I 'contro Slam': quando Nadal fu il peggiore di 128 tennisti a Melbourne

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I ‘contro Slam’: quando Nadal fu il peggiore di 128 tennisti a Melbourne

Non solo Rafa, ma anche Tsitsipas e ben tre volte Benneteau sono stati ‘maglie nere’, proprio gli ultimi del ‘contro Slam’. Una curiosa statistica… all’incontrario

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Rafael Nadal - Australian Open 2016
 

Nota per i lettori: questo articolo è nato grazie all’idea e al paziente lavoro di un lettore. Ci è sembrata divertente e originale e per questa ragione abbiamo deciso di condividerla con voi. Saremo lieti di prestare ancora la nostra opera in veste di umili scribi a beneficio di chi invierà spunti e suggerimenti meritevoli di pubblicazione alla redazione (direttaubitennis@gmail.com). Per il momento un grazie di cuore a MZ.


“Beati gli ultimi perché saranno i primi” (Matteo 20,1-16).

Forse Luigi Malabrocca aveva in mente le parole pronunciate da Gesù nel Discorso della Montagna quando nel ’46 e nel ’47 concluse il Giro d’Italia indossando la maglia riservata all’ultimo classificato: quella nera. Oppure più semplicemente il ciclista lombardo desiderava incassare la somma che per tradizione gli spettatori raccoglievano mediante una colletta fatta sul campo per poi consegnarla a titolo di consolazione all’ultimo arrivato. Qualunque sia la risposta, Malabrocca con quelle catastrofi sportive – ottenute attraverso esilaranti stratagemmi escogitati per garantirsi l’ultimo posto – ha guadagnato qualche soldino e, soprattutto, si è ritagliato un posto nella storia del ciclismo italiano dimostrando così che anche la disfatta contiene una forma di grandezza.

Questa premessa ci serve per introdurre una domanda. Conosciamo i nomi dei tennisti vincitori dei tornei dello Slam; ma se volessimo conoscere anche quello dell’ultimo classificato? È possibile stabilire il nome del centoventottesimo su centoventotto tennisti che partecipano a un major? La risposta è negativa, dal momento che i tornei di tennis (con la sola parziale eccezione delle Finals) si disputano a eliminazione diretta. Per dare una risposta positiva bisognerebbe organizzare un gigantesco torneo all’italiana nel quale tutti affrontano tutti e, per evidenti ragioni temporali, non è possibile farlo.

Poiché il nostro scopo non è però quello di cambiare le regole del gioco ma semplicemente divertirci e divertire, abbiamo deciso di provare lo stesso a rispondere alla domanda sopra esposta, utilizzando il criterio di valutazione proposto dal nostro lettore che a nostro avviso ha il merito di essere oggettivo e ripetibile.

Per ragioni che saranno presto evidenti, lo abbiamo chiamato “metodo Branduardi” e funziona così: si prende il nome del giocatore sconfitto in finale e da lì si sale a ritroso di sconfitta in sconfitta sino a giungere al primo turno dove si incorona il “campione all’incontrario”. Detto in altre parole, l’ultimo classificato del torneo preso in esame è un tennista che è stato sconfitto al primo turno da un giocatore che successivamente ha perso al secondo turno contro un giocatore che a sua volta ha perso al terzo e così via sino alla finale. Un esempio ci aiuterà a chiarire meglio la logica sottostante il sistema.

Applicando il metodo Branduardi scopriamo che l’ultimo classificato a Wimbledon 2011 fu lo slovacco Lukas Lacko. Lacko perse al primo turno contro Zemija; Zemija fu battuto al secondo turno da Monfils; al terzo turno Gael cedette il passo a Kubot che a sua volta agli ottavi di finale si arrese a Lopez; Feliciano nei quarti di finale fu sconfitto da Murray che in semifinale perse contro Nadal; Rafa perse poi la finale contro Djokovic. Se questa catena non vi fa venire in mente la canzone “Alla fiera dell’est” di Angelo Branduardi significa che siete molto giovani. Beati voi.

Allargando l’analisi da Wimbledon 2011 a tutti i major compresi tra AO 2010 e A0 2020 otteniamo il seguente risultato:

 
2020 Australian Open Gaston H.
2019 US Open Vesely J.
2019 Wimbledon Novak D.
2019 Roland Garros Tomic B.
2019 Australian Open Mmoh M.
2018 US Open Querrey S.
2018 Wimbledon Nishioka Y.
2018 Roland Garros Jarry N.
2018 Australian Open Tsitsipas S.
2017 US Open Haider-Maurer A.
2017 Wimbledon Jaziri M.
2017 Roland Garros Dzuhmur D.
2017 Australian Open Lopez F.
2016 US Open Benneteau J.
2016 Wimbledon Giraldo S.
2016 Roland Garros Benneteau J.
2016 Australian Open Nadal R.
2015 US Open Mathieu P.H.
2015 Wimbledon Bellucci T.
2015 Roland Garros Hamou M.
2015 Australian Open Kavcic B.
2014 US Open Benneteau J.
2014 Wimbledon Karlovic I.
2014 Roland Garros Montanes A.
2014 Australian Open Delbonis F.
2013 US Open Lacko L.
2013 Wimbledon Berlocq C.
2013 Roland Garros Kudla D.
2013 Australian Open Haas T.
2012 US Open Kukushkin M.
2012 Wimbledon Bogomolov A. Jr
2012 Roland Garros Prodon E.
2012 Australian Open Muller G.
2011 US Open Beck K.
2011 Wimbledon Lacko L.
2011 Roland Garros Brands D.
2011 Australian Open Gremelmayr D.
2010 US Open Marchenko I.
2010 Wimbledon Delgado R.
2010 Roland Garros Schuttler R.
2010 Australian Open Haase R.


Nell’elenco crediamo spicchino due nomi. Il primo è quello di Rafael Nadal, maglia nera dell’Australian Open 2016. In quella edizione del torneo il maiorchino perse infatti al primo turno contro Verdasco dando così il via alla catena di sconfitte che giungerà sino a Murray. Il secondo ha il gusto amaro della beffa ed è il nome dell’unico plurivincitore al contrario presente nella lista: Julien Benneteau, capace di arrivare dieci volte in finale in un torneo ATP e di perdere altrettante volte. Il tennista francese ha indossato la maglia nera in tre occasioni: agli US Open del 2014 e del 2016 e al Roland Garros 2016.

Se può consolarlo, gli citiamo il caso dello sciatore austriaco Hubert Strolz che nel corso della carriera salì sul podio per 34 volte in coppa del Mondo senza mai cogliere una vittoria, ma seppe conquistare un oro ai Giochi Olimpici. Molto difficilmente Julien riuscirà a imitare il successo olimpico dell’austriaco, visto il ritiro avvenuto nel 2018; ma se davvero un giorno gli ultimi saranno i primi, per lui un posto nell’alto dei cieli è garantito.

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ATP

ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

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La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

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Flash

Il dilemma del tennista: andare sul sicuro o rischiare il tutto per tutto?

Colpo dopo colpo, i giocatori devono decidere se sparare a raffica o lavorare di fino

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Nick Kyrgios - Wimbledon 2022 (foto @bet365_aus)

Di Stuart Miller, New York Times, 22 settembre 2022

I giocatori di tennis devono costantemente prendere decisioni tattiche sul modo migliore per vincere un punto. Tutto inizia col decidere dove servire e quanto forte colpire quella palla, ma una volta iniziato lo scambio, spesso la scelta si riduce semplicisticamente al mirare alle linee o colpire la palla con forza verso un bersaglio più sicuro con più margine di errore. La scelta giusta è particolarmente importante in una partita equilibrata, quando la posta in gioco è alta e l’avversario è uno dei migliori giocatori del mondo. Il miglior approccio tattico, dicono giocatori e analisti, richiede un combinazione di entrambi gli stili.

“Dipende dai tuoi punti di forza, dal tuo avversario e dalla situazione della partita“, ha detto Patrick McEnroe, vicecapitano del Team World USA della Laver Cup. “Questo è ciò che rende un evento così interessante. Ogni partita è contro i migliori giocatori e bisogna valutare tutte e tre queste cose contemporaneamente”.

 

Non è così semplice. Chiunque abbia visto Carlos Alcaraz agli US Open sa che il nuovo re del tennis correrà, correrà, correrà in scambi infiniti, ma potrà anche tentare un vincente in qualsiasi momento e da qualsiasi punto del campo; giocatori superbi come Casper Ruud e Frances Tiafoe hanno provato a inseguirlo per ore ma alla fine hanno ceduto.Quando Tiafoe ha avuto l’occasione di colpire una palla a metà campo, probabilmente ha pensato: ‘Devo mandarla più vicino alla riga di quanto farei contro, ad esempio, Fabio Fognini”, che è classificato al numero 55″, ha detto McEnroe.

“Giocatori d’élite come Roger Federer e Andy Murray nel fiore degli anni avrebbero potuto colpire rovesci difensivi in risposta a un tentativo di vincente dell’avversario – non deboli ma difensivi, con l’intento di neutralizzarne l’aggressività – McEnroe ha detto. Durante l’incontro degli US Open tra Alcaraz e Sinner si sono visti due giocatori tirare colpi estremamente aggressivi e procedere punto a punto fino alla fine”. Ma questa è una situazione non comune. Spesso i momenti importanti nelle partite importanti contro i migliori avversari richiedono un aggiustamento.

“Il tennis è un gioco di fiducia“, ha affermato Jimmy Arias, ex numero 5 del mondo negli anni ’80 e ora analista di Tennis Channel.

Giocatori come Novak Djokovic o Serena Williams al loro apice avrebbero sparato sulle righe nei grandi momenti semplicemente perché erano convinti di vincere e quindi giocavano in modo più rilassato. Arias poi cita come esempio di una situazione diametralmente opposta la sua vittoria nei quarti di finale degli US Open del 1983 su Yannick Noah, che quell’anno aveva vinto gli Open di Francia.

Quando Noah, sotto 5-6 nel quinto set, commise un doppio fallo sul 15-30 e mancò il suo primo servizio sul match point, Arias, che non aveva mai brekkato il servizio dell’avversario in oltre due set, vide aprirsi un’opportunità.

So al 100 percento che lui farà un servizio in sicurezza e sarò in grado di corrergli intorno e colpire un dritto“, ha ricordato Arias, che all’epoca aveva 19 anni. “In una partita normale, sarei stato fiducioso e avrei cercato il vincente. Ma non avevo mai raggiunto una semifinale di un major, e la volevo così tanto”. Così Arias decise di andare sul sicuro e colpì forte verso il centro del campo, concedendosi un margine di errore. “Ero così ansioso che ho colpito la palla molto, troppo davanti al corpo”, ha detto. Se avesse mirato alle linee laterali, il tiro sarebbe andato fuori probabilmente, ma poiché ha giocato sul sicuro, l’errore di esecuzione “ha finito per risultare in un vincente nell’angolo!”.

L’approccio giusto è spesso determinato dalla prospettiva del giocatore. “I giovani giocatori a volte cercano di strafare quando giocano con i migliori, che di conseguenza conservano un vantaggio mentale. Se giochi contro [Rafael] Nadal, Djokovic o Federer, tendi a pensare: “Devo fare qualcosa in più”, ha detto Bjorn Borg, capitano del Team Europe.

Borg suggerisce di iniziare le partite più dure colpendo forte ma mirando a zone più facili del campo “per farsi un’idea della partita”, prima di diventare più ambiziosi e cercare le righe; se un giocatore inizia a diventare impreciso a metà partita, dovrebbe ritornare a colpi più sicuri per alcuni game fino a ritrovare il ritmo e le sensazioni.

McEnroe dice che un giocatore come Diego Schwartzman sa che “deve giocare fuori dalla sua zona di comfort o non avrà alcuna possibilità”, ma che puntare alla perfezione subito significa che “puoi uscire dalla partita in anticipo“, quindi non bisogna tendere a sovrastimare l’avversario all’inizio. “Ma, ha detto Arias, diventa più difficile mentalmente cercare di colpire le righe man mano che i set procedono, specialmente in un torneo come la Laver Cup, quando sembra che tutti gli avversari siano migliori di te. C’è una tensione supplementare sul 5-5 o sul 6-6, quindi potresti non trovare il tiro“.

Giocando contro Andre Agassi alla fine della sua carriera, Arias lo aveva raggiunto sul 4-4, ma Agassi stava giocando ogni punto in sicurezza mentre Arias stava rischiando tutto su ogni palla e si è reso conto di non avere alcuna possibilità: “Non riuscirò a farlo per sempre” ha pensato. Arias ha perso il set e la partita. Ruud ha detto che anche i graffi e le ammaccature della vita durante il tour sono un fattore determinante. “Cerco di fare il mio gioco contro i migliori giocatori“, ma ha aggiunto: “Se non mi sento al top correrò più rischi, mentre se mi sento forte cercherò di sfinire il mio avversario”.

Un giocatore più in forma e più veloce può essere più paziente e cercare di spingere l’avversario a forzare e commettere errori. La prima delle vittorie Open in cinque set di Alcaraz è arrivata su Marin Cilic, che è in forma ma ha 14 anni in più e senza la velocità esplosiva di Alcaraz. “Non ho dubbi che Cilic stesse cercando di giocare in modo più aggressivo per questo motivo”, ha detto McEnroe.

Nick Kyrgios, uno dei protagonisti di questa stagione, ha detto che preferisce tentare il tutto e per tutto, soprattutto nei momenti più importanti.Mi piace il tennis a bassa percentuale”, ha detto Kyrgios, che ha messo a segno due rischiosi vincenti di dritto incrociato stretto sotto 0-30 a 4-4 nel quarto set della sua vittoria al secondo turno agli US Open di quest’anno. “La mia forza sul campo da tennis è la mia imprevedibilità. Perché non dovrei semplicemente provarci?” Ma Arias ha notato che nel secondo turno, contro il giovane J.J. Wolf, Kyrgios ha cambiato marcia, cercando soluzioni più sicure e lasciando che fosse Wolf a commettere errori. “Si poteva quasi vedere la luce accendersi nella testa di Nick durante la partita” ha detto.

Cambiare marcia è più facile a dirsi che a farsi, ovviamente, soprattutto nel bel mezzo di una partita. “Può avere senso cambiare”, ha detto McEnroe, “e contro i giocatori di alto livello tutte queste decisioni diventano amplificate”.

Traduzione di Alessandro Valentini

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Circoli in vista

Serie A1 maschile: TC Rungg e Park Genova chiamati alle rimonta nelle semifinali play-off

Le matricole Palermo e Sinalunga, dopo aver vinto i match di andata, dovranno difendersi nelle sfide di ritorno per conquistare un posto in finale. Nei playout con un piede e mezzo in A2 i campioni in carica del New Tennis

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La squadra del Park Tennis Club Genova

Si avvicina all’epilogo la Serie A1 maschile 2022. Il primo weekend di dicembre prevede, infatti, lo svolgimento dei match di ritorno di play-off e play-out.

Sfide decisive che designeranno le due squadre che lotteranno per il titolo di campione di Italia nella finale prevista per il weekend del 10 e 11 dicembre al Circolo Stampa Sporting di Torino. Inoltre si scopriranno quali saranno le quattro squadre che disputeranno anche nel 2023 la Serie A1 e quali saranno condannate alla retrocessione.

PLAYOFF

 

Impegnato per il secondo anno consecutivo nelle semifinali scudetto, il TC Rungg è chiamato alla rimonta in quel di Palermo per strappare il pass per la finale. Nel match di andata il CT Palermo ha conquistato la vittoria in trasferta per 4-2 e basterebbe un pareggio ai siciliani per qualificarsi per la finale.

