ATP Doha: Rublev doma la sorpresa Moutet, terzo titolo e best ranking

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ATP Doha: Rublev doma la sorpresa Moutet, terzo titolo e best ranking

Con un tennis lucido e devastante, Andrey Rublev domina in finale a Doha il talentuoso outsider Corentin Moutet. Da lunedì il russo entrerà per la prima volta in Top 20

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Un avvio di stagione 2020 del circuito maschile con tanto di fresche novità. Il francese Corentin Moutet (n. 81 ATP), classe 1999, genietto imprevedibile dal talento cristallino – amante di Chopin e dei poeti maledetti – era approdato alla sua prima finale del circuito maggiore in quel di Doha, ma ha dovuto arrendersi a un agguerritissimo Andrey Rublev. Il tennista moscovita (alla sua quinta finale in carriera e con titoli vinti, Mosca 2019 e Umago 2017), ha messo in campo un tennis devastante e praticamente perfetto dominando il francese 6-2 7-6(3) in un’ora e 26 minuti.

Il primo parziale è un assolo di Rublev che surclassa l’avversario infliggendogli un severissimo 6-2. Poi, dal 4-1 del secondo set, subisce la rimonta orgogliosa di Moutet che lo trascina al tie-break per poi sciogliersi definitivamente negli ultimi punti. Prestazione solida e convincente per un glaciale Andrey Rublev che, da lunedì, entrerà per la prima volta in Top 20 (sarà n. 19 ATP). Rimane una settimana più che positiva anche per Moutet, alla sua prima finale ATP, anche se il francese oggi ha da recriminare per un avvio di match troppo confuso. Dalla prossima settimana anche il francese otterrà il suo best ranking, salendo alla posizione n. 71.

LA PARTITA

 

RUBLEV DEVASTANTE – Fin dall’inizio gli scambi sono durissimi, con il russo che impone un ritmo serratissimo da fondo campo. Il francese tenta di liberarsi dal martellamento dell’avversario ricorrendo a soluzioni fantasiose e raffinate. Tuttavia, con un incauto serve & volley sulla palla break russa, cede il servizio e permette a Rublev di salire 2-0. Questi è un rullo compressore: dritto e rovescio angolati e profondi lo portano sul 3-0. Moutet insiste con i suoi cambi di ritmo, salva altre due palle game e fa un passo sull’1-3, anche se continua a soffrire il ritmo infernale dell’avversario, che viaggia solido sul 5-2. Imperturbabile, Rublev si procura tre set point. Corentin salva il primo con un passante fulmineo, ma su quello successivo non c’è nulla da fare. Andrey continua imperterrito con le fucilate angolate e pesanti fino a spiazzare l’avversario che nulla può: 6-2 per il tennista di Mosca, al termine di un primo set giocato in modo perfetto.

LA RIMONTA DI MOUTET, LA FREDDEZZA DI RUBLEV – L’avvio di secondo set è identico a quello del primo. Moutet si difende bene, estrae ottime giocate dal cilindro ma a rimanere avanti nel punteggio è sempre Rublev, meno fantasioso ma estremamente concreto. I colpi partono velocissimi dalle sue corde, buttando fuori dal campo un Moutet sempre in affanno. E, per giunta, Andrey è supportato da un servizio impeccabile. Vola sul 3-0, e poi sul 4-1. Il parigino delizia il pubblico con alcune soluzioni raffinate che contraddistinguono il suo stile e si avvicina ancora sul 2-4. Qui un indomito Moutet lascia andare a più non posso i colpi e si procura le prime due palle break dell’incontro. La prima sfuma ma la seconda è sua. Il francese non solo recupera dall’1-4 al 3-4 ma realizza un pareggio davvero inaspettato sul 4-4. Tuttavia Rublev non batte ciglio e tiene a zero il turno di servizio che lo porta sul 5-4. E continua a martellare, giungendo a due punti dal match; Corentin si difende strenuamente ed ecco che Rublev commette forse il primo sostanzioso passo falso, con un sanguinoso gratuito di dritto, ossigeno per Moutet che lo aggancia anche sul 5-5. Il russo non demorde e avanza ancora sul 6-5. Tensione e carica agonistica a mille tra i due che lottano come guerrieri, forse per la prima volta nel match.

