Fiona Ferro campionessa della ripartenza: domina Kontaveit nella finale di Palermo

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Fiona Ferro campionessa della ripartenza: domina Kontaveit nella finale di Palermo

Fiona Ferro vince il Palermo Ladies Open. Ottima performance della francese che domina l’estone Anett Kontaveit in due set

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Esattamente cinque mesi dopo l’ultima finale WTA, il circuito femminile e il tennis mondiale incoronano a Palermo la prima campionessa della ripresa post lockdown. Accade in Italia, al Palermo Ladies Open, dove sui campi del Country Club la francese Fiona Ferro supera in finale l’estone Anett Kontaveit col punteggio di 6-2 7-5. Prestazione ineccepibile per la transalpina, davvero di …ferro, nata in Belgio e di papa’ italiano (Padova), che domina nettamente una Kontaveit che, pur non sufficientemente incisiva durante il match, è riuscita a portarsi due volte in vantaggio nel corso del secondo parziale. Fiona ha imposto per tutto l’incontro un ritmo infernale all’avversaria, grazie a un servizio molto aggressivo e martellandola sugli angoli; a fine partita i vincenti saranno ben 51. Con la vittoria a Palermo, Fiona Ferro, attuale n. 53 del mondo, da lunedì entrerà in top 50 a n.44.  Per lei si tratta del secondo titolo dopo quello vinto un anno fa a Losanna (in finale sulla connazionale Cornet).

LA PARTITA

Una giornata e una finale storica per il tennis femminile e la città di Palermo. Il Country Club del capoluogo siciliano ha l’onore di assegnare il primo titolo WTA dopo ben cinque mesi di stop in questa stagione 2020 funestata dal coronavirus. L’ultima tennista a sollevare un trofeo è stata Elina Svitolina, l’8 marzo scorso, vittoriosa a Monterrey contro la ceca Marie Bouzkova. Le protagoniste di questa prima finale della ripartenza sono la francese Fiona Ferro e l’estone Anett Kontaveit, al loro secondo scontro diretto. Per la Kontaveit, 24 anni e n. 22 del mondo (ma ex n.14 e da oggi n.20) si tratta della sesta finale in carriera mentre per la Ferro, 23 anni e n. 53 WTA, è appena la seconda finale ma il suo score è immacolato dopo quella vinta contro Alizé Cornet. Due finali, due vittorie. E nel suo percorso palermitano un solo set perso, quello con Camila Giorgi che l’aveva dominata nel primo set, 62. Cui aveva fatto seguito un 62 per lei e un 75 finale. Prima della Giorgi la Ferro aveva battuto in due set anche la Errani. A sentire il suo coach il match con la Errani era stato il più duro come stress…”perché Sara nel primo set giocava davvero bene e le aveva messo grande pressione. Curiosamente però la Ferro avrebbe poi detto che il match più duro era stato invece quello con Camila, effettivamente più incerto fino alla fine.

 

FIONA DI “FERRO” NEL PRIMO SET – La francese mostra subito la grande personalità messa in campo per tutto il torneo e strappa il servizio all’avversaria alla prima palla break. Si salva dal contro-break con grande aggressività da fondo campo e sale 2-0. Continua a spingere all’impazzata Fiona, infliggendo ad Anett un ritmo che l’estone fatica a tenere. Kontaveit resta attaccata allo score e, alla fine, dopo tre giochi sofferti, riesce ad aggiudicarsi il primo game del match, avvicinandosi 1-2. Ferro non si scompone e continua a martellare allungando ancora sul 3-1.

Ottimizza il break ottenuto ad inizio match salendo ancora 4-2. Potente e chirurgica, martella da un lato all’altro del campo, cercando angoli e profondità, mandando in apnea Kontaveit.

Anett Kontaveit al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

Sul 5-2, Ferro si procura tre setpoint ma Anett riesce a raggiungerla sul 40-40. Per Fiona c’è una quarta palla del set ma l’estone fa partire dalle corde un vincente lungolinea di rovescio che lascia ferma l’avversaria. Annulla anche il quinto setpoint ma, al sesto, nulla può, subendo per l’ennesima volta il servizio dirompente di Ferro che, dopo 40 minuti, intasca la prima frazione con lo score di 6-2.

LA REAZIONE DI KONTAVEIT NON BASTA – L’Inizio del secondo set segue lo stesso copione del primo ma questa volta a favore della tennista estone che cerca di reagire, strappa per la prima volta il servizio all’avversaria e si porta sul 2-0. Tuttavia, il vantaggio estone dura un attimo e Fiona annulla il gap raggiungendo l’avversaria sul 2-2. Sul 3-3, Kontaveit ha un ulteriore guizzo d’orgoglio che le permette di salire ancora in vantaggio sul 4-3. La francese però non regala nulla con il servizio che le frutta tanti punti gratuiti.

