Fognini-Berrettini, falsa partenza (Scanagatta). Fognini e Berrettini subito al tappeto. La Davis è in salita (Cocchi). Che fine ha fatto Fabio, il divo di Montecarlo? (Clerici)

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Fognini-Berrettini, falsa partenza (Scanagatta). Fognini e Berrettini subito al tappeto. La Davis è in salita (Cocchi). Che fine ha fatto Fabio, il divo di Montecarlo? (Clerici)

La rassegna stampa di martedì 19 novembre 2019

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Fognini-Berrettini, falsa partenza. Una Davis a rischio Usa e getta (Ubaldo Scanagatta, Giorno – Carlino – Nazione)

Non è cominciata per nulla bene l’avventura italiana a Madrid per la nuova Coppa Davis che riunisce nella Caja Magica le squadre di 18 Paesi con la società Kosmos del calciatore del Barcellona Piqué che ha promesso un investimento di 3 miliardi in 25 anni. Il Canada conduce 2- 0 dopo i due singolari e prima del doppio iniziato nella tarda serata di ieri, ma comunque ininfluente sull’esito finale. L’Italia esordiva ieri col Canada che, causa l’indisponibilità di Raonic e la caviglia malandata di Auger-Aliassime, sembrava sfavorita contro gli azzurri che schieravano Berrettini n.8 e Fognini n.12. Il capitano canadese Dancevic ha preso un rischio schierando nel primo singolare il doppista Pospisil, che in classifica di singolare è soltanto n.150. Ma il rischio ha pagato perché Pospisil, alto un metro e 93 per 88 kg, serve mediamente 30 km orari più forte di Fognini e su questo velocissimo campo intitolato a Aranxta Sanchez (3500 spettatori la capienza ed era bello pieno) ha quasi sempre comandato gioco e punteggio. 4-1 nel primo set, prima che Fognini risalisse a 4 pari e sul 5-5 si procurasse 3 pallebreak consecutive. Due belle battute del canadese e un errore gratuito di Fabio (che dava la sensazione di essere claudicante) hanno fatto sfumare quelle opportunità, con Fognini furibondo che ha lanciato una palla in tribuna rimediando l’inevitabile ammonizione. E al successivo tiebreak Pospisil ha sempre condotto per chiuderlo 7 punti a 5. Un solo break, avvenuto sul 5 pari, e anche il secondo set è stato appannaggio di Pospisil. Molto più bello e combattuto il secondo match, caratterizzato dall’assenza di break. Berrettini ne ha avute 3 – che erano setpoint sul 5-4 del primo set poi perso – e Shapovalov 7, tutte annullate. Ha vinto Shapovalov, n.15 del mondo, su Berrettini con tre set conclusi al tiebreak, 7-6(5) 6-7(3) 7-6(5). L’Italia dovrà giocare mercoledì contro gli USA di Fritz e Tiafoe (o Opelka) e dei doppisti Sock e Querrey.

Fognini e Berrettini subito al tappeto. La Davis è in salita (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

