Roland Garros, Kvitova torna in semifinale: "Un altro miracolo". Sfiderà un'ottima Sofia Kenin

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Roland Garros, Kvitova torna in semifinale: “Un altro miracolo”. Sfiderà un’ottima Sofia Kenin

Petra elimina Siegemund in due set e torna in semifinale a Parigi dopo otto anni: “Non avrei mai immaginato di tornare qui”. Kenin si distrae nel secondo set, ma porta a casa il derby con Collins. Il suo 2020 Slam è da urlo

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Petra Kvitova - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros) (1)
 

Saranno Petra Kvitova, settima sesta di serie, e Sofia Kenin, quarta testa di serie, a giocarsi la semifinale della parte bassa del tabellone, quella sulla carta più nobile. Entrambe le giocatrici hanno fatto valere i propri galloni vincendo i rispettivi incontri di quarti di finale in maniera convincente (anche se probabilmente i problemi fisici delle avversarie hanno agevolato il compito). La loro sarà una sfida molto interessante, non fosse altro perché sono state le giocatrici più continue a livello di Slam nel 2020 (uniche a raggiungere almeno gli ottavi in tutte e tre le prove disputate). Entrambi i precedenti sono stati vinti da Kvitova, a Miami nel 2018 e sulla terra di Madrid nel 2019.

 

KVITOVA IN SCIOLTEZZA – Più semplice e netto il successo di Kvitova che si è sbarazzata in due set di Laura Siegemund. La tedesca poteva essere un’avversaria molto insidiosa, ma Petra ha subito indirizzato il match dalla sua parte giocando un primo set molto solido, deciso da un singolo break nel quarto game. Nel secondo parziale, Siegemund è andata sotto di un break per ben due volte, ma in entrambi i casi è riuscita a recuperare e a rimanere in scia. Sotto 3-2 però la tedesca ha chiamato un medical time out per qualche problema alla schiena. “Nel secondo set, sentivo di avere molte più possibilità di mantenere il match in equilibrio. Sul 2-3 o qualcosa del genere ho fatto due, tre movimenti veramente brutti con la schiena e non sono più riuscita a servire“, ha detto Siegemund in conferenza stampa.

Uno scatto d’orgoglio le ha permesso di strappare ancora una volta il servizio a Kvitova e di impattare sul 3-3, ma la sua partita di fatto è finita lì. Petra ha infatti infilato un parziale di dodici punti a due e ha portato a casa l’incontro. Per la ceca si tratta della settima semifinale a livello Slam (3-3 il bilancio), la seconda al Roland Garros dopo quella persa contro Maria Sharapova nel 2012. A chi le ha chiesto un paragone tra questi due risultati così lontani nel tempo, Kvitova ha risposto col sorriso di chi ne ha viste tante, troppe, ma ora può voltarsi indietro serena. “Otto anni fa ero giovane, avevo già vinto un titolo a Wimbledon e ero una delle favorite. Ho perso con Maria che poi ha vinto il torneo. Sentivo di avere molta pressione, ma anche se non ho giocato al meglio su terra, sono riuscita ad arrivare in semifinale. Quindi è stato un risultato importantissimo. Se devo essere onesta però, essere in semifinale dopo tutto quello che ho passato probabilmente significa molto di più perché non avrei mai immaginato di tornare in semifinale in uno Slam così come di arrivare in finale in Australia l’anno scorso. Mi sta capitando un altro miracolo”.

 

SOLIDA KENIN – Ha provato a complicarsi la vita, ma alla fine Kenin è riuscita a scamparla al terzo set, aggiudicandosi il derby contro Danielle Collins (per il terzo anno di fila una giocatrice statunitense è approdata tra le ultime quattro). Nel successo odierno, Kenin ha certamente approfittato anche dell’infortunio agli addominali che ha impedito di fatto all’avversaria di essere competitiva nel parziale decisivo, ma per larghi tratti la sua superiorità in campo era stata evidente.

