WTA Palermo: imprese di Cocciaretto ed Errani, male Paolini

Italiani

WTA Palermo: imprese di Cocciaretto ed Errani, male Paolini

Giornata piena di gioia per i colori italiani a Palermo, Cocciaretto ed Errani volano ai quarti di finale

Pubblicato

il

Elisabetta Cocciaretto al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)
 

PAOLINI KO – È Jasmine Paolini la prima italiana a scendere in campo a Palermo, contro la numero 116 del mondo Aliaksandra Sasnovich. Nonostante la differenza di classifica Sasnovich si presentava alla partita dopo la grandissima vittoria contro Mertens e non si può dire che la partita non abbia rispettato le aspettative. Paolini viene dominata completamente nel primo set, dove vince solo 6 punti su 19 al servizio e subisce un pesante 6-0 senza appello. Non migliora molto la situazione nel secondo set, dove subisce subito il break e ha un sussulto solamente nel sesto game, dove non sfrutta 5 palle break per tornare dentro la partita. Sasnovich scampa il pericolo e chiude comodamente con 6-2.

Molto lucida Paolini nella sua analisi post-partita Paolini: “In queste situazioni è molto difficile. Ho provato a incitarmi, a rimanere vicina nel punteggio ma quando parti male e l’altra parte molto bene è difficile. L’atteggiamento però è quello giusto, oggi purtroppo non è andata: lei mi è salita subito sopra“. Sasnovich sfiderà la vincente tra la numero 1 del seeding Petra Martic e Samsonova per un posto in semifinale.

ERRANI IN RIMONTA – Sfida inedita quella tra Sara Errani e Krystina Pliskova ed è la tennista italiana a volare nei quarti del Palermo Ladies Open. La tennista ceca, reduce da una grandissima vittoria contro Maria Sakkari, non rispetta le previsioni della vigilia e cede ad una Sara Errani che parte male ma che carbura col passare dei game.

 

L’inizio non è appunto dei migliori. La Pliskova vince ben 13 punti di fila ad inizio partita portandosi abbastanza comodamente sul 3-0. Sembra una partita dall’esito scontato, sulla falsariga di quella di Jasmine Paolini, ma Errani ha il merito di rimanere dentro la partita. Paradossalmente Errani non sembra soffrire tanto al servizio quanto in risposta, dove non riesce mai a mettersi in posizione di comando nello scambio e subisce perennemente l’iniziativa di Pliskova.

Nonostante la situazione pesante di punteggio sembra essere scattato qualcosa in Sara, che dopo il quarto game salvato aumenta i giri del motore in risposta e rende sempre la vita difficile a Pliskova sin dal primo colpo dopo il servizio. E il break arriva per l’italiana, dopo aver salvato tre set point. Ma bastano due seconde attaccabili di Errani per portarsi a due palle break e un rovescio affondato a rete vale il set per la ceca.

Lo spartito del match cambia completamente nel secondo set. Errani non sbaglia praticamente niente da fondocampo e Pliskova non riesce più a dominare lo scambio con il suo dritto. In un attimo la tennista ceca si ritrova sotto 0-2 e rischia anche il doppio break, ma una bellissima demi-volée di dritto la tiene a galla. Una riga profonda salva Pliskova da un pericoloso set point ma non basta, Errani va a servire per il set sul 5-4 e chiude con autorità un secondo set pienamente meritato. Un set in cui Sarita non ha mai perso il servizio.

Il momentum della tennista bolognese continua nel terzo set, con Errani che continua a dominare da fondocampo e a tenere medie accettabili al servizio. Chiuderà la partita con il 78% di prime in campo e il 59% di punti vinti con la prima. L’italiana trova il break nel quinto game e non si guarda più indietro. Tiene la concentrazione nonostante il rain delay sul 5-3 e chiude il match con l’ennesimo break. Troverà una Fiona Ferro in grandissima forma nei quarti, ma visto il livello tenuto in questo inizio di torneo tutto è possibile. “Ho cercato di rimanere concentrata durante la pausa per la pioggia – ha detto Errani a fine match -. Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno, sono sempre dentro la partita. Ferro prossima avversaria? Questa mattina ci siamo allenate insieme. È giovane e molto potente”.