E dire che dopo aver eliminato Gael Monfils volevamo tutti così bene a Denis Shapovalov. Aveva dato una spintarella al destino mandando Matteo Berrettini nel paradiso delle ATP Finals, però il karma esiste. E le gufate contro il povero francese sono tornate indietro come un boomerang decapitando le velleità dell’Italia in Coppa Davis. Perde Fabio Fognini contro Vasek Pospisil messo all’ultimo al posto di Felix Auger Aliassime, perde Matteo Berrettini contro Denis Shapovalov. Il canadese, da quando ha cambiato guida tecnica passando a Mikhail Youzhny, è cresciuto esponenzialmente ritrovando potenza, elasticità e gioia di giocare che sembrava aver perso. E così Berrettini si ritrova a ringraziare per il favore di Bercy nel modo più doloroso; mentre l’Italia si lecca le ferite a quota zero punti in classifica nel Gruppo F. Si ribaltano così le prospettive del capitano Barazzutti e della squadra più forte, sulla carta, degli ultimi anni. Con il numero 8 e il numero 12 al mondo si pensava a ben altro epilogo, ma le forze fresche canadesi si sono fatte pesantemente valere sul gruppo azzurro, arrivato a fine stagione con le sue bocche da fuoco prosciugate da una lunga serie di risultati positivi: «I ragazzi sono molto stanchi come è normale che sia a questo punto dell’anno — diceva Barazzutti — ma sanno di dover fare un ultimo sforzo e si sono messi a disposizione con entusiasmo». Non c’è tempo di piangersi addosso, non tutto è perduto e bisogna ricompattare le forse fisiche e mentali per presentarsi alla sfida di domani contro gli Stati Uniti al massimo della solidità fisica e mentale. Oggi il Canada di Shapovalov (e Aliassime?) affronterà gli Stati Uniti che hanno in Taylor Fritz e nel gigante Opelka i numeri uno e due, ma che possono contare anche su Querrey e Tiafoe, oltre a un Sock riconvertito in doppista di lusso. Qualora gli Usa battessero il Canada e gli azzurri superassero gli Usa, allora si riaprirebbe tutto e si andrebbe a contare il quoziente match e set. Ma è necessaria una reazione immediata […] A Berrettini non si poteva chiedere di più, onestamente. Sceso dalla scaletta dell’aereo da Londra e catapultato agli allenamenti, ben felice di farlo, l’azzurro era reduce dal sogno della prima vittoria alle Finals, primo italiano di sempre a riuscirci: «Sto ancora cavalcando l’onda – diceva prima del match -. Sono super fiero ed orgoglioso di quanto ho fatto in questo 2019, ma la maglia azzurra ti dà sempre motivazioni extra» […] L’unico del team azzurro ad avere la forza di dire qualcosa dopo il 2-0 è Umberto Rianna, nello staff di Matteo Berrettini insieme allo storico coach Vincenzo Santopadre. Parole di conforto per il romano che a 23 anni è arrivato a chiudere la stagione da numero 8 del mondo: «Non c’è molto da dire, Matteo è arrivato un po’ prosciugato da tutte le emozioni che ha vissuto a Londra – è il commento del tecnico azzurro -. È sceso in campo e ha dato fondo a tutte le energie che gli rimanevano, per questo deve uscire dal campo a testa alta. I set point? Sarebbe sbagliato adesso recriminare su un punto o due, è stata una grande partita». Peccato solo per il risultato.

Che fine ha fatto Fabio, il divo di Montecarlo? (Gianni Clerici, Repubblica)

Se posso così chiamarlo, ho visto un match tra un finto giocatore di doppio e uno finto di singolare. Pospisil nel primo caso, Fognini nel secondo […] Il povero Fognini giocava già in difesa da quando serviva: mai un ace, mai un serve and volley. Subiva. Chissà dove si era nascosto il Fognini di Montecarlo. Chissà dov’era il Fognini patriota che, dalla Davis, ha sempre tratto il suo meglio. Un Fognini così ammirato dell’avversario, così passivo non lo ricordo, tanto da far apparire Pospisil un grande doppista in una occasionale giornata di singolare. Con il servizio, seguito poi da discese a rete e da volèe definitive, da grande giocatore di volo, che avrebbe voluto essere o diventare. Ma che non è mai stata e che mai non sarà, eccettuata la giornata odierna.

