Roland Garros: il rischio paga. Federer in semi! Adesso Nadal

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Roland Garros: il rischio paga. Federer in semi! Adesso Nadal

PARIGI – Il temporale interrompe Federer-Wawrinka al quarto set, ma quando rientra in campo Federer è chirurgico. Ottava semifinale al Roland Garros, la giocherà contro Nadal

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Roger Federer - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Spazio sponsorizzato da Barilla

da Parigi, il nostro inviato

[3] R. Federer vs [24] S. Wawrinka 7-6(4) 4-6 7-6(5) 6-4

 

Premesse terminologiche doverose: nell’articolo non si potrà usare la parola svizzero, perché lo sono entrambi. Non si potrà usare l’espressione  “campione del Roland Garros” perché come sopra. Non si potrà parlare di rovescio a una mano che ce l’hanno tutti e due. Uno è vestito giapponese, l’altro dopo una breve ricerca, scopriamo che è uguale. Non si può dire quello un po’ grassoccio che non è politically correct, né quello elegante che si diventa agiografici.

Li chiameremo spesso Stan e Rog, come si chiamano tra di loro. Diremo che uno è di Losanna e l’altro di Basilea ma non abbiamo il tempo di sapere come si chiamano gli abitanti di un posto o quelli di un altro perché il match inizia. Sedetevi e tenetevi forte: il Lenglen è un uovo.

Si inizia con le galanterie. Roger segnala all’arbitro la palla buona di Stan sul servizio. Si prosegue con altra galanteria di Federer che non converte una palla break con un dritto fuori null’affatto impossibile. Il buongiorno si vedrà dal mattino. Da quel momento tengono facile il servizio i due con Wawrinka che appare un po’ più propositivo e Federer passivo col dritto. Wawrinka sa di avere giocato giusto giusto tre ore in più del connazionale agli ottavi e cerca di tenere gli scambi brevi. Le posizioni in campo sono completamente differenti: sembra quasi che il campo sia scivolato sotto i piedi di entrambi in avanti verso Roger. Federer risponde alla prima dell’amico appena dietro la linea, ed alla seconda ben dentro. Wawrinka sta dietro, vicino ai teloni e cerca di caricare il mortaio con la massima precisione.

Ancora una risposta anticipata di Federer, nel quinto game, ancora palla break e ancora gran prima di Stanimal che col dritto si guadagna la pagnotta. Si va al 3-2, e dopo un quarto d’ora i due sono già fradici di sudore. Quando Federer serve lo slice ad uscire Wawrinka avrebbe bisogno di una prolunga tanto è il campo che lascia agli angoli. Lo svizzero di Losanna appena può fa boom da fondocampo col rovescio. Il rumore è simile a quello di un legno che scoppia nel camino: alle orecchie arriva una frazione di suono morbida, ma in un istante segue l’esplosione.

Grandissimo scambio sul 3-3 (almeno 20 colpi) appannaggio di Roger e del suo rovescio lungolinea. Poi Federer abbandona il Musée D’Orsay per diventare surrealista e dipingere una palla corta sulla seconda di Stan per andare 0-30. In conferenza stampa gli abbiamo chiesto se non pensava che col suo ritiro certi colpi sarebbero spariti dal tennis: guardandoci negli occhi ci ha risposto di no. Ma chi faceva la domanda non ci ha creduto un attimo, spergiuro di uno svizzero.

Ancora palla break per Federer ed ancora col rovescio lungolinea. Roger è Dalì e gioca ancora la smorzata sulla seconda dell’avversario ma stavolta Stan ci arriva ed il passante di Federer è fuori. Wawrinka perde il campo dopo due vane accelerazioni e siamo alla quarta opportunità: iniziano a diventare troppe, ma a Stan che gliene frega? Attacco e volée stoppata per un’altra parità. Due errori di dritto del Basiliota e siamo al cambio campo con Federer avanti ai punti nel nostro tabellino personale. Rino Tommasi apprezzerebbe.

Stan soffre i cambi di direzione, autentici colpi ai fianchi per le sue malandate ginocchia e Federer per muoverlo tira dritti così arrotati che dallo Chatrier dove gioca Nadal hanno chiesto una royalty. Ancora a zero la battuta Roger. In questo primo set a Stan, per sollevarsi serve il colpo del k.o. La sua ricerca del vincente ad ogni costo produce errori ma anche meraviglie come il rovescio disperato per il 15-15 nel nono game. Se Federer è Dalì, Stan è sporadico e asincopato. Un batterista di rock progressivo, un Carl Palmer, che alle volte però perde il tempo. Ancora sotto 15-30, ma ancora salvo al cambio campo.

