Schwartzman non si ferma: battuto anche Shapovalov, prima finale agli Internazionali di Roma

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Schwartzman non si ferma: battuto anche Shapovalov, prima finale agli Internazionali di Roma

In una magnifica semifinale Diego Schwartzman ferma Denis Shapovalov a un passo dalla top 10. Sfiderà Novak Djokovic per il titolo

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Diego Schwartzman - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[8] D. Schwartzman b. [12] D. Shapovalov 6-4 5-7 7-6(4)

Chi l’ha detto che il tennis senza i Fab3 in campo è brutto? Chi si era procurato il biglietto per la sessione serale di domenica al Foro Italico, magari sperando di vedere Rafael Nadal, sicuramente non può dire di essere rimasto deluso dalla splendida partita disputata da Denis Shapovalov e Diego Schwartzman. Probabilmente il miglior match dalla ripresa del circuito, sicuramente la partita più emozionante del torneo fino a questo momento, il confronto di stili tra il massiccio canadese e il piccolo argentino ha regalato scambi mozzafiato, colpi stupendi ed emozioni forti per tre ore e un quarto. Probabilmente la lunghezza del match e il calo progressivo dell’efficacia del servizio di Shapovalov, che nel terzo set è diventato quasi un non-fattore, sono stati gli elementi decisivi della sfida che il canadese sembrava aver preso in mano dopo aver ceduto il primo set. Ma un po’ come gli era capitato una decina di giorni fa a Flushing Meadows contro Carreno Busta, non è riuscito a concretizzare le occasioni avute e, una volta che il match si è trasformato in una maratona, alla fine ha dovuto cedere il passo a un giocatore meno brillante ma sicuramente più solido.

Rimane solo da sperare che questo match non abbia eliminato due giocatori invece che uno solo: Schwartzman avrà poco meno di 18 ore per recuperare prima di tornare in campo per la finale, speriamo che siano sufficienti per potergli consentire di difendere le sue chance.

 

IL MATCH

Partenza a razzo di Schwartzman che approfitta di un turno di servizio d’avvio poco convincente da parte di Shapovalov (due doppi falli e solo una prima su cinque) per andare subito avanti 3-0. Il canadese non sembra in grado di trovare una regolarità accettabile e i gratuiti continuano ad arrivare in sequenza. Il “Peque” dal canto suo è invece centratissimo, non si fa stravolgere dai tentativi di variazione di Shapovalov, che prova con sempre maggiore frequenza la via della rete, e tiene con autorità la sua battuta. Quando arriva a servire per il set sul 5-3, Schwartzman si trova però sotto 0-40, causa uno splendido passante lungolinea di rovescio di Shapovalov: annulla le prime due palle break, ma alla terza deve mettere lungo un difficile diritto in allungo. Tuttavia nel gioco seguente, dopo aver fallito la palla del 5-5 mettendo in rete una voleé di rovescio piuttosto difficile, il canadese incappa in altri due errori di diritto che gli costano il set.

Denis Shapovalov a Roma 2020 (foto Twitter @InterBNLdItalia)

Nel secondo parziale il tema tattico non cambia, ma il livello sale: Shapovalov limita gli errori e continua il pressing a tutto campo che sul 2-2, grazie anche a un paio di belle conclusioni da fondo, gli procura il break. Schwartzman accusa il colpo, inizia a commettere qualche errore di più negli scambi da fondocampo e si trova anche a fronteggiare una palla del 2-5 pesante, sulla quale però il canadese mette in rete una risposta di rovescio. Si arriva fino al 5-4, quando Shapovalov serve per il set e dal 15-0 commette tre errori e un doppio fallo concedendo al suo avversario il 5-5. Nessuno dei due però è fatto di acciaio: anche l’argentino nel gioco seguente non sfrutta due palle del 6-5, una delle quali regalata con il primo doppio fallo della serata, e subisce quattro punti consecutivi rimandando Denis a servire per il set sul 6-5. Questa volta il giovane canadese non fallisce la missione, nonostante debba annullare una palla del 6-6, e dopo un’ora e 48 minuti di gioco il match va al terzo set.