 

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Serena Williams: «Fermarmi mi ha reso più forte» (Piccardi). Roland Garros, porte riaperte. Ok per 20mila persone al giorno (La Nazione). Djokovic negativo. Roma, il rischio è la quarantena (La Gazzetta dello Sport)

La rassegna stampa di venerdì 3 luglio 2020

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Serena Williams: «Fermarmi mi ha reso più forte» (Gaia Piccardi, Corriere della Sera)

La differenza, come sempre, sta nei dettagli. Il corriere Dhl che a metà giugno ha suonato il campanello di casa Ohanian-Williams, villa di Palm Beach, Florida, aveva in agenda una consegna importante. «Un pezzetto di Laykold, la nuova resina acrilica su cui si giocherà l’Open Usa, confermato a New York con inizio il 31 agosto» ha rivelato al mondo del tennis Stacey Allaster, primo direttore donna in 140 anni di storia dello Slam americano, scatenando la fantasia dei retroscenisti: perché mai il torneo, che quest’anno ha deciso di cambiare superficie di gioco, ha dovuto favorire Serena Williams spedendole a casa una mattonella-campione del campo rinnovato? La risposta è nel dna della campionessa dei 23 titoli Slam: la pandemia mondiale che ha congelato lo sport per mesi non ha tolto alla fuoriclasse la voglia di vincere. Durante il lockdown, Serena si è fatta costruire in giardino un campo identico a quello su cui sabato 12 settembre, giorno della finale femminile dell’Open Usa, proverà a conquistare il 24esimo Major, agganciando alla fine di una rincorsa durata ventuno anni l’antenata australiana Margaret Court, detentrice del record. Ennesimo piccolo, ma fondamentale, dettaglio: quel sabato mancheranno appena dieci giorni al suo 39esimo compleanno. «Torno, e non vedo l’ora» ha detto la Williams in un videomessaggio che ha riacceso la fibrillazione tra le legioni di fan, che includono Barack e Michelle Obama, Oprah Winfrey, Megan Markle, Beyoncé e Ellen DeGeneres, oltre a 12,4 milioni di follower su Instagram e 10,8 su Twitter. L’entusiasmo non era scontato: a un certo punto si era sparsa la voce che l’americana e il marito Alexis Ohanian, volessero approfittare della lunga quarantena per allargare la famiglia. E invece Serena non è sazia di vittorie. Da un’ardita triangolazione tra il coach di lungo corso Patrick Mouratoglou e la storica agente Jill Smoller, ecco la risposta della Williams alla nostra domanda ‘ma chi te lo fa fare?’ «Giocare a tennis è la cosa che mi viene meglio. Ho un amore sconfinato per il mio sport. Questo break è stato un male necessario: non l’ho chiesto, non l’ho voluto, ce l’ha imposto Il virus, ma sento che mi ha fatto bene. In retrospettiva posso dirlo: il mio corpo ne aveva bisogno. E adesso mi sento bene come non mai. Più rilassata, più in forma, più centrata. È come se il mio cervello mi dicesse okay, adesso finalmente puoi giocare il tuo vero tennis!». Messaggio ai naviganti: finora Serena ha scherzato, è da adesso che si comincia a fare sul serio. E non è follia pensare che il lockdown abbia davvero allungato la carriera della Williams, permettendole di conservare intatte certe fibre muscolari che l’usura del circuito rischiava di rendere lise e di covare sotto la cenere motivazioni che sembravano evaporate con il tempo. […]

Roland Garros, porte riaperte. Ok per 20mila persone al giorno (La Nazione)

 

Ora è ufficiale: il Roland Garros sarà il primo torneo tennistico dello Slam con il pubblico dopo l’emergenza Coronavirus. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente della federtennis francese, Bernard Giudicelli: «Quest’anno si giocherà con il pubblico, 20mila persone al giorno, e diecimila al massimo per le finali». Gli Open di Francia, rinviati a causa della pandemia, si giocheranno dal 21 settembre (qualificazioni comprese) all’11 ottobre. Giudicelli ha anche spiegato come verrà limitato il numero di spettatori all’interno degli impianti. «Sui tre campi principali (il Philippe-Chatrier, il Suzanne-Lenglen e il Simonne-Mathieu), i posti a sedere seguiranno un preciso protocollo – ha detto -: su ogni fila ci sarà un posto vuoto che dividerà ogni gruppo di acquirenti perché ci sarà un massimo di 4 persone che vogliono sedersi in posti adiacenti. Sugli altri campi, invece, un posto su due sarà lasciato vuoto per rispettare la giusta distanza». Ne viene fuori che, così facendo, il numero di spettatori ammessi ai match del Roland Garros sarà compreso tra il 50 e il 60% della capacità normale (circa 20.000 biglietti disponibili per i primi turni, 10.000 per le finali).