Federer in questo torneo aveva giocato solo con Ruud un long set. A dire il vero siamo a 37 minuti di gioco, mica tanto “long”. Il tempo che Nadal e Djokovic usano per il sorteggio. Federer concede a Wawrinka due gratuiti nel decimo game ma a più di trenta Wawrinka non va. Due brutti rovesci dello svizzero-tedesco vanificano l’ennesimo vantaggio (15-30) sul servizio dello svizzero-francese e così Federer va a servire per rifugiarsi nel tie break. Wawrinka suda come se fosse sotto la pioggia e giocherebbe, se potesse, con la racchetta nella destra e l’asciugamano nella sinistra.

Tie break dunque che si apre col servizio-dritto di Stan. Uno pari col servizio in kick di Roger, ingestibile per Wawrinka. Poi silenzio: parla un rovescio di Federer contro le leggi della fisica ed il codice penale. Wawrinka lo assolve col pollice, noi lo condanniamo a fare ancora e ancora e ancora, queste cose.

Stan perde il dritto ma sempre per esigenze di spinta e c’è il mini break per Federer. Ancora servizio e dritto Stan e siamo 4-3 con due servizi per il campione del 2009. Wawrinka attacca una ghiotta palla col dritto ma Federer sa dove andrà da un mese, ed il passante è nelle stringhe di Stan per il 4-2. Federer prova il serve and volley sulla seconda ma Wawrinka carica il fucile, costringe l’avversario all’errore di volo e siamo on serve. Gran prima Stanislaviana per il 4-4, ma Federer nel punto successivo lo muove quanto basta per fargli sbagliare il rovescio. Wawrinka risponde dal campo 14 e va in rete, e così Federer ha due set point. Basta il primo su di un’altra risposta di Stan che percorre una parabola talmente lunga da coprire la distanza tra Losanna a Basilea. Che al momento è di un set.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Alla ripresa, Federer parte male con un dritto fuori ed una comoda volée con la stessa sorte. Si supera con un tocco delizioso su di un mefistofelico passantino di Stan, il quale inizia a pensare che il campo 14 non sia sufficiente e risponde ancor più distante. Il servizio non assiste Roger che mette poche prime, ma Wawrinka continua a non trovare le misure in risposta. Violentissima diagonale di dritto vinta da Federer ma Stan trova un gran kick che gli apre il campo per il dritto. Federer chiama l’arbitro a controllare un servizio di Stan che in effetti pareva fuori, ma poi gioca ancora il dropshot sulla seconda del connazionale (siamo a tre) e stavolta il passante è vincente. Si sta come d’autunno sui rami le foglie, nei turni di servizio di Stan e difatti è ancora palla break che (ça va sans dire…) Federer spreca in risposta. Altri errori di Roger che cede il game dell’uno pari.

Il serve and volley sul rovescio di Stan non sembra funzionare: meglio il serve e basta del 15-15 e del 30-15. Partita che adesso sembra spenta sotto la cappa di afa mentre Federer è costretto ai vantaggi da un nuovo serve and volley che Stan mortifica col rovescio. E, a sorpresa, arriva anche la palla break. La prima per Stanimal che (ça va sans dire…) la trasforma immediatamente, in difesa e con urlo accluso. A Stan basta così, non si gioca più nel quarto game, con un ace e due doppi falli per cominciare. Lunghissimo scambio che vale più di quel che sembra: le variazioni di Roger con il rovescio (prima l’angolo stretto, poi il back lungolinea) sono per intenditori. Due palle per il contro break: la prima (che è la settima), steccata. La seconda (che è l’ottava), steccata. Non servono parole, ci vorrebbe un’emoticon a questo punto. Svanite le palle break, come già successo, svanisce anche Roger dal game e Wawrinka vola 3-1.

Federer torna a tenere con facilità il servizio mentre il sole dà un attimo di tregua. Le previsioni parlavano di temporali nel pomeriggio, ma per ora piovono solo occasioni mancate da Roger. Wawrinka imita lo Zverev di ieri con i doppi falli, mentre Federer risponde due volte lungo col rovescio. Match non proprio entusiasmante che Stan sveglia un po’ con un servizio-dritto, e che Federer riattizza con una difesa sullo smash dell’avversario figlia ancora una volta della lettura dei suoi colpi. Scambio di errori per il game più lungo dell’incontro sinora, che Wawrinka porta a casa grazie ad una dose di iniziativa doppia rispetto a quella del suo avversario, e siamo 4-2.

Ancora un serve and volley fallimentare di Federer, che a questo punto dovrebbe chiedersi se fa bene, ed ancora una risposta tirata da in braccio al pubblico di Stan, che sappiamo non si farà domande. Gran difesa in chop di Roger per il 40-15, ma come dicono quelli bravi, oramai la partita si gioca sui turni di servizio di Stan. Picchia di più il francofono, anche col servizio spesso sopra i 200 all’ora e Federer lascia un po’ andare il game. Stan è ora in fiducia, mentre Federer continua a ricevere punti principalmente dal proprio servizio in kick. Ancora un game agevole per Roger, prima che Wawrinka serva per il set.

