Un giorno alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy

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Un giorno alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy

Reportage dall’Accademia di Patrick Mouratoglou, che insieme ad Asics cerca i campioni del futuro. Dove il giocatore di circolo si allena accanto a Murray

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Alle otto del mattino un qualsiasi bambino è sulla strada per la scuola, mano nella mano con i genitori pronto per ripetere le tabelline. A meno che questo bambino o bambina non stia cercando un futuro nel tennis, perché allora sarà già in campo nell’Accademia di Patrick Mouratoglou a colpire dritti e rovesci. I genitori sorseggiano il caffè sulla terrazza che dà sui campi mentre guardano i loro figli allenarsi duramente, il sole è ancora godibile a quest’ora della giornata in settembre. E già quando il sole sale pigramente dietro le colline della campagna nel sud della Francia, a pochi chilometri da Nizza, non c’è un campo libero dei 34 dell’accademia fondata da Patrick Mouratoglou nel 1996. 

Allungando lo sguardo sui 13 ettari del complesso proprio dalla terrazza, l’accademia sembra un enorme mosaico fatto di pezzi blu, verdi e rossi, le superfici dei campi racchiusi dal generoso verde della campagna francese. Quattro sono gli edifici principali dell’accademia, escludendo i due alberghi, un bed and breakfast e un resort con tanto di Spa e piscina che ha la forma di una racchetta. C’è la foresteria per i ragazzi, l’area con le palestre e le sale per l’analisi tecnica, e un altro palazzo, di recente costruzione, che ospita i genitori dei tanti ragazzi provenienti da tutto il mondo per cercare, qui da Patrick, la loro via nel tennis.

E poi, ovviamente, c’è la scuola. “Il programma tennis school è una cosa di cui vado molto fiero. Abbiamo bambini provenienti da tutto il mondo, capiamo bene che strapparli alla loro famiglia è difficile. Per questo abbiamo costruito un compound dove, dopo gli allenamenti, la famiglia può riunirsi di nuovo. Questo fa bene ai ragazzi”. Patrick quantifica in “circa 200 i ragazzi che frequentano il programma Tennis and School”. 

 

Messa così, sembrerebbero spacciati quei futuri tennisti che non possono permettersi la retta dell’accademia. Proprio per questo, Mouratoglou ha creato una fondazione “che aiuta i giovani talenti che non possono permettersi allenamenti o gli aerei per viaggiare per giocare nei tornei fino a quando non diventano economicamente sostenibili, uscendo quindi dal programma per lasciare posto ad altri”. Coco Gauff, Stefanos Tsitsipas e Alexei Popyrin sono alcuni degli atleti che hanno usufruito di questo aiuto. 

Otto del mattino, prima ora: rovescio incrociato

Patrick ci guida per una buona mezz’ora per tutta l’area del complesso, che sembra non trovare mai limiti tanto è grande. Impressiona la grandezza della struttura che copre gli otto campi indoor, quattro in terra e quattro in cemento, costruzione che però è aperta ai lati. Fatichiamo a credergli quando ci dice che “non serve coprire i lati perché qui, a Nizza, il tempo è buono anche a dicembre quando possiamo stare anche in maglietta se c’è il sole”. Più che altro sono altri otto campi utilizzabili anche d’estate. 

L’accademia come è ora è molto cambiata rispetto a quando, nel 1996, Mouratoglou la rilevò da un giocatore francese famoso per essere stato il coach di Yannick Noah. “Infatti si deve a lui la piscina a forma di racchetta da tennis, non è stata una mia idea ma avrei voluto che lo fosse”. I primi 13 anni di vita hanno visto Patrick accompagnarsi a un grande brand internazionale per quanto riguarda la sponsorizzazione tecnica. Ora però è tempo di aprire una nuova pagina. “Siamo stati per moltissimi anni con un altro marchio, che all’epoca aveva le caratteristiche che ci servivano. Adesso però è giunto il momento di sposare un partner molto più allineato con i nostri obiettivi: innovare, essere più dinamici per migliorare conquistando così nuovi mercati. Vogliamo crescere insieme per diventare più grandi, Asics condivide la nostra stessa filosofia”. 

