Roland Garros, doppio femminile: trionfo per Babos e Mladenovic

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Roland Garros, doppio femminile: trionfo per Babos e Mladenovic

PARIGI – Vittoria in due set sulle cinesi Zheng e Duan. Mladenovic, nr.1 della specialità da lunedì, al secondo successo a Parigi

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da Parigi, il nostro inviato

[2] T. Babos/K. Mladenovic b. Y. Duan/S. Zheng 6-2 6-3

La coppia testa di serie nr.2 del tabellone di doppio femminile formata da Kiki Mladenovic e Timea Babos, trionfa al Roland Garros battendo in due set la coppia cinese Zheng/Duan con il punteggio di 6-2 6-3 in appena 70 minuti. Una partita letteralmente senza storia con la coppia franco-ungherese sempre in testa nel punteggio. Unico momento di (apparente) equilibrio ad inizio secondo set, quando le cinesi hanno recuperato il break di svantaggio, salvo riperdere immediatamente il servizio e nella sostanza alzare bandiera bianca.

 

Per Kiki Mladenovic, che da lunedì diventerà nr.1 della specialità, è il secondo successo a Parigi dopo quello del 2016 in coppia con Garcia, ed il terzo in un torneo dello Slam, il secondo con Babos dopo quello del 2018 agli Australian Open. Inoltre per Babos e Mladenovic questa era la terza finale consecutiva in uno Slam dopo quella agli US Open dell’anno scorso e quella in Australia di quest’anno.

Il match inizia all’insegna dell’equilibrio, le cinesi hanno tre palle break nel terzo gioco ma le francesi sono bravissime ad annullarle. Molto pronta sotto rete Mladenovic, le cinesi cedono la battuta nel sesto gioco complice anche un doppio fallo di Duan, che sembra quella messa peggio in campo e che accusa di più l’importanza della posta in palio. Zheng prova a trascinare la sua compagna, mentre Babos e Mladenovic si completano molto bene. L’ungherese è bella solida da fondo campo, la francese di volo fa faville Duan va in rottura prolungata, la coppia nr.2 del tabellone ne approfitta e porta a casa il primo set con il punteggio di 6-2 dopo 34 minuti.

Si ricomincia e la musica non cambia, le cinesi perdono subito la battuta ad inizio set (altro doppio fallo di Duan e poi smash di Babos) ma contro ogni previsione trovano immediatamente il controbreak. Sembrerebbe potersi riaprire la partita ma è un fuoco di paglia, arriva un altro break di Babos e Mladenovic (gratuito di diritto di Zheng) e nella sostanza la finale termina qui. Le cinesi annullano due palle break dell’1-5 ma capitolano sul secondo match point nel nono gioco.

Nell’immediata intervista post premiazione molto commossa e delusa Duan che a stento riesce a parlare, Zheng fa i complimenti alle avversarie: “Avete giocato un grandissimo torneo, complimenti di cuore. Noi siamo soddisfatte del nostro torneo, era il primo insieme e abbiamo raggiunto un ottimo risultato”. Seguono poi i doverosi ringraziamenti al proprio box, all’organizzazione ed agli sponsor.

Molto commosse anche le due vincitrici. Prende prima la parola Babos che parla in francese e riceve i sentiti applausi del pubblico: “Innanzitutto complimenti a Zheng e Duan per il loro torneo, avete fatto un gran bel percorso con delle belle vittorie. Grazie moltissimo a Kiki, con te è davvero tutto facile ed è fantastico vivere ogni match al tuo fianco”. Dopo i soliti ringraziamenti come da prassi a famiglia, allenatore, organizzazione e via dicendo è la volta di Mladenovic: ”Complimenti alle nostre avversarie, avete fatto grandi cose insieme al vostro primo torneo e sicuramente raggiungerete ottimi risultati durante l’anno. Faccio i miei complimenti a Timea, per me sei più di un’amica, sei una sorella. Abbiamo passato un brutto momento dopo la finale degli Australian Open (sconfitte da Stosur e Zhang, n.d.r.) ma siamo riuscite a superarlo insieme. Per me è un onore aver vinto da francese davanti al mio pubblico ed essere diventata qui la nr.1 del mondo, grazie di cuore a tutti voi”.

Mladenovic si augura che la sua vittoria sia il viatico ideale per la finale pomeridiana del suo fidanzato Dominic Thiem, impegnato per il secondo anno consecutivo contro il “mostro sacro” della terra rossa Rafa Nadal.