Alcuni errori di troppo da parte della transalpina permettono alla tennista di Tallinn di procurarsi un’altra palla break che Fiona prontamente annulla. Poi è Anett a fare la differenza: grazie a un ottimo dritto con cui si apre il campo, fa suo il punto del 5-3 con un impeccabile incrociato di rovescio, imprendibile per la francese. Ottima la reazione della n. 22 del mondo che le prova tutte per allungare il match al terzo. Ma è notevole anche la contro-reazione di Fiona che, per la seconda volta nel set, annulla il vantaggio dell’avversaria pareggiando sul 5-5, dopo che la ragazza estone era stata a due punti dal set nel servire sul 5-3 e 30-15. Non solo. Le infligge il break e vincendo il terzo game consecutivo può andare a servire per il match sul 6-5.

L’estone tenta il tutto per tutto, spinge, cerca angoli e profondità ma alla fine sbaglia e la francese si ritrova a due punti dal match sul 30-30. La prima di servizio le procura il match point, annullato con un vincente di rovescio lungolinea sparato disperatamente da Anett sulla “seconda” un pochino tremebonda. Ma la francesina se ne procura nun secondo. Questa volta il rovescio della estone va fuori giri e Fiona Ferro diventa la regina di Palermo. Nell’albo d’oro succede alla Svizzera Jil Teichmann, campionessa lo scorso anno quando il torneo era ritornato in calendario dopo sei anni di assenza perché i palermitani avevano “prestato” la data ai malesi di Kuala Lumpur. È, inoltre, la terza francese a trionfare a Palermo dopo Mary Pierce (1991-1992) e Sandrine Testud (1997).

Eccellente la prestazione della francese – che impreziosisce ulteriormente l’ottima performance di Camila Giorgi in semifinale – che ha dominato quasi sempre il match e soprattutto ha dimostrato una forza mentale invidiabile rimontando due volte Kontaveit nel secondo set. La prima campionessa della ripresa dopo il lockdown viene dunque dalla Francia anche se Fiona, allenata dall’ex coach di Pouille Emmanuel Planque, ha origini italiane (suo papà Fabrizio è italiano). Una ripartenza alla grande per lei che, da lunedì, sarà n.44 WTA con il suo allenatore che ha talmente tanta fiducia nel suo potenziale da sostenere, sottolineando “il suo formidabile dritto e la sua determinazione nel lavorare per migliorarsi” nell’intervista resa a Ubaldo Scanagatta presente a Palermo, “non mi stupirei se riuscisse a entrare tra le prime cinque del mondo”. E se così fosse peccato che la ragazza che ha il passaporto italiano grazie al papà che e’ di Padova ed proprietario di una pizzeria in Costa Azzurra vicino Nizza – ha invitato il direttore a mangiarla chez Ferro! – non abbia optato a giocare per l’Italia. Due finali, due vittorie, Losanna e Palermo, dopo 6 vittorie consecutive nelle esibizioni francesi quest’estate (2 su 2 contro la Mladenovic), una potenziale top-player di 23 anni ci avrebbe fatto davvero comodo anche se – dice Planque che e’ succeduto a Huet lo scorso dicembre – “preferisce non esprimersi in italiano sebbene lo parli un po’ …perché è’ troppo timida”. Ma sul campo non lo e’ affatto. E risentiremo parlare di lei, vedrete.

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WTA Roma: Pliskova giocherà la terza finale di fila. Tra lei e il titolo c’è Swiatek

Swiatek vince la seconda partita in poche ore con grandi meriti. Proverà a impedire a Pliskova di vincere il secondo titolo al Foro Italico

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Karolina Pliskova - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Per il terzo anno di fila al Foro Italico ci sarà Karolina Pliskova in finale, ma gli applausi più scroscianti di questo sabato vanno a Iga Swiatek, capace di vincere due partite in poche ore contro due avversarie tutt’altro che banali: prima Elina Svitolina, nei quarti non disputati venerdì per pioggia, e poi Coco Gauff in semifinale, battuta per 7-6 (3) 6-3 in un’ora e 45 minuti.

Si può essere certi che questo sia stato il primo episodio di un lungo franchise che vedrà protagoniste le due, visto che si trattava della semifinale più giovane nella categoria 1000:

Il livello del match è stato buono fin da subito, con Swiatek che si è procurata una palla break nel terzo gioco quando Gauff (che in quel game ha faticato a mettere la prima) ha commesso due errori di dritto, salvandosi con un ace al centro. L’americana ha però avuto un momento di défaillance, e ha sbagliato completamente una smorzata prima di commettere un doppio fallo per il 2-1 Swiatek.

