Roland Garros, Corretja: "Tante chance per Federer, ma Nadal rimane favorito"

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Roland Garros, Corretja: “Tante chance per Federer, ma Nadal rimane favorito”

Dal salotto di Eurosport, lo spagnolo dice la sua sulla sfida del giorno: “Roger ha un piano tattico migliore rispetto al passato, ma il Roland Garros è speciale per Rafa… è il luogo migliore dove affrontare Federer”

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Rafa Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo

Cresce sempre di più l’attesa per l’ennesimo capitolo della rivalità tra Federer e Nadal. Il 39esimo ‘Fedal’ (Rafa è avanti 23-15 nei precedenti ma non batte Roger dalla semifinale dell’Australian Open 2014) andrà in scena al Roland Garros nella giornata oggi a partire dalle 12:50 (pioggia permettendo). Rafa e Roger torneranno dunque a sfidarsi sulla terra del Philippe Chatrier a otto anni di distanza dall’ultima volta: allora si trattava di una finale (vinta da Nadal in quattro set), mentre quella di venerdì sarà una semifinale. Dal salotto di Eurosport, è intervenuto sull’argomento Alex Corretja: “Questa è la partita che tutti i tifosi attendevano fin dall’inizio del torneo. Entrambi hanno raggiunto le semifinali freschi da un punto di vista fisico. Dal punto di vista mentale, la vittoria di Roger contro Stan è molto importante, gli darà grande fiducia”.

Alex Corretja (photo @Eurosport)

CHI È FAVORITO?“La mia sensazione è che affrontare Rafa qui, sulla terra rossa e tre set su cinque, per Roger sia ancora un compito gravoso. Ma, a mio avviso, le sue chance di vittoria sono molto più alte adesso di quanto non lo fossero prima dell’inizio del torneo, quando Rafa era il grande favorito. Il modo in cui Federer ha raggiunto le semifinali è impressionante, ma allo stesso tempo credo che se Nadal è in forma, per Roger sarà molto difficile. Dovrà giocare estremamente bene, servire in maniera incredibile, colpire forte con il dritto ed essere solido con il rovescio”.

ROLAND GARROS 2011 VS 2019: L’EVOLUZIONE DI FEDERER“Il gioco attuale di Roger darà molti più problemi a Rafa: il suo dritto è più carico, sta variando molto bene con il servizio, viene molto più spesso a rete dopo la battuta, gioca delle palle corte molto efficaci e il suo rovescio è molto più affidabile rispetto al passato. A volte in risposta si allontana un po’ dalla linea di fondocampo, che sulla terra è una buona cosa perché ti permette di alzare la traiettoria della palla obbligando il tuo avversario a colpire in una posizione più scomoda. In sostanza, il tennis attuale di Roger gli fornisce un piano tattico migliore contro Rafa rispetto al passato. Detto questo, continuo a pensare che il fatto che Nadal sia mancino sia ancora un grandissimo vantaggio, perché gli dà la possibilità di andare continuamente sul rovescio di Roger. Federer dovrà essere con i piedi ben dentro il campo se vorrà tirare il suo dritto lungo linea, se si ritroverà lontano dalla riga, allora Rafa potrà trovare facilmente il suo rovescio. Per questa ragione, per me è davvero difficile non immaginare un Nadal vincente”.

 

NEL 2014 L’ULTIMO SUCCESSO DI NADAL“Rafa sa che questo per lui è di gran lunga il posto migliore dove affrontare Roger. Se non batte Federer dal 2014 è perché Roger ha adattato il suo gioco negli ultimi anni, soprattutto sui campi veloci, ma questo è un luogo speciale ed è differente. Sicuramente questa cosa potrebbe essere nella mente di Rafa, ma il modo in cui ha raggiunto le semifinali dimostra che è pronto per battere chiunque”.

L’abbraccio tra Roger e Rafa dopo la finale a Melbourne del 2017

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Paire, la sconfitta e l’orgoglio: “Sono un campione, che vi piaccia o no”

Fresco di convocazione in Davis, il numero 25 del mondo ha reagito al brutto KO di Basilea contro Laaksonen chiamando a raccolta il pubblico francese in vista di Bercy

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Benoit Paire - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è un gran momento per Benoit Paire. La convocazione per le finali di Coppa Davis è arrivata ieri ad addolcire il brutto ko rimediato a Basilea, dove il numero 25 del mondo ha perso in poco più di un’ora (6-3 7-5) dal qualificato svizzero Laaksonen (105 ATP). Cinque break subiti con le statistiche a infierire: appena il 31% di punti conquistati sulla seconda di servizio e un misero 16% in risposta alla prima avversaria. In una stagione che ha visto il suo punto più alto in primavera con i successi di Marrakech e Lione (battendo in finale Auger-Aliassime), il rendimento del trentenne di Avignone è notevolmente peggiorato post US Open. Solo tre successi in otto incontri. Il focus si sposta adesso su Bercy, Masters 1000 di casa che non gli ha mai portato fortuna, non essendo mai andato oltre il secondo turno.

Su Instagram, però, Paire si concede un moto d’orgoglio. “Sono un campione, che vi piaccia o no. Rialzerò la testa e cercherò di arrivare in buone condizioni a Bercy. Avrò bisogno del vostro sostegno, voi (pubblico francese) mi avete fatto già vivere emozioni forti in questa stagione“.

