Roland Garros: Djokovic e Thiem fermati dai... meteorologi?

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Roland Garros: Djokovic e Thiem fermati dai… meteorologi?

PARIGI – La seconda semifinale tra Dominc Thiem e Novak Djokovic sospesa con Thiem in vantaggio nel terzo set. Il motivo del meteo potrebbe non essere quello vero

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Novak Djokovic, pioggia - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, il nostro inviato

[1] N. Djokovic vs [4] D. Thiem 2-6 6-3 3-1 sospesa

Sapevamo che le previsioni del tempo non erano benevole per questo venerdì di semifinali al Roland Garros, ma il rinvio al giorno seguente del match tra Novak Djokovic e Dominic Thiem sul punteggio di un set pari e 3-1 in favore di Thiem ha preso un po’ tutti in contropiede, perché dopo una giornata estremamente ventosa e una metà pomeriggio con sprazzi di pioggia, sembrava che Eolo si fosse placato e che il sole avesse preso il sopravvento sulle nubi. Invece la Federazione Francese ha deciso di ascoltare i loro meteorologi ed evitare una partita a singhiozzo rimandando tutto al giorno dopo. Magari, possiamo supporre, anche per evitare la sovrapposizione dell’incontro inaugurale dei Mondiali di Calcio femminile tra Francia e Corea del Sud in programma nella serata al Parco dei Principi, ovvero a meno di un chilometro dal Roland Garros.

LA PARTITA – Nei primi due set e mezzo si era visto un Djokovic prima confuso e smarrito, poi più calmo e infine in crescente difficoltà sotto le cannonate da fondo di Thiem. Che Djokovic non abbia mai amato giocare con il vento è cosa nota – che non si trovasse bene in questo ventosissimo pomeriggio parigino era dunque prevedibile. Il palleggio di riscaldamento si è disputato sotto una pioggia piuttosto fitta, tanto che durante il cambio di campo sull’1-2 (con già un break andato in favore di Thiem) il serbo ha chiesto all’arbitro: “Cosa deve cadere dal cielo perché si smetta?”.

Dopo un’attesa di diversi minuti per far passare lo scroscio, si è ripreso con lo stesso copione: Nole in enorme difficoltà con il lancio di palla e con i suoi colpi, e Thiem che, giocando con molta più potenza, riusciva a gestire il vento molto meglio. In 27 minuti il primo set andava in archivio con un 6-2 per Thiem che vedeva l’austriaco con 25 punti all’attivo contro i 10 del serbo.

 

Un paio di palle break all’inizio del secondo set venivano annullate da Djokovic con il serve&volley, tanto Nole non si sentiva sicuro del proprio gioco da fondo. La mossa andava a buon fine e riusciva a rimettere il numero uno del mondo in partita. Sul 3-2 Djokovic, 15-0, c’è un primo break per la pioggia, di pochi minuti, ma quanto basta per far recuperare a Nole la tranquillità per giocare da fondo con la consueta efficacia. Sul 4-3 arrivava il break per il serbo che chiudeva il secondo parziale in 35 minuti.

Nel terzo set Thiem iniziava a martellare con ancora più vigore, un suo diritto arrivava addirittura a registrare una velocità di 175 km/h, e al quarto game riusciva ad ottenere il break per il 3-1. A quel punto, alle 17.42 locali, il match veniva interrotto per pioggia, e circa 45 minuti dopo definitivamente rimandato al giorno dopo, dato che le previsioni del tempo davano condizioni estremamente variabili per il resto della giornata. L’annuncio dato in un Philippe Chatrier baciato dal sole sapeva ancora più di beffa per gli spettatori che comunque, avendo visto solamente un’ora e 28 minuti di gioco, saranno tutti rimborsati.

Dominic Thiem – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo) (1)

DECISIONE GIUSTA? – Nei minuti successivi alla decisione, tuttavia, sono trapelate alcune indiscrezioni dalla TV Francese secondo le quali sarebbe stato Djokovic a richiedere e ottenere agli organizzatori il rinvio al giorno dopo. Quale sarà la verità? Sicuramente questa vicenda farà molto discutere. Intanto, nel consueto spazio che Eurosport dedica agli approfondimenti sul torneo condotto da Mats Wilander e Barbara Schett, è stata riportata una seconda notizia in attesa di conferma. Sembra che Djokovic abbia lasciato l’impianto ben prima che la decisione definitiva venisse comunicata.

