevi. Le posizioni in campo sono completamente differenti: sembra quasi che il campo sia scivolato sotto i piedi di entrambi in avanti verso Roger. Federer risponde alla prima dell’amico appena dietro la linea, ed alla seconda ben dentro. Wawrinka sta dietro, vicino ai teloni e cerca di caricare il mortaio con la massima precisione.

Ancora una risposta anticipata di Federer, nel quinto game, ancora palla break e ancora gran prima di Stanimal che col dritto si guadagna la pagnotta. Si va al 3-2, e dopo un quarto d’ora i due sono già fradici di sudore. Quando Federer serve lo slice ad uscire Wawrinka avrebbe bisogno di una prolunga tanto è il campo che lascia agli angoli. Lo svizzero di Losanna appena può fa boom da fondocampo col rovescio. Il rumore è simile a quello di un legno che scoppia nel camino: alle orecchie arriva una frazione di suono morbida, ma in un istante segue l’esplosione.

Grandissimo scambio sul 3-3 (almeno 20 colpi) appannaggio di Roger e del suo rovescio lungolinea. Poi Federer abbandona il Musée D’Orsay per diventare surrealista e dipingere una palla corta sulla seconda di Stan per andare 0-30. In conferenza stampa gli abbiamo chiesto se non pensava che col suo ritiro certi colpi sarebbero spariti dal tennis: guardandoci negli occhi ci ha risposto di no. Ma chi faceva la domanda non ci ha creduto un attimo, spergiuro di uno svizzero.

Ancora palla break per Federer ed ancora col rovescio lungolinea. Roger è Dalì e gioca ancora la smorzata sulla seconda dell’avversario ma stavolta Stan ci arriva ed il passante di Federer è fuori. Wawrinka perde il campo dopo due vane accelerazioni e siamo alla quarta opportunità: iniziano a diventare troppe, ma a Stan che gliene frega? Attacco e volée stoppata per un’altra parità. Due errori di dritto del Basiliota e siamo al cambio campo con Federer avanti ai punti nel nostro tabellino personale. Rino Tommasi apprezzerebbe.

Stan soffre i cambi di direzione, autentici colpi ai fianchi per le sue malandate ginocchia e Federer per muoverlo tira dritti così arrotati che dallo Chatrier dove gioca Nadal hanno chiesto una royalty. Ancora a zero la battuta Roger. In questo primo set a Stan, per sollevarsi serve il colpo del k.o. La sua ricerca del vincente ad ogni costo produce errori ma anche meraviglie come il rovescio disperato per il 15-15 nel nono game. Se Federer è Dalì, Stan è sporadico e asincopato. Un batterista di rock progressivo, un Carl Palmer, che alle volte però perde il tempo. Ancora sotto 15-30, ma ancora salvo al cambio campo.

Federer in questo torneo aveva giocato solo con Ruud un long set. A dire il vero siamo a 37 minuti di gioco, mica tanto “long”. Il tempo che Nadal e Djokovic usano per il sorteggio. Federer concede a Wawrinka due gratuiti nel decimo game ma a più di trenta Wawrinka non va. Due brutti rovesci dello svizzero-tedesco vanificano l’ennesimo vantaggio (15-30) sul servizio dello svizzero-francese e così Federer va a servire per rifugiarsi nel tie break. Wawrinka suda come se fosse sotto la pioggia e giocherebbe, se potesse, con la racchetta nella destra e l’asciugamano nella sinistra.

Tie break dunque che si apre col servizio-dritto di Stan. Uno pari col servizio in kick di Roger, ingestibile per Wawrinka. Poi silenzio: parla un rovescio di Federer contro le leggi della fisica ed il codice penale. Wawrinka lo assolve col pollice, noi lo condanniamo a fare ancora e ancora e ancora, queste cose.

Stan perde il dritto ma sempre per esigenze di spinta e c’è il mini break per Federer. Ancora servizio e dritto Stan e siamo 4-3 con due servizi per il campione del 2009. Wawrinka attacca una ghiotta palla col dritto ma Federer sa dove andrà da un mese, ed il passante è nelle stringhe di Stan per il 4-2. Federer prova il serve and volley sulla seconda ma Wawrinka carica il fucile, costringe l’avversario all’errore di volo e siamo on serve. Gran prima Stanislaviana per il 4-4, ma Federer nel punto successivo lo muove quanto basta per fargli sbagliare il rovescio. Wawrinka risponde dal campo 14 e va in rete, e così Federer ha due set point. Basta il primo su di un’altra risposta di Stan che percorre una parabola talmente lunga da coprire la distanza tra Losanna a Basilea. Che al momento è di un set.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Alla ripresa, Federer parte male con un dritto fuori ed una comoda volée con la stessa sorte. Si supera con un tocco delizioso su di un mefistofelico passantino di Stan, il quale inizia a pensare che il campo 14 non sia sufficiente e risponde ancor più distante. Il servizio non assiste Roger che mette poche prime, ma Wawrinka continua a non trovare le misure in risposta. Violentissima diagonale di dritto vinta da Federer ma Stan trova un gran kick che gli apre il campo per il dritto. Federer chiama l’arbitro a controllare un servizio di Stan che in effetti pareva fuori, ma poi gioca ancora il dropshot sulla seconda del connazionale (siamo a tre) e stavolta il passante è vincente. Si sta come d’autunno sui rami le foglie, nei turni di servizio di Stan e difatti è ancora palla break che (ça va sans dire…) Federer spreca in risposta. Altri errori di Roger che cede il game dell’uno pari.

Il serve and volley sul rovescio di Stan non sembra funzionare: meglio il serve e basta del 15-15 e del 30-15. Partita che adesso sembra spenta sotto la cappa di afa mentre Federer è costretto ai vantaggi da un nuovo serve and volley che Stan mortifica col rovescio. E, a sorpresa, arriva anche la palla break. La prima per Stanimal che (ça va sans dire…) la trasforma immediatamente, in difesa e con urlo accluso. A Stan basta così, non si gioca più nel quarto game, con un ace e due doppi falli per cominciare. Lunghissimo scambio che vale più di quel che sembra: le variazioni di Roger con il rovescio (prima l’angolo stretto, poi il back lungolinea) sono per intenditori. Due palle per il contro break: la prima (che è la settima), steccata. La seconda (che è l’ottava), steccata. Non servono parole, ci vorrebbe un’emoticon a questo punto. Svanite le palle break, come già successo, svanisce anche Roger dal game e Wawrinka vola 3-1.

Federer torna a tenere con facilità il servizio mentre il sole dà un attimo di tregua. Le previsioni parlavano di temporali nel pomeriggio, ma per ora piovono solo occasioni mancate da Roger. Wawrinka imita lo Zverev di ieri con i doppi falli, mentre Federer risponde due volte lungo col rovescio. Match non proprio entusiasmante che Stan sveglia un po’ con un servizio-dritto, e che Federer riattizza con una difesa sullo smash dell’avversario figlia ancora una volta della lettura dei suoi colpi. Scambio di errori per il game più lungo dell’incontro sinora, che Wawrinka porta a casa grazie ad una dose di iniziativa doppia rispetto a quella del suo avversario, e siamo 4-2.