Djokovic negativo. Roma, il rischio è la quarantena (La Gazzetta dello Sport)

Il pasticciaccio brutto dell’Adria Tour sembra virare verso il sereno per Novak Djokovic, almeno dal punto di vista sanitario. A dieci giorni dalla positività del tampone effettuato a Belgrado, un comunicato stampa dell’entourage del campione ha dato notizia della negatività del numero uno Atp e della moglie Jelena dopo un secondo test. Nole teoricamente dovrebbe rimanere in isolamento per altri cinque giorni, per rispettare le due settimane. Secondo le ultime linee guida dell’OMS, tuttavia, un paziente che non abbia mai manifestato sintomi potrebbe uscire dalla quarantena dopo 10 giorni e quindi Djokovic avrebbe la possibilità di tornare ad allenarsi già oggi, visto che è asintomatico. Intanto, in attesa della ripartenza di agosto, i tornei già in calendario cominciano ad organizzarsi per garantire l’apertura al pubblico. Ieri il Roland Garros (21 settembre – 11 ottobre) ha comunicato il suo programma: si giocherà a porte aperte e l’intenzione è di riempire gli spalti tra il 50 e il 60% della capienza, quindi con 20.000 presenze al giorno. Chiaramente questa strategia verrà applicata se i protocolli sanitari non verranno ulteriormente inaspriti. La vendita dei nuovi biglietti partirà dal 9 luglio per i francesi, mentre la vendita libera comincerà il 16 luglio. Su ogni fila, un posto verrà lasciato libero a dividere ogni gruppo di acquirenti, mai più numeroso di quattro unità. Ci sarà l’obbligo di indossare sempre la mascherina. Uno schema che verrà mutuato con ogni probabilità anche dagli Internazionali d’Italia (inizio il 20 settembre), che apriranno al pubblico con metà della capienza. Il problema dei tornei europei (c’è anche Madrid) è il divieto attualmente in vigore degli spostamenti da alcuni paesi extra Schengen, in particolare gli Stati Uniti, e della quarantena richiesta ai viaggiatori, due situazioni che preoccupano Atp e Wta. I tennisti, tra l’altro, non sono considerati atleti professionisti (per i quali esiste la deroga): per questa ragione a breve ci sarà un incontro tra i Ministri della Salute di Italia, Spagna e Francia per approvare un decreto sotto l’egida della Ue.

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Intervista a Neil Stubley: “Senza Wimbledon mi sento orfano. Amo questi campi come i miei figli” (Cocchi). ATP Finals, 10 cordate in campo. A fine mese il progetto vincitore (Guccione)

La rassegna stampa di giovedì 2 luglio 2020

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Intervista a Neil Stubley, il mago dell’erba: “Senza Wimbledon mi sento orfano. Amo questi campi come i miei figli” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

