Nadal fa tredici al Roland Garros, Djokovic non può nulla: 20 Slam per Rafa, eguagliato Federer

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Nadal fa tredici al Roland Garros, Djokovic non può nulla: 20 Slam per Rafa, eguagliato Federer

In una finale combattuta solo nel terzo set, Rafael Nadal sconfigge Novak Djokovic e conquista il suo ventesimo titolo del Grande Slam eguagliando Roger Federer

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Rafael Nadal al Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

[2] R. Nadal b. [1] N. Djokovic 6-0 6-2 7-5

Lo avevano detto i bookmakers, e lo avevano detto anche Ubaldo Scanagatta e Steve Flink: la sensazione era che avrebbe vinto Djokovic, e quindi era molto probabile che avrebbe trionfato Nadal.

Così è stato, in una partita che per due set ha mandato in scena uno degli spettacoli più a senso unico delle finali Slam con Djokovic incapace di contenere i suoi errori non forzati da fondocampo e totalmente in balia di un Nadal che una volta scaldatosi alla temperatura mite del Philippe Chatrier indoor per l’occasione ha iniziato a macinare il suo solito gioco fatto di ferrea regolarità volta a strangolare l’avversario. Nel terzo set c’è stata un po’ più di bagarre, anche perché lo spagnolo non ha colto alcune chance per mettere la parola fine al match. Ci ha pensato Djokovic, in una delle sue peggiore giornate e alla sua prima sconfitta stagionale (se si esclude la squalifica allo US Open contro Carreno Busta), a chiudere il match concedendo il break decisivo sul 5-5 nel terzo set con un doppio fallo che ha messo l’ultimo chiodo nella bara della sua partita.

 
Rafael Nadal vince il Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

IL MATCH

Un breve scroscio arrivato proprio nel momento meno propizio dopo una bella mattinata soleggiata costringe gli organizzatori a chiudere il tetto proprio appena prima dell’ingresso in campo dei giocatori. Davvero una disdetta perché già nel momento in cui Djokovic serve il primo punto del match si vede solo cielo blu attraverso le aperture del tetto. In ogni modo l’inizio è molto cauto da parte di entrambi, Djokovic prova a calare la carta della palla corta piuttosto presto, ma con Nadal deve essere seguita da altri colpi ugualmente difficili come lob o discese a rete in controtempo. Il serbo cede la battuta in apertura da 40-15 (aveva vinto il sorteggio e scelto di servire), consegna il 2-0 a Nadal con altri due gratuiti sulla parità e poi s’affossa ancora di più sul 3-0 pesante facendosi attirare dal fascino della palla corta e condendola con un doppio fallo.

Il campo è lentissimo, e sommando questo al fatto che i due protagonisti sono straordinari difensori e si conoscono a memoria, è quasi impossibile fare colpi vincenti da fondocampo. Nadal consolida il doppio break con un game da 12 punti nel quale annulla tre palle break, e poi addirittura sale 5-0 dopo aver rimontato un game nel quale Djokovic al servizio conduceva 40-0. Rafa insiste moltissimo sul rovescio di Nole, che quando prova a spingere sull’incrociato va spesso fuori misura.

Novak Djokovic al Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

Mentre inizia a diluviare sul Bois de Boulogne, continua a diluviare anche su Djokovic che in 45 minuti incassa un 6-0. È solo il secondo “bagel” registrato nei confronti tra questi due protagonisti, con l’ultimo che si è verificato nella finale di Roma 2019 sempre ai danni di Djokovic.

Il serbo tiene il suo primo turno di battuta del match che quasi l’orologio segna un’ora di gioco, e lo fa annullando ben tre palle break. Ma è un fuoco di paglia: il suo rovescio incrociato continua a latitare, e anche il diritto va a singhiozzo. Nadal mette a segno cinque giochi consecutivi confezionando un 6-0 5-1 totalmente impronosticabile alla vigilia e senza appello per il n.1 del mondo. Nadal, dal canto suo, dopo essersi calato nell’ambiente del match ha sbagliato pochissimo mettendo in luce tutte le lacune del suo avversario.

Le palle corte di rovescio sono l’unico colpo di Djokovic che gli regala qualche punto, ma si tratta di un colpo rischioso, con una elevata percentuale di rischio, e così Nole finisce per cedere anche il secondo set: 6-2 in 49 minuti.