Ancora un serve and volley fallimentare di Federer, che a questo punto dovrebbe chiedersi se fa bene, ed ancora una risposta tirata da in braccio al pubblico di Stan, che sappiamo non si farà domande. Gran difesa in chop di Roger per il 40-15, ma come dicono quelli bravi, oramai la partita si gioca sui turni di servizio di Stan. Picchia di più il francofono, anche col servizio spesso sopra i 200 all’ora e Federer lascia un po’ andare il game. Stan è ora in fiducia, mentre Federer continua a ricevere punti principalmente dal proprio servizio in kick. Ancora un game agevole per Roger, prima che Wawrinka serva per il set.

Il pubblico applaude al rientro in campo dei due come se si aprisse un sipario, in attesa dell’esibizione della freddezza di Stan e della capacità di reazione di Federer, che prende posizione più avanzata in campo ma stecca subito il rovescio. Wawrinka c’è eccome, con il rovescio lungolinea, bello e difficile. Federer risponde corto e il dritto di Wawrinka porta il Losanniano a tre set point. Il primo è un approccio lungo di Wawrinka, il secondo un notevole rovescio di Federer che costringe Stan all’errore. Roger si porta persino in parità. Poi dritto sulla linea di Stan, errore di Federer e vincente di Stan, seppur in precario equilibrio, per il 6-4. Primo set perso da Federer nel torneo, contro il primo vero avversario.

Stan Wawrinka – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Si apre con Federer apparentemente più propositivo, ma anche con un Wawrinka più tonico, rinfrancato oltretutto dalla temperatura più mite. Si è alzato il vento, il clima sta cambiando. Il sole inizia a latitare. Sui colpi carichi di Stan, Roger fatica a centrare il dritto. Alle volte gli mancano i passetti che sulle superfici rapide non gli servono, ma qui la resa del rimbalzo non è facile da gestire. Ai vantaggi Federer fa col servizio ma disfa col rovescio e col dritto. Stan non sbaglia più in risposta e Federer è costretto ad un salvataggio a rete da acrobata. Applausi del Lenglen che proseguono per il rovescio lungolinea di Roger e si va sull’1-0.

Non c’è pace a Port d’Auteuil per il clima. Il caldo umido covava aria temporalesca e si affacciano anche le nuvole desiderose di vedere il match del Suzanne Lenglen. Qualche nube attraversa i pensieri di Roger, aiutato due volte dal nastro nel game di servizio di Stan. Sontuoso cross di rovescio di Wawrinka, che raccoglie dal terreno una malefica gramigna in back di Federer e la trasforma in fiore. Facile Roger per il 2 a 1, con tre ace e un serve and volley stavolta vincente. Wawrinka riprende ad accelerare gli scambi, va fuori giri col dritto ma sembra ora più coerente nelle proprie scelte, più libero nello scambiare con Roger, che pure lo infila con un gran rovescio lungolinea. Campanellino d’allarme sul turno di servizio di Stan che va giù di doppio fallo e concede la nona palla break a Federer. Quasi non c’è da commentare l’ovvio, anche se il merito è del servizio di Wawrinka. Stan, poi non si volta indietro e siamo 2-2.

In tribuna stampa si comincia a ragionare su quale sia stata la peggior performance di trasformazione palle break dell’ex campione di Wimbledon (questa si può dire solo di uno…): proponiamo la finale contro Nadal nel 2007 in cui fece 1 su 17, il 5,90% di trasformazioni. Ma qui siamo ancora allo 0%, mentre Stan va a servire e tiene a zero Roger lasciandolo fermo col dropshot. Wawrinka è ora on fire, sempre più a suo agio sul palleggio meno carico di Roger e lo infila anche con una risposta di rovescio incrociata da cineteca. Ora Stan inizia a trovare un timing perfetto sulla palla e malgrado il gran dritto di Roger, va 15-40.

I fan di Federer saltino la descrizione del punto con cui Wawrinka strappa ancora il servizio a Roger. Si fa fatica a descrivere l’incedere tentennante del fuoriclasse elvetico sulla più facile delle volée di rovescio; il suo esitare se colpire di rimbalzo, aggredirla o giocare di ricamo. Non esce fuori nulla di queste tre opzioni, eppure la palla in rete che dà il break a Stan, è un incrocio di tutte e tre. Dopo il peggior punto giocato da Roger arriva uno dei migliori game in risposta del signor Vavrinec. Ancora 15-40, ennesima occasione per Roger e stavolta Wawrinka aiuta il caro amico con un approccio di dritto lungo di un piede.

Federer sembra sciogliersi un filo, ritrovare le geometrie del primo set e avanzare in campo. Ne nascono vincenti ed errori, ne nasce un po’ di caos brillante, un po’ di confusione, di mescolamento delle carte. Diceva Mikhail Tal, campione lettone di scacchi, che spesso la soluzione è complicare le cose: “Devi condurre il tuo avversario in una foresta oscura dove 2+2 fa 5, ed il cui sentiero d’uscita è largo a sufficiente solo per te”. La confusione fa nascere il 5-4 per Roger e Wawrinka, se vuole uscire dalla foresta, deve tirare fuori il meglio di sé. Dopo un dritto in cross di Stan, si torna al tubo catodico, con un approccio di rovescio in back lungolinea di Roger che riporta in campo Pat Cash.

Ancora dropshot sulla seconda di Stan, che non riesce bene ma disorienta il Losannino (2+2 fa 5) al punto da fargli affossare il dritto. Federer ora è pimpante, risponde bene di dritto e conclude anche meglio. Palla break che è anche set point, ma non vorrete mica che ne trasformi due di seguito? Il tentativo di rovescio in lungolinea è fuori di un palmo. Gran parata sulla prima di Wawrinka e pallonetto in back che forse Stan giudica male per una nuova palla break. Cancellata col servizio. Ancora col servizio Stan, che esce dalla foresta con un grido ed un prodigio lungolinea.

Match che sale di tono, nella convinzione generale che si decida molto in questo finale di terzo set. Federer ora è tonico, ma altrettanto è Wawrinka che scava un dritto corto e una bombarda in risposta che spiazza Roger. Discesa a rete spericolata di Roger sul dritto di Stan che al secondo passante costringe il connazionale all’errore e palla break Stan. Federer finalmente ne annulla una recuperando un dropshot di Wawrinka e chiudendo col tocco a rete. Federer complica le cose anche per sé con uno smash controsole completamente steccato. Altra palla break Stan, ma c’è servizio esterno di Roger e risposta in rete. Federer martella il dritto di Wawrinka, con cross sempre più stretti fino a che Stanimal non crolla a terra in spaccata e poi a prendere il sole che fa capolino per l’occasione.

Si trema su di un nuovo smash di Roger che stavolta non sbaglia. Poi Stan risponde sulla linea da trenta metri e siamo ancora in parità. Serve and volley con delicata volée bassa di dritto di Roger, ma Stan oramai risponde autentici missili intercontinentali che destabilizzano i piedi non lesti di Roger. Due risposte sbagliate di Stan, cosa che non si vedeva da parecchio ed un game lunghissimo va in ghiaccio per il 5 pari. Stan serve bene sul 6-5 e a parte una volée da rivedere, si guadagna il secondo tie break. Sa bene che però, Federer non è il Dimitrov con cui ne ha vinti tre al terzo turno.

