US Open, poker di sconfitte per l'Italia: fuori Travaglia, Paolini, Sonego e Lorenzi

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US Open, poker di sconfitte per l’Italia: fuori Travaglia, Paolini, Sonego e Lorenzi

Solo Sonego e Travaglia vincono un set: dopo poche ore di US Open, il contingente italiano ha già perso un terzo dei suoi giocatori

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Lorenzo Sonego - US Open 2019 (foto Jo Vinci)

Inizia maluccio lo US Open tricolore nell’anno della pandemia. Subito KO Travaglia e Paolini nell’assolato primo pomeriggio newyorchese, poco più tardi si aggiungono anche Lorenzo Sonego e Paolo Lorenzi. Delle dodici unità presenti tra tabellone maschile e femminile, ne restano in gioco soltanto otto; Gaio, Cecchinato e Giorgi giocheranno in nottata, gli altri cinque domani.

FUORI TRAVAGLIA, SONEGO E LORENZI

Brutta la partita giocata da Stetone da Ascoli contro Jordan Thompson, uno che sul cemento non gioca male ma che al primo turno di un Major non si poteva definire un brutto sorteggio. Travaglia ha iniziato subendo e ha finito imprecando un match salvato solo dal colpo di coda piazzato nel terzo set, vinto ma insufficiente a far girare una partita nata storta. Capace di realizzare appena quattordici punti in risposta nei primi due parziali, Travaglia in un’oretta e un quarto d’angosce assortite ha consentito di prendere il largo a un australiano in modalità formichina, bravo a capitalizzare i tredici non forzati con il dritto commessi dall’italiano nel titubantissimo avvio.

La fotografia della partita curiosamente la traiamo proprio dalla terza, vittoriosa frazione, sintomatica istantanea della cupa giornata di Stefano: avanti di un break e giunto al set point, l’attuale ottantasette ATP ha commesso un doppio fallo da highlights alla rovescia, tirando una violenta seconda sul paletto della rete. Nel quarto set stanchezza, sfiducia e nervosismo hanno preso purtroppo il centro della scena, e i due break in favore di Thompson nel terzo e nel settimo game hanno chiuso la parentesi e spedito un soddisfatto Jordan a un nuovo turno abbordabile, contro Egor Gerasimov.

 

Con Lorenzo Sonego l’urna era stata più malevola, visto l’insidioso incrocio con la testa di serie trentadue Mannarino. Anche per Lorenzo uno svantaggio di due set e un’improvvisa reazione assistita nel terzo, prima dell’irrimediabile rovescio in un quarto set iniziato addirittura con un break di vantaggio. Nell’analisi generale dell’incontro è giusto dire che Lorenzo non è riuscito a opporre molto più del solito, enorme cuore alla ragnatela fatta di cambi di ritmo, tagli, anticipi e pestiferi servizi mancini proposti dal cerebrale tennista di Soisy-Sous-Montmorency, che ha chiuso in due ore e quarantacinque nonostante qualche sbavatura in coda al match. Per Sonego niente terza qualificazione consecutiva al secondo turno dello US Open; per Mannarino prossimo round contro Sock-Cuevas.

Fuori anche Paolo Lorenzi, battuto 6-3 6-2 7-6 (2) dalla wildcard americana Brandon Nakashima in due ore e 12 minuti. Nakashima è passato al primo spiraglio, nell’ottavo gioco, agevolato da un doppio fallo del nostro seguito da un rovescio vincente, e ha chiuso il set in scioltezza con un ace – solo 3/12 con la seconda per Lorenzi. “Non è stato semplice per me giocare una partita dopo così tanto tempo fermo – ha detto l’atleta senese dopo il match – era da fine giugno che ero fermo e forse avrei dovuto giocare qualche partita prima di arrivare qui. Lo scorso anno sono arrivato a New York per giocare il mio undicesimo torneo, mentre la situazione quest’anno è stata completamente diversa. Sicuramente ha vinto il giocatore migliore quest’oggi, ho avuto qualche occasione nel terzo set ma nel complesso lui ha giocato meglio di me. Sono rimasto piuttosto sorpreso dai campi che quest’anno sono molto più veloci di quanto non siano di solito a New York. Ora ho 48 ore per lasciare la bolla e vado direttamente in Europa per ricominciare ad allenarmi sulla terra, se mi ricordo ancora com’è fatta“.

