Mondo Challenger: Mmoh dominatore in casa, Munar vince il primo titolo stagionale

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Mondo Challenger: Mmoh dominatore in casa, Munar vince il primo titolo stagionale

Mentre l’attenzione del mondo tennistico è rivolta al trionfo di Sinner nelle Next Gen Finals, il giovane statunitense e lo spagnolo trionfano a Knoxville e Montevideo

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Jaume Munar - Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Challenger Knoxville (USA, hard indoor, montepremi $54.160)

Michael Mmoh raddrizza in extremis una stagione parecchio negativa conquistando il titolo di Knoxville e rientrando così tra i primi 250 giocatori al mondo. Il classe 1998 americano aveva chiuso il 2018 da numero 103 del mondo garantendosi l’accesso agli Australian Open, ma in questa stagione non è riuscito a fare il salto di qualità definitivo e ha perso diverse posizioni, riconquistate in parte in questa settimana dove ha espresso un tennis molto solido. Al primo turno ha lasciato appena tre game al dominicano Cid Subervi, prendendosi poi la rivincita al turno successivo contro Darian King, col quale la settimana precedente era stato protagonista di questo brutto episodio, perdendo il primo e unico set del torneo. Dopo due facili vittorie contro Smith e Kovacevic, in semifinale ha sconfitto l’inglese Liam Broady arrivando a disputare la sua seconda finale stagionale contro O’Connell, uno dei tennisti più in forma del momento. In entrambi i set è stato Christopher ad avere più opportunità e a comandare gran parte degli scambi ma Mmoh si è dimostrato molto intelligente tatticamente, adottando il serve&volley spesso e volentieri per annullare complessivamente nove palle break, sfruttando a sua volta le occasioni che gli son state concesse dall’australiano.

Finale: M. Mmoh b. [8] C. O’Connell 6-4 6-4

 

Challenger Montevideo (Uruguay, terra battuta, montepremi $54.160)

Dopo aver disputato solo tornei ATP fino a settembre, Jaume Munar ha deciso di tornare nel circuito Challenger per conquistare i punti necessari a rimanere nei primi 100 giocatori al mondo e la scelta ha pagato questa settimana con la vittoria a Montevideo, dopo la finale ottenuta a Siviglia e le due semifinali di Biella e Barcellona, dove era stato sconfitto da Mager e Caruso. Non è stata una settimana facile per la quinta testa di serie del torneo uruguayano, che vedeva al via tanti specialisti come Cuevas, Dellien e Delbonis: Munar, infatti, ha dovuto lottare per tre set all’esordio contro Matos e poi ha rimontato un set di svantaggio in tre partite consecutive contro Kovalik, Collarini e Seyboth Wild, dimostrando un’incredibile tenuta mentale. All’atto conclusivo ha ottenuto l’unica vittoria in due parziali della settimana sconfiggendo Federico Delbonis: dopo un primo set punto a punto, vinto 7-5, nel secondo lo spagnolo ha avuto vita facile servendo in modo egregio senza concedere palle break e chiudendo con un netto 6-2.

Finale: [5] J. Munar b. [3] F. Delbonis 7-5 6-2


GLI ALTRI TORNEI – Dennis Novak trionfa nel Challenger di Bratislava sconfiggendo in finale a sorpresa con un nettissimo 6-1 6-1 il bosniaco Damir Dzumhur. Novak, ai quarti di finale, si era trovato sotto 5-2 al terzo set con Stefano Travaglia che ha commesso un deleterio doppio fallo sul match point avuto a disposizione, finendo poi per cedere la sfida al tie-break decisivo. Tra gli altri italiani al via si sottolineano gli ottavi raggiunti da Caruso e Marcora, sconfitti rispettivamente da Gerasimov e proprio da Travaglia.

In Giappone, a Kobe, a trionfare è Yosuke Watanuki che disputa la miglior settimana della sua carriera arrivando a vincere il primo Challenger concedendo le briciole ai suoi avversari, senza lasciar per strada nemmeno un set e perdendo una media di cinque giochi a partita, compresa la finale contro il forte connazionale Sugita vinta per 6-2 6-4.

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Djokovic, a Vienna c’è subito un derby: “Che torneo con sei top 10”

Il numero uno ATP torna dopo 13 anni nella capitale austriaca, in un tabellone di alto livello che “promette” la finale con Thiem

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Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Il derby serbo contro Filip Krajinovic (battuto in due set a Roma) è il primo passo di Novak Djokovic nel torneo di Vienna (oggi alle 16 circa), la ricomparsa sulla scena dopo il Roland Garros. “È strano ritrovarci subito l’uno contro l’altro – racconta -, con Filip ci siamo allenati per qualche giorno insieme a Belgrado, sul cemento. È un ragazzo che conosco bene, di grande talento, questa è la sua superficie preferita. Sarà importante uscire subito bene dai blocchi“. Il ritorno nella capitale austriaca, a 13 anni dall’ultima apparizione e dal successo in finale su Wawrinka, è stato preferito dal numero uno del mondo all’inutile (dal punto di vista della classifica) difesa del titolo a Parigi Bercy, visto che quei punti non gli verranno scalati.

In questo ATP 500 ci sono sei dei primi dieci del ranking – ha spiegato alla vigilia -, è uno dei tabelloni più competitivi che io ricordi a questo livello. Già dal primo turno la qualità delle partite sarà molto alta. Vienna è una delle città più belle del mondo e in Austria c’è grande passione per il tennis: il merito è stato soprattutto di Thomas Muster, la cui eredità è stata raccolta adesso da Dominic Thiem che ha fatto registrare spesso il tutto esaurito nelle sue partite“.