Il kick di Federer salta oltre la spalla di Stan che non trova la risposta. Poi Federer va 2-0 andandosi a prendere una volée in allungo con i riflessi che un 37enne non può possedere, davvero non può. Aggressivo in risposta Federer ma resta corto e Wawrinka accorcia sull’1-2. Wawrinka forse ha ancora negli occhi il balzo felino di Roger ed all’improvviso esce del match. Due errori ed una palla corta che non lo è tanto, portano Roger sul 5-1 con due mini break. Un servizio al corpo (scusa Rog, ma siamo al quarto di finale…) lo tiene a galla. Una magnifica risposta di rovescio sul serve and volley di Federer toglie un mini break a Roger, ma subito dopo siamo 6-3 per lo svizzero più anziano, con due set point.

Servizio esterno di Stan per il 4-6 e ace per dire a Roger “prenditela tu la responsabilità di portare a casa il set”. Se la prende tutta Roger: seconda in kick profonda e alta, serve and volley esattamente come quello fallito un minuto prima, risposta di Stan in rete. Federer si accomoda avanti di un set.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

QUARTO SET… ATTO PRIMO – Roger torna in campo dalla sosta toilette mentre Wawrinka è già pronto a servire per un primo sonnecchiante game. Sonnecchiante sì, ma quando Wawrinnka recupera un dropshot di Federer con la punta della racchetta, si capisce che non vuole cedere e che ci sarà un vero quarto set.

Federer offre adesso di sé una versione degna del primo set portandosi in parità. In risposta continua a stare in posizione avanzata prendendo spesso l’abbrivio. Stan offre due palle break solo per il gusto di annullarle (e siamo a 12 e 13) e di giocare un gran dritto in controbalzo abitualmente più nel repertorio del suo avversario. Federer, perse le palle break, stavolta non esce dal game e se ne procura una terza che gioca passivo e stavolta spreca. Ancora aggressivo Federer su un Wawrinka lento nel cambio di direzione e quarta occasione del game. Incrocio delle righe col dritto di Stan che ci crede ed esplode un urlo dopo la prima vincente.

Scocca la terza ora di gioco, ci sgranchiamo la schiena ed alzandoci un attimo riusciamo a scorgere l’orizzonte che le previsioni ci hanno promesso. Il gioco però continua e viene d’obbligo chiedersi come reagirà Federer a tutte le occasioni mancate in un match tutt’altro che concluso. Al momento benissimo, con un game di servizio tenuto brillantemente, 2-2.

Sulla seconda di Stan, Roger continua a cercare il dropshot stavolta senza risultato. Stan sembra un po’ più pesante negli spostamenti, ma smentisce il Lenglen trovando il passante di rovescio in corsa e chiedendo al pubblico di incitarlo. Difficile farlo quando si gioca contro Federer, ma se uno ci può riuscire di questi tempi, è proprio Stan the man. Federer sembra però in un altro stato psicofisico e comanda col dritto fino ad ottenere l’ennesima palla break. Il punto successivo è il solito deja-vu, con Stan che in difesa riesce sempre a metterla negli ultimi centimetri del campo e Federer che si fa trovare la palla addosso. Ancora dropshot sulla seconda di Stan, che viene letta bene dal numero 28 del mondo e siamo 3 a 2 avanti per Stan.

Le impietose statistiche di trasformazione delle opportunità ci lasciano di stucco e forse distraggono anche Roger che sbaglia lo smash sempre dallo stesso lato (stavolta senza sole). Sul punto successivo Wawrinka corre due volte per le diagonali del campo in un disperato tentativo di difesa che lo lascia a dir poco esausto. Prova ad approfittarne Roger con un dropshot che finisce in rete. Poi ci pensa il rovescio in cross a respingere un attacco di Stan, 3 pari.

Le nubi all’orizzonte fanno a dir poco paura. Nere come pece si fanno annunciare da qualche sordo suono che la suggestione ci fa scambiare per tuono. Di gocce d’acqua, neanche l’ombra, ma il giudice di sedia, il francese Pierre Bacchi sente un’elettricità nell’aria che non è quella legata all’andamento del match. L’acqua arriverà, ne siamo tutti certi, forse passeggera. Meglio coprire il campo per evitare che si inzuppi ed il programma riceva stop ancora più lunghi. Meglio allontanare tutti anche per evitare i fulmini. Interruzione più pro Stan che pro Roger, pare. Peccato: avremmo visto i fulmini cadere dal cielo e i due sollevare in aria le racchette come fossero il martello di Thor.

QUARTO SET… EPILOGO – Alle 17.30 si sospende, alle 18.35 i giocatori rientrano in campo, rinfrescati, un filo riposati e si vede. Stan va subito sotto 15-30 con doppio fallo, ma Federer, intuendo il momento difficile dell’amico, spedisce un dritto lungo di due metri. Wawrinka tiene il servizio, non facile farlo a freddo dopo il rientro in campo, e sente l’aria di scampato pericolo. Stan sembra rinfrancato, spinge col rovescio, ma Federer ricama una difficile volée di rovescio. Nuova incursione nel tennis anni ’80 con l’attacco di Roger a seguire la palla corta. Federer non si accorge che i colpi di Stan hanno ritrovato vigore e sta un po’ troppo avanti. Ma col servizio mette tutto a posto e siamo 4 pari.

Federer cambia ancora, cerca ancora la strada che conduce nella foresta, ed inizia a giocare alla Wawrinka, rispondendo da dietro e trovando col dritto la riga. Un 15-30 che diventa 15-40 con l’errore di Stan. Brutto rovescio e primo break point sprecato, siamo a 1 su 17. A questo punto Federer si affida al dritto, compagno di merende di una vita e di 20 slam trascorsi da imbattuto. Col dritto mette pressione a Stan, che dopo una prima difesa, gioca lungo spedendo Federer a servire per il match. Il pubblico del Lenglen è diviso in tre fazioni: quelli che vorrebbero che l’outsider vincesse. Quelli che stanno in tachicardia e vorrebbero che al più presto Federer chiudesse. E poi ci sono i masochisti, che sono anch’essi in tachicardia ma vorrebbero il quinto set per morire di felicità nei pressi del Bois de Boulogne.

Si parte con una risposta di Wawrinka che Federer giudica male e lascia rimbalzare in campo. Rimedia con la prima Roger, ma commette il suo primo doppio fallo. Sul 15-30 un dritto di Federer accarezza la linea e gli consente di trovare il vincente in contropiede. Volée di dritto di Federer per il primo match point e Stan sfoga la sua rabbia. Il match point si svolge durante il raduno nazionale dei braccini, lo giocano malissimo entrambi ma dice bene a Wawrinka. Serve and volley di Federer che gioca una buona volée di rovescio ma esalta il passante di dritto di Wawrinka. Questo vuol dire che ora Stan ha la palle break per rientrare: unità coronariche in allerta.

L’incoscienza, il coraggio ed il delirio assistono Roger sul serve and stop volley di mezzo telaio con cui annulla il break point. Stan scentra un rovescio in risposta e siamo ancora ad un punto dalla fine. Federer non mette una prima neanche a servire da sotto e commette il secondo doppio fallo del match. Due doppi falli, tutti nell’ultimo game. Fa niente, pensa Rog, che si butta ancora a rete dietro al servizio e chiude una sicura volée alta di rovescio. Infine (ma è lecito utilizzare la parola fine quando si parla di Roger Federer?), alle 19.00 in punto non capita soltanto che Federer giochi una volée alta di dritto vincente, ma succedono tante altre cose. Succede che un trentasettenne (ma arrotondiamo anche a 38 che mancano due mesi) che non giocava una stagione su terra battuta dal 2015 è in semifinale al Roland Garros. Succede che venerdì ci sarà una semifinale “Federer-Nadal” che manca da due anni su un campo da tennis e da otto anni a Parigi. Capita pure che un italiano è matematicamente nei primi 10. Apriamo la bottiglia buona, prima che diventi aceto.