Camminando nei viali ordinati dell’accademia lo sguardo si sofferma spesso su chi è sulle tribune a vedere i professionisti del domani o su chi incrocia il nostro passo. Guardano tutti Patrick, e sono sguardi di ammirazione come se fosse una star. Lui sorride, saluta tutti e si concede agli immancabili selfie. Soprattutto negli occhi del suo staff, si vede che è veramente lui l’uomo al comando. Per questo, quando gli chiediamo come fa a districarsi fra impegni televisivi, allenamenti con Serena e supervisione delle attività dell’accademia, lui non può che elogiare “il mio eccellente staff. È tutta gente iper preparata su cui conto al 100%; ci sono due scelte che puoi compiere quando devi scegliere le persone che devono aiutarti: prendere persone peggiori di te per far risaltare meglio la tua figura o scegliere i migliori, la mia scelta”. 

Manico L5 extra

Facciamo quindi la conoscenza proprio dello staff e dei metodi di allenamento andando in campo. Dopo il riscaldamento d’obbligo, una buona mezz’ora di ginnastica quando non sono neanche le 9 del mattino, è tempo di entrare in campo e fare gli stessi esercizi dei campioni. Ci sono i bambini che prendono di già la via degli spogliatoi, pronti per andare a scuola per tornare ad allenarsi nel pomeriggio. Giocatori e giocatrici in cerca di punti WTA o ATP picchiano durissimo sotto un sole oramai molto caldo, le piccole tribune si riempiono facilmente per guardarli squartare la pallina ad ogni colpo. 

Giochiamo dignitosamente con i coach, allungando l’occhio nel campo di fianco dove riconosciamo Mary Pierce dare indicazioni a due allieve. Quando una di questa sbaglia ripetutamente la volée di dritto, Mary non esita ad andare a rete e mostrarle come eseguire il gesto. 

Noi, intanto, seguiamo i consigli dei coach: mirare sempre al bersaglio grosso e non alle righe, portare subito la racchetta indietro (“early opening”) mentre ci si muove in direzione della palla, chiudere per bene il colpo con un finale prolungato (“follow through”). Gli allenatori ci spiegano le diverse tipologie di drill, gli esercizi, “organizzati a seconda di specifiche parole chiave. In un campo, infatti, ci esercitiamo su servizio e risposta, i primi due colpi di gioco cercando centrare i coni piazzati negli angoli strategici del rettangolo del servizio e di rispondere cercando sempre di mettere la palla in campo. Poi tocca ad un’esercitazione per approccio a rete, aspettando il momento giusto per andare in lungolinea dopo una sequenza di scambi incrociati, un’altra infine per imprimere un cambio di velocità nello scambio dopo aver trovato la regolarità da fondo. 

Patrick Mouratoglou al lavoro a casa sua

C’è grande attenzione per tutte queste componenti, che però sarebbero vane senza un’adeguata preparazione fisica. I tennisti hanno una palestra dedicata, con le fasce per gli allenamenti TRX in bella mostra e le aree dove si può invece scattare agli ordini di Gerald Cordemy, il capo della parte fitness che ha lavorato anche con Serena Williams e Benoit Paire. E qui ci passano i professionisti come anche quelli dei programmi intensivi della settimana o del weekend, tennisti di tutti i livelli, dal giocatore di club che vuole migliorare il suo gioco al manager che vuole sudare sotto un piacevole sole di settembre per poi trascorrere il pomeriggio in piscina o nella grande spa del resort. 

Infatti, il bello di quest’accademia è che non è un posto riservato solo ai migliori. Il tennista di club in sovrappeso che vuole diventare terza categoria può giocare nel campo adiacente a quello dove Andy Murray si prepara per la stagione su terra battuta o dove Novak Djokovic si reca per allenarsi con Stefanos Tsitsipas.

Il trait d’union, oltre al luogo, è anche ASICS, Anima Sana In Corpore Sano. A spiegare la filosofia dietro la scelta di questo acronimo è Gary Raucher, Head of Product and Marketing di Asics Europa. “Vincere è una questione di forza mentale, tanto per il professionista quanto per l’amatore. Lo stress sta diventando una piaga a livello mondiale, per questo il tennis consente di affermare la mission del nostro brand e cioè offrire un sollievo tramite la performance sportiva a tutti i livelli con l’attrezzatura migliore, seguendo il pensiero del fondatore Kihachiro Onitsuka che, in Giappone, pensò bene di alzare il morale il morale di una nazione a terra per i postumi della guerra attraverso lo sport”. 

