US Open: un Medvedev mezzo rotto fa pace col pubblico e va in semifinale

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US Open: un Medvedev mezzo rotto fa pace col pubblico e va in semifinale

NEW YORK – Daniil rischia il ritiro, ma resiste e batte Stan Wawrinka, anche lui non al meglio. “Grazie a tutti, e scusate”. Prima semifinale Slam, attende Federer o Dimitrov

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Daniil Medvedev - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

da New York, il nostro inviato

[5] D. Medvedev b. [23] S. Wawrinka 7-6(6) 6-3 3-6 6-1

Che Stan Wawrinka e Daniil Medvedev, in campo poco dopo le 15 sull’Arthur Ashe per il primo quarto di finale della parte alta del tabellone, non fossero al loro meglio, si è capito quasi subito. Alcuni colleghi della stampa svizzera riferivano di un malessere generale, probabilmente un mal di stomaco, accusato da Stan subito dopo la fine della partita con Djokovic. Era stata anche annullata una conferenza prevista per ieri. Da parte sua, il sempre più incerottato Daniil mostra di non muoversi con grande scioltezza, si fa fasciare dal fisioterapista la coscia sinistra dopo pochi game, e giustamente tira tutto quello che può, a partire del servizio. Alla fine, però, a prevalere sarà proprio Medvedev: 19esima vittoria nelle ultime 21 partite, giocate nello spazio di appena 35 giorni (che produce una spaventosa media di una partita ogni giorno e mezzo, o giù di lì) con appena due sconfitte, contro Kyrgios e Nadal, entrambe le volte in finale.

 

LA PARTITA – Il primo set vede un break iniziale subìto da Wawrinka, che sbaglia molto da fondocampo, specialmente di rovescio (7 gratuiti con quel colpo), mentre Medvedev spara fortissimo evitando le lunghe rincorse, ma commette diversi doppi falli (ben 9 nel parziale) spingendo in modo scriteriato anche le seconde palle. L’idea di evitare gli scambi è chiara. Sul 5-4, alla battuta per chiudere, il russo commette tre brutti errori, e si fa raggiungere da Stan, che alterna buone cose a sbagli grossolani. Si arriva al tie-break, dove lo svizzero si arrampica a set-point sul 6-5, ma lo fallisce con un gratuito di dritto. Daniil ringrazia, incassa, e tre punti dopo chiude: un set a zero per lui.

L’impressione è che Stan potrebbe e dovrebbe fare di più, almeno finora (11 vincenti, 10 errori per lui, 15/21 per Medvedev, non un bel set) mentre Daniil pare sciogliersi sempre di più man mano che passa il tempo. Si vede qualche bel tocco del russo a rete, con le palle corte e con il pallonetto; magari i muscoli indolenziti si sono definitivamente scaldati. Sta di fatto che nel quarto game lo svizzero subisce ancora break, con due dritti consecutivi messi fuori, mentre Medvedev azzecca una grande risposta di rovescio: siamo 3-1. Per il resto del parziale il russo sale decisamente di livello e non concede alcuna palla break, premurandosi anche di evitare gli allunghi estremi e riuscendo comunque a commettere appena quattro errori nell’intero parziale. Il 6-3 è inevitabile, Wawrinka adesso appare decisamente nervoso, e lo si può capire.

La reazione di Stan-The-Man arriva a inizio terzo set, per la verità favorita da due doppi falli di fila di Daniil, che perde il servizio nel secondo game. Ringalluzzito, Wawrinka molla quattro pallate delle sue e sale 3-0. Ora entrambi stanno servendo bene, però Medvedev – se si esclude un 15-30 nel settimo game – non riesce più a insidiare la battuta dell’avversario. Fino al game che conclude il terzo parziale. Qui Stan combina una frittata tremenda: arriva a set-point e spara un metro largo un dritto a campo totalmente aperto, perfino Daniil non crede ai suoi occhi. Un ace di Wawrinka cancella una palla del 5-4, picchiando come un fabbro Medvedev se ne conquista una seconda ma lo slice al centro salva ancora lo svizzero. Errore di rovescio per Stan, terza palla del contro-break, ma un dritto scappa di nulla a Daniil che ha finito i challenge e non può contestare la chiamata del giudice di linea. Un secondo set-point viene fallito male dallo svizzero (rovescino tagliato che vola lungo), arriva la quarta palla break, cancellata da uno smash di Wawrinka. Due punti dopo, il rovescio in rete di Medvedev consegna il terzo set a Stan, ma che fatica.