Mentre Nadal si prende una pausa fisiologica e corre al bagno, il sole ritorna a splendere fuori dal Philippe Chatrier e un po’ anche dentro, soprattutto per Djokovic. Il suo rovescio incrociato comincia a fare segni di risveglio e anche alla battuta riesce a tenere il game senza fare troppa fatica. Nadal ha una chance del break sull’1-1, ma per la prima volta nel match cincischia e non riesce a cogliere il vantaggio. Sul 2-2 Djokovic butta via un game orribile, con tre errori gratuiti che gli costano un break con la potenzialità di essere decisivo, ma subito dopo ancora una volta Nadal non consolida il vantaggio, restituisce i tre gratuiti al suo avversario e concede il controbreak per il 3-3. Sul 4-4 Nadal ha la chance per andare a servire per il match sul 5-4, ma Djokovic la annulla con una seconda profondissima servita a 186 chilometri orari seguita da un rovescio incrociato vincente.

Due game più tardi, tuttavia, il break arriva, con Djokovic che dal 30-15 commette due errori gratuiti da fondocampo e un doppio fallo proprio sul 30-40, con Nadal che ferma il punto per far verificare il segno della seconda appena larga.

Rafael Nadal trionfa al Roland Garros 2020 (foto Twitter @rolandgarros)

Con i fotografi appollaiati nel secondo anello del Philippe Chatrier come colombi sui fili del telefono a immortalare l’evento storico in procinto di accadere, Rafael Nadal tiene l’ultimo servizio a zero chiudendo con un ace e materializzando il tredicesimo titolo del Roland Garros.

RAFA FA VENTI

Con questa tredicesima vittoria a Parigi Nadal conquista il suo ventesimo titolo del Grande Slam, eguagliando quindi Roger Federer in questa speciale classifica e lasciando Novak Djokovic distanziato di tre lunghezze a quota 17. Questa è inoltre la quarta volta che Nadal vince il Roland Garros senza perdere un set: c’era già riuscito nel 2008, 2010 e nel 2017, e in altre due occasioni (2007 e 2012) aveva perso un solo set in finale.

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ATP

L’ATP annuncia nuove modifiche al calendario: si gioca a Singapore e Marbella

Ufficializzati due nuovi tornei, a Singapore (22-28 febbraio) e Marbella (5-11 aprile). Il torneo di Budapest si sposta a Belgrado, mentre Houston viene cancellato

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Come già nella passata stagione, anche nel 2021 il calendario del tennis sarà suscettibile di varie modifiche e aggiunte in corso d’opera in modo da far fronte all’emergenza coronavirus, garantendo al tempo stesso un adeguato numero di eventi. L’ATP ha dunque annunciato l’inserimento di due nuovi tornei, cui è stata concessa una licenza della validità di un anno. Il primo si disputerà sul cemento indoor di Singapore nella settimana successiva all’Australian Open (22-28 febbraio), mentre il secondo avrà luogo a Marbella, in Spagna, dal 5 all’11 aprile e la superficie prescelta sarà la terra rossa.

Per dare ai tennisti maggiori possibilità di giocare e guadagnare, l’ATP ha inoltre aumentato le dimensioni dei tabelloni di alcuni tornei. il caso del torneo di Dubai il cui tabellone principale passerà da 32 a 48 giocatori, mentre quello delle qualificazioni verrà allargato da 16 a 24. Anche i tornei di Acapulco, Cordoba e Santiago del Chile disporranno di tabelloni allargati da 16 a 32 giocatori per le qualificazioni.

Altre misure di aggiornamento del calendario prevedono lo spostamento del torneo di Budapest a Belgrado (19-25 aprile) e la cancellazione dello storico U.S. Men’s Clay Court Championship di Houston (unico torneo nordamericano su terra) inizialmente programmato per la settimana del 5 aprile. Alla data attuale, tutti gli altri eventi presenti nel calendario ufficiale non subiscono variazioni.

 

L’ATP ha inoltre annunciato di essere disponibile a concedere altre licenze temporanee (valide per il solo 2021) in modo da riempire eventuali vuoti nel calendario.