L’abbraccio con Wawrinka è quanto di più sincero possa esistere in questo sport e illude anche che in campo non abbia vinto un solo giocatore, ma anche un poco l’altro, un giocatore e mezzo.

Nei monitor durante l’intervista sul campo con Pioline, Federer è davvero emozionato e anche troppo sudato per comprendere se stia piangendo. “La felicità è indescrivibile. Avevo visto Stan contro Tsitsipas, sapevo che stava giocando benissimo ed avere vinto mi rende raggiante”. “Sì, ho giocato molto serve and volley ma è la forza di Stan che mi costringe a cambiare schemi.. ho preso anche una volée col telaio ad un certo punto”. E quando Pioline già lo proietta alla sfida contro Rafa: “Sono felice della scelta di avere giocato sulla terra quest’anno e se sono tornato qui è proprio per giocare partite come quella contro Rafa”.

Lo ripeterà in conferenza stampa. Dirà che se ha scelto di giocare sulla terra lo ha fatto anche per sfidare Rafa. Ora sta a chi lo ama scegliere il proprio perché quando guarderà la semifinale di venerdì, in cui parte così sfavorito. Non ci sono giocatori imbattibili dirà in conferenza stampa. Certo che ha ragione, ne ha da vendere. Ma resta un bugiardo patentato. Uno che ti dice che col serve and volley, con la palla corta in risposta, con due volée vincenti si può andare avanti anche al Roland Garros deve essere per forza un mentitore. Poi, guardi il tabellone, leggi Federer accanto a Nadal e ti accorgi che è tutto incredibilmente vero.

Roger Federer e Rafa Nadal – Shanghai 2017 (foto via Twitter, @SH_RolexMasters)

Continua a leggere
Commenti

Focus

I re del Roland Garros: Rafael Nadal, l’uomo del 118-2, compie 34 anni

Rafa festeggia il compleanno lontano da Parigi appena per la terza volta lontano negli ultimi 16 anni. Un decennio e mezzo in cui al Roland Garros ha perso la miseria di due partite

Pubblicato

il

Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Che Rafael Nadal sia indiscutibilmente il più grande terraiolo di tutti i tempi non è e non sarà in discussione chissà per quanti anni; anche i tifosi di Borg – che festeggia il compleanno tra tre giorni – si saranno ormai dovuti rassegnare. Nessuno, né in campo maschile, né in quello femminile, è mai riuscito a vincere uno stesso Slam per 12 volte. Nessuno, tranne lui. Ovviamente e rigorosamente a Parigi.

Certo, senza questa pandemia domenica 7 giugno lo spagnolo avrebbe potuto fare tredici sul suo campo preferito, che dovrà attendere ancora un po’ per sfoggiare il suo nuovo tetto retrattile. Rafa deve inoltre accontentarsi di spegnere le trentaquattro candeline lontano dal Philippe Chatrier, una dinamica tanto inusuale che negli ultimi quindici anni si è verificata solo due volte – nel 2009 per colpa di Soderling e nel 2016 a causa di un problema al polso che l’ha costretto al ritiro prima del terzo turno. Chissà se il futuro gli riserverà altre occasioni di festeggiare il compleanno, che ricorre oggi, sollevando la coppa dei moschettieri; solo il tempo conosce la risposta, ma non vi consigliamo di scommettere contro un tale tiranno (in questo caso il tiranno è Nadal, mica il tempo).

C’è però un’altra statistica che esprime con ancora maggior forza la sua infinita grandezza, quel dominio assoluto e praticamente incontrastato sulla sua superficie preferita. Nel corso della carriera Rafa ha disputato, nell’arco di 15 anni, ben 120 incontri sul mattone tritato sulla lunga distanza, tre set su cinque. Tutti i match a Bois de Boulogne, quelli della defunta Coppa Davis (ah, quanto ci manca…!) alcune vecchie finali dei 1000 e non solo.

Bene, il verdetto pressoché unanime recita in questo genere di partite il seguente score: 118 vittorie e 2 sconfitte. 118-2. Se non è il record più incredibile e impressionante dell’intera storia del tennis ‘avanti COVID-19’ ci siamo piuttosto vicini, e merita pertanto di essere tramandato ai posteri, scolpito nero su bianco, come personalissimo regalo di compleanno per Rafa.

Di seguito vi proponiamo la lista completa delle 120 partite giocate da Nadal sul mattone tritato sulla lunga distanza; se siete abbastanza esperti da non avere bisogno del ripasso, potete saltare direttamente in fondo per leggere il riepilogo degli avversari affrontati e le nostre conclusioni.

 

2004
1) Davis SF Clement (65) W 64 61 62
2) Davis F Roddick (2) W 67(6) 62 76(6) 62

2005
3) Montecarlo F Coria (9) W 63 61 06 75
4) Barcellona F Ferrero (58) W 61 76(4) 63
5) Roma F Coria (11) W 64 36 63 46 76(6)
6) RG R128 Burgsmuller (96) W 61 76(4) 61
7) RG R64 Malisse (46) W 62 62 64
8) RG R32 Gasquet (31) W 64 63 62
9) RG R16 Grosjean (24) W 64 36 60 63
10) RG QF Ferrer (21) W 75 62 60
11) RG SF Federer (1) W 63 46 64 63
12) RG F Puerta (37) W 67(6) 63 61 75
13) Stoccarda F Gaudio (13) W 63 63 64
14) Davis P.O. Bracciali (92) W 63 62 61
15) Davis P.O. Seppi (78) W 61 62 57 64

2006
16) Montecarlo F Federer (1) W 62 67(2) 63 76(5)
17) Barcellona F Robredo (15) W 64 64 60
18) Roma F Federer (1) W 67(0) 76(5) 64 26 76(5)
19) RG R128 Soderling (50) W 62 75 61
20) RG R64 Kim (116) W 62 61 64
21) RG R32 Mathieu (32) W 57 64 64 64
22) RG R16 Hewitt (14) W 62 57 64 62
23) RG QF Djokovic (63) W 64 64 ret.
24) RG SF Ljubicic (4) W 64 62 76(7)
25) RG F Federer (1) W 16 61 64 76(4)
26) Davis P.O. Seppi (69) W 60 64 63
27) Davis P.O. Volandri (38) W 36 75 63 63

2007
28) RG R128 Del Potro (59) W 75 63 62
29) RG R64 Cipolla (227) W 62 61 64
30) RG R32 Montanes (50) W 61 63 62
31) RG R16 Hewitt (16) W 63 61 76(5)
32) RG QF Moya (26) W 64 63 60
33) RG SF Djokovic (6) W 75 64 62
34) RG F Federer (1) W 63 46 63 64