Il pubblico applaude al rientro in campo dei due come se si aprisse un sipario, in attesa dell’esibizione della freddezza di Stan e della capacità di reazione di Federer, che prende posizione più avanzata in campo ma stecca subito il rovescio. Wawrinka c’è eccome, con il rovescio lungolinea, bello e difficile. Federer risponde corto e il dritto di Wawrinka porta il Losanniano a tre set point. Il primo è un approccio lungo di Wawrinka, il secondo un notevole rovescio di Federer che costringe Stan all’errore. Roger si porta persino in parità. Poi dritto sulla linea di Stan, errore di Federer e vincente di Stan, seppur in precario equilibrio, per il 6-4. Primo set perso da Federer nel torneo, contro il primo vero avversario.

Stan Wawrinka – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Si apre con Federer apparentemente più propositivo, ma anche con un Wawrinka più tonico, rinfrancato oltretutto dalla temperatura più mite. Si è alzato il vento, il clima sta cambiando. Il sole inizia a latitare. Sui colpi carichi di Stan, Roger fatica a centrare il dritto. Alle volte gli mancano i passetti che sulle superfici rapide non gli servono, ma qui la resa del rimbalzo non è facile da gestire. Ai vantaggi Federer fa col servizio ma disfa col rovescio e col dritto. Stan non sbaglia più in risposta e Federer è costretto ad un salvataggio a rete da acrobata. Applausi del Lenglen che proseguono per il rovescio lungolinea di Roger e si va sull’1-0.

Non c’è pace a Port d’Auteuil per il clima. Il caldo umido covava aria temporalesca e si affacciano anche le nuvole desiderose di vedere il match del Suzanne Lenglen. Qualche nube attraversa i pensieri di Roger, aiutato due volte dal nastro nel game di servizio di Stan. Sontuoso cross di rovescio di Wawrinka, che raccoglie dal terreno una malefica gramigna in back di Federer e la trasforma in fiore. Facile Roger per il 2 a 1, con tre ace e un serve and volley stavolta vincente. Wawrinka riprende ad accelerare gli scambi, va fuori giri col dritto ma sembra ora più coerente nelle proprie scelte, più libero nello scambiare con Roger, che pure lo infila con un gran rovescio lungolinea. Campanellino d’allarme sul turno di servizio di Stan che va giù di doppio fallo e concede la nona palla break a Federer. Quasi non c’è da commentare l’ovvio, anche se il merito è del servizio di Wawrinka. Stan, poi non si volta indietro e siamo 2-2.

In tribuna stampa si comincia a ragionare su quale sia stata la peggior performance di trasformazione palle break dell’ex campione di Wimbledon (questa si può dire solo di uno…): proponiamo la finale contro Nadal nel 2007 in cui fece 1 su 17, il 5,90% di trasformazioni. Ma qui siamo ancora allo 0%, mentre Stan va a servire e tiene a zero Roger lasciandolo fermo col dropshot. Wawrinka è ora on fire, sempre più a suo agio sul palleggio meno carico di Roger e lo infila anche con una risposta di rovescio incrociata da cineteca. Ora Stan inizia a trovare un timing perfetto sulla palla e malgrado il gran dritto di Roger, va 15-40.

I fan di Federer saltino la descrizione del punto con cui Wawrinka strappa ancora il servizio a Roger. Si fa fatica a descrivere l’incedere tentennante del fuoriclasse elvetico sulla più facile delle volée di rovescio; il suo esitare se colpire di rimbalzo, aggredirla o giocare di ricamo. Non esce fuori nulla di queste tre opzioni, eppure la palla in rete che dà il break a Stan, è un incrocio di tutte e tre. Dopo il peggior punto giocato da Roger arriva uno dei migliori game in risposta del signor Vavrinec. Ancora 15-40, ennesima occasione per Roger e stavolta Wawrinka aiuta il caro amico con un approccio di dritto lungo di un piede.

Federer sembra sciogliersi un filo, ritrovare le geometrie del primo set e avanzare in campo. Ne nascono vincenti ed errori, ne nasce un po’ di caos brillante, un po’ di confusione, di mescolamento delle carte. Diceva Mikhail Tal, campione lettone di scacchi, che spesso la soluzione è complicare le cose: “Devi condurre il tuo avversario in una foresta oscura dove 2+2 fa 5, ed il cui sentiero d’uscita è largo a sufficiente solo per te”. La confusione fa nascere il 5-4 per Roger e Wawrinka, se vuole uscire dalla foresta, deve tirare fuori il meglio di sé. Dopo un dritto in cross di Stan, si torna al tubo catodico, con un approccio di rovescio in back lungolinea di Roger che riporta in campo Pat Cash.