La polacca ha spesso alzato le traiettorie per allontanare l’avversaria dalla riga; a volte l’ha fatto in maniera un po’ passiva, ma spesso e volentieri la combinazione fra moonball e rapidi cambi ha mandato fuori giri l’avversaria, che non è riuscita a leggere le varie rotazioni della seconda di Iga (13/19 con la seconda nel set). Gauff ha però mostrato delle accelerazioni notevoli, sia con il rovescio che con il servizio (nonostante le percentuali basse), ed è riuscita a rimanere attaccata all’avversaria, procurandosi due palle break nel sesto gioco: Iga ha annullato la prima con un dritto in contropiede, mentre sulla seconda Gauff si è difesa benissimo dalle accelerazioni di rovescio dell’avversaria ma ha messo lungo il recupero su una stop volley.

I tempi erano però maturi per il contro-break: nel turno successivo ha mostrato un fantastico riflesso a rete seguito da uno schiaffo di rovescio che ha accarezzato la riga esterna sul 30-30, e ha pareggiato su un non forzato di dritto dell’avversaria. Con l’andare del set Gauff ha letto sempre meglio il servizio di Swiatek, giocando quasi tutti i punti in risposta su un piano più neutro, già di per sé una vittoria per il ribattitore, e la polacca ha stentato sempre di più a contenere la profondità dei suoi colpi. Sul 4-5 15-30 Gauff ha risposto di rovescio con i piedi abbondantemente dentro al campo, ma Swiatek ha trovato un passante bimane di rovescio in allungo, ed è riuscita a trascinare il set al tie-break.

Lì il match è completamente girato: Swiatek si è procurata il primo mini-break sul 3-1 su un dritto lungo dell’americana, e ha bissato su un unforced di rovescio di Gauff, senza più guardarsi indietro fino al 7-3 finale su un rovescio appena largo della teenager.

All’inizio del secondo Swiatek ha alzato ulteriormente il livello, vincendo i primi nove punti al servizio, inclusa una licenza poetica:

Sul 2-1 in suo favore ha trovato un vincente di rovescio che le ha dato il 15-30, ed è salita a palla break con una risposta incrociata seguita da un rovescio profondo che Gauff non è riuscita a gestire, salendo 3-1 grazie a un doppio fallo dell’avversaria. La statunitense ha però reagito e si è portata 30-40 con un dritto vincente, ma ha sparato in rete una risposta di rovescio non impossibile. Coco se n’è procurata un’altra con un ottimo passante di dritto, ma Swiatek si è salvata con servizio e rovescio e ha tenuto.

Di fatto il match si è chiuso lì: Gauff ha commesso un altro doppio fallo per la palla break, e ha regalato il 5-1 con uno schiaffo di rovescio finito lungo. Gauff ha recuperato uno dei due break con una risposta vincente di dritto seguita da un doppio fallo di Swiatek, ma quando è andata a servire per il match per la seconda volta la polacca è riuscita a chiudere, nonostante un altro doppio fallo sul secondo match point – alla terza chance ha trovato un rovescio in contropiede non controllato da Gauff, e ha conquistato la sua prima finale di categoria.

[9] K. Pliskova b. P. Martic 6-1 3-6 6-2

Poco prima, Karolina Pliskova si era garantita il primo posto in finale. La ceca dimostra di amare molto la terra del Foro Italico e approda per il terzo anno di fila all’ultimo atto del torneo romano, dopo aver eliminato in tre set Petra Martic. L’ultima a riuscire in una tale impresa era stata Amelie Mauresmo nel triennio 2003-2005 (sconfitta nel 2003 e vincitrice nelle successive edizioni). Una partita davvero di alta qualità da parte di Pliskova che ha dominato il primo e il terzo set, concedendosi uno dei suoi caratteristici momenti di amnesia nella parte finale del secondo. Dall’altra parte della rete, Martic è stata decisamente troppo discontinua e fallosa per poter impensierire davvero l’avversaria (ben 34 non forzati a fronte di 20 vincenti, mentre Karolina ha chiuso con un positivo 37-31).

Il primo set è stato di fatto un no contest. Pliskova ha mantenuto medie eccezionali al servizio, mettendo l’80% di prime e perdendo appena tre punti. Martic non è riuscita a farla muovere a sufficienza e ha tratto poco anche dalle smorzate, troppo lunghe e telefonate. Potendo colpire spesso da buona posizione, la ceca ha fatto valere la propria maggiore potenza di fuoco trovando molti vincenti anche direttamente con la risposta. Dopo 28 minuti le due sono andate a sedersi sul 6-1 Pliskova.