2008
35) RG R128 Bellucci (76) W 75 63 61
36) RG R64 Devilder (148) W 64 60 61
37) RG R32 Nieminen (26) W 61 63 61
38) RG R16 Verdasco (23) W 61 60 62
39) RG QF Almagro (20) W 61 61 61
40) RG SF Djokovic (3) W 64 62 76(3)
41) RG F Federer (1) W 61 63 60
42) Davis SF Querrey (39) W 67(5) 64 63 64
43) Davis SF Roddick (8) W 64 60 64

2009
44) Davis 1st RD Tipsarevic (47) W 61 60 62
45) Davis 1st RD Djokovic (3) W 64 64 61
46) RG R128 M. Daniel (97) W 75 64 63
47) RG R64 Gabashvili (72) W 61 64 62
48) RG R32 Hewitt (48) W 61 63 61
49) RG R16 Soderling (25) L 26 76(2) 46 67(2)
50) Davis F Berdych (20) W 75 60 62

2010
51) RG R128 Mina (655) W 62 62 62
52) RG R64 Zeballos (44) W 62 62 63
53) RG R32 Hewitt (33) W 63 64 63
54) RG R16 Bellucci (29) W 62 75 64
55) RG QF Almagro (21) W 76(2) 76(3) 64
56) RG SF Melzer (27) W 62 63 76(6)
57) RG F Soderling (7) W 64 62 64

2011
58) RG R128 Isner (39) W 64 67(2) 67(2) 62 64
59) RG R64 Andujar (48) W 75 63 76(4)
60) RG R32 Veic (227) W 61 63 60
61) RG R16 Ljubicic (37) W 75 63 63
62) RG QF Soderling (5) W 64 61 76(3)
63) RG SF Murray (4) W 64 75 64
64) RG F Federer (3) W 75 76(3) 57 61
65) Davis SF Gasquet (15) W 63 60 61
66) Davis SF Tsonga (10) W 60 62 64
67) Davis F Monaco (26) W 61 61 62
68) Davis F Del Potro (11) W 16 64 61 76(0)

2012
69) RG R128 Bolelli (111) W 62 62 61
70) RG R64 Istomin (43) W 62 62 60
71) RG R32 Schwank (192) W 61 63 64
72) RG R16 Monaco (15) W 62 60 60
73) RG QF Almagro (13) W 76(4) 62 63
74) RG SF Ferrer (6) W 62 62 61
75) RG F Djokovic (1) W 64 63 26 75

2013
76) RG R128 Brands (59) W 46 76(4) 64 63
77) RG R64 Klizan (35) W 46 63 63 63
78) RG R32 Fognini (29) W 76(5) 64 64
79) RG R16 Nishikori (15) W 64 61 63
80) RG QF Wawrinka (10) W 62 63 61
81) RG SF Djokovic (1) W 64 36 61 67(3) 97
82) RG F Ferrer (5) W 63 62 63
83) Davis P.O. Stakhovsky (92) W 60 64 64

2014
84) RG R128 Ginepri (279) W 60 63 60
85) RG R64 Thiem (57) W 62 62 63
86) RG R32 L. Mayer (65) W 62 75 62
87) RG R16 Lajovic (83) W 61 62 61
88) RG QF Ferrer (5) W 46 64 60 61
89) RG SF Murray (8) W 63 62 61
90) RG F Djokovic (2) W 36 75 62 64

2015
91) RG R128 Halys (296) W 63 63 64
92) RG R64 Almagro (154) W 64 63 61
93) RG R32 Kuznetsov (120) W 61 63 62
94) RG R16 Sock (37) W 63 61 57 62
95) RG QF Djokovic (1) L 57 36 16

2016
96) RG R128 Groth (100) W 61 61 61
97) RG R64 Bagnis (99) W 63 60 63

2017
98) RG R128 Paire (45) W 61 64 61
99) RG R64 Haase (46) W 61 64 63
100) RG R32 Basilashvili (63) W 60 61 60
101) RG R16 Bautista Agut (18) W 61 62 62
102) RG QF Carreno Busta (21) W 62 20 ret.
103) RG SF Thiem (7) W 63 64 60
104) RG F Wawrinka (3) W 62 63 61

2018
105) Davis QF Kohlschreiber (34) W 62 62 63
106) Davis QF A. Zverev (4) W 61 64 64
107) RG R128 Bolelli (129) W 64 63 76(9)
108) RG R64 Pella (78) W 62 61 61
109) RG R32 Gasquet (32) W 63 62 62
110) RG R16 Marterer (70) W 63 62 76(4)
111) RG QF Schwartzman (12) W 46 63 62 62
112) RG SF Del Potro (6) W 64 61 62
113) RG F Thiem (8) W 64 63 62

2019
114) RG R128 Hanfnann (180) W 62 61 63
115) RG R64 Maden (114) W 61 62 64
116) RG R32 Goffin (29) W 61 63 46 63
117) RG R16 Londero (78) W 62 63 63
118) RG QF Nishikori (7) W 61 61 63
119) RG SF Federer (3) W 63 64 62
120) RG F Thiem (4) W 63 57 61 61

LE 120 PARTITE IN NUMERI

  • totale set disputati: 391
  • totale set vinti: 353 (90,28%)
  • totale set persi: 38 (9,72%)
  • match finiti al quinto set: 4 (3,33% del totale degli incontri, tutti vinti, di cui 1 finito ad oltranza e 2 al tie-break)
  • totale set finiti al tie-break: 33 (8,44%, di cui 24 vinti e 9 persi)
  • totale set finiti 6-0: 26 (6,65%, di cui 25 vinti e 1 perso)
  • match disputati al Roland Garros: 95 (di cui 93 vinti e 2 persi)
  • match disputati in Davis: 18 (tutti vinti)
  • top 10 incontrati: 35 (34 vittorie e 1 sconfitta)
  • n.1 incontrati: 9 (8 vittorie e 1 sconfitta)
  • finali disputate (esclusi gli incontri di finale di Davis): 19 (tutte vinte)
  • finali disputate al RG: 12 (tutte vinte)

GLI AVVERSARI AFFRONTATI

8 volte: Federer (4 RG F, 2 RG SF, 1 Montecarlo F, 1 Roma F, tutte vinte), Djokovic (2 RG F, 3 RG SF, 2 RG QF di cui uno perso, 1 Davis)

4 volte: Ferrer, Hewitt, Soderling (1 sconfitta), Thiem, Almagro

3 volte: Gasquet, Del Potro

2 volte: Coria, Roddick, Wawrinka, Murray, Ljubicic, Seppi, Bolelli, Bellucci, Monaco, Nishikori

1 volta: Verdasco, Fognini, Carreno Busta, Robredo, Berdych, Clement, Ferrero, Burgsmuller, Malisse, Grosjean, Puerta, Gaudio, Bracciali, Kim, Mathieu, Volandri, Cipolla, Montanes, Moya, Devilder, Nieminen, Querrey, Tipsarevic, M. Daniel, Gabashvili, Mina, Zeballos, Melzer, Isner, Andujar, Veic, Tsonga, Istomin, Schwank, Brands, Klizan, Stakhovsky, Ginepri, L. Mayer, Lajovic, Halys, Kuznetsov, Sock, Groth, Bagnis, Paire, Haase, Basilashvili, Bautista Agut, Kohlschreiber, A. Zverev, Pella, Marterer, Schwartzman, Hanfmann, Maden, Goffin, Londero

CONSIDERAZIONI FINALI

Delle 120 partite in questione, 95 si sono disputate al Roland Garros, 18 in Davis (imbattuto) e 7 in finali ATP (imbattuto).

