Toalson S-Mach Pro, la scelta ibrida per potenza e controllo

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Toalson S-Mach Pro, la scelta ibrida per potenza e controllo

Recensione e test della Toalson S-Mach pro in versione 310 e 295 grammi, un ibrido che soddisferà l’agonista alla ricerca di una valida alleata in campo

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Una racchetta da prendere in considerazione per l’agonista in cerca di un attrezzo di livello è sicuramente la Toalson S-Mach Pro 97. Questo marchio potrebbe sembrare non troppo famoso ma in realtà non è così: si tratta di un’azienda giapponese con oltre 60 anni di storia che produce telai e corde in Giappone, già questo dovrebbe dire parecchie cose in termini di qualità dei suoi prodotti. Toalson inoltre mette direttamente a disposizione, tramite il proprio sito, anche telai con piatto corde molto piccolo per allenamenti specifici, macchine incordatrici e altro.

La S-Mach Pro 310 grammi

A livello di racchette Toalson propone principalmente due linee di prodotto: la S-Mach Pro e la S-Mach Tour. Entrambe le serie hanno modelli in diverse opzioni di peso. La S-Mach Pro è l’oggetto di questo test, proposta in versione 310 grammi con bilanciamento a 31 centimetri e mezzo e in versione 295 grammi, con bilanciamento a 33 centimetri. Entrambe hanno un piatto corde ampio 97 pollici, il che specifica da subito che si tratta di racchette che si rivolgono a giocatori esigenti che cercano telai altrettanto performanti. Il profilo di questo telaio è variabile dai 23 millimetri del manico ai 21 degli steli passando per i 24 del cuore. Differenze cromatiche per i due pesi: il nero opaco domina il telaio, con l’aggiunta di piccole serigrafie e della scritta Toalson e S-Mach in blu elettrico per la versione 310 grammi e in verde per la versione 295 grammi. Il risultato finale, votato al minimalismo, è molto elegante, un fattore questo spesso apprezzato.

A livello di tecnologie impiegate su questa racchetta, costruita con un materiale proprietario dal nome Premium Carbon 30T, spicca il Flex Torque System, un sistema che ha nella struttura esagonale in zona cuore della racchetta la soluzione per prevenire perdita di potenza anche in occasione di colpi non centrati oltre alla riduzione di vibrazioni.

 

Caratteristiche tecniche

S-Mach Pro 310 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 310 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 31,5 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

S-Mach Pro 295 grammi

Piatto corde 97 pollici quadrati
Peso 295 grammi
Schema corde 16×19
Bilanciamento 33 centimetri
Rigidità 68 RA
Profilo 23-21-24 mm
Lunghezza 68.6 cm

La S-Mach pro 295 grammi

In campo

Iniziamo con la 310 grammi: la rigidità dinamica è elevata, di fatto la sensazione di avere una racchetta tosta e reattiva si percepisce subito non appena si colpisce la palla con vigore. Il livello di flessione della racchetta è abbastanza basso in termini di localizzazione, e cioè in zona steli, ne consegue un impatto molto solido nello sweet pot. Lo schema di incordatura è un 16 x19 molto classico a livello di spaziature, una soluzione affidabile e senza fronzoli.

La versione pesante della Mach-S Pro è compatta negli impatti, che risultano pieni e molto solidi proprio grazie alla rigidità del telaio. Il livello di potenza “gratuita” è buono, per avere risultati maggiori bisogna lavorare di braccio, a questa potenza però si abbina in controllo di palla e la relativa precisione. Il taglio in back spin esce molto rapido e profondo. A livello di spin possiamo dire che il telaio non è progettato per essere una spin-machine, le rotazioni ci sono, funzionano bene su colpi con leggero effetto ma non è un telaio per gli amanti dello spin estremo.

Questo si ripercuote anche a livello di servizio: i migliori risultati si hanno quando si colpisce di piatto o in slice. Con leggero taglio insomma, questo telaio asseconda molto bene il gesto producendo ottimi risultati. Pur essendo una 97 pollici, con i limiti che ne conseguono a livello di impostazione di gioco, risulta più “gestibile” rispetto alle competitor, decisamente più esigenti.

La versione 295 grammi è invece diversa nell’impatto, che non risulta più pieno e compatto come con la 310 grammi. La mancanza di peso è ovviamente la causa di tutto ciò ma questo si traduce in una maggiore maneggevolezza e in una reattività nettamente maggiore. La 295 grammi è veloce, graffiante, delle due è quella maggiormente indicata per chi cerca maggiore spin. Potrebbe essere un’ottima soluzione per chi è in cerca di un telaio che non arrivi a pesare intorno ai 330 grammi, un attrezzo più difficile da gestire rispetto alla versione leggera che conserva le caratteristiche della serie ma in versione più aggressiva dal punto di vista della gestione, la Toalson ideale per i giocatori di attacco, per chi ama andare a rete e beneficiare di un attrezzo dal peso giusto per coniugare precisione da fondo campo, rotazioni e gestione della palla nel gioco di volo.