Questa voce ha immediatamente fatto scalpore, ma altrettanto rapidamente è stata smentita da alcuni colleghi. Su Twitter sia Carole Bouchard che Christopher Clarey, corrispondente del New York Times, hanno escluso abbastanza categoricamente questa possibilità. La loro ricostruzione, condivisa in modo più o meno unanime, parla di un colloquio negli spogliatoi alla presenza di entrambi i giocatori ai quali, dopo aver deciso di non riprendere la partita in giornata, sarebbe stato il permesso di lasciare l’impianto. Il fatto che Djokovic sia stato ripreso mentre lasciava il campo prima che l’ufficialità diventasse di dominio pubblico, verosimilmente ha a che fare con il tempo trascorso tra la decisione degli organizzatori e la comunicazione ufficiale.

Rimane una questione poco chiara. Nel momento in cui è stata presa la decisione di non riprendere oggi l’incontro, il cielo era decisamente sereno, come si può vedere in questo tweet pubblicato poco dopo l’annuncio.

Le previsioni davano tempeste in arrivo, ma queste tempeste, per ora, non si sono viste. Anzi, a parte qualche scroscio tra le 19:45 e le 20:15, la situazione meteorologica è rimasta piuttosto tranquilLa. Chiudiamo dicendo che alle 20:30, orario in cui stiamo apportando l’ultimo aggiornamento al pezzo, a Parigi il cielo è sereno.

IL TABELLONE MASCHILE COMPLETO

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Cecchinato ritrova la vittoria a Winston-Salem. Avanza anche Giorgi

Il tennista siciliano approfitta del ritiro di Bublik dopo aver vinto il primo set. Interrotta la striscia di 10 sconfitte. Giorgi liquida in due set la russa Gasparyan all’esordio nel Bronx Open

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Nella marcia di avvicinamento del tennis italiano agli US Open, mentre sono in corso le qualificazioni dell’ultimo Slam dell’anno, arrivano due buone notizie per i nostri colori.

Si interrompe la striscia negativa di ben dieci sconfitte al primo turno (era ora!) per Marco Cecchinato, che a Winston-Salem (ATP 250) batte il kazako Bublik sfruttando il suo ritiro a inizio secondo set. Cecchinato aveva vinto il primo set al tie break per 7 punti a 3 ed era avanti 1-0 e servizio nel secondo parziale.

L’incontro si è giocato sul court 2, non coperto da produzione televisiva, dunque si può far riferimento soltanto alle indicazioni del livescore. Primo set molto equilibrato nella scansione dei punti, con il tennista siciliano bravo ad annullare le uniche due palle break del primo parziale nel settimo gioco. Equilibrio anche nel tie-break sino al 3-3, poi con 4 punti consecutivi Cecchinato ha portato a casa il set, pochi istanti prima del ritiro del ritiro di Bublik. Per Cecchinato al secondo turno ci sarà l’australiano John Millman (martedì ore 19, ancora sul court 2), con l’augurio che possa essere la scintilla utile a scatenare la rinascita del semifinalista del Roland Garros 2018.

La pioggia che sta imperversando sugli Stati Uniti ha costretto gli organizzatori a rinviare qualcuno dei match in programma, tra cui Fabbiano-Rublev che si giocherà nella giornata di martedì alle 19 italiane. Il pugliese, in caso di vittoria, sarebbe costretto al doppio impegno poiché attorno alla mezzanotte italiana dovrebbe sfidare Ramos-Vinolas. Al doppio impegno sarà costretto anche l’avversario di Sonego (uno tra Hoang e Dzumhur), che aspetta il vincitore della sfida di primo turno per affrontarlo dopo la mezzanotte.

 

Arrivano buone notizie anche dal torneo femminile Bronx Open, nuovo WTA International in corso di svolgimento a New York. Camila Giorgi ha disposto facilmente al suo esordio della russa Gasparyan. 6-2 6-3 il punteggio finale per la tennista marchigiana, sempre in controllo del match, chiuso in appena 67 minuti. Per lei al secondo turno sfida con la tedesca Petkovic che ha eliminato la testa di serie numero 4 del tabellone, la cinese Shuai Zhang. Avanzano al turno successivo anche Potapova, Muchova, Sasnovich e Siniakova. Eliminata nettamente anche Coco Vandeweghe, a cui il torneo aveva concesso una wild card, ancora in piena convalescenza dopo il lungo stop (è tornata in campo meno di un mese fa).