Nel secondo, Martic ha limato gli errori e finalmente ha iniziato a far correre l’avversaria. Dopo aver mancato tre palle break nel lunghissimo quinto game (ben sedici punti), la croata è riuscita a far breccia nel servizio di Pliskova, scappando sul 5-3. La ceca, forse con la testa già al terzo set, ha di fatto lasciato andare la presa, subendo il secondo break consecutivo e cedendo il parziale. Nel set decisivo, Karolina ha subito reagito, salendo sul 2-0, ma non prima di aver annullato ben tre palle break. Martic ha tentato di dire ancora la sua e si è rifatta sotto, strappando la battuta a Pliskova e impattando sul 2-2. Da qui in poi però la ceca ha nuovamente cambiato marcia. Con una serie di soluzioni vincenti di gran qualità, Pliskova ha infilato una serie di quattro giochi consecutivi e si è assicurata così la vittoria dopo quasi due ore di partita. Domenica giocherà la trentesima finale della sua carriera (16-13 il bilancio). Non ha mai affrontato Iga Swiatek in confronti ufficiali.

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Articolo a cura di Tommaso Villa e Lorenzo Colle

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WTA Roma: Swiatek sbriga la pratica Svitolina. (Poco) riposo e poi la semi con Gauff

Iga Swiatek domina il primo set e parte del secondo, poi la partita va in lotta ma la polacca trova lo spunto nell’ultimo game. Alle 15 sfida Gauff

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Iga Swiatek - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Ha comandato, poi ha rischiato di perdere il controllo del match, alla fine ha evitato un terzo set che sarebbe stato foriero di guai e avrebbe diminuito ulteriormente i minuti di riposo a sua disposizione. Iga Swiatek si è qualificata per le semifinali degli Internazionali d’Italia e sarà la sua prima presenza tra le prime quattro di un WTA 1000: a farne le spese è stata Elina Svitolina, che del Foro è stata regina nel 2017 e nel 2018, dopo un’ora e trentotto minuti di gioco (6-2 7-5). La giocatrice polacca avrà a disposizione un paio d’ore per rilassare i muscoli prima di affrontare in semifinale Coco Gauff, qualificata già da ieri in virtù del ritiro di Barty – che in quel momento conduceva nel punteggio 6-4 2-1.

Nei primi game della partita sul Pietrangeli si sono alternati coni di luce e di ombra, tanto che Swiatek ha iniziato munita di giacchetta. Quando il sole ha preso pieno possesso del campo più suggestivo dell’impianto romano, Iga è tornata alla mise estiva e anche il suo tennis si è sbloccato. I suoi cambi di ritmo e i colpi in contropiede, soprattutto sul più debole dritto di Svitolina, le hanno fruttato la mini-fuga valida per il 4-1 – unico game del set nel quale abbia dovuto fronteggiare palle break. Svitolina non è mai riuscita davvero a reagire, chiamata a correre una volta in avanti per recuperare una palla corta e il punto dopo lateralmente. Swiatek ha deciso più o meno sempre come si dovesse giocare il punto e il 6-2 è arrivato come logica conseguenza.

Nel secondo set c’è stato sin da subito più equilibrio, soprattutto perché la resa di Swiatek con la prima è scesa rispetto all’85% del primo parziale. Pur a seguito di uno scambio di break, però, Swiatek si è trovata di nuovo avanti di un break sul 4-2. Avanti 30-15, la campionessa in carica del Roland Garros ha forse creduto di averla già chiusa ed è stata meno sistematica nella ricerca del dritto avversario; Svitolina è riuscito a vincere uno scambio dei suoi sulla diagonale di rovescio e in un amen ha acciuffato il 4-4. E con esso il terreno suo preferito, quello della lotta.

 

Swiatek si è però sistemata silente a bordo partita, quasi fingendo di accontentarsi del tie-break, e invece sul 6-5 ha trovato un preziosissimo game di risposta per evitare guai. Ancora una volta la chiave è stata giocare palle pesanti sul dritto di Svitolina, uno schema che le ha consegnato due match point e appena dopo il passaggio in semifinale, a seguito di un dritto lungo di Svitolina che ha cercato di sfuggire alla pressione con un colpo vincente.

Contro Gauff sarebbe stato comunque un match complicato, lo sarà a maggior ragione per lo squilibrio nel tempo a disposizione per preparare del match.

