Kuznetsova ruggisce ancora: è in finale a Cincinnati. Incontrerà Madison Keys

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Kuznetsova ruggisce ancora: è in finale a Cincinnati. Incontrerà Madison Keys

La russa gioca un altro grande match e dispone agevolmente di Barty, forse rallentata da un problema alla caviglia. 42esima finale in carriera per lei

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Svetlana Kuznetsova - Cincinnati 2019 (via Twitter, @WTA)

Continua la settimana da favola di Svetlana Kuznetsova. La russa, grazie al suo tennis vario e solido, si guadagna l’accesso alla finale di Cincinnati sconfiggendo in due comodi set la numero due del mondo Ashleigh Barty. Una prestazione davvero molto solida della russa che per la prima volta in carriera elimina tre top 10 nello stesso torneo (Stephens e Pliskova le altre due). Questa vittoria le vale la 42esima finale della carriera (18-23 il bilancio) e un salto in avanti di almeno 91 posizioni (numero 62), in attesa ovviamente del verdetto di domenica. Barty invece, probabilmente rallentata da un problema alla caviglia destra, manca il sorpasso a Naomi Osaka che mantiene dunque la vetta della ranking WTA per appena 105 punti. 

La partita in realtà inizia con un parziale di otto punti a due in favore di Barty che la portano sul 2-0. Kuznetsova sembra un po’ contratta, ma un paio di imprecisioni dell’australiana la rimettono in carreggiata. Dal 2-2, la situazione si inverte completamente: Kuznetsova gioca a braccio sciolto, mischiando benissimo le carte come suo solito, mentre Barty appare un po’ pesante nei movimenti e finisce sempre per sbagliare prima dell’avversaria. La russa piazza vincenti da entrambi i lati del campo e sulle ali dell’entusiasmo trova un secondo break, cui ne segue immediatamente un terzo. Sotto 5-2, Barty chiede un medical time out per farsi fasciare la caviglia destra. Probabilmente era questa la causa dei movimenti non proprio brillanti dell’australiana. Dopo il cambio di campo, Kuznetsova tiene agevolmente il servizio e in meno di mezz’ora si aggiudica il primo set col punteggio di 6-2

In avvio di secondo set, Kuznetsova allunga a otto la striscia di game consecutivi vinti, aiutata sempre dagli errori di una Barty a mezzo servizio. La russa, forte del vantaggio, ora gioca al risparmio i game in risposta e questo permette all’australiana di tornare finalmente a muovere il punteggio. Entrambe difendono abbastanza comodamente i turni di servizio. Barty tenta di accorciare il più possibile gli scambi ricorrendo sempre più insistentemente allo slice e variando al servizio, ma purtroppo in fase di risposta è vittima inerme dei colpi angolati di Kuznetsova. Senza sussulti dunque si arriva al 5-4 con la russa che tiene il servizio a zero e vola verso una inaspettata quanto meritata finale

 

LA “CHIAVE” DELLA STAGIONE – Dopo una primavera ed un’estate largamente deludenti (“solo” un quarto di finale al Roland Garros in mezzo a tante sconfitte al primo o al secondo turno) Madison Keys ha trovato la quadratura del suo gioco nella campagna dell’Ohio, raggiungendo per la prima volta in carriera la finale del Western&Southern Open di Cincinnati. La sua vittoria su Sofia Kenin (7-5, 6-4 in un’ora e 21 minuti) rappresenta la fine di un periodo negativo, che era iniziato dopo l’affermazione a Charleston in primavera, e la dimostrazione che qualcosa può essere scattato nel suo gioco. “Questa stagione ci sono stati momenti in cui sono riuscita ad ingranare con il mio gioco e altri in cui sono andata vicina a vincere partite ma non sono riuscita a mischiare tutti gli ingredienti del mio tennis nella maniera giusta – aveva detto Keys dopo il suo quarto di finale – Credo che rimanere calma e fiduciosa nei miei mezzi, sapendo che avevo fatto il lavoro necessario sul campo e in palestra sia stata la chiave per far sì che le cose ingranassero”. E sicuramente si può dire che in questo sabato pomeriggio a Cincinnati il suo gioco ha ingranato, mettendo a segno ben 14 ace e portando a casa ben l’83% di punti con la prima di servizio.

Partenza a tutto gas di Keys, che facendo leva sul suo solito tennis di potenza toglie la possibilità a Kenin di imbastire qualunque trama e va subito avanti di un break sul 3-1. Madison rintuzza gli attacchi dell’avversaria, che nel game seguente ha la chance del controbreak e si issa 4-1. Kenin, però, è in un ottimo momento di forma e in grande fiducia e non si dà per vinta: sul 3-5 approfitta di alcuni errori da fondocampo di Keys per ottenere il controbreak, e subito dopo, sul 4-5, annulla con grande coraggio due set point con altrettanti colpi vincenti. Due giochi più tardi, però, Keys arriva di nuovo a set point, e questa volta un rovescio in rete di Kenin chiude il primo parziale in favore di Madison dopo 43 minuti.

