La stella di Jennifer Brady brilla a Lexington

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La stella di Jennifer Brady brilla a Lexington

Percorso netto per l’americana Brady nella conquista del suo primo titolo WTA. Per lei ingresso nelle Top 30 e testa di serie allo US Open

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Jennifer Brady con il trofeo a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)
 

La settimana perfetta, una di quelle che si sognano tante volte ma raramente si concretizzano. Jennifer Brady ha iniziato nel migliore dei modi questa nuova parte di stagione dopo la pausa a causa della pandemia di COVID-19 vincendo il Top Seed Open di Lexington, Kentucky nella maniera più convincente possibile: zero set e 24 games perduti in cinque match, solamente tre break subiti in tutto il torneo e soprattutto la fiducia di un tennis che sembra replicabile all’infinito.

Perché non si è mai avuta la sensazione che Brady fosse vicina al proprio limite: il servizio più incisivo sul quale ha lavorato in Germania con il nuovo coach Michael Geserer fornisce il supporto per iniziare il suo gioco potente e sorprendentemente regolare da fondo campo. Gli esercizi per migliorare il suo passaggio di peso sui colpi hanno certamente funzionato e ora Jennifer si ritrova alla vigilia della trasferta newyorkese per il Western&Sourthern Open e per lo US Open con la fiducia a mille e il miglior ranking al n. 28, tranquillamente entro il limite per le teste di serie per il prossimo Slam. “Quando ho preso la decisione di andare ad allenarmi in Germania durante la pausa invernale sapevo che sarebbe stata un’esperienza positiva – ha spiegato Brady dopo la finale – potevo solamente migliorare. Trovare un nuovo coach e un nuovo preparatore atletico mi ha fatto guadagnare tanta fiducia nelle mie possibilità, e la fiducia è una componente fondamentale nel gioco di chiunque. Durante la quarantena il mio team era in Germania e non poteva raggiungermi, ma sono rimasta in contatto quotidiano con loro e mi hanno seguito passo passo nella preparazione”.

La solidità mostrata nei cinque giochi consecutivi che durante la finale l’hanno portata dal 3-3 al 6-3 2-0, salvando cinque palle break in quel settimo gioco che le ha permesso di tenere l’avversaria alle sue spalle nel punteggio ha vacillato solamente durante gli ultimi due turni di battuta, quando il traguardo del primo titolo WTA ormai a un passo ha fatto affiorare un po’ di comprensibile nervosismo. Il lancio di palla sbagliato in almeno una decina di occasioni, un warning per time violation preso sapendo di prenderlo, tutti dettagli che non sono riusciti a fermare la marcia di questa venticinquenne cresciuta nella squadra della UCLA, il college di Los Angeles lasciato dopo due anni nel 2014 per spiccare il volo verso il tennis professionistico. “Non ho servito bene oggi – ha proseguito Brady – soprattutto la prima di servizio, ma per fortuna la seconda mi è venuta in soccorso aiutandomi a salvare alcune palle break. Aver tenuto il servizio per il 4-3 nel primo set mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno per vincere la partita”.

 

La svizzera Teichmann non è riuscita a ripetere il risultato della scorsa stagione, quando in questa stessa settimana si era aggiudicata il titolo a Praga, ma ha comunque mostrato un’ottima forma raggiungendo la finale sia in singolare sia in doppio, in coppia con la ceca Marie Bouzkova.

Il circuito WTA si prende ora qualche giorno di pausa (come se non ce ne fossero già stati abbastanza quest’anno) e si ritroverà giovedì prossimo a Flushing Meadows quando prenderanno il via le qualificazioni del Western&Southern Open, il secondo e per il momento ultimo Premier 5 in programma in questa stagione.

I risultati:

J. Brady b. J. Teichmann 6-3 6-4

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Australian Open

Shelton e McNally vincono la Wild Card Challenge per l’Australian Open 2023

Se entrambi saranno qualificati per il tabellone principale, l’invito sarà assegnato a chi li segue nelle rispettive classifiche dell’Australian Open Wild Card Challenge

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Ben Shelton - Cincinnati 2022 (foto Twitter @atptour)

Le classifiche finali dell’Australian Open Wild Card Challenge maschile e femminile hanno decretato vincitori Ben Shelton e Caty McNally. Entrambi hanno conquistato la wild card per partecipare al primo Slam dell’anno secondo gli accordi che ci sono tra la federazione tennis australiana e quella statunitense. Se i due tennisti statunitensi dovessero ottenere l’accesso diretto al tabellone principale dell’edizione 2023 dell’Australian Open (cosa alquanto probabile dato che sono rispettivamente numero 97 e 94 del mondo), le wild card verranno assegnate a chi li segue nella classifica generale di questo avvincente e particolare “Challenge”.

Per l’ottavo anno di fila, la USTA e l’Australian Open hanno trovato un accordo finalizzato al reciproco scambio di wild card per il tabellone principale degli Australian Open e degli US Open 2023. L’Australian Open Wild Card Challange riguarda i punti conquistati dai tennisti dell’USTA in tre tornei disputati dal 24 ottobre al 14 novembre per gli uomini, fino al 24 ottobre e per cinque settimane per le donne.

Inseriti nel Challenge maschile, tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello M25 e superiore, inclusi gli eventi ATP e Challenger. In quello femminile invece sono inclusi stati tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello W25 e superiore. I destinatari di wild card dovranno ovviamente seguire tutti i protocolli dell’Australian Open in relazione alla quarantena o alla vaccinazione.