Shapovalov si fa massaggiare la schiena prima dell’inizio dell’ultimo parziale: il biondino è stato impegnato anche in diversi turni di doppio questa settimana a Roma ed è sicuramente il giocatore che ha giocato più tennis tra quelli ancora in gara. I game sono tutti combattuti, gli scambi meriterebbero ben più persone sugli spalti di quelle permesse all’ultimo minuto, ma chi è presente mostra di apprezzare, compresa una cicala che non smette di cantare dall’inizio del secondo set e si fa sentire in mondovisione. Shapovalov trova il break per il 2-1 con uno splendido game, poi sciupa tutto restituendolo con un doppio fallo finale, ma se lo riprende subito dopo con un altro game di grande sostanza. Questa volta il canadese consolida sul 4-2 dando l’impressione di poter straripare, ma Schwartzman non molla, tiene la battuta e alla terza chance riaggancia la parità sul 4-4.

Il match veleggia rapidamente (si fa per dire) verso le tre ore di gioco, e la differente consistenza delle sue battute comincia a vedersi: l’argentino deve faticare sempre di più per tenere la sua battuta, annulla due palle break con un colpo quasi magico (rovescio d’incontro su uno smash), ma poi deve capitolare cedendo ancora la battuta per la terza volta negli ultimi quattro turni.  Però nemmeno questa è la volta buona per “Shapo”, che non riesce a trovare il guizzo vincente e si fa riprendere sul 5-5.

La fine più giusta per questo match è quella del tie-break, cui si arriva dopo 185 minuti di grande spettacolo. Ormai il servizio non conta più: tre minibreak nei primi tre punti, poi Shapovalov prova una palla corta che finisce sotto la rete e dà il 3-1 a Schwartzman. Il suo vantaggio non va però mai sopra i due punti, e diventa nullo quando Shapovalov rimonta fino al 4-4. Sulla volata finale sono tre errori di diritto del canadese che emettono la sentenza e danno via libera al “Peque” e alla sua prima finale in un torneo Masters 1000.

IL PARADISO DEVE ATTENDERE

Vincendo questa partita Shapovalov si sarebbe assicurato matematicamente l’accesso alla Top 10 la settimana prossima. Tuttavia ora il suo ingresso è condizionato alla sconfitta di Schwartzman in finale contro Djokovic, dal momento che se l’argentino dovesse aggiudicarsi il titolo sarebbe lui a fare l’ingresso tra i primi 10 per la prima volta in carriera.

I precedenti contro il suo avversario in finale, il n.1 del mondo Novak Djokovic, non sono però troppo incoraggianti. I due si sono incontrati quattro volte ed ha sempre vinto il serbo. L’ultimo incontro risale all’ultimo Austrlian Open, ed è stato vinto in tre set da Djokovic, mentre l’ultima sfida sulla terra è stata proprio la semifinale degli Internazionali BNL d’Italia 2019 nella quale Schwartzman strappò il secondo set al suo fortissimo rivale.

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Vienna: Sonego strapazza Djokovic, è la peggior sconfitta di sempre per Nole

Prestazione sontuosa di Lorenzo Sonego, che confeziona la settima impresa di un italiano contro un numero uno del mondo

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Lorenzo Sonego - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

[LL] L. Sonego b. [1/WC] N. Djokovic 6-2 6-1

È un Lorenzo Sonego strepitoso quello che batte il numero 1 del mondo Novak Djokovic lasciandogli appena tre giochi e infliggendogli la peggior sconfitta in carriera nei match giocati al meglio dei tre set a livello ATP. 6-2 6-1 in sessantotto minuti, un risultato mai in discussione nonostante da un momento all’altro fosse attesa la reazione di Djokovic, che è effettivamente salito nel corso del secondo set, ovviamente non ai livelli di colui che ha vinto 38 match in stagione e mercoledì scorso si era già assicurato il numero 1 di fine stagione.

Tanto merito dell’azzurro, autore della prestazione della vita (finora, gli auguriamo), tirando 26 vincenti complessivi, tenendo in campo tantissime risposte e concedendo appena quattro errori non forzati di rovescio. Lo avevamo visto in ottima forma già dal primo turno contro Lajovic, con i piedi molto rapidi che gli permettevano di giocare dritti filanti, dimostrando di meritare la fortuna del ripescaggio come lucky loser, poi confermandosi contro Hurkacz. Nel venerdì viennese, si è preso la semifinale contro – lo ribadiamo così cominciamo a crederci – contro Djokovic. È anche il primo successo contro un top 10 al quarto tentativo.

