Australian Open 2020: il tabellone femminile

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Australian Open 2020: il tabellone femminile

Sorteggiato il tabellone femminile dell’edizione 2020 dell’Australian Open. Serena Williams, Osaka e Kvitova dalla parte di Barty, Halep nella semifinale di Pliskova. Venus-Gauff e Sharapova-Vekic al primo turno, Giorgi contro una qualificata

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Naomi Osaka - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Le attese sono finite. Quando ancora a Hobart e Adelaide si è nel pieno della competizione, viene sorteggiato il tabellone femminile dell’Australian Open 2020, che si disputa per la 94esima volta (la prima nel 1922, vinta dall’australiana Margaret Molesworth) . Sull’economia del torneo pesa parecchio l’unica assenza tra le teste di serie, quella di Bianca Andreescu. La 19enne canadese ha vinto l’ultimo Major, lo US Open, e se il suo ginocchio non avesse necessitato di altro riposo sarebbe stata certamente tra le favorite per la vittoria finale. Il forfait di Bianca ha fatto un piccolo favore a Serena Williams, tornata alla vittoria ad Auckland. La campionessa statunitense è infatti riuscita a strappare l’ultima testa di serie del gruppo 1-8, che significa evitare giocatrici più alte di lei in classifica fino ai quarti di finale.

In rigoroso ordine di classifica, per la vittoria finale competeranno con ogni probabilità Barty, Osaka e Halep. Sono le tre giocatrici che assieme ad Andreescu hanno vinto gli Slam della scorsa stagione. Se per Barty (Roland Garros) si era trattato del primo successo in carriera, la campionessa in carica dell’Australian Open Naomi Osaka aveva già trionfato a New York pochi mesi prima, mentre Halep (Wimbledon) aveva vinto l’anno precedente a Parigi. Con il seguito del nuovo allenatore Wim Fissette, la tennista giapponese proverà a difendere la vittoria ottenuta dodici mesi fa in finale contro Petra Kvitova. Che sembra un pizzico più indietro nelle gerarchie per la vittoria finale, assieme alla connazionale Karolina Pliskova che però ha trionfato (convincendo) a Brisbane.

IL TABELLONE – Parte alta

 

IL TABELLONE – Parte bassa

Tabellone completo (conserva il link: lo aggiorneremo quotidianamente)

OTTAVI TEORICI

[1] A. Barty vs [13] P. Martic
[10] M. Keys vs [7] P. Kvitova
[3] N. Osaka vs [14] S. Kenin
[12] J. Konta vs [8] S. Williams
[6] B. Bencic vs [11] A. Sabalenka
[16] E. Mertens vs [4] S. Halep
[5] E. Svitolina vs [9] K. Bertens
[15] M. Vondrousova vs [2] Ka. Pliskova

I PRIMI TURNI DELLE ITALIANE

J. Paolini vs A. Blinkova
C. Giorgi vs Qualificata

INFORMAZIONI SUL TORNEO

Entry list

  • tabellone a 128 giocatrici (32 teste di serie, nessun bye)
  • 104 giocatrici entrate per accettazione diretta
  • 16 qualificate (tabellone qualificazioni)
  • 8 wild card

Il sito ufficiale del torneo
L’app ufficiale (Android – iOS)
Andrai a vedere il torneo? Tutto quello che devi sapere

Copertura televisiva

L’Australian Open, come di consueto, sarà visibile su Eurosport. Il primo Slam stagionale è un’esclusiva sui canali del gruppo Discovery. A partire da lunedì 20 gennaio il canale Eurosport 1 trasmetterà i match di cartello e il canale Eurosport 2 avrà una regia dedicata alle partite degli italiani. A chi invece vuole avere massima libertà di scelta, Eurosport offre il servizio streaming ‘Eurosport Player‘ (abbonamento mensile o annuale sottoscrivibile qui): tutti i 16 campi in diretta a portata di telecomando, anzi, di dispositivo – Eurosport Player è visibile tramite computer, smartphone o tablet. L’offerta di quest’anno verrà ulteriormente arricchita dalla presenza di Roberta Vinci, finalista della storica edizione 2015 e due volte campionessa in doppio qui a Melbourne. Roberta commenterà due quarti di finale, una semifinale e la finale del tabellone femminile.