Ed è tie-break. Il russo si porta rapidamente in vantaggio 4-0, ritrovando la freddezza e il tennis smagliante del primo set e parte del secondo. Moutet invece smarrisce lucidità e concentrazione, sparacchiando malamente un colpo dopo l’altro. Rublev allunga sul 6-1, con ben 5 match point a favore. Il francese gioca il tutto per tutto, pizzica due righe e si avvicina sul 3-6. Ma la terza palla match sorride al moscovita: con un’ennesima bordata, rabbiosa e profondissima, Andrey va a prendersi il terzo titolo in carriera, dopo quelli di Mosca 2019 e Umago 2017. In principio di un 2020 che, nei prossimi mesi, potrebbe portarlo ancora più in alto in classifica; i punti da difendere in classifica da qui a luglio, quando scadrà la cambiale della finale di Amburgo, sono poco più di 300.

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L’ATP annuncia nuove modifiche al calendario: si gioca a Singapore e Marbella

Ufficializzati due nuovi tornei, a Singapore (22-28 febbraio) e Marbella (5-11 aprile). Il torneo di Budapest si sposta a Belgrado, mentre Houston viene cancellato

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Come già nella passata stagione, anche nel 2021 il calendario del tennis sarà suscettibile di varie modifiche e aggiunte in corso d’opera in modo da far fronte all’emergenza coronavirus, garantendo al tempo stesso un adeguato numero di eventi. L’ATP ha dunque annunciato l’inserimento di due nuovi tornei, cui è stata concessa una licenza della validità di un anno. Il primo si disputerà sul cemento indoor di Singapore nella settimana successiva all’Australian Open (22-28 febbraio), mentre il secondo avrà luogo a Marbella, in Spagna, dal 5 all’11 aprile e la superficie prescelta sarà la terra rossa.

Per dare ai tennisti maggiori possibilità di giocare e guadagnare, l’ATP ha inoltre aumentato le dimensioni dei tabelloni di alcuni tornei. il caso del torneo di Dubai il cui tabellone principale passerà da 32 a 48 giocatori, mentre quello delle qualificazioni verrà allargato da 16 a 24. Anche i tornei di Acapulco, Cordoba e Santiago del Chile disporranno di tabelloni allargati da 16 a 32 giocatori per le qualificazioni.

Altre misure di aggiornamento del calendario prevedono lo spostamento del torneo di Budapest a Belgrado (19-25 aprile) e la cancellazione dello storico U.S. Men’s Clay Court Championship di Houston (unico torneo nordamericano su terra) inizialmente programmato per la settimana del 5 aprile. Alla data attuale, tutti gli altri eventi presenti nel calendario ufficiale non subiscono variazioni.

 

L’ATP ha inoltre annunciato di essere disponibile a concedere altre licenze temporanee (valide per il solo 2021) in modo da riempire eventuali vuoti nel calendario.

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Presentate le Nitto ATP Finals 2021, le prime a Torino: previsto indotto di 600 milioni

40.000 biglietti già venduti su 180.000 disponibili. Il Governo ha versato i primi 18 milioni. Le parole del presidente FIT Angelo Binaghi, la sindaca Chiara Appendino, il presidente di Banca Intesa Gian Maria Gros-Pietro e Marco Lavazza

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(foto Sposito)

A dieci mesi esatti dal via, è stata presentata la prima edizione delle ATP Finals che si terrà a Torino. Il capoluogo piemontese sarà la sede dell’evento fino al 2025, succedendo a Londra, dove il torneo si è svolto dal 2009 al 2020. La conferenza stampa si è tenuta nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino, presentata da Angelo Mangiante di Sky Sport.

La più grande banca italiana, come ha fatto per la conferenza di presentazione odierna, sarà Host Partner (ossia padrone di casa) dell’evento di Torino. Confermando il ruolo che ricopre dal 2017, il colosso giapponese Nitto Denko Corporation sarà Title Partner e continuerà a dare il nome all’evento; tra i Platinum Sponsor figureranno Lavazza, FedEx ed Emirates, accompagnati dai Gold Partner EA7 Emporio Armani, Rolex e Acqua Valmora e dai Silver Partner Dunlop, Italgas e Iren luce gas e servizi.