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Stagione finita per Nishikori: fuori dalle Finals e dalla top 10, rebus Olimpiade

Il numero 8 del mondo si ritira anche da Bercy: deve operarsi al gomito destro. Punterà a iniziare al meglio il 2020 dall’Australia, ma deve risolvere la pratica Tokyo

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Kei Nishikori - Dubai 2019 (foto @Dubai Open Tennis Championship)

Alle voci ha fatto seguito l’annuncio ufficiale: il ritiro di Kei Nishikori da Parigi-Bercy chiude definitivamente la stagione del giapponese. Il numero otto del mondo è costretto a fermarsi per operarsi al gomito destro, quello che l’ha costretto a saltare tutto lo swing asiatico e anche il torneo di Vienna in corso in questa settimana. Viene meno così un concorrente per la corsa alle Finals di Londra, obiettivo più che mai vivo per Matteo Berrettini e Fabio Fognini. Nishikori occupa in questo momento il dodicesimo posto nella Race, subito dietro Fognini, con il romano ottavo. I pass da assegnare per le Finals rimangono due e – a questo punto – saranno soltanto Zverev, Bautista Agut e Goffin a giocarseli con gli azzurri.

RANKING – La chiusura anticipata della stagione costerà a Nishikori anche l’uscita dalla top 10, non potendo difendere i risultati conquistati di questi tempi un anno fa: la finale disputata proprio a Vienna (persa da Anderson) e i quarti a Bercy (ko con Federer) prima di partecipare alle Finals (una vittoria e due sconfitte nel girone). Anche qui, di riflesso, una buona notizia per i nostri: Berrettini a oggi sarebbe nove del mondo nel ranking live scavalcando proprio il giapponese. Ma la settimana di Vienna (e di Basilea, per quanto riguarda Fognini) è ancora lunga.

QUESTIONE TOKYO – Nishikori, per forza di cose, è fuori dai giochi anche per quanto riguarda le finali di Coppa Davis a Madrid. L’impossibilità di rispondere presente alle convocazioni diffuse nella giornata di ieri (qui l’elenco completo) lo priva di un requisito di eleggibilità per il torneo olimpico. Almeno seguendo la strada maestra. Resta però probabile che un posto gli venga comunque riservato, nell’Olimpiade di casa. Secondo il quotidiano sportivo Nikkan Sports – riporta Stephanie Myles di Tennis.life – la federazione nipponica insieme ai manager della IMG sarebbe intenzionata a chiedere un’eccezione all’ITF per ottenere un pass diretto. Un po’ quello che accadde a Nadal in occasione dei Giochi di Rio, quando allo spagnolo bastò appellarsi ai documentati infortuni per giustificare il mancato raggiungimento nel quadriennio olimpico del numero minimo di presenze in Davis.

Considerando il buon margine di discrezionalità di cui gode l’ITF, non dovrebbero sorgere eccessivi problemi. Proprio nei giorni scorsi, dopo l’annuncio ufficiale della partecipazione di Roger Federer al torneo a cinque cerchi, si è aperto il dibattito sull’espediente burocratico che potrebbe “giustificare” la presenza dello svizzero in tabellone. Inizialmente si pensava potesse passare solo attraverso la wild card, che però – a quanto pare – sembra non sia l’unica soluzione. A tal proposito, l’ultimo paracadute per Nishikori potrebbe anche essere rappresentato dallo slot riservato in ciascun tabellone al Giappone come Paese ospitante (qui qualche linea guida sul complesso regolamento di eleggibilità olimpica).

 

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Basilea e Vienna, il programma di martedì: Fognini alle 15, Sinner alle 19

Fabio debutta a Basilea contro Popyrin, Jannik sfida Kohlschreiber a Vienna. In campo oggi anche Zverev, Tsitsipas e Thiem

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto via Twitter, @EuroTennisOpen)

Seconda giornata di gioco nei due ultimi eventi ATP 500 della stagione, tredici gli incontri in programma tra Basilea e Vienna.

In Svizzera debutta Fabio Fognini: il numero 5 del seeding se la vedrà alle 15 con il qualificato australiano Alexei Popyrin per la prima volta in carriera. A seguire, uno dopo l’altro, Zverev, Tsitsipas e Bautista Agut.

Il programma di martedì 22 ottobre (diretta su Supertennis)

Centre Courtdalle 15
[Q] A. Popyrin vs [5] F. Fognini
non prima delle 17
T. Fritz vs [2] A. Zverev
non prima delle 19
[3] S. Tsitsipas vs A. Ramos-Vinolas
[WC] M. Copil vs [4] R. Bautista Agut

Court 1dalle 13
R. Albot vs D. Lajovic
C. Garin vs R. Opelka
Doppio
J.I. Londero vs R. Gasquet

A Vienna sarà invece il giorno di Jannik Sinner. La rincorsa dell’azzurro alla top 100 inizierà alle 19 circa contro il qualificato tedesco Philipp Kohlschreiber (sfida inedita). Altre tre sfide interessanti nel programma di giornata: Lopez-Simon, Chung-Raonic e Thiem-Tsonga.

Il programma di martedì 22 ottobre (diretta su SKY Sport Uno e Arena)

Center Courtdalle 14
F. Lopez vs G. Simon
H. Chung vs M. Raonic
non prima delle 17.30
[1] D. Thiem vs [WC] J.W. Tsonga
[WC] J. Sinner vs [Q] P. Kohlschreiber

Next Gen Courtdalle 13
Doppio
[7] G. Pella vs [Q] A. Bedene
N. Basilashvili vs F. Verdasco

I tabelloni aggiornati
La Race to London

 

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