È l’erba sacra del tennis. Quella che ogni tennista sogna di calpestare almeno una volta nella vita. L’erba di Wimbledon, lo Slam che sarebbe iniziato lunedì a Londra, ma è stato cancellato dalla pandemia, è e sarà sempre più verde. […] Neil Stubley è l’head gardener, il giardiniere capo di Wimbledon. […] Neil, come sono queste giornate da orfano di Wimbledon? «Una strana sensazione. Da un lato non abbiamo mai smesso di lavorare, anche dopo la cancellazione del torneo, ma l’adrenalina, l’ansia della vigilia, la speranza che tutto fili liscio… beh, quella un po’ mi manca. Avevamo voglia di mostrare a tutto il mondo i frutti del nostro lavoro». Lei è un tipo ansioso? «Quando si tratta dei nostri campi abbastanza. Il giorno prima dell’inizio c’è del sano nervosismo, perché tutti noi desideriamo che le condizioni dell’erba siano buone. La notte prima non si dorme mai bene. Ma quando nei primi match tutto fila liscio, allora si comincia a respirare». Come ha reagito quando è arrivata la notizia dell’annullamento del torneo? «Dopo un momento di normale tristezza, ci siamo rimboccati le maniche e rimessi all’opera. La pandemia ha fermato il mondo, ci ha costretti al lockdown, ma madre natura non la ferma nessuno. L’erba cresce e i campi vanno comunque mantenuti, rasati, innaffiati come se si giocasse. E il prossimo anno torneranno ancora più belli e più verdi». Come vi siete organizzati durante l’isolamento? «Ci siamo divisi in due squadre di lavoro. Il distanziamento non è un problema, siamo a 20 metri di distanza e ognuno di noi ha la propria macchina e i propri oggetti personali. Alla fine si lavano e sistemano gli attrezzi. Tutto secondo le regole dettate dal governo». Quanti giardinieri dirige solitamente durante il torneo? «Di base siamo 17 giardinieri all’All England, ma nel periodo di preparazione e manutenzione dei campi, quello che va da aprile a ottobre, si aggiungono 12 persone. Arrivano da ogni parte del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. Quest’anno con il blocco dei voli non è potuto arrivare nessuno». […] Ma non era proprio possibile posticipare Wimbledon, magari ad agosto? «L’erba è una superficie viva, in quel periodo il sole scende prima, i campi sarebbero più bagnati e scivolosi. In più, con meno ore di luce, non ci sarebbe tempo per tutte le partite». Ci sono giocatori che rovinano i campi più di altri? «Non è tanto il tennista, quanto piuttosto il numero di ore di gioco. Ovviamente gli uomini incidono di più: giocano tre set su cinque e quelli più alti e pesanti hanno un impatto diverso rispetto alle donne che stanno in campo meno e sono più leggere. Durante il torneo facciamo ruotare i tennisti. In generale la nostra erba resiste bene fino a circa 12 ore di partite. L’unica cosa che rovina davvero i campi è la Poa Annua, un’erbaccia terribile. La Kriptonite dei giardinieri, quella non si ferma nemmeno davanti alla pandemia». […] Ammettiamolo: tanta fatica, ma anche il privilegio di assistere ogni anno a match spettacolari. «Vuole la verità? Quando sono in tribuna io ho sempre gli occhi sul campo, sui piedi dei giocatori, sul rimbalzo della palla. Pensi che nel 2013, quando Andy Murray vinse il primo titolo, ero sul Centrale. Non ho nemmeno visto il match point». […] Qual è stata l’edizione di cui va più fiero? «Nel 2012 abbiamo compiuto un’impresa: Wimbledon e i Giochi di Londra sugli stessi campi. Uno dopo l’altro. Non è stato per nulla facile». Lei sente di aver fatto un buon lavoro quando… «Quando alla fine del torneo nessuno ha parlato dell’erba».

ATP Finals, 10 cordate in campo. A fine mese il progetto vincitore (Gabriele Guccione, Corriere Torino)