Sofia Kenin – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Nel primo set tutto è filato via liscio per Kenin che ha approfittato di un orrido quinto game di Collins per assicurarsi l’unico break del parziale. Collins per tutto l’incontro ha palesato problemi a muoversi e a scivolare sulla terra, fattore che ha decisamente minato la sua già non perfetta fase difensiva e la possibilità di ribaltare gli scambi nei quali si trovava in svantaggio. Non riuscendo a trovare soluzioni sul campo, Collins ha provato a rivolgersi all’esterno intimando al proprio angolo di cambiare posto per stornare la malasorte.

Dopo essersi salvata nel primo gioco nonostante tre doppi falli, Danielle ha ceduto il servizio nel quinto gioco, salvo poi recuperarlo immediatamente con la complicità di Kenin. La testa di serie numero quattro è sembrata accusare un po’ la tensione facendo rientrare in partita Collins. Nel decimo gioco, una serie di rovesci ben assestati ha permesso alla meno quotata delle due statunitensi di pareggiare il conto dei set. Come già accennato il terzo set non ha offerto la lotta e l’equilibrio che ci si poteva aspettare: Collins ha subito perso il servizio e ha iniziato a toccarsi gli addominali con evidenti smorfie di dolore. “Insopportabile” è la parola usata da Danielle per descrivere la situazione durante il medical time out. Pur in evidente sofferenza, Collins ha lodevolmente portato a termine l’incontro scortando Kenin fino al comodo e inglorioso 6-0 che ha regalato a Sofia la seconda semifinale Slam dell’anno (e della carriera).

 

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Australian Open

Djokovic-Australian Open, l’apertura di Craig Tiley: “Siamo sulla buona strada per avere tutti i migliori giocatori del mondo”.

Il nuovo ministro dell’Immigrazione, Andrew Giles, dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al Novak Djokovic

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L’apertura su un possibile ritorno di Novak Djokovic a Melbourne nel 2023 arriva direttamente da Craig Tiley, CEO di Tennis Australia nonché direttore degli Australian Open: “Siamo sulla buona strada per cercare di avere tutti i migliori giocatori del mondo – si legge su The Age Fortunatamente oggi ci troviamo in una situazione sanitaria molto diversa da quella di qualche mese fa, con persone che si muovono liberamente nel mondo e con pochissime restrizioni. Questo è ciò che mi porta a dire e pensare che potremo contare su tutti i tennisti del circuito“.

Quel messaggio implicito “potremo contare su tutti i tennisti del circuito” fa pensare che con “tutti” sia compreso pure Novak Djokovic. Al serbo, come è noto, gli era stato revocato il visto per 3 anni a causa dell’obbligo vigente all’Australian Open 2022 del vaccino anti-Covid, e all’orizzonte niente faceva presagire un lieto fine. Poi l’apertura di Tiley ha riacceso qualche speranza. Il futuro di Nole ora è nelle mani di Andrew Giles, il nuovo ministro dell’Immigrazione, che dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al serbo.

Intervistato in occasione dell’Open di Francia del maggio scorso a Djokovic era stato chiesto se fosse a conoscenza del cambio di governo in Australia. “Sì, ho sentito la notizia“, ​​ha detto il serbo. “Ma, voglio dire – ha aggiunto – non so ancora se il mio visto verrà ripristinato o se mi sarà permesso di tornare in Australia”. Una decisone verrà presa a breve, ma tutto fa presagire che il torneo potrà riaccogliere il suo nove volte campione.

 

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ATP

ATP Tokyo: Shapovalov concreto supera Johnson. Kecmanovic e Kwon la spuntano al terzo

Il canadese ha dimostrato un ottimo stato di forma nei due set contro Johnson. Sfuma la vittoria per Nishioka davanti al suo pubblico

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Denis Shapovalov - US Open 2022 (foto Twitter @tenniscanada)

[7] D. Shapovalov b. S. Johnson 6-3 7-6(3)

Buona la prima a Tokyo per il candese Danis Shapovalov che ha la meglio in due set sull’americano Steve Johnson 6-3 7-6(3). Il canadese è reduce dalla sconfitta in finale al Korea Open contro Nishioka; anche Johnson viene dal Korea Open dov’è però uscito agli ottavi per mano di Albot. Tra i due solo un precedente, ad Indian Wells 2019 con vittoria di Shapovalov in due set.