Calendario di gioco

Lunedì 20: 1° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Martedì 21: 1° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Mercoledì 22: 2° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale 09
Giovedì 23: 2° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Venerdì 24: 3° turno, parte alta – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Sabato 25: 3° turno, parte bassa – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Domenica 26: ottavi – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Lunedì 27: ottavi – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Martedì 28: quarti – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09
Mercoledì 29: quarti – Sessione diurna ore 01 / Serale ore 09:30
Giovedì 30: semifinali a partire dalle 04
Sabato 1: finale alle 09:30

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Australian Open, salgono a dieci i positivi: facciamo il punto della situazione

Nessuna ipotesi di rinvio dei tornei di preparazione. Dani Vallverdu, coach di Wawrinka, cerca di far posticipare i match dei 72 che non possono allenarsi per dar loro più tempo di prepararsi

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Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

I casi di positività al coronavirus legati ai voli destinati alla bolla dell’Australian Open sono saliti a dieci, secondo quanto riportato dal dipartimento di sanità del Victoria. L’ultimo è un uomo fra i 20 e i 30 anni di età, ma non è un giocatore. L’aspetto più preoccupante è che, come riporta Nine News, tre dei dieci positivi (tre uomini, due fra i 30 e i 40 e uno fra i 50 e i 60 anni, tutti sullo stesso volo) avrebbero la variante britannica del virus, considerata più aggressiva e letale, circostanza che difficilmente verrà ben vista dalla popolazione locale. Ricordiamo inoltre che la spagnola Paula Badosa è risultata positiva al tampone dopo sette giorni, giustificando le misure prese dal governo.

Nel frattempo, Tennis Majors ha preparato una lista di quelle che potremmo definire le domande frequenti (FAQ) che circondano la bolla australiana. Riportiamo di seguito il riassunto.

CHI SONO I GIOCATORI POSITIVI?
La lista è quella dei passeggeri di tre voli da Doha, Abu Dhabi e Los Angeles, e l’abbiamo già inclusa in questo articolo. Voci di un quarto volo con un positivo (probabilmente da Dubai) sono state smentite da Tennis Australia.

 

CRAIG TILEY HA MANCATO DI TRASPARENZA NEI CONFRONTI DEI GIOCATORI?
Il CEO di Tennis Australia è stato accusato da più parti di aver infranto una promessa fatta agli atleti, visto che ad ottobre aveva affermato: “Non possiamo chiedere ai giocatori di stare chiusi in una stanza per due settimane per poi giocare uno Slam subito dopo“.

Tiley si è difeso in un’intervista con Nine News della scorsa domenica, dicendo che i nove giorni di intervallo fra la fine della quarantena e l’inizio del torneo dovrebbero consentire ai giocatori di recuperare la condizione (è piuttosto probabile che molti decideranno di rinunciare agli eventi di preparazione di quella settimana per non rischiare infortuni). Ha anche aggiunto: “La situazione è in costante evoluzione, ma c’è sempre stato un livello di rischio, e l’abbiamo chiaramente detto fin dall’inizio […]. Non si può sapere quale sarà il risultato di una decisione finché non capita una cosa del genere. Sfortunatamente ora ci troviamo in una situazione in cui dobbiamo gestire questo problema. Faremo di tutto per garantire un trattamento equo a tutti in termini di preparazione, è uno dei motivi principali per cui abbiamo messo otto-nove giorni di buco fra la fine della quarantena e l’inizio dell’Australian Open“.

CHI COMANDA IN TEMA DI QUARANTENA?
Un’altra cosa che Tiley ha aggiunto è che alla fine le decisioni le prende Brett Sutton, Chief Health Officer dello stato, perché l’obiettivo primario rimane quello di salvaguardare la popolazione.

