Pat Cash: “Djokovic è più forte di Federer e Nadal. Sulla Davis posso dire una parolaccia?"

Interviste

Pat Cash: “Djokovic è più forte di Federer e Nadal. Sulla Davis posso dire una parolaccia?”

Dalla celebre l’arrampicata sugli spalti di Wimbledon nel 1987 all’epopea Davis; dallo svedesino “che non sbagliò per 20 minuti” ai mostri di oggi. “Nadal doveva essere finito a 28 anni”. Sul No-Vax la pensa… alla Novak

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Pat Cash (Delray Beach, 2011 - Ph. Art Seitz)
 
 

Continua la serie di interviste che sto realizzando in questo periodo di stop del circuito, come sempre in compagnia dell’amico e giornalista Hall of Famer Steve Flink. Il protagonista di questa nuova video-chat è Pat Cash, il 55enne australiano che trionfò a Wimbledon nel 1987. Negli altri tornei dello Slam, vanta due finali perse consecutivamente all’Australian Open (’87 e ’88), una semifinale allo US Open e un quarto turno al Roland Garros. In carriera ha vinto 6 titoli in singolare, 11 in doppio e due Slam juniores (i Championships e lo US Open nel 1982, all’età di 17 anni). Ha raggiunto il best ranking di numero 4 del mondo nel maggio del 1988 e ha alzato per due volte l’insalatiera con il team australiano di Coppa Davis (’83 e ’86). Attualmente allena Brandon Nakashima, 18enne americano che occupa la posizione numero 220 del ranking mondiale.

LA VIDEO-INTERVISTA COMPLETA

LE PARTI SALIENTI DELL’INTERVISTA

 

Minuto 01 – Introduzione

04 – Pat Cash ricorda di essersi allenato all’Ambrosiano (“Un club magnifico”) durante il torneo dell’Avvenire con uno svedesino sconosciuto… Venti minuti e non ha mai sbagliato una palla! Mi sono spaventato, ho creduto di essere di un livello troppo basso. Si chiamava Mats Wilander”

06 – Pat ha battuto 16 volte un top ten, e quattro volte mentre era top-ten proprio Wilander. Steve Flink gli chiede perché si trovasse così bene contro Wilander e Cash accenna a vittorie ma anche a sconfitte, come la finale dell’Australian Open

11Ho capito che avrei perso l’Australian Open 1988 appena ho aperto la scatola di palle coreane. Erano sgonfie. Le palle più lente della mia vita. Wilander è stato avvantaggiato…”. Io scherzo: “Ora lo dico a Mats, vediamo se lui lo ammette”

12 – L’altra finale persa all’Australian Open, l’anno prima a Kooyong contro Edberg. “Sembrerà che io accampi scuse… ma avevo male alla spalla e se non fosse stata una finale mi sarei ritirato. Sono molto orgoglioso di come ho giocato quelle due finali. La sera ci siamo ritrovati insieme discoteca. Oggi non succede più che due finalisti si ritrovino in discoteca la sera della finale

15“È triste ritrovarmi a camminare nello stadio di Melbourne Park, guardare le foto di tutti i campioni delll’Australian Open e vedere che io non ci sono… Avrei dovuto esserci anch’io“

16“Hai avuto 1000 infortuni, pensi che sia dovuto al fatto che ai tuoi tempi i team medici non erano così preparati come oggi…”. La risposta di Cash tocca vari aspetti: biomeccanica, medici, scarpe, i giocatori di oggi. Non avrei mai pensato che Nadal sarebbe andato oltre i 28 anni…

22La semifinale dello US Open 1984 con il matchpoint contro Ivan Lendl, 54 game in quel famoso Super Saturday con 16 set giocati (5 Cash-Lendl, 3 Navratilova-Evert, 5 McEnroe-Connors). “Contro Lendl copiavo la tattica di McEnroe…”. Il racconto del matchpoint e di quell’incredibile lob vincente di Ivan