Solo l’impatto economico, senza contare quello che si guadagnerà in termini di immagine, si preannuncia di tutto rispetto: insieme alle ATP Finals atterrerà su Torino, stando al primi calcoli, una pioggia di 80 milioni di euro tra ricadute dirette e indirette. «E si tratta di cifre sottostimate — assicura Marco Martinasso, direttore generale della Fit Servizi, il braccio operativo della Federtennis —. Sono convinto, infatti, che l’evento, da 220 mila spettatori in otto giorni, sarà in grado di generare sulla città un valore maggiore». Ecco, dunque, che si capisce perché a farsi avanti, per cercare di accaparrarsi l’organizzazione del torneo dei maestri del tennis internazionale dal 2021 al 2025, siano state ben 10 cordate di imprenditori e professionisti degli eventi. Tante hanno risposto al bando di gara indetto dalla Fit per il masterplan della manifestazione: Balich Worldwide Shows; Parcolimpico e Live Nation; Prodea e Armando Testa; Next Group; Ey, Recchi, Rcs Sport e Carlo Ratti Associati; Awe Sport, Benedetto Camerana e Nielsen Sport; Hdra e Anvi; Pwc e GroupM, Master Group Sport e Pininfarina e, infine, Deloitte e Italdesign. Ciascuna cordata sta lavorando per presentare il proprio progetto: comunicativo ma anche architettonico. Le proposte verranno esaminate e valutate nei prossimi giorni. […] L’unico punto fermo, al momento, è la location: le gare si terranno al Palasport Olimpico, a Piazza D’Armi. Mentre per gli allenamenti verranno usati i campi dello Sporting, in corso Agnelli e, probabilmente, il PalaVela. […] Basti pensare che l’evento verrà trasmesso sulle tv di 190 Paesi. Così, gli 80-90 milioni di dollari stimati dai periti della Fit, agli occhi del torinese Martinasso, appaiono «sottostimati». In particolare, secondo i calcoli, l’effetto economico diretto della manifestazione sarà di 27 milioni di dollari (biglietti, presenze, ecc), mentre quello indiretto (le spese degli ospiti durante il loro soggiorno) di 54 milioni: 12 in shopping, 18 in ospitalità, 5 in intrattenimento,12 in ristorazione e 6 in trasporti. A tutto questo si sommeranno altri vantaggi in termini di reputazione e di nuove competenze. […]

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Sonego batte pure i crampi (Bertellino)

La rassegna stampa di mercoledì 1° luglio 2020

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Sonego batte pure i crampi (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Il circuito del tennis, questa volta non solo azzurro, si è spostato da Todi a Perugia, per la seconda tappa dello ZzzQuil Tour. Ieri esordio dei protagonisti e vittoria speciale per un “cavallo” di ritorno, il 35enne toscano Luca Vanni, già numero 100 del mondo ora sceso, a causa dei numerosi infortuni e delle operazioni, al numero 493 del ranking ATP. Successo contro un giocatore in forma (nei quarti a Todi) come il novarese Giovanni Fonio, classe 1998, con doppio 6-4: «Sono molto emozionato – ha detto Luca al termine – mi viene quasi da piangere. Dopo tutto quello che ho passato tra infortuni e momenti tristi, tornare a vincere una partita di livello mi dà molta soddisfazione». Superato il problema alla schiena che gli aveva impedito di prendere parte agli Assoluti della ripartenza, Vanni pensa al futuro: «La verità è che ho ancora tanta voglia di giocare e passione per questo sport. Vorrei star bene e poter scendere in campo con regolarità. Penso di valere ancora un buon ranking e spero di poter giocare nuovamente le qualificazioni degli Slam». A segno ieri tra i big anche Thomas Fabbiano, che ha regolato in due set il giovane Luciano Darderi e si è definito in crescita. Ora è atteso al secondo turno da un altro giovane di belle speranze, il romano Matteo Gigante. […] Anche il neo campione italiano Lorenzo Sonego, n. 1 del draw, non ha fallito la prima contro il giovane Francesco Passaro, 19enne di casa cresciuto allo Junior Perugia. Non una passeggiata per il torinese che si rifugiato nel tie-break per conquistare il primo set 9 punti a 7 e nel secondo ha chiuso con fatica e inizio di crampi al decimo gioco (7-6 6-4). Nel tabellone femminile la numero 1 è Liudmila Samsonova che esordirà oggi alle 18.15 contro Camilla Scala.

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