SORPRESA COCCIARETTO – Elisabetta Cocciaretto si conferma il nostro miglior prospetto femminile e sconfessa i pronostici della vigilia battendo Donna Vekic dopo un’ora e mezzo di battaglia. È la prima vittoria contro una top30 e la seconda contro una top100 nell’arco di due giorni. La tennista italiana ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo e soprattutto al servizio, dove nonostante non abbia brillato particolarmente per potenza è stata molto più costante dell’avversaria.

La partita è dura sin da subito. Cocciaretto deve salvare due palle break in un game di dieci minuti e la stessa Vekic soffre parecchio al servizio in altri due game interminabili. È Cocciaretto però a spuntarla grazie al suo dritto. L’italiana si porta a palla break con un bellissimo dritto in corsa e si prende il 4-2 grazie ad un errore non forzato della croata. Vekic non trova mai il ritmo da fondocampo e soprattutto ha un servizio troppo poco incisivo per creare problemi a Cocciaretto. L’italiana è estremamente aggressiva sulle seconde della numero 24 del mondo e non ha problemi a sfruttare il servizio timoroso della Vekic, portandosi a casa break e set per il 6-2.

Le distrazioni della tennista croata non si fermano nel secondo set, dove viene breakkata subito e mostra un linguaggio del corpo che non lascia presagire niente di buono. Nonostante ciò ha un sussulto e tanto basta per riaprire il set, approfittando di un passaggio a vuoto di Cocciaretto al servizio. L’italiana non si perde d’animo e tiene senza problemi i suoi turni di battuta, per poi trovare il break decisivo nel decimo game e lanciare la racchetta al cielo per quella che è la più grande vittoria della sua carriera finora. Saranno i primi quarti a livello WTA per Elisabetta Cocciaretto, che troverà la vincente tra Kontaveit e Siegemund.

Risultati:

[Q] A. Sasnovich b. J. Paolini 6-0 6-2
[WC] S. Errani b. Kr. Pliskova 3-6 6-4 6-3
[WC] E. Cocciaretto b. [6] D. Vekic 6-2 6-4
F. Ferro b. [8] E. Alexandrova 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere
Commenti

Circoli in vista

Pietro Romeo Scomparin e il successo nei tornei Open: “In due anni punto a fare il salto” [ESCLUSIVA]

Il 21enne veneto ha vinto l’Open Rodeo di Mirano e sta preparando la stagione del suo decollo. “Mi piace sciare ma non sono bravo come Sinner”

Pubblicato

il

Scomparin Pietro - Foto Padova Oggi

Nel penultimo week-end di gennaio a Mirano è andata in scena la sesta edizione del ‘Rodeo Aquarius FITP’ riservato ai seconda categoria, primo appuntamento dell’anno nel club Miranese, con più di 40 partecipanti provenienti da svariate regioni d’Italia. L’ha spuntata il vicentino Pietro Romeo Scomparin che in finale ha avuto la meglio su un ottimo Riccardo Parravicini, classificato 2.6 e tesserato per il TC Padova. Il tennista veneziano infatti ha dato parecchio filo da torcere al più titolato avversario (classificato 2.2), arrivando anche ad avere un set point nel primo set. Lo avesse messo a segno forse il match avrebbe raccontato una storia diversa, ma il 21enne Scomparin, tesserato per il Tennis Villafranca, è riuscito a salvarsi e a rimettere la partita sui giusti binari fino a concludere col punteggio di 5-4(3) 4-1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vincitore per avere un suo commento.

Buongiorno Pietro, disturbiamo?

 

Assolutamente no, oggi sono stato a sciare ad Asiago con mio padre e mio fratello e adesso stiamo tornando a casa. Lo sci mi piace moltissimo, tanto che da piccolo facevo le gare.

Un emulo di Sinner dunque?

No, no (ride, ndr), non ero così forte come lui. Diciamo che me la cavavo.

