Pagelle: l’otto e il Nole, Kenin sarà del tennis?

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Pagelle: l’otto e il Nole, Kenin sarà del tennis?

Novak Djokovic vince l’Australian Open per l’ottava volta, Kenin esce dalla lotteria WTA. Thiem fa un altro passo verso lo Slam, Federer non molla. Fognini salva l’Italia, che fine ha fatto Osaka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Marin Cilic 6
Era tutto scritto, tutto perfetto. Chi poteva essere campione il 02022020 se non Cilic? Maledetto Raonic che ha rovinato tutto.

Novak Djokovic 10
Non è palindromo ma l’Australia resta terreno di caccia. Finalmente senza quei due davanti in finale e con il pubblico dalla sua parte, ha trovato la forza di ribaltare il match. Dominante e dominatore, diciassette e non sentirli. Vi rendete conto di quello che sarebbe stato il tennis negli ultimi anni senza Cecchinato? O senza il Guru…

Sofia Kenin 10
Tutti ad aspettare il record di Serena Williams (4,5) o l’avvento della giovanissima Coco Gauff (7,5) e invece l’americanata l’ha fatta Sofia. Due settimane da sogno o l’inizio di una grande carriera? Chi può dirlo…visto quello che abbiamo visto nella WTA negli ultimi tempi…

Sofia Kenin con il trofeo – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Garbine Muguruza 8,5
Sembrava aver ritrovato il filo del discorso, ma quando è giunta al punto in cui le due vittorie Slam avrebbero dovuto fare la differenza… si è inabissata negli errori e nei doppi falli. Peccato, ma ha tutto per tornare a vincere.

Dominic Thiem 9
Ha perso la prima finale Slam in 3 set, la seconda in 4 set, la terza in 5. La prossima sarà la volta buona. Rispedito al mittente Muster, fiducia cieca a Massu che gli ha consegnato un gioco evoluto, propositivo e decisivo su ogni terreno. Animo Dominic, Dominator sta per arrivare.

Roger Federer 8,5
Cadde, risorse e giacque. L’uomo dei miracoli, l’uomo che visse tre volte, alla fine si è arreso. Arreso? “I miei obiettivi sono Halle e Basilea” e ride, “Posso vincere un altro Slam” e non ride più. È una promessa, una minaccia, un auspicio: non vi libererete tanto facilmente di me.

Nick Kyrgios 7
Se non ci fosse quell’insignificante dettaglio che lo vuole giocatore di tennis potenzialmente top, sarebbe stato un torneo trionfale. Tra impegno benefico per la sua Australia e omaggio a Kobe il suo atteggiamento è stato splendido. In campo ha dato tutto regalando grandi match contro Khachanov e Rafa, da attore protagonista che predilige il red carpet. Questo è il buon Nick, prendere o lasciare. Se cercate un erede dei Fab 4 guardate altrove, se cercate un intrattenitore di talento ok, il posto è giusto.

Nick Kyrgios – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rafael Nadal 6,5
Prima o poi doveva accadere: eliminato con le sue stesse armi. Il sospetto che tra Laver Cup, Davis Cup e ATP Cup si sia ubriacato è forte. Tra singolari, doppi, doppi misti, panchina, esultanze, bottigliere, matrimonio, meriterebbe un po’ di riposo. Per tornare da dominatore sulla terra.

Daniil Medvedev 5
Per carità, con Stanimal (7,5) si può perdere. Ma Daniil era il principale candidato alla successione dei fenomeni, soprattutto dopo gli US Open. E ha deluso.

Stefanos Tsitsipas 4,5
Stesso discorso per Apollo, che dopo il Masters doveva arrivare in fondo e invece ha fatto la fine del pollo allo spiedo, infilzato dal redivivo Raonic (8).

Quello che sono delusi da Sinner e Berrettini 2
Il tifoso italiano medio (forse un po’ sotto alla media), prestato al tennis (e ad ogni altro sport) dal calcio, così ha commentato. “Berrettini farà la fine di Cecchinato”, “Sinner lo avete montato ma non ha vinto nulla, farà la fine di Quinzi”. Matteo (5,5) non era in condizione ma poteva anche farcela con Sandgren. Jannik (7) ha vinto la sua prima partita in uno Slam e poi ha perso contro un buon giocatore con un ottimo tennis e tanta esperienza in più: tutto normale.

Fabio Fognini 8
Gira e rigira alla fine è sempre Fabio a tenere in piedi il tennis azzurro. Gli ottavi sono un gran risultato, la sensazione è che con Sandgren potesse spuntarla, se non fosse stato vittima delle sue “pause”. Ma oramai questo è Fognini, non è perfetto, ma è di gran lunga il miglior azzurro degli ultimi 20 anni.

 
Fabio Fognini – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Camila Giorgi 7
Qualche bel segnale, la salute prima di tutto. E incrociamo le dita, perché davvero c’è spazio per tutte e nell’anarchia WTA Camila ci sta benissimo.

Elisabetta Cocciaretto 7
Prima qualificazione riuscita, primo Slam, esordio sul centrale contro una campionessa Slam ed ex numero 1: coraggio a mille, grinta e decisione. Si farà.

Martina Trevisan 7,5
All’inferno e ritorno. La sua seconda vita tennistica è iniziata. Oh, ha perso con la campionessa…

Simona Halep e Ashleigh Barty 8
Piazzate. Con rimpianti. Si sono confermate come le più affidabili nelle corse di due settimane. Ma hanno mancato una finale possibile.

Simona Halep – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tennys Sandgren 8
L’ammazza italiani con le sembianze del boscaiolo muscoloso, stava per compiere il Goatticidio. Ma sul più bello ha tremato è quella Y di troppo gli ha fatto andare di traverso 7 match point. Che amarezza Tennys. E quando ti rycapyta?

Sascha Zverev 8
Prima semifinale Slam, cresce piano piano ma sembra aver ritrovato la strada perduta. A ben vedere, è stato il migliore della Next Gen.

Naomi Osaka 3
Lo scorso anno dominava. Contro Gauff è sembrata una giocatrice della domenica. Un monito per tutti: non vi fidate di nessuna nel circuito femminile.

Coco Gauff e Naomi Osaka – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

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Pagelle: 20-20, l’ag-gancio mancino di Rafa

Il tredicesimo trionfo di Rafa Nadal, la prima volta di Iga Swiatek. L’esplosione di Jannik Sinner, la favola di Martina Trevisan. E una soluzione per il futuro del Roland Garros

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Rafael Nadal - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Gli storici raccontano che nel 1930 gli organizzatori del Giro d’Italia versarono all’imbattibile Alfredo Binda l’equivalente del premio previsto per il vincitore finale, per non farlo partecipare alla corsa ciclistica. Dubitiamo che Rafa Nadal (S.V. Suvvia, mica gli alieni possono ricevere un voto…) sia sensibile al vile denaro, ma potrebbe essere un’idea. Le palle erano strane. Ad ottobre il clima è diverso. Faceva un freddo cane. Schwartzman lo ha preso a pallate a Roma. Senza pubblico non è lo stesso. Chissà Rafa cosa avrà pensato quando leggeva tutte queste belle cose. E chissà Roger Federer che cosa avrà pensato guardando la finale, però è stato immenso nel suo commento subito dopo il match (10).

Novak Djokovic (8) è riuscito a non ammazzare nessuno durante il torneo, ma la prestazione in finale è stata scadente. Il suo mentore Goran Ivanisevic (4) ha leggermente sbagliato il pronostico, ma Nole ha tutto il tempo per raggiungere – e chissà – superare i due compari. Forse se Stefanos Tsitsipas (8,5) avesse completato la clamorosa rimonta, avremmo avuto un’altra finale, o forse no, contro il Re, non ci sarebbe stato comunque nulla da fare. In ogni caso Apollo si è avvicinato un altro po’ all’Olimpo e forse il prossimo sarà il suo anno.

Alla fine cum gaudio magno annunciamo che quello che ha messo più in difficoltà Rafa, è stato Jannik Sinner (8,5), quarto di nobiltà a diciannove anni nello Slam più duro, capace per un paio d’ore di costringere il Fenomeno ad alzare l’asticella per non soccombere. Se il buon giorno si vede dal mattino, il futuro azzurro è roseo. Anche perché l’exploit di Jannik non è stato isolato, con Lorenzo Sonego (8) che ha annullato setpoint all’infinito sino a spingersi finalmente agli ottavi, con Lorenzo Giustino (8) eroe per una notte, sopravvissuto ad oltre sei ore di battaglia, con Marco Cecchinato (7) finalmente risorto con il profumo di croissant e baguette ed uno Stefano Travaglia (7) che si è messo alle spalle gli infortuni e ha mostrato tutto ciò che è in grado di fare.

 
Jannik Sinner – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Peccato che Matteo Berrettini (4,5) abbia mancato l’appuntamento con la festa tricolore, ma i de profundis per il nostro numero 1 sono decisamente fuori luogo. E finalmente con soddisfazione abbiamo potuto ammirare anche l’altra metà del cielo, grazie al sorriso di Martina Trevisan (10), la cui storia e la cui parabola non può che commuovere e ispirare. “Voglio dire a tutti quelli che stanno attraversando momenti difficili di non smettere mai di cercare la luce, perché alla fine del buio c’è sempre la luce”. Applausi a scena aperta.