Dei 95 incontri al RG ben 91 si sono conclusi con una vittoria dello spagnolo in tre o quattro set. Le altre quattro partite sono: le due perse da Soderling (2009) e Djokovic (2015), quella vinta col serbo 9-7 al quinto nella semifinale del 2013 e quella vinta 6-4 sempre al quinto con Isner al primo turno 2011.

Nelle dodici edizioni vinte, Nadal ha dovuto sconfiggere sei volte Federer e sei Djokovic.

Rafa ha vinto tutte le dodici semifinali giocate al RG (tre con Nole e due con Roger) e tutte le 12 finali parigine (quattro con Federer e due con Djokovic). Le dodici volte che è giunto in semifinale a Parigi ha dunque sempre vinto il torneo (24-0).


Re e Regine del Roland Garros

Continua a leggere

Focus

Con Djokovic nei Balcani o da Mouratoglou, dai Murray o da Binaghi: tutto il tennis di giugno

Il tour dei balcani di Djokovic, gli Assoluti italiani di Binaghi… e quelli britannici con Andy Murray. Mentre Mouratoglu sta facendo le cose in grande. Riassumiamo gli appuntamenti semi-ufficiali di questo mese

Pubblicato

il

Novak Djokovic e Dominic Thiem - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Mentre il mondo del tennis resta in trepidante attesa per le sorti di US Open e Roland Garros, la voglia di tennis giocato non lascia indifferente nemmeno gli appassionati puristi che detestano le esibizioni, Laver Cup in primis – la cui edizione 2020 è stata rinviata di un anno. In una situazione di stop forzato e ininterrotto, senza certezze di rivedere tornei ufficiali in questo disgraziato 2020, qualunque sorta di surrogato, esibizione, comparsa dei giocatori in una parvenza di torneo diventa ossigeno puro. Vediamo allora cosa ci aspetta nel mese di giugno, ben consapevoli che qualcosa si è già mosso anche per il mese di luglio (con Thiem indiscusso protagonista).

Una premessa: per il momento, tra i top 10, non hanno comunicato l’intenzione di prendere alcun impegno sul campo superiore all’allenamento Nadal, Federer, Medvedev e Tsitsipas. Rimane un po’ nel limbo Berrettini, che avrebbe dovuto giocare a West Palm Beach e si è tirato indietro causa caviglia.

13 GIUGNO-5 LUGLIO – ADRIA TOUR, IL TORNEO DEI BALCANI DI NOVAK DJOKOVIC
Il n.1 del mondo ha organizzato un torneo di beneficienza a partecipazione gratuita, l’Adria Tour, per il quale è confermata la presenza di Zverev, Thiem e Dimitrov. La particolarità, che deriva dalla politica molto aperta della Serbia in termini di eventi sportivi, è che la prima tappa di Belgrado dovrebbe essere aperta al pubblico.

PARTECIPANTI
Novak Djokovic
Alexander Zverev
Dominic Thiem
Grigor Dimitrov 
Marin Cilic
Borna Coric
Filip Krajnovic

Non è stato confermato sui social del torneo, ma dovrebbero partecipare anche Lajovic e Troicki oltre al bosniaco Dzumhur, protagonista con Nole dell’esibizione conclusiva.

 
  • 13-14 Giugno – Belgrado (Serbia, col pubblico): Zverev, Thiem, Dimitrov
  • 20-21 Giugno – Zara (Croazia)
  • 27-28 Giugno – Montenegro
  • 3-4 Luglio – Banja Luka (Bosnia)
  • 5 Luglio – Sarajevo (Bosnia): Match di esibizione tra Djokovic e Dzhumur

Ad ogni tappa prenderanno parte otto giocatori, divisi in due gruppi da quattro, coi vincenti che si sfidano in finale. Le partite saranno al meglio dei tre set con corti a quattro game, sul modello NextGen.

13 GIUGNO-12 LUGLIO – Il TORNEO DI MOURATOGLOU, Ultimate Tennis Showdown (UTS)

PARTECIPANTI
David Goffin
Felix Auger-Aliassime
Dustin Brown
Lucas Pouille
Benoit Paire
Alexei Popyrin

All’evento avrebbe dovuto partecipare anche Fabio Fognini, ma l’operazione alle caviglie lo estromette dalla contesa.

Nelle intenzioni si dovrebbe giocare per cinque week-end consecutivi, da sabato 13 Giugno a domenica 12 Luglio: 50 match complessivi, 10 a settimana (cinque al sabato e cinque alla domenica). Quello che sembra a tutti gli effetti, conoscendo l’intraprendenza (per usare un eufemismo) di Patrick Mouratoglu, un torneo volto ad aprire la costituzione di una vera e propria nuova lega, nonostante le rassicurazione del coach di Serena Williams e Tsitsipas, scatterà sabato 13 Giugno salvo nuovi rinvii.

Auger-Aliassime, l’ultimo tennista ad aver confermato la sua presenza

Vista la situazione molto provvisoria tra leggi nazionali ed internazionali, e considerata l’intenzione di Mouratoglou di dare seguito all’evento per tutta la stagione, format, numero di giocatori e durata della manifestazione sono informazioni molto vaghe. Sul sito ufficiale, si legge che al momento si vogliono includere dieci giocatori (due top 10, quattro dei primi 30, due Next Gen e due dei primi 150 del ranking), inizialmente scelti sulla base della classifica ATP sebbene rimanga un torneo a inviti.

Quel che è noto è che alla fine dei 50 match ci sarà una fase finale “thrilling– così scrive il sito – quindi aspettiamoci molta fantasiosità e poca meritocrazia, sul modello della Laver Cup. Forse è proprio quello che serve in un periodo così, sebbene esista il rischio che nel tentativo di evolversi il tennis finisca per stravolgersi, anche perché è possibile che il circuito UTS sarà ancora in auge dopo la ripartenza del circuito. Il primo match previsto è Goffin-Popyrin, sabato 13 Giugno.

21 GIUGNO – CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI + TORNEO INTERNAZIONALE (29 GIUGNO)

PARTECIPANTI
Salvatore Caruso
Federico Gaio
gli altri da definire

Todi ospiterà il ritorno, dall’ultima edizione svoltasi nel 2005, dei Campionati italiani assoluti. Sono in programma sia i campionati individuali maschili che femminili, rispettivamente con 32 giocatori e 16 giocatrici in tabellone. Dal momento che l’attività agonistica sportiva deve attendere il via libera del Governo, al momento è nota solo la sede di Todi e la data aggiornata al 21 Giugno. Non sono noti i nomi dei partecipanti, a parte le conferme di Caruso e Gaio e la certa assenza di Fognini, che si è operato a entrambe le caviglie e starà fuori un paio di mesi. Vedremo se Berrettini – ancora in Florida – e Sinner saranno al via.

Nelle ultime ore è arrivata anche la conferma, tramite comunicato, che a partire dal 29 giugno si giocherà un secondo evento del MEF Tennis Tour aperto anche a tennisti stranieri sui campi di Perugia.