Come te la cavi anche con la racchetta in mano. Nella tua zona fai letteralmente man bassa di Open.

(ride, ndr), effettivamente ne vinco abbastanza. L’anno scorso ho vinto quattro tornei e pure questa stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria a Mirano. Anche se qui purtroppo come testa di serie n.1 ho disputato solo una partita mentre avrei bisogno di giocare molto di più per preparare le prossime trasferte.

C’era un premio in denaro?

No, gli unici benefit sono stati che non ho pagato l’iscrizione e che alla fine mi hanno regalato del materiale del Circolo.

Parlavi delle tue prossime trasferte.

In febbraio sarò ad Antalya (Turchia), in marzo invece in Croazia e ad aprile a Palmanova (Spagna).

Riprendi dunque l’esperienza nei tornei Futures che avevi cominciato nel 2022 quando hai giocato 30 partite (con 19 vittorie), raggiungendo tre volte il tabellone principale. Poi ti sei fermato, come mai?

Sì, nei primi mesi ho avuto un buon rendimento, conquistando anche il mio primo punto ATP al Cairo. Poi ho interrotto perché ho cambiato allenatore e mi sono trasferito al Tennis Villafranca. Poi ho anche studiato disperatamente inglese perché mi erano arrivate un paio di proposte di borsa di studio dai College USA. Solo che era richiesto un livello linguistico C1 (il secondo più alto dopo il C2, ndr) e io sono riuscito ad ottenere solo un B2. Così non sono andato (ride, ndr).

Hai detto che ti sei trasferito a Villafranca. Con chi ti alleni?

Con Marco Speronello che come vincitore di Open avrebbe parecchie cose da insegnarmi (ride, ndr).

Con il Villafranca giochi la B2?

Quest’anno non più perché farò la B1 con Schio e probabilmente la prossima stagione giocherò in A2 con Bassano.

La tua superficie preferita?

La terra, però adesso mi sto allenando parecchio sul veloce a Treviso perché il primo torneo sarà a Ortisei per le pre-qualificazioni BNL e lì non solo il superficie è molto rapida ma saremo anche in quota.

Sempre sulle orme di Sinner. A proposito di giocatori forti hai mai giocato con qualcuno di loro?

Con Sinner cinque anni fa ci palleggiai in Grecia quando lui stava iniziando a fare i primi ITF.

E con gli altri ragazzi della cosiddetta new wave italiana?

Non è che tennisticamente li conosca tanto bene perché da piccolo non ero forte come loro. Tanto per dire a 16 anni ero ancora terza categoria. Ho giusto incrociato Bellucci all’Open di Trissino un anno e mezzo fa quando lui vinse battendo in finale Speronello (da cui io persi in semifinale) che era sopra 6-4 4-1 e poi finì per perdere 7-6 al terzo.

Adesso non stanno attraversando un momento particolarmente brillante.

Ci sta perché nel tennis non è facile tenere costantemente un livello alto. Poi ci sono vari fattori che possono influire: infortuni, cambio di allenatore, la famiglia. Quindi non è mai un processo rettilineo.

Tu comunque li vedi tutti in top 100?

Certamente, hanno tutti il livello per ottenere quei risultati.

E tu invece che ambizioni hai?

Per quest’anno mi piacerebbe arrivare al n.600 ATP. L’anno prossimo magari arrivare a 300/400 per poi fare il salto.

Parliamo anche di un eventuale piano B. La scuola?

Ho fatto il Liceo Scientifico Scienze Applicate, i primi quattro anni frequentando e l’ultimo online perché viaggiando non ci riuscivo più.

Grazie Pietro, speriamo tu ci dia occasione di scrivere ancora di te.

Farò il possibile (ride, ndr) e intanto grazie per l’interesse.