Le statistiche ora vedono Wawrinka molto migliorato, in tutto siamo a 34 vincenti e 30 errori, meno bene Daniil con 26/33 (e 11 doppi falli), però il russo evidentemente ha piazzato meglio i suoi punti, ovvero nei momenti importanti, se è vero che ne ha fatti 99, tre in meno di Wawrinka che pure è sotto di un set.

“Sono fortunato ad avere due giorni interi di riposo, nemmeno me lo ricordavo. Penso che per la semifinale sarò a posto”

EPILOGO – Il quarto set inizia malissimo per Wawrinka, che sullo 0-1 gioca un orribile game condito da erroracci di rovescio, in particolare una volée facile affondata sotto il nastro, e perde la battuta mandando Medvedev avanti 2-0. Un gran recupero di Daniil (ma ancora Stan incerto sottorete) lo salva dal contro-break, un paio di strepitose accelerazioni di dritto e di rovescio gli danno il 3-0. La partita è diventata molto divertente, almeno a tratti. Medvedev, indolenzito finché si vuole, si è decisamente sciolto giocando; magari stasera non potrà alzarsi dal divano, una volta raffreddato, ma tant’è. Strepitoso con un guizzo a rete, il russo sale 4-1, brekka ancora uno sconfortato Wawrinka e chiude 6-1 senza accusare altri cedimenti. Si tratta della prima semifinale Slam per lui. Il pubblico del centrale lo applaude, ci sono anche fischi, ma molti meno che nelle precedenti occasioni. Una cosa è certa, il giocatore dell’estate americana è lui.

Medvedev a fine match, cercando di recuperare un po’ del credito perso con il pubblico: “Penso che il match sia stato strano, pensavo perfino di ritirarmi alla fine del primo set, mi dispiace per Stan, so che è difficile giocare contro un avversario infortunato. Nel primo game ho sentito tirare il quadricipite, mi hanno fasciato e dato un antidolorifico, che pian piano ha fatto effetto. Al pubblico posso dire due parole: siete elettrici, e controversi, so che ho fatto cose non belle, e nonostante questo c’è ancora chi mi sostiene, io cerco solo di essere me stesso. Quindi scusate, ragazzi, e grazie! (applausi).

Il coach di Medvedev, Gilles Cervara, tranquillizza sulle condizioni fisiche di Daniil: “Conosco il problema che ha avuto alla gamba, gli è già successo, non dovrebbe essere nulla di grave, con due giorni di riposo lo sistemeremo senza problemi”.

In conferenza stampa, invece, un Wawrinka comprensibilmente deluso ma tutto sommato tranquillo si è espresso così, senza recriminare troppo per presunte sceneggiate dell’avversario: “L’ho visto giocare negli ultimi match, è chiaro che ha dolore, ma non ha importanza perché ha giocato sempre bene. Anche oggi è stato migliore di me, semplicemente può capitare che alcuni mostrino il disagio più di altri. A rete mi ha detto che era dispiaciuto, e che aveva davvero avuto un notevole fastidio, io gli ho detto che non c’era problema, e gli ho fatto gli auguri per il resto del torneo. Certo che può vincere il torneo, gli mancano solo due match“.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Zverev: “Non penso che molti avrebbero scommesso sulla mia qualificazione”

LONDRA – Il tedesco è pronto per affrontare Thiem, ma è certo che sarà un match complicato. “La più grande sorpresa per me è l’eliminazione di Djokovic”

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Alexander Zverev in conferenza stampa - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

Sascha Zverev non ha tremato alla prova del nove, né ha avuto particolari scrupoli a cancellare dai sogni dei tifosi londinesi la sfida tra Federer e Nadal. Il campione in carica tedesco ha controllato la verve di Medvedev, approfittato dei suoi errori e si è preso anche la rivincita della recente finale di Shanghai. Zverev giocherà la seconda semifinale consecutiva qui a Londra contro Dominic Thiem, sconfitto solo due volte in sette precedenti.


