Shapovalov perde e attacca il Roland Garros: "La programmazione fa schifo, la bolla non esiste"

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Shapovalov perde e attacca il Roland Garros: “La programmazione fa schifo, la bolla non esiste”

Il canadese serve due volte per il match contro Carballes Baena, ma perde in cinque set dopo cinque ore di gioco e si sfoga in conferenza stampa

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Cinque set, cinque ore di gioco e molti rimpianti sono gli ingredienti principali dell’uscita di scena di Denis Shapovalov, che cede al coriaceo Roberto Carballes Baena e manca l’appuntamento con Grigor Dimitrov al terzo turno. Il canadese saluta dunque il Roland Garros 2020 in maniera doppiamente amara. Amara sul campo perché, a dispetto di una giornata nella quale il suo tennis ha funzionato a singhiozzo, Denis l’occasione di chiuderla l’ha avuta: per ben due volte nel quinto set si è trovato a servire per il match (sul 5-4 e sul 6-5) e in entrambi i casi ha ceduto la battuta senza mai arrivare a match point. Amara fuori dal campo perché, nella conferenza stampa post partita, Denis ha duramente criticato l’organizzazione del torneo: “Non stanno facendo un buon lavoro. La bolla non esiste di fatto e la programmazione è terribile.

Il match è stato particolarmente duro, merito anche della garra di Carballes Baena, ma Denis era riuscita a svoltarla, dominando di fatto il quarto set e quasi tutto il quinto prima di bloccarsi. Impossibile infatti non associare al proverbiale “braccino” la mancata difesa di quei due turni di servizio tanto preziosi, anche perché per trovare l’ultimo break subìto prima di quel fatidico 5-4 bisogna risalire addirittura al quarto gioco del terzo set. Una volta mancate queste due grosse chance, nella mente di Shapo le acque si sono intorbidite ancora di più e la maggior confidenza con la superficie di Carballes Baena ha fatto il resto. Le condizioni di gioco poi, particolarmente lente e dure, si prestavano molto di più ad un terraiolo puro come lo spagnolo piuttosto che al canadese, che, nonostante gli indubbi miglioramenti, con la terra sta ancora imparando a conviverci.

Credo di aver fatto le cose giuste, semplicemente non è andata per me. Sono stato un po’ sfortunato” ha osservato Denis, che poi si è concentrato sui (difficili) campi parigini. “Le condizioni sono le peggiori possibili per me: le palle sono molto pesanti e fa freddo. Per me è difficile giocare sulla terra, ma a Roma era completamente diverso – potevo colpire forte, fare vincenti. Qui è una storia diversa: secondo me, le condizioni non dovrebbero essere così dure” ha concluso senza riuscire a nascondere un pizzico di amarezza.

Il canadese è apparso comunque soddisfatto del proprio livello attuale e ha intenzione di prendere il meglio dalla dura esperienza. “Penso di star giocando bene, sono felice di essermi messo nella posizione di vincere oggi. Sono contento del tennis che sto esprimendo. E’ un po’ frustrante giocare così, ma non c’è niente che io possa fare“.

L’umore di Denis è però rapidamente passato da deluso a stizzito, ma non per colpa del match appena concluso. La rabbia del giocatore canadese era infatti tutta rivolta verso gli organizzatori del torneo, che a suo modo di vedere non stanno gestendo bene la situazione quest’anno, a partire dalla programmazione (definita senza mezzi termini “trash scheduling“, ovvero “programmazione spazzatura”. “Siamo in uno Slam e ti aspetteresti un po’ di aiuto da parte del torneo. E invece dopo cinque ore di singolare devo giocare in doppio (Denis è ancora in corsa in coppia con Rohan Bopanna, ndr). Non è accettabile“. In caso di vittoria, peraltro, Shapovalov dovrebbe tornare in campo già domani contro la coppia di casa Herbert/Mahut.

Denis ha poi continuato a lanciare stoccate al torneo, stavolta sulla gestione della fantomatica bolla. “Qui a Parigi non c’è bolla, specialmente nel secondo albergo a quanto ho sentito. Puoi lasciare l’hotel e andare dove vuoi. A New York era molto meglio“. Dichiarazioni forti che sicuramente faranno discutere. Se da un lato infatti gli organizzatori non possono essere ritenuti responsabili delle condizioni meteorologiche, la scelta delle palle (da quest’anno si usano le Wilson invece delle Babolat), la programmazione di gioco e la gestione della bolla rientrano decisamente nella loro sfera di competenza.

Lo sfogo di Shapovalov non si è però concluso in conferenza stampa. Poco dopo infatti sul profilo del canadese è comparso un eloquente tweet che mostra come la risposta di Carballes Baena sul 5-4 30-15 nel quinto set fosse in realtà atterrata lunga. La foto è corredata da una laconica frecciatina: “Quando avremo l’occhio di falco anche sulla terra?“. Insomma Shapo i suoi sassolini dalle scarpe se li è tolti e ha provato a gettarli. Resta da vedere se produrranno qualche reazione.

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