Patrick Mouratoglou e Gary Raucher

E se la cura e l’efficacia dei prodotti Asics è nota a qualsiasi praticante di tennis, è interessante conoscere tutto ciò che c’è dietro, un team di oltre cento scienziati che lavorano tutti i giorni per migliorare quello che per noi è banale, una semplice scarpa da tennis. 

Rene Zandbergen, Senior product developer per il footwear, ci ha raccontato della collaborazione con Novak Djokovic. “Lo abbiamo incontrato con il capo degli ingegneri per capire che tipo di scarpa volesse. Cercava leggerezza ma anche stabilità, e ovviamente protezione del piede. Abbiamo capito, quindi, che bisognava rivoluzionare la Court FF, e infatti la Court FF 2 recepisce tutti i suoi suggerimenti: è una scarpa leggera che favorisce la torsione interna del piede, ha il battistrada ampio nell’interno che prolunga a presa sul terreno per i giocatori che scivolano molto anche sul duro, e poi è molto leggera”. Gli chiediamo come hanno adattato sul mercato la scarpa finale. “È praticamente quella che ha Djokovic tranne per un paio di accortezze, quella che ha Nole ad esempio è leggermente più leggera”. Al tennista serbo sono state recapitati ben sette prototipi della Court FF2 prima di scegliere quella definitiva. 

Le somiglia ma non è Coco Gauff

Da Djokovic come dai giovani atleti dell’accademia, oltre che dai coach che li allenano, arriveranno i feedback principali per migliorare, innovando insieme quindi, i prodotti Asics. E, allo stesso tempo, questa partnership rappresenta una vera e propria attività di scouting dei potenziali futuri campioni. “Invece di avere molti talent scout in giro per il mondo, pensiamo che nella Mouratoglou Academy possiamo scovare tante piccole promesse che potrebbero diventare i nostri testimonial nel futuro”, ci dice ancora Gary Raucher. 

Ci sperano molto, sia Asics che Patrick, che fra i giovani che intanto sono usciti da scuola e stanno riprendendo la via degli allenamenti, ci sia qualcuno capace di raccogliere l’eredità dei Djokovic, Monfils e Goffin. I compiti, li faranno dopo essere usciti dal campo. Per studiare c’è sempre tempo, per diventare un campione no.

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Flash

ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

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Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

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ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

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Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Roland Garros, day 7 LIVE: Giorgi indietro di un set contro Sabalenka. Sinner vince con un ginocchio dolorante su McDonald

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: tre italiani cercano gli ottavi

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Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

15.24 – Giorgi parte benissimo nel secondo set, portandosi rapidamente sopra 4-0 su Sabalenka

15.05 – SET SABALENKA – La bielorussa n.7 del mondo Sabalenka si fa bastare un break nel settimo game e chiude il primo set 6-4 su Camila Giorgi

 

14.46 – MATCH ZHENG – La cinese approfitta del ritiro di Cornet, arrivato dopo 9 giochi persi consecutivamente, senza riuscire a vincerne nemmeno uno

14.45 – MATCH MEDVEDEV – Il n.2 del mondo Daniil Medvedev supera 6-2 6-4 6-2 Filip Krajinovic

14.38 – Medvedev in vantaggio di un break anche nel terzo set, dopo aver vinto i primi due. Il russo è sopra 4-2 su Kecmanovic

14.33 – In campo Camila Giorgi contro la testa di serie n.7 Aryna Sabalenka

14.32 – SET ZHENG – La cinese Qinwen Zheng sta strapazzando la tennista di casa Cornet, vincendo il primo set 6-0

14.22 – MATCH RUBLEV – Con un po’ di fortuna e tantissimo coraggio, Andrey Rublev vince il tie-break del quarto set per 13 punti a 11, annullando cinque set point (lasciando poco rammarico a Criastian Garin), prima di arrivare lui a match point e chiudere alla seconda chance