L’AUSTRALIAN OPEN SARÀ RINVIATO DI UNA SETTIMANA?
Tiley ha categoricamente escluso questa possibilità, un po’ perché come detto a suo parere i giocatori avranno il tempo di prepararsi, un po’ perché molti biglietti sono già stati venduti – non bisogna dimenticare poi che il mercato televisivo dello sport è fatto di incastri molto complessi fra eventi e discipline, e un altro rinvio rischierebbe di creare conflitti.

I TORNEI DI PREPARAZIONE SONO A RISCHIO CANCELLAZIONE?
No, ma ai giocatori in quarantena dura verrà data la possibilità di chiamarsi fuori qualora non ritenessero di essere pronti a competere. Come detto, sarà molto complicato per questi tennisti riguadagnare la forma partita in breve tempo, e alcuni hanno già espresso la volontà di preservare la propria condizione per lo Slam.

Nelle ultime ore, inoltre, “The Australian” ha raccontato del lavoro che Dani Vallverdu starebbe svolgendo dietro le quinte per conto dei 72 super-isolati: il coach di Stan Wawrinka è il rappresentante degli allenatori nel Player Council, ha proposto che l’esordio per questi giocatori venga messo in fondo alla programmazione dei vari tornei (l’ATP Cup, due ATP 250 e due WTA 500), così da dar loro più tempo per allenarsi; inoltre, farli giocare di sera permetterebbe loro di evitare le ore più calde della giornata.

CI SONO GIOCATORI CHE HANNO INFRANTO LE REGOLE DELLA QUARANTENA?
Fino a questo momento non ci sono stati casi ufficiali di violazione del protocollo (voci di una tentata fuga sono state smentite). Alcuni (la loro identità non è nota) sono stati ripresi per violazioni minori: stando ad Emma Cassar (commissario per l’emergenza dello stato) un paio di giocatori hanno tentato di aprire le rispettive porte per comunicare con i compagni di corridoio/piano, ma questo è quanto.

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Il coach di Andy Murray: “La quarantena forzata è un disastro per i giocatori”

Secondo Matt Little, i tennisti che per due settimane non metteranno il naso fuori dalla loro stanza correranno dei rischi. “Il servizio è un colpo rischioso. Dovranno lavorare sull’agilità anche in camera d’albergo”

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Andy Murray - Finali Coppa Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

L’esperienza della quarantena ha toccato milioni di persone da un anno a questa parte. Il tema è il centro di un dibattito che riguarda i 72 giocatori costretti, una volta arrivati in Australia con tampone negativo, a stare in isolamento perché ritenuti tra i “contatti stretti” di persone con cui hanno volato, poi risultate positive al coronavirus.

Come detto, i tennisti devono fare (e stanno facendo) la loro parte nella lotta al virus, come ogni altro cittadino del mondo. Ciò che fa discutere è il rischio che i 72 sfortunati dovranno correre: arriveranno fisicamente impreparati a un torneo probante com’è l’Australian Open e si esporranno a infortuni (anche seri). Nei 7-10 giorni che precedono lo Slam, riprenderanno gli allenamenti sul campo e giocheranno un torneo di preparazione (sempre a Melbourne), ma potrebbe non bastare.

La situazione preoccupa anche il coach del team di Andy Murray, Matt Little, che da tredici anni si occupa del lavoro di potenziamento fisico del campione scozzese. Murray purtroppo è risultato positivo al tampone prima di salire sull’aereo per Melbourne e non potrà raggiungere la città in tempo per giocare l’Australian Open. “Il fisico dei giocatori di tennis d’élite funziona al contrario rispetto a tutti noi” ha detto nel corso di una chiacchierata con Metro.com. “Noi abbiamo dolori ai muscoli e ci irrigidiamo quando iniziamo a fare un po’ di esercizio, mentre loro hanno rigidità e dolore ai muscoli quando smettono di fare esercizio. È un po’ come il caso di un’auto sportiva che non si usa. Inizia a ingolfarsi. Questo accade perché i loro corpi sono così finemente regolati e si sono allenati così tanto per questi eventi, che in realtà se smettono di muoversi e interrompono la routine, allora possono sorgere tanti problemi. Questo scenario per loro è un disastro“.