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Focus

A scuola dai professionisti: se sai Ascoltare impari, se impari, vinci!

Una comunicazione efficace, come deve essere quella tra il giocatore ed il suo coach, parte da un presupposto: la capacità di ascoltare. Ce ne parla Amanda Gesualdi, mental coach di atleti di livello internazionale, nella ripartenza della rubrica ISMCA sul mental training

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Rafa Nadal e Carlos Moya - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Riprende su Ubitennis la serie di contributi sul mental training grazie alla sinergia con la ISMCA, l’Associazione Internazionale dei mental coach specializzati nel tennis fondata da Alberto Castellani. Il primo articolo della nuova serie è a cura di Amanda Gesualdi, dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche, Life/Sport/Tennis Coach, Docente/Formatore di Mental Coaching presso Bocconi Sport Team dell’Università Bocconi di Milano e Direttore Tecnico e Sportivo della Accademia Tennis Olistico dove si allenano diversi tennisti con classifica ATP e WTA. Coach GPTCA e membro del Comitato Scientifico ISMCA, Gesualdi ha scritto diversi libri, tra i quali “L’Atleta Zen” (2007), “Tennis Olistico” (2011), “Emotions” (2015), “Coaching Sense” (2019).

Che cos’è la mente – il primo articolo di Amanda Gesualdi

L’Ascolto è l’atto dell’ascoltare. È l’Arte del sentire con Attenzione. Per ascoltare non si intende il semplice “stare a sentire”, ma una combinazione tra ciò che laltro sta dicendo associato ad un coinvolgimento attivo. Significa saper utilizzare l’Empatia per entrare in sintonia con l’altro. Con l’Ascolto assertivo si presta attenzione a ciò che gli altri hanno da dire e il messaggio che possiamo inviare è: “Ciò che tu mi stai dicendo è importante”. L’atteggiamento di Ascolto migliore è la comprensione, cioè provare a Capire e Sentire lo Stato dAnimo del nostro interlocutore, risuonare. Ascoltare è una capacità determinante per poter migliorare, attraverso un atto di fiduciosa umiltà!

 

In psicologia lAscolto è uno strumento dei nostri cinque sensi per apprendere, conoscere il tempo e lo spazio che ci circonda, e comunicare con noi stessi e il mondo circostante. L’Ascolto è un processo psicologico e fisico del nostro corpo per comunicare con i nostri neuroni, ovvero il cervello, che traduce il tutto in Emozioni e Nozioni. Dalla radice Auris “Orecchio”, latino parlato, Ascoltare è verbo transitivo. La parola Ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino “auscultare”, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine Ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare, ed è fortemente legato al concetto di Attenzione.

NellAscolto c’è la componente fisica, tra orecchio e neuroni, di come noi assimiliamo stimoli acustici, e la componente psicologica, che è l’Apprendimento attraverso i cinque sensi. Bisognerebbe parlare di tante cose sull’Apprendimento, partendo da Sigmund Freud con la fase orale, quella in cui apprendiamo dalla bocca in quanto i bambini attraverso quel mezzo assaporano, il gusto (freddo, amaro, …), il tatto (forma, durezza, …) per capire che cos’è. È il loro primo approccio con il mondo esterno. Sempre in quel periodo c’è l’Apprendimento attraverso la vista e l’udito, che poi durerà tutta la vita. L’udito è molto importante, perché la percezione dello spazio e del nostro equilibrio si basa sull’orecchio.

Udire, ascoltare, e ascoltare attivamente: tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi che richiedono livelli diversi di coinvolgimento. Ma mentre ci basta l’esperienza di mettere un po’ di musica per comprendere la differenza fra udire e ascoltare, lAscolto Attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la Sensibilità, lAttenzione, la Comprensione, lIntelligenza, lEmpatia di cui siamo capaci. Per la sua capacità di favorire l’apertura al dialogo, l’Ascolto Attivo è lo strumento principe della psicoterapia e, più in generale, delle relazioni d’aiuto. Tuttavia esso può diventare un alleato speciale anche nelle relazioni quotidiane di ognuno di noi, in quanto ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di avviare con lui un tipo di comunicazione più efficace e proficua.

