Virginia Ruzici: “Grazie a Cino Marchese sono manager di Halep. Può vincere ancora tanto"

Interviste

Virginia Ruzici: “Grazie a Cino Marchese sono manager di Halep. Può vincere ancora tanto”

ESCLUSIVA – La vincitrice del Roland Garros 1978, ci racconta della sua protetta, dei suoi trascorsi italiani, delle avversarie più forti e della ripartenza del circuito

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La mia ospite di oggi è Virginia Ruzici, splendida sessantacinquenne rumena che vive a Parigi e parla un italiano quasi perfetto. Nel corso della carriera, è stata l’ottava miglior giocatrice al mondo e ha vinto l’Open di Francia nel 1978, per poi raggiungere nuovamente la finale due anni dopo, quando a sbarrarle la strada fu la sua bestia nera Chris Evert. Ha raggiunto un’altra semifinale (sempre a Parigi, nel ’76) e almeno un quarto di finale in ciascuna delle quattro prove del Grande Slam; inoltre, nel suo palmares figurano 12 titoli – anche se lei non è d’accordo sulla cifra – e sette stagioni consecutive in Top 20. Una volta ritiratasi, ha iniziato a fare la manager, lavorando anche per il torneo di Milano e per l’IMG, prima di diventare la manager di Simona Halep nel 2008, negoziando accordi con marchi come Lotto, Nike e Wilson.

L’intervista è stata realizzata prima che Simona Halep confermasse la sua partecipazione al torneo di Palermo.

L’INTERVISTA COMPLETA

 

In diretta con Virginia Ruzici, ex campionessa al Roland Garros 1978, finalista nel 1980 e tre volte finalista a Roma. Oggi è manager di Simona Halep, che probabilmente giocherà a Palermo… ma non lo US Open

Pubblicato da Ubitennis su Giovedì 9 luglio 2020

I MOMENTI SALIENTI

Minuto 00 – introduzione. Virginia e l’Italia: “Avete la lingua più bella del mondo! Inoltre, il vostro è stato uno dei primi Paesi dove siamo venute a giocare con Mariana e Florenta [Simionescu e Mihai, ndr], perché per noi era importantissimo uscire dalla Romania. Dovevamo arrotondare arbitrando e vendendo magliette, ma in Italia non ho mai pagato una cena!”.

07:08L’amicizia con Simionescu: “Io e Mariana eravamo molto legate. La prima volta che siamo andate negli Stati Uniti lei aveva 18 anni e io 19, e lo swing americano durava quattro mesi! All’inizio non avevamo soldi per stanze singole, quindi ci dovevamo dividere i costi di una doppia. Quando venivamo in Europa dovevamo chiedere un visto ogni settimana per il torneo successivo, quindi quando arrivavo ad Amburgo andavo subito al consolato italiano per chiederne uno per andare a Roma”. Sono mai state rivali in amore per Borg?

11:08Mi attribuiscono 12 tornei, ma in realtà ne ho vinti 14! Non mi conteggiano quelli vinti a Gstaad, Bastad e Zurigo, ma a Kitzbuhel me ne attribuiscono tre mentre in realtà ne ho solo due…”.

12:10 – Le avversarie più forti che ha battuto: Ti dico chi è la più forte che non ho battuto…. La sfida con Navratilova in Ucraina da adolescenti: “Avrei voluto sfidare Martina sulla terra, ma non è mai capitato. Una volta ebbi due match point contro di lei a Dallas, mentre a Torino…”. Per l’elenco delle migliori avversarie sconfitte, andate al minuto 16:36.

17:57 – Su Halep a Palermo non ci dà conferme, però… [l’intervista ha preceduto di due giorni l’annuncio ufficiale, ndr]. Nel frattempo racconta il suo post-carriera: “Dopo aver smesso mi sono fatta le ossa nel mondo del management per cinque anni, e ho lavorato anche a Milano, dove abbiamo avuto una finale eccezionale fra Navratilova e Seles [nel 1991, unica edizione femminile del torneo, ndr]. Dopodiché mi sono messa a lavorare per Eurosport in Francia”. Ma quante lingue parla?

22:26“Il Roland Garros si sta organizzando bene, e dovrebbe esserci anche un po’ di pubblico, mentre lo US Open….

24:02“Credo che l’ATP abbia trovato una buona soluzione sui ranking, vedremo cosa farà la WTA”. In realtà la decisione è arrivata subito dopo la nostra intervista, adottando le stesse misure.