 

Che tipo di problemi, nello specifico? “Recupereranno la maggior parte dei meccanismi tattici e di gioco, ma ciò che è pericoloso è l’esposizione del corpo a un’attività così esplosiva dopo due settimane di stop. Se non lo provi per alcune settimane, il servizio è un colpo rischioso. Spero di sbagliarmi, ma mi aspetterei molte spalle doloranti. Anche se lo fanno da posizione inginocchiata, è importante provarlo ed esporre la spalla a quella velocità di movimento. La maggior parte dei giocatori scaglierà 30-40 servizi in un set, che significano circa 150 servizi in un match maschile che dura 5 set. Tutti movimenti ad alta velocità che fanno lavorare molto la spalla. Vedendo tennisti che tornano in campo dopo una sola settimana di riposo, le spalle impiegano un’eternità per riabituarsi a quell’azione. Tutto ciò è causato dalla decelerazione del braccio: dopo aver colpito la palla, con un movimento molto rapido, bisogna rallentare il braccio e questo è il compito dei piccoli muscoli dietro l’articolazione della spalla. Devono tirare forte per farlo e perciò si irritano e causano problemi se non è un movimento abituale“.

Nelle stanze d’albergo (in alcuni casi spaziose, in altri molto meno) i tennisti che non possono andare in palestra o ai campi stanno provando a usare l’ingegno per tenersi in forma. C’è chi ha piazzato il materasso contro il muro per tirare qualche rovescio, chi sul pavimento architetta dei piccoli percorsi e chi usa l’arredamento per fare gli esercizi. Il torneo ha anche fornito loro l’attrezzatura necessaria per allenarsi, ma secondo Little, questo potrebbe non bastare: “Ci si deve muovere il più possibile. È importante fare un po’ di spazio e lavorare sull’agilità, anche su due tre metri, ma ad alta velocità. In un match la maggior parte degli spostamenti sono dai tre ai cinque metri, dunque lo spazio dovrebbe bastare per questo lavoro”.

Non è affatto da sottovalutare anche il rientro in campo dopo le due settimane di quarantena: Per due-tre giorni dovranno aumentare gradualmente i carichi di lavoro, per poi diminuire man mano che il torneo si avvicina. L’ultima cosa da fare è stare in campo a colpire per 4-5 ore. Dovranno entrare nel torneo freschi e pronti fisicamente, ma non troppo doloranti”. Infine, secondo Little “quaranta o cinquanta anni fa questo non sarebbe stato un problema, perché i giocatori erano molto meno atletici e non si muovevano come lo fanno ora. La probabilità che un giocatore che si è allenato in queste settimane si infortuni è notevolmente più bassa rispetto a chi ha dovuto restare in hotel”.

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Craig Tiley: “È normale che i migliori al mondo ottengano un trattamento migliore”

Fanno scalpore le ultime dichiarazioni del direttore dell’Australian Open. Secondo il suo punto di vista i vantaggi logistici in favore dei top player in quarantena ad Adelaide (anziché a Melbourne) sarebbero giustificati

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Novak Djokovic e Rafa Nadal - Rally for relief, Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Le settimane di avvicinamento all’Australian Open 2020 sono senza dubbio le più caotiche nella storia del torneo. Dai problemi legati alla pandemia (72 giocatori non possono allenarsi perché ritenuti tra i “contatti stretti” delle persone con cui hanno volato, poi risultate positive) si passa alle polemiche verso la “quarantena differenziata” di Adelaide. Infatti anziché arrivare a Melbourne, tre giocatori e tre giocatrici, con rispettivi team e compagni di allenamento designati, staranno ad Adelaide. Il motivo principale? A quanto pare era necessario alleggerire il grande gruppo di oltre 1200 persone arrivato a Melbourne, per cui una cinquantina di queste è stata collocata ad Adelaide. Ma agli occhi dei colleghi di Djokovic, Nadal, Thiem, Osaka, Serena Williams e Halep sembra proprio una corsia preferenziale in favore dei “migliori della classe”.

