Il sogno di Caruso finisce in finale. Tiafoe vince il Challenger di Parma

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Il sogno di Caruso finisce in finale. Tiafoe vince il Challenger di Parma

La bella settimana di ‘Sabbo’ si interrompe sul vantaggio di 3-1 nel terzo set, quando parte la rimonta di Tiafoe. Caruso tornerà in campo in Sardegna, per l’ATP 250

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Premiazione Frances Tiafoe - Challenger Parma 2020 (foto Marta Magni)

da Parma, l’inviato Massimo Gaiba

Una domenica di pioggia ininterrotta ha costretto ieri i finalisti del challenger di Parma – Tiafoe e Caruso – a una sfibrante attesa di ben quattro ore fino al definitivo rinvio a questa mattina, comunque grigia e con temperatura invernale, che però Caruso sembra affrontare nel modo migliore, forse grazie ai leggings e ai manicotti che lo tengono al caldo. Si procura infatti tre immediate palle break nel primo gioco e una nel terzo, che però non riesce a sfruttare.

Si procede così senza eventi memorabili fino all’ottavo gioco, in cui Caruso perde a zero il servizio. Lo statunitense non sta facendo niente di straordinario, ma la sua palla è comunque veloce e profonda e il servizio gli permette quasi sempre di prendere il controllo dello scambio. Salvatore tenta la reazione, sul 3-5 annulla un set point ma sul secondo manca una facile chiusura a rete dopo aver rovesciato l’inerzia dello scambio con un magnifico passante di rovescio. Tiafoe passa a condurre 6-3.

 

All’inizio del secondo parziale Caruso sembra disunirsi e viene subito brekkato. Si può pensare a una resa solo non conoscendo l’attitudine del siciliano, che corre, sbuffa, migliora le percentuali di servizio (alla fine del primo set decisamente favorevoli a Tiafoe) e comincia a trovare le righe. La sua grinta viene premiata nel quinto gioco dopo uno scambio pesantissimo in cui lo statunitense è costretto a fare il tergicristallo. Si riporta così sul 2-2 per poi effettuare il sorpasso nell’ottavo game alla prima palla utile. Va quindi a servire per il set difendendo tre palle break consecutive senza particolari patemi. Il tennista siciliano ha ormai il vento in poppa e chiude 6-3 riportandosi in parità.

All’inizio del parziale decisivo Tiafoe deve aggrapparsi al servizio, ma un paio di ace non gli bastano per evitare un nuovo break che porta Caruso sul 3-1. A questo punto il nostro portacolori forse si rilassa un attimo, ed è un grave errore perché con qualche gratuito concede il contro-break. Mentre sul Centrale del Circolo Tennis President spunta un pallido sole, Caruso, con una sciagurata risposta in rete, manca quello che sarà il suo ultimo break point. È il canto del cigno perché niente può ormai impedire a Tiafoe di strappare l’ultimo servizio a Caruso e alzare le braccia al cielo. 6-3 3-6 6-4  il punteggio finale.

LA VOCE DI TIAFOE – Complimenti al vincitore “Ero venuto qui a Parma per fare un ottimo torneo, quindi sono molto contento di com’è andata. È stata davvero dura perché Caruso è un grande avversario e io ho dovuto lottare con tutte le mie forze. Adesso voglio godermi il resto della giornata per poi concentrarmi su domani”. (Al Sardinia Open lo aspetta il pericolosissimo francese Moutet, ndr). Questa settimana ho giocato molto bene e adesso voglio continuare così, rendendo il mio gioco più costante e consistente. Senza continuità non si arriva in alto. Devo infine ringraziare tutto lo staff organizzativo che si è veramente sbattuto per la riuscita del torneo, nonostante le avverse condizioni meteo. Per non parlare della città di Parma, di cui mi sono innamorato“.

A Salvatore Caruso, che non ha rilasciato dichiarazioni, vanno i nostri complimenti per l’ottimo livello di gioco mantenuto per tutta la settimana. Speriamo possano consolarlo i 75 punti ATP e i 10.770 euro spettanti al finalista. Anche per lui domani comincia il Sardinia Open dove al primo turno lo aspetta il tedesco Hanfmann, avversario non banale ma, tutto sommato, abbordabile. 

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ATP Challenger di Trieste: Cobolli ultimo italiano a essere eliminato. Dzumhur non delude

Il 19enne romano non sfrutta un match point e si arrende dopo quasi tre ore di lotta a Skatov, che affronterà Etcheverry. Nel match clou della giornata il favorito Dzumhur regola in due set Marterer. Ora incontrerà Tirante

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Damir Dzumhur - ATP Challenger "Città di Trieste" 2021

Saluta Trieste anche l’ultimo italiano in tabellone, Flavio Cobolli, sconfitto 6-7 6-1 7-6 dal 20enne kazako di origine russa Timofey Skatov, dopo una battaglia di 2 ore e 49 minuti, nella quale ha fallito un match point sul 6-5 del tie-break decisivo (è sembrata un po’ affrettata la scelta di scendere a rete) e commesso un doppio fallo nel punto successivo, con Skatov abile a cogliere l’occasione e chiudere la contesa subito dopo con un rovescio vincente. Il match tra i due NextGen era molto atteso, considerato che si tratta di due giovani che stanno facendo parlare (bene) di sé quest’anno. Il 19enne tennista romano ad aprile aveva raggiunto la prima finale Challenger nella sua città natale e poi a maggio aveva ottenuto a Parma la prima vittoria nel circuito ATP; con questo risultato raggiunge per la terza volta consecutiva i quarti di finale in un Challenger, dopo quelli a Perugia e Todi.