25:20Sono diventata la manager di Simona grazie a un italiano, Cino Marchese. È stato lui a chiamarmi nel 2008; non volevo più fare la manager perché avevo lavorato per IMG per cinque anni, e invece…”. Il nostro Paese è stato decisivo per il loro sodalizio: “Ci siamo incontrate con la sua famiglia vicino a Milano, e la Lotto è stata il nostro primo sponsor”.

34:12Halep aveva un problema con gli Slam? “Sharapova non è l’ultima arrivata, però con Wozniacki e soprattutto con Ostapenko a Parigi… A Wimbledon ha fatto la partita della vita contro Serena, ma sono stati decisivi i primi match molto duri, le hanno permesso di arrivare in fondo nella condizione ottimale”.

38:38“Simona è ancora giovane, farà 29 anni a settembre [il 27, ndr], non la vedo a giocare a 38 anni ma può ancora vincere ancora tanto. È una grande appassionata di calcio, conosce Gheorghe Hagi [il “Maradona del Bosforo, il più grande calciatore rumeno di tutti i tempi, ndr] da quando era piccola”.

41:58“Il suo allenatore, Darren Cahill, è in Australia, ma sono riusciti ad allenarsi in teleconferenza, non proprio come ai miei tempi… Simona ha avuto un piccolo problema al piede a Dubai, e quindi avrebbe comunque avuto bisogno di fermarsi per uno o due mesi, e ha ricominciato ad allenarsi un mese fa sulla terra”.

44:37 – Domanda finale: se Halep verrà a Palermo, ci sarà anche Virginia? Probabilmente no, ma le ho promesso una cena per ringraziarla del suo tempo, quindi speriamo bene, al limite ci si vedrà a Parigi!

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Wimbledon, Sonego verso Nadal: “L’erba mi può aiutare e sul Centrale ho già giocato”

Le speranze dell’azzurro verso il big match contro il campione maiorchino di sabato: “Qui difendere non conviene a nessuno, non si può attendere l’errore dell’avversario”

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Lorenzo Sonego - Wimbledon 2022

Una bella vittoria contro Hugo Gaston, tra una veronica a concludere uno scambio da cineteca e il sostegno dei tifosi italiani, per confermare di trovarsi molto bene sull’erba. Lorenzo Sonego centra il terzo turno per il secondo anno consecutivo ai Championships: l’anno scorso si fermò in ottavi contro Roger Federer, quest’anno sulla sua strada c’è l’altro totem di questo sport, Rafa Nadal, a livello di terzo turno. Peccato che l’edizione attuale non assegni punti, perché il torinese scivolerà intorno alla 70esima posizione del ranking ATP. Ma il torneo di Londra gli sta dando morale e autostima per andarsi a riprendere i punti in seguito.

Intanto, c’è una partita importante da giocare. “Sì, Nadal qualcosina ha vinto… – sorride Lorenzo dopo il match contro Gaston ai microfoni di Repubblica -. Servirà una prestazione pazzesca. Ma forse l’erba è la superficie migliore per incontrarlo. Dovrò sicuramente essere molto aggressivo con servizio e dritto. Su questa superficie essere attendisti non conviene a nessuno e mi trovo bene perché la palla salta meno, me la trovo ad altezza fianco per il rovescio, preferisco così per giocarlo piatto. Mi può aiutare anche il fatto di aver giocato sul Centrale l’anno scorso contro Federer, almeno un pochino di esperienza ce l’ho”.

Sonego, che ha incassato gli elogi da parte del campione maiorchino, spiega la filosofia con cui sta approcciando questo torneo: “Puntare sul servizio e dritto è fondamentale. Sono le armi principali del mio gioco e devo farle valere. A questo livello aspettare non si può, chi prende in mano il gioco per primo è avvantaggiato”. Infine, un pensiero all’amico Matteo Berrettini. “Ha fatto la scelta giusta con il ritirarsi, ha dimostrato ancora una volta di essere corretto. Non tutti avrebbero fatto lo stesso”.