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

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La terza volta è quella buona: a Cincinnati il campione è Medvedev

CINCINNATI – Dopo le sconfitte di Washington e Montreal, il russo trionfa e solleva il primo trofeo di categoria Masters 1000. Sará numero 5 in classifica

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Daniil Medvedev, trofeo - Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Dal nostro inviato a Cincinnati

[9] D. Medvedev b. [16] D. Goffin 7-6(3) 6-4

Three time’s a charm” dicono da queste parti, la terza volta è quella buona. Dopo le finali perse a Washington e Montreal, Daniil Medvedev suggella questa sua straordinaria estate con la più prestigiosa vittoria della sua carriera, diventando il più giovane campione del Western&Southern Open dal 2008 quando a trionfare fu Andy Murray. La finale di questo splendido torneo, che nella settimana ha ospitato 198.044 spettatori (numero inferiore solamente ai 199.217 del 2015), ha avuto un primo set di ottima fattura, nonostante il gran caldo che ha parzialmente svuotato le tribune (la sessione era un tutto esaurito), e un secondo set più a senso unico, con un finale da brivido, dato che Medvedev stava accusando fisicamente la fatica e se non avesse chiuso sul 5-4 del secondo set avrebbe potuto trovarsi in grossi guai.

 

Devono passare alcuni minuti prima che i giocatori, pronti alla bocca degli spogliatoi, possano entrare in campo a causa di una rete difettosa (o meglio, a causa di due reti difettosi, visto che è stato necessario ricorrere alla terza rete). Poi, una volta iniziato il match, deve passare un quarto d’ora buono prima che Goffin riesca a vincere un punto sul servizio di Medvedev. Il russo dovrebbe essere stanco per tutte le partite giocate nelle ultime tre settimane, ma negli scambi da fondo è lui ad avere il comando delle operazioni. E quando serve sembra continuare la serie iniziata la sera precedente contro Djokovic, nella quale le seconde di servizio erano molto simili alle prime. Goffin non è però tipo da lasciarsi demoralizzare: avanzando verso la linea di fondo in fase di risposta, il belga costringe all’errore un Medvedev curiosamente nervoso, che mentre vede l’avversario rimontarlo fino al 4-4 (annullando un paio di palle break nel frattempo) comincia a rivolgere sarcasticamente il pollice in alto verso il suo angolo ogni volta che sbaglia un diritto. Goffin danza per il campo anticipando ogni colpo mentre Daniil sembra sempre più frustrato e se la prende con il suo allenatore. Sul 5-6 15-30 il belga esce da una situazione complicata con uno splendido lungolinea di rovescio che finisce uno scambio prolungato. I primi quattro punti del tie-break vanno contro il servizio, poi Medvedev mette una gran prima e subito dopo riceve un mezzo regalo da Goffin, che non chiude una brutta controcorta di Daniil. Si cambia campo sul 4-2 e Medvedev infila immediatamente una risposta vincente sul serve and volley di Goffin. Il primo set point è annullato da un passante cross di diritto, ma sul secondo il doppio fallo n.4 di David pone fine al primo parziale dopo 56 minuti di gioco.

La perdita del primo set non fa bene al belga, che esordisce nel secondo con un parziale di 1-9 lasciando ancora una volta scappare Medvedev, come aveva fatto ad inizio match. Il problema per lui, però, è che il suo avversario sembra ritornato intoccabile sul servizio: i primi quattro turni di battuta di Medvedev sono tutti vinti a zero. Ma quando è ora di chiudere il match, il fantasma delle due finali perse nelle ultime due settimane si fa pesante: va sotto 0-30, poi 15-40 con un drop shot giocato malissimo, dopo il quale scaraventa a terra la racchetta. Poi però il super-servizio torna a soccorrerlo: quattro mazzate consecutive iscrivono Daniil Medvedev nell’albo dei vincitori di un Masters 1000. “Sul 5-3 ho iniziato ad avere crampi, piuttosto dolorosi – ha detto Medvedev subito dopo il match – Sicuramente era un misto di nervi e dei 24 giorni consecutivi nei quali ho giocato a tennis nell’ultimo mese. Sapevo che sul 5-5 sarei stato spacciato, per cui ho messo quattro servizi che non è riuscito a rispondere”.

Si tratta del terzo nuovo vincitore di Masters 1000 della stagione, dopo Thiem a Indian Wells e Fognini a Montecarlo, che con questa vittoria sale al n.5 della classifica mondiale. Medvedev se ne va da Cincinnati con oltre un milione di dollari in tasca (meno il 35% di tasse, ovviamente) e soprattutto con la consapevolezza di avere un arma letale su cui contare nei momenti importanti (un servizio che non sapevamo potesse essere così micidiale) e la fiducia giusta per affrontare con grandi ambizioni l’ultimo Slam della stagione.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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Cincinnati: Medvedev fa fuori Djokovic e va in finale

Indietro di un set, Daniil Medvedev rovescia il match e sconfigge Novak Djokovic. Terza finale consecutiva per lui

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Dal nostro inviato a Cincinnati

[9] D. Medvedev b. [1] N. Djokovic 3-6 6-3 6-3

Sembra davvero non voler finire il momento magico di Daniil Medvedev, che dopo aver perso una manciata di game nelle ultime due partite, nella semifinale del Western&Southern Open di Cincinnati è riuscito a ottenere lo scalpo più pregiato, quello del n.1 del mondo Novak Djokovic. La partita non si era messa per nulla bene, il serbo sembrava poter portare a casa la vittoria con la solita prestazione di crudele efficacia, ma quando nel secondo set Medvedev ha cambiato tattica, iniziando a picchiare entrambe le palle di servizio, il match è girato completamente. “Novak mi stava distruggendo sulla seconda, e allora ho iniziato a servire la seconda come la prima. È una cosa che faccio ogni tanto quando la mia seconda non funziona – ha spiegato Medvedev a Brad Gilbert che lo ha intervistato a bordo campo per la ESPN – poi ho iniziato a giocare in maniera incredibile, il pubblico mi ha davvero aiutato, perché dopo il primo set mi sentivo stanchissimo, e sono riuscito a vincere”.

 

Il solito primo set clinico di Djokovic apre la semifinale con un 6-3 tanto noioso e scontato quanto glacialmente efficace. In una giornata che di glaciale non ha proprio nulla, visto il gran caldo che imperversa su Cincinnati nonostante il breve acquazzone pomeridiano, Novak Djokovic mette in scena la sua consueta solidità da fondo condita ad arte da efficacissime sortite in avanti che sembrano sottrarre a Medvedev anche quella poca aria che l’afa dell’Ohio concede. Un solo break nel parziale, al sesto gioco, subito il quale Medvedev sembra aver l’aspetto di uno che vuole “darla su”, come direbbero dalle parti di Milano. La pressione del n.1 del mondo lo costringe lontano dalla riga di fondo, dove peraltro si sistema volontariamente per rispondere alla battuta, e da lì per lui è complicato tentare gli affondi di rovescio lungolinea che così tanto gli hanno reso nell’ultimo mese.

Sul 2-2 un provvidenziale ace salva Medvedev da un break che avrebbe potuto essere decisivo. I due si chiamano ripetutamente a rete con belle smorzate mentre il calar della sera fa spuntare qualche refolo di vento refrigerante e gli insetti della campagna dell’Ohio fanno sentire le prime avvisaglie delle loro scorribande notturne. Al cambio di campo Medvedev chiede l’intervento del medico per una spalla dolorante e deve salvarsi da 0-30 subito dopo. Lo scampato pericolo lo convince a lasciare andare i colpi un po’ di più e contestualmente riesce ad avvicinarsi alla riga di fondo di un paio di metri, e la frittella si rigira: un paio di errori di Djokovic, una palla break che spunta dal nulla e Medvedev che sulla seconda lascia partire una botta di rovescio che prende la riga. Tre ace nel game successivo e dopo un’ora e dieci il match va al terzo set.

Prima del terzo set, Medvedev chiede un nuovo massaggio alla spalla destra, poi entra in campo e spara prime e seconde come se fosse Raonic. Djokovic sembra infastidito da questa vicenda che ha perso un set e commette qualche errore in più, tanto che al terzo game si trova sotto 15-40 e mette un rovescio qualunque in rete come raramente lo si vede fare. Daniil continua a martellare tutti i servizi che deve giocare, arriva qualche doppio fallo, ma la tattica sembra pagare: si giunge sul 4-2 dopo che il giudice di sedia Layani in un’occasione ha dovuto fare addirittura due “overrule” sullo stesso punto (chissà come è stato contento!). Djokovic sembra incredulo, ma non riesce a procurarsi nessuna chance sul servizio di Medvedev, e sul 3-5 sembra quasi che si consegni all’avversario, con due discese a rete davvero avventate sulle quali il suo avversario lo immola per volare alla sua seconda semifinale Masters 1000 consecutiva.

Si tratta della seconda vittoria consecutiva per Medvedev contro Djokovic, che ora si trova la ghiottissima possibilità di conquistare il suo primo titolo Masters 1000 contro un giocatore che non è uno dei Big 3, per arrivare contestualmente al n.5 della classifica ed avere la quinta testa di serie al prossimo US Open. I precedenti tra Medvedev e Goffin sono in parità: lo scorso gennaio al terzo turno dell’Australian Open Medvedev vinse in tre set, mentre poco più di un mese fa a Wimbledon, sempre al terzo turno, fu Goffin a spuntarla per 7-5 al quinto set.

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