Ancora nessun giocatore è uscito allo scoperto denunciando evidenti disparità di trattamento e favoritismi. Tuttavia negli ultimi giorni sono apparsi molteplici post di Yulia Putintseva su Twitter mentre riprende i topi che le fanno compagnia nella sua camera d’albergo ai quali si aggiungono le lamentele sul cibo postate da molti su Instagram. Nei giorni scorsi Novak Djokovic, informato dai suoi colleghi sulla situazione di Melbourne, ha messo assieme un insieme di suggerimenti/richieste per migliorare le condizioni di coloro che non potranno nemmeno uscire dalla camera d’albergo. Solo quelle riguardanti buoni pasto e attrezzatura per gli allenamenti in camera. Le restanti sono state, come prevedibile, respinte. Wawrinka ha lanciato comunque una frecciatina. Rispondendo su Twitter alla lettera contenente le proposte ha commentato: “Da Adelaide? Ahahaha”. Come dire: “Facile parlare da quella suite…”

Certo, nessuno è stato sbattuto in un motel da quattro soldi senza riscaldamento ed elettricità (e ci mancherebbe), ma i “quarantenati” a Melbourne avranno certamente pensato alle differenze rispetto alle suite extra-lusso riservate ai colleghi che alloggiano ad Adelaide. Tra essi, ricordiamo, ci sono anche Jannik Sinner (che si allena assieme a Rafa Nadal) e il suo coach, Riccardo Piatti, entrambi entusiasti dell’organizzazione australiana, ça va sans dire.

A far discutere sono però le parole della massima autorità tennistica d’Oceania, ovvero Craig Tiley, direttore dello Slam, ma anche CEO di Tennis Australia. “I top player ad Adelaide vivono in migliori condizioni, hanno anche un balcone” ha dichiarato, aggiungendo anche che diversi membri del team di ogni giocatore possono recarsi ai campi per gli allenamenti quotidiani. A Melbourne invece, solo un componente del team può seguire il giocatore ai campi. Secondo Tiley queste differenze sono nell’ordine naturale delle cose: Penso che tutto questo venga percepito come trattamento preferenziale. Ma sono i migliori giocatori al mondo. È stato un vantaggio per noi avere uno spazio addizionale per la quarantena ed è una grande opportunità che Adelaide merita”. Ricordiamo infatti che ci sarà una grande esibizione il 29 e il 30 gennaio con i sei top player presenti in città.

“La mia regola in generale è che se sei al top nel tuo sport, come lo è un campione Slam, avrai un trattamento migliore: è naturale ha concluso. Ha comunque negato che le condizioni dei giocatori di stanza a Melbourne siano tanto diverse rispetto a quelle di Adelaide: “Non è dissimile. Ad Adelaide c’è una palestra e i giocatori hanno gli attrezzi per allenarsi in camera. È stato riportato che ci sono palestre anche all’interno dell’hotel, ma non è vero. Non farà certamente piacere leggere queste dichiarazioni a chi, stando a Melbourne, oltre a non avere i vantaggi logistici di Adelaide magari deve anche stare chiuso in camera per quei casi di positività tra i passeggeri dei voli charter. Dichiarazioni che vanno a sbattere però con quelle di Victoria Azarenka, che ha accettato di buon grado la quarantena e ha richiamato tutti i suoi colleghi e i media all’unità, alla sensibilità e alla cooperazione. Perché “nessuno ha le istruzioni su come agire senza sbavature”, ha dichiarato.

Dal punto di vista di Tiley, è chiaro che il trasferimento di quei sei giocatori in un’altra sede sia avvenuto in parte per non congestionare la macchina organizzativa di Melbourne, ma anche per non creare nemmeno il minimo disagio ai pezzi forti del torneo. Con l’assenza di Roger Federer, avere i top player nelle migliori condizioni possibili per arrivare in fondo, nonostante i rigidi protocolli anti-Covid, diventa fondamentale. Ha agito nell’interesse della manifestazione. Ma ora la sua figura verrà vista sotto una luce sbagliata, avendo giustificato un palese trattamento preferenziale. È quanto di più sbagliato se si sa quanto sia complicato per i giocatori (tutti i giocatori), con la pandemia di mezzo, prepararsi psicologicamente, oltre che fisicamente, a un appuntamento tanto importante.

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