Davis, Italia spalle al muro (Cocchi). Nella Davis in bilico un'Italia equilibrista (Azzolini). La Russia spaventa la Caja Magica. (Palliggiano)

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Davis, Italia spalle al muro (Cocchi). Nella Davis in bilico un’Italia equilibrista (Azzolini). La Russia spaventa la Caja Magica. (Palliggiano)

La rassegna stampa di mercoledì 20 novembre 2019

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Italia, spalle al muro. Travolgere gli USA per poter sperare (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Il giorno dopo la grande delusione non c’è tempo, nè voglia, di leccarsi le ferite. L’Italia deve già ripartire, con un unico obiettivo: battere gli Stati Uniti. Possibilmente tre a zero. Perché il girone a tre non lascia scampo e il Canada ieri, battendo Fritz e compagni senza regalare nemmeno un set in singolare — ma poi regalando un punto agli Usa col ritiro nel doppio —, si è assicurato il primato nel Gruppo F. Si qualificano ai quarti di Coppa Davis le prime dei sei e le due migliori seconde che solo domani in tarda mattinata. Ieri per Matteo Berrettini e Fabio Fognini è stata una giornata dedicata al riposo. Poco allenamento e molto scarico. Anche perché la sera della sfida col Canada le cose sono andate piuttosto per le lunghe con i due singolari e il doppio che hanno tenuto gli azzurri in campo fino a mezzanotte. Poi gli impegni con la stampa, l’antidoping e infine la fisioterapia, morale: sono andati a dormire oltre le 3 del mattino. Una situazione che ha creato un certo nervosismo non solo nel gruppo italiano ma anche nei canadesi,che ieri sera alle 18 erano nuovamente in campo contro gli Stati Uniti: «Verremo direttamente in pigiama — ha detto Shapovalov —, faremo la conferenza stampa alle 3 di notte…». Per evitarlo, hanno preferito saltare il doppio. Il capitano Barazzutti ha criticato la nuova formula della Coppa Davis: «Ci sono troppe cose che non funzionano. Non è possibile che dei giocatori che sono stati in campo ore debbano restare in piedi fino alle 3 del mattino. Questa è la nuova Davis? Va bene, giochiamola, ma bisogna risolvere diversi problemi». […] Fabio Fognini di Davis ne ha giocate tante, è stato protagonista di imprese e rimonte e quando veste di azzurro si accende. Contro Pospisil non è riuscito a trovare il filo del discorso ma il doppio gli ha ridato sorriso e spetanza: «È stato un punto fondamentale quello che siamo riusciti a conquistare con Matteo. Lui poi è stato bravissimo, è rimasto in campo cinque ore di fila. Ora rimbocchiamoci le maniche e spero solo di non giocare contro Opelka». Il gigante americano di 2 metri e 11 ha battuto Fognini pochi mesi fa, agli Us Open. […]

Italia, vincere e pregare (Davide Palliggiano, Corriere dello Sport)

 

Esausti dopo una prima giornata massacrante. Oggi c’è un solo risultato a disposizione per sperare di passare il turno. Vincere e bene contro gli Usa è un diktat per l’Italia. La gara con il Canada è stata persa: una maratona iniziata lunedì alle 16 e terminata quasi a mezzanotte. Una formula, quella della nuova Davis, che non piace a Barazzutti e nemmeno ai nostri giocatori: «Sono nostalgico – dice il capitano -, sarà perché l’ho giocata, ma così non mi piace, va sistemata». Il motivo, al di là del discorso tecnico, è semplice. La conferenza stampa post gara degli azzurri è andata in scena all’una di notte. Subito dopo Fognini e Berrettini si sono dovuti sottoporre ai test antidoping tomando in albergo alle 3.30. C’è il rischio che oggi si finisca ancora più tardi. Con gli Usa il primo match degli azzurri è sul campo 2 alle 18. Stanchi, ma lucidi nell’analizzare i match che li hanno visti uscire sconfitti: «Pospisil ha meritato la vittoria – racconta Fognini – Ha giocato bene, nulla da dire. Per fortuna abbiamo vinto il doppio che ci tiene a galla e che può valere tanto in vista della partita con gli Stati Uniti. Spero solo di non giocare con Opelka». Fabio ha sofferto la fisicità del canadese e per questo preferirebbe non incontrare il gigante americano di 211 cm e numero 36 del mondo contro il quale ha perso in quattro set quest’anno al primo turno a Flushing Meadows. […] Oggi non è escluso, a meno di sorprese, che siano Opelka e Fritz ad affrontare rispettivamente Fognini e Berrettini. […]