Challenger Barellona – Salvatore Caruso foto da Twitter @SanchezCasal

23-28 GIUGNO – GLI ASSOLUTI DI GRAN BRETAGNA DI JAMIE MURRAY, Battle of Brits

PARTECIPANTI
Andy Murray
Dan Evans
Kyle Edmund
Cameron Norrie
Jay Clarke
Liam Broady
Jack Draper
James Ward

Jamie Murray si è mosso come il migliore PR per coinvolgere, con tanto di gruppo WhatsApp, i suoi connazionali per mettere in piedi una sorta di Assoluti del Regno Unito. Il nome evoca una contesa pugilistica: “Battle of the Brits”. Il ricavato andrà in beneficienza per il servizio sanitario britannico (NHS, che ha avuto come paziente eccellente il primo ministro Boris Johnson, pesantemente affetto da COVID-19). Si tratta di un‘esibizione a porte chiuse indoor, trasmessa in diretta streaming da Amazon Prime, che prevede di raccogliere almeno 100.000 sterline per l’NHS, ma ci sarà anche un montepremi per i giocatori ancora da definire. Il torneo si disputerà dal 23 al 28 Giugno e sarà sul modello delle ATP Finals, garantendo ai giocatori almeno tre match (quindi aspettiamoci due gironi e semifinali e finale, con tanto di ragionieri e pallottoliere per calcolare possibili abbinamenti ed eliminazioni).

Di sicuro sarà da non perdere perché tra i partecipanti di sarà Andy Murray, oltre a Dan Evans, Kyle Edmund e Cameron Norrie, Jay Clarke, Liam Broady, Jack Draper, James Ward. “Andy può verificare il recupero della sua anca”, ha detto suo fratello Jamie. Il campione di Wimbledon 2013 e 2016 è fermo da tre mesi per un problema conseguente all’operazione all’anca del Gennaio 2019, decisa da Murray dopo lo struggente match agli Australian Open contro Roberto Bautista Agut.

Jamie, autentico promoter dell’evento, ha sottolineato che i giocatori sono eccitati all’idea di sfidarsi per la prima volta tra loro con un titolo in palio. Insomma, questi Assoluti britannici qui hanno molto appeal, anche perché il periodo è quello di Wimbledon. Quel furbacchione di Binaghi, in caso Roma dovesse saltare e gli Assoluti non attirare i migliori, è facile che le proverà tutte imbastire un torneo sulla terra di Roma a Settembre con i migliori tennisti italiani, sperando nel pronto recupero di Fognini. Dovrà però vincere la concorrenza di Madrid, come spiegato da un editoriale del direttore; noi di Ubitennis per primi lo appoggeremmo.

ESIBIZIONI LOCALI

Tenendo a mente che ormai da diversi giorni sui campi di Bradenton si giocano le International Tennis Series e sempre negli Stati Uniti compaiono qui e là altre esibizioni – come il MatchPlay 120, sia maschile che femminile – e che in alcune nazioni europee come l’Austria (dove Thiem è ovviamente sceso in campo, e vi tornerà proprio oggi) sono partiti mini-tornei tra giocatori locali che si snodano nell’arco di più giorni, anche in altri paesi d’Europa è previsto del tennis a giugno.

Sicuramente in Repubblica Ceca, dove all’esibizione vinta da Kvitova e Vrbenský farà seguito dal 13 al 15 giugno un evento di beneficenza con due squadre capitanate da Kvitova e Pliskova.

In Croazia si giocherà il ‘Croatian Premier Tennisdal 4 al 7 giugno, per iniziativa di Donna Vekic, con partite sia maschili – ci saranno Cilic e Coric – che femminili. In Serbia, oltre alla tappa del circuito messo insieme da Djokovic, si giocherà anche dal 15 giugno a Belgrado un evento misto organizzato da Tipsarevic, che oltre a tennisti serbi vedrà la partecipazione di Coric, Dzumhur e Basilashvili al maschile, Zidansek, Begu e forse anche la nostra Jasmine Paolini al femminile.

Si dovrebbe giocare anche indoor in un’accademia in Russia, a Khimki (non troppo lontano da Mosca), con la partecipazione di diversi top 100. Mancano le date, ma l’intenzione c’è. La voglia di tennis è forte ovunque.

Continua a leggere

Italiani

Quando Panatta ‘bullizzò’ Solomon: “E tu con quel fisico lì penseresti di battermi?”

L’Equipe rievoca il doppio miracolo di Panatta a Roma e Parigi nel 1976, con la frase di Adriano che turba l’americano davanti allo specchio poco prima della finale. “Gli 11 match point salvati contro Wawrwick? Mai pensato di perdere!”. Un giornalista piangerà in tribuna

Pubblicato

il

Adriano Panatta con il trofeo del Roland Garros 1976

In questi giorni in cui avrebbe dovuto svolgersi il Roland Garros, il giornale francese L’Equipe non ha mancato di rievocare lo storico trionfo del 1976 di Adriano Panatta. L’eccellente articolo di Vincent Cognet ripercorre l’exploit dell’unico tennista azzurro (tra gli uomini) ad aver conquistato uno Slam in singolare nell’Era Open. Prima di alzare al cielo il trofeo di Roma – peraltro proprio in questo giorno, era il 30 maggio 1976 – e del Roland Garros, Adriano vive in entrambi i tornei un percorso da brividi; si trova sull’orlo del baratro più e più volte, si salva in extremis per poi sbaragliare tutti al traguardo. Insomma, un vero e proprio festival di match point salvati all’ultimo respiro e all’ultimo tuffo, diventato leggenda.

Cognet ricorda dapprima l’incredibile rimonta di Max Decugis che all’Exposition Universelle di Bruxelles nel 1910 batte il neozelandese Tony Wilding 3-6 0-6 7-5 6-0 6-0 dopo essere stato in svantaggio per 6-3 6-0 5-0. “La polvere del tempo ha ricoperto quell’episodio incredibile, ma anche quel che accade in 10 settimane della primavera 1976 a Adriano Panatta non è da meno“. Al torneo di Nizza, l’italiano salva otto match point al primo turno contro il giapponese Jun Kuki (5-7 6-4 9-7). Un segno premonitore? Certamente un assaggio di quelli che avrebbe salvato quasi due mesi dopo, a Roma, ancora al primo turno, opposto all’australiano Kim Warwick (3-6 6-4 7-6). In svantaggio 2-5 al terzo set, Adriano salva la bellezza di undici match point per poi conquistare il torneo sconfiggendo in finale Guillermo Vilas.

Due settimane dopo, il tennista romano ottiene il sigillo più prestigioso in carriera, la vittoria al Roland Garros. Ancora una volta, il primo turno è da brividi. L’avversario, il cecoslovacco Pavel Hutka, ha il matchpoint per mandare a casa Panatta, ma questi sembra avere una bacchetta magica al posto della racchetta ed estrae dalle corde un salvataggio a dir poco miracoloso: “Francamente, non credo ci sia una ragione che possa spiegare tutto questo” ammette Adriano a L’Equipe, “non c’è un segreto per salvare 11 match point. Ci vuole fortuna. È un po’ il destino.. “.

 

All’epoca – ricorda Vincent Cognet – i giocatori non beneficiavano di una settimana di recupero tra il torneo di Roma e il Roland Garros. E Panatta non aveva davvero troppi punti in comune con l’ascetico Ivan Lendl. Non era davvero famoso per il suo rigore in fatto di alimentazione e stile di vita. Di sicuro non si era certo negato la gioia di festeggiare degnamente la vittoria romana”.