 

IL MATCH – Nei primi due incontri, Djokovic è stato piuttosto passivo e relativamente impreciso nel set iniziale; anche se in entrambi i casi Nole è riuscito a a far suoi quei parziali grazie anche alla tensione degli avversari di fronte alla possibilità di prenderseli, sarebbe importante per Lorenzo rimanere aggrappato al servizio e quindi al punteggio. Evidentemente questa parte gli sta stretta perché comincia addirittura con un break a favore, l’azzurro, che incamera due macroscopici errori serbi – uno smash e un dritto comodi – su altrettante difese disperate. Il dritto di Lorenzo fila che è una meraviglia, il rovescio tiene, Djokovic ancora non è entrato in partita e si fa sorprendere da solidità e intensità di un avversario che per il momento non accenna a tremare, come dimostrano anche un paio di buone smorzate. Quando il numero 1 del mondo tiene un turno di battuta mettendo a referto il suo primo game, Sonego ne ha già incamerati quattro e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Lorenzo Sonego – ATP Vienna 2020 (via Twitter, @atptour)

Aiutato anche dal servizio, il venticinquenne di Torino si assicura la possibilità di servire due volte per il set, mentre Novak insegue a fatica, con meno di metà di prime in campo e un punto su tre vinto sulla seconda. Il momento della verità non rallenta né il braccio né i piedi di Lorenzo che chiude 6-2, vincendo il suo primo set contro un top ten dopo le sconfitte con Isner, Federer e Thiem del 2019. Ci si aspetta la reazione veemente del campione e, invece, si ricomincia dall’inizio, con il break in apertura di Sonego che risponde quasi sempre, prende il campo e continua ad approfittare delle imprecisioni di un Djokovic un po’ perplesso un po’ dimesso – e non può essere altrimenti se l’altro consolida il vantaggio con tre ace.

Comincia a salire, il rendimento del fenomeno di Belgrado, il quarto gioco si allunga e arrivano le prime opportunità di strappare il servizio, ma Lorenzo le cancella tutte e tre con coraggio. E, nel game successivo, si concede pure il lusso di fallire una palla facile con Djokovic battuto, perché si prende ugualmente un altro break con un bel passante dopo il servizio e volée serbo. Djokovic preme sull’acceleratore e va sullo 0-40 in risposta, ma Sonego annulla anche queste, una grazie anche a una smorzata inguardabile dell’altro (zero punti su quattro con i drop shot, alla fine), per poi prendersi il game dopo due gran recuperi, con tanto di smash non chiuso da parte di Nole. Finisce in bellezza, trafiggendo il più forte del 2020 che chiude con un serve al quale non può far seguire la volley.

Sarà allora semifinale contro Daniel Evans, semifinalista ad Anversa sette giorni fa, che ha superato Grigor Dimitrov 7-6(3) 4-6 6-3, per due ore e tre quarti di tennis assolutamente godibile, ricco di spunti e punti giocati a tutto campo. Un primo set cominciato con uno scambio indolore di break, poi l’allungo di Evans al quinto gioco affacciandosi spesso a rete, anche se il punto decisivo risulta uno smash sbagliato di Grisha, che poco dopo si fa perdonare agguantando il 4 pari con un delizioso passantino di rovescio. Manca un po’ di continuità il trentenne di Birmingham, ma è lui quello più intraprendente e al tie-break piazza presto due gran risposte per uno strappo che non può essere più ricucito dal tardivo rovescione lungolinea bulgaro.

Il Maestro del 2017 si fa pregare per esibire il tennis offensivo di cui è capace, ma quando lo fa, magari perché sta rischiando lo 0-2, è spesso ineccepibile. Con una buona dose di complicità inglese, è allora lui a prendere la testa del parziale, mantenendola senza correre rischi fino al 6-4. Nella partita finale, invece, parte meglio “Evo”, mentre Grigor, che ci ha messo del suo con un doppio fallo inopportuno, deve anche salvare tre palle dello 0-4. Non riuscirà però a rientrare, nonostante Evans metta in campo una prima su due.

Un avversario scomodo per Sonego, con un dritto da cui escono vincenti, uno slice basso e preciso che può diventare un’accelerazione “coperta” e ottime volée grazie alle quali si presenta a rete sicuro anche in controtempo quando l’altro è in recupero. Recupero che le volte successive sarà meno tranquillo. Se entrambi mantengono il livello di questi giorni, sabato (non prima delle 15) ci sarà da divertirsi.

