Mondo Challenger: Sugita torna al successo dopo due anni

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Mondo Challenger: Sugita torna al successo dopo due anni

Dopo 24 mesi difficili, il giapponese torna a sorridere a Binghamton. Escobedo trionfa a Granby, sul rosso vincono Ymer e Vilella Martinez. Si ferma agli ottavi il primo torneo su cemento americano della carriera di Sinner

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Yuichi Sugita - ATP Challenger Binghamton (foto via Twitter, @BingChallenger)
 
 

Challenger Granby (Canada, duro outdoor, $81.240)

Al termine di una settimana molto dura con sei match su sei vinti in modo abbastanza lottato, trionfa Ernesto Escobedo tornando al successo in un torneo che mancava da 3 anni. Classe 1996, classico giocatore americano servizio e dritto, “Neto” sembrava pronto all’esplosione due stagioni fa quando raccoglieva parecchi successi sia a livello Challenger e sia prestigiosi turni passati a livello ATP, ma poi qualcosa nel suo tennis si è inceppato, la fiducia è diminuita progressivamente fino ad uscire anche dai primi 250 giocatori al mondo.

Dopo un inizio di settimana titubante con un set perso contro l’olandese Verbeek, l’americano ha innalzato il livello sconfiggendo Uchida e soprattutto il rientrante Vasek Pospisil per approdare ai quarti di finale. Dopo un’altra bella vittoria su Couacaud con un periodico 7-5 c’è stato il match più duro e bello del torneo contro un altro talento proveniente dai college americani, Borna Gojo: nei primi due set non c’è stato nessun break nonostante le 13 palle break concesse (ed annullate) da entrambi i giocatori e dopo un tie break vinto a testa si è giunti al terzo set dove il croato è partito avanti di break ma poi ha iniziato ad accusare la fatica e a causa dei crampi alla gamba destra non è riuscito più a muoversi sufficientemente e per Escobedo è stato tutto più facile con sei giochi vinti di fila e lo score finale di 6-7 7-6 6-2.

Nell’atto finale contro Uchiyama, Ernesto è stato estremamente solido al servizio perdendo solo 7 punti in tutto il match con la prima in campo e non facendosi mai strappare il servizio. Pochissimi scambi lunghi, tante combinazioni servizio-dritto da parte di ambo i giocatori in un match molto lottato che ha visto l’americano trionfare con lo score di 7-6 6-4, approfittando dell’unica palla break concessa da Uchiyama nel secondo set, precisamente al nono game, per poi chiudere agevolmente con un game tenuto a zero che ha permesso al ventitreenne americano di chiudere la contesa con un trionfo che lo riavvicina significativamente alla top 200.

Finale: E. Escobedo b. [3] Y. Uchiyama 7-6 6-4

 

Challenger Binghamton (USA, duro outdoor, $54.160)

Dopo aver assaporato la top 50 ed il primo successo ATP ad Antalya nel 2017, Yuichi Sugita ha attraversato un 2018 e una prima metà di 2019 molto difficili, con anche pochi successi raccolti su erba, la superficie preferita dal tennista nipponico. Questa settimana sul duro americano, seppur non esprimendo il suo miglior tennis, Sugita ha giocato in modo molto concreto durante tutta la settimana arrivando in semifinale senza perdere nessun set dopo aver sconfitto Ortega Olmedo, Leshem e Purcell. Il penultimo atto contro Mitchell Krueger, che agli ottavi aveva estromesso il nostro Jannik Sinner, è stato il primo match realmente duro vinto dal giapponese solo 6-4 al terzo set.

La sfida conclusiva del torneo è stata contro Joao Menezes, giocatore brasiliano classe 1996 che negli ultimi 10 mesi ha scelto di dedicarsi con costanza al circuito Challenger compiendo un notevole salto di qualità, testimoniato dalla vittoria a Samarkanda, dalla semifinale a Gatineau e appunto da questa splendida settimana dove è arrivato in finale senza perdere alcun set. Dopo un primo set lottatissimo vinto al tie break da Sugita, il giapponese ha abbassato un po’ il ritmo da fondocampo facendo comandare a Menezes quasi tutti gli scambi e il secondo parziale è andato al brasiliano con un netto 6-1. La svolta del terzo parziale è stata nel primo game quando Sugita ha annullato due pericolosissime palle break, ha tenuto il servizio e da quel momento è tornato a giocare ad un ottimo livello, in spinta costante e con qualche notevole discesa a rete, con Menezes che non ha saputo trovare contromisure sufficienti ed è stato travolto dal nipponico con un netto 6-2 finale, che ha permesso a Sugita di alzare le braccia al cielo con lo sguardo visibilmente commosso e sollevato.