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Numeri: Halep ha già timbrato il cartellino, Rybakina è a 25

Le due finaliste del torneo di Dubai protagoniste dei numeri della settimana al femminile. Elena si è arresa solo alla fatica a Doha

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Simona Halep - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Dopo l’appuntamento maschile, vi proponiamo anche i numeri più interessanti della scorsa settimana a livello femminile. Sono due, e riguardano due tennista che ci attendiamo protagoniste sul cemento nordamericano di Indian Wells e Miami.

8 – gli anni consecutivi in cui Simona Halep ha vinto almeno un torneo. In un circuito femminile in continuo ricambio, sia ai vertici della classifica (con sette diverse tenniste al numero 1 negli ultimi tre anni) che dal punto di vista generazionale – ci sono cinque giocatrici non ancora 24enni nella top 10, e una sola over 30 nella top 20 – questo risultato della tennista rumena vale molto. L’allieva di Darren Cahill, nata in Romania nel settembre 1991, aggiunge un altro tassello agli elementi che la indicano come la tennista più continua ad alti livelli negli ultimi anni. Non solo ha vinto due Major (solo Osaka può dire di aver fatto altrettanto) ed è la giocatrice ad essere stata per il maggior numero di settimane (64) al numero 1 WTA, ma è anche quella che da più tempo è in top 10 (dal febbraio 2014).

Dal 2013 vince almeno un torneo a stagione: sette anni fa vinse quattro tornei, di cui uno era già un Premier (Mosca), il primo di altri nove (di cui tre Mandatory e tre Premier 5). Per questi motivi, sebbene anche Karolina Pliskova vinca da otto anni almeno un titolo, non può essere paragonata per continuità alla rumena: la ceca ha vinto in totale meno tornei (sedici, invece che i diciannove di Simona) e tra di questi non ci sono Slam e vi figurano appena tre Premier 5. A far compagnia ad Halep c’è anche Petra Kvitova, che distribuisce 24 dei 25 titoli presenti nella bacheca personale in stagioni consecutive, ovvero dal 2011 al 2019: è ancora in corsa a Doha, dove ha la possibilità di arrivare in doppia cifra.

 

25 – le partite giocate da Elena Rybakina nel 2020. La tennista nata a Mosca e cresciuta tennisticamente in Russia, che dal 2018 gioca per la federazione kazaka, è la tennista che ha disputato più partite in queste prime settimane dell’anno. Elena aveva iniziato a palesarsi nel giugno 2019 con la semifinale a S’Hertogenbosh per poi affermarsi il mese successivo, con la vittoria dell’International di Bucarest da numero 106 del mondo. Il suo approdo tra le grandi non sorprende: da junior è stata numero 3, ha raggiunto le semifinali all’Australian Open e al Roland Garros e ha vinto il Bonfiglio, superando in finale Iga Swiatek. I primi segnali li aveva lanciati già a fine 2017, qualificandosi al main draw di Mosca e, soprattutto, a inizio 2018, quando a San Pietroburgo sconfisse l’allora 7 WTA Caroline Garcia, spingendosi poi sino ai quarti. Grazie a una programmazione sapiente nei tornei secondari – a settembre Elena aveva fatto finale anche a Nanchang – pur sconfiggendo durante tutto l’anno una sola top 50, aveva chiuso il 2019 tra le prime 30.

Elena Rybakina a Bucarest

Nel 2020 ha dimostrato di aver apportato ulteriori miglioramenti al suo tennis: dopo aver perso contro Alexandrova la finale a Shenzhen, ha vinto l’International di Hobart, raggiunto gli ottavi a Melbourne e fatto finale al Premier di San Pietroburgo e a quello di Dubai, perdendo solo contro Barty, Halep e Bertens. Risultati che l’hanno catapultata al 17° posto del ranking femminile: tra le tenniste più giovani di lei, l’unica a precederla in classifica è una certa Bianca Andreescu. Un piazzamento che in queste settimane ha dimostrato di meritare con vittorie prestigiose come quella su Mertens a Shenzhen, ma soprattutto per quanto ha fatto a Dubai, dove ha superato due top ten – Kenin (6-7 6-3 6-3) e Karolina Pliskova (7-6 6-3). In finale – dopo una lotta di due ore e mezza conclusa con il rimpianto di aver sprecato un vantaggio di un break nel terzo set e di un mini-break nel tie-brak decisivo – si è arresa con tantissimo onore a una campionessa esperta come Halep, vincitrice col punteggio di 3-6 6-3 7-6. Poi non ha rinunciato al Premier 5 di Doha, dove ha vinto due partite molto sofferte contro Cirstea e Van Uytvanck prima di arrendersi alla fatica e rinunciare all’ottavo di finale con Barty, riservando un saggio pensiero all’imminente Sunshine Double.