La partita è molto spezzettata, nessuna delle due riesce a dare continuità alla sua azione e anche se il match è stato ritardato di quasi tre quarti d’ora per uno scroscio, la temperatura è ancora molto calda e l’aria umida e pesante. È sempre più evidente che il match è sulla racchetta di Keys, che quando riesce a sviluppare con continuità la potenza dei suoi colpi non trova risposta dall’altra parte della rete. Per due volte Madison va sotto di un break, e in entrambe le occasioni riesce a recuperare rapidamente grazie alle sue accelerazioni da fondo. Kenin prova a rompere il ritmo con qualche slice e palla corta, soprattutto dalla parte del rovescio, ma spesso non ha proprio il tempo di giocare i suoi colpi. Sul 5-4 in suo favore Keys si procura due match point con una sequenza di palla-corta di rovescio a uscire e passante in cross slice dall’altro lato. Due punti più tardi esce il grido di “come on” che sancisce il suo ritorno alla semifinale di un Premier dopo il torneo di Charleston lo scorso aprile.

In finale contro Svetlana Kuznetsova, contro la quale non ha mai perso un set in tre precedenti confronti diretti (che sono però tutti piuttosto datati) cercherà di vincere il titolo più prestigioso di questa stagione.

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WTA Seoul: Alexandrova in semifinale in rimonta, facile Muchova

La russa rimonta un set a Ahn e sfiderà Linette in semifinale. La ceca lascia supera Hon con un doppio 6-3 e se la vedrà con Wang

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Definite le quattro semifinaliste del WTA International di Seoul. Gli incontri sono stati tutti a senso unico tranne quello che ha visto trionfare la seconda testa di serie Ekaterina Alexandrova sulla wild card Kristie Ahn. Il primo set è stato combattutissimo fino al tiebreak, nel quale la statunitense ha dilagato senza concedere nemmeno un punto ad Alexandrova. La russa si è presa il secondo set con un unico break nel settimo gioco e poi ha rimontato un break di svantaggio nel terzo chiudendo l’incontro con il punteggio di 6-7 6-4 6-4.

La sua prossima avversaria sarà Magda Linette, testa di serie numero quattro, che ha disposto piuttosto agevolmente di Kirsten Flipkens (6-2 6-4). Sarà il primo incontro tra queste due giocatrici. L’altra semifinale vedrà opposte Karolina Muchova e Yafan Wang (nessun precedente). La prima ha amministrato senza affanni il proprio incontro con Priscilla Hon (6-3 6-3), mentre la cinese ha lasciato appena quattro giochi a Paula Badosa in poco più di un’ora di gioco.

Risultati:

[8] Y. Wang b. P. Badosa 6-1 6-3
[3] K. Muchova b. [Q] P. Hon 6-3 6-3
[4] M. Linette b. K. Flipkens 6-2 6-3
[2] E. Alexandrova b. [WC] K. Ahn 6-7(0) 6-4 6-4

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Italiani

Kenin mette fine all’avventura di Paolini a Guangzhou

Jasmine parte benissimo e vola 5-2, poi viene rimontata e riesce a vincere un solo game. L’assalto alla top 100 è rimandato a Tashkent, la prossima settimana

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Jasmine Paolini (foto San Marco)

Il best ranking era già stato raggiunto, e anche se un’altra vittoria le avrebbe garantito un passo deciso verso la top 100 Jasmine Paolini può comunque dirsi soddisfatta della sua avventura nel WTA International di Guangzhou, che si è conclusa per la terza volta nel circuito maggiore ai quarti di finale.

La sconfitta è arrivata per mano di Sofia Kenin, numero 20 del mondo e tra le giocatrici che più hanno migliorato il proprio livello di gioco tra stagione precedente e stagione in corso. Il rammarico, se ce ne può essere uno quando si esce sconfitti in due set contro una giocatrice di categoria superiore, è che nel primo set l’italiana si era fatta valere al punto da portarsi immediatamente in vantaggio fino al 5-2, con tre chance di chiudere il set: la prima e l’ultima in risposta, nel mezzo perfino una con il servizio a disposizione. Nello storico del match si legge invece il decisivo 5-0 di Kenin che ha ribaltato set, partita – nel secondo Paolini avrebbe mollato per il 6-1 conclusivo – e vanificato l’ennesima rincorsa dell’italiana alla top 100, che però certo non si interromperà qui.