Ancora dropshot sulla seconda di Stan, che non riesce bene ma disorienta il Losannino (2+2 fa 5) al punto da fargli affossare il dritto. Federer ora è pimpante, risponde bene di dritto e conclude anche meglio. Palla break che è anche set point, ma non vorrete mica che ne trasformi due di seguito? Il tentativo di rovescio in lungolinea è fuori di un palmo. Gran parata sulla prima di Wawrinka e pallonetto in back che forse Stan giudica male per una nuova palla break. Cancellata col servizio. Ancora col servizio Stan, che esce dalla foresta con un grido ed un prodigio lungolinea.

Match che sale di tono, nella convinzione generale che si decida molto in questo finale di terzo set. Federer ora è tonico, ma altrettanto è Wawrinka che scava un dritto corto e una bombarda in risposta che spiazza Roger. Discesa a rete spericolata di Roger sul dritto di Stan che al secondo passante costringe il connazionale all’errore e palla break Stan. Federer finalmente ne annulla una recuperando un dropshot di Wawrinka e chiudendo col tocco a rete. Federer complica le cose anche per sé con uno smash controsole completamente steccato. Altra palla break Stan, ma c’è servizio esterno di Roger e risposta in rete. Federer martella il dritto di Wawrinka, con cross sempre più stretti fino a che Stanimal non crolla a terra in spaccata e poi a prendere il sole che fa capolino per l’occasione.

Si trema su di un nuovo smash di Roger che stavolta non sbaglia. Poi Stan risponde sulla linea da trenta metri e siamo ancora in parità. Serve and volley con delicata volée bassa di dritto di Roger, ma Stan oramai risponde autentici missili intercontinentali che destabilizzano i piedi non lesti di Roger. Due risposte sbagliate di Stan, cosa che non si vedeva da parecchio ed un game lunghissimo va in ghiaccio per il 5 pari. Stan serve bene sul 6-5 e a parte una volée da rivedere, si guadagna il secondo tie break. Sa bene che però, Federer non è il Dimitrov con cui ne ha vinti tre al terzo turno.

Il kick di Federer salta oltre la spalla di Stan che non trova la risposta. Poi Federer va 2-0 andandosi a prendere una volée in allungo con i riflessi che un 37enne non può possedere, davvero non può. Aggressivo in risposta Federer ma resta corto e Wawrinka accorcia sull’1-2. Wawrinka forse ha ancora negli occhi il balzo felino di Roger ed all’improvviso esce del match. Due errori ed una palla corta che non lo è tanto, portano Roger sul 5-1 con due mini break. Un servizio al corpo (scusa Rog, ma siamo al quarto di finale…) lo tiene a galla. Una magnifica risposta di rovescio sul serve and volley di Federer toglie un mini break a Roger, ma subito dopo siamo 6-3 per lo svizzero più anziano, con due set point.

Servizio esterno di Stan per il 4-6 e ace per dire a Roger “prenditela tu la responsabilità di portare a casa il set”. Se la prende tutta Roger: seconda in kick profonda e alta, serve and volley esattamente come quello fallito un minuto prima, risposta di Stan in rete. Federer si accomoda avanti di un set.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

QUARTO SET… ATTO PRIMO – Roger torna in campo dalla sosta toilette mentre Wawrinka è già pronto a servire per un primo sonnecchiante game. Sonnecchiante sì, ma quando Wawrinnka recupera un dropshot di Federer con la punta della racchetta, si capisce che non vuole cedere e che ci sarà un vero quarto set.

Federer offre adesso di sé una versione degna del primo set portandosi in parità. In risposta continua a stare in posizione avanzata prendendo spesso l’abbrivio. Stan offre due palle break solo per il gusto di annullarle (e siamo a 12 e 13) e di giocare un gran dritto in controbalzo abitualmente più nel repertorio del suo avversario. Federer, perse le palle break, stavolta non esce dal game e se ne procura una terza che gioca passivo e stavolta spreca. Ancora aggressivo Federer su un Wawrinka lento nel cambio di direzione e quarta occasione del game. Incrocio delle righe col dritto di Stan che ci crede ed esplode un urlo dopo la prima vincente.

Scocca la terza ora di gioco, ci sgranchiamo la schiena ed alzandoci un attimo riusciamo a scorgere l’orizzonte che le previsioni ci hanno promesso. Il gioco però continua e viene d’obbligo chiedersi come reagirà Federer a tutte le occasioni mancate in un match tutt’altro che concluso. Al momento benissimo, con un game di servizio tenuto brillantemente, 2-2.