Stagione di alto livello per il CT Palermo che da matricola ha dominato il proprio girone. Infatti, sono arrivate cinque vittorie e un pareggio nella fase a gironi per il circolo siciliano, a cui si aggiunge il successo dello scorso weekend ad Appiano. Caruso, Giacalone, Piraino e lo spagnolo Gomez Herrera sono stati i protagonisti del team siciliano che ha potuto contare anche sul supporto del numero 39 del mondo Albert Ramos. Le chance di rimonta del TC Rungg dipenderanno dalle prestazioni di Federico Gaio e del tedesco Ejupovic. La sfida che prenderà il via alle ore 10 di domenica sarà visibile sulla piattaforma streaming SuperTennix. 

Stessa situazione anche per quanto riguarda la semifinale tra TC Sinalunga Siena e Park Tennis Club Genova. I liguri sono usciti sconfitti dalla sfida di settimana scorsa per 4-2 contro l’altra matricola terribile del campionato e le chance di rimonta dipenderanno dal roster che riuscirà a schierare Capitan Sanna.

Sarà una partita durissima ma noi abbiamo molte ragioni per credere nella possibilità di ribaltare la sfida dell’andata dove assenze dell’ultimo minuto non ci hanno consentito di schierare la miglior formazione” ha dichiarato il capitano del team ligure. Le prestazioni di Mager e Giannessi hanno tenuto in corsa il Park che in Toscana dovrà difendersi dalle prestazioni di Gigante, Miceli e Oriol Batalla, oltreché dal tifo avverso. Difficoltà che non spaventano i liguri:  “Siamo pronti per questa sfida decisiva e sappiamo che a Sinalunga ci aspetta un pubblico caldo, pronto a sostenere i padroni di casa, ma noi, lo ripeto, siamo fiduciosi dei nostri mezzi”. 

Questo il programma del ritorno dei playoff:

CT Palermo – TC Rungg Sudtirol    (andata CT Palermo 4-2)

TC Sinalunga Siena – Park Tennis Genova   (andata TC Sinalunga 4-2)

PLAYOUT

La sfida più equilibrata dei quattro scontri salvezza andrà in scena a Forte dei Marmi. Il match di andata tra TC Italia e Società Canottieri Casale si è chiuso sul tre pari e, quindi, un successo garantirà al team vincitore la permanenza in Serie A1. I piemontesi, ancora alla ricerca del primo successo stagionale (3 pareggi e 4 sconfitte il bilancio finora), dovranno cercare il colpaccio in trasferta contro il più blasonato TC Italia di Stefano Travaglia.

Cercherà l’impresa il TC Prato che a Crema dovrà ribaltare il 4-2 subito in casa nella sfida di andata. Prato ha chiuso la fase a gironi con un solo punto e dovrà conquistare cinque match in Lombardia per garantirsi la permanenza in serie A1.

Missioni quasi impossibili per TC Genova e per i campioni in carica del New Tennis Torre del Greco.

Il TC Genova ha un compito molto complicato, ossia ribaltare il 5-1 subito in casa dallo Sporting Club Sassuolo di Della Valle, Masur e Fucsovics. Alla squadra emiliana basterà vincere due singolari per chiudere la contesa.

Nessun margine di errore per I campioni in carica del New Tennis Torre del Greco. I campani  sono stati  condannati ai playout dopo la sconfitta a tavolino nell’ultima giornata della stagione regolare. Presentatosi con una formazione rimaneggiata nella trasferta di Perugia contro la Junior, hanno incassato un pesante 6-0 senza vincere neanche un set. In Campania, basterà vincere un solo incontro allo Junior Perugia per chiudere la pratica. 

Di seguito il programma del ritorno dei playout:

TC Italia Forte dei Marmi – Società Canottieri Casale  (andata 3-3)

TC Crema – TC Prato  (andata TC Crema 4-2)

Sporting Club Sassuolo – TC Genova  (andata Sporting Club Sassuolo 5-1)

New Tennis Torre del Greco – Junior Perugia    (andata Junior Perugia 6-0)

Giuseppe Di Paola e Paolo Pinto

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