Qualcuno in meno per Sara Errani (4,5), finalmente pugnace e combattiva come un tempo, ma incapace di accettare una sconfitta amarissima contro Bertens, ancor più per quanto detto un’ora dopo il match in conferenza.

Lì dove aveva fallito Aga Radwanska (a Svitolina 4, il premio Aga 2020 per le occasioni perse), è riuscita Iga Swiatek (10), diciannove anni, colpi da fenomeno e serenità da predestinata. Alle rondini che non fanno primavere a livello WTA siamo abituati, oramai c’è uno stormo che aleggia da anni ed anni e quindi i toni trionfalistici stonano parecchio. Chi vivrà, vedrà: certo era difficile immaginare il suicidio di Simona Halep (4), il cuore sperava in un sussulto di Petra Kvitova (7), Miss simpatia Sofia Kenin (8) ha fatto più di quello che ci si aspettava sulla terra, figuriamoci Nadia Podoroska (9).

Iga Swiatek – Roland Garros 2020 (via Twitter, @australianopen)

Le fatiche fisiche e mentali di New York hanno fiaccato le velleità di Dominic Thiem (5,5), sopravvissuto alle palle corte di Hugo Gaston (8) ma non allo scatenato El Peque Schwartzman (9) finalmente e giustamente top10. Daniil Medvedev (3) non ha ancora capito cosa sia la terra, Denis Shapovalov nemmeno purtroppo (4) mentre a Gael Monfils (3) dovrebbero spiegare che si è tornati a giocare.

Ci sarebbero altri voti da dare e altri protagonisti da menzionare, ma il tempo è tiranno e in Sardegna (e non solo) già sono di nuovo in campo i nostri eroi. Un cenno ad un grande ex però bisogna darlo. Mats Wilander (3) in campo non si arrendeva mai, e a maggior ragione le parole spese su Andy Murray fanno rabbrividire, ancora più di uno dei suoi 1000 pronostici…

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Pagelle: lo sbarco dei Mille e Nole fa faville

L’edizione anomala degli Internazionali di Roma finisce nelle mani dei più forti. Lo show di Binaghi. I fratelli d’Italia alla riscossa

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Novak Djokovic - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)
Questo spazio è sponsorizzato da BMW

Angelo Binaghi 10
Scatenato. Riesce a far giocare il torneo mentre mezzo mondo annulla tutto, si fa rieleggere Presidente, convince il governo a far entrare 1000 spettatori, offre i biglietti a chi aveva i ticket per semifinali e finali di maggio, poi ci ripensa e li mette in vendita, annuncia che sposterà il torneo da Roma e con la sola imposizione delle mani ferma anche la pioggia. Purtroppo però, per colpa dei cattivoni, “gli juniores dovranno pagarsi di tasca propria la trasferta al Roland Garros. I pochi euro rimasti li abbiamo spesi per la messa in piega di Lea Pericoli e la tuta di Barazzutti, ma se tutti i tifosi opteranno per il super-voucher, nel 2021 regaleremo una settimana di vacanza nel miglior resort della Sardegna al decano dei giornalisti italiani, proprio in concomitanza con il torneo”.

Novak Djokovic 9,5
Ha scherzato fino ai quarti, poi ha inserito il pilota automatico e ha centrato la cinquina romana. Ha resistito alla tentazione di tirare una pallata ad Adel Nour e all’altro arbitro Forcadell che lo ha scambiato per Federer, solo per questo ha meritato il titolo. Ci provano in tutti i modi a fargli perdere le staffe, ma Nole zen ha retto. Almeno fino a Parigi…

Benoit Paire 0
Non pago della partita a carte newyorchese che tanti casini ha causato ad amici e parenti, se la prende con gli organizzatori romani perché lo mettono in campo di lunedì, quando i barbieri sono chiusi, invece che di martedì, come suo desiderio. Non sapeva che, a differenza sua, Sinner è in possesso della tessera gold.

 

Diego Schwartzman 9
Anche Maradona fa il tifo per lui, e per un Diego argentino non può esserci soddisfazione maggiore. La partita della vita conto Rafa, la partita del torneo con Shapo. Che cuore, ma soprattutto che tennis! El Peque di nome ma non di fatto. Ed Eugenia in tribuna ha dato spettacolo almeno quanto lui.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep 10
Non giocava da una vita e sfidava la maledizione romana. Ma su questa superficie è la più forte di tutte.

Lorenzo Musetti 9,5
Eh ma Wawrinka oramai pensa solo all’amore… Eh ma Nishikori ha avuto il Covid e oramai è finito… Eh ma come può perdere da Koepfer (8,5). La poesia del tennis di Lorenzo ci incanterà ancora a lungo, ma ricorderemo per tanto tempo queste nottate romane come le nottate della rivelazione. Come l’epifania di un predestinato.

Jannik Sinner 9
Tsitsipas (4,5) ha capito che cosa è successo da un anno all’altro. Si è arreso in volata a Dimitrov giusto per ricordarci che ha 19 anni. Il tutto sulla terra peraltro. Mamma mia. Allenarsi e giocare contro i migliori gli servirà per calarsi in quello che deve essere il suo ambiente. Certo, deve migliorare lo smash: ma si può essere numero 1 anche senza…

Matteo Berrettini 7,5
I fratellini d’Italia gli rubano un po’ la scena ma Matteo, complice un tabellone non impossibile, è comunque quello che arriva più avanti di tutti. Peccato per la chance buttata contro Ruud che però è un mastino.

Casper Ruud 8,5
Ambulanza immediata per chi lo ha paragonato a Borg, ma nel fantasmino dispettoso Casper c’è del talento. Osso durissimo sulla terra, lo aspettiamo sulla lunga distanza in terra d’oltralpe.

Rafael Nadal 5
L’imperatore di Roma preso a pallate da El Peque, ma era stato sfiancato dagli allenamenti con Sinner. Parigi è un’altra storia, un altro mondo, un’altra terra. Ma campanellini di allarme squillano.

Stefano Travaglia 7,5
Stetone sempre più su. Sfiora anche l’impresa nel derby, sceglie di avere la fidanzata al suo fianco invece del coach: quando c’è l’amore c’è tutto.

Karolina Pliskova 9
Per fortuna lo scorso anno ha vinto il torneo. Due anni fa quasi sfasciava la sedia dell’arbitro, quest’anno finisce ko e in lacrime. Si rifarà ma con lei Roma ha fatto un po’ la “stupida”.

Karolina Pliskova – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Fabio Fognini S.V.
Voto 0 a chi, dopo le vittorie di Sinner e Musetti ha preso la palla al balzo per insultare Fognini, che ovviamente ha bisogno di tutto il tempo del mondo per tornare al suo tennis. Conoscendolo un po’, gli ottimi risultati dei suoi più giovani connazionali saranno un pungolo decisivo. Altrimenti ci penserà Flavia a fare di tutto per non ritrovarselo per casa troppo spesso (e se proprio Fabio vuole stare sul divano, la signora Fognini può sempre pensare di tornare a giocare eh!).

Denis Shapovalov 8
Le sue partite sono un ottovolante di emozioni, con il suo tennis sempre sul filo del rasoio. Non sappiamo quanto potrà reggere in panchina il buon Youzhny senza spaccarsi una racchetta in fronte. Ma Shapo c’è, ci siamo quasi.

Camila Giorgi 4,5
Vedi Shapovalov che in fondo giocava senza pensare alla rete, alle righe e al punteggio come Camila, allenato dalla mamma, che però ad un certo punto ha deciso di farsi affiancare da un coach come Youzhny. E non puoi non pensare alla scelta di segno opposto del clan Giorgi…

Jasmine Paolini 7
Unica azzurra a vincere una partita nel main draw, merita un plauso per la sua costante crescita. Jasmine non c’entra nulla ovviamente, ma bisogna chiedersi il perché ai grandi risultati del settore maschile fa da contraltare la situazione desolante del movimento femminile.

Adel Nour 2
Ha concesso di tutto a Paire ed è riuscito a sbagliare di tutto e di più in semifinale. Cambiare mestiere?

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Pagelle: rimon-Thiem, la pallata di Nole e le carte di Benoit

Dopo il suicidio di Djokovic vince il più atteso. Osaka si conferma. I francesi si danno alle carte, la bolla che scoppia e Roma in arrivo

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Dominic Thiem - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

“Il mio regno per un cavallo” disse Benoit Paire giocando a carte alla ricerca di un ‘9’ per mettere la scopa.
“Dai, giochiamo con le carte francesi, giochiamo a burracovid” disse Kiki Mladenovic.
“Il mio regno per un cavillo” disse Re Djokovic cercando un motivo per non essere squalificato.