Rotto l’argine, l’allievo di Pat Cash ha esondato, breakkando subito a zero nel secondo set grazie a vincente di risposta bimane per lo 0-40 e a un errore di dritto del senese su un mortifero back lungolinea. Il campo è veramente rapido, e infatti sulle prime si sta giocando poco in tutte le partite – nel match in questione Nakashima ha vinto l’86% dei punti sulla prima e Lorenzi il 78. L’americano ha veramente una naturalezza straordinaria con i colpi, vince praticamente tutti i punti a rete (18/21, da buon epigono del pirata di Wimbledon ’87) e verticalizza a piacimento – non sono bastate né la posizione profonda in risposta del nostro né il tentativo di dilatare il passaggio fra un punto e l’altro per spezzargli il ritmo.

Nel quinto gioco Lorenzi ha tentato anche il serve-and-volley per uscire dall’impasse in cui era costretto dall’avversario, ma senza benefici: Nakashima si è preso altre due palle break con una risposta profonda di rovescio su cui i comandi deambulatori di Lorenzi non hanno funzionato, e la poca reattività si è vista anche sul punto successivo, quando un altro colpo fra i piedi non è stato letto per tempo e ha dato il doppio break all’avversario. Il secondo set si è chiuso subito dopo con un ace, esattamente come il primo.

Nel terzo Lorenzi è stato molto più incisivo al servizio, vincendo il 59% dei punti sulla seconda e concedendo solo una palla break a inizio parziale, annullata con una buona discesa. Verso la fine del set, in realtà, il senese ha avuto qualche mezza chance, senza mai però riuscire ad avvicinarsi concretamente al break: negli ultimi tre turni di risposta, infatti, è sempre stato a due punti dal togliere la battuta all’avversario (e in due casi a due punti dal set, nel decimo e nel dodicesimo gioco), ma Nakashima si è sempre salvato senza patemi, spesso con una prima esterna. Arrivati al tie-break, l’americano ha tirato fuori il coniglio dal cilindro con un ace di seconda con il kick al centro, prendendosi poi il 3-1 con degli ottimi cambi di ritmo e doppiando il mini-break su una volée lunga di Lorenzi. Un dritto lungo dell’azzurro ha dato quattro match point alla wildcard, che ha chiuso, stavolta non con un ace ma quasi, prima vincente esterna e secondo turno contro Zverev in arrivo, probabile materiale da Arthur Ashe.

JASMINE SENZA SERVIZIO

Poco da fare per Jasmine Paolini che si arrende 6-3 6-2 a Caroline Garcia, magari in discesa ripida nel ranking ma dotata di potenziale superiore, come dimostra quella quarta piazza mondiale raggiunta due anni fa. L’inizio con break per Jasmine è illusorio e Garcia rimette istantaneamente le cose a posto, per poi tenere agevolmente i propri turni di battuta mettendo pressione in risposta. L’allungo al sesto game è decisivo e il primo parziale approda sulle sponde francesi.

Quando è tranquilla e gioca a braccio sciolto, Caroline è davvero pericolosa. Con il dritto spinge lontano Paolini che raramente è in controllo dello scambio e talvolta permette all’avversaria di resuscitare da quei pochi punti in cui era sott’acqua; ci sono anche errori di troppo (26 alla fine, a fronte di 11 vincenti) e poche prime in campo, con la n. 50 WTA che usa le seconde azzurre come tiro al bersaglio e, anche se la mira non è sempre delle migliori, la nostra fatica a respirare. Si perde e si ritrova, Garcia, e non è una novità, così sfuma il vantaggio di 2-0, ma torna avanti al quinto gioco; qui si salva con un numero “in ginocchio da Aga” a cui fa seguire un ace di seconda sulla cui volontarietà non ci sentiamo di scommettere. Tanto basta a ridarle la fiducia che le consente di volare indisturbata al secondo turno dove l’attende la n.1 del seeding Karolina Pliskova, facile vincitrice dell’ucraina Anhelina Kalinina.