PROSPETTIVA FINALE – Proprio il campione dello US Open e detentore del trofeo (un anno fa ha battuto in finale Schwartzman) è nel seeding con la seconda testa di serie. Scenario che lascia immaginare quella che potrebbe essere una super finale. L’ultimo incrocio tra Djokovic e il numero tre del mondo risale all’ultimo atto dell’Australian Open a gennaio, con lo Slam di Melbourne conquistato dal serbo al quinto set. “Abbiamo fatto allenamento insieme con una tale intensità che sembrava già una finale – ha raccontato -, rispetto tanto Domi e sono contento per il suo primo Slam vinto quest’anno, lo meritava più di chiunque altro. È un grande lavoratore e un bravo ragazzo, appoggiato anche da un ottimo team. La nostra sfida in finale è ciò che probabilmente tutti attendono, ma sappiamo anche come sia lontana. Un traguardo da conquistare giorno dopo giorno, nel corso della settimana“. E anche uno stimolo di altissimo profilo, per proiettarsi al meglio al grande obiettivo delle Finals.

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Bruno Soares, a 38 anni, è ad un solo ritiro dall’esordio in un tabellone principale ATP

Doppista di professione, numero 6 del mondo di specialità, si è ritrovato quasi per caso a giocare il turno decisivo delle ‘quali’ di singolare. Lo ha perso, ma ora può sperare nel ripescaggio

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Bruno Soares - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Bruno Soares è tornato a disputare un singolare a quasi sei anni di distanza dalla sua ultima apparizione su un campo largo 8,23 metri. Era infatti il gennaio del 2015 quando al primo turno delle qualificazioni del torneo di Auckland fu sconfitto in due set dall’allora n. 136 Lucas Pouille. L’attuale sesto doppista al mondo con un best ranking al secondo posto non è mai riuscito a entrare in un main draw ATP. Nonostante i 38 anni, in questa occasione viennese pareva avere una qualche possibilità di superare le qualificazioni, alle “quali” (pronome perfetto) non era nemmeno iscritto.

A monte della storia c’è David Goffin ritirato dal torneo a tabellone già compilato. Ricordiamo che l’ex top ten belga si sarebbe dovuto sposare, ma a causa delle misure per contrastare l’emergenza lui e la fidanzata hanno preferito rinviare le nozze; da allora, David, anche positivo al Covid-19, vaga per i tornei con lo spirito di uno dei protagonisti di Clerks: “Io non dovrei neanche essere qui”. Il posto di Goffin è stato quindi preso dal più alto in classifica del tabellone cadetto, Jan-Lennard Struff. La parte bizzarra è che non c’era nessun alternate per sostituire il tedesco, così Herwig Straka, il direttore del torneo, è andato in giro per l’impianto chiedendo di giocare a chiunque incontrasse (questa parte è un po’ romanzata e potrebbe non corrispondere esattamente alla realtà).

Si è allora fatto avanti Soares, che ha anche approfittato del bye al primo turno, mentre si presentava relativamente abbordabile la sfida decisiva contro Attila Balazs, cliente scomodo sulla terra battuta ma che sul duro indoor fa più paura per il nome. Invece, l’ungherese finalista all’ultimo torneo di Umago ha regolato Bruno 6-2 6-4. Ma non è ancora finita: c’è infatti la possibilità di un ripescaggio come lucky loser martedì o mercoledì. Sono quattro gli sconfitti all’ultimo turno di qualificazioni e tre sono già entrati in tabellone (l’ultimo, l’ucraino Sachko che prenderà il posto in tabellone di Nishikori, era a sua volta un alternate). Certo che Monfils si sarebbe potuto ritirare 40 minuti prima invece che sul punteggio di 1-6 0-2 dopo poco più di mezz’ora.

 

Resta solo un piccolo dubbio. A noi piacerebbe davvero vedere Bruno Soares esordire in un tabellone di singolare, addirittura in un ATP 500 di questo livello, ma… a lui importerà qualcosa?

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Giorgi e Trevisan presenti a Linz: l’entry list completa

Pubblicata l’entry list dell’ultimo torneo WTA della stagione: guida Sabalenka, seguita da Rybakina e Mertens

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Era stato il primo circuito a ripartire e sarà anche il primo a terminare la stagione. Il tour WTA si sta preparando al suo ultimo torneo stagionale che si disputerà nella città di Linz, in Austria, dal 9 al 15 novembre. Si tratta di un evento di categoria International con un tabellone da 32 giocartici, e ad essere ammesse direttamente nel main draw sono in 22. Al momento la lista delle partecipanti vede come testa di serie numero 1 Aryna Sabalenka, fresca vincitrice del torneo di Ostrava. La bielorussa, che si sta confermando sempre di più come una temibile avversaria nei mesi autunnali, sarà seguita da Elena Rybakina ed Elise Mertens. Assente invece la campionessa uscente Coco Gauff.

(clicca per ingrandire)

Il torneo austriaco si disputa ininterrottamente dal 1987 e nella 34esima edizione sono due le presenze azzurre assicurate. Una è quella di Camila Giorgi (numero 75), ammessa direttamente nel tabellone grazie al suo ranking. La tennista marchigiana ha trionfato a Linz nel 2018 in quello che è il suo secondo e finora ultimo torneo della carriera. L’altra italiana presente è Martina Trevisan (numero 83) la quale ha usufruito del ritiro di Marketa Vondrousova. Segnaliamo poi, nella lista delle alternates (atlete pronte a subentrare nel caso di forfait altrui) anche la presenza di Jasmine Paolini. Ricordiamo infine che quattro posti per il tabellone principale verranno assegnati dagli organizzatori con le wild card e i restanti otto saranno messi in palio nelle qualificazioni.

L’entry list aggiornata del torneo di Linz

 

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