14.10 – Riparte il programma femminile con due match in corso: Shelby Rogers è sotto 1-4 contro Daria Kasatkina, mentre Qinwen Zheng è sopra 2-0 su Alize Cornet

14.05 – Tie-break time tra Rublev e Garin nel quarto parziale

14.04 – SET MEDVEDEV – Il n.2 del mondo prosegue il suo cammino agevole nel match. Medvedev sale due set a zero, vincendo 6-4 su Kecmanovic

13.59 – MATCH SINNER – Buone prime e solidità da fondo permettono a Jannik Sinner di mantenere il servizio per un’ultima volta, e battere 6-3 7-6(6) 6-4 lo statunitense Mckenzie McDonald. Per il 3° anno consecutivo, l’italiano raggiunge gli ottavi di finale al Roland Garros

13.55 – Nel quarto set tra Rublev e Garin, il punteggio è di 5 pari. Il russo conduce due set a uno; Sinner intanto serve per chiudere il match

13.49 – Dopo il break, si prosegue seguendo il servizio nel match di Sinner, con l’italiano ora a servire per salire 5-2

13.41 – MATCH SWIATEK – La n.1 de mondo Iga Swiatek vince la 17esima partita al Roland Garros (su 19 disputate), la 31esima consecutiva in questa stagione, superando 6-3 7-5 la montenegrina Danka Kovinic

13.40 – SET MEDVEDEV – Il russo Daniil Medvedev chiude il primo set sul serbo Kecmanovic 6-2, e si porta avanti di un break, 2-1 e servizio, anche nel secondo

13.35 – Agevolmente Sinner mantiene la battuta e sale 3-0

13.30 – Grande risposta di Sinner e Jannik sale 2-0 e servizio nel terzo set.

13.21 – Ha iniziato Medvedev sul Lenglen: 4-2 avanti con Kecmanovic. Garin avanti di un break (2-0) al quarto con Rublev. Swiatek è 4-3 e servizio nel secondo set dopo aver vinto il primo contro Kovinic.

13.18 – SET SINNER – Grande Jannik Sinner che in un tie-break a fasi alterne ma condotto sin dall’inizio chiude 8-6 dopo un’ora e mezza di secondo parziale: sale due set a zero contro Mackenzie McDonald. Jannik era 5-2 0-40.

13.10 – SET RUBLEV – Rublev fa suo il terzo set: 6-2 contro Garin. Un momento di spavento: il russo ha scagliato per rabbia in precedenza una pallina contro la sedia e per poco non colpiva un raccattapalle.

13.06 – Sinner e McDonald sono al tie-break del secondo set; Jannik ha salvato in totale undici set point per il suo avversario e si è trovato a far fronte a un fastidio al ginocchio sinistro

12.52 – Fisioterapista ora da Sinner. Ma non c’è medical time-out. Sul centrale, Swiatek-Kovinic 6-3. Rublev-Garin 2-2 nel terzo set

12.50 – Un game fiume di 26 punti porta Sinner al controbreak! L’azzurro sembra stare meglio, ha annullato in tutto dieci set point a McDonald tra questo game e quello precedente e alla fine è riuscito a rientrare nel set. Servirà dopo il cambio campo sul 5-4. Grande cuore per Jannik, decisamente troppo indeciso al momento di chiudere l’americano.

12.40 – SET GARIN – Un set pari sul campo 14, Garin vince il secondo contro Rublev 6-3

12.39 – MATCH BEGU – Non c’è stata storia sul Lenglen, Begu ha battuto 6-1 6-4 la francese Jeanjean che termina la sua corsa

12.35 – Sinner tiene la battuta da 0-40 salvando cinque set point; McDonald servirà per il secondo set sul 5-3

12.29 – Il gioco riprende ma sono evidenti i problemi per Sinner che verso destra fatica a muoversi

12.27 – Fisioterapista da Jannik Sinner. Problema al ginocchio sinistro: è entrato in campo con una fasciatura, probabile problema al tendine rotuleo.

12.26 – Rublev serve indietro 4-3 nel primo set con Garin; Begu è 6-1 5-3 con Jeanjean; ha iniziato Iga Swiatek sul centrale contro Danka Kovinic rubando subito il servizio

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

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