Sulla seconda di Stan, Roger continua a cercare il dropshot stavolta senza risultato. Stan sembra un po’ più pesante negli spostamenti, ma smentisce il Lenglen trovando il passante di rovescio in corsa e chiedendo al pubblico di incitarlo. Difficile farlo quando si gioca contro Federer, ma se uno ci può riuscire di questi tempi, è proprio Stan the man. Federer sembra però in un altro stato psicofisico e comanda col dritto fino ad ottenere l’ennesima palla break. Il punto successivo è il solito deja-vu, con Stan che in difesa riesce sempre a metterla negli ultimi centimetri del campo e Federer che si fa trovare la palla addosso. Ancora dropshot sulla seconda di Stan, che viene letta bene dal numero 28 del mondo e siamo 3 a 2 avanti per Stan.

Le impietose statistiche di trasformazione delle opportunità ci lasciano di stucco e forse distraggono anche Roger che sbaglia lo smash sempre dallo stesso lato (stavolta senza sole). Sul punto successivo Wawrinka corre due volte per le diagonali del campo in un disperato tentativo di difesa che lo lascia a dir poco esausto. Prova ad approfittarne Roger con un dropshot che finisce in rete. Poi ci pensa il rovescio in cross a respingere un attacco di Stan, 3 pari.

Le nubi all’orizzonte fanno a dir poco paura. Nere come pece si fanno annunciare da qualche sordo suono che la suggestione ci fa scambiare per tuono. Di gocce d’acqua, neanche l’ombra, ma il giudice di sedia, il francese Pierre Bacchi sente un’elettricità nell’aria che non è quella legata all’andamento del match. L’acqua arriverà, ne siamo tutti certi, forse passeggera. Meglio coprire il campo per evitare che si inzuppi ed il programma riceva stop ancora più lunghi. Meglio allontanare tutti anche per evitare i fulmini. Interruzione più pro Stan che pro Roger, pare. Peccato: avremmo visto i fulmini cadere dal cielo e i due sollevare in aria le racchette come fossero il martello di Thor.

QUARTO SET… EPILOGO – Alle 17.30 si sospende, alle 18.35 i giocatori rientrano in campo, rinfrescati, un filo riposati e si vede. Stan va subito sotto 15-30 con doppio fallo, ma Federer, intuendo il momento difficile dell’amico, spedisce un dritto lungo di due metri. Wawrinka tiene il servizio, non facile farlo a freddo dopo il rientro in campo, e sente l’aria di scampato pericolo. Stan sembra rinfrancato, spinge col rovescio, ma Federer ricama una difficile volée di rovescio. Nuova incursione nel tennis anni ’80 con l’attacco di Roger a seguire la palla corta. Federer non si accorge che i colpi di Stan hanno ritrovato vigore e sta un po’ troppo avanti. Ma col servizio mette tutto a posto e siamo 4 pari.

Federer cambia ancora, cerca ancora la strada che conduce nella foresta, ed inizia a giocare alla Wawrinka, rispondendo da dietro e trovando col dritto la riga. Un 15-30 che diventa 15-40 con l’errore di Stan. Brutto rovescio e primo break point sprecato, siamo a 1 su 17. A questo punto Federer si affida al dritto, compagno di merende di una vita e di 20 slam trascorsi da imbattuto. Col dritto mette pressione a Stan, che dopo una prima difesa, gioca lungo spedendo Federer a servire per il match. Il pubblico del Lenglen è diviso in tre fazioni: quelli che vorrebbero che l’outsider vincesse. Quelli che stanno in tachicardia e vorrebbero che al più presto Federer chiudesse. E poi ci sono i masochisti, che sono anch’essi in tachicardia ma vorrebbero il quinto set per morire di felicità nei pressi del Bois de Boulogne.

Si parte con una risposta di Wawrinka che Federer giudica male e lascia rimbalzare in campo. Rimedia con la prima Roger, ma commette il suo primo doppio fallo. Sul 15-30 un dritto di Federer accarezza la linea e gli consente di trovare il vincente in contropiede. Volée di dritto di Federer per il primo match point e Stan sfoga la sua rabbia. Il match point si svolge durante il raduno nazionale dei braccini, lo giocano malissimo entrambi ma dice bene a Wawrinka. Serve and volley di Federer che gioca una buona volée di rovescio ma esalta il passante di dritto di Wawrinka. Questo vuol dire che ora Stan ha la palle break per rientrare: unità coronariche in allerta.