Puoi spiegarci perché hai deciso di non disputare la coppa Davis la prossima settimana?
L’ho già detto molte volte. Per me con questo formato non è più la coppa Davis. Credo fosse l’evento storicamente più significativo del tennis con i suoi oltre 100 anni di vita e le sfide in casa e in trasferta. La Davis è l’atmosfera, è il giocare partite combattute in tre giorni al meglio dei tre set su cinque. Quella è la Davis per me e non disputarla in una settimana. Quella non è la Davis. Coppa Davis è andare in Australia, Sud America, come facevo io quando era la vera Davis. Spero che la gente capisca che è qualche cosa più dei soldi che ci stanno mettendo sul tavolo. Si tratta della storia del tennis.

 

Quali sono i tuoi pensieri in vista dell’incontro con Thiem?
Sta giocando in modo incredibile. Battere Roger e Novak su questa superficie è speciale e farlo consecutivamente è difficilissimo. Sarà un match molto complicato e non vedo l’ora che arrivi. A dirla tutta sono già felice di essere in semifinale e da qui in avanti vivrò alla giornata.

Quest’anno hai vinto un solo torneo e ora hai la possibilità di vincere questo anche grazie alla rapidità della superficie, nonostante una stagione non straordinaria. Nadal appena nominato numero 1 del mondo è già fuori. Solo uno dei Fab 4 è in semifinale. Tutte queste cose non ti paiono in qualche modo sconfessare quanto è successo nel corso dell’anno?
Non è strano. I più giovani stanno giocando meglio dello scorso anno. La più grande sorpresa per me è Novak eliminato perché le condizioni del campo sono quelle più adatte alle sue caratteristiche. Un’altra sorpresa l’eliminazione di Rafa dal nostro gruppo, per me e Stefanos era dura riuscirci. Non penso che molti ci avrebbero scommesso. Soprattutto sulla mia qualificazione in considerazione della stagione che ho disputato. Però negli ultimi 5 giorni ho giocato a un buon livello. Sarà interessante ora vedere chi vincerà. Magari sarà la prima volta di qualcuno. Mi auguro di confermarmi ma domani mi attende una semifinale durissima. 

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Zverev non trema, batte Medvedev e avanza. Nadal fuori dalle Finals

Il tedesco non sbaglia il match decisivo contro il russo già eliminato. La vittoria in due set gli permette di affrontare Thiem in semifinale. Nadal beffato, saluta il Masters di Londra

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Alexander Zverev - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[7] A. Zverev b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Presentando il match tra Berrettini e Thiem, avevamo scritto che il tennis senza pathos può essere esteticamente bello ma non appassionante. Lo ribadiamo dopo avere visto questa sera Alexander Zverev battere Daniil Medvedev in una partita piacevole ma a nostro avviso priva di pathos. Il tennista russo non aveva infatti sufficienti motivazioni – al di là di quelle economiche – per battere il suo amico tedesco dal momento che era già matematicamente escluso dalle semifinali. E infatti non lo ha battuto. Zverev incassa la vittoria senza eccessiva fatica e tiene così viva la speranza di confermare la vittoria ottenuta nella scorsa edizione.

Toccherà quindi a Stefanos Tsitsipas affrontare Roger Federer domani nella semifinale pomeridiana dove proverà a ripetere la vittoria ottenuta quest’anno agli Australian Open. Il numero 1 del mondo Rafael Nadal, nonostante la splendida vittoria ottenuta oggi contro Tsitsipas, deve invece lasciare per la nona volta il torneo senza averlo vinto.

LA CRONACA – Primo set deciso da un’unica palla break: quella concessa da Medvedev nel game di apertura. Zverev compie invece diligentemente il suo dovere al servizio mettendo in campo mediamente 7 prime ogni 10 seppure senza raggiungere le consuete velocità medie di velocità e, con una sola piccola esitazione nel game finale, in 34 minuti chiude la prima metà dell’esibizione … pardon, della partita

Il secondo parziale offre più emozioni del primo e un tennis qualitativamente migliore. I due giocatori offrono ai presenti uno spettacolo piacevole condito da colpi di squisita fattura. Meritevoli di lode in particolare un passante stretto di rovescio di Medvedev e un diritto in corsa di Zverev rispettivamente nel sesto e nell’ottavo gioco. Nel nono game Medvedev salva un break point grazie ad una grande prima di servizio e subito dopo invoca e ottiene il sostegno sonoro del pubblico che evidentemente spera nel terzo set.

Terzo set che non verrà mai, poiché nel tie-break Medvedev parte bene ma poi commette alcuni errori non forzati che gli costano la sconfitta senza essere mai riuscito a procurarsi una palla break nel corso dell’intero incontro. Nell’intervista del dopo partita a questo proposito affermerà di avere avuto per tutto il torneo grosse difficoltà alla risposta a causa dell’estrema velocità del campo. Medvedev si congeda così dalle Finals con il risultato di tre sconfitte in altrettanti incontri, mentre Alexander Zverev prosegue la sua corsa.

Sabato alle 21 italiane affronterà il primo classificato del girone Borg – Dominic Thiem – e abbiamo la sensazione che dovrà sudare molto più di quanto abbia fatto oggi per superare un avversario contro il quale in passato ha giocato sette volte perdendone cinque, l’ultima delle quali nei quarti di finale del Roland Garros nel 2018. 

 

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Nadal batte Tsitsipas ed elimina Medvedev, poi va fuori anche lui

LONDRA – Quasi tre ore di gran tennis tra Nadal e Tsitsipas, che gioca alla morte nonostante la qualificazione in tasca. Il russo è eliminato… ma era anche l’unica speranza di Rafa

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[1] R. Nadal b. [6] S. Tsitsipas 6-7(4) 6-4 7-5 da Londra, il nostro inviato

Nel Colosseo contemporaneo della vecchia Londinium, l’erede del dio Hermes – in arte Stefanos Tsitsipas – non è tipo da far calcoli per evitare Federer in semifinale o eliminare Rafa dal torneo. Ha giocato alla grande, senza risparmiarsi mai, vincendo il primo set al termine di un tie-break giocato meglio di Nadal, che aveva molte più motivazioni perché era l’unico che non poteva perdere, e resistendo ai continui tentativi di break di Rafa nei due set successivi. Resistendo strenuamente ma poi cedendo in entrambi i parziali al diavolo iberico che davvero non muore mai. Nadal, che dopo aver fatto una figura pessima con Zverev e aver vinto con orgoglio e tanta fortuna – come da lui subito riconosciuto – con Medvedev (ora definitivamente fuori), ha giocato uno dei match più belli della sua stagione, considerando il periodo dell’anno a lui non favorevole (sia per l’età sia per quest’ultimo fattore, è venuto a rete 33 volte facendo il punto in 28 occasioni). E’ la 128° vittoria del mancino di Manacor senza concedere palle-break (per Federer le vittorie senza palle-break concesse sono 209).

 

Una benedizione anche per l’ATP, Associazione Totalmente Pasticciona, che ha potuto premiare col trofeo di n.1 dell’anno un giocatore che se non avesse vinto avrebbe ritirato il premio da eliminato. Anzi, un rumor autorevole in sala stampa sosteneva che Nadal non avrebbe ritirato il trofeo del n.1 del mondo se avesse perso. Chris Kermode alla fine ha potuto consegnargli un premio che Rafa riceve per la quinta volta, esattamente come Djokovic e Federer: fanno 15 anni da n.1 dei Fab Three, che diventano 16 dei Fab Four se includiamo Murray nel 2016. Ovvero tutte le stagioni dal 2004 di Federer ad oggi. L’ultimo n.1 prima dell’avvento dei marziani è stato Andy Roddick, che nel 2003 ha concluso l’interregno della durata di cinque anni tra Sampras e Federer.

PRIMO SET – Nel primo set Rafa è stato bravo a prendere la rete ogni volta che serviva, vincendo 8 punti su 10 al net. Il set alla fine lo ha perso non per via di un saldo vincenti-gratuiti negativo (-5), con Tsitsipas perfettamente in equilibrio (13 vincenti e altrettanti non forzati), né perché la sua seconda di servizio sia stata peggiore di quella, eccellente, dell’avversario (71% di punti vinti), ma semplicemente perché il greco ha giocato meglio il tie-break. Stefanos avanti 4-2 viene subito recuperato (4 pari), ma Rafa subisce un mini-break che manda il greco 5-4 con due servizi per chiudere. Ace sul primo set-point e Grecia avanti.

Stefanos Tsitsipas, esultanza – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

SECONDO SET – Nel secondo parziale sul 2 pari ecco le prime due palle break di tutta la partita, che capitano sulla racchetta di Nadal: Tsitsipas però annulla da vero campione, la prima con un dritto in uscita dal servizio di controbalzo alla Federer o quasi (Rafa aveva infatti risposto molto profondo), la seconda battendo Nadal nel palleggio, segnale non da poco in termini di personalità. Due giochi più tardi il n.1 ATP 2019, che non può perdere, sale subito 0-30 ma grazie all’esplosività dei suoi colpi Stefanos aggancia e cancella il terzo break-point, per poi chiudere con un ace. Ora il match è molto bello perché nei turni di servizio del n.6 del mondo può capitare di tutto, in un attimo si passa dal possibile break Rafa alla conferma della battuta di Stefanos, ma spessissimo alla fine di grandi colpi piuttosto che di errori. Il tutto in un contesto da Colosseo contemporaneo dove Cesare e il pubblico sono per Rafa e vorrebbero indicare il pollice verso al greco, perché significherebbe tenere vive le speranze di Federer-Nadal in semifinale (per completare il puzzle serve però che Medvedev batta Zverev).

A forza di dai e dai però, il signor Nadal va a segno alla quinta palla break a sua disposizione. Succede sul 4 pari, nel quarto turno di servizio del set in cui il greco è costretto ai vantaggi. Sul 30 pari, Rafa prende le redini dello scambio con la risposta e lo chiude con uno smash da metà campo, per poi chiudere il set 6-4. Pubblico in visibilio.

N.1 MA QUASI ELIMINATO – Già fino a qui non si è trattato di robetta, ma il terzo set è stato un alternarsi di grandi colpi tra le versioni migliori di Tsitsipas e Nadal di questo periodo dell’anno. Il rovescio magnifico a coprire tutto il campo di Stefanos e il dritto lungo linea dei tempi d’oro con cui Rafa lambisce un frammento di riga valgono da solo il prezzo del biglietto, ma c’è molto di più e il meraviglioso equilibrio si rompe sul 5 pari, quando la quinta palla break del set per Rafa (nessuna per Tsitsipas, che peraltro non sta affatto demeritando) viene trasformata. Dopo 2 ore e 48 minuti Rafa serve per la speranza di andare in semifinale e non fallisce, aggiudicandosi il set con 17 vincenti (di cui 9 a rete) e 9 gratuiti nel terzo set, poi ritira il trofeo del n.1. Stasera però sarà un tifoso qualunque di Medvedev. Un tifoso qualunque che potrebbe non essere protagonista dei due giorni decisivi delle Finals dopo essere stato celebrato qui come primo del mondo.

Rafael Nadal con il trofeo del numero 1- ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

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