QUEGLI INCREDIBILI 11 MATCHPOINT, 10 SUL SERVIZIO DI WARWICK!

La cosa più incredibile – scrive ancora il collega francese riportando le parole del direttore Scanagatta (che lui definisce ‘la memoria vivente del giornalismo italiano’) – è che Adriano ha salvato dieci match point sul servizio di Warwick! Le prime due sul 5-2 40-15. Gli è riuscito tutto alla perfezione, tra cui una favolosa volée alta di rovescio, con la schiena rivolta alla rete, sulla nona palla del match. Soltanto una volta ha approfittato di una risposta sbagliata. Per il resto, è andato sempre lui a cercarsi i punti. Vi lascio immaginare l’atmosfera sul Centrale del Foro Italico. Ma la cosa più straordinaria è accaduta in conferenza stampa durante la quale Adriano ci ha confidato di non aver mai pensato di poter perdere quel match!.

Di solito giocavo meglio al Roland Garros che a Roma“, spiega Panatta a Cognet, “in Italia c’erano troppe aspettative. Ma, dopo aver battuto Warwick, credo di essermi sbloccato. Ho cominciato a giocare con una grande serenità. Rilassato, giocavo molto bene e tutto mi sembrava facile“.

Ma le emozioni non erano finite. A Roma, nell’incontro di quarti di finale contro Solomon, a causa dei precedenti numerosi errori arbitrali a favore dell’azzurro commessi dai giudici di linea – coloro che Gianni Clerici all’epoca aveva asserito essere “affetti da miopia patriottica” – è Panatta a suggerire di arbitrarsi da soli in caso di palle incerte. E sulle prime cinque chiamate discutibili proprio Panatta rende il punto in quattro occasioni all’americano. Solomon, indietro 4-0 nel terzo, conquista cinque giochi di fila e serve quindi per il match sul 5-4.

Il direttore Scanagatta – questo è sempre quanto scrive Vincent Cognet – ricorda che, sullo 0-15, “Panatta gioca un lob che viene giudicato buono. Salomon pensa sia fuori ma la chiamata ‘out’ non arriva. Colpisce allora la palla come può ma il suo dritto finisce fuori. Il giudice di linea e quello di sedia sono convinti che la palla di Panatta sia buona. Dopo il match ho chiesto a una trentina di spettatori che ritenevo neutrali cosa ne pensassero e molti di loro, tra cui Newcombe, si dichiararono d’accordo con gli arbitri. Ma Solomon, furioso, non ci sta. Sullo 0-30 rifiuta di continuare a giocare, se la decisione non viene modificata. Ovviamente il pubblico va in escandescenze. L’arbitro di sedia chiede ben otto volte a Solomon di riprendere l’incontro: ‘O giochi oppure te ne vai’. Lì Solomon prende le racchette sottobraccio e se ne va!”.

L’incidente non contribuirà a creare un’amicizia tra i due tennisti. Panatta si lamenterà: “Solomon si è comportato male con il pubblico e ancora di più con me“.

IL MIRACOLO PARIGINO, CON SOLITO BRIVIDO AL PRIMO TURNO

Due giorni dopo la vittoria in finale con Vilas a Roma, Panatta deve affrontare al primo turno del Roland Garros Pavel Hutka, un cecoslovacco dal gioco molto complicato (serviva con una mano, giocava il dritto con l’altra, il rovescio lo faceva con due; n.d.r.). Sarà una lunga via crucis. Al quinto set, l’azzurro salva un match point con un formidabile tuffo a rete degno del miglior Becker: “L’ho rivisto spesso” confessa Panatta, “perché Gil de Kermadec (fondatore del servizio audiovisivo della Federazione francese, n.d.r) aveva realizzato un filmato sul torneo. Beh, è un misto di fortuna e tecnica. Oggi viene chiamata ‘veronica’. Ma poi sono riuscito a recuperare e ho giocato molto bene”.

Ai quarti di finale, il suo cammino incrocia quello di Björn Borg: Dopo la mia vittoria agli ottavi contro Franulovic, sono tornato all’hotel a Saint-Germain-de-Prés. Poi, al Café des Arts ho guardato la sua partita con François Jauffret (vinta da Borg 10-8 al quinto set!). Facevo il tifo per Borg. Perchè perché mi piaceva affrontarlo mentre odiavo giocare contro François. È strano ma è così!“. (n.d.r. Panatta ha perso da Jauffret, che l’attaccava palla dopo palla sul suo rovescio, più d’una volta, inclusa una in Coppa Davis che di fatto ha comportato il successo della Francia sull’Italia).

Come già nel 1973, Adriano batte lo svedese (6-3 6-3 2-6 7-6) restando l’unico tennista ad averlo superato sulla terra parigina (Borg ha vinto sei edizioni del Roland Garros in otto partecipazioni; nelle altre due occasioni ha perso contro Panatta). “A Björn non piaceva giocare contro di me” dichiara Panatta, “perché non gli davo alcun ritmo. Variavo moltissimo e andavo sempre avanti. Con me ogni punto era diverso e lo facevo soffrire con le mie smorzate. Di dritto, con lo stesso movimento, riuscivo a giocare sia una smorzata, sia un vincente sia uno slice d’attacco. Così lo destabilizzavo. Poi cercavo di farlo venire a rete. Non volevo assolutamente che restasse a fondo a giocando al suo stesso ritmo“. I due erano, e lo sono sono tutt’ora, molto amici: “Alla base della nostra amicizia c’è un grande rispetto reciproco. Eppure lo prendevo spesso in giro: ‘A te non ti piace giocare contro di me eh?!” Ma Björn non si arrabbiava, dimostrava sempre sense of humour“.

In finale, due settimane dopo lo psicodramma di Roma, Panatta ritrova Solomon. Negli spogliatoi, Adriano stuzzica e non perdona: “Mi sono avvicinato a Solomon, che era davanti allo specchio ed era davvero piccolino (1,68 m) e lì gli ho proprio detto: ‘Ma dai su… guardati bene! Come puoi pensare di riuscire a battermi oggi?’ Beh, ok, non sono stato troppo… gentile ma è andata proprio così, è una storia vera“. Panatta diventa il primo giocatore italiano a imporsi a Roma e Parigi dopo Nicola Pietrangeli nel 1960. Ed entra nella storia.

All’epoca, per Ubaldo Scanagatta, era il primo Roland Garros da inviato. Alla vista di quanto accade, sul suo viso comparvero diverse lacrime. “Da junior facevo parte dei migliori giovani italiani ” racconta il Direttore a Cognet, “e (nel college di Formia) mi trovavo con Adriano, Paolo Bertolucci e diversi altri. Un giorno, tutti insieme, abbiamo fatto un patto: se uno di noi un giorno avesse vinto un torneo importante, sarebbe stata la vittoria di tutti. E allora, sul match point, ho ripensato a quel giorno e a quel momento. Ero così commosso da mettermi a piangere come un vitello. Accanto a me c’era una collega tedesca, davvero molto carina. Vedendomi in quello stato, mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘Dai, su coraggio!‘ Posso proprio dire che è stato un bel momento!“.

Traduzione di Laura Guidobaldi

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement