Coppa Davis: rimonta Ungheria, bene Germania e Croazia. Si rivede la Svezia

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Coppa Davis: rimonta Ungheria, bene Germania e Croazia. Si rivede la Svezia

A Debrecen al Belgio non basta vincere il doppio. Cilic e Struff portano i loro team a Madrid, da capitano Soderling riporta la Svezia tra le grandi. Vince anche l’Austria senza Thiem. Passano Colombia e Repubblica Ceca

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Coppa Davis 2020 (via Twitter, @DavisCup)

COLOMBIA-ARGENTINA 3-1
J.S. Cabal/R. Farah b. M. Gonzalez/H. Zeballos 6-3 6-7(3) 7-5
R. Galan b. J.I. Londero 6-3 6-4

Il derby sudamericano va alla Colombia che dopo l’1-1 nella prima giornata vince doppio e primo singolare nella seconda e rimanda a casa (e agli spareggi per il World Group 2021) l’Argentina. Molto bello ed equilibrato il doppio disputato tra due signore coppie. Da una parte i numeri 1 del mondo, i colombiani Farah e Cabal, dall’altra il doppio affiatato argentino Gonzalez e Zeballos. Molto efficaci e determinati i padroni di casa che non concedono nulla alla risposta e con un break si aggiudicano il primo set 6-3. Nel secondo i servizi la fanno da padrona e si va al tie break. Equilibrio iniziale, poi gli argentini allungano inesorabilmente e grazie ad un doppio fallo di Farah vincono 7-3 rimandando le sorti dell’incontro al set decisivo. Il parziale fila via liscio senza particolari sussulti, sul 6-5 locale serve Maximo Gonzalez che subisce un paio di risposte al fulmicotone. L’ultima, quella di Farah è quella decisiva, i colombiani vanno sul 2-1. Tocca allora al “topo” Londero provare a pareggiare i conti, ma Ricardo Galan è in gran forma mentre il suo avversario fa fatica a trovare continuità. Basta un break per set a Galan per portare la Colombia per il secondo anno consecutivo alle Finals. Una vera e propria rivelazione se si pensa che fino all’anno scorso i sudamericani non erano mai stati nel World Group

SLOVACCHIA-REPUBBLICA CECA 1-3
F. Polasek/I.Zelenay b. J. Forejtek/Z. Kolar 6-4 6-4
J. Vesely b. A. Martin 4-6 7-5 7-5

La Repubblica Ceca approda per la prima volta alle Finals del nuovo formato della Coppa Davis. I cechi vincono il derby con la Slovacchia grazie a Jiri Vesely che sul 2-1 batte al termine di quasi 3 ore di battaglia il nr.1 slovacco Andrej Martin. In precedenza il doppio di casa aveva avuto vita facile contro la coppia Forejtek/Kolar, battuta con regolare 6-4 6-4 con il quale gli slovacchi avevano provato a riaprire la sfida. Sfida che Martin era arrivato ad un passo dal portare sul 2-2. Il nr.1 locale infatti, dopo aver avuto un cattivo inizio di match (subito sotto di un break e due palle break salvate dello 0-3) era stato capace di ribaltare l’andamento del primo set vincendolo per 6-4. Non solo, ma Martin si è trovato avanti 5-2 nel secondo set e ha servito per il match sul 5-3. Bravissimo Vesely a risalire la china non concedendo mai match point e vincere il secondo set 7-5. Nel terzo set era Vesely ad avere un paio di opportunità nel terzo set per allungare sul 2-1 e servizio ma Martin le annullava prontamente. Il match diventava davvero duro con scambi estenuanti, ma era ancora una volta Martin ad avere in mano le sorti del match. Sul 5-4 in suo favore lo slovacco si procurava un match point che però non riusciva a sfruttare. Ed ancora una volta l’occasione mancata veniva pagata a caro prezzo dal tennista di casa che accusava il colpo e cedeva di schianto all’avversario che con tre giochi di fila chiudeva partita e sfida

GERMANIA-BIELORUSSIA 3-1
K. Krawietz/A. Mies b. I. Ivashka/A.Vasilevski 6-4 6-4
J.L. Struff b. E. Gerasimov 6-3 6-2

Anche la Germania approda per il secondo anno consecutivo alle Finals di Coppa Davis. Battuta la Bielorussia a Dusseldorf con il punteggio di 3-1. Dopo l’1-1 della prima giornata le vittorie decisive sono state conseguite nel doppio, dove i campioni del Roland Garros in carica Krawietz e Mies hanno liquidato in due set Ilia Ivashka e Andrei Vasilevski con un doppio 6-4. Match condotto agevolmente dalla coppia di casa anche se il duo ospite non ha demeritato. Ha chiuso quindi la contesa un ottimo Jan-lennard Struff, indicato dal compagno Kohlschreiber nelle dichiarazioni alla stampa ante sfida come il potenziale leader del team tedesco. Struff ha impiegato appena 58 minuti per travolgere uno spento Gerasimov con il punteggio di 6-3 6-2.

 

UNGHERIA-BELGIO 3-2
S. Gille/J. Vliegen b. M. Fucsovics/A. Balasz 3-6 6-1 6-4
A. Balasz b. K. Coppejans 6-3 6-0
M. Fucsovics b. R. Bemelmans 6-7 6-4 6-2

Nonostante la vittoria nel doppio il Belgio non riesce a confermare la sua presenza alle Finals di Madrid e lascia campo libero all’Ungheria che rivive momenti di gloria nella Davis dopo tanti anni. Merito di Attila Balasz e soprattutto Marton Fucsovics che riescono nei singolari a ribaltare l’1-2 belga. Nel doppio infatti Gille e Vliegen dopo una partenza lenta (6-3 per gli ungheresi il primo set) avevano preso velocemente in mano le redini della sfida facendo valere la loro maggiore attitudine alla specialità. Secondo set vinto senza problemi 6-1, terzo vinto senza particolari patemi 6-4 per il 2-1 ospite. Ma nel primo singolare della giornata Balasz travolgeva uno spento Coppejans, travolto 6-0 6-3. A questo punto diveniva decisivo il singolare finale tra i due numeri 2, Marton Fucsovics e Ruben Bemelmans, il primo meglio classificato nel ranking Atp, il secondo sicuramente più esperto in Davis.

Il primo set era molto equilibrato, nessuna palla break concessa e quindi si decideva tutto al tie break. Fucsovics aveva due set point, uno sul 6-5 ed uno sul 7-6 ma non riusciva a convertirli. Anzi. Sul 7-8 regalava il set a Bemelmans con un diritto malamente sparato fuori (e annessa racchetta distrutta). Il tennista ungherese inziava a spron battuto il secondo set breakkando subito Bemelmans, il quale salvava poi una palla dello 0-3 “pesante”. Il set da quel momento in poi filava via liscio, Fucsovics manteneva il vantaggio e se lo aggiudicava 6-4. Nel terzo set non c’era praticamente storia, un gratuito di diritto di Bemelmans concedeva il break all’avversario nel terzo gioco, Fucsovics dominava gli scambi a proprio piacimento. Altro break nel settimo gioco, l’ungherese teneva la battuta a zero per la festa finale dei padroni di casa.

AUSTRIA-URUGUAY 3-1
O. Marach/J. Melzer b. A. Behar/P. Cuevas 4-6 6-3 7-5
D. Novak b. P. Cuevas 2-6 6-3 6-4

Anche senza Dominic Thiem l’Austria riesce a conquistarsi l’accesso alle Finals di Madrid. La vittoria sull’Uruguay, dopo l’1-1 della prima giornata, arriva grazie al doppio composto da due specialisti quali Oliver Marach e Jurgen Melzer e grazie a Denis Novak, vero eroe di questa due giorni di Davis a Graz. Partiamo dal doppio. Marach e Melzer sono sulla carta nettamente favoriti rispetto a Pablo Cuevas e Ariel Behar, ma gli uruguaiani si fanno valere e portano a casa il primo set (anche se ci vogliono 5 set point). La coppia austriaca non riesce a sfondare il muro uruguaiano, fino al 3 pari del secondo set equilibrio assoluto. Poi è Behar che manca 3 palle del 4-4 e complice un doppio fallo favorisce il break dei padroni di casa. Melzer tiene la battuta a zero e manda il doppio al terzo set. I servizi la fanno da padrona fino al 5 pari. E’ ancora una volta Behar a tradire gli uruguaiani. Come nel secondo set cede la battuta dal 40-15. Serve Marach che tiene il servizio senza problemi e porta l’Austria in vantaggio.

A questo punto Pablo Cuevas deve fare gli straordinari e tornare dopo una mezzoretta in campo per sfidare Denis Novak, nr.1 austriaco e giustiziere del fratello Martin nella prima giornata. Cuevas pare non accusare la stanchezze e si aggiudica facilmente il primo set 6-2. Novak prende una pausa fisiologica e al ritorno in campo sembra più tranquillo. Il tennista austriaco riesce a breakkare Cuevas e si aggiudica il secondo set con il punteggio di 6-3. Il tennista uruguaiano ora inizia ad accusare la stanchezza, ancora break di Novak che sale 3-1 a inizio terzo set. Cuveas non ne ha più, Novak trema ma porta, con qualche patema, l’Austria a Madrid chiudendo 6-4 con un bel diritto vincente. E’ inutile dire che con Thiem in campo gli austriaci diverranno alquanto temibili di Finals.

SVEZIA-CILE 3-1
M. Eriksson/B. Lindtsedt b. A. Tabilo/M. Barrios Vera 6-4 6-4
M. Ymer b. A. Tabilo 3-6 7-5 6-3

Ci voleva Robin Soderling come capitano per riportare la Svezia a livello di squadra nazionale nel tennis che conta. Battuto il Cile (senza Garin, il sorteggio era stato comunque favorevole per gli scandinavi) gli svedesi approdano alle Finals di Madrid dopo aver rischiato più volte negli anni passati di finire in serie C. A Stoccolma il doppio ha visto la vittoria di Eriksson in coppia con il veterano Lindstedt (43 anni) che hanno battuto in due set i due singolaristi cileni, Alejandro Tabilo e Barrios Vera. In verità i cileni erano partiti meglio, breakkando subito gli avversari e issandosi sul 3-1. Una volta però recuperato il break è venuta fuori la maggiore attitudine alla specialità dei padroni di casa che rimontavano chiudendo 6-4 il set e aggiudicandosi con lo stesso punteggio anche il secondo.

A quel punto erano Mikael Ymer e Alejandro Tabilo a scendere in campo nel primo singolare. Lo svedese appariva molto contratto mentre il cileno, ben guidato da capitan Massu, si muoveva molto meglio in campo. Tabilo chiudeva il primo set 6-3 e andava a servire per il match sul 5-4 del secondo set. Sul 40-30 il tennista sudamericano sbagliava una comoda voleé di rovescio mandandola in corridoio. Mancato il match point per Tabilo il match si complicava maledettamente. Anche perché Ymer ritrovava un minimo di sicurezza mentre il suo avversario andava nel pallone. Ymer infatti vinceva il set 7-5 e portava il match al terzo. Maggiore equilibrio in campo, sul 4-3 per Ymer lo svedese centrava il break decisivo e poi teneva la battuta per il 6-3 finale, la Svezia torna tra le grandi.

CROAZIA-INDIA 3-1
R. Bopanna/L. Paes b. M. Pavic/F. Skugor 6-3 6-7(9) 7-5
M. Cilic b. S. Nagal 6-0 6-1

A Zagabria il motivo principale d’interesse oggi più che la quasi certa vittoria croata (visti i singolaristi indiani) era il match di doppio, dove gli appassionati volevano godersi uno dei più forti giocatori di sempre, Leander Paes, che a 47 anni non ha alcuna intenzione di abbandonare le scene. E difatti è stato il doppio, vinto poi in coppia con Bopanna, la sfida più spettacolare della giornata. La Croazia ha poi come da pronostico battuto l’India grazie a Marin Cilic che cavallerescamente ha concesso un gioco a Sumit Nagal evitandogli un vergognoso “cappotto” nel primo singolare della giornata per il 3-1 finale.

Passiamo però al doppio. Per i croati vanno in campo Franko Skugor e Mate Pavic, gli indiani si intendono a meraviglia e in maniera semplice portano a casa il primo set con il punteggio di 6-3. Il secondo set è spettacolare, tutto da gustare per gli appassionati della specialità. I croati vanno spesso in difficoltà al servizio ma riescono a salvare 4 palle break ed alla fine si approda al tie break. Si susseguono le emozioni, i croati vanno 4-2, Paes e Bopanna si guadagnano un match point sul 6-5. Bravi i padroni di casa che lo annullano e vanno 7-6. La coppia ospite risponde a tono, annullato il set point e sull’8-7 secondo match point. Ancora efficaci Skugor e Pavic, situazione ribaltata, 9-8 per loro. Paes e Bopanna annullano il set point ma capitolano subito dopo, 11-9 per la coppia di casa. I croati si rinfrancano, finalmente strappano il servizio agli avversari nel terzo set e allungano sul 4-2. Bopanna e Paes non mollano, aggancio sul 4-4. Sul 5-6 gli indiani si procurano un match point sul 30-40, prontamente annullato. Ne arriva un altro e questa volta è quello buono. Non basterà per gli indiani ma il prezzo del biglietto è stato ampiamente ripagato. Della larga vittoria di Cilic abbiamo già detto, i croati tornano a Madrid.

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COPPA DAVIS: Pavic e Mektic battono Djokovic e Krajinovic, la Croazia è in finale

Il doppio croato si conferma fenomenale: un nervoso Nole deve rinunciare all’insalatiera

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Croazia b. Serbia 2-1

È la Croazia capitanata da Vedran Martic la prima finalista di questa edizione della Coppa Davis, la seconda disputata con il nuovo formato. È stato il doppio a decidere l’esito di un tie fattosi complicato per la Serbia dopo la sconfitta di Dusan Lajovic a opera del sorprendente Borna Gojo, uno svantaggio poi inesorabilmente pareggiato da Novak Djokovic contro Marin Cilic. A differenza di quanto avvenuto contro il Kazakistan nei quarti, però, la coppia di specialisti affrontati da Nole e Filip Krajinovic è la migliore del mondo e non ha lasciato scampo alla squadra di Viktor Troicki. Buona la terza, quindi, per una Croazia battuta nei due precedenti derby balcanici sia in casa, sia in trasferta, e un’altra delusione per Djokovic in una seconda parte di stagione per lui relativamente avara di soddisfazioni.

M. Pavic/N. Mektic b. N. Djokovic/N. Cacic 7-5 6-1

 

Erano favoriti e hanno rispettato il pronostico, Mate Pavic e Nikola Mektic, battendo in due set Novak Djokovic e Filip Krajinovic, quest’ultimo preferito a Nikola Cacic, buon doppista ma evidentemente di livello troppo inferiore rispetto al fenomenale duo croato. E, forse, è anche un premio per il ventinovenne di Sombor, quasi a scusarsi della scelta di schierare Lajovic in singolare – scelta rivelatasi poi decisiva per l’esito dell’intero confronto. La coppia serba ha tenuto il campo per un set, ben affidandosi al servizio e cercando di evitare che la sfida prendesse le caratteristiche tipiche del “vero” doppio, compito assai arduo visto chi aveva di fronte, soprattutto un Pavic sempre propositivo in risposta e preciso nel fornire comode chiusure al partner. Novak e Filip si sono arresi a un passo dal tie-break, poi l’incontro è scivolato via piuttosto rapidamente una volta ceduto il servizio nel quarto game del secondo parziale, momento che ha visto un Djokovic per un attimo rabbioso e poi subito quasi rassegnato di fronte all’evidente superiorità degli avversari.

IL MATCH – Nessun problema per Pavic in battuta, mentre Djokovic, dopo un bel punto croato e due errori serbi al volo, si affida alla prima di servizio per risalire dallo 0-40 e annullare anche un vantaggio esterno. Anche il turno di Mektic scivola via senza grossi patemi, così come quello di Krajinovic. Se la coppia campione in carica di Wimbledon viene sempre avanti dopo il servizio o quando ne ha la possibilità in risposta, gli altri mischiano un po’ le carte, ma anch’essi non perdono l’occasione di mettere pressione facendosi trovare entrambi a rete. Dal secondo turno di battuta il 20 volte campione Slam di nuovo si fa trovare centrato e preciso con la prima battuta; lo stesso riesce a Krajinovic, che con sicurezza salva una palla break. Senza ulteriori scossoni ci si avvia verso il tie-break, con i croati che ci arriverebbero vedendo confermata la propria superiorità ai punti e con in testa le cinque occasioni non sfruttate, per quanto senza veri rimpianti, quindi forse con più pressione. Invece, al dodicesimo gioco, Novak impallinato su una seconda e una volée incerta di Filip aprono la strada al set point, trasformato dal passante ravvicinato di Mektic dopo una strenua ma vana difesa a rete dei due in blu: 7-5 Croazia.

Si ricomincia sui binari del primo parziale, con la coppia medaglia d’oro a Tokyo che appare ancora più sciolta. Mektic, n. 2 di specialità, colpisce male e manca il possibile 0-30, ma Pavic, n. 1, costringe Krajinovic a una volée complicata che favorisce il successivo passante; Mate tira addosso a Nole che non riesce a contenere ed è 3-1. La conferma del vantaggio passa attraverso l’unico momento vagamente difficile per i croati, ma il nastro fortunato sul 30 pari risolve la situazione. Djokovic rifila un calcio al borsone in occasione del break subito, ma lo scatto di rabbia non gli ha dà alcuna carica, anzi, quasi esce dal match e gli avversari ne approfittano per involarsi sul 5-1. Non troppo imprevista, spunta qui l’unica palla break a favore dei serbi, prontamente annullata dalla prima esterna di Mektic che, dopo un paio di punti, può abbracciare il compagno. La Croazia, vincitrice dell’ultima edizione del formato storico, torna dunque in finale. Borna Gojo rischia, per così dire, di vedersi eretta una statua nella natia Spalato.

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COPPA DAVIS, Semifinali: Serbia-Croazia 1-1, Djokovic supera Cilic. Ancora una volta è il doppio a decidere

Vittoria in due set ma non agevole per il nr.1 del mondo. Che ora in coppia con Cacic proverà a superare la coppia numero 1 del mondo Mektic/Pavic. Chi vince guadagna la finale di domenica

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Novak Djokovic - Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Diego Souto/Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis, Semifinali

CROAZIA-SERBIA 1-1

Novak Djokovic rispetta il pronostico, batte per la 18° volta in 20 sfide Marin Cilic e sigla l’1-1 della Serbia contro la Croazia. Deciderà la semifinale il doppio e qui per Djokovic che probabilmente giocherà in coppia con Cacic, il compito sarà davvero improbo. Di fronte i numeri 1 del mondo Mektic e Pavic. Chi vince va in finale contro la vincente di Russia-Germania (che si giocherà domani, ore 13)

 

N. Djokovic b. M.Cilic 6-4 6-2

Dopo la vittoria a sorpresa (l’ennesima di queste Finals) di Borna Gojo su Dusan Lajovic ecco la sfida tra i numeri 1 di Serbia e Croazia, Novak Djokovic e Marin Cilic. Il numero 1 del mondo non ha alternative, battere il croato per ristabilire la parità e giocarsi tutto nel doppio contro la fortissima coppia croata Mektic/Pavic.

I precedenti parlano nettamente a favore di Novak Djokovic che conduce 17-2 contro Cilic, vincitore nel 2016 a Parigi-Bercy e nel 2018 al Queen’s. Nole quindi nettamente favorito ma è pur sempre una sfida di Davis.

Cilic inizia al servizio ma nel terzo gioco è il primo a dover fronteggiare due palle break che riesce ad annullare aiutandosi con il servizio. Il croato però nel gioco successivo sale 15-40 sul servizio di Djokovic, ma anche in questo caso chi serve respinge le minacce e tiene la battuta. La partita è piacevole e anche tecnicamente di buon livello. Sul 4-4 Cilic sale 40-0 ma poi subisce la rimonta di Djokovic che infila 5 punti di seguito e complice un doppio fallo del suo avversario si procura il break e va a servire per il set. Il palazzetto dello sport è bello pieno nonostante non ci sia la Spagna padrona di casa in campo. Nole serve ma Cilic gioca alla grandissima un paio di punti e si procura due palle del controbreak. Djokovic annulla la prima grazie ad una steccata di Cilic mentre sulla seconda il serbo vince uno scambio durissimo da fondo campo. Cilic insiste e si procura una terza opportunità. Bravissimo Djokovic che la annulla con il servizio. Il numero 1 del mondo sbaglia un diritto a campo aperto ma Cilic non sfrutta nemmeno questa opportunità perché risponde in rete un servizio non irresistibile del tennista serbo. Arriva il primo set point per Djokovic che lo trasforma grazie ad un gratuito di rovescio di Cilic, primo set Serbia 6-4 dopo 55 minuti. Bilancio vincenti-gratuiti favorevole a Djokovic (6-12 per lui, 6-15 per Cilic).

Nole cerca di sfruttare il momento ad inizio secondo set, si procura tre palle break ma almeno due le spreca malamente mentre su una è bravo Cilic a salvarla con il servizio. Il croato alla fine tiene la battuta ma è un fuoco di paglia. Perché oramai Djokovic ha preso il pallino in mano delle operazioni e nel terzo gioco alla prima occasione porta a casa il break. E’ lo strappo decisivo, perché il serbo inizia a dettare legge da fondo campo e trova un altro break nel quinto gioco strappando a zero il servizio a Cilic per il 4-1 “pesante”. Il numero 1 del mondo ha alzato il livello del suo tennis e il suo avversario fatica a stargli dietro. Cilic invero si procura una palla break nel sesto gioco, ma Djokovic la annulla con un ace e poi tiene la battuta. Cilic chiude con 0/8 sulle palle break sprecandone una anche nell’ottavo gioco, Nole troppo solido chiude il set 6-2 e porta la Serbia sull’1-1. Ora il doppio, ma il compito per il numero 1 ora si fa davvero duro.

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COPPA DAVIS, Semifinale: Croazia-Serbia 1-0, Gojo rimonta Lajovic, la Serbia ancora aggrappata a Djokovic

Il nr.2 croato si conferma e vince in rimonta portando in vantaggio la Croazia. Novak Djokovic ora deve battere Cilic, ma il doppio croato è favorito sull’eventuale 1-1

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COPPA DAVIS, Semifinali:

Croazia-Serbia 1-0

Segnatevi questo nome, Borna Gojo. E’ lui la vera grande sorpresa di queste Finals di Madrid. Schierato ancora una volta dal suo capitano Vedran Martic, il nr. 279 del mondo centra non solo la terza vittoria su tre in quest’avventura di Davis ma soprattutto manda la Croazia avanti 1-0 nella semifinale contro la Serbia e consegna sulla carta a Mektic e Pavic (dando per scontata la vittoria nel secondo singolare di Novak Djokovic su Marin Cilic) l’opportunità da numeri 1 del doppio di portare la propria nazione in finale per la quarta volta nella sua storia.

 

Oltre ad elogiare la grandissima impresa di Gojo, va rimarcato che oggi, rispetto alle altre due vittorie conseguite sin qui, il tennista croato è stato capace di vincere rimontando il suo avversario dopo aver sprecato un break di vantaggio nel primo set. Da nr. 279 del mondo sarebbe dovuto e potuto crollare, invece ha reagito alla grande e mandato in confusione il suo più quotato avversario che alla fine è crollato senza avere la forza di reagire.

Ora Djokovic-Cilic, il numero 1 del mondo non ha alternative, vincere per sperare di andare poi al doppio.

B. Gojo b. D. Lajovic 4-6 6-3 6-2

Parte la prima semifinale della Coppa Davis edizione 2020/2021, in campo Serbia e Croazia. Come da regolamento si sfidano prima i due numeri 2 delle due squadre. Il capitano croato Vedran Martic si affida ancora all’uomo più in palla di queste Finals della sua squadra, cioé Borna Gojo, che ha già battuto nel Round Robin Alexei Popyrin (n. 67) e nei quarti il nostro Lorenzo Sonego (n. 27). Gojo, nr. 279 del ranking, viene così preferito a Nino Serdarusic, nr. 243.

Viktor Troicki sceglie come nr.2 tra i 3 a sua disposizione, tutti schierati nelle 3 partite precedenti al fianco di Novak Djokovic, quello che è uscito vincente dal suo match, cioé Dusan Lajovic, nr.33 del ranking, preferito quindi a Kajinovic e Kecmanovic.

Non ci sono precedenti tra i due tennisti. Gojo inizia al servizio e i primi giochi confermano lo stato di grazia del tennista croato. Che picchia da fondo campo, approfitta del nervosismo probabilmente inevitabile del suo avversario e strappa subito nel secondo gioco la battuta a Lajovic per poi confermare il break sul 3-0. Il croato prosegue a vele spiegate ma sul 4-1 improvvisamente smarrisce la sicurezza (e forse l’incoscienza) di inizio partita. Lajovic così risale, trova maggiore precisione nei colpi, trova profondità e approfitta del calo di Gojo, soprattutto sulla diagonale del rovescio. Il serbo trova il controbreak nel settimo gioco, agguanta la parità sul 4-4 e con uguale disinvoltura completa l’opera chiudendo il set 6-4. Incredibile come il match sia girato da un momento all’altro, probabilmente l’importanza della posta in palio si è fatta sentire soprattutto sulle spalle del tennista meno esperto.

Gojo ricomincia al servizio nel secondo set, l’abbrivio è uguale a quello del primo parziale. Il croato ritrova fiducia, tiene la battuta, strappa ancora una volta nel secondo gioco la battuta al suo avversario e approfittando di 4 gratuiti di diritto di Lajovic risale da 0-30 nel terzo game e va sul 3-0. Il croato continua a martellare da fondo campo e si procura anche una palla per il 4-0 che ipotecherebbe il secondo set, ma Lajovic si salva e tiene la battuta. Gol sbagliato, gol subito, vale anche nel tennis il vecchio adagio di stampo calcistico. Lajovic d’improvviso ritrova traiettorie e precisione, Gojo perde un paio di bracci di ferro da fondo campo e con un rovescio lungo concede il controbreak al suo avversario, 3-2 Croazia e tutto da rifare. Scambi sempre più duri da fondo campo con Lajovic che prova ad aprirsi il campo sul rovescio di Gojo per poi chiudere con il diritto lungolinea. Il croato resiste per quel che può, Lajovic però manca una palla del 3-3 e con un doppio fallo sanguinoso concede di nuovo il break al suo avversario. Stavolta Gojo non spreca il vantaggio, tiene i due servizi successivi e chiude 6-3. Dopo un’ora e 26 minuti si va al terzo.

Lajovic sembra sempre un po’ bloccato, Gojo invece non accenna alcuna difficoltà e anche l’inizio del terzo set lo vede protagonista. Lajovic va sotto 0-30, recupera sul 30-30, ma Gojo prima lo infila con un gran passante di diritto e poi indovina un rovescio quasi da fuori campo che atterra vicino alla riga del corridoio. Break Croazia, la Serbia rischia di brutto. Anche perché Lajovic continua nel suo momento negativo, sbaglia l’impossibile, anche le cose più semplici e Gojo è lì ad approfittarne. Il baratro si apre davanti al tennista serbo che cede di nuovo la battuta e va sotto 3-0 e servizio Croazia. Lajovic continua a remare inutilmente da fondo campo, Gojo va come un treno e chiude 6-2 per l’1-0 croato che mette la Serbia (e Djokovic) spalle al muro.

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