Steve Darcis annuncia il ritiro

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Steve Darcis annuncia il ritiro

Steve Darcis, ex n. 38 del mondo e due volte finalista in Coppa Davis, dice addio al tennis. Chiuderà dopo l’Australian Open 2020

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Steve Darcis dirà presto addio al tennis. Alla vigilia del torneo di casa di Anversa, nel quale affronterà Simon al primo turno, il tennista belga ha annunciato che la sua ultima partecipazione ad un torneo avverrà all’Australian Open 2020.

Nato il 13 marzo 1984, attualmente n. 177 ATP, Darcis raggiunge il best ranking tardi in carriera, a 33 anni, salendo al n. 38. Ha conquistato due trofei ATP, a Amersfoort (2007) e a Menphis (2008). Tra il 2007 e il 2017 ha vinto inoltre dieci titoli Challenger. Giocatore completo e creativo, Darcis è conosciuto soprattutto per il suo pregevole rovescio a una mano, che ha nell’esecuzione in back il suo punto di forza, e per la capacità di adattamento a tutte le superfici (con una predilezione, comunque, per quelle più rapide). In carriera ha sofferto di numerosi infortuni, tra cui l’ultimo al gomito che l’ha costretto a saltare l’intera stagione agonistica 2018.

Non è mai riuscito a superare il terzo turno dei tornei dello Slam ma la vittoria più importante in carriera è arrivata contro Rafa Nadal proprio a Wimbledon, nel 2013, due settimane dopo il trionfo di Rafa al Roland Garros. Il belga è stato infatti il primo tennista a eliminare il campionissimo spagnolo al primo turno di un Major (7-6 7-6 6-4 lo score) e il giocatore con la classifica più bassa (allora era n. 135) a sconfiggere il maiorchino in uno Slam. Fernando Verdasco ripeterà l’impresa di eliminare Rafa al primo round slam nel 2016, all’Australian Open.

Insieme a David Goffin, Steve Darcis ha portato due volte il Belgio in finale di Coppa Davis senza però riuscire a sollevare l’insalatiera. Nel 2015 Darcis ha vinto quattro match di singolare – tra cui quello decisivo in semifinale contro l’Argentina – lungo il percorso che ha portato il Belgio a sfidare in finale la Gran Bretagna di Andy Murray, poi vincitrice per 3-1. Nel 2017 Darcis è stato ancora protagonista, battendo praticamente da solo la Germania al primo turno – vittorie su Kohlschreiber e soprattutto Zverev – e poi dimostrandosi ancora glaciale in semifinale, con la vittoria ai danni dell’australiano Thompson nel match decisivo. In finale Darcis non ha potuto nulla contro Tsonga e Pouille, che hanno guidato la Francia di Yannick Noah alla conquista della Coppa Davis. Sono state le ultime apparizioni in Davis del tennista belga, che ha chiuso la sua carriera in nazionale con un bilancio di 22 vittorie e 11 sconfitte in singolare.

 

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I big 3 a colazione. Federer: “Nadal sarà un buon papà”. Djokovic: “Li vedo più dei miei genitori”

Una video-intervista della BBC ai Big 3… con cameo di Matteo Berrettini

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A Londra per darsi battaglia alle ATP Finals, a Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic, in ordine decrescente di età, capita anche di ritrovarsi a fare colazione sul Tamigi in compagnia della giornalista della BBC Sally Nugent. In un’atmosfera estremamente rilassata, si parla di famiglia, di amicizia e, naturalmente, di tennis.

Tocca subito a Djokovic rispondere alla domanda più tosta, se i tre siano amici. Nole ne esce bene: “Non ti dice abbastanza questo giro in battello? Siamo nel Tour da così tanti anni, probabilmente vedo questi due più dei miei genitori”A proposito, c’è chi viaggia con la propria famiglia (“è un sacco di lavoro!”), e Roger spiega che è l’unico modo che ha per restare nel Tour e i figli ne sembrano felici, anche se “ci sono notti impegnative. Una volta, una di loro non si sentiva bene e continuava a chiedermi scusa, ‘mi dispiace, non sto bene’, ma le ho detto di non preoccuparsi, che è per questo che ci sono i genitori. Però è dura quando succede prima di una semi o di una finale contro uno dei miei grandi rivali”.