Nella Davis in bilico un’Italia equilibrista (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Consigli per sopravvivere, la nuova Davis sembra averne già bisogno. Al momento cammina in bilico sullo strapiombo, con le movenze incerte di chi compia i primi passi, e l’immagine nell’insieme non è certo di quelle rassicuranti. Ma i cahiers de doleance sono già aperti, fitti d’impressioni (non proprio positive) e anche di suggerimenti ed esortazioni. Sta a Gerard Piqué cogliere qui e là le sollecitazioni che vengono dagli altri giocatori in campo (tennisti, addetti ai lavori, media), per rimettere in fretta le cose a posto. Non è mancato il pubblico, ed è un buon punto di partenza. Non c’è il pienone, ma neanche gli spalti vuoti. […] Gli orari sono sballati, il turno pomeridiano stabilito alle 16 per la prima giornata, alle 18 per le successive, spinge i match a orari buoni per il Giappone e l’Australia, mentre per l’Europa sembrano dedicati solo agli insonni. Peggio che mai le conferenze stampa organizzate solo a risultato definitivo, che nel turno delle ore 18 potrebbero significare per i tennisti (c’è da eseguire anche l’antidoping) un rientro in albergo alle tre di notte. Il doppio italiano contro i canadesi, giocato di forza e di nervi da Berrettini e Fognini, è finito dopo la mezzanotte e non ha permesso di raccontare agli appassionati italiani né il risultato (hanno vinto Fabio e Matteo, in tre set) né rivedere il giudizio su Fognini, che sì, ha perso male il match con Pospisil, ma ha fatto da architrave alla tenuta della coppia italiana, e soprattutto non ha consentito di spiegare che, anche nel giorno della sconfitta, ottenere almeno un punto può tenere alta la speranza e aprire le porte a una qualificazione da miglior seconda classificata (due i posti in palio, su sei gironi). La prova italiana con il Canada mette gli azzurri nell’obbligo di battere gli Stati Uniti (oggi, ore 18), la successiva vittoria dei canadesi sugli statunitensi, assegna un’unica possibilità, quella del ripescaggio. […]

La Russia spaventa la Caja Magica. Bautista perde, Nadal pareggia
(Davide Palliggiano, Corriere dello Sport)

Rafa non delude e infiamma il suo pubblico. L’ultima volta sul centrale della Caja Magica, poco più di sei mesi fa, aveva perso contro Tsitsipas nella semifinale del Masters 1000 di Madrid poi vinto da Djokovic. Una delusione forte per i tifosi locali, riscattata in parte dal match di ieri di quello che è tomato recentemente ad essere il numero uno del mondo, capace di entusiasmare contro Khachanov (piegato in due set, con soffertissimo tie break nel secondo, 9-7) e ridare un pizzico di speranza a una Spagna incredibilmente sotto dopo il primo singolare con la Russia, che lunedi aveva rifilato un netto 3-0 ai campioni in carica della Croazia. La caccia alla sesta Coppa Davis è partita dunque ieri sera: la Spagna gioca in casa, l’occasione è ghiotta, ma l’esordio è stato inaspettato. Bautista Agut, infatti, cade contro Rublev davanti a oltre 10.000 spettatori tutti per lui, diventati poi 12.000 per Nadal. Il centrale della Caja Magica ha spinto il trentunenne di Castellón de la Plana a vincere il primo set per 6-3. Nel secondo il russo gli ha ricambiato il punteggio e poi al tie-break, nel terzo set, ha chiuso con un perentorio 7-0. Nadal, imbattuto da quindici anni in Davis (parziale di 24-0 dopo l’unica sconfitta subita all’esordio nel 2004) ha riportato poi il giusto entusiasmo nell’impianto madrileno. Bandiere, cori, una mini orchestra di fiati ad accompagnare poi l’immancabile “vamos Rafa!” gridato a più riprese per quella che è forse la stella più brillante dello sport locale in un periodo in cui la Spagna è salita sul tetto del mondo nel basket e ancora una volta nel motociclismo. […] Questa mattina tocca invece al numero 2 del mondo, Novak Djokovic, che con la sua Serbia affronta alle 11 sul centrale il Giappone. Nole, come Nadal, deve riscattare la delusione delle ATP Finals di Londra. Il suo gomito sta bene, qualcuno ha pensato potesse perdere l’appuntamento, ma si è presentato regolannente a Madrid tre giorni fa, si è allenato e ora è pronto per guidare la sua Serbia alla conquista della Davis.

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Perde 6-0 6-0 senza fare punti. Ma c’è l’ombra delle scommesse (Lombardo)

La rassegna stampa di mercoledì 11 dicembre 2019

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Perde 6-0 6-0 senza fare punti. Ma c’è l’ombra delle scommesse (Marco Lombardo, Il Giornale)