Inizia con una eliminazione agli ottavi di finale che lascia l’amaro in bocca la trasferta americana di Jannik Sinner, 2001 altoatesino che ha sorpreso tutti in questo 2019 dimostrando una crescita costante e la capacità di poter competere già a livello ATP. Dopo un bye al primo turno e successo sofferto contro il cileno Barrios Vera, ottenuto in tre set, la corsa di Jannik si è interrotta agli ottavi contro Krueger in un match dove l’italiano ha sprecato tantissimo nel primo set, perso da 5-3 e servizio con anche un set point avuto sul 5-4. Sotto di set e break, quando molti avrebbero mollato, Sinner ha inanellato un parziale di 6 games consecutivi che gli ha permesso di vincere il secondo parziale col punteggio di 6-1. Partito forte anche nel terzo, con due chances di break nel terzo game, Jannik non è riuscito a concretizzare le occasioni concesse dall’americano e da quel game in poi ha commesso più errori del dovuto specialmente col dritto, permettendo a Krueger di riprendere fiducia e arrivare al successo grazie ad un break nell’ottavo gioco del terzo set.

Finale: [11] Y. Sugita b. [14] J. Menezes 7-6(2) 1-6 6-2

Challenger Praga (Repubblica Ceca, terra battuta, $46.600)

Eccezionale settimana di Mario Vilella Martinez a Praga coronata dal primo successo in carriera a livello Challenger da parte del tennista iberico in una settimana nella quale non ha perso nessun set concedendo massimo 7 games a ciascun avversario. Dopo un esordio agevole contro la wild card Martin Damm, a sorprendere è stata la facilità con cui si è sbarazzato di Nedovyesov e soprattutto Balasz, finalista la settimana precedente ad Umago, battuto con lo score di 6-4 6-3. Ai quarti di finale Mario ha estromesso l’italiano Lorenzo Giustino: peccato per il tennista campano che dopo aver perso il primo parziale con un netto 6-0 ha avuto tantissime occasioni ma ha ceduto anche il secondo set dopo un lottato tie break perso col punteggio di 9-7. Giunto in semifinale l’iberico ha avuto la meglio nel derby spagnolo su Taberner, crollato dopo un primo set molto lottato, finendo per perdere con lo score di 7-5 6-2.

In finale Vilella Martinez ha trovato dall’altra parte della rete il giovane di Taipei Chun Hsin Tseng, alla prima finale challenger, raggiunta a sorpresa su terra a suon di vittorie convincenti su avversari di spessore come Muller, Martin e Zapata Miralles. Ottima la partenza del diciottenne anche in finale, salito 4-1 dopo pochi minuti con tantissimi vincenti da fondocampo con entrambi i fondamentali, ma da quando Vilella ha trovato più profondità nei colpi e ha iniziato ad attaccare maggiormente, Tseng non ha saputo trovare le giuste contromisure e con un parziale di 11 games a 2 lo spagnolo ha vinto col punteggio di 6-4 6-2.

Finale: M. Vilella Martinez b. C. Tseng 6-4 6-2

Challenger Tampere (Finlandia, terra battuta, €46.600)

Nonostante i fratelli Mikael ed Elias Ymer siano le uniche speranze del panorama svedese da qualche anno a questa parte, probabilmente per le troppe aspettative riposte su entrambi, nessuno dei due è mai riuscito a superare in carriera la barriera dei primi 100 giocatori al mondo ma con questo successo Mikael ci si avvicina significativamente approdando al numero 108 del ranking ATP. Cinque incredibili battaglie, tutte dalla durata di oltre 2 ore con 3 set giocati, sono valse al ventenne svedese il secondo sigillo a livello Challenger, il primo su terra battuta. Durante tutta la settimana il giovane svedese ha espresso un tennis molto solido, che di sicuro non emoziona e non ruba l’occhio, ma che specialmente su questa superficie può consentirgli di scalare il ranking di almeno altre quaranta-cinquanta posizioni.

I primi due match, vinti in lotta con Van De Zandschulp e Niklas Salminen, sono stati di livello sicuramente inferiore rispetto a quanto mostrato dai quarti di finale in poi, con avversari di tutto rispetto come Krstin e Rola, battuti rispettivamente per 7-6 e per 7-5 al terzo, giocando in modo eccellente i punti decisivi. Nell’atto conclusivo la finale è stata condizionata dalla mancanza di continuità di Tallon Griekspoor, che è ricorso anche ad un medical time out ma non è mai riuscito ad esprimere il suo miglior tennis mischiando qualche accelerazione vincente a tanti, tantissimi errori non forzati, che hanno permesso al giovane svedese di prevalere con lo score finale di 6-3 5-7 6-3.