Jasmine Paolini

Non ho servito bene“, ci ha raccontato Jasmine su Zoom poco dopo l’incontro. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più, mi farà bene tornare sulla terra“. La giocatrice toscana lascerà New York con un bottino non troppo entusiasmante – sconfitta al primo turno sia al Western&Southern Open che allo US Open – ma l’esperienza della bolla non è stata così negativa. “Non sembra neanche di essere a New York, l’impressione è quella di giocare un torneo più piccolino – finché non arrivi ai campi. L’atmosfera è distesa e capita di parlare con giocatrici con cui di solito non hai a che fare“. La prossima fermata potrebbe essere Istanbul, prima di Roma: “Sono fuori di quattro posti, se entro in tabellone andrò in Turchia“.

Hanno collaborato Emmanuel Marian, Tommaso Villa e Michelangelo Sottili

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ATP Vienna: Sonego vola ai quarti da Djokovic. Sinner si ritira dopo tre giochi con Rublev

Lorenzo batte Hurkacz in due tie-break e si regala un grande match contro Novak Djokovic. Vede ora l’ingresso nei primi 40 del mondo. Jannik abbandona subito il match per un fastidio al piede

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[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)

Ottima vittoria per Lorenzo Sonego che supera in due tiebreak il numero 31 del mondo, Hubert Hurkacz e si qualifica per i quarti di finale dell’Erste Bank Open di Vienna. Ad attenderlo tra gli ultimi otto del torneo ci sarà nientemeno che il numero uno del mondo, Novak Djokovic. L’azzurro partirà sicuramente sfavorito contro il serbo, ma se si manterrà solido al servizio come nella partita odierna, avrà certamente occasione di fare una bella figura.

Lorenzo ha iniziato benissimo l’incontro: la battuta girava a meraviglia, il dritto faceva male e anche a rete i risultati erano davvero incoraggianti. Il break in suo favore è arrivato già nel quinto gioco e Sonego si è rapidamente issato sul 5-3, avendo perso appena tre punti col servizio a disposizione. Al momento di chiudere però il meccanismo perfetto si è un po’ inceppato e Hurkacz ne ha prontamente approfittato per rimettersi in partita. Avanti 6-5, il polacco ha addirittura avuto un break point che gli sarebbe valso la vittoria del set, ma con un paio di risposte imprecise ha tolto lui stesso le castagne dal fuoco a Sonego. Nel tiebreak, Hurkacz è andato avanti 5-3, si è fatto riprendere, ma è comunque riuscito a procurarsi un secondo set point. Persa anche quest’ultima chance, è stato Sonego ha piazzare la zampata decisiva e ad aggiudicarsi il parziale.

 

Nel secondo set i due non hanno concesso praticamente niente al servizio fino al 5-4, quando Sonego si è procurato un match point in risposta, cancellato da un ace di Hurkacz. Ancora una volta è stato dunque il tiebreak a dirimere la contesa. Stavolta però l’esito è stato molto meno incerto: un doppio fallo del polacco ha infatti consegnato un provvidenziale vantaggio a Sonego che poi ha giocato sul velluto fino al 7-2 finale. Con questo successo, Lorenzo si piazza virtualmente alla posizione numero 38 del ranking ATP (suo nuovo best ranking) in attesa di conoscere i risultati di Adrian Mannarino, ancora in gioco a Nur Sultan.

SINNER OUT – Dura appena tre giochi la partita tra Jannik Sinner e Andrey Rublev. L’azzurro, dopo aver subito un break, si è ritirato per un fastidio al piede che si portava dietro da inizio torneo. Avendo avvertito dolore, Jannik ha probabilmente deciso di non aggravare ulteriormente la situazione e ha lasciato via libera a Rublev. Il russo ora attende il vincente della sfida tra Dominic Thiem e Cristian Garin.

Risultati:

[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)
[3] S. Tsitsipas vs G. Dimitrov
[SE] D. Evans b. [WC] J. Rodionov 7-5 6-3
[4] D. Medvedev vs [Q] V. Pospisil
[5] A. Rublev b. [WC] J. Sinner 2-1 rit.
[2] D. Thiem vs C. Garin

Il tabellone completo

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Si ritira (di nuovo) Magdalena Rybarikova, l’unica capace di giocare con un muro alle spalle

Sperava di chiudere con la maglia della Slovacchia, ma la cancellazione della Fed Cup ha chiuso definitivamente la sua carriera. Lascia con 4 titoli e la semifinale di Wimbledon del 2017

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Magdalena Rybarikova - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Magdalena Rybarikova ha (definitivamente) appeso la racchetta la chiodo. La tennista slovacca, che questo mese ha compiuto 32 anni, non giocava un match ufficiale da più di un anno – il primo turno delle quali dello US Open 2019, perso contro la coreana Na Lae Han – e aveva sostanzialmente già annunciato il ritiro otto mesi fa. Nei suoi piani c’era una chiusura della carriera con i colori della Slovacchia, alle finali di Fed Cup che si sarebbero dovute disputare questo aprile a Budapest, ma la pandemia ha rinviato tutto al 2021 e Magda ha deciso di ritirarsi senza passerella finale.

Dopo aver valuto ogni scenario, ho deciso di mettere fine alla mia carriera. Sono grata per tutto quello che il tennis mi ha dato, dopo 15 anni di alti e bassi; oltre ad aver incontrato molte persone interessanti in tutto il mondo, ho potuto provare grandi emozioni – a partire dal primo torneo vinto da ragazzina fino alla semifinale di Wimbledon del 2017“, ha scritto Rybarikova in un post di congedo su Instagram. Per curiosa coincidenza, il suo ritiro arriva appena otto giorni dopo il medesimo annuncio fatto da Julia Goerges, sua coetanea, che ha raggiunto la semifinale a Wimbledon un anno dopo di lei (nel 2018).

Voglio ringraziare la mia famiglia per il supporto, tutti i miei allenatori che hanno provato a tirare fuori il meglio da me sul campo e Kristian Cupak, che si è assicurato che fossi abbastanza in forma per farcela ed è stato nel mio team per tutta la carriera” prosegue Rybarikova. “Voglio ringraziare tutti i tifosi per essermi stati accanto nei momenti buoni e meno buoni, per avermi incoraggiato durante i match e sui social; mi hanno aiutato a fare quel passo in più quando pensavo di non farcela. Lascio con un grande sorriso e non vedo l’ora di vedere cosa mi riserverà il prossimo capitolo della mia vita“.

 

Il capitolo che si è appena concluso l’ha vista salire fino alla 17° posizione del ranking WTA a inizio 2018, nel mezzo del biennio in cui Magdalena Rybarikova ha espresso il suo tennis migliore raggiungendo anche i migliori risultati a livello Slam (oltre alla semi di Wimbledon, gli ottavi all’Australian Open 2018). Ha vinto i suoi quattro titoli tutti nella prima parte di carriera, tra 2009 e 2013, ma non è mai riuscita a dare continuità al suo tennis fatto di anticipi e movimenti leggeri cui abbinava un gioco di volo talvolta eccezionale. Dopo l’infortunio patito nella seconda metà del 2016 e le operazioni a polso e ginocchio, un tentativo di risolvere acciacchi con cui ha dovuto convivere per tutta la carriera, Rybarikova ha vissuto un secondo periodo d’oro culminato nella cavalcata sui prati di Church Road del 2017 – dove si è inchinata solo al cospetto dell’irresistibile Muguruza di quell’estate – e nell’ingresso in top 20, dopo il quale si è avviato un lento declino che ha condotto al ritiro.