Da Melbourne a New York sono passati solo otto mesi ma la parola Slam è tornata a circolare tra gli appassionati di tennis. La bolla americana è stata lì lì per scoppiare dopo pochi giorni a causa di una – si credeva – innocua partita a carte tra Benoit Paire e compagni connazionali. Il povero Benoit (che si becca 2 per la “signorile” protesta contro gli organizzatori degli internazionali – “programmation de merde”, rei di averlo programmato di lunedì) è stato estromesso dal torneo, Kiki Mladenovic (4) ha giocato in singolare perdendo una partita allucinante, ma non in doppio e ha quasi invocato l’intervento dell’Onu, Mannarino (6) è stato al centro di un caso politico che stava per interrompere i rapporti tra Francia e USA.

Alla fine lo scoppio più clamoroso non è stato quello della bolla ma quello di Novak Djokovic (4), sfortunato quanto si vuole ma quando ci si carica come una pentola a pressione tra scissioni, Adria Tour e compagnia cantante, anche qualche palla break sprecata contro Carreño Busta (8,5) è sufficiente a far perdere la trebisonda. A proposito dello spagnolo, dopo aver “scavalcato Djokovic” a New York, il sorteggio di Roma gli ha messo subito davanti il suo illustre connazionale: e mica è sempre Nadal…

L’assenza dei big-3 ha così prodotto la finale forse più attesa. Dominic Thiem (10) è stato per anni il “primo dei non eletti” ma giocare la prima finale Slam con la pressione del favorito ha dato il via allo psicodrammone domenicale. Alla fine tra rimonte, erroracci, doppi falli, abbracci ai teloni in risposta in stile Gasquet e qualche prodezza, l’ha spuntata Dominator che si è tolto la scimmia dalla spalla alla quarta finale Slam e – ne siamo certi – alla prossima occasione sarà più sciolto.

Che dire di Sascha Zverev (8,5)? Ha dilapidato set a destra e a manca per tutto il torneo, pur senza incrociare fenomeni ma barcollando è arrivato in finale. Poi per due set è stato un robot. Eh però però, anche per lui la tensione è stata fatale e i rimpianti per questa finale se li porterà dietro per parecchio.

Il numero 24 sta diventando un incubo per Serena Williams (7) che comunque non molla e rilancia subito il suo assalto in quel di Parigi: sarà durissima. Vika Azarenka (9) non ha coronato la sua favola con la vittoria finale ma dopo anni e traversie di varia natura è un piacere averla ritrovata al top. Alla fine ha vinto la più forte, Naomi Osaka (10), le cui lodevoli iniziative fuori campo non l’hanno distratta dal suo primario obiettivo: terzo Slam in cascina e non finisce di certo qui.

È stato il torneo che ha lanciato Jennifer Brady (8,5) e che ha riscoperto il tennis antico di mamma Tsvetana Pironkova (8,5). Non è stato il torneo di Petra Kvitova (5) dalla quale ci aspettiamo sempre che arrivi in fondo, né quello di Sofia Kenin (4) che non ha saputo confermarsi.

Naomi Osaka – Premiazione US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Disastro completo per la numero uno del tabellone Karolina Pliskova (3) mentre Camila Giorgi (6) ha vinto una partita ed è stata piallata dalla futura campionessa. Daniil Medvedev (7) è arrivato un po’ cotto alla meta, Matteo Berrettini (6) non ha confermato il 2019 ma gli ottavi sono comunque un risultato sufficiente in un anno in cui non ha praticamente giocato. Jannik Sinner (6,5) ha mostrato a tutti la tigna e la voglia e ora dovrà farsi il “fisico” per presentarsi con maggiori ambizioni su questi palcoscenici. Denis Shapovalov (7) ha finalmente mostrato di essere bravo oltre che bello, mentre Stefanos Tsitsipas (4,5) decisamente no. Grande torneo per Salvatore Caruso (7,5), mentre Milos Raonic (4) è rimasto a Cincinnati.

Ma insomma, New York è alle spalle ed è subito Foro Italico. Senza pubblico, senza l’atmosfera da gladiatori ma pur sempre Roma. Il neo (ahahahahahahahaha) presidente Binaghi ha annunciato, nel suo discorso di presentazione del 48mo mandato, che sotto la sua gestione le entrate della FIT sono decuplicate e che a breve il bilancio sarà vicino a quello della milionaria Federcalcio. Ottimo! Peccato che non si trovino “quattro spicci” per quei “poveri straccioni” che incautamente avevano acquistato i biglietti per gli Internazionali di maggio: ma volete mettere, ragazzi? Con i vostri risparmi avete contribuito alle magnifiche sorti e progressive del tennis italiano!

 

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