Entrambe le racchette comunque forniscono una sensazione di ibrido, la potenza e la facilità di uscita di palla tipica delle racchette profile con le caratteristiche di solidità di impatti e controllo delle classiche.

S-Mach Pro 295 grammi

Conclusione

Le due racchette coprono due tipi di giocatori differenti proponendo soluzioni leggermente diverse ma conservando il core delle qualità del prodotto: è come se fosse la stessa racchetta customizzata a livello di peso. Chi ama colpire in maniera pulita con leggera rotazione e che ha una buona tecnica di base troverà nella versione 310 grammi una fida alleata capace di rispecchiare in campo i gesti tecnici prodotti.

Chi invece ama giocate più arrotate e un gioco più veloce a livello di braccio potrà orientarsi verso la versione 295 grammi, specie gli amanti del gioco di rete (doppisti?) potranno beneficiare degli impatti solidi con una maneggevolezza superiore.

Si tratta di racchette comunque indirizzate entrambe ai giocatori attivi, non cioè ai controattaccanti da fondo campo soprattutto per via della dimensione del telaio, 97 pollici.

Racchetta testata con corde String Project Keen 1.18 (tensione 23/22) e String Project Armour 1.24  (23/22)

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Dunlop lancia la nuova gamma di racchette CX

La gamma di racchette introduce la tecnologia FLEX BOOSTER, che fornisce ai giocatori maggiori comfort, potenza e facilità nei colpi, per giocare con totale controllo

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Comunicato Stampa

Dunlop ha presentato la nuova gamma di racchette Control. Un’evoluzione dell’originale serie CX: la gamma è stata riprogettata per fornire ai giocatori un totale controllo con maggiore potenza e precisione in ogni colpo.

Questa è la prima serie di racchette a offrire la nuova tecnologia FLEX BOOSTER, che presenta diversi strati ad alta elasticità che permettono di ridurre le vibrazioni lungo tutto il telaio. Ciò offre ai giocatori una sensazione di minore rigidità, più comfort e maggiore flessibilità, senza perdere potenza e controllo per tutta la durata dell’allenamento o della partita.

Le racchette sono dotate anche del Sonic Core, realizzato con Infinergy® di BASF (come si vede sulle serie SX e FX) alle ore 3 e 9 del telaio. Combinate con Power Grid String Tech, un piatto corde ridisegnato per una maggiore precisione, queste tecnologie creano una racchetta con uno sweet spot più ampio e un impatto degli urti ridotto, consentendo ai giocatori di “controllare il gioco” con comfort, potenza e facilità.

 

La serie CX è stata sviluppata dal team globale di ricerca e sviluppo Dunlop Srixon a Kobe, in Giappone, con le racchette che hanno dimostrato una riduzione del 5% della rigidità e del 10% delle vibrazioni rispetto al modello precedente.

Ken Yamamoto, Head of Dunlop Tennis Business, ha commentato: “Dunlop ha rivoluzionato la gamma di racchette CX. Abbiamo deciso di creare una racchetta che offrisse ai giocatori il controllo totale, stimolandoli a giocare colpi vincenti. Dalla prima all’ultima palla, CX offre ai giocatori il totale controllo. La gamma prevede opzioni per tutte le età e abilità. Sia che un giocatore cerchi un maggiore controllo della potenza o degli effetti, sia che preferisca una sensazione di leggerezza, c’è una racchetta CX pensata per lui”.

La serie CX va a unirsi alle altre serie di racchette Dunlop: la serie SX, legata allo spin, e la serie FX, legata alla forza / potenza. Insieme, queste serie formano il concetto “Elements of the Game”, progettato per aiutare a distinguere facilmente i principali vantaggi prestazionali di ciascuna gamma di racchette: CX – Control, SX – Spin, FX – Force.

