La Piccola Biblioteca. Tennis, la nuova scienza della preparazione fisica

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La Piccola Biblioteca. Tennis, la nuova scienza della preparazione fisica

Un vero e proprio manuale della preparazione fisica, in cui Salvatore Buzzelli e Marco Mazzilli illustrano l’innovativo Metodo COordinabolico, metodologia di allenamento che considera gli aspetti percettivo-cognitivi in virtù dell’importanza dell’attenzione nella prestazione degli sport di situazione come il tennis

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Novak Djokovic - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Buzzelli S., Mazzilli M., Tennis. La Nuova Scienza della Preparazione Fisica con il rivoluzionario Metodo Coordinabolico®, Giacomo Catalani Editore

La rubrica si occupa stavolta di un libro destinato principalmente ad addetti ai lavori, in primis preparatori fisici, allenatori ed atleti. Si tratta del volume “Tennis – La Nuova Scienza della Preparazione Fisica con il rivoluzionario Metodo Coordinabolico®”, scritto a quattro mani da Salvatore Buzzelli ed il suo allievo Marco Mazzilli, e pubblicato il 24 ottobre scorso Giacomo Catalani editore, per il quale la definizione più appropriata è sicuramente quella di manuale, per il modo ampio ed esauriente con il quale viene trattato l’argomento della preparazione fisica nel tennis (e non solo nel tennis, come vedremo nel seguito).

Innanzitutto qualche informazione sui due autori. Salvatore Buzzelli è uno dei massimi esperti nella metodologia dell’allenamento, ricercatore e preparatore fisico. Nel corso del suo lungo percorso professionale ha collaborato con scienziati di fama mondiale come Kenneth Cooper (il pioniere dell’aerobica e inventore del famoso test sulla resistenza aerobica che prende il suo nome) e il compianto Carmelo Bosco (uno dei più grandi ricercatori italiani nella scienza dello sport, ideatore dell’omonimo test per identificare i parametri che influenzano la forza degli arti inferiori, anche attraverso l’utilizzo della pedana a conduttanza da lui introdotta). Ha anche allenato diversi tennisti professionisti, tra i quali spiccano Omar Camporese (ex n. 18 ATP), Massimiliano Narducci (ex n. 77 ATP) e l’attuale capitano di Fed Cup Tathiana Garbin (ex n. 22 WTA).

Marco Mazzilli, allenatore e preparatore fisico professionista di tennis, dopo la Laurea in Scienze Motorie presso l’Università di Foggia (con una tesi proprio sul Metodo COordinabolico) si iscrisse al Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva dell’Università di Bologna proprio poter seguire da vicino il lavoro di Buzzelli. Con il quale, dopo la laurea con una tesi sperimentale sugli effetti del Metodo COordinabolico sul Costo Energetico dell’Attenzione, ha continuato a collaborare per diversi progetti e ricerche, tra cui quella sperimentale longitudinale sugli effetti del Metodo COordinabolico (neologismo creato dall’integrazione di alcune sillabe dei termini con cui si definiscono le abilità e le capacità coinvolte nelle esercitazioni: cognitive, condizionali, coordinative e metaboliche).

Da sinistra, Salvatore Buzzelli, Tathiana Garbin e il coach Francesco Palpacelli dopo la vittoria della tennista mestrina al torneo ITF di Cuneo nel 2008

Il libro inizia con un capitolo dedicato alle basi scientifiche su cui poggia il Metodo COordinabolico e quindi all’analisi dei concetti che hanno portato alla definizione del metodo stesso. Partendo infatti dall’osservazione che i processi che l’atleta deve affrontare in ogni momento della partita, in cui ogni azione è sempre frutto di scelte collegate alla situazione e bisogna muoversi in base a quello che si percepisce, risultava fondamentale avvalersi di un metodo di allenamento che considerasse gli aspetti percettivo-cognitivi, rispecchiando lo stesso schema di processo che avviene durante la prestazione, così da allenare l’atleta dello sport di situazione in modo più funzionale, abituandolo all’utilizzo di cervello e corpo insieme in ogni esercitazione.

Credo, e i risultati me lo confermano, che potrebbe essere la chiave di volta dell’allenamento del tennis in particolare. Si tratta di un metodo esaustivo per tutto quello che serve ad un tennista. L’idea di porre lo sviluppo di tutte le qualità motorie sotto egida attentiva ne costituiscono la particolarità mai evidenziata prima” ci ha detto al riguardo Buzzelli, rispondendo ad alcune domande che gli abbiamo fatto ad integrazione della recensione. Si prosegue con un capitolo dedicato allo strumento cardine del Metodo COordinabolico, il SensoBuzz. Realizzato dallo stesso Salvatore Buzzelli (ed argomento del suo primo libro), si tratta di uno strumento elettronico esaustivo per l’allenamento e la valutazione funzionale da campo che supporta la scelta metodologica dell’allenatore, che a sua discrezione imposta l’allenamento sulla base delle necessità (del singolo atleta o del gruppo di atleti) e degli obiettivi (rapidità, velocità, resistenza, ecc.). Da segnalare al riguardo, come riportato nel libro, che di recente è stata sviluppata la app “SensoBuzz Metodo COordinabolico”, per semplificare l’utilizzo strumentale ed ampliare il numero di utilizzatori del metodo.

Si arriva poi, nel terzo capitolo, alla descrizione vera e propria del metodo, il cui sviluppo è partito da una riflessione sull’affermazione, condivisa dalla maggioranza degli addetti ai lavori, di come il risultato agonistico nel tennis sia determinato dal 50% dalla “testa” (intesa come qualità mentali), il 40% dal “fisico” (inteso come preparazione atletica), il 10% dalla “tecnica”. E dall’osservazione che invece nell’allenamento tali proporzioni non venivano del tutto rispettate, con sessioni incentrate per ore su tecnica e palleggi. E che quindi era necessario definire un metodo di allenamento funzionale che fosse strutturato mirando al miglioramento delle varie qualità fisiche, ma sotto l’aspetto attentivo.
In questo contesto risulta interessante, e chi scrive lo evidenzia anche in qualità di mental coach (“Sicuramente il metodo può essere di aiuto ai mental coach, per mettere in atto allenamenti mentali tra i più disparati, che tengano anche conto di aspetti emozionali o comportamentali”), il concetto del “Costo Energetico dell’Attenzione” di cui Buzzelli aveva già parlato in un suo articolo su Ubitennis.

Le ricerche condotte dai due autori in questi anni hanno infatti evidenziato come l’acuità attentiva sottragga energia metabolica per la prestazione, dimostrando appunto come esista un “Costo Energetico dell’Attenzione”, ovvero un costo energetico legato alla difficoltà imposta di dover prestare la massima attenzione nelle esercitazioni. E che attraverso le esercitazioni svolte con questo metodo di allenamento viene progressivamente ridotto, via via che gli automatismi nervosi prendono il sopravvento, diminuendo di conseguenza il differenziale energetico tra il potenziale soggettivo e l’effettiva resa agonistica in campo.

Questi due capitoli sono inoltre interessanti perché raccontano – anche con il contributo di diversi aneddoti – la storia del Metodo Coordinabolico ed il percorso che ha portato alla realizzazione di questo libro. Un percorso iniziato da Buzzelli più di trent’anni fa, fatto di successi e riconoscimenti ma anche di delusioni: Sembrava che l’ambiente cui l’ho proposto fosse o troppo arretrato o troppo empirico. Marco ha stimolato in me – deluso dalle molte credenze metodologiche obsolete ed inefficaci che continuavano a venir utilizzate nel tennis – la voglia di riprovare a ripresentare cose che già propongo da molti anni. Forse perché attualmente i tempi sono maturi. Tieni presente che da quando ho cominciato a mostrare le mie cose su Internet nel 2007, poco a poco in tanti hanno preso spunti e proposto secondo il loro punto di vista. Peccato che non esista qualcuno che si sia preso la briga di esporre come usare metodologicamente quel sistema. Il mio primo libro è del 2012. Prima il nulla!”.

Da sinistra, Marco Mazzilli e Salvatore Buzzelli, i due autori

Nei capitoli successivi si illustrano in modo dettagliato le basi teoriche generali della preparazione atletica ottimale e della programmazione dell’allenamento, per entrare poi nello specifico nella programmazione dell’allenamento per il tennis. Negli ultimi due capitoli, 6 e 7, gli autori propongono una serie di test motori per supportare la valutazione funzionale del tennista e numerose esercitazioni pratiche per la preparazione atletica ottimale del tennista con l’applicazione del Metodo Coordinabolico. Si tratta di proposte che hanno come finalità la presentazione del funzionamento del metodo nell’allenamento delle varie capacità e di delineare le componenti importanti della preparazione atletica di un tennista, per poi lasciare completa libertà al preparatore di sviluppare i propri esercizi sulla base delle proprie competenze (e della propria creatività).

Ma il libro, e soprattutto il metodo, non sono destinati solo agli addetti ai lavori del tennis, come ci ha spiegato lo stesso Buzzelli: “Il libro, essendo anche abbastanza tecnico, è rivolto a tutti gli operatori che si occupano di sport di situazione. Operando, Mazzilli ed io, soprattutto nel tennis, l’abbiamo proposto nel tennis ma il Metodo COordinabolico è adattabile a tutti quegli sport in cui è richiesta una risposta motoria a sollecitazioni sensoriali diverse. Viene utilizzato infatti anche nella scherma, nel pugilato, nel taekwondo, nel karate, nell’allenamento dei portieri di calcio, ecc… Questi tipo di conoscenze sono utili anche nella psicologia cognitiva e nella ginnastica mentale degli anziani. E anche nella riabilitazione”.

Una lettura impegnativa – 372 pagine, corredate da fotografie, tabelle ed immagini – quella dell’opera, chiara e completa, di Buzzelli e Mazzilli. Nel quale l’argomento dell’allenamento “COordinabolico”, come evidenzia nella sua prefazione Giorgio D’Urbano (lo storico preparatore fisico di Alberto Tomba, ex C.T. della nazionale di sci), viene trattato in modo esaustivo ed affascinante. Una lettura quindi assolutamente da consigliare a tutti gli addetti ai lavori ai quali è destinata, ovvero “a tutti i preparatori fisici, agli allenatori e agli atleti che desiderano massimizzare le performance sul campo e vincere”.

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