 

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Kyrgios, show in conferenza dopo quello in campo: “Visto? Stavolta non potete accusarmi di niente. E se gioco così…”

Così l’australiano: “A volte mi sento come se non avessi bisogno di fare così tante cose extra per mettere su uno spettacolo e rendere divertente il tennis”

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Nick Kyrgios - Wimbledon 2021 (via Twitter, @atptour)

Quella che è andata in scena ieri è stata una dimostrazione di forza da parte di Kyrgios. Una prestazione che fa riflettere, perché se l’australiano giocasse sempre con questo approccio forse ora staremmo parlando di un giocatore con un’altra classifica e un altro palmares. L’inerme Krajinovic, battuto in tre set, è stato seppellito sotto la pioggia di vincenti dell’australiano, ben 50 a fine match. L’istrionico Nick ha risposto così alle domande dei media nell’ormai consueta conferenza stampa-show.

IL MODERATORE: Nick, grande prestazione oggi. Dicci i tuoi pensieri.

NICK KYRGIOS: “Sì, sono semplicemente super soddisfatto della mia performance di oggi. Voglio dire, ho giocato davvero bene sotto ogni aspetto del mio gioco. Quindi sono davvero interessato a sentire quali sono oggi le domande per me”.

 

D. Sappiamo che ti piace intrattenere la folla. Oggi sei stato molto professionale. Quello che è successo martedì contro Jubb ha influenzato il tuo comportamenti di oggi, per non dare motivi per criticarti?

NICK KYRGIOS: “Non lo so. Immagino che solo dal punto di vista delle prestazioni personali, la mia prestazione al primo round non sia stata quello che volevo, specialmente per il modo in cui ho giocato e il modo in cui mi sono allenato, il duro lavoro che ho svolto. Sono rimasto piuttosto deluso dalla mia prestazione nel primo round. Poi ovviamente c’è stata la mancanza di rispetto dei media e tutto il resto, e la partita di oggi era solo una specie di promemoria per rimettervi tutti al vostro posto. Ho raggiunto le finali al Queen’s, la top 30 del mondo, sono staato una testa di serie qui. È un dolce promemoria”.

D. Quando scendi in campo, hai un’idea di come giocherai bene in base a come ti senti prima?

NICK KYRGIOS: “Penso che tutti si sentano bene se si sentono bene fisicamente e mentalmente, probabilmente avranno maggiori possibilità di avere una buona prestazione. Oggi dall’inizio mi sono sentito davvero bene. Dal fondo del campo mi sentivo come se fossi davvero tornato in me. Sono stato solo sul pezzo dall’inizio oggi. Volevo solo, non lo so, dimostrare alla gente che sono davvero bravo. Mi sembra di non essere abbastanza rispettato a volte, sai?

D. Partendo da quello che hai appena detto, è stato quasi premeditato oggi, vuoi davvero mostrare le tue cose migliori?

NICK KYRGIOS: “Sì, ero davvero concentrato fin dall’inizio. Volevo solo fare una buona prestazione personale perché non ero felice del mio livello. Volevo solo, per me stesso, sapere che mi sto premiando per il duro lavoro che sto facendo. E volevo sentirmi in grado di mostrarlo a Wimbledon. Non sono stato in grado di farlo nel mio primo round. Ma sono stato davvero roccioso e fortunato a superare il mio primo round. Oggi è stato bello”.

D. Congratulazioni per una performance meravigliosa.

NICK KYRGIOS: “Grazie”.

D. Se posso, volevo dare seguito ad alcuni commenti interessanti, su odio, abuso, mancanza di rispetto. Sei un grande fan dei Celtics. Abbiamo visto cosa hanno fatto. È stata una grande prestazione nel complesso. Prima che ci fossero commenti razzisti su Kyrie. Cosa ne pensi di tutto questo?

NICK KYRGIOS: “Quando ho mangiato sushi qui l’altro giorno è stata interpretata come una mancanza di rispetto, incredibili le cose che ho letto sui social media. Mi hanno detto che sono scortese e non ho buone maniere. Ma avevo letteralmente giocato quattro ore e avevo bisogno di cibo. Qualcuno in questa stanza ha giocato quattro ore di fila a tennis nella sua vita? No. Volevo solo andare là fuori oggi e ricordare a tutti che sono in grado di giocare un ottimo tennis senza distrazioni. La folla si è divertita oggi. Questo è tutto. È semplicemente incredibile quanto velocemente oscillino i media”.

D. Una domanda veloce sui campi e sulla programmazione. Prime due partite sui campi 2 e 3. Ti è dispiaciuto giocare su questi campi nei primi turni o pensi che dovresti essere su un campo di alto profilo?

NICK KYRGIOS: “No, non mi importa in quale campo gioco. Voglio dire, questi campi sono bellissimi. Probabilmente è uno dei migliori centri di tennis al mondo. Non mi importa dove gioco. Ovviamente giocando contro Tsitsipas il prossimo round, sarebbe giusto giocare su un campo più grande, molto probabilmente sul campo 1. Sono emozionato. Sento che entrambi ci siamo guadagnati il ​​diritto. Siamo due delle più grandi star di questo sport. Si spera che se entrambi porteremo il nostro miglior tennis, sarà fantastico da guardare. Vedremo. Vedremo”.

D. È stato appena annunciato che ti sei ritirato dal doppio. Puoi spiegarci? È una grande delusione per te che non potrai giocare con Thanasi?

NICK KYRGIOS: “Sai, è qui che i media speculano. Sono un giocatore del singolare. La mia priorità sono sempre stati i singolari. Ho già fatto i quarti di finale qui, ho vinto titoli di singolare. Ovviamente ho messo il singolare come mia priorità. Ho giocato quasi quattro ore nel mio primo round. Personalmente, sono stato troppo tempo in campo. Oggi ho rimediato. Ma voglio mettere i miei singolari come mia priorità. Sto facendo ciò che è meglio per il mio corpo”.

D. In campo hai detto che volevi mostrare a tutti che sei davvero bravo. L’hai detto di nuovo qui. Come definiresti “bravo” e cosa è essere “bravo” per te?

NICK KYRGIOS: “Beh, mi sento come se le persone non mi dessero rispetto a volte a causa di altre cose che faccio. Non c’è proprio niente che i media possano dirmi oggi. So solo che non potete accusarmi di nulla oggi. E mi piace perché poi non potete scrivere nulla. Cosa avete intenzione di dire? Niente oggi. Sbalorditi tutti”.

D. Eri come in una bolla oggi. Niente sembrava disturbarti. La mia domanda è: quanto è difficile per te venire in campo con quel tipo di concentrazione?

NICK KYRGIOS: “È difficile. C’è un equilibrio da trovare. Mi sto ancora divertendo molto a giocare. A volte è difficile perché anch’io voglio fare uno spettacolo. A volte mi sento come se non avessi bisogno di fare così tante cose extra per mettere su uno spettacolo e rendere divertente il tennis. Penso che il modo in cui ho giocato oggi sia stato divertente come sempre. Per me è sempre stato difficile trovare un equilibrio. Se riesco a trovare quel tennis un po’ più spesso, sono molto pericoloso”.

D. Pensi che i media ti abbiano ritratto in modo sbagliato dopo quello che è successo martedì in qualche modo? Come ti hanno mancato di rispetto? Sembri molto arrabbiato per quello che è successo.

NICK KYRGIOS: “Non sono arrabbiato. Sono felice”.

D. E con l’indagine sull’incidente degli sputi, hai pensato a cosa è successo e ci hai riflettuto adesso? So che sei andato dall’arbitro e hai detto qualcosa di quella persona nel pubblico. Mi chiedo solo cosa gli hai detto anche tu.

NICK KYRGIOS: “Perché dovresti farmi una domanda riguardo ad una cosa di due giorni fa? È perché non hai un argomento per oggi?”

D. No, no. Te lo chiedo perché c’è un’indagine in corso.

NICK KYRGIOS: “Ma oggi ho giocato contro Filip Krajinovic. Non vuoi sapere come ho giocato oggi?”

Q. Ti ho visto giocare oggi. Sei stato fantastico.

NICK KYRGIOS: “Allora perché non mi fai una domanda a riguardo?”

D. Perché c’è un’indagine.

NICK KYRGIOS: “Stai indagando personalmente?

D. No.

NICK KYRGIOS: “Allora perché ti importa?

D. Perché ti coinvolge.

NICK KYRGIOS: “Sono ancora a Wimbledon in questo momento”.

D. Esattamente.

NICK KYRGIOS: “Allora non parliamone“.

D. Perché non ne vuoi parlare?

NICK KYRGIOS: “Perché ne ho già parlato”.

D. Quando ti concentri e ti senti così, servi in ​​quel modo, fino a che punto puoi arrivare in questo torneo? Puoi vincerlo?

NICK KYRGIOS: “Come ho detto, penso giorno per giorno. Ho un giorno libero domani. Farò un buon allenamento, vedrò chi è il mio prossimo avversario e mi preparerò per qualsiasi sfida mi aspetta. Questo è tutto”.

Q. Hai detto che sei concentrato sui singolari. Ma sei in un’ottima posizione con Thanasi per arrivare alle finali ATP. Non è un obiettivo?

NICK KYRGIOS: “Penso che saremo alle finali”.

D. Sei disposto a giocarle?

NICK KYRGIOS: “Giocheremo, sì”.

D. Quali sono le tue caratteristiche distintive della personalità quando metti in scena lo spettacolo che hai descritto in precedenza?

NICK KYRGIOS: “Mi sento a mio agio per quello che sono. Alcune persone, tipo, adorano farmi a pezzi. Non è più possibile. Voglio solo dire alle persone che guardano questa conferenza stampa o guardano il mio tennis di credere in te stesso, essere te stesso. Non limitarti a dire quello che ti è stato detto di dire. Non mi potrebbe importare di meno se c’è un’indagine su di me su quel che faccio, ad essere brutalmente onesto con te. So cosa porto in questo sport. Sono una delle persone più importanti di questo sport. Vuoi parlarne? Niente da indagare lì perché è solo fattuale. Quindi, sì, sono estremamente fiducioso in me stesso; viste tutte le sfide che ho superato nella mia vita. Sono orgoglioso di essere quassù e di farlo a modo mio. Essere in grado di produrre tennis del genere a Wimbledon, è un sogno che diventa realtà per ogni tennista”.

D. Sulla mancanza di rispetto che hai dovuto affrontare da parte dei fan. Credi che i fan stiano infrangendo l’etichetta di Wimbledon quest’anno, diventando un po’ più come un pubblico di football?

NICK KYRGIOS: “Non credo — non mi dispiace quando le folle si alzano e supportano. Ovviamente se c’è gente del posto, vogliono vedere che i loro connazionali se la cavano bene. Voglio che i fan siano forti quanto vogliono. Ma c’è solo una linea da non superare, penso alla mancanza di rispetto in cui questo non è accettabile in nessuno sport. Ma penso che il chiasso, il volume e l’atmosfera siano le cose belle di questo sport. Normale quando stai giocando in alcuni dei più grandi stadi del mondo. Penso che Jubb abbia adorato quell’atmosfera là fuori. Lo ricorderà. Ha tanto spazio per imparare. La prossima volta che ci sarà, potrebbe vincere. Penso che lo sport ne abbia bisogno in un certo senso. Guardi tutti gli altri sport in giro per il mondo, il pubblico è così divertente da guardare. Penso che il tennis abbia bisogno di un po’ più di interazione da parte della folla. Ma deve essere entro le righe, credo”.

D. Sei contento di aver vinto la partita oggi senza alcun conflitto con gli ufficiali di linea? Questo ti fa sentire più felice in te stesso?

NICK KYRGIOS: “Sono solo orgoglioso della mia performance. Ci sono così tante volte in cui ho avuto battaglie assolute, e ho giocato a tennis in modo fenomenale, e i media tendono a scegliere e comunque a scegliere ciò di cui vogliono scrivere. Oggi non c’è assolutamente niente da dire, il che è esilarante, perché ho giocato così tante partite in cui ho dato il massimo ma ho perso e c’è solo una cosa di cui scrivete. Oggi, goditela. Riguardatevi la partita. Spero che amiate il mio tennis oggi, guardate tutti i momenti salienti e ne scriverete”.

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Wimbledon, Nadal: “Due settimane fa ero vicino al ritiro, ora non più! Sonego mi piace, è un avversario molto pericoloso”

Rafa ha parlato anche della situazione contagi: “Nessuna paranoia ma sì, sto adottando delle precauzioni”

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Rafa Nadal - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Rafael Nadal è a Wimbledon per restarci il più a lungo possibile. Ma lo spagnolo non è apparso nella sua miglior versione durante le prime uscite sul Centre Court: come era accaduto contro Cerundolo al primo turno, quattro set sono stati necessari per avere la meglio su Berankis e sulla pioggia, che ha interrotto il match nel quarto set. C’è ancora margine di miglioramento, dice Nadal, che nel frattempo ha portato a 16 la striscia di vittorie consecutive negli slam in questo 2022. Ecco le sue parole nella conferenza stampa post-gara, in cui si ferma a riflettere anche sul prossimo turno, che lo vedrà opposto al nostro Lorenzo Sonego.

IL MODERATORE: Rafa, potresti condividere i tuoi pensieri iniziali sulla partita di oggi?

RAFAEL NADAL: “Sì, non è stata la miglior partenza onestamente. Ma ho finito giocando bene. Il quarto set è stato un buon livello di tennis per me, un miglioramento importante. Nel resto delle cose ho margini di miglioramento. Ma sì, è una vittoria in quattro set, passare di nuovo tre ore in campo, aiuta”.

 

D. C’è stato un ritardo di 50 minuti tra la pioggia che è caduta e il momento in cui hai ricominciato a giocare. Conosci la spiegazione del perché ci è voluto così tanto tempo prima che accadesse? Anche quello è stato impegnativo?

RAFAEL NADAL: “Fa parte del tennis. Nessuna lamentela per questo. Penso che all’inizio pensassero che sarebbe stata solo una pioggia veloce, quindi non volevano chiudere subito il tetto. Volevano continuare a giocare all’aperto. Queste sono le informazioni che ho. Lo rispetto e lo capisco. Stiamo giocando in un torneo all’aperto. Se la previsione era una pioggia veloce, perché no? Poi la situazione cambia. Sono stati scrosci più lunghi, quindi han deciso di chiudere il tetto. Nessun problema. Penso che abbiano preso le giuste decisioni. È vero che forse avrebbero potuto chiudere il tetto tre minuti prima perché è vero che il campo era bagnato quando siamo rientrati”.

D. Cosa pensi del tuo prossimo avversario, che è Lorenzo Sonego? Come lo affronterai?

RAFAEL NADAL: “Beh, è ​​la terza partita, la partita del terzo turno contro un giocatore che ha già vinto due partite. È un giocatore con un atteggiamento molto positivo, un buon servizio, un ottimo diritto. Terzo turno contro un giocatore difficile. L’unica cosa che posso aspettarmi è una partita difficile. Ho bisogno di giocare bene. Questo è l’unico modo per avere la possibilità di andare avanti. Lui lo conosco. Mi piace il modo in cui gioca. Penso che sia un avversario molto pericoloso”.

D. Una domanda veloce su Iga Swiatek. Le viene chiesto spesso della sua ammirazione per te, di come la ispiri. E tu quanta ispirazione trai dalla sua incredibile corsa quest’anno?

RAFAEL NADAL: “Le ho scritto un paio di volte perché è incredibile il modo in cui gioca. È incredibile come riesca a mantenere la concentrazione e lo spirito vincente per così tanto tempo. Quindi, sì, penso che sia qualcosa di molto difficile da realizzare, ciò che lei è stata in grado di fare. Non credo che perda una partita dai tempi di Indian Wells, se non sbaglio. È fantastico, no? Penso che quando sta giocando bene, è molto difficile fermarla perché i suoi colpi sono un po’ diversi, con molta potenza. È in grado di muoversi bene. Sì, quando è sicura di sé, penso che abbia dei colpi molto difficili da fermare per il resto delle ragazze. Sì, mi piace. Penso che abbia un atteggiamento molto positivo, aria fresca per il mondo del tennis. Felice che una brava ragazza come lei stia avendo molto successo”.

D. Ho notato che alcuni membri del tuo entourage indossavano maschere, evitando strette di mano. Abbiamo visto cosa è successo con Berrettini e Cilic. Stai prendendo più precauzioni? C’è un senso di paranoia?

RAFAEL NADAL: “No, no, nessuna paranoia. Realtà. Questa è la cosa. Un mio caro amico oggi si è dovuto ritirare, Roberto Bautista Agut, con un altro caso. Quando succede questo genere di cose è perché probabilmente in giro ci sono molti casi. Ecco perchè non sto facendo molte cose. Stare qui e stare in casa, non uscire più. Fa parte di questo mondo impegnativo che stiamo affrontando negli ultimi due anni. Con questo non sto dicendo che non stiamo facendo le cose nel modo giusto perché ad un certo punto dobbiamo riaprire tutto, dobbiamo essere liberi, avere una vita normale. Sembra che ora il COVID sia meno pericoloso in termini di creazione di problemi di salute molto pericolosi. Ma allo stesso tempo, quando apri, possono succedere questo genere di cose. Niente da aggiungere. Questo è tutto“.

D. Qualche settimana fa, Jelena Dokic ha condiviso sul suo account Instagram alcune cose sulla sua vita, ma anche sulla salute mentale. Cosa ne pensi del fatto che ora pochi campioni e pochi ex campioni parlino di questo argomento con onestà?

RAFAEL NADAL: “Beh, la prima cosa che posso dire è che mi dispiace molto per tutte le persone che hanno avuto problemi mentali. Certo, ora è qualcosa che è molto comune oggi parlare di tutti questi tipi di problemi. Sinceramente è una cosa difficile. Ma allo stesso tempo le persone ora si sentono più libere di parlare di tutti questi problemi. È vero che ora siamo in un mondo in cui, con tutti i social network, tutta questa roba, le persone si sentono più libere di parlare di tutti i problemi e di tutti i sentimenti che proviamo quotidianamente. Questo è tutto. La cosa più importante è che se questo aiuta, lo facciano”.

D. Sembra che ci sia molta attenzione su quando i grandi giocatori andranno in pensione. Pensi che ci sia troppa attenzione su questo? Qual è la tua filosofia sul ritiro in generale?

RAFAEL NADAL: “La mia filosofia è che due settimane fa ci ero vicino. Ora non mi sento così (sorridendo). Questa è la mia filosofia, no? Di sicuro non ho mai avuto paura per quel giorno. Penso di essere felice di aver avuto una vita molto piena al di fuori del tennis, anche se il tennis è una parte molto importante della mia vita negli ultimi 30 anni. Sono stato felice fuori dal tennis, senza dubbio. Ho molte cose che mi piace fare lontano dal tennis, quindi non sono preoccupato per questo. Ma, naturalmente, quando arriverà quel giorno, sarà un cambiamento. Tutti i cambiamenti in questa vita richiedono un po’ di tempo. Devi adattarti ai cambiamenti, no? Ma è normale che la gente parli di pensionamento dei grandi atleti perché in qualche modo gli atleti che sono stati per così tanto tempo ai vertici, ancor di più negli sport più popolari, entrano a far parte della vita di tante persone . A me succede lo stesso con alcuni giocatori di football, con i giocatori di golf. Intendo, per esempio, la persona che amo vedere, Tiger Woods che gioca. Ora non riesco a vedere Tiger Woods giocare così spesso. In qualche modo, anche questo è un cambiamento nella mia vita. Probabilmente la gente la penserà come me, da tifoso, quando Roger non gioca, quando Novak non gioca, quando non gioco io, o quando non si gioca alcuna partita di calcio o basket o qualsiasi sport, perché entrano a far parte del vita quotidiana delle persone perché sono fonte di ispirazione”.

D. Abbiamo visto Emma Raducanu indossare una delle tue magliette qui. Hai avuto molte interazioni con lei? Ha perso ieri, avendo vinto un Grande Slam da giovane. Hai qualche consiglio per Emma in questa fase della sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Non sono un grande fan dei consigli, onestamente. Penso che le persone che stanno accanto al giocatore abbiano normalmente i migliori consigli perché conoscono la situazione, la situazione personale, della persona, no? Ma onestamente non ho mai avuto una grande interazione con lei. Ma sono stato davvero impressionato quando l’ho vista vincere gli US Open. Ho visto la finale. Il modo in cui ha giocato era incredibile. Allora è difficile gestire tutto questo tipo di successo nelle primissime fasi della tua vita, no? Ma le auguro tutto il meglio. Penso che sia un personaggio molto importante per il nostro sport. So che sta passando un anno difficile, ma d’altra parte ha già vinto uno slam in una fase molto precoce della sua carriera. Questo le dà la calma, penso, di prendersi il suo tempo per continuare a migliorare e per continuare ad avere possibilità nel prossimo futuro. Spero davvero che lo farà”.

D. Hai appena parlato di Emma. E Coco Gauff? Che rapporto hai con lei? Quali sono le sue osservazioni sulla sua maturità da giovane?

RAFAEL NADAL: “È un caso simile. L’unica differenza è che non ha ancora vinto uno slam. Ha iniziato molto presto. Mi piace il modo in cui parla alla folla, alla stampa alla fine delle partite. È fresca. È naturale. Sembra molto matura nei suoi pensieri. Sì, penso che sia una combattente. Mi piace il modo in cui gioca. Combatte per ogni palla. Anche a volte, quando non gioca molto bene, continua a lottare fino alla fine, correndo per ogni palla. Penso di sì, se è in grado di migliorare un po’ con questa prestazione fisica che ha, probabilmente parleremo di una plurivincitrice di Slam”.

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