Imparare ad ascoltare attivamente ci rende capaci di:

  • evitare errori molto comuni che contribuiscono a formare delle “barriere” nella comunicazione che portano a quelle facili incomprensioni di cui ognuno di noi ha esperienza;
  • diventare più sensibili e attenti al vissuto emotivo che accompagna ogni comunicazione e si esprime attraverso il linguaggio para-verbale e non verbale, consentendoci di andare oltre ciò che viene espresso con le parole;
  • empatizzare con l’altro, la nostra autentica presenza gli “dirà” che è ascoltato e compreso.
Novak Djokovic e Marian Vajda – Rolex Paris Masters 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

La capacità di Ascolto, che tutti in qualche misura possediamo, può essere sviluppata e migliorata: chi ascolta non è più un ricevente passivo, ma qualcuno che facilita con intelligenza emotiva la comunicazione in quanto l’altro è un nostro Specchio!

La capacità di ascolto di un giocatore si può misurare con il seguente test, rispondendo alle affermazioni con un semplice Sì o No.

  1. Anche se il tuo Coach dice qualcosa su cui non sei d’accordo, continui ad ascoltarlo.
  2. Sai interpretare quello che il Coach vuole comunicarti, anche al di là delle sue parole.
  3. Sei interessato a quello che il Coach ha da dirti senza annoiarti o perdere attenzione.
  4. Non smetti di ascoltare quando presumi di sapere che cosa l’allenatore sta per dirti.
  5. Ti capita di verificare se hai capito ripetendo con parole tue (anche solo dentro di te) quanto il Coach ti ha appena detto.
  6. Ascolti con curiosità il punto di vista del Coach, anche se è diverso dal tuo.
  7. Tendi a interessarti di tutto quanto si dice durante l’allenamento, anche se a volte ti sembra di poco conto.
  8. Ti preoccupi di chiedere il significato delle parole che non conosci.
  9. Mentre il Coach ti sta ancora parlando non pensi a come replicare, ma rimani concentrato su quello che sta dicendo per capirlo fino in fondo.
  10. Non sei uno che finge di ascoltare attentamente anche quando non ascolti affatto.
  11. Quando comunichi le tue idee e il tuo punto di vista, solitamente sono compresi con chiarezza dal tuo Coach, anche se non condivisi.
  12. Usi le domande spesso, rivolgendole al tuo allenatore mentre ascolti.
  13. Ti rendi conto che le parole non hanno esattamente lo stesso significato per tutti.
  14. Quando ascolti non segui solo il senso generale del discorso, ma sei attento anche ai particolari.
  15. Non ascolti solo quel che ti interessa, sei attento a tutto il feedback del tuo allenatore.
  16. Guardi sempre il Coach negli occhi.
  17. Sai quali sono le parole o le frasi capaci di suscitare in te una reazione emotiva.
  18. Sai aspettare senza impazienza l’occasione migliore per comunicare quel che vuoi dire al tuo allenatore.
  19. Pensi a come potrebbe reagire il tuo allenatore al tuo modo di comunicare con lui/lei.
  20. Osservi con attenzione l’espressione non verbale del tuo Coach (arrabbiato, deciso, distaccato, autorevole, motivato, ecc.).
  21. Lasci che il Coach esprima la sua determinazione verso di te senza interromperlo.
  22. Quando è utile, prendi appunti per poter ricordare meglio.
  23. Riesci a mantenere la concentrazione senza farti distrarre da suoni e rumori.
  24. Quando gli altri parlano con te sono generalmente a loro agio e si sentono rilassati, comportandosi con naturalezza.
  25. Tendi, in ogni situazione, a rivolgere domande al tuo Coach, quando non hai compreso con chiarezza.
  26. Sei in grado, nelle diverse situazioni, di riconoscere lo stato d’animo del tuo allenatore, e comportarti di conseguenza.
  27. A volte usi le domande per aiutare il tuo allenatore a chiarire il suo pensiero e le sue idee su di te.
  28. Scegli sempre la maniera migliore (scritta, orale, al telefono, sulla lavagna, un appunto, ecc.) di comunicare?
  29. Sai distinguere nella comunicazione ciò che dipende dai fatti e ciò che riguarda, invece, le emozioni.
  30. Sei consapevole e attento al fatto che i tuoi pregiudizi possono condizionarti nell’ascoltare.
  31. Ti trattieni ad esaminare a fondo tutti gli aspetti di ciò che ti viene detto, senza arrivare velocemente alla conclusione.
  32. Concentri la tua attenzione su tutti gli aspetti del tuo modo di comunicare, verbali e non verbali, e sei consapevole degli effetti che produci.
  33. Ripeti messaggi e istruzioni ascoltati per essere sicuro/a di aver ben capito.
  34. Ti accerti di verificare se l’allenatore ha capito, senza presumere che “sa già di che si tratta”.
  35. Sai tenere sotto controllo le valutazioni e i pregiudizi che hai in alcuni momenti sul tuo allenatore, ed eviti di comportarti avendo la convinzione di conoscere anticipatamente quel che vuol dirti.