Segui su Instagram: @massimogaiba

Continua a leggere

Flash

Federica Urgesi, da Fano al trionfo a Melbourne: chi è la giovane campionessa del doppio junior

Vincitrice del Lemon Bowl 2017 Urgesi è entrata a far parte del Centro Tecnico Federale di Formia, seguita da Tathiana Garbin

Pubblicato

il

Federica Urgesi - CT Firenze 2022 (foto Piero Camel)

Giovani leve crescono. Per la prima volta in terra australiana la bandiera italiana sventola per un successo al femminile nei tabelloni Junior. A far gioire i tifosi italiani è stata la diciassettenne Federica Urgesi che in coppia con la slovacca Renata Jamrichova ha conquistato il titolo di campionesse di doppio junior dell’Australian Open 2023.

Ma chi è Federica Urgesi? Federica è nata il 29 gennaio 2005 nelle Marche a Fano e ha iniziato a giocare a tennis all’età di 6 anni. Uno dei giovani talenti del panorama italiano, Federica dimostra subito di avere talento. Nel gennaio 2017 solleva uno dei trofei più importanti del panorama giovanile. Sconfiggendo la romana Benedetta Sensi, Federica Urgesi conquista il titolo di campionessa del Lemon Bowl under 12.

A 13 anni per Urgesi arriva la chiamata del Centro Tecnico Federale di Formia. Cresciuta nel Circolo Tennis Fano, la giovanissima marchigiana lascia quindi la famiglia e la sua Fano per seguire il suo sogno con l’obiettivo di emulare il percorso di colei che ha definito la sua giocatrice preferita, Maria Sharapova. Un’addio alle Marche che la porta a trasferirsi nel centro laziale. E proprio nel centro federale si era allenata per sei settimane in vista della trasferta australiana seguita dall’attuale capitana di Billie Jean King Cup Tathiana Garbin e da Vittorio Magnelli.

 

Il suo colpo migliore è il rovescio che la stessa capitana della nazionale italiana definisce “naturale e capace di giocarlo in maniera egregia da tutti gli angoli”. Servizio e dritto sono due colpi che la tennista marchigiana sta pian piano migliorando, sfruttando quella che Garbin ha definito “la sua intelligenza sul campo“.

Federica si alterna tra circuito Junior e quello professionistico. Il ranking Junior la vede posizionata al numero 52, non lontana dal suo best ranking al numero 49 raggiunto nel settembre 2022. La sua superficie preferita è la terra battuta e lo dimostravano, sino ad oggi, i risultati. I suoi tre titoli junior vinti in singolare sono, infatti, arrivati sul mattone tritato. Il più importante un Grade 2 vinto lo scorso anno a Castricum, in Olanda. In doppio i titoli, invece, sono quattro, il più importante dei quali il Grade 3 di Palermo.

Il successo con Jamrichova è il più importante della sua giovane carriera e il miglior regalo possibile per i suoi 18 anni che festeggerà due giorni dopo il trionfo. Una partnership con la quindicenne slovacca nata per caso dopo essersi conosciute in un torneo in Polonia qualche anno fa. Le due avevano fatto altre scelte ma il fato le ha portate a decidere di giocare insieme. Una scelta che ha portato i suoi frutti.

Un riscatto nel torneo che lo scorso anno l’aveva vista fermarsi al primo turno in coppia con la connazionale Denise Valente. Urgesi ha disputato anche il torneo di singolare fermandosi per mano della russa Ibragimova, dopo aver superato al primo turno la slovena Milic.

Federica che lo scorso anno ha dovuto anche scontare i problemi di uno sport che mette a dura prova il proprio fisico. Infatti, la marchigiana è stata ferma per diversi mesi a causa di un problema al polso. Questo, tuttavia, non le ha impedito di continuare a sognare e mettersi alla prova giocando tra le grandi.

Già nel novembre 2021 Federica aveva visto il suo nome nel ranking WTA, avendo conquistato punti in almeno tre tornei, condizione necessaria per vedere il suo nome in classifica. Un quarto di finale e due semifinali nei tre tornei di Solarino, in Sicilia, a cui si è aggiunto il titolo in doppio con Denise Valente.

Federica ha avuto anche la possibilità di mettersi alla prova a livello WTA disputando lo scorso settembre le qualificazioni del torneo di Parma non sfigurando contro una top 200 come l’argentina Carle. Dalla piccola Fano a Melbourne, il talento di Urgesi brilla. La speranza che quello della diciasettenne marchigiana sia il primo acuto di una carriera che la vedrà tra le protagoniste del panorama femminile italiano e non solo.