LE VOCI DA TORINO

Il primo a intervenire è stato il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, che ha ripercorso le tappe che hanno portato le Finals in Italia: “Per noi riuscire ad avere le Finals a Torino è stato come scalare l’Everest. In questi ultimi anni ci siamo prefissi di scalare vette via via più alte. Gli Internazionali d’Italia in questo senso hanno rappresentato il Monte Bianco, da lì abbiamo capito che fosse giunto il momento per porci obiettivi ancora più ambiziosi. Al momento in cui è partita la gara per avere le Finals, il nostro Everest, ci siamo detti che al massimo saremmo potuti arrivare al campo base. Da lì siamo cresciuti, assieme anche a una giovane donna (Chiara Appendino), che non voleva fermarsi al campo base, ma voleva arrivare in cima. Allora ci abbiamo provato. Abbiamo trovato la guida di Giancarlo (Giorgetti, ex sottosegretario nel precedente Governo Conte, ndr), di grande esperienza e capacità. Arrivati quasi in cima senza nemmeno accorgercene, abbiamo dovuto metterci del nostro. Dopo sei mesi, siamo arrivati in cima all’Everest da alpinisti per caso, senza nemmeno volerlo fare all’inizio“.

 

Anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, è intervenuto a Torino per congratularsi con tutti coloro che hanno messo grande dedizione per raggiungere questo trionfo targato Italia: “I fattori principali per questo successo sono stati passione ed entusiasmo, per questo vanno i miei complimenti a tutti. È stata una combinazione di tante cose arrivare a questo risultato, frutto anche della credibilità. Lo standard fissato da Londra è molto alto con oltre tre milioni di spettatori, ma sono sicuro che Torino, la regione Piemonte e l’Italia potranno fare un ottimo lavoro. Da ex giocatore, il mio sogno oltre a vincere un Grande Slam è stato partecipare alle Finali ATP. Almeno potrò farlo da presidente e sono orgoglioso di farlo da italiano, per mostrare al mondo il nostro Paese e la nostra città. Inizieremo in un anno di Covid, ma siamo battaglieri e supereremo questa crisi“.

Si spera che nei prossimi cinque anni le ricadute sul movimento azzurro siano al di là di ogni più rosea aspettativa (ci sono già ottime premesse). Ma secondo Binaghi gli obiettivi sono anche altri: “Sui giocatori italiani potrà avere un impatto straordinario. Ci ha posto obiettivi totalmente differenti. Abbiamo una squadra straordinaria per organizzare una grande edizione 2021 delle ATP Finals, questo è il primo obiettivo. Grandi sponsor ci hanno affiancato per darci supporto, grande risposta è arrivata dalla prevendita dei biglietti. Un altro obiettivo è trasformare le oltre quindicimila persone che verranno ogni giorno a vedere i match da spettatori a tifosi.

Sul sogno di veder giocare un italiano a Torino: “Ambiamo a rendere i giocatori italiani i protagonisti della manifestazione: credo che nei cinque anni vedremo degli italiani giocare il Masters. Il terzo obiettivo è essere riconoscenti alle istituzioni locali per quello che hanno fatto: attraverso i comitati di gestione creati dobbiamo far sì che ci sia un ritorno economico per il territorio. Il quarto è dimostrare al governo che tra tutte le manifestazioni sportive di livello internazionale che saranno organizzate in Italia, quella con la maggiore redditività saranno le ATP Finals. Speriamo anche che il governo ci possa mettere in gara con tutte le altre manifestazioni, per metterci in concorrenza e fare il meglio per il Paese”.

Senza i nostri partner e i nostri sponsor questo evento non sarebbe possibile” ha concluso Gaudenzi. “Anche quelli del Tour, Nitto, Emirates, FedEx, Rolex, Dunlop, che continueranno a seguirci. Questo è l’evento più importante per l’ATP, spesso alle Finals si incorona il numero uno a fine anno. Attraverso i cinque continenti abbiamo un miliardo di appassionati su tutti e cinque i Continenti e vogliamo dare loro uno spettacolo di livello altissimo. Abbiamo lavorato sulla campagna marketing This is Tennis, per concentrarsi sugli aspetti peculiari del nostro sport“.