L’incoscienza, il coraggio ed il delirio assistono Roger sul serve and stop volley di mezzo telaio con cui annulla il break point. Stan scentra un rovescio in risposta e siamo ancora ad un punto dalla fine. Federer non mette una prima neanche a servire da sotto e commette il secondo doppio fallo del match. Due doppi falli, tutti nell’ultimo game. Fa niente, pensa Rog, che si butta ancora a rete dietro al servizio e chiude una sicura volée alta di rovescio. Infine (ma è lecito utilizzare la parola fine quando si parla di Roger Federer?), alle 19.00 in punto non capita soltanto che Federer giochi una volée alta di dritto vincente, ma succedono tante altre cose. Succede che un trentasettenne (ma arrotondiamo anche a 38 che mancano due mesi) che non giocava una stagione su terra battuta dal 2015 è in semifinale al Roland Garros. Succede che venerdì ci sarà una semifinale “Federer-Nadal” che manca da due anni su un campo da tennis e da otto anni a Parigi. Capita pure che un italiano è matematicamente nei primi 10. Apriamo la bottiglia buona, prima che diventi aceto.

L’abbraccio con Wawrinka è quanto di più sincero possa esistere in questo sport e illude anche che in campo non abbia vinto un solo giocatore, ma anche un poco l’altro, un giocatore e mezzo.

Nei monitor durante l’intervista sul campo con Pioline, Federer è davvero emozionato e anche troppo sudato per comprendere se stia piangendo. “La felicità è indescrivibile. Avevo visto Stan contro Tsitsipas, sapevo che stava giocando benissimo ed avere vinto mi rende raggiante”. “Sì, ho giocato molto serve and volley ma è la forza di Stan che mi costringe a cambiare schemi.. ho preso anche una volée col telaio ad un certo punto”. E quando Pioline già lo proietta alla sfida contro Rafa: “Sono felice della scelta di avere giocato sulla terra quest’anno e se sono tornato qui è proprio per giocare partite come quella contro Rafa”.

Lo ripeterà in conferenza stampa. Dirà che se ha scelto di giocare sulla terra lo ha fatto anche per sfidare Rafa. Ora sta a chi lo ama scegliere il proprio perché quando guarderà la semifinale di venerdì, in cui parte così sfavorito. Non ci sono giocatori imbattibili dirà in conferenza stampa. Certo che ha ragione, ne ha da vendere. Ma resta un bugiardo patentato. Uno che ti dice che col serve and volley, con la palla corta in risposta, con due volée vincenti si può andare avanti anche al Roland Garros deve essere per forza un mentitore. Poi, guardi il tabellone, leggi Federer accanto a Nadal e ti accorgi che è tutto incredibilmente vero.

Roger Federer e Rafa Nadal – Shanghai 2017 (foto via Twitter, @SH_RolexMasters)

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Qualificazioni US Open: Travaglia e Gaio deludono, ok Paolini

Si fermano cinque dei 17 azzurri impegnati nel primo turno. L’ascolano cade da testa di serie numero uno contro il francese Benchetrit. Bene Napolitano e Baldi, out Trevisan

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Stefano Travaglia - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non il migliore inizio possibile per la folta pattuglia italiana nelle qualificazioni dello US Open. Dei 17 azzurri al via dei tabelloni cadetti (maschile e femminile) se ne sono fermati già cinque, tra cui Stefano Travaglia che non è riuscito a capitalizzare la testa di serie numero uno.

SOLO DUE GIOIE – La sconfitta dell’ascolano fa notizia: non gli è bastato un agevole primo set (6-2) per chiudere i conti col ventenne francese Elliot Benchetrit, 218 del mondo, uno che comunque – da qualificato – al Roland Garros si è tolto lo sfizio di buttare fuori al primo turno Cameron Norrie. Travaglia fallisce così quello che sarebbe stato il terzo accesso consecutivo al main draw di Flushing Meadows. Contro pronostico anche lo stop di Federico Gaio, visto che il cinese Zhang è più indietro di lui nel ranking di oltre duecento posizioni (356 ATP). Il fresco vincitore del Challenger di Manerbio, dopo aver ceduto il primo set al tie break, ha mollato la presa nel secondo.

Sudamericani indigesti per Andrea Arnaboldi e Roberto Marcora: il canturino rimedia un doppio 6-4 dall’ecuadoriano Emilio Gomez, mentre è il colombiano Santiago Giraldo a fermare la corsa del quasi trentenne di Busto Arsizio. Solo un paio le buone notizie: Stefano Napolitano non ha faticato al cospetto della wild card statunitense Sam Riffice e pesca ora al secondo turno il redivivo Hyeon Chung, rientrato nel circuito in estate dopo i guai fisici con il successo nel Challenger di Yokkaichi. Buona la prova di Filippo Baldi, che ha bisogno di oltre un’ora e 40 minuti di battaglia per superare il Davisman indiano Ramanathan. Occhio al secondo turno, perché nel suo spicchio di tabellone è saltata la settima testa di serie, Guido Andreozzi, per mano del tedesco Tobias Kamke.

