Berdych torna in campo a Winston-Salem e batte Seppi

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Berdych torna in campo a Winston-Salem e batte Seppi

Ritorno con vittoria per Tomas Berdych, che da oltre un anno sta lottando con un infortunio alla schiena. “Mi sono dato un’altra chance, vediamo cosa succede”. Oggi esordio di Fabbiano e Cecchinato

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Tomas Berdych - Winston-Salem 2019 (via Twitter, @WSOpen)

Tra la serata di domenica e successiva nottata, hanno preso il via i due tornei di preparazione allo US Open: l’ATP 250 di Winston-Salem e il nuovissimo International di New York, il Bronx Open.

In Carolina del Nord ci sono ben quattro, il primo dei quali ha già esordito e purtroppo è stato eliminato. Si tratta di Andreas Seppi, a cui è toccato il compito di testare la condizione del rientrante Tomas Berdych, che sta convivendo con problemi alla schiena piuttosto importanti da oltre un anno. Da marzo in poi, il tennista ceco è riuscito a scendere in campo solo a Indian Wells e Wimbledon (“Sono sceso in campo solo perché si trattava di Wimbledon, ma non ero in condizioni di farlo” ha raccontato Tomas), rimediando due sconfitte al primo turno. A Winston-Salem ha battuto Seppi con il punteggio di 6-1 3-6 6-3, ritrovando la vittoria dopo quasi sei mesi (primo turno a Dubai, dove ha battuto Ivashka).

È stata molto dura per me, sono passato attraverso molti alti e bassi. Per amore dello sport mi sono dato un’altra opportunità di rientrare, giocare qualche partita qui e poi vedere cosa succede allo US Open. Probabilmente non è stata la mia vittoria migliore, ma contava soltanto vincere“. Tomas rivela come sia stata anche la sua lunga esperienza (è professionista dal 2002) ad aiutarlo a ritrovare la necessaria forza di volontà per rimettersi in gioco. “Se questo fosse successo all’inizio della mia carriera, sarebbe stato davvero frustrante. Quando hai esperienza è più facile affrontare situazioni del genere. Comunque la sto prendendo come una sfida e sto cercando il modo di uscirne. So di poter giocare ancora dell’ottimo tennis se sono in forma e in salute“.

Del resto anche la stagione di Seppi non si sta rivelando indimenticabile, sebbene la stagione su erba (ottavi a ‘s-Hertogenbosch e Halle, secondo turno a Wimbledon) sia stata leggermente migliore di quella su terra, dove l’altoatesino ha raccolto addirittura sette sconfitte al primo turno vincendo appena quattro set in totale. Andreas Seppi farà adesso rotta su New York, in attesa di scoprire (giovedì alle 18) il nome del suo avversario di primo turno allo US Open.

Tornando al torneo di Winston-Salem, lunedì sarà giornata d’esordio per Cecchinato (alle 21 contro Bublik) e Fabbiano, che dovrebbe scendere in campo contro Rublev attorno all’una italiana. Sonego, l’unico a vantare una testa di serie, esordirà martedì.

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

A New York invece il torneo è cominciato a singhiozzo. La pioggia ha infatti consentito lo svolgimento di appena due incontri su quattro programmati, e tra quelli che sono stati rinviati a lunedì c’è anche l’esordio di Camila Giorgi, che avrebbe dovuto affrontare Gasparyan. L’incontro dovrebbe svolgersi attorno alle 18 italiane, ammesso che il meteo non faccia ancora le bizze. Chi vince affronta una tra Zhang (tds n.4) e Petkovic, incontro che aprirà il programma odierno sul campo centrale. Intanto è arrivato il terzo forfait a tabellone compilato dopo quelli di Suarez Navarro e Zheng; si è ritirata anche l’ottava testa di serie Ajla Tomljanovic per un problema agli addominali. In tabellone le lucky loser Siegemund, Golubic e Blinkova.

Il tabellone aggiornato del Bronx Open di New York

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Numeri: Halep ha già timbrato il cartellino, Rybakina è a 25

Le due finaliste del torneo di Dubai protagoniste dei numeri della settimana al femminile. Elena si è arresa solo alla fatica a Doha

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Simona Halep - Dubai 2020 (via Twitter, @DDFTennis)

Dopo l’appuntamento maschile, vi proponiamo anche i numeri più interessanti della scorsa settimana a livello femminile. Sono due, e riguardano due tennista che ci attendiamo protagoniste sul cemento nordamericano di Indian Wells e Miami.