Riprendendo la parola, Binaghi ha presentato un pilastro dell’evento torinese, ovvero Intesa San Paolo: “L’istituzione finanziaria più alta del nostro Paese. Grazie a loro sentiamo di avere tutto il Paese con noi e siamo sicuri di organizzare una grande edizione delle ATP Finals” ha detto il presidente FIT.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, ha parlato così del torneo dei Maestri: “Noi crediamo che lo sport sia molto importante. Forma il carattere, il comportamento, fa aderire a principi di lealtà, di trasparenza ed impegno, che noi vogliamo far trionfare. Lo abbiamo fatto nel 2006 con le Olimpiadi Invernali. E di nuovo ora ci troviamo ad essere co-protagonisti di queste ATP Finals. Ma in Italia per due anni avremo ancora i NextGen. Ci troviamo a nostro agio nel sostenere qualcosa in cui crediamo profondamente e nel sostenere la città di Torino. Siamo la banca più grande d’Italia e qui in Piemonte promuoviamo le nuove iniziative. Abbiamo il grattacielo, ma in Piazza San Carlo apriremo una delle nuove sedi delle Gallerie d’Italia. Abbiamo in via San Francesco d’Assisi uno dei musei del risparmio più grandi del mondo, dove ora c’è anche la nostra sede. Continueremo a promuovere le iniziative con Tim e Google a Torino, Moncalieri e Settimo. Vogliamo continuare a essere legame con la crescita del territorio e la grande visione internazionale di cui lo sport è un elemento fondamentale“.

Gian Maria Gros-Pietro – Banca Intesa

Come già sottolineato da Binaghi, Chiara Appendino ha avuto un ruolo fondante nella corsa all’assegnazione dell’evento, per la quale Torino ha battuto Manchester, Singapore, Tokyo e Londra: “Sono un po’ emozionata, perché raccontiamo una bella storia nata in un modo incredibile. Ricordo una telefonata con un dirigente sportivo, che mi rispose che avessimo l’1% di possibilità di vittoria. Non abbiamo avuto paura di perdere e con grande lavoro di squadra siamo andati avanti tutti assieme. Non ci sono stati solo gli enti pubblici, ma tante aziende del territorio che hanno creduto in questa opportunità. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Sarà occasione di affrontare tutte le sfide del mondo moderno, accogliendo i migliori tennisti al mondo. Lo faremo facendo conoscere Torino e il nostro territorio al mondo. Vogliamo organizzare un evento che sia perfetto“.

Anche Marco Lavazza, vice presidente della storica azienda italiana che comparirà tra gli sponsor del torneo, è intervenuto nella conferenza stampa, confermando l’apporto che Lavazza ha intenzione di dare alla manifestazione: “Lavazza ha 125 anni di storia e di percorsi lunghi e difficili ne è consapevole. Abbiamo iniziato ad approcciarci al mondo del tennis legandoci al torneo più importante del mondo, Wimbledon. Non il modo più semplice. Lo abbiamo fatto non da vincenti, perché gli italiani quando vanno all’estero non partono mai con i migliori auspici. Quest’anno festeggiamo i dieci anni nel mondo del tennis e siamo pronti a portare anche in questo evento la nostra esperienza. Abbiamo cercato di portare il cuore e la competenza italiana e questo è stato riconosciuto e apprezzato, anche nei quattro tornei del Grande Slam. Speriamo, come dicevamo due anni fa a Wimbledon, che questo evento abbia ricedute positive su tutto il tessuto torinese e anche sul mondo del tennis. L’augurio più grande è che ci sia il pubblico presente per godere della manifestazione sportiva”.

PREVENDITA (da Supertennis.tv) – Le Nitto ATP Finals 2021 si disputeranno in 15 sessioni di gioco, di cui 8 pomeridiane e 7 serali. Dallo scorso 30 novembre è possibile acquistare biglietti per le singole sessioni e abbonamenti per l’intera manifestazione sul web. Sono stati già venduti oltre 40.000 dei potenziali 180.000 biglietti disponibili.

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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