Lo chiamano Golden Match, ma in questo caso l’unico oro in palio se lo è intascato chissà chi. Il sospetto è questo, quasi una certezza dopo aver visto le immagini del torneo ITF M15 Qatar, in un periodo dell’anno in cui le uniche presenze nel circuito mondiale sono figlie di un tennis minore. L’incontro tra il thailandese Krittin Koaykul e l’ucraino Artem Bahmet è finito 6-0, 6-0 in appena 22 minuti. E la cosa grottesca non è che il secondo non sia riuscito a mettere insieme neanche un punto, ma è come l’ha fatto. Vedere (su internet) per credere. Dunque: alla fine il match è durato quarantotto punti di fila messi a segno da uno che viaggia al numero 1367 della classifica mondiale, ma il problema è che l’altro non si sapeva bene chi fosse. Avete presente i famosi giocatori da circolo? Ecco: molto peggio. Di Bahmet non esiste nessuna traccia negli albi dei tennisti, e visto come gioca non c’è da dubitarne. La domanda però è perché fosse lì. E la risposta sembra facile facile. L’ucraino – a quanto risulta al sito spagnolo Abc – sarebbe in realtà un manager, anche un questo caso non si sa di chi. Di certo c’è che nel tabellone di questo malandato torneo ci fossero ancora dei vuoti, e dunque l’organizzazione ha deciso di mettere in azione i buttadentro: chi arriva primo si iscrive. Bahmet l’ha fatto, e a suo modo è entrato nella storia del tennis. Peccato però che questa favola dello sport al contrario abbia un retrogusto un po’ strano: ci si può ridere, fino a quando non viene il sospetto che dietro a tale assurdità ci sia la mano della criminalità. Sempre ben presente sugli spalti dove nessuno ci può fare caso. E quindi: la prima partita ufficiale di Artem Bahmet finisce un po’ così, per scommessa. E il seguito potrebbe essere ancora peggio.

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Capello)

La rassegna stampa di martedì 10 dicembre 2019

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Enrico Capello, Tuttosport)

Fa bei sogni, Lorenzo Sonego. Ieri il tennista torinese, classe 1995, numero 52 del ranking mondiale, è stato premiato a Torino dall’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) Subalpina, presieduta da Federico Calcagno, come atleta piemontese dell’anno. «Un voto alla mia stagione? Otto – spiega – Non avrei mai creduto di entrare nei 50 al mondo così velocemente (è il n. 46), di vincere un torneo sull’erba ad Antalya, di raggiungere i quarti in un Masters 1000 a Montecarlo e di sfidare il mio idolo, Roger Federer, al Roland Garros. Per il 2020, punto a entrare nei primi 20. Devo lavorare sul rovescio e sulla risposta e fare tanta esperienza ad alto livello contro i più forti per imparare a gestire le situazioni dei match e a crearmi una mia identità di gioco». Sonego, che inizierà l’anno con i tornei di Doha e Auckland, ha tre grandi obiettivi sul medio periodo. «Sono ambizioso. Vorrei giocare almeno un’edizione delle ATP Finals a Torino e provare a vincere gli Internazionali d’Italia, perché anche se servizio e dritto mi aiutano sul veloce la mia superficie resta la terra, e la Coppa Davis. Con Berrettini, Fognini e Cecchinato siamo una nazionale forte e completa, solo la Spagna, secondo me, oggi ci è superiore. L’anno prossimo spero sia quello buono per l’insalatiera anche se questa formula concentrata in una settimana non mi piace. Non c’è pubblico e i ritmi forsennati danneggiano noi atleti e lo spettacolo. Qualcosa andrà cambiato» […]

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Vassallo)

La rassegna stampa di domenica 8 dicembre 2019

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Elisabetta Vassallo, Il Secolo XIX)

Per l’ennesima volta le ragazze del Tennis Club Genova arrivano alla finale scudetto e mancano il bersaglio per un soffio. La gara si è svolta a Lucca in due giornate e il team ligure sembrava essere ormai a un passo dal tricolore quando la situazione si è capovolta in favore delle «solite rivali» come il presidente del TC Giovanni Mondini ha definito il TC Prato, ritirando il trofeo del secondo posto. A decidere la sconfitta delle genovesi è stato il long tie break del doppio di spareggio, terminato 10 a 6 per le toscane. Le liguri erano state avanti 5 a 2, poi all’improvviso la situazione si è capovolta, complici alcuni errori sotto rete. Liudmila Samsonova e Alberta Brianti hanno così ceduto a Martina Trevisan e a Kristina Kucova. La competizione tra il TC Genova e il TC Prato era iniziata nel pomeriggio di venerdì quando si sono disputati due incontri: Alberta Brianti ha affrontato Lucrezia Stefanini e dopo due ore e venti minuti di lotta la biancorossa ha ceduto al terzo set 3-6 6-2 5-7. E’ toccato allora alla russa-genovese Liudmila Samsonova (21 anni, 135 Wta) portare il punto dell’1-1 battendo 6-4 6-2 la slovacca Kucova (176 Wta). Le altre partite sono state giocate ieri sino alle 9 di sera e tutte sono state lottate sino all’ultimo. Lucia Bronzetti del TC Genova ha tenuto testa per oltre due ore a Martina Trevisan (157 Wta) prima di arrendersi 4-6 6-4 4-6. Nel pomeriggio, sul 2 a 1 per le toscane, è sceso in campo il doppio: Brianti-Samsonova contro Stefanini-Trevisan. Dopo un set pari, nel long tiebreak il TC Genova è finito sotto 2 a 5, ma punto dopo punto le biancorosse sono riuscite a risalire sino a chiudere 10 a 7. Tutto da rifare: lo scudetto è stato deciso dal doppio di spareggio iniziato poco dopo le 19 con schierata ancora Brianti, 39 anni, che aveva già giocato 4 ore, insieme a Samsonova. Prato ha sostituito Stefanini con Kucova e ha conquistato il sesto scudetto.

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