Risultati

  • Da 30 a 35 Sì – Ottima capacità di Ascolto
  • Da 25 a 30 Sì – Buona capacità di Ascolto
  • Da 20 a 25 Sì – Discreta capacità di Ascolto
  • Da 10 a 20 Sì – Mediocre capacità di Ascolto
  • Meno di 10 Sì – Pessima capacità di Ascolto

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Coppa Davis

Finali di Coppa Davis: Kosmos propone sedi multiple, tra cui anche Torino

Meno squadre, più giorni e più città tra le idee per migliorare la fase finale della manifestazione

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Kosmos Tennis, il partner dell’ITF per quanto riguarda la Coppa Davis, ha avanzato una serie di proposte per migliorare le Finali della manifestazione dopo aver scrupolosamente analizzato l’evento inaugurale – e finora unico – disputato a Madrid al termine della stagione 2019. È la stessa Federazione Internazionale a confermare che alcune proposte sono già state accolte, mentre altre sono in fase di discussione.

Oltre alla riduzione delle squadre da 18 a 16 per il 2022, è già stato approvato l’allungamento a 11 giorni della manifestazione che quest’anno si terrà dal 25 novembre al 5 dicembre, a partire quindi dal giovedì successivo alla conclusione delle ATP Finals di Torino. Ricordiamo che l’edizione 2019 si è disputata alla Caja Mágica dal 18 al 24 novembre – collocazione che aveva provocato qualche perplessità per l’allungamento del calendario. È invece in discussione la proposta di disputare le Finali in tre sedi diversi già da quest’anno. Lo scopo, si legge nel comunicato, è di “migliorare la programmazione dei giocatori e l’esperienza degli appassionati, nonché di portare la competizione a un pubblico più ampio”. Evidentemente, la scrupolosa analisi ha evidenziato come solo i tie con protagonista la nazione ospitante avessero le tribune affollate da un numero di spettatori consono al nome dell’evento. Anche la parte in cui alcuni incontri sono finiti piuttosto tardi pure per gli standard spagnoli non deve essere sfuggito all’occhio attento degli esperti di Kosmos. Ecco allora l’ipotesi di accostare a Madrid – originariamente designata per il 2019 e il 2020 – altre due città, ognuna delle quali ospiterebbe due gironi e un quarto di finale. Alla capitale spagnola si giocherebbero così i restanti due gironi e gli altri due quarti, oltre che le semifinali e la finale.

Kris Dent, direttore esecutivo senior dell’ITF, ha detto che “nonostante il successo, era chiaro che le Finali 2019 avrebbero tratto giovamento da qualche modifica del gioco e del formato. Dopo la delusione per aver dovuto cancellare l’edizione 2020, ci concentriamo per offrire il miglior evento possibile nel 2021”. Quanto la cancellazione delle Finals dello scorso novembre (più precisamente, la riprogrammazione a fine 2021) sia stata una delusione e quanto un’opportunità, è già stato discusso.

 

Nel frattempo, Kosmos Tennis ha già lanciato la gara per arrivare a selezionare un lista ristretta di città europee che potranno potenzialmente unirsi a Madrid per ospitare le prossime Finali. La decisione definitiva sarà presa entro marzo e terrà conto delle proposte, anche rispetto alle condizioni legate al Covid-19, avanzate dalle città candidate. Riproponendo quelle che avrebbero dovuto essere le Finali 2020, la composizione dei gruppi è nota da una decina di mesi, con l’Italia che tenterà di emergere dal girone con Usa e Colombia.

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