Il quadro si completa nel day 2, con l’atteso derby tra Jannik Sinner e Matteo Viola che non dovrebbe procurare eccessive ansie all’altoatesino. Ostacoli teoricamente alla portata per Paolo Lorenzi e Salvatore Caruso, opposti rispettivamente allo spagnolo Perez-Perez (219) e al sudocoreano Yunseong Chung (259 ATP). L’esperto Garcia Lopez (36 anni) incrocia Lorenzo Giustino, mentre sono due tennisti di casa a testare le speranze di Alessandro Giannessi (contro Jeffrey Wolf) e Gianluca Mager (contro Noah Rubin).

Tra i protagonisti maggiormente attesi, da segnalare il ko della stellina spagnola Davidovich Fokina contro il giapponese Uchiyama. Sempre il Sol Levante – per mano di Watanuki – ha accecato Ernst Gulbis, capace di raccogliere appena tre game. A proposito di veterani, un doppio tie-break fa gioire Mischa Zverev ai danni di Denis Istomin: per il tedesco è appena la quinta partita vinta in stagione su 19 disputate.

 

JASMINE OK Continua la corsa di Jasmine Paolini, quattordicesima testa di serie. Nonostante il blackout del secondo parziale, la toscana ha regolato 6-1 al terzo la statunitense Arconada regalandosi la sfida non impossibile conto la rumena Ruse, battuta nel 2016 nell’unico precedente. Cade senza nemmeno combattere invece Martina Trevisan, che evita di un soffio il cappotto (6-0 6-1) contro la diciannovenne russa Varvara Gracheva. Avanti invece l’ex azzurra Liudmila Samsonova, che in passato ha rappresentato l’Italia e di recente a Palermo ha aperto (e poi chiuso, in qualche modo) una polemica postuma con il suo ex allenatore Riccardo Piatti.

Impegni non semplici quelli che attendono le altre due nostre portacolori: Giulia Gatto-Monticone (in cerca della terza qualificazione Slam consecutiva) se la vedrà con Shuai Peng, Martina Di Giuseppe trova Christina McHale. Le vincenti di questi due incontri si incroceranno al secondo turno.

I RISULTATI DEGLI AZZURRI

E. Benchetrit b. [1] S.Travaglia 2-6 7-6(3) 6-2
E. Gomez b. A. Arnaboldi 6-4 6-4
S. Giraldo b. R. Marcora 6-4 6-3
Z. Zhang b. F. Gaio 7-6(3) 6-3
S. Napolitano b. [WC] S. Riffice 6-2 6-4
F. Baldi b. R. Ramanathan 7-5 7-6(9)

V. Gracheva b. M. Trevisan 6-0 6-1
[14] J. Paolini b. U.M. Arconada 6-1 3-6 6-1

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ATP

Cecchinato ritrova la vittoria a Winston-Salem. Avanza anche Giorgi

Il tennista siciliano approfitta del ritiro di Bublik dopo aver vinto il primo set. Interrotta la striscia di 10 sconfitte. Giorgi liquida in due set la russa Gasparyan all’esordio nel Bronx Open

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Nella marcia di avvicinamento del tennis italiano agli US Open, mentre sono in corso le qualificazioni dell’ultimo Slam dell’anno, arrivano due buone notizie per i nostri colori.

Si interrompe la striscia negativa di ben dieci sconfitte al primo turno (era ora!) per Marco Cecchinato, che a Winston-Salem (ATP 250) batte il kazako Bublik sfruttando il suo ritiro a inizio secondo set. Cecchinato aveva vinto il primo set al tie break per 7 punti a 3 ed era avanti 1-0 e servizio nel secondo parziale.

L’incontro si è giocato sul court 2, non coperto da produzione televisiva, dunque si può far riferimento soltanto alle indicazioni del livescore. Primo set molto equilibrato nella scansione dei punti, con il tennista siciliano bravo ad annullare le uniche due palle break del primo parziale nel settimo gioco. Equilibrio anche nel tie-break sino al 3-3, poi con 4 punti consecutivi Cecchinato ha portato a casa il set, pochi istanti prima del ritiro del ritiro di Bublik. Per Cecchinato al secondo turno ci sarà l’australiano John Millman (martedì ore 19, ancora sul court 2), con l’augurio che possa essere la scintilla utile a scatenare la rinascita del semifinalista del Roland Garros 2018.