8 – gli anni consecutivi in cui Simona Halep ha vinto almeno un torneo. In un circuito femminile in continuo ricambio, sia ai vertici della classifica (con sette diverse tenniste al numero 1 negli ultimi tre anni) che dal punto di vista generazionale – ci sono cinque giocatrici non ancora 24enni nella top 10, e una sola over 30 nella top 20 – questo risultato della tennista rumena vale molto. L’allieva di Darren Cahill, nata in Romania nel settembre 1991, aggiunge un altro tassello agli elementi che la indicano come la tennista più continua ad alti livelli negli ultimi anni. Non solo ha vinto due Major (solo Osaka può dire di aver fatto altrettanto) ed è la giocatrice ad essere stata per il maggior numero di settimane (64) al numero 1 WTA, ma è anche quella che da più tempo è in top 10 (dal febbraio 2014).

Dal 2013 vince almeno un torneo a stagione: sette anni fa vinse quattro tornei, di cui uno era già un Premier (Mosca), il primo di altri nove (di cui tre Mandatory e tre Premier 5). Per questi motivi, sebbene anche Karolina Pliskova vinca da otto anni almeno un titolo, non può essere paragonata per continuità alla rumena: la ceca ha vinto in totale meno tornei (sedici, invece che i diciannove di Simona) e tra di questi non ci sono Slam e vi figurano appena tre Premier 5. A far compagnia ad Halep c’è anche Petra Kvitova, che distribuisce 24 dei 25 titoli presenti nella bacheca personale in stagioni consecutive, ovvero dal 2011 al 2019: è ancora in corsa a Doha, dove ha la possibilità di arrivare in doppia cifra.

 

25 – le partite giocate da Elena Rybakina nel 2020. La tennista nata a Mosca e cresciuta tennisticamente in Russia, che dal 2018 gioca per la federazione kazaka, è la tennista che ha disputato più partite in queste prime settimane dell’anno. Elena aveva iniziato a palesarsi nel giugno 2019 con la semifinale a S’Hertogenbosh per poi affermarsi il mese successivo, con la vittoria dell’International di Bucarest da numero 106 del mondo. Il suo approdo tra le grandi non sorprende: da junior è stata numero 3, ha raggiunto le semifinali all’Australian Open e al Roland Garros e ha vinto il Bonfiglio, superando in finale Iga Swiatek. I primi segnali li aveva lanciati già a fine 2017, qualificandosi al main draw di Mosca e, soprattutto, a inizio 2018, quando a San Pietroburgo sconfisse l’allora 7 WTA Caroline Garcia, spingendosi poi sino ai quarti. Grazie a una programmazione sapiente nei tornei secondari – a settembre Elena aveva fatto finale anche a Nanchang – pur sconfiggendo durante tutto l’anno una sola top 50, aveva chiuso il 2019 tra le prime 30.

Elena Rybakina a Bucarest

Nel 2020 ha dimostrato di aver apportato ulteriori miglioramenti al suo tennis: dopo aver perso contro Alexandrova la finale a Shenzhen, ha vinto l’International di Hobart, raggiunto gli ottavi a Melbourne e fatto finale al Premier di San Pietroburgo e a quello di Dubai, perdendo solo contro Barty, Halep e Bertens. Risultati che l’hanno catapultata al 17° posto del ranking femminile: tra le tenniste più giovani di lei, l’unica a precederla in classifica è una certa Bianca Andreescu. Un piazzamento che in queste settimane ha dimostrato di meritare con vittorie prestigiose come quella su Mertens a Shenzhen, ma soprattutto per quanto ha fatto a Dubai, dove ha superato due top ten – Kenin (6-7 6-3 6-3) e Karolina Pliskova (7-6 6-3). In finale – dopo una lotta di due ore e mezza conclusa con il rimpianto di aver sprecato un vantaggio di un break nel terzo set e di un mini-break nel tie-brak decisivo – si è arresa con tantissimo onore a una campionessa esperta come Halep, vincitrice col punteggio di 3-6 6-3 7-6. Poi non ha rinunciato al Premier 5 di Doha, dove ha vinto due partite molto sofferte contro Cirstea e Van Uytvanck prima di arrendersi alla fatica e rinunciare all’ottavo di finale con Barty, riservando un saggio pensiero all’imminente Sunshine Double.