PRIMO SET – Il primo game della partita è subito molto serrato: il canadese ha due palle break che però non sfrutta. Poco importa però perché Shapovalov comincia ad imporre il suo ritmo alla partita; un ritmo scandito dai suoi turni al servizio pressoché immacolati. Johnson non può far molto in risposta e finisce per essere breakkato nel settimo e successivamente anche nel nono game dopo un gioco estenuante. Il primo set si chiude 6-3 in favore di Shapovalov.

 

SECONDO SET – Anche ad inizio secondo set le percentuali al servizio del canadese restano eccellenti. Shapovalvov serve spesso sul rovescio dell’americano per ottenere punti immediati. Nel quinto gioco il n.22 piazza tre ace per ipotecare il game. Ora i turni al servizio si susseguono rapidamente per via dell’alto rendimento alla battuta di entrambi. Il settimo game è il terzo consecutivo che il canadese tiene a 0. Johnson ora è più incisivo rispetto alla passività del primo set grazie alla combinazione servizio-dritto con cui apre il campo a piacimento. Come logica conseguenza il secondo set si deciderà al tie-break. Shapovalov comincia subito alla grande con un mini break; il canadese si porta sul 4-1 dopo un rovescio dei suoi che spiazza Johnson. Dopo un altro paio di gemme il candese ottiene tre match point: basta il primo dopo l’errore di dritto di Johnson. Shapovalov chiude il tie-break per 7 punti a 3; per il canadese ora il qualificato Rio Noguchi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. McDonald b. S. Kwon 3-6 7-6(4) 2-6

Vittoria per il sudcoreano Kwon contro lo statunitense McDonald in tre set 3-6 7-6 (4) 2-6. Il primo set è deciso dal break in apertura in favore di Kwon. McDonald ha più volte la chances di riaggiustare il set ma il break definitivo nel nono game affossale sue speranze. Il secondo set è invece molto equilibrato, nessuno dei due giocatori arriva a palla break, il tie-break è la giusta conclusione. Inizialmente è McDonald a venir breakkato ma successivamente due errori di Kwon gli costano il tie-break e il secondo set.

Nel terzo calano le percentuali al servizio dell’americano mentre quelle del sudcoreano rimangono solide, specie con la prima palla. McDonald non arriva mai a palla break a differenza di Kwon che ne ha due, e le sfrutta pure bene. Il break arriva, come nel primo, in apertura di set; il secondo, sul 2-4 Kwon, è la resa americana.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. Kecmanovic b. Y. Nishioka. 2-6 7-6(1) 6-2

Di nuovo davanti al pubblico giapponese per la prima volta dal 2019, Nishioka ha provato in tutti i modi a rendere questa giornata speciale ma alla fine si è arreso al serbo Kecmanovic in tre set 2-6 7-6 (1) 6-2 . Dopo essere andato sotto 0-2, il 27enne giapponese ha inserito la sesta marcia vincendo sei game consecutivi, trovando con il suo dritto punti a valanga, e chiudendo il set 2-6. Nella ripresa Kecmanovic ha trovato la sua posizione in campo e ha iniziato a giocare a braccio sciolto, facendo male a Nishioka. Il serbo breakka il giapponese nel sesto gioco ma si fa recuperare nel nono; il set finisce dunque al tie-break dove una sequenza di errori costano a Nishioka il set.

Il numero 33 del mondo ha continuato a dettare il gioco nel terzo set, breakkando due volte su due Nishioka per costruire un vantaggio di 4-0. Il giapponese ha lottato fino all’ultimo palla, salvando un match point sull’1-5 con un ace, e altri due in risposta sul 2-5. Ma un errore di rovescio ha segnato il suo destino. Kecmanovic si impone nel terzo set per 6-2. Nel prossimo turno affronterà l’ottava testa di serie Daniel Evans per un posto nei quarti di finale.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

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Flash

WTA Ostrava: un’ottima Bouchard non basta contro Bencic. Parks elimina Pliskova a suon di vincenti

Belinda a fatica su Eugenie, la ventunenne Parks mostra i muscoli. Fuori Raducanu per mano di Kasatkina, Ostapenko eliminata da Sasnovich

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Belinda Bencic – ATP Ostrava (Photo by Jimmie48/WTA)