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Rublev spodesta Thiem a Vienna: sfiderà un ottimo Anderson, che batte Medvedev

Tredicesima vittoria di fila in un ATP 500 per il russo, contro un Thiem non al top. Anderson ritrova la semifinale in un torneo ATP dopo quasi due anni

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Nella parte bassa del tabellone di Vienna giocheranno la semifinale i due sfavoriti (sulla carta) dei quarti di finale. Kevin Anderson e Andrey Rublev. A dirla tutta la vera sorpresa è la vittoria del sudafricano, che ha sbarrato la strada a Daniil Medvedev nel primo incontro in programma sui campi dell’ATP 500 austriaco. Rublev invece è ormai una certezza e nonostante Thiem non perdesse in Austria da 11 partite (ha vinto il titolo qui a Vienna e a Kitzbhuel lo scorso anno), la sua non può nemmeno definirsi un’impresa: quest’anno solo Novak Djokovic ha vinto più partite di lui (39 contro le 37 del moscovita).

Anderson e Rublev si sono sfidati un mese fa al terzo turno del Roland Garros. Il russo ha vinto agevolmente, ma è lecito aspettarsi tutta un’altra partita a Vienna e non solo per via della superficie. Kevin Anderson è tornato finalmente a brillare, ritrovando la semifinale dopo quasi due anni di attesa (l’ultima risaliva all’ATP di Pune di gennaio 2019). La sofferta vittoria del primo turno contro Dennis Novak ( tre match point annullati nel finale) l’ha sbloccato. Al secondo turno ha dato due set a zero a Carreno Busta e nei quarti ha riservato lo stesso trattamento a Daniil Medvedev, non di certo uno che non digerisce il cemento indoor.

La partita si è messa subito sui binari giusti per il numero 111 ATP (con questo risultato salirà almeno nei primi 90 del mondo). Con il break di vantaggio sin dal primo game, il sudafricano ha dovuto annullare solo una palla break nel primo set e nonostante Medvedev non abbia perso nemmeno un punto con la prima in tutto il set, il punteggio della prima frazione recita 6-4 Anderson, in 35 minuti. Anche all’inizio del secondo set il copione è rimasto lo stesso: la profondità in risposta di Anderson si è rivelata decisiva e il russo ha dovuto correre rischi enormi per poter salvare la battuta nei primi due game (quattro palle break salvata, con rovesci sulla riga e seconde di servizio sopra i 180 orari).

 

Alla fine è stato il tie-break a dare la semifinale ad Anderson. Dopo essere scivolato sotto 2-0, ha trovato tre mini-break per portarsi 6-3. Con un vincente di dritto e un solido passante Medvedev ha provato ha rientrare in partita, ma al servizio per portarsi sul 6-6 ha spedito lungo un rovescio non impossibile. Vittoria assolutamente meritata per Kevin, che non batteva un top 10 dal 2018 (Nishikori alle Finals). Allo stesso anno, proprio contro Nishikori in finale, risale il suo successo a Vienna, il suo primo successo a livello di ATP 500 in carriera.

ANDREY… IN SEMI – E parlando della categoria ‘500’ non possiamo che ricollegarci alla striscia di 13 vittorie consecutive di Andrey Rublev nella categoria d’argento (ha trionfato a San Pietroburgo e ad Amburgo). Oggi ha battuto per la seconda volta in carriera Dominic Thiem, per la prima volta sul duro e l’ha fatto addirittura a casa sua, dove difendeva il titolo. Ci si aspettava una partita entusiasmante, e così è stato. Ma solo nel primo set. Thiem ha avuto l’opportunità di fare gara di testa nel terzo game, ma ha mancato due palle break. Da lì in poi entrambi hanno infilato una lunga striscia di game rapidissimi, ma pieni di vincenti di alta qualità. E alla fine si è arrivati al tie-break, altrettanto spettacolare: dopo due punti in difesa, Rublev ha beneficiato di un dritto sparato lungo di qualche spanna da Thiem e con un ace si è preso il primo parziale.

L’austriaco ha iniziato a dare segnali non incoraggianti all’inizio del secondo. Infatti non riusciva più a muoversi così rapidamente come nel primo set, complice un fastidio al piede destro. Rublev, impassibile e costante nel suo martellamento da fondocampo, si è trovato avanti non di uno, ma ben due break, sul 5-1. Impossibile per questo Thiem, lontano dalla sua miglior forma atletica, anche solo tentare una rimonta. Avanza perciò in semifinale per la quinta volta in stagione il russo, dopo un’ora e 34 minuti. Negli ultimi quattro tornei vanta un impressionante bilancio di 17 vittorie e una sconfitta.

Risultati:

[PR] K. Anderson b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(5)
[5] A. Rublev b. [2] D. Thiem 7-6(5) 6-2

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Nur-Sultan: Seppi cede alla distanza contro McDonald

Buona partenza per l’altoatesino, che vince il primo set facilmente ma poi cala in maniera vistosa e si fa rimontare da Mackenzie McDonald

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Sarà Mackenzie McDonald a giocare i quarti di finale dell’Astana Open di Nur-Sultan 2020, torneo di categoria ‘250’ indoor che si gioca negli impianti della capitale kazaka. Lo statunitense ha battuto in rimonta Andreas Seppi (3-6 6-3 6-3) in due ore di partita e ora incrocerà la racchetta con Mannarino per cercare di raggiungere la semifinale. C’è qualche rimpianto per Andreas, che sembrava in totale controllo della sfida nel primo set, ma è apparso molto meno reattivo per il resto del match, anche quando l’inerzia poteva spostarsi dalla sua parte nel terzo dopo aver recuperato il break di svantaggio. Ha perso così la seconda partita in carriera contro il giocatore di origini californiane (nel 2018 venne sconfitto in due set a ‘s-Hertogenbosch).

Nel primo set non c’è stata partita per i primi tre game. Seppi è riuscito a mettere subito i piedi dentro al campo e lo statunitense non ha mai opposto resistenza: solamente il servizio gli ha concesso di conquistare punti facili (un set point salvato con un ace per evitare un parziale ancora più pesante) e mettere a referto tre game vinti. Per il resto Seppi non ha mai sofferto alla battuta dopo il break iniziale, anche favorito dal fatto che i tentavi di McDonald di tornare in partita siano stati pressoché inesistenti. Perciò il primo parziale si è chiuso col punteggio di 6-3 in favore dell’altoatesino in 36 minuti.

È abbastanza inaspettato ciò che si è verificato invece a inizio secondo set. Seppi ha perso tutta l’energia mostrata nel primo parziale e McDonald ha limitato visibilmente gli errori. In più l’americano ha trovato un colpo importante, il rovescio lungolinea, che gli ha permesso di trovare ritmo e giocare in maniera più offensiva. Stavolta è stato lui a piazzare l’allungo iniziale (3-0) e ad avere anche occasione di conquistare un secondo break. È sembrato di rivedere il calo del secondo set contro Karatsev (perso 6-1) ventiquattro ore prima. Tuttavia l’azzurro ha comunque provato a rientrare, trovando il controbreak sull’1-5, ma due game più tardi McDonald non ha sbagliato nel suo turno di servizio e in maniera piuttosto convincente si è preso il secondo set.

 

Non è stata una grande partita e il racconto del terzo set lo dimostra ancora di più. Andreas purtroppo è uscito male dai blocchi anche stavolta, poco mobile e falloso soprattutto dal lato sinistro. Su quella diagonale McDonald ha provato a costruire la sua partita: si è portato avanti di un break, ma un game abbastanza falloso (sicuramente quello con più errori dal primo set) ha permesso ad Andreas di rimettere le cose a posto, dopo due palle del 2-0 sprecate dall’americano. Quando sembrava che avesse ripreso in mano la partita, sul 40-15, si è bloccato ancora una volta, concedendo un altro break. È in questi frangenti che McDonald è apparso il chiaro favorito per la vittoria finale.

C’è tempo per una reazione d’orgoglio di Andreas però: un passante di rovescio in allungo per riportarsi 3-3. Tuttavia l’impressione è che abbia pagato quello sforzo a caro prezzo, poiché McDonald ha vinto gli ultimi nove punti del match abbastanza in scioltezza, piazzando un altro 6-3 in suo favore e chiudendo il match dopo due ore.

Risultati:

[Q] E. Ruusuvuori b. [8] J. Thompson 6-2 3-6 6-4
[3] A. Mannarino b. [Q] Y. Sugita 6-1 6-1
[PR] M. McDonald b. [WC] A. Seppi 3-6 6-3 6-3
[1] B. Paire vs M. Kukushkin

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