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Davis: Australia senza gli infortunati Kyrgios e De Minaur

Il capitano Lleyton Hewitt dovrà fare a meno contro il Brasile dei suoi due migliori giocatori. Peers e Bolt i sostituti per la sfida sul cemento di Adelaide

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

L’Australia sarà forzatamente priva dei suoi due migliori giocatori nella sfida di Coppa Davis contro il Brasile. Ad Adelaide, la prossima settimana, il capitano Lleyton Hewitt non potrà fare affidamento sugli infortunati Nick Kyrgios e Alex De Minaur. “Quando abbiamo annunciato le convocazioni eravamo fiduciosi sulla loro presenza – ha dichiarato Hewitt -, ma abbiamo visto come ad Acapulco entrambi abbiano avuto problemi: una lesione addominale per De Minaur (ko al primo turno contro Kecmanovic, ndr) e il polso dolorante per Kyrgios che è stato costretto al ritiro. E’ giusto che riposino e si concentrino sul loro recupero“. A sostituirli saranno John Peers (doppista di lungo corso della Davis Aussie, in campo nelle ultime Finals madrilene) e Alex Bolt, per il quale arriva così la prima convocazione. A completare il team John Millman, Jordan Thompson e James Duckworth.

Si giocherà sul cemento outdoor del Memorial Drive Tennis Centre, con le assenze che rendono leggermente più aperto un pronostico comunque orientato a favore dei padroni di casa. Per il Brasile, il capitano Jaime Oncins potrà contare sul solo Thiago Monteiro come top 100 (88 ATP). Completeranno il gruppo Joao Menezes, Thiago Seyboth Wild, Felipe Meligeni Rodrigues Alves e Marcelo Demoliner. L’Australia ha sempre vinto nei tre precedenti. In palio, nelle sfide di qualificazione del 6/7 marzo, 12 posti alle Davis Cup Finals 2020.

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Ad Acapulco prima semifinale WTA per Zarazua, Fernandez e Xiyu Wang

La messicana (numero 270 WTA) non smette di sognare e vuole regalare il titolo alla sua gente. Anche Heather Watson tra le ultime quattro. Il tabellone è aperto a qualunque risultato

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Renata Zarazua - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Se le semifinali del WTA di Acapulco non sono le più sorprendenti della stagione, poco ci manca. Dopo l’uscita delle prime cinque teste di serie ancora prima dei quarti di finale, il tabellone si apriva a scenari imprevedibili, tutto a favore di chi non è solito trovarsi ancora in gioco nel weekend di un torneo WTA. In particolare parliamo delle due semifinaliste della parte alta, Leylah Fernandez e Renata Zarazua. La prima, canadese, classe 2002, ai limiti della top 200 prima del torneo, ha vinto la sfida tra teenager contro Anastasia Potapova, raggiungendo la sua prima semifinale a livello WTA. È il terzo grande traguardo che raggiunge quest’anno, dopo il debutto in un torneo del Grande Slam a Melbourne e la prima vittoria su una top 5 (Bencic in Fed Cup).

Renata Zarazua è invece la star del torneo per il pubblico messicano. La giocatrice di casa sta vivendo un sogno: in tabellone da wild card, vittoria sulla numero uno del tabellone Stephens al primo round e ora la prima semifinale in carriera nel circuito maggiore. La 22enne nativa di Città del Messico ha battuto in tre set la slovena Tamara Zidansek, contro la quale aveva perso un precedente nobile al Roland Garros 2018. Zarazua diventa così la prima semifinalista messicana in un torneo in Messico dal 1993, quando Angelica Gavaldon raggiunse il penultimo atto a San Juan.

Nell’altra semifinale giocherà l’ultima testa di serie rimasta in gara, Heather Watson (la settima). La ragazza britannica ha vendicato la sconfitta di quattro anni fa ad Acapulco contro Christina McHale, battuta 6-1 al terzo set. Per Watson è la seconda semifinale del 2020 (a Hobart è stata sconfitta a un passo dalla finale da Rybakina). La qualificata Xiyu Wang, 18 anni, si è conquistata la possibilità di lottare per un posto nell’ultimo atto battendo nel derby cinese Lin Zhu con un doppio 6-2. Sarà anche per lei l’esordio in una semifinale WTA e in caso di vittoria potrebbe entrare tra le prime cento giocatrici del mondo.

Risultati:

[WC] R. Zarazua b. T. Zidansek 6-2 3-6 6-2
[Q] L. Fernandez b. A. Potapova 6-3 7-5
[7] H. Watson b. C. McHale 6-3 1-6 6-1
[Q] X. Wang b. [6] L. Zhu 6-2 6-2

Il tabellone aggiornato

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