Chiamati a dare un consiglio al neo-sposo dall’alto dello loro pluriennale esperienza, si parte con un “buona fortuna, Rafa” di Nole dal tono inequivocabile (a cui il maiorchino replica appunto “ne ho proprio bisogno!”) per arrivare al tenero “sarà un buon papà” di Federer.

 

(questo che vedete su Twitter è solo uno stralcio della loro chiacchierata, ma trovate qui il video completo)

Pare che lo stesso Nadal sia vagamente sorpreso dalla sua longevità sportiva. “Ho sempre pensato che avrei terminato la mia carriera attorno ai trent’anni. Beh, tutti dicevano che avremmo avuto una carriera più breve”. Nonostante Nole butti la questione sul “o smettono tutti o nessuno”, Roger dice: “Penso che sarò il primo a smettere, sono il più vecchio. Non siamo sicuri di quanto giocheremo ancora, ma la cosa fantastica è che ci divertiamo davvero nel Tour. È un privilegio essere in salute, fare così bene ed essere tanto apprezzati”.

A proposito del ritorno in campo di Andy Murray, pressoché inimmaginabile fino a pochi mesi fa, secondo Rafa “ha mostrato a tutti la sua passione e il suo amore per il gioco. Dopo quello che ha attraversato, è di nuovo in grado di vincere, è tornato a giocare giocare bene molto in fretta: è un messaggio forte per i ragazzini e per tutti quanti”.

Bisogna stringersi, perché i Big 3 sono raggiunti al tavolo dagli altri cinque contendenti per il titolo di Maestro, quelli giovani. Matteo Berrettini ci spiega che cosa può imparare dai più saggi: “Nell’ultimo anno, non sognavo neanche di poter essere qui, ne sono così felice. In futuro, forse posso essere io a dire qualcosa del genere ai giocatori più giovani”. Come nel finale di un film che mostra i protagonisti invecchiati tirare le somme delle loro esperienze, Daniil Medvedev si immagina seduto a quel tavolo a trent’anni e più insieme agli altri: “Ripensando a noi stessi, siamo stati di ispirazione per qualcuno? Possiamo dare qualche buon consiglio come voi li state dando a noi adesso?”.

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ATP Finals, il programma di martedì: Berrettini e Federer alle 15, in serata Djokovic e Thiem

Il secondo confronto diretto tra Matteo e Roger andrà in scena ancora a Londra, ma questa volta al coperto. Sarà sfida da dentro o fuori

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Matteo Berrettini - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

La seconda giornata del Gruppo Borg propone le sfide tra i vincitori degli incontri di domenica e quelle fra gli sconfitti. Dopo il doppio Ram/Salisbury contro Dodig/Polasek che rischia di liberare definitivamente il croato per l’impegno di Madrid, va in scena il duello dal sapore “dentro o fuori” alle 15 italiane vede impegnati il nostro Matteo Berrettini e Roger Federer. Incappato nella terza sconfitta dell’anno contro Thiem, il sei volte Maestro può vantarsi di non aver mai perso il secondo match del round robin; lo stesso, in effetti, vale per il nostro esordiente, ma non è la stessa cosa. L’unico precedente fra i due è quello della nettissima vittoria svizzera a Wimbledon che Matteo ha prontamente metabolizzato. Ora deve dimostrare di aver fatto lo stesso dopo l’esordio londinese contro Djokovic.

La sessione serale si apre alle 19 con lo scontro per la testa del Gruppo Bjorkman tra Kubot/M. Melo e Klaasen/Venus, mentre alle 21 Novak Djokovic e Dominic Thiem daranno vita alla loro decima sfida. Il bilancio dei precedenti vede il serbo in vantaggio per 6-3, con le vittorie austriache arrivate negli ultimi quattro confronti, ma tutti su terra.