Finale: [3] M. Ymer b. [9] T. Griekspoor 6-3 5-7 6-3

Andrea Pellegrini Perrone

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Challenger Cordenons: Andrea Vavassori frenato dalla pioggia, a vincere è Zhang

Il tennista torinese, dopo la vittoria in doppio, perde una finale dove purtroppo la sfortuna ha avuto un ruolo fondamentale. La Cina domina anche a Lexington con Juncheng Shang

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Zhang Zhizheng - Cordenons 2022
Zhang Zhizheng - Cordenons 2022 (Facebook)

Al Challenger di Cordenons c’è stato un protagonista tanto bravo quanto sfortunato: Andrea Vavassori. Il 27enne tennista torinese dopo un sabato da leone in cui ha prima regolato Nicolas Moreno De Alboran (n.374 ATP) col punteggio di 6-7(5) 6-1 6-4, e poi è tornato in campo, ‘dopo una ragionevole sosta’, come recitano in questi casi i programmi ufficiali, per vincere il titolo di doppio. In coppia col ritrovato Dustin Brown ha battuto i serbi Ivan e Matej Sabanov (teste di serie n.1) col punteggio di 6-4 7-5. Per Andrea è stato il 12esimo trofeo Challenger accompagnato dal nuovo best ranking di doppio alla posizione n.63 ATP. Una notte di relax e poi tutti i pensieri sono andati a Zhizheng Zhang che lo aspettava per la finale. Match che si prospettava non facile perché il 25enne cinese (n.197 ATP) è un tipo tosto, uno che non attira su di sé i riflettori ma, quatto quatto, alle fasi finali dei tornei lui ci arriva spesso. L’azzurro parte fortissimo e già nel terzo game ottiene un break a zero. Sul 4-2 Andrea conquista il secondo break con un bel passante di rovescio, per poi chiudere al primo set point. Non c’è niente da fare, in questo momento se Andrea è in giornata non ce n’è proprio per nessuno. Lui gioca in una sorta di trance agonistica e gli avversari spesso non sono pronti a controbattere i suoi schemi del tutto inusuali nel tennis omologato dei giorni nostri (‘Il panda del serve and volley’ l’ha chiamato un mio illustre collega). In altre parole non è facile alzare lo sguardo e ritrovarsi sempre aggrappato a rete questo ragazzone di 191 cm che dà del tu alla palla e non ne vuole sapere di scambi prolungati. Il discorso sembra già se non chiuso perlomeno ben avviato, senonché a questo punto ci mette lo zampino la sfortuna, sotto le sembianze di un violento scroscio di pioggia che rimanda tutti negli spogliatoi per oltre un’ora.

Giusto il tempo per raffreddarsi e farsi scivolare di mano l’inerzia della partita. Infatti alla ripresa del gioco le cose sono cambiate: Andrea appare meno incisivo al servizio, più falloso e dunque meno sicuro nell’applicazione dei propri schemi. Soprattutto colpa della pioggia che ha appesantito il campo e ha cambiato gli equilibri, come ci ha detto lo stesso Vavassori al termine del match. E’ lesto ad approfittarne il suo avversario che sale molto di livello e dimostra, a dispetto dei suoi 25 anni, di essere uno già molto esperto (non a caso a 15 anni era già professionista). Dopo che l’italiano ha annullato un set point servendo sul 4-5, si arriva al tie-break dove il cinese non lascia alcuna chance al suo avversario. Il parziale decisivo inizia così sotto i peggiori auspici, confermati nel quinto game quando Vavassori spara fuori un diritto incrociato in maniera del tutto gratuita e perde il servizio. E’ praticamente la fine del match che infatti termina velocemente, al netto di un’altra breve sospensione per pioggia. Per Zhang è il terzo titolo Challenger in carriera, per Andrea è la seconda sconfitta consecutiva in finale dopo quella di San Benedetto. Temiamo che il nuovo best ranking alla posizione n.176 non sia sufficiente a consolarlo. Rimane però la consapevolezza di vivere la miglior estate della sua carriera e di essere diventato ormai un protagonista assoluto a livello Challenger, pronto per spiccare il volo verso altri traguardi, a partire dalle prossime qualificazioni degli US Open.

Al Challenger 80 di Lexington (contea di Fayette, stato del Kentucky) non erano presenti italiani in tabellone ma c’era, eccome se c’era, il 17enne cineseJuncheng Shang che ha raggiunto la finale attraverso un percorso tutt’altro che facile (tre delle quattro vittorie ottenute al terzo set). Il ragazzino studia da fenomeno all’IMG Academy di Bradenton in Florida, dove tuttora non capiscono come da un padre ex calciatore e una madre campionessa di tennis tavolo sia uscito un talento del genere. Comunque sia Juncheng l’anno scorso, mentre diventava n.1 al mondo tra gli juniores, iniziava anche a riempire la bacheca dove al momento fanno bella mostra di sé quattro titoli Futures. Da questa sera fa loro compagnia il trofeo Challenger di Lexington che il teenager ha portato a casa, con estrema facilità, liquidando l’ecuadoregno Emilio Gomez con un doppio 6-4. Per lui ovviamente anche il nuovo best ranking alla posizione n.241, terzo cinese in classifica. 

 

In Repubblica Ceca (Liberec, terra battuta) la finale tra Jiri Lehecka e Nicolas Alvarez Varona (n.269 ATP) si è conclusa senza sussulti a favore del beniamino di casa che ha chiuso la pratica con un doppio 6-4 in poco meno di un’ora e mezza. Il 20enne n.65 del mondo aveva sicuramente sofferto di più in semifinale contro il francese Perricard (6-4 6-7 7-6) e oggi non è che abbia dominato ma ha semplicemente fatto tutto un po’ meglio del suo avversario, confermando una solidità che lo porterà lontano. Intanto questo suo terzo successo Challenger (Tampere e Bucarest i precedenti dello scorso anno) lo proietta al n.59 ATP, suo nuovo best ranking. 

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Presentati i 29esimi Internazionali di Tennis San Marino Open: in tabellone Cecchinato, Zeppieri e Nardi

Prenderà il via domenica 7 con le qualificazioni il Challenger 90 del Titano, con numerosi italiani ai nastri di partenza. Il Segretario di Stato per il Lavoro Lonfernini: “In futuro possiamo guardare ancora più in alto”

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Presentazione degli Internazionali di Tennis “San Marino Open” (foto Ufficio stampa San Marino Open)

Il circuito del grande tennis internazionale sta per fare di nuovo tappa sul Titano. A dodici mesi di distanza dal ritorno in calendario, dopo un’attesa durata sette anni, da domenica 7 (con le qualificazioni) a domenica 14 agosto i campi del Centro Tennis Cassa di Risparmio ospiteranno infatti gli Internazionali di Tennis “San Marino Open”, Challenger 90 (€ 67.960 il montepremi).

“Ora siamo qui a lanciare un Challenger, ma non è detto che in prospettiva non si possa guardare più in alto” ha affermato Teodoro Lonfernini, Segretario di Stato per il Lavoro e lo Sport. Neppure tanto velato il riferimento al sogno di rientrare nel circuito ATP Tour.

Il Presidente della Federazione Tennis di San Marino Christian Forcellini ha aggiunto: ”Dopo una pausa di diversi anni per varie vicissitudini, grazie alla caparbietà della Federazione e alla vicinanza delle istituzioni siamo riusciti a riportare in calendario gli Internazionali. Una manifestazione non solo sportiva ma anche turistica per come coinvolge tutte le strutture ricettive del territorio. E soprattutto una manifestazione tutta sammarinese, per le maestranze e i servizi impegnati, e di questo sono orgoglioso”.

 

Ad addentrarsi negli aspetti tecnici è stato proprio il direttore del torneo Alessandro Costa. “Abbiamo in tabellone nove giocatori tra i primi 200 del mondo, in linea con altri tornei di questa categoria. In cima all’entry list spicca il nome dello spagnolo Carlos Taberner, specialista di questa superficie come indicano i 5 titoli Challenger vinti sul rosso e a caccia di un acuto per rientrare tra i top 100 della classifica mondiale, lui che ha un best ranking da n.85. Segnalo il gradito ritorno di Marco Cecchinato, che proprio a San Marino nel 2013 ha conquistò il suo primo titolo importante.

Un altro ex vincitore è l’olandese Robin Haase, a segno nel 2010. E poi ci sono i Next Gen azzurri: Giulio Zeppieri, che meno di due settimane fa è stato protagonista al torneo ATP di Umago raggiungendo le semifinali dalle qualificazioni e tenendo testa per tre ore allo spagnolo Carlos Alcaraz, n.4 del mondo; il pesarese Luca Nardi, classe 2003 vincitore quest’anno dei Challenger di Forlì e Lugano, e Matteo Arnaldi. Gli altri italiani ammessi per classifica sono Lorenzo Giustino e Federico Gaio. A questi si aggiungono grazie ad altrettante wild card Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, mentre per ufficializzare il terzo invito per il main draw aspettiamo fino al sorteggio. Nelle qualificazioni, per ora, le wild card sono state assegnate al davisman sammarinese Marco De Rossi, al riminese Manuel Mazza, rivelazione della passata edizione, e a Stefano Napolitano, con una quarta ancora da decidere”.

I biglietti da lunedì 8 a giovedì 11 costano 10 euro (domenica 7 ingresso gratuito per le qualificazioni), poi da venerdì 12 a domenica 14 il prezzo è 15 euro.

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Al Challenger di Cordenons sono quattro gli italiani che approdano ai quarti di finale

Vavassori, Arnaldi, Bellucci e Pellegrino propongono un’altra puntata del magic moment del tennis italiano

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Andrea Pellegrino - ATP Challenger Roma 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Cambiano i nomi ma il tennis italiano continua a proporre nuovi volti e nuove storie sul palcoscenico del grande tennis. Al Challenger 80 di Cordenons l’impresa è quella di Andrea Pellegrino che, reduce da un periodo di alti e bassi dopo l’impresa di Vicenza, riesce a battere la prima testa di serie, quel Laslo Djere che non è mai stato tenero coi tennisti italiani (chiedere a Musetti per referenze). Partita complicata che l’azzurro ha fatto sua col punteggio di 6-2 5-7 6-1. Adesso troverà ad aspettarlo il vincente tra Gulbis e Muller, con il conforto del nuovo best ranking (che al momento dovrebbe essere al n.164 ATP).

Accede ai quarti anche Mattia Bellucci che non lascia chance né a Camilo Ugo Carabelli (6-2 6-4) né a Damir Dzumhur (6-2 6-1), raggiungendo un traguardo che all’inizio di questa straordinaria stagione (48 vittorie e solo 15 sconfitte) era difficile ipotizzare. Come era difficile immaginare la continuità di rendimento che sta mettendo in mostra il sanremese Mattia Arnaldi che ha prima eliminato un Flavio Cobolli in fase di ripiegamento e poi ha inflitto un netto 6-0 6-3 all’argentino Andrea Collarini.

Nei quarti Bellucci sarà protagonista di un derby crudelissimo contro Andrea Vavassori che, da parte sua, ha regolato il forte portoghese Joao Domingues (n.316 ATP che ha superato le qualificazioni) con un doppio tie-break. Il torinese è stato bravissimo a gestire i momenti di difficoltà che non sono certo mancati. Soprattutto in un primo set dove i servizi hanno ballato parecchio (quattro break a testa) e sul 5-6 si è trovato a dover fronteggiare due set point, salvati i quali si è poi aggrappato al tie-break, portandolo a casa 8-6, non senza difficoltà. Copione non dissimile nel secondo parziale in cui, sempre sul 5-6, Domingues ha un altro set point su cui il piemontese batte bene ma incespica mentre scende a rete. Per sua fortuna il passante del portoghese è maldestro e finisce fuori. E il secondo tie-break avrà ancora meno storia del primo. Con questo risultato Andrea abbatte il muro dei top 200.

 

Al Challenger 80 di Liberec (Repubblica Ceca, terra battuta) c’era un solo italiano in tabellone: Lorenzo Giustino che segue spesso percorsi eccentrici rispetto ai suoi colleghi e connazionali. Sarà forse il retaggio della sua adolescenza trascorsa in Spagna, sarà una questione di carattere, comunque sia Liberec non ha detto bene al tennista napoletano che si è fatto sorprendere all’esordio dal qualificato Sumit Nagal (n.552 ATP) col punteggio di 6-3 2-6 7-6(3). Il tennista indiano non ha fatto niente di straordinario (cosa del resto che mai gli è riuscita in carriera), lasciando che fosse l’azzurro a mettersi nei guai con le sue mani con i suoi 10 doppi falli e i sei break concessi. Ai quarti di finale accedono ben tre cechi e uno slovacco, insomma il torneo è roba loro. Soprattutto se consideriamo che Jiri Lehecka (n.65 ATP e prima testa di serie) e Tomas Machac (n.149 ATP) sono molto probabilmente i grandi favoriti del torneo, a meno che il portoghese Nuno Borges (n.106 ATP), reduce da un momento non particolarmente brillante, non stia preparando una delle sue sorprese come quando in aprile trionfò al Challenger di Barletta.

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