LA GAMMA

CX 200 TOUR 18×20

Piatto Corde (cm2/in2): 613/95  
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 315/11.1  
Bilanciamento senza corde (mm): 310
Profilo (mm): 20.5 
RA/Stiffness: 63
Schema Corde: 18×20  

CX 200 TOUR

Piatto Corde (cm2/in2): 613/95  
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso Senza Corde (G/Oz): 310/10.9  
Bilanciamento senza corde (mm): 310
Profilo(mm): 20.5 
RA/Stiffness: 63
Schema Corde: 16×19  

CX 200

Piatto Corde  (cm2/in2): 632/98 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 305/10.8  
Bilanciamento senza corde (mm): 315
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 64
Schema Corde: 16×19  

CX 200 LS

Piatto Corde (cm2/in2): 632/98 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 290/10.2  
Bilanciamento senza corde (mm): 325
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 64
Schema Corde: 16×19  

CX 200 OS

Piatto Corde  (cm2/in2): 677/105 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 295/10.4  
Bilanciamento senza corde (mm): 325
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 62
Schema Corde: 16×19  

CX 400 TOUR

Piatto Corde (cm2/in2): 645/100
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 300/10.6
Bilanciamento senza corde (mm): 320
Profilo(mm): 23 
RA/Stiffness: 67
Schema Corde: 16×19  

CX 400

Piatto Corde (cm2/in2): 645/100 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 285/10.1  
Bilanciamento senza corde (mm): 330
Profilo(mm): 24
RA/Stiffness: 71
Schema Corde: 16×19  

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String Project Rocket, una corda tutta potenza e spin (per il controllo)

Rocket di String Project è la corda che ha in spin e potenza le caratteristiche principali: può essere la partner ideale di telai tecnici e aiutare quelli più facili

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String Project ha corde che possono soddisfare qualsiasi tipo di gioco, ma quando il giocatore è in cerca di un monofilamento dalle alte prestazioni è Rocket che deve cercare nella gamma del brand italiano. L’idea dietro la progettazione di questa corda è quella di creare un monofilamento elastico, e quindi capace di generare potenza tramite un corposo snapback, e avere grip sulla palla, massimizzando così l’effetto, cioè le rotazioni in topspin. Si tratta sembre di una corda che ha nel comfort di gioco una delle sue caratteristiche, come da mantra String Project, ma che ha la necessaria rigidezza per raggiungere le prestazioni. A livello di composizione è realizzata in Soft Poliestere, trattato in Alfa-olefine e rifinito con Cera Liquida: in parole meno tecniche questo significa che la corda ha una capacità di ritorno alla posizione iniziale dopo l’impatto molto veloce, a questo unisce una superficie che ha una buona presa. La corda è disponibile nei calibri di 1,25mm e 1,30mm.  

Test in campo

Rocket è una corda che aggiunge potenza a telai avari in tal senso, quindi il primo avvertimento è di scegliere il calibro della corda proprio in base al telaio: lo spessore maggiore potrebbe bilanciare l’esuberanza del telaio in termini di “potenza gratuita”. Perché poi Rocket tende a valorizzare il controllo di palla proprio attraverso lo spin. Infatti fra spin e la potenza il test restituisce un risultato eccezionale soprattutto nell’uso delle rotazioni: il topspin viene agevolato, massimizzato; Rocket rende meglio sulla rotazione aggressiva rispetto a quella prettamente difensiva come il backspin: quando eseguiamo il rovescio in slice la palla esce dal piatto corde già bella veloce di suo. Rimane un po’ dura negli impatti piatti, nel gioco di volo prevalentemente così come al servizio sul colpo piatto, viene premiata al solito la soluzione energica. Da fondo campo il feeling con questa corda si trova rapidamente: i colpi con tospin esasperato o meno sono quelli che riescono meglio, non è una corda che nasce per valorizzare il gioco piatto, per questo ci sono altri modelli a disposizione.

L’idea è che, una volta capita la corda, bisogna capire bene a che tensione incordarla. String Project indica in 24 kg la tensione massima per conservare le prestazioni della corda. Su un telaio come la Wilson Blade 98 v.7 questa tensione di fatto aumentava il controllo di palla penalizzando però le esecuzioni che cercavano spin e potenza: di fatto era come privare la corda delle sue caratteristiche principali. Meglio infatti quando siamo scesi di tensione con lo stesso telaio o quando abbiamo usato la Pro One di Donnay, telaio simile alla Blade ma più facile. L’ideale è scendere qualche chilo, rimanere intorno ai 21 kg per beneficiare di tutte le caratteristiche della Rocket. A livello di durata la corta non cede clamorosamente ma si capisce che passate le 7 ore di gioco sarebbe già tempo di cambiarla. Forse è la corda che conserva meno le caratteristiche iniziali rispetto alle sorelle String Project.

 

Conclusioni

Il roster di String Project ha in Rocket una delle scelte per l’agonista che cerca l’uscita di palla poderosa per un gioco fatto di spin e variazioni. Ma l’amatore in cerca di potenza e comfort in una corda potrà beneficiare anche lui della potenza di Rocket, un nome scelto non a caso crediamo.  