Dalla 114esima posizione che Jasmine acquisirà da lunedì, la distanza per raggiungere il taglio utile alla qualificazione diretta per l’Australian Open è di appena una decina di posizioni. Lo stato di forma è vantaggioso, il livello di fiducia è ai massimi storici. Provarci è quasi un imperativo morale, fin dalla prossima settimana che vedrà l’italiana impegnata sui campi di Tahskent, sede di un torneo International. Con le giocatrici più forti del mondo a darsi a battaglia a Wuhan (Premier 5), può essere un’altra buona occasione.

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Italiani

Camila Giorgi asfalta Stephens a Osaka: ai quarti c’è Mertens

Prestazione solidissima in risposta dell’azzurra, che lascia all’ex campionessa dello US Open appena tre game. Da migliorare comunque la resa della prima di servizio: appena il 38%. Fuori Bertens e Vekic, Muchova avanza a Seoul

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Camila Giorgi - Osaka 2019 (foto via Twitter, @torayppo)

Camila Giorgi arriva in carrozza ai quarti di finale del Japan Open per il secondo anno consecutivo, lasciando appena tre game alla versione più opaca di Sloane Stephens (numero tre del seeding, in piena crisi di risultati). Il 6-0 6-3 matura in poco più di un’ora, dando vita senza alcun affanno al terzo successo nei cinque scontri diretti. Che l’ex campionessa dello US Open soffra particolarmente gli strappi di inizio gioco dell’azzurra è ormai evidente, ma impressiona un dato: il dominio di Giorgi non ha risentito di 11 doppi falli e del modesto 38% di prime in campo, a cui comunque ha fatto da contraltare un ottimo 80% di conversione con la prima di servizio.

Al contrario, Camila è stata efficacissima in risposta: Stephens ha avuto la peggio in più della metà (54%) dei punti giocati sulla seconda. Su queste basi, il match ha preso subito un indirizzo chiaro: i primi otto game sono finiti tutti nelle mani della numero uno italiana. Che poi ha dovuto solo gestire, conquistando il suo terzo quarto di finale (sfida inedita con Elise Mertens) negli ultimi sei tornei disputati. “Sono stata in grado di mostrare con continuità il mio gioco d’attacco – ha commentato al sito ufficiale WTA -, ho commesso qualche errore, ma questo è da sempre il mio modo di mettere pressione all’avversaria“.

In totale i vincenti (23) superano nelle statistiche ufficiali gli errori non forzati (21). Al netto dei numeri, la numero 54 del mondo ha avuto anche la freddezza di stoppare sul nascere ogni piano di rimonta di Stephens, annullandole tre palle break sul 4-2 nel secondo set. Il servizio perso sul 5-2 è risultato poi ininfluente. Quella contro Mertens, almeno nelle considerazioni della vigilia, sarà tutt’altra partita per la differenza di stili. Camila però, al solito, dà l’idea – almeno nelle dichiarazioni ufficiali – di non preoccuparsi troppo di chi troverà dall’altra parte della rete. “Tutte le partite sono differenti una dall’altra. Io ho solo bisogno di concentrarmi su me stessa e sul mio gioco, non vedo l’ora di tornare in campo“.

Sloane Stephens non è l’unica favorita del seeding a salutare Osaka agli ottavi di finale. Nella giornata di giovedì sono state infatti eliminate anche Donna Vekic e Kiki Bertens, rispettivamente settima e seconda testa di serie. L’olandese si è arresa in due set alla russa Anastasia Pavlyuchenkova, mentre la croata è stata sconfitta dalla wild card giapponese Misaki Doi, che conferma il suo ottimo momento di forma dopo la finale raggiunta la scorsa settimana a Hiroshima.

Risultati:

Y. Putintseva b. [Q] V. Flink 6-1 6-1
C. Giorgi b. [3] S. Stephens 6-0 6-3
[WC] M. Doi b. [7] D. Vekic 7-6(5) 6-3
A. Pavlyuchenkova b. [2] K. Bertens 6-1 7-5

 

SEOUL – Tabellone che si allinea ai quarti di finale anche nell’International di Seoul dopo i tre incontri disputati nella giornata di giovedì. Prosegue la corsa di Karolina Muchova: la 23enne ceca ha lasciato appena cinque giochi alla qualificata ungherese Timea Babos, conquistando così il suo terzo quarto di finale negli ultimi quattro tornei giocati. Ottima la resa del servizio (82% di punti vinti con la prima e una sola palla break concessa in tutto il match) e dei colpi da fondo (22 vincenti a fronte di 15 errori gratuiti). Al prossimo turno troverà un’altra qualificata, Priscilla Hon, uscita vincente dal derby australiano contro la quinta favorita del seeding Ajla Tomljanovic.

Risultati:

P. Badosa b. [Q] P. Tig 6-4 6-2
[3] K. Muchova b. [Q] T. Babos 6-2 6-3
[Q] P. Hon b. [5] A. Tomljanovic 6-3 5-7 6-1

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