Timofey Skatov, ex n.1 del mondo junior, è stato frenato nel delicato passaggio tra i professionisti da diversi infortuni. Nel turno precedente ha eliminato in rimonta un altro italiano, Lorenzo Giustino, e aveva raggiunto proprio in Kazakistan, a inizio giugno, la sua prima finale Challenger – a cui hanno fatto seguito i quarti a Perugia. Attuale n. 308 del ranking, ma già sicuro di entrare da lunedì per la prima volta tra i primi trecento, Skatov affronterà in semifinale un altro giovane in ascesa, Tomas Etcheverry, che solo un paio di settimane fa ha vinto il suo primo titolo Challenger a Perugia. Il 21enne argentino – da lunedì best ranking anche per lui, con l’ingresso assicurato nella top 160 – nella replica della finale del torneo umbro ha regolato con un doppio 6-4 l’ucraino Vitaly Sachko, il giustiziere in terra giuliana dei due italiani Moroni e Giannessi.

L’altra semifinale vedrà impegnati sulla terra battuta del TC Triestino il grande favorito del torneo, la tds n. 1 Damir Dumzhur, e un altro giovane argentino, proveniente dalle qualificazioni, il 20enne Thiago Tirante. Nel quarto di finale più “blasonato” (entrambi top 200 ed ex top 50) il tennista bosniaco – reduce dai quarti all’ATP 250 di Umago, raggiunti grazie alla vittoria su Cecchinato – ha superato senza particolari difficoltà, anche lui con un 6-4 periodico, quel Maximilian Marterer che solo due settimane fa lo aveva sconfitto nelle qualificazioni dell’ATP 500 di Amburgo. Dopo aver battuto ben quattro italiani tra qualificazioni e main draw (Arnaldi, Fonio, Pellegrino e il finalista della scorsa edizione Bonadio), il tennista di La Plata – una finale nel circuito cadetto a fine 2020 e un’altra semifinale quest’anno – ha avuto invece la meglio sul brasiliano Orlando Luz, altro ex n. 1 del mondo junior e vincitore dell’edizione 2015 del Trofeo Bonfiglio, con il punteggio di 7-5 6-4, assicurandosi come Skatov l’ingresso da lunedì tra i primi trecento della classifica mondiale.

 

Le due semifinali, in programma quest’oggi (sabato), si giocheranno a partire dalle 16:45.

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Risultati deludenti per gli italiani impegnati nei Challenger

Non si gioca solo a Trieste. Tra Segovia, Poznan e Lexington gli azzurri raccolgono ben poco

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Roberto Marcora - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Questa settimana il calendario cadetto torna a pieno regime programmando, oltre a Trieste (Cobolli è l’unico azzurro ancora in gara, affronterà Skatov nei quarti), altri tre tornei. Al Challenger 90 di Poznan l’unico italiano in gara era Roberto Marcora (n.216 ATP) che, dopo aver superato un primo turno non banale contro il 24enne Maxime Janvier (n.234 ATP), ha dovuto vedersela con il kazako Dmitry Popko (n.189 ATP), un giocatore che normalmente non metti nei pronostici ma che preferiresti non dover mai incontrare. Infatti il tennista lombardo ha dovuto alzare bandiera bianca, subendo un netto 6-0 6-3. Cinque palle break su otto trasformate per il kazako, mentre Marcora non ha sfruttato nessuna delle sei occasioni avute sulla racchetta.

Torneo impreziosito, per così dire, dalla presenza di Leo Borg (n.2118 ATP), il figlio del grande Bjorn, cui gli organizzatori hanno generosamente concesso una wild card. Sulla strada del 18enne svedese il russo Alexander Shevchenko (n.441 ATP), di soli due anni più anziano ma già molto più maturo ed esperto. Il russo, che invece il tabellone principale se lo era dovuto sudare, (i francesi Geoffrey Blancaneaux ed Evan Furness le sue vittime) è costretto al testa a testa fino al 5-5 quando riesce a strappare il servizio a zero all’avversario. Da lì in poi è tutta discesa verso il 7-5 6-2 finale. Leo Borg è comunque rimasto in partita molto più di quanto non fosse riuscito a fare in marzo a Marbella quando perse malamente (6-1 6-2) contro Taro Daniel o anche solo la settimana scorsa a Tampere quando era andato incontro a una pessima figura (6-3 6-0) contro il non irresistibile argentino Nicolas Kicker. Il rischio è che il ragazzo venga usato dagli organizzatori a puro scopo pubblicitario, senza alcun rispetto per i tempi della sua