Di Rybarikova mancherà soprattutto una qualità, probabilmente unica nel panorama tennistico mondiale. I suoi swing di dritto e rovescio, più simili a rapidi schiaffetti che a veri ceffoni a mano aperta con la racchetta, le avrebbero consentito di giocare a tennis anche con un muro alle spalle. Bye bye (di nuovo), Magda.

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ATP

Sinner parte bene a Vienna, eliminato Ruud in due set

Jannik annulla un set point nel primo parziale al norvegese, poi controlla la partita con autorità. Quattordicesima vittoria stagionale per lui

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Jannik Sinner – ATP Colonia 2 (foto via Twitter @atptour)

[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

Nuovo torneo, nuova buonissima prestazione per Jannik Sinner, che supera in due set il sempre coriaceo Casper Ruud. Sul veloce indoor, l’italiano dimostra ancora una volta di trovarsi incredibilmente a proprio agio e di avere molto più armi per far male rispetto al proprio avversario, che pure per un set lo ha impegnato seriamente. Il 21enne norvegese infatti ha contenuto molto bene le solite potentissime accelerazioni di Sinner e addirittura ha avuto un set point sul 6-5 che, se convertito, avrebbe potuto portare ad tutt’altri sviluppi. Dal tiebreak in poi però, Jannik ha preso in mano la partita e si è portato a casa la quattordicesima vittoria stagionale (nessun italiano ha fatto meglio nel 2020). Al prossimo turno se la vedrà con Andrey Rublev in un incontro che preannuncia spettacolo.

IL MATCH – Il piano partita di Sinner è piuttosto chiaro sin dall’inizio: insistere maniacalmente sul rovescio dell’avversario ogniqualvolta si presenti l’occasione per farlo. Grazie a servizi ben piazzati, Ruud riesce però a evitare per larghi tratti la diagonale sinistra. Le chance di break per Sinner si concentrano tutte nel settimo gioco del primo set. In tutte e tre le occasioni è molto bravo il norvegese a giocare aggressivo e a salvarsi. Passato questo piccolo momento di difficoltà, Ruud torna a gestire abbastanza tranquillamente i propri turni di battuta, manovrando benissimo col dritto, colpo col quale non teme il confronto con Sinner. Un po’ a sorpresa, il 21enne norvegese si procura addirittura un set point in risposta nel dodicesimo gioco, ma Sinner storna subito via il pericolo e trascina il primo parziale al tiebreak. Tiebreak che l’italiano domina con il punteggio di 7-2.

 

Sulla scorta dell’ottimo finale di primo set, Jannik prova a scappare e si invola rapidamente sul 3-0. Un brutto passaggio a vuoto, il primo della sua partita, però rimette in carreggiata Ruud, che si scuote e impatta sul 3-3. Come spesso lo abbiamo visto fare nella sua pur giovane carriera, Sinner cancella immediatamente quanto di brutto accaduto e torna a macinare gioco con entrambi i fondamentali. Un impressionante parziale di undici punti a uno (peraltro frutto di un suo dritto in rete) gli consegna tre consecutivi match point. Qui l’azzurro si fa prendere un po’ dalla fretta, commettendo tre errori di dritto, prima di rimettere insieme i pezzi e chiudere il match dopo un’ora e 47 minuti di gioco.

Risultati

Secondo turno
[1/WC] N. Djokovic b. B. Coric 7-6(11) 6-3
[PR] K. Anderson b. P. Carreno Busta 7-5 6-1

Primo turno
[3] S. Tsitsipas b. J-L Struff 6-7(3) 6-3 6-4
[Q] V. Pospisil b. F. Auger-Aliassime 7-5 7-5
[4] D. Medvedev b. [LL] J. Jung 6-3 6-1
[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

Il tabellone completo

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