Continua a leggere

ATP

Da Nardi a Cobolli: la settimana Challenger non va per niente bene per gli azzurri

Il solo Darderi supera il primo turno mentre tutti gli altri, anche Arnaldi e Arnaboldi, devono fare prematuramente le valigie

Pubblicato

il

Luca Nardi al Challenger di Forlì 2022 (Foto gentilmente concessa dall'ufficio stampa del torneo)

Il resoconto dei tre Challenger attualmente in svolgimento è impietoso: tutti gli azzurri fuori all’esordio con la sola eccezione di Luciano Darderi, un 1-6 un pò imbarazzante.

Cominciamo dal Challenger 125 di Quimper (Bretagna, cemento indoor), quello con la migliore entry list, che vedeva in tabellone i nostri giovani migliori. Molta curiosità suscitava soprattutto il big-match tra il 19enne Luca Nardi e il francese, di un anno più giovane, Luca Van Assche, uno dei talenti emersi in maniera più prepotente nella seconda parte della scorsa stagione (una vittoria Challenger e tre finali). Nel terzo gioco i piedi veloci del francese propiziano subito un break che, purtroppo per il tennista pesarese, sarà sufficiente per portare a casa il primo set. Infatti Van Assche in tutto l’incontro non perderà mai il servizio, pur dovendo annullare nel decimo game una pericolosissima palla break che forse avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Anche nel secondo parziale è il terzo gioco ad essere fatale all’azzurro che alla fine deve arrendersi 6-4 6-3 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Grande delusione per il nostro bel talento che non ha iniziato per niente bene questo 2023 che al momento gli presenta un bilancio di una sola vittoria contro quattro sconfitte. In questo caso bisogna però concedergli l’attenuante di un sorteggio veramente maligno perché il francesino è uno davvero forte e, non appena riuscirà a mettere un po’ di potenza nei colpi, sarà un osso duro per tutti. Noi ci consoleremo pensando che in fin dei conti è mezzo italiano per parte di madre.

Fuori anche Matteo Arnaldi che si è fatto rimontare 3-6 6-2 6-1 da Sebastian Ofner (n.193 ATP) e il risultato è decisamente sorprendente, perché il sanremese, molto più maturo della sua età, non dovrebbe più permettersi passi falsi con un giocatore di media caratura come l’austriaco, che pure è in ottima forma e reduce dalla finale di Tenerife.

 

Flavio Cobolli si ferma anche lui all’esordio (6-3 6-4) contro un Lucas Pouille (n.367 ATP) che, nonostante si trovi chiaramente in parabola discendente, può ancora riservare dei pericolosi colpi di coda. Flavio che aveva iniziato benissimo l’anno all’ATP 250 di Pune si è poi invece trovato in difficoltà a livello Challenger. Vedremo quale sarà il suo punto di equilibrio.

Al Challenger 125 di Ottignies (cemento indoor) Raul Brancaccio si fa battere all’esordio 6-0 7-6(4) dal portoghese Frederico Ferreira Silva (n.202 ATP), mentre Andrea Arnaboldi, proveniente dalle qualificazioni, ha finito per perdere nettamente (6-2 6-1) contro l’ungherese Fabian Marozsan (n.174 ATP) in un match che giocava contro pronostico.

Si giocava anche al Challenger 100 di Concepcion (Cile, terra battuta outdoor) dove Luciano Darderi riesce, almeno lui, a superare il turno battendo 6-3 6-2 l’argentino Guido Andreozzi, per poi cedere al cileno Alejandro Tabilo (n.102 ATP) col punteggio di 6-4 7-5. Non ce la fa invece Franco Agamenone che perde 6-1 6-4 dal non irresistibile spagnolo Oriol Roca Batalla (n.273 ATP), confermando di aver smarrito quel tocco magico che negli ultimi due anni gli aveva regalato importanti successi.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement