Asics partner ufficiale per calzature e abbigliamento della Mouratoglou Academy

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Asics partner ufficiale per calzature e abbigliamento della Mouratoglou Academy

La partnership fra Asics e Mouratoglou Academy vedrà una collaborazione nella ricerca e sviluppo del prodotto.

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ASICS ha annunciato la partnership ufficiale, che avrà durata pluriennale, per la fornitura di abbigliamento e calzature da tennis con la prestigiosa Mouratoglou Academy. Fondata nel 1996 da Patrick Mouratoglou, l’accademia ha visto alcuni dei maggiori talenti del mondo del tennis, come Stefanos Tsitsipas, Coco Gauff e altri, migliorare le proprie abilità all’interno di essa.

Parlando della partnership, il fondatore e presidente Patrick Mouratoglou ha affermato: “Sono entusiasta di collaborare con ASICS. Non solo si tratta di un brand riconosciuto per avere le scarpe da tennis più tecnologiche e avanzate sul mercato, ma crede intensamente, proprio come me, nell’importanza dell’aspetto psicologico nel tennis. Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con ASICS su temi come ricerca e sviluppo con il loro Institute of Sport Science di Kobe, in Giappone.’’

Patrick Mouratoglou nella sua Accademia

Situata a Sophia Antipolis, in Francia, la Mouratoglou Academy vanta strutture avanzate, tra cui 34 campi, otto dei quali al coperto, un centro di medicina sportiva altamente tecnologico, quattro campi da padel e un resort a quattro stelle. L’accademia è anche sede di un campus studentesco che ospita quasi 200 studenti a tempo pieno e segue nel proprio processo di miglioramento alcuni dei più promettenti tennisti. Oltre agli studenti, migliaia di persone si recano all’accademia ogni anno per partecipare a corsi di allenamento e formazione.

 

Gary Raucher, Head of Product and Marketing ASICS EMEA, ha commentato: “Questa partnership rappresenta una forte testimonianza del nostro impegno nel mondo del tennis e della forza del movimento. In ASICS crediamo che nulla liberi la mente come lo sport, che rappresenta molto di più che semplice attività fisica. Siamo entusiasti di lavorare con Patrick Mouratoglou e di far parte del team della Mouratoglou Academy, che condivide con noi l’impegno a convincere sempre più persone a provare i benifici dello sport, per migliorare il benessere fisico e mentale di ognuno di noi.’’

Patrick Mouratoglou con Gary Raucher

L’annuncio arriva dopo che il fondatore della Mouratoglou Academy e allenatore di Serena Williams, Patrick Mouratoglou, è diventato ASICS brand ambassador a partire dagli US OPEN dello scorso agosto.

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Australian Open, le quote: per i bookmaker comandano Djokovic e Serena Williams

Il serbo si fa preferire a Nadal sulle principali lavagne, Federer è più indietro. Fiducia nella statunitense dopo il successo ad Auckland. Gli italiani partono a fari spenti

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Novak Djokovic e Serena Williams - Rally for relief, Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

I bookmaker non hanno dubbi nell’individuare il loro favorito per il tabellone maschile dell’Australian Open. Novak Djokovic comanda sulle principali lavagne, con una leadership rafforzata dalle buone prestazioni che hanno contribuito al successo della Serbia in ATP Cup. L’antepost di SNAI lo vede proposto a 2,20, con Rafael Nadal seconda opzione a 6. Su Bet365 il maiorchino è meno distanziato (5) e precede il primo outsider: l’impresa di Daniil Medvedev, protagonista di uno straordinario 2019, pagherebbe più di otto volte la giocata. Il russo si toglie così la soddisfazione di farsi preferire a Roger Federer, proposto mediamente intorno a quota 11 dopo un anno trascorso senza riuscire a centrare lo Slam numero 21. L’agenzia specializzata Agipro apre il focus sulle possibili sorprese: giocare dieci euro sul primo trionfo major di Stefanos Tsitsipas ne potrebbe valere 150 e il greco – resta agli atti – ha lanciato la sua candidatura proprio dopo il trionfo di novembre nel Masters londinese.

SFIDUCIA AZZURRA – Non sembrano invece godere di grande credito gli italiani, nonostante il nostro tennis si sia appena messo alle spalle un anno d’oro. Su Bet365 Matteo Berrettini è proposto a 67, non proprio al ribasso per un semifinalista dell’ultimo US Open. Hanno probabilmente pesato nella valutazione degli analisti i piccoli problemi fisici che hanno costretto il romano a dare forfait all’ATP Cup. Lì dove invece è stato presente Fabio Fognini: per il numero due azzurro, sulla stessa lavagna, si arriva a 151, valutazione alta e molto simile a quella che SNAI associa a Jannik Sinner (150). L’altoatesino, campione delle Next Gen ATP Finals, è alla prima esperienza australiana in carriera e ha tentennato nel percorso di avvicinamento con due sconfitte in due partite tra il Challenger di Bendigo e l’ATP 250 di Auckland. Lontano dai giorni di gloria, Marco Cecchinato è proposto a un’impensabile quota 1001 su Bet365 (stessa quota per Travaglia, Seppi e Sonego).

PROSPETTIVA SERENA – Per il torneo femminile partiamo da un altro punto di vista: nelle tre finali più probabili (scommessa proposta da Eurobet: le ipotetiche avversarie sono, nell’ordine, Halep, Karolina Pliskova e Sabalenka) c’è sempre Serena Williams. Il successo della scorsa settimana ad Auckland lancia la statunitense nella corsa all’attesissimo Slam numero 24. Su SNAI comanda a 4, seguita dalla campionessa in carica Naomi Osaka a 7,50. Gioca in casa da numero uno Ashleigh Barty, che viene proposta come terza opzione a 8,50 e si mette comunque dietro due ex regine del ranking come Karolina Pliskova e Simona Halep (10 e 12). Prima tra le outsider Arina Sabalenka proposta da Bet365 a 17, mentre l’occhio vigile va tenuto su chi ha fatto bene su questi campi un anno fa: Danielle Collins, semifinalista uscente, si attesta a quota 34, mentre Petra Kvitova (battuta in finale da Osaka) può riprovarci a 21. Tra le azzurre l’unica accreditata di quota individuale è, al momento, Camila Giorgi: su SNAI la marchigiana è nelle retrovie (300).

***Le quote antepost sono aggiornate alle 23 di venerdì 17 gennaio e sono soggette a variazione

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ATP Challenger Bergamo, non c’è due senza tre: chi dopo Berrettini e Sinner?

Confermatissimo il primo torneo internazionale della stagione italiana: il trofeo Perrel-Faip si giocherà dal 17 al 23 febbraio. Dopo le ultime due straordinarie edizioni, la città sogna di celebrare un nuovo big

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Jannik Sinner - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Felice Calabrò)

Quando l’ATP ha comunicato i suoi Awards del 2019, gli “Oscar” dedicati ai migliori giocatori della stagione, qualcuno ha esultato anche a Bergamo. Non abbiamo dati certi, ma probabilmente non era mai capitato che un ATP Challenger vedesse premiati i suoi due ultimi vincitori, rispettivamente con il titolo di giocatore “maggiormente migliorato” (Most Improved Player) e di “nuovo arrivato” (Newcomer of The Year). Sono i riconoscimenti ottenuti da Matteo Berrettini e Jannik Sinner, splendidi vincitori nel 2018 e nel 2019. Sono loro la cartolina migliore per presentare l’edizione numero 15, in programma presso la storica sede del Pala Agnelli e il nuovo Palazzetto di Alzano Lombardo, dal 17 al 23 febbraio. Manca dunque un mese esatto e si stanno già scaldando i motori.

La notizia più importante, anche in chiave futura, è la conferma del doppio title-sponsor. Per il nono anno consecutivo, saranno Perrel e Faip a dare il nome all’evento. Nel rispetto dell’alternanza che va avanti dal 2012, quest’anno il torneo si chiamerà “Trofeo Perrel – Faip”. È davvero difficile trovare un legame così solido e duraturo tra un torneo i suoi sponsor principali, soprattutto a questi livelli. Un altro segnale della grande qualità proposta da Bergamo. Sul piano organizzativo, si va avanti all’insegna della continuità. Il Pala Agnelli continuerà ad essere il campo principale, forte della sua straordinaria visibilità, mentre prosegue la collaborazione con il comune di Alzano Lombardo, che metterà a disposizione il suo bel palazzetto nei primi giorni di gara. Il regolamento è invariato rispetto alle novità dell’anno scorso: il tabellone principale sarà a 48 giocatori, di cui due provenienti dalle mini-qualificazioni a quattro giocatori (che si terranno lunedì mattina).

L’obiettivo è migliorare un’affluenza già degna di un torneo del circuito maggiore (si superano costantemente le 20.000 presenze nell’arco del torneo). Confermato l’accordo con il Provveditorato agli Studi, che consentirà a diverse scolaresche di assistere alle sessioni mattutine del torneo. Nonostante il budget di un torneo di questo livello sia piuttosto importante, anche per il 2020 gli organizzatori hanno scelto di mantenere l’ingresso gratuito. Sul piano tecnico, è ancora presto per parlare dei giocatori presenti, ma l’attesa non sarà troppo lunga: le iscrizioni “chiuderanno” il 27 gennaio e si conoscerà l’entry list. È comunque garantita la presenza di tantissimi top-200 ATP e diversi italiani di spessore e prospettiva, anche grazie alle wild card.

A proposito di inviti, qualche giocatore di livello ha già manifestato l’interessamento a partecipare, ma – come sempre – gli organizzatori sono al lavoro per portare a Bergamo qualche top-player, come peraltro ci hanno abituato nel corso degli anni: inutile ricordare i nomi dei tantissimi top-10 (sia passati che futuri) che sono transitati da Bergamo. C’è un detto secondo cui non c’è due senza tre: anche per questo, l’edizione numero quindici del torneo bergamasco punta alla consacrazione di un nuovo (grande) nome del tennis mondiale, magari italiano, proprio come accaduto a Matteo Berrettini e Jannik Sinner.

Ufficio Stampa Trofeo Perrel-Faip

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Ancora problemi per Murray, salterà anche Rotterdam e Montpellier: “Non voglio avere fretta”

Un’infiammazione all’area pelvica costringe l’ex numero uno ATP a fermarsi ancora: dopo la rinuncia all’Australian Open, rimanda ulteriormente il suo rientro nel circuito

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Andy Murray - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Corinne Dubrevil / Kosmos Tennis)

Il 2020 di Andy Murray inizierà con un paio di mesi di ritardo. Il tre volte campione Slam sta curando un’infiammazione ossea nell’area pelvica, zona in cui l’anno scorso si è sottoposto a un intervento chirurgico per eliminare i dolori all’anca che lo tormentavano dal 2017. Curando il trauma ancora presente nella parte destra dell’apparato, Andy non può riprendere gli allenamenti in maniera costante o perlomeno a un’intensità che gli permetta di essere competitivo nei tornei in cui vorrebbe arrivare in fondo. Per tale motivo non si è presentato all’ATP Cup e ha rinunciato qualche settimana fa all’Australian Open, che partirà lunedì 20 gennaio (sono già stati sorteggiati i tabelloni, maschile e femminile).

Murray salterà anche l’ATP 250 di Montpellier e il ‘500’ di Rotterdam, tornei che coprono le prime due settimane del mese di febbraio. Dopo aver disputato le finali di Coppa Davis a novembre ha iniziato la preparazione per il 2020, ma non si sente ancora in grado di rientrare nel Tour: Non voglio affrettare il recupero o mettere un traguardo per il mio rientro” ha detto Murray. Il trauma osseo sta impiegando più tempo a guarire di quanto avessimo pensato in un primo momento. Ascolterò il mio corpo e rimetterò piede in campo per competere al momento opportuno”.

L’ex numero uno del mondo ha sorpreso tutti in autunno, alzando il trofeo ad Anversa a pochi mesi dalla delicata operazione all’anca. Questo nuovo stop è per lui un avviso: il suo fisico non è ancora pronto per affrontare un’intera stagione nel circuito in singolare, come era solito fare fino al 2016. Nella speranza che già dalla prossima annata possa di nuovo provarci, servirà essere pazienti. Il torneo di Dubai (24-29 febbraio) potrebbe essere il primo appuntamento utile per il suo rientro, ma servirà una wild card. Tuttavia l’obiettivo centrale della stagione di Murray è essere in grado di competere a Tokyo, in agosto. Non gli interessa fare la comparsa, vuole conquistare il terzo oro consecutivo ai Giochi Olimpici.

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