25 – John McEnroe il giorno dopo batté Lendl e disse a Cash: “Grazie per avermi ammorbidito Lendl ieri”

27 – L’”incidente” con il giornalista che nel post match con Lendl come prima domanda chiese a Cash a chi avesse mostrato il medio…

29Il racconto del torneo vinto a Wimbledon ’87 quando perse un solo set con Schapers e batté poi Forget, Wilander, Connors e Lendl senza perdere più un set

31Niente ti mette più pressione della Coppa Davis di una volta e io ne avevo già giocate e vinte”

34Ancora Wimbledon e la finale con Lendl. Solo Borg e Connors potevano vincere da fondocampo sull’erba. Lendl e Wilander non avevano la stessa mia predisposizione al serve&volley. La presa in giro dei suoi amici: “Hai avuto un bel tabellone…”. Cash: “Forse… ma ho comunque battuto il n.1, il n.3 e il n.7 di fila del mondo…!”

36“Avevo un buon psicologo… tante cose inaspettate possono capitare nel tennis. Come l’erba di quel giorno: il giorno prima era marrone, così il giorno della finale trasportarono erba da altri campi e la piantarono lì. Si scivolava da matti, mai giocato su un’erba così prima. Ero più agile di Ivan e forse mi ha favorito. Ma non potevo credere a che cosa avevano fatto al Centre Court quella notte. È stato uno choc all’inizio, non stavo in piedi… L’importanza di sapersi adattare a situazioni impreviste nel tennis è fondamentale”.

38La famosa prima arrampicata di Pat Cash sul Centre Court. “L’avevo pensato l’anno prima… e la sera prima. Volevo fare qualcosa di diverso e mi ero stupito che nessuno l’avesse mai fatto. Ho sentito una strana voce che mi diceva: ‘Appoggiati sulla mia spalla figliolo!’. Era un giovane prete che solo anni dopo ho scoperto non essere affatto un prete…”.

Pat Cash (Wimbledon 1987 – Ph. Art Seitz)

44L’importanza della Coppa Davis, i paragoni con ATP Cup e Laver Cup. La Davis: “Ho sempre rimproverato Agassi (che pure amo) e Sampras per aver rovinato la Coppa Davis. Per me i sogni erano gli Slam e la Davis anche di più. La Davis di ora? Posso dire qualche parolaccia? La Davis è stata la storia del tennis. I più grandi match della storia sono forse stati in Davis… La finale nella quale rimontai da 0-2 set contro Pernfors mi viene ricordata ancora più che la finale di Wimbledon”. Il gran lavoro di marketing fatto dall’ATP per affermare il ranking, il n.1 e all’opposto il pessimo lavoro fatto dall’ITF… “Oggi i ragazzi non sanno quasi che cosa era la Coppa Davis, chi l’ha vinta”. ATP Cup: “Attualmente ha un miglior formato. La Davis ha mostrato bei match nella città sbagliata… in Australia sarebbero stati 10.000″. Laver Cup: “È un’esibizione ma ha la settimana migliore, quella che la Davis Cup dovrebbe conquistare. Chissà se gliela daranno mai, forse quando Federer non giocherà più la Laver Cup…”

58 – Cash parla del Coronavirus: “Sono affascinato da quanto è successo, ho letto e studiato tutto e di più sul virus”. Pat sembra sposare le ragioni di Djokovic quando dice: “Non esiste vaccino e non c’è vaccino che funzioni, quindi non ci credo… per trovare un vero vaccino ci vorranno anni e il virus sarà cambiato. La mia ragazza ha avuto il virus, mio figlio anche, non in forma grave. Sono stati bene dopo qualche giorno, io sono stato in contatto con loro ma non ho avuto sintomi…”

1:05 – Parliamo di Djokovic, Federer e Nadal. “Sono dei mostri! Non sono persone normali, essere umani. Nessuno può fare quello che fanno loro. Per essere uomini di tal successo devi avere una mentalità diversa dalle persone normali… anche Andy Murray ce l’ha. Per essere i migliori si deve avere una forma di ossessione e loro ce l’hanno, al di là del fatto che sono atleti straordinari. Il migliore fra loro? Beh, Federer avrebbe potuto eccellere in ogni generazione, con ogni racchetta, negli anni 20, 30, 60. Rafa e Novak hanno creato qualcosa di nuovo, soprattutto Rafa… il modo in cui riesce a giocare sulla terra battuta è assolutamente fenomenale. Novak può giocare da fenomeno su tutte le superfici, Rafa non lo vedo capace di superare Roger sull’erba. Se devo scegliere chi mi piace più guardare dico Federer, poi Nadal… ma se devo dire chi è il miglior giocatore è Djokovic, è chiaro. È un mostro, gioca e può batterli anche sulle loro migliori superfici. Tanti dicono che Federer è il miglior giocatore di tutti i tempi ma… è il secondo della sua era! È difficile sostenere che uno possa essere il migliore di tutti i tempi se non lo è nella sua epoca”

1:10“Come varietà di colpi, Federer è il più grande shotmaker che io abbia mai visto!”. Sugli Slam: “Non sono tutto, Laver ha vinto 11 Slam ma nei 5 anni in cui non ha giocato quanti ne avrebbe vinti? 10? 15? E allora oggi diremmo che Laver è stato migliore di Federer?”. Ricordo allora che Rosewall, 8 Slam, ha “saltato” 11 anni perché “pro”, quindi 44 Slam!

1:12 – La tecnologia nel tennis. “Nadal ha portato il tennis ad un altro livello. Meno di lui Vilas, ma nella storia del tennis non ho mai visto nessuno sparare dritti mancini come Nadal. Top-spin pazzesco. E quella resistenza… al suo cospetto Federer sembra di vecchia scuola, ma regge benissimo il confronto. Djokovic al suo meglio è inarrestabile. Lo abbiamo visto all’Australian Open… Ora è forte anche a rete, non sarà il migliore dei quattro a rete, ma non ha punti deboli”

1:13Per chi pagherei il biglietto? Federer. Nadal come secondo, poi Djokovic terzo o quarto dietro Murray. Ma anche Wawrinka e poi… è Fognini il mio giocatore preferito! Colpisce la palla con una tale fluidità, così facile… e non sai mai quando diventerà pazzo! Amo vederlo giocare”

1:14Torno sull’argomento head to head per spendere una parola a favore di Federer, che si è spesso misurato con Nadal sulla terra rossa soccombendo mentre magari Rafa ha talvolta perso troppo presto sulle superfici veloci per affrontare Roger e quindi macchiare il suo record nei “diretti”. Pat condivide e accenna alla straordinaria regolarità di Roger negli Slam. Flink ricorda i 36 quarti di finale consecutivi e le 23 semifinali consecutive. Cash: “Questi, di tutti i record che Roger ha stabilito, sono per me forse i più impressionanti. Non si può insegnare a giocare come fa Federer, anche il modo in cui si muove è fenomenale. Rafa ha più potenza, ma Federer ha un fisico particolare… È come una macchina elettrica leggerissima che sfreccia e arriva ovunque, mentre Rafa è una Ferrari con un motore pazzesco”.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

1:17 – Chi suona meglio tra Pat cash, John McEnroe, Mats Wilander, Yannick Noah? “Noah è un professionista, noi no”. E Pat racconta… “Io e John siamo più o meno sullo stesso livello. Ma la vera rockstar del gruppo all’inizio era Vitas Gerulaitis. Mi manca tantissimo. Altri ricordi. Le sue esperienze con i Rolling Stones e altre star del rock. Abbiamo sempre fatto un un gran casino…”

1:19 – Cash coach? Pat racconta delle sue varie Tennis Academy sparse per il mondo: “Mi piace fare il coach, ho cambiato anche il modo di pensare il tennis, ho cambiato la mia tecnica: il mio servizio è il 20% più forte, il mio dritto è migliore oggi che nell’87 a detta dei miei colleghi…”

1:24 – Come è diverso fare da coach a una donna rispetto a un uomo. C’è molto più spazio per fare grandi risultati con una donna che con un uomo. Si è visto che da un anno all’altro possono venir fuori Osaka, Barty, Andreescu che vincono uno Slam dal nulla… ci sono più margini e opportunità. È più difficile dar loro le giuste motivazioni, ci vuole molta più psicologia. Cosa dire a una ragazza che è uscita da una sconfitta, e cosa dire a un uomo. Racconto l’intervista con una tennista che doveva ricevere tanti complimenti prima di sciogliersi. Cash ora allena Brandon Nakashima, 18enne n.220 del mondo. In Brandon Pat crede moltissimo

1:30I 109 tornei vinti da Connors e quelli di Federer e Laver. I tornei del WCT, le feste di Gerulaitis a Dallas


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Roland Garros, Sonego dopo la vittoria su Sousa: “Ho giocato una delle migliori partite della carriera”

Molto soddisfatto Lorenzo Sonego del terzo turno raggiunto al Roland Garros. “Voglio godermi il momento, se gioco bene posso battere Ruud”

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Un po’ di fortuna e tanta voglia di ricominciare a vincere. Questi sono gli ingredienti che hanno portato Lorenzo Sonego al terzo turno del Roland Garros. Fortuna perché il torinese non doveva essere testa di serie, ma lo è diventato grazie al forfait dell’ultimo minuto di Bautista Agut. Ciò gli ha permesso di evitare giocatori meglio piazzati di lui in classifica nei primi due turni. La fortuna però non può bastare, soprattutto se ci si trova in un momento in cui i risultati stentano ad arrivare. C’è bisogno anche di una grande forza mentale per accantonare le sensazioni negative. È quanto ha fatto Sonego che si è presentato a Parigi venendo da 10 sconfitte nelle ultime 13 partite giocate, di cui tre consecutive negli ultimi tre match prima del Roland Garros (a Roma con Shapovalov i segnali positivi, però, non erano mancati). Lorenzo ha saputo sfruttare il tabellone vincendo prima con Gojowczyk e poi oggi con Joao Sousa: era una partita tutt’altro che scontata, anche perché il portoghese era reduce dalla finale di Ginevra, persa proprio contro il prossimo avversario dell’italiano, Ruud.

Si spiega così l’urlo di liberazione e di gioia di Lorenzo subito dopo aver realizzato il match point. A quell’urlo sono seguite poi le parole in conferenza stampa attraverso cui Sonego ha fatto capire quanto sia importante per lui questa vittoria, anche visto il livello di gioco messo in campo: “E’ stata una partita molto dura. Nel primo parziale ho annullato quattro set point. Ho giocato davvero un buon match con ottima mentalità e intensità. Sono molto contento per come sono riuscito a vincere il primo set”.

La partita credo che sia stata di grande livello, sicuramente una delle migliori giocate nella mia carriera” ha detto Sonego del match giocato con Sousa, confermando quanto dichiarato al giornalista Stefano Semeraro dal suo coach Gipo Arbino, secondo cui questa versione di Lorenzo Sonego è quella migliore mai vista. “Sono soddisfatto dell’atteggiamento tenuto in queste due partite, senza cali di concentrazione. Oggi lui era molto tosto, non ha mai mollato, non è mai calato, sono riuscito a sfruttare le mie occasioni essendo aggressivo e andandomi a prendere le mie occasioni.”

 

A proposito della serie di risultati negativi, Lorenzo ha spiegato cosa sta facendo la differenza rispetto alle settimane precedenti: “Questo è un Grande Slam, c’è bisogno di essere concentrati in ogni momento. E poi mi piace l’atmosfera che si respira qui a Parigi, mi piace giocare qui. La terra è la mia superficie preferita: voglio sempre fare il massimo e ora finalmente ho giocato il mio miglior tennis”.

L’“effetto testa di serie” è però finito. Al prossimo turno dall’altra parte della rete ci sarà un avversario a dir poco ostico: il numero 8 del mondo Casper Ruud, che oggi ha superato agevolmente Ruusuvuori. Per questo in sala stampa era presente anche un giornalista norvegese che gli ha chiesto cosa si aspetta dal prossimo turno: “Non ho mai vinto contro Casper (tre i precedenti vinti dal norvegese, ndr), lo conosco molto bene: è in top 10 da un anno e sulla terra è davvero difficile da battere. Ma ora voglio godermi la vittoria di oggi e so che se darò il mio meglio, potrò vincere la partita”.

Il diritto a sventaglio è il suo colpo migliore – ha poi continuato Lorenzo con la stampa italiana – ha migliorato anche il servizio, che ora è molto fastidioso. Bisogna prendere campo prima di lui, non lasciargli troppo tempo per pensare perché la sua palla è pesante, e bisogna anche stare attenti al lungolinea di rovescio perché lo fa spesso per cambiare la diagonale. Fisicamente lui è fortissimo, poi, quindi è pronto a stare in campo molto a lungo”. Cosa dovrà fare per giocarsela? E’ lo stesso Sonego a rispondere: “servire bene ed essere più aggressivo di oggi per rimanere con i piedi sulla linea di fondo campo”.

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Raducanu e la prematura sconfitta: “Sono la stessa persona di dodici mesi fa, anche se le cose attorno sono cambiate”

Una brutta uscita al secondo turno, affrontata con filosofia da Emma Raducanu: “Guardo a questi match come uno strumento per migliorare”

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Emma Raducanu - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’impressionante ascesa di Flushing Meadows lo scorso settembre, culminata con la vittoria dello US Open, sembra così lontana nel tempo per Emma Raducanu. La britannica, dopo una brutta(sotto ogni punto di vista) sconfitta contro Alexandra Sasnovich, nonostante la delusione riesce a creare un’atmosfera di riflessione e quasi di ottimismo nella conferenza post gara.

D: Sfortuna oggi, un’avversaria molto complicata. Parlaci di quei tre set.

Raducanu: Pensavo sarebbe stata una partita lunga, anche abbastanza fisica. Penso che la mia avversaria abbia giocato abbastanza bene per tutto il tempo, e non ha commesso errori. Ma, voglio dire, tutta la stagione sulla terra battuta è stato nel complesso abbastanza positiva.

 

D: Quali pensi che siano le cose più positive da prendere non solo da questa partita, ma da tutta la stagione sulla terra?

Raducanu: Penso di essere decisamente diventata più forte mentre la stagione su terra andava avanti. Ci vuole semplicemente molto di più per vincere il punto su questa superficie e, se colpisci la palla piatta, non fa molto; è come se avessi ancora molta strada da fare su questa superficie, ma nel complesso, direi che ho sicuramente avuto una buona prima esperienza sulla terra. Penso di poter sicuramente migliorare molto di più di quello che sono in questo momento.

D: Immagino che parte dell’abituarsi alla vita in tour sia abituarsi a perdere, perché tutti i giocatori tranne uno perdono ogni settimana. Il modo in cui affronti la sconfitta è cambiato, migliorato negli ultimi mesi? È stato un processo?

Raducanu: Direi sicuramente. Penso che prima avrei lasciato che le sconfitte mi influenzassero più di quanto non lo facciano adesso. Ora guardo tutto come una lezione, e so esattamente dove ho sbagliato, dove posso migliorare, dove le altre sono meglio. Considero tutte queste partite come un buono strumento per insegnarmi dove migliorare il mio gioco.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

D: La stagione del tennis arriva in fasi abbastanza distinte. Siamo appena arrivati, per te, al termine di una di queste. Sei il tipo di giocatrice che in qualche modo fissa un obiettivo per la fase? Stai pensando in questo modo per l’erba?

Raducanu: Per la stagione su terra, non avevo aspettative. Mi sono iscritta in quattro tornei di fila, probabilmente pensando che avrei perso al primo turno in tutti, ma in realtà ho giocato un paio di partite in ciascuno. Per la stagione sull’erba onestamente sto solo pensando su come è meglio usare il mio gioco per adattarlo ai campi in erba e cercando di cambiare il più rapidamente possibile dalla terra all’erba. Perché lì non puoi stare così indietro come fai sulla terra e ci sono alcune cose che devi cambiare. Come per quanto riguarda i risultati, non ho davvero messo enfasi su questo.

D: Hai parlato di decidere quando spingere di più sulla palla o no. Qual è la più grande difficoltà tra trovare quell’equilibrio prendendo la palla prima, attaccare e tornare indietro e giocare in modo più conservativo su questa superficie rispetto a superfici più veloci?

Raducanu: Suppongo che qui su terra sia ancor più enfatizzato, perché quando la palla rimbalza corto, per esempio, ma alto, è in realtà abbastanza difficile da prendere presto perché salta sopra la tua testa e poi sei bloccato in mezzo al campo. Quindi ci sono delle decisioni da prendere definitivamente, anche su terra battuta senza dimenticare di essere aggressivo. A volte puoi essere risucchiato dal gioco lento e scambi alti e lunghi, ma, alla fine della giornata, devi comunque entrare se hai l’occasione.

D: Oggi significa la fine del tuo primo tipo di tour completo, se partiamo da Nottingham dell’ultimo anno. Mi chiedo solo come stai visualizzando la prospettiva di andare davvero per la seconda volta ora nei posti. È qualcosa di simile a te benvenuto? Se c’è qualcosa in particolare negli ultimi 12 mesi che spicca come una sorta di apprendimento sulla faccenda di fare un giro completo del tour?

Raducanu: Dicevamo cose del genere con la mia squadra questa mattina, è praticamente un anniversario. Stavo giocando in un tour britannico a Connaught, penso di aver fatto molta strada da allora. Penso che avrò davvero il benvenuto per la seconda volta; quest’anno sarebbe sempre stato difficile da adattare per me, con sempre qualcosa di nuovo. Sarà molto più familiare questa volta, sento come se negli ultimi 12 mesi sia cresciuta molto. Dentro e fuori dal campo mi sento come se fossi probabilmente migliorata per come e quanto combatto. Penso che sia stato un anno piuttosto positivo solo perché ho imparato così tanto, e la quantità di apprendimento che ho fatto supera in qualche modo qualsiasi tipo di risultato, a dire il vero.

D: Puoi parlare di quanto è cambiato per te dalla tua corsa sensazionale agli US Open, fuori dal campo, ma anche se forse c’è un diverso tipo di approccio mentale in campo?

Raducanu: Penso che se mi chiedi quello, alcune parti del mio gioco siano effettivamente migliorate rispetto allo scorso anno. È diverso quando sei qualcuno che potrebbe avere un bersaglio sulla schiena: ognuno alza il proprio gioco, vuole giocare bene, vuole batterti. È qualcosa che ho sicuramente imparato durante il tour quest’anno, e accettato. Ma sono esattamente la stessa persona di 12 mesi fa, anche se le cose intorno a me sono un po’ cambiate. Solo che mi sento come se avessi molta più consapevolezza ed esperienza ora.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Alcaraz dopo la maratona: “Ho creduto in me stesso tutto il tempo. Sono pronto per queste partite in questi tornei”

Il fenomeno del momento, dopo più di 4 ore, dimostra forza mentale anche nel rispondere :” Non sono stato nervoso. Nel quarto e nel quinto set ho sorriso”

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Abbiamo già un’altra seria candidata a partita dell’anno, e il Roland Garros è iniziato solo da 4 giorni, e neanche si sono completati i secondi turni. Eppure, quando in campo va Carlos Alcaraz, lo spettacolo è in qualche modo sempre assicurato: più di 4 ore di partita, e match point annullato, per battere uno stoico Albert Ramos Vinolas. E, dopo una battaglia da stakanovista, il n.6 del mondo risponde pronto e dimostrando forza anche in sala conferenze.

Domanda: Ti aspettavi una partita così dura? Ovviamente conosci Albert molto bene e lo rispetti tanto.

Alcaraz: Sì, certamente. Lo rispetto e lo conosco molto. Sapevo che sarebbe stata una grande partita, e ovviamente difficile. Ma sono molto contento del livello, di aver potuto rimontare e ovviamente di averlo battuto alla fine.

 

D: Qual è il segreto del tuo successo? Non stasera, ma in generale, essere alla tua età uno dei migliori giocatori al mondo.

Alcaraz: Credere in me stesso e, naturalmente, lavorare sodo ogni giorno. Devi avere un buon obiettivo, buoni sogni, certamente cercando di seguirli. Lavorare sodo ogni giorno, penso che questo sia il segreto.

D: Oggi sei stato chiamato fenomeno, e così via, che sarai il prossimo grande. Come ti fa sentire che tutti parlano di te, come il prossimo grande numero 1? Ed essere chiamato fenomeno.

Alcaraz: Bene, è fantastico che la gente parli di te, pensi che sarò il numero 1 al mondo, ma ovviamente mi mette un po’ sotto pressione. Ma provo a non pensarci. Ovviamente essere il numero 1 al mondo è il mio sogno da quando ho iniziato a giocare a tennis. Quindi ci sto lavorando di più, ma cerco di non pensarci.

D: Mi chiedevo solo come ti sei sentito in quel quarto set. Quando eri giù e poi lui ha servito per il match, match point, come ti sentivi? Come ne sei uscito?

Alcaraz: Beh, è ​​stato un set difficile. Voglio dire, avevo fatto il break all’inizio del quarto. Lui è rientrato nel game successivo, ma sapevo che avrei avuto le mie possibilità nel quarto set, alla fine. Voglio dire, credo in me stesso per tutto il tempo, ma ovviamente è stata dura, salvare il match point lo è sempre.

D: Ho una domanda sul tuo movimento, sulla copertura del campo, in quello sei davvero molto veloce. Quindi mi chiedevo se è stata prestata molta attenzione a questo quando tu stavi crescendo, quando eri davvero giovane. E inoltre, se hai fatto 50 o 60 metri, se passa un po’ di tempo, se puoi dirci quale tempo è.

Alcaraz: Il movimento è una cosa su cui lavoro molto. Penso che sia molto importante muoversi bene in campo, nel tennis in generale è davvero importante. Io ci lavoro duro, per muovermi bene. Non so il tempo, ma direi veloce.

D: Sei ancora abbastanza nuovo a tutto questo. Non hai giocato in molti tornei del Grande Slam, sei ancora un giovane. Ti sembra però come se fossi calmo e stai bene su questi grandi palchi in questi momenti? Non è troppo grande per te?

Alcaraz: Come hai detto, sono ancora giovane, ma direi un giocatore piuttosto esperto ora. Mi sento a mio agio giocando su grandi stadi, grandi partite, giocando negli Slam. Come ho detto, fisicamente, anche mentalmente, sono forte. Penso di essere pronto a giocare questo tipo di partite in queste situazioni, questi tornei.

D: Come descriveresti i tuoi nervi oggi? Quanto sei diventato nervoso? Quanto ti è piaciuta la battaglia là fuori rispetto ad altre partite? Hai sentito più pressione a causa dell’essere all’Open di Francia?

Alcaraz: Hai sempre i nervi saldi la partita, ma oggi penso di non essere stato nervoso durante. Solo forse alla fine del quarto quando ha avuto match point, forse ho pensato che, beh, sei a un punto dal perdere, ma cerca solo di non pensare che sei agli Open di Francia. Sto cercando di godermi il momento, e mi divertono queste battaglie. Voglio giocare grandi e dure battaglie contro i migliori giocatori del mondo.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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