La pioggia che sta imperversando sugli Stati Uniti ha costretto gli organizzatori a rinviare qualcuno dei match in programma, tra cui Fabbiano-Rublev che si giocherà nella giornata di martedì alle 19 italiane. Il pugliese, in caso di vittoria, sarebbe costretto al doppio impegno poiché attorno alla mezzanotte italiana dovrebbe sfidare Ramos-Vinolas. Al doppio impegno sarà costretto anche l’avversario di Sonego (uno tra Hoang e Dzumhur), che aspetta il vincitore della sfida di primo turno per affrontarlo dopo la mezzanotte.

 

Arrivano buone notizie anche dal torneo femminile Bronx Open, nuovo WTA International in corso di svolgimento a New York. Camila Giorgi ha disposto facilmente al suo esordio della russa Gasparyan. 6-2 6-3 il punteggio finale per la tennista marchigiana, sempre in controllo del match, chiuso in appena 67 minuti. Per lei al secondo turno sfida con la tedesca Petkovic che ha eliminato la testa di serie numero 4 del tabellone, la cinese Shuai Zhang. Avanzano al turno successivo anche Potapova, Muchova, Sasnovich e Siniakova. Eliminata nettamente anche Coco Vandeweghe, a cui il torneo aveva concesso una wild card, ancora in piena convalescenza dopo il lungo stop (è tornata in campo meno di un mese fa).

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

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Pagelle

Pagelle: l’estate di Medvedev, Kyrgios e la legge di Murphy

Medvedev corona un agosto stellare trionfando a Cincinnati. Il delirio di Kyrgios, le fatiche di Federer. Djokovic svagato, Kuznetsova ritrovata e Bautista top-10

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Ma cosa volete ancora da Nick Kyrgios (2)? Bravi voi, mentre siete sotto l’ombrellone, con una birra in mano, a godervi le vacanze e lui, poveretto, che due settimane fa ha fatto esattamente il suo dovere in quel di Washington, costretto a correre e giocare sotto al sole di Cincinnati per far felici quattro sfigati di spettatori.

E che avrà fatto di male poi stavolta? Ha sputato verso l’arbitro? Ma quando mai! È solo la legge di Murphy, lui aveva un insetto in bocca e ha cercato di liberarsi. Quella maledetta zanzara che lo ha inseguito persino nel corridoio mentre cercava di andare in bagno ed è stato costretto ad utilizzare due racchette per ammazzarlo.

E poi, vi pare giusto che quell’altro, solo perché ha vinto 40 volte quell’inutile torneo sulla terra rossa, possa impiegare tre ore per servire e lui non abbia nemmeno il tempo di cambiare il grip?

 

Complimenti alla Laver Cup (3) che un minuto dopo lo show di Nick ricordava via Twitter come l’australiano dia il meglio nella competizione più importante del circo-tennis.

Che poi tutto gli è concesso a Raffaello (4) pure di dare forfait all’ultimo momento, a tabellone complicato, tanto per dare fastidio a quegli altri 2. E cosa fanno gli altri due? Uno, Roger Federer (4) si ricorda improvvisamente il motivo per il quale si era rifugiato tra le mucche, le montagne, le baite e i prati…aaahahahahah i prati!!!!

E l’altro, Novak Djokovic (5,5) ha pensato bene di riabbracciare il Guru per ridare un po’ di pepe al circuito e di far credere al mondo che non sarà lui il favorito per i prossimi diciotto slam.

Ringraziate Dio che ci sia Nick insomma, altrimenti il tennis sarebbe una roba triste e per sfigati. Come Medvedev (10), un impiegato del catasto russo, spennacchiato, che tira comodini, fa la faccia da duro ma pure sua mamma si annoia a vederlo.

Poi vi ritrovate cucciolone Goffin (8,5) in finale di un 1000, uno che riesce pure a farsi male da solo con uno spazzolone o con una pallina da tennis.

O addirittura vi ritrovate in seminale Gasquet (8), che è tanto un caro ragazzo, ha un rovescio bellissimo, un tocco di palla soave, ma a 33 anni gioca ancora dai teloni.

Per fortuna ci sono le ragazze, con Svetlana Kuznetsova (9) che per una settimana ci ha ricordato – lei sì – cosa significhi la frase “essere il più forte di tutti quando ha voglia – Salvo rimembrare sul più bello il motivo per il quale Gianni Clerici la ribattezzò “la sciagurata”. Ringrazia Madison Keys (10) che si avvicina agli Us Open un po’ troppo da favorita per i suoi gusti.

Intanto Jannik Sinner ha compiuto i 18 anni nella settimana in cui Bautista Agut (8) ha raggiunto per la prima volta La top-10 a 31 anni suonati. Ecco, cerchiamo di non avere troppa fretta.

Ma insomma, stiamo ancora parlando di Bautista Agut e Carreno Busta? Per fortuna il tennis è Nick Kyrgios, il numero uno.

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