Il programma completo di martedì 12 (orari italiani)

 

ore 13: [4] R. Ram/J. Salisbury vs [8] I. Dodig/F. Polasek
ore 15: [3] R. Federer vs M. Berrettini
ore 19: [2] L. Kubot/M. Melo vs [5] R. Klaasen/M. Venus
ore 21: [2] N. Djokovic vs [5] D. Thiem

Dall’account Twitter di Michal Samulski arriva anche un’indiscrezione sull’ordine di gioco di giovedì, terza e ultima giornata di incontri del Gruppo Borg. L’attesissima sfida tra Djokovic e Federer dovrebbe disputarsi in serata, alle 21 italiane, con Berrettini-Thiem – ci auguriamo con Matteo ancora in corsa per la qualificazione – ad aprire il programma alle 15.

VERSO LE ATP FINALS

I nove snodi verso Londra di Matteo Berrettini (seconda parte)
Gironi e tabellone (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

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Coppa Davis: Raonic non ce la fa, dentro Schnur

L’ex n.3 del mondo deve chiudere la stagione anzitempo per un malanno alla schiena e rinuncia alle Finali di Madrid

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Milos Raonic dopo l'incontro con Fognini a Vancouver nel 2013 (Photo Don MacKinnon/AFP/Getty Images)

Il team canadese di Coppa Davis dovrà fare a meno del suo uomo di maggiore esperienza per le BNP Paribas Davis Cup Finals presented by Rakuten che cominciano la settimana prossima alla Caja Magica di Madrid. Milos Raonic (n. 31 ATP) è stato costretto a dare forfait e sarà sostituito da Brayden Schnur (n. 94 ATP).

È davvero una grossa delusione per me non essere in grado di rappresentare il mio paese in Coppa Davis. La mia salute mi ha tradito ripetutamente quest’anno ed è capitato ancora una volta. Mi prenderò tutto il tempo necessario per rimettermi in sesto e sono impaziente di tornare in campo la prossima stagione – ha detto Raonic – ho molta fiducia nei miei compagni di squadra e so che daranno tutti loro stessi per assicurare al Canada la sua prima Coppa Davis. Farò il tifo per loro e auguro ogni fortuna”.

Schnur ha scalato 100 posti in classifica dall’inizio della stagione, raggiungendo la finale dell’ATP 250 New York Open in febbraio e, più recentemente, è stato sconfitto dall’altro canadese Vasek Pospisil nella finale del Challenger di Charlottesville, Virginia. Questa sarà la sua seconda esperienza in Coppa Davis, dopo aver debuttato nel 2017 a Edmonton nel play-off per il World Group contro l’India. “Sono molto contento di giocare nelle Finali di Coppa Davis, ma naturalmente voglio augurare a Milos un pronto recupero – ha dichiarato Schnur – è un onore rappresentare il Canada in questa competizione, ogni partita sarà difficile e sono pronto a sostenere i miei compagni fino alla fine”.

 

Il Canada sarà impegnato nello stesso girone dell’Italia e degli Stati Uniti, quindi l’assenza di Raonic è una buona notizia per i colori azzurri. Il resto del team biancorosso sarà composto da Denis Shapovalov (n. 15 ATP), Felix Auger-Aliassime (n. 21 ATP) e Vasek Pospisil (n. 149 ATP). Shapovalov è reduce dalla semifinale al Rolex Paris Masters di Parigi-Bercy, Pospisil sta rientrando dopo un infortunio alla schiena che l’ha tenuto fuori gioco per diversi mesi ed ha vinto due tornei Challenger in singolare nell’ultimo mese, oltre a essere un eccellente doppista. Il più giovane della squadra, Auger-Aliassime, sta recuperando da una distorsione alla caviglia rimediata poco prima del torneo di Vienna che lo ha costretto anche a saltare l’ultimo Masters 1000 della stagione, ma dovrebbe essere della partita a Madrid.

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