È iniziata con due vittorie molto nette la giornata dell’AGEL Open di Ostrava, categoria 500. La più sorprendente è sicuramente la seconda, data la sconfitta della favorita Jelena Ostapenko, che ha ceduto con un doppio 6-2 alla bielorussa Sasnovich. La tennista lettone è alla seconda sconfitta consecutiva, dopo aver subito un bagel nel terzo set a Tallinn la settimana scorsa contro la veterana Kaia Kanepi. Sorride anche Cathy McNally, brava a superare l’ostacolo posto dalla russa Blinkova con un netto 6-1 6-2. Il match più di grido è sicuramente quello tra Emma Raducanu e Daria Kasatkina, con la tennista russa che ha prevalso in due set per 7-5 6-4. La britannica nonostante la sconfitta ha offerto una buona prestazione, soprattutto in risposta dove Raducanu è riuscita a mettere costantemente in difficoltà il debole servizio della russa. Kasatkina però ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo, disinnescando le traiettorie offensive dell’ex campionessa dello US Open e regalandosi il derby con Alexandrova.

Una Karolina Pliskova più ferma del solito viene battuta 6-0 7-6(3) da Alycia Parks, ventunenne statunitense n. 133 della classifica, che ricordiamo tre anni fa in uno spiacevole episodio durante un torneo ITF quando, se non fosse stato per il tempestivo intervento dell’arbitro, lei e l’avversaria sarebbero venute seriamente alle mani – niente a che vedere con la recente gara di pettate tra Moutet e Andreev. Nata nell’ultimo giorno del millennio passato, Alycia è alta 185 cm secondo la sua scheda WTA e se ne accorge presto Pliskova quando deve fronteggiarne le prime di servizio, assumendo spesso una posizione in risposta all’altezza della scritta Ostrava!!! (i punti esclamativi fanno parte della scritta, non è che vogliamo enfatizzare la posizione). Non che, solitamente, Karolina non sappia dire la sua in battuta, anzi, ma nel martedì di Praga il colpo di inizio gioco non le ha dato alcun vantaggio, tra il 55% di realizzazione con la prima, gli zero ace, gli 8 doppi falli e il 3 su 19 con la seconda, facile preda delle risposte americane.

Letteralmente travolta nel primo set da una Parks che pianta 15 vincenti, Pliskova organizza una qualche difesa e approfitta di alcuni errori dell’altra per andare 3-1. Alycia smette allora di esagerare e piazza quattro giochi di fila. Al servizio per chiudere, però, subisce l’efficace reazione della tennista di casa e ci mette un grave errore sul 30 pari che potrebbe ripercuotersi nella sua testa una volta raggiunta sul 5 pari. Invece, Parks porta la frazione al tie-break dove torna dirompente (c’è pure l’ace di seconda, anche se poi compensato dal settimo doppio fallo) e può gioire per la prima vittoria in carriera su una top 20 in attesa del secondo turno contro la n. 4 del seeding Maria Sakkari.

 

A chiudere la giornata, il godibile incontro che ha visto Belinda Bencic prevalere su una Eugenie Bouchard ritrovata al alti livelli per 6-7(7) 6-1 6-4 in quasi due ore e tre quarti. Indietro di un break dal quinto game, Genie se lo riprende poco dopo a forza di catenate di rovescio, non sfrutta un set point in risposta sul 5-4 e due consecutivi nel tie.break, ma il quarto è quello buono dopo averne a suo volta annullato uno. Bencic domina il secondo parziale e di nuovo passa avanti sul 2 pari del terzo, ma questa volta l’aggancio della ex numero 5 del mondo non arriva nonostante il 15-40 che Belinda affronta al momento di chiudere, con qualche rimpianto di Bouchard per il dritto al volo del primo punto non abbastanza incisivo. Eugenie si batte fino alla fine mostrando una condizione atletica superlativa, come sul primo match point annullato, ma si fa poi sorprendere dalla difesa profonda di Belinda sulla rispostona bimane che suggeriva miglior fortuna.

(ha collaborato Giorgio Di Maio)

IL TABELLONE DEL WTA 500 DI OSTRAVA

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