 

L’Australian Open comincerà il 16 gennaio per terminare domenica 29: Rafa Nadal dovrà difendere il torneo maschile, mentre in ambito femminile si cercherà colei che succederà ad Ashleigh Barty.

Di seguito sono riportati il ​​totale dei punti di ogni giocatore e la classifica attuale (tra parentesi):

Uomini

1. Ben Shelton (n. 97) — 240

2. Chris Eubanks (n. 124) — 130

3. Tennys Sandgren (n. 272) — 107

4. Michael Mmoh (n. 110) — 87

Donne

1. Caty McNally (n. 94) — 189

2. Madison Brengle (n. 59) — 161

3. Taylor Townsend (n. 131) — 130

4. Alycia Parks (n. 150) — 126

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Flash

Nuovo coach per Bianca Andreescu: è Christophe Lambert

Ritorno alle origini per Bianca Andreescu: la canadese sceglie uno dei suoi primi allenatori. “Sono felice di poterle dare il mio contributo”

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Bianca Andreescu - Toronto 2022 (foto Twitter @NBOtoronto)

Bianca Andreescu ha un nuovo coach: si tratta di Christophe Lambert, che in passato ha ricoperto il ruolo di responsabile tecnico della Nuova Zelanda. Adesso torna a fare il coach e comincerà la collaborazione con Andreescu dal prossimo anno. Julie Paterson, CEO della federazione tennis della Nuova Zelanda, si è così espressa: “Si tratta di un’opportunità importante per Christophe e siamo contenti per lui. Quando me ne ha parlato sapevo che si trattava di un grande passo in avanti per la sua carriera”. Andreescu è al terzo cambio di allenatore in altrettante stagioni: a metà 2021 infatti era arrivata la separazione dopo quattro anni col suo storico allenatore Sylvain Bruneau mentre il mese scorso si era separata da Groeneveld.

Per Lambert si tratta di un ritorno al passato in quanto aveva già seguito Andreescu durante il suo percorso giovanile: “Bianca mi ha chiesto di diventare il suo allenatore e ho accettato di buon grado. Era un’offerta che non potevo rifiutare. Sono felice di poterle dare il mio contributo”. L’ultima apparizione della tennista canadese è stata a Glasgow in occasione delle finali della Billie Jean King Cup dove ha prima vinto un match difficile contro Cocciaretto e poi si è arresa in semifinale alla Svizzera (in particolare da Golubic)

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Flash

Dopo due anni di assenza a febbraio 2023 torna il Thailand Open

Si giocherà, come nel 2019 e nel 2020, a Hua Hin a inizio febbraio. L’ultima vincitrice è stata Magda Linette

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Magda Linette - Hua Hin 2020 (via Twitter, @ThailandOpenHH)

Se sul futuro del tennis (in particolare quello femminile) in Cina rimane un enorme grosso punto interrogativo, è tempo di annunci per il ritorno della WTA in Thailandia. Come i più attenti avranno già notato osservando il calendario ufficiale, pubblicato martedì 15 novembre, nella prima parte della prossima stagione troverà infatti spazio il 250 di Hua Hin. Più precisamente si tornerà a giocare nella città che è una delle mete turistiche più note (e ricche) della Thailandia tra il 30 gennaio e il 5 febbraio, ovvero nella quinta settimana dell’anno, una volta conclusa la tradizionale trasferta in Australia.

A Hua Hin, che dista 150 chilometri dalla capitale Bangkok, non si vedeva tennis internazionale dal 2020, quando il Thailand Open fu uno degli ultimi tornei prima dello stop imposto dalla diffusione mondiale del Covid. Era quella la seconda edizione del torneo nelle vesti di un 250 e a vincere fu Magda Linette (in finale su Leonie Kung), mentre nel 2019 il titolo andò nelle mani di Dayana Yastremska.

Sebbene l’evento si collochi subito dopo l’Australian Open e non ci si possa quindi aspettare un campo di partecipanti arricchito dalle primissime giocatrici del mondo, è facile preventivare comunque un torneo di buon livello. La spiaggia di sabbia dorata, il Cicada Night Market e il lussuoso hotel ufficiale del torneo, l’Holiday Inn Resort Vana Nava, hanno reso l’evento uno dei preferiti dalle giocatrici WTA. Non a caso nel 2020 la prima testa di serie era Elina Svitolina e nel 2019 una campionessa Slam come Garbine Muguruza.

 

Il Presidente onorario del Lawn Tennis Association of Thailand, Mr. Suwat Liptapanlop,ha commentato così l’ufficialità della notizia: “Con il ritorno alla normalità dopo le restrizioni di viaggio del 19 febbraio, gli organizzatori, Proud Group e True Arena Hua Hin Sports Club, la Lawn Tennis Association of Thailand e gli sponsor hanno deciso all’unanimità di riportare il torneo per attirare a Hua Hin giocatrici di livello mondiale e per offrire alle tenniste thailandesi l’opportunità di affinare le proprie capacità. Ci auguriamo di cogliere questa opportunità per promuovere il turismo tailandese e allinearci così alla politica del governo che punta a stimolare l’economia locale e a raggiungere l’obiettivo di 40 milioni di turisti all’anno”.

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