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WTA Roma: Barty facile, Gauff elimina Sabalenka. Swiatek si salva per un pelo

La numero uno del mondo non soffre contro Kudermetova e sfiderà Coco Gauff, vincitrice a sorpresa sulla bielorussa. Iga salva due match point a Krejcikova

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Continua la corsa della testa di serie numero uno, Ashleigh Barty, che supera in due set Veronika Kudermetova e si qualifica per i quarti di finale del WTA 1000 di Roma. La partita è filata via liscia per l’australiana che ha sofferto un po’ solo nel primo set, quando si è trovata sotto 2-0. Da lì in poi è arrivato un parziale di cinque giochi a uno che le ha permesso di far suo il primo set. Nel secondo Barty ha gestito con ancora minori problemi gli scambi, strappando due volte la battuta all’avversaria e chiudendo il match con un doppio 6-3. Ai quarti non avrà però la possibilità di vendicarsi per la finale persa a Madrid la settimana scorsa, perché Aryna Sabalenka è stata eliminata in due set da Cori Gauff.

La diciassettenne statunitense ha da subito preso le redini della partita, salendo 3-1 nel primo set. Sabalenka ha abbozzato una reazione recuperando il break e pareggiando sul 4-4, ma ha poi perso nuovamente il servizio nell’undicesimo gioco, finendo col cedere il parziale per 7-5. Nel secondo parziale, Gauff non ha mai sofferto al servizio, mentre viceversa Sabalenka è andata spesso in difficoltà. Dopo aver salvato due palle break nel quinto gioco, la bielorussa ha subito una serie di quattro giochi consecutivi da parte dell’avversaria che si è così guadagnata un posto tra le ultime otto.

Grande, grandissima sofferenza invece per Iga Swiatek che ha impiegato quasi tre ore per avere ragione di Barbora Krejicikova. Dopo un convulso primo set da ben sei break e conclusosi 6-3 in favore della ceca, Swiatek se l’è vista molto brutta sul 6-5 quando ha dovuto annullare ben due match point alla propria avversaria. Scampato il pericolo, la polacca ha vinto il tiebreak con un chirurgico 7-5, rimandando tutto al terzo. Nel set decisivo Iga ha salvato tre pericolosissime palle break sul 3-3 prima di riuscire a piazzare la zampata decisiva nel dodicesimo gioco. Ai quarti attende la vincente della sfida tra Garbine Muguruza e Elina Svitolina.

 

Nella metà bassa del tabellone, bella vittoria per Jelena Ostapenko che ha superato in rimonta Angelique Kerber, graziata ieri dall’infortunio di Halep quando era abbondantemente sotto nel punteggio. Dopo un primo set piuttosto modesto, apertosi con sette break consecutivi e vinto dalla tedesca grazie ad una maggiore solidità, Ostapenko ha aumentato i giri del motore e ha cominciato a fare danni seri con il dritto. Il 6-3 con il quale ha pareggiato il conto dei set non rende conto di un parziale decisamente dominato dalla lettone. Il terzo invece è stato caratterizzato da grande intensità da ambo le parti. Kerber è stata la prima ad allungare sul 3-1, ma ha immediatamente restituito il break. Ostapenko ha salvato poi ben sei palle del 4-2 prima di riuscire a rientrare e addirittura a sorpassare la propria avversaria nel punteggio. Una volta ottenuto il prezioso break di vantaggio, la lettone non si è più voltata indietro e ha chiuso 6-4 dopo due ore e un quarto di gioco.

Ai quarti se la vedrà con la rediviva Karolina Pliskova, campionessa su questi campi nel 2019 e sfortunata finalista nel 2020, la quale, pur faticando, è riuscita a sbrigare in due set la pratica contro Vera Zvonareva. Nel primo set, dopo che quattro break di fila avevano stabilizzato la situazione sul 3-3, Pliskova ha strappato la battuta all’avversaria e si è ritrovata a servire per il parziale, ma senza successo. Alla seconda occasione però è stata più fredda, intascando il set col punteggio di 7-5. Il secondo, si è aperto con uno scambio di break e molte chance da una parte e dall’altra. Dal 3-3 in poi però, Pliskova ha cambiato marcia vincendo tre giochi consecutivi e volando ai quarti.

L’ultimo quarto di finale della parte bassa se lo contenderanno Jessica Pegula e Petra Martic. La statunitense ha superato abbastanza agevolmente Ekaterina Alexandrova con il punteggio di 6-2 6-4, mentre Martic ha dovuto rimontare Nadia Podoroska. La croata ha perso nettamente il primo set per 6-3, ma ha poi altrettanto (se non più) nettamente vinto i successivi due, lasciando appena tre giochi in tutto all’avversaria.

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