Roland Garros, WTA e Mauresmo contro la programmazione: "È una vergogna"

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Roland Garros, WTA e Mauresmo contro la programmazione: “È una vergogna”

Steve Simon, CEO della WTA, e la campionessa francese si scagliano contro gli organizzatori, rei di aver escluso le semifinali femminili dallo Chatrier

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Amelie Mauresmo - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Ha suscitato polemiche la decisione di programmare le due semifinali femminili sul Court Suzanne Lenglen (Anisimova-Barty, ore 11) e sul Simonne Mathieu (Konta-Vondrousova, sempre alle 11) e di riservare dunque, come da piano pre-torneo, lo Chatrier ai soli singolari maschili. Dalla WTA, sempre incredibilmente sollecita nel puntare il dito, è subito partito un comunicato del CEO Steve Simon che condannava la suddetta scelta.

Non c’è dubbio che la programmazione sia stata messa a dura prova dalle condizioni climatiche e la WTA comprende i problemi che si sono presentati al Roland Garros. Tuttavia, siamo estremamente infastiditi dalla programmazione di entrambe le semifinali femminili su campi secondari. Questa decisione è scorretta e inappropriata. Le quattro donne, che hanno giocato così bene fino ad ora, si erano guadagnate il diritto di giocare sul palcoscenico più importante. Crediamo che si potessero trovare altre soluzioni che sarebbero andate a beneficio degli appassionati oltre che dei giocatori“.

Nulla da eccepire in linea teorica, ma bisogna considerare anche altri fattori. I biglietti per le semifinali maschili sono stati venduti come sessioni separate. Dunque chi ha acquistato un posto lo ha fatto per assistere ad uno solo dei due incontri. Facendo scelte di programmazioni diverse, magari spostando un match maschile sul Lenglen, molti sarebbero rimasti senza posto data la minore capienza di quest’ultimo rispetto allo Chatrier. La decisione dunque era in qualche modo obbligata. Inoltre la scelta di far disputare in contemporanea i due match femminili alle 11 (quindi piuttosto presto) va incontro all’esigenza di lasciare alle giocatrici un adeguato periodo di riposo in vista della finale di domani. La WTA, oltre alla questione delle sessioni separate, ha messo in atto una polemica assolutamente fine a se stessa, vagheggiando “altre soluzioni“, ma senza nei fatti avanzare nessuna controproposta.

 

Diversamente ha fatto Amelie Mauresmo, che, oltre a lamentarsi con toni accesi, ha affidato ad un tweet la sua idea di ridistribuzione dei match. “La programmazione delle semifinali femminili del Roland Garros è una vergogna! Tutti sono d’accordo che il match del giorno sia Federer-Nadal, ma che messaggio mandiamo quando si prende la decisione di piazzare le semifinali femminili alle 11 sul secondo e terzo campo? Nessuno dei due sul centrale! Sarebbe stato piuttosto semplice aprire il Lenglen oltre al centrale e mettere i due match femminili alle 13 e a seguire quelli maschili. E rimborsare eventualmente chi non volesse più il suo biglietto…

L’idea sarebbe dunque quella di suddividere i quattro incontri sui due campi principali, facendo giocare all’una le donne e poi gli uomini. Anche in questo caso però, valgono sempre le considerazioni di cui sopra. Poco costruttiva appare inoltre la provocazione finale nella quale si invita (invero un po’ acidamente) a concedere il rimborso a chi non fosse disposto a “barattare” un match maschile con uno femminile. Inutile proporre un rimborso a chi ha pagato, magari con largo anticipo e prendendo ferie, per vedere una semifinale maschile, senza contare poi il già citato problema di soprannumero. Ovviamente dispiace vedere dirottati i due incontri femminili, anche perché il livello è stato piuttosto alto e certamente lo Chatrier sarebbe stato la cornice ideale, ma le logiche di mercato sono cogenti (così come lo è stata la pioggia) e a volte bisogna anche prendere scelte pratiche, ancorché impopolari. In più è sempre facile fare il lavoro degli altri, purché rimanga degli altri.

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Accadde Oggi

Accadde Oggi (a Miami): l’ultimo acuto di Pistol Pete

2 aprile 2000: il terz’ultimo titolo in carriera per Pete Sampras, l’ultimo a Key Biscayne. Sconfigge Guga Kuerten e il caldo infernale

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Avrebbe smesso di competere due anni dopo, annunciando però il ritiro solo alla vigilia dell’US Open 2003. Nel frattempo sull’edizione 2000 del Miami Open compare l’inconfondibile firma di Pete Sampras nonostante un torneo difficile, afa ingestibile a parte. Al terzo turno la wild card svedese Andreas Vinciguerra lo conduce a un passo dall’eliminazione, gli dà filo da torcere in semifinale un rampante Leyton Hewitt che poi s’arrende all’inesperienza. E in finale c’è Guga Kuerten, testa di serie n.6 del torneo, che di lì a due mesi avrebbe vinto il suo secondo Roland Garros.

Il primo punto dell’incontro riassume perfettamente la contesa. Serve Pete e si precipita a rete, Guga azzarda un buon passante di rovescio ma lo statunitense para e la palla muore nella metà campo avversaria. Il resto è una più che onorevole resistenza del brasiliano, accanito “terrafondaio” che sul veloce non ha ancora raccolto nessun titolo (ci riuscirà qualche mese più tardi a Indianapolis) eppure dimostra di sapersi adattare egregiamente alla superficie. Il lob di rovescio è il colpo con il quale inchioda più volta Pete, costretto a cedere il secondo parziale al tie-break. Sempre il tie-break decide l’esito del terzo e del quarto parziale, entrambi a favore di Sampras che alza così il 62esimo trofeo della carriera. Ne seguiranno appena altri due, ma di un certo peso: Wimbledon 2000 e US Open 2002. Poi la meritata pensione, per il dispiacere dei fanatici dei suoi Slam Dunks e delle sue volée di rovescio.

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Circoli in vista

20.000 euro dal Circolo Tennis Bologna per la lotta al Coronavirus

Il CTB ha donato al Policlinico Sant’Orsola. Il presidente Andrea Canossi: “È fondamentale supportare tutti coloro che, ogni giorno, stanno rischiando la vita per noi”

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Circolo Tennis Bologna (foto via circolotennisbologna.com)

I membri del Circolo Tennis Bologna hanno dato il loro contributo alla lotta contro il Coronavirus con una donazione di 20.000 euro alla Fondazione Policlinico Sant’Orsola. Il Covid-19 ha colpito duramente la zona (1819 casi e 137 morti nella provincia, 886 e 68 a Bologna città, secondo i dati di Bologna Today), in quella che è la regione più provata dopo la Lombardia.

Il CTB è una delle istituzioni sportive di più lunga data nel capoluogo felsineo, essendo stato fondato nel 1902 – persino prima del Bologna FC, nato nel 1909 – ed è pertanto parte del tessuto connettivo della città. Sembra perciò naturale che si sia deciso di fare qualcosa, come ha spiegato (al Resto del Carlino) Andrea Canossi, presidente del circolo: “Ci siamo sentiti fortemente in dovere di dare un aiuto e di fare la nostra parte in un momento così drammatico […] è fondamentale supportare tutti coloro che, ogni giorno, stanno rischiando la vita per noi“.

Questa la nota ufficiale pubblicata sul sito del CTB:

 

Il Circolo Tennis Bologna ha contribuito, con una donazione di 20.000 €, alla raccolta fondi a sostegno degli ospedali di Bologna e degli operatori sanitari che nell’emergenza Coronavirus ogni giorno si prendono cura di tutti coloro che ne hanno necessità

Il circolo è ovviamente chiuso in ottemperanza alle norme vigenti, ma, come Canossi ha giustamente aggiunto, in questo periodo delicato subentrano altre priorità. Su tutte, quella di dover dare una mano: ci sembra quantomeno doveroso e volevamo fare la nostra parte, perché siamo vicini al personale sanitario e a chiunque si trovi a dover affrontare la malattia. Il nostro vuole essere anche un messaggio verso altre realtà e attività, che possono dare un contributo: donare è importante.

Quest’ultimo concetto va sottolineato, aiutare economicamente gli ospedali è fondamentale soprattutto in relazione alla propria realtà locale, anche con piccole cifre. Se poi qualcuno volesse donare alla stessa fondazione del CTB, di seguito mettiamo il link della Fondazione Policlinico Sant’Orsola:

https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

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Wimbledon cancellato, Federer: “Non vedo l’ora di tornare il prossimo anno”

Numerosi giocatori hanno commentato con dispiacere la notizia di ieri. Da Murray a Serena Williams, passando per Halep, Gauff e Kvitova. Tutte le reazioni social

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Roger Federer - Wimbledon 2017 (photo Art Seitz c2017)

Era atteso da più parti, e alla fine lo stop a Wimbledon 2020 è arrivato nella giornata di mercoledì. Questo non significa però che il colpo sia più facile da digerire, sia per i tifosi sia soprattutto per i giocatori, che più di tutti vivono nella mistica di SW19. Molti hanno affidato le proprie reazioni ai social media, come da costume – non che ci possano essere altri modi in queste settimane, peraltro. La più attesa non poteva che essere quella di Roger Federer. Non ce ne vogliano i fan degli altri big, ma il responso dello svizzero è per forza il primo della lista, per vari motivi.

Innanzitutto, Federer fa più o meno manifestamente della ‘Quest’ per il nono titolo la ragione principale per continuare a giocare, oltre all’amore smisurato che nutre per il tennis; è quello con la liaison più intensa con Wimbledon; è sostanzialmente l’unico big che gioca la stagione su erba per intero (quest’anno avrebbe probabilmente partecipato a tre tornei, vista l’assenza sulla terra); e, infine, ogni edizione potrebbe essere la sua ultima, e quindi la cancellazione non dà garanzie su sue partecipazioni future, visto che Wimbledon 2021 si svolgerà poche settimane prima del suo ingresso fra gli “anta”.

Per fortuna, però, Roger ha pubblicato una storia su Instagram con cui ha tranquillizzato i suoi adepti, scrivendo: “Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo. Tutto questo ci fa apprezzare ancora di più il nostro sport”. Decisamente più funereo il mood del tweet di qualche minuto prima, quando la reazione a caldo era finita su Twitter, con una sola parola, “devastato”, seguita da una GIF sull’impossibilità di esprimere il proprio dolore… con una GIF:

 

Non sono ancora arrivati commenti da parte del campione in carica, Nole Djokovic, né da parte di Rafa Nadal, mentre Andy Murray ha scritto un post su Facebook, rammaricandosi in egual modo anche per il Queen’s ma richiamando l’attenzione sulle problematiche più serie che hanno portato alla decisione del Board londinese:

Very sad that the Fever-Tree Championships and Wimbledon have been cancelled this year but with all that is going on in…

Pubblicato da Andy Murray su Mercoledì 1 aprile 2020

Va anche detto che Muzza è fermo da novembre, e l’annullamento gli darà la possibilità di essere molto più competitivo il prossimo anno (a scanso di nuove ricadute), e sappiamo quanto il pubblico britannico aneli a un suo ritorno in grande stile sui giardini della capitale anche nel singolare.

Sul fronte femminile, invece, le finaliste della scorsa edizione, Simona Halep e Serena Williams, hanno a loro volta utilizzato Twitter. Qui la rumena…

…e l’icastica (in questa occasione soltanto) americana, sette volte trionfatrice ai Championships:

A loro si aggiungono Coco Gauff, che si è costruita un seguito cult durante la scorsa edizione, e due vincitrici degli anni passati quali Petra Kvitova e Angelique Kerber:

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