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Davis: Australia senza gli infortunati Kyrgios e De Minaur

Il capitano Lleyton Hewitt dovrà fare a meno contro il Brasile dei suoi due migliori giocatori. Peers e Bolt i sostituti per la sfida sul cemento di Adelaide

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

L’Australia sarà forzatamente priva dei suoi due migliori giocatori nella sfida di Coppa Davis contro il Brasile. Ad Adelaide, la prossima settimana, il capitano Lleyton Hewitt non potrà fare affidamento sugli infortunati Nick Kyrgios e Alex De Minaur. “Quando abbiamo annunciato le convocazioni eravamo fiduciosi sulla loro presenza – ha dichiarato Hewitt -, ma abbiamo visto come ad Acapulco entrambi abbiano avuto problemi: una lesione addominale per De Minaur (ko al primo turno contro Kecmanovic, ndr) e il polso dolorante per Kyrgios che è stato costretto al ritiro. E’ giusto che riposino e si concentrino sul loro recupero“. A sostituirli saranno John Peers (doppista di lungo corso della Davis Aussie, in campo nelle ultime Finals madrilene) e Alex Bolt, per il quale arriva così la prima convocazione. A completare il team John Millman, Jordan Thompson e James Duckworth.

Si giocherà sul cemento outdoor del Memorial Drive Tennis Centre, con le assenze che rendono leggermente più aperto un pronostico comunque orientato a favore dei padroni di casa. Per il Brasile, il capitano Jaime Oncins potrà contare sul solo Thiago Monteiro come top 100 (88 ATP). Completeranno il gruppo Joao Menezes, Thiago Seyboth Wild, Felipe Meligeni Rodrigues Alves e Marcelo Demoliner. L’Australia ha sempre vinto nei tre precedenti. In palio, nelle sfide di qualificazione del 6/7 marzo, 12 posti alle Davis Cup Finals 2020.

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Ad Acapulco prima semifinale WTA per Zarazua, Fernandez e Xiyu Wang

La messicana (numero 270 WTA) non smette di sognare e vuole regalare il titolo alla sua gente. Anche Heather Watson tra le ultime quattro. Il tabellone è aperto a qualunque risultato

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Renata Zarazua - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Se le semifinali del WTA di Acapulco non sono le più sorprendenti della stagione, poco ci manca. Dopo l’uscita delle prime cinque teste di serie ancora prima dei quarti di finale, il tabellone si apriva a scenari imprevedibili, tutto a favore di chi non è solito trovarsi ancora in gioco nel weekend di un torneo WTA. In particolare parliamo delle due semifinaliste della parte alta, Leylah Fernandez e Renata Zarazua. La prima, canadese, classe 2002, ai limiti della top 200 prima del torneo, ha vinto la sfida tra teenager contro Anastasia Potapova, raggiungendo la sua prima semifinale a livello WTA. È il terzo grande traguardo che raggiunge quest’anno, dopo il debutto in un torneo del Grande Slam a Melbourne e la prima vittoria su una top 5 (Bencic in Fed Cup).

Renata Zarazua è invece la star del torneo per il pubblico messicano. La giocatrice di casa sta vivendo un sogno: in tabellone da wild card, vittoria sulla numero uno del tabellone Stephens al primo round e ora la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore. La 22enne nativa di Città del Messico ha battuto in tre set la slovena Tamara Zidansek, contro la quale aveva perso un precedente nobile al Roland Garros 2018. Zarazua diventa così la prima semifinalista messicana in un torneo in Messico dal 1993, quando Angelica Gavaldon raggiunse il penultimo atto a San Juan.

Nell’altra semifinale giocherà l’ultima testa di serie rimasta in gara, Heather Watson (la settima). La ragazza britannica ha vendicato la sconfitta di quattro anni fa ad Acapulco contro Christina McHale, battuta 6-1 al terzo set. Per Watson è la seconda semifinale del 2020 (a Hobart è stata sconfitta a un passo dalla finale da Rybakina). La qualificata Xiyu Wang, 18 anni, si è conquistata la possibilità di lottare per un posto nell’ultimo atto battendo nel derby cinese Lin Zhu con un doppio 6-2. Sarà anche per lei l’esordio in una semifinale WTA e in caso di vittoria potrebbe entrare tra le prime cento giocatrici del mondo.

Risultati:

[WC] R. Zarazua b. T. Zidansek 6-2 3-6 6-2
[Q] L. Fernandez b. A. Potapova 6-3 7-5
[7] H. Watson b. C. McHale 6-3 1-6 6-1
[Q] X. Wang b. [6] L. Zhu 6-2 6-2

Il tabellone aggiornato

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