Le corde sono state testate su:

  • Donnay Pro One (16×19), calibro 1,25 – tensione 22/23 Kg
  • Wilson Blade 98 v7 (16×19), calibro 1,25 – tensione 21/22Kg e 23/24 Kg
  • Toalson Spoon 100 (16×19), calibro 1,25 – tensione 22/23Kg

www.stringproject.com

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Toalson Spoon 100, il cucchiaio per il top spin

Una racchetta che si trasforma in un cucchiaio all’impatto? L’ha inventata Toalson: abbiamo recensito in campo questo telaio votato al top spin

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Perché chiamare una racchetta Spoon, cioè cucchiaio? È presto detto: il telaio è progettato per essere più flessibile nella zona della punta e più rigido a ore 3 e a ore 9 dello stesso, così da fare in modo che all’impatto la testa della racchetta fletta all’interno proprio a a ore 3 a ore 9, assumendo quindi la forma di un cucchiaio. Perché questo? Perché così aumenta il tempo di permanenza della palla sulle corde all’impatto e quindi da permettere un controllo maggiore. Allo stesso tempo, il telaio promette di avere poche vibrazioni e uno snap back, cioè il tempo di ritorno delle corde alla posizione iniziale,  molto energico, così da favorire la generazione di potenza gratuita con poco sforzo.

La Spoon 100 promette di generare top spin con facilità, grazie al sistema Straight Energy Hole, e cioè dei passacorda con fori più grandi per agevolare il movimento delle corde durante gli impatti, che hanno poche vibrazioni grazie ai sistemi Flex Counter Parts (che si occupa di stabilizzare la flessione a ore 3 e a ore 9 del piatto corde) e Breat Vibration Dampening System che assorbe le vibrazioni nella zona del manico.

A prenderla in mano si nota la particolarità della struttura, che passa da tratti in cui è una classica boxed ad altri nei quali ha una sezione ellittica. A livello estetico invece è impossibile non notarla: il mix di bianco, nero e verde dalle tonalità fluorescenti è ben amalgamato e risulta gradevole a chi ama avere telai colorati e che non passano inosservati.

 

Caratteristiche tecniche

Peso 310 grammi
Lunghezza 68,5cm
Dimensione piatto corde 100 pollici
Profilo 22/23 millimetri
Rigidità 64 RA
Schema d’incordatura 16X19
Bilanciamento 31 centimetri

Test in campo

Il feeling con questo telaio è subito buono: i primi colpi finiscono esattamente dove sono indirizzati. È una racchetta diversa dalle altre Toalson, qui c’è una geometria diversa che riesce a trovare un ottimo equilibrio fra capacità di far viaggiare la palla con poco sforzo, generazione di spin e un comfort di gioco accettabile per una racchetta che comunque è indirizzata a chi ha una bella sbracciata. La tensione di corde a 22/23 kg (unita alle condizioni di gioco invernali: campi in terra e palle umide) esalta più il controllo che la potenza: la palla non esce mai dal campo ma per farla viaggiare a tutta velocità bisogna spingere parecchio. Molto meglio, sotto questo punto di vista, quando l’abbiamo riprovata con le corde tese a 21/22 kg, qui il rapporto controllo/potenza/spin raggiunge il massimo secondo il nostro parere.

Ma veniamo ad un altro grande pregio di questo telaio: lo spin. La palla esce arrotata in maniera complementare al movimento del braccio, la Spoon con le corde che si spostano nei fori del passacorda e lo schema d’incordatura 16X19 massimizza la resa quando gli impatti imprimono rotazioni: lo swing deciso finalizzato alla rotazione di palla è il colpo migliore che si può generare con la Spoon 100. Da fondo campo il telaio risponde precisamente ai movimenti, taglia l’aria molto bene anche quando “affettiamo” sul lato del rovescio, stabile nell’aria grazie anche ai 310 grammi di peso senza corde. Avvicinandosi a rete riscontriamo una buona maneggevolezza, il piatto corde ampio 100 pollici non sembra neanche così grande a guardarlo, i 31 centimetri di bilanciamento consentono di muoverlo abbastanza agevolmente nei pressi della rete. Bene anche sopra la testa, con ovviamente il kick come scelta da prediligere in battuta, nei colpi piatti (volée e prima palla) molto meglio con tensione di corde più bassa e intorno ai 20 kg ma in ogni caso i 100 pollici del piatto corde assicurano grande tolleranza negli impatti, morbidi e confortevoli.

Conclusioni

La Spoon 100 è una racchetta che va presa in considerazione dal giocatore che ha colpi decisi e che cerca un telaio capace di esaltare la generazione di top spin senza rinunciare a controllo e, soprattutto, a un piatto corde generoso. Questa Toalson è una racchetta particolare, notevole.

Telaio testato con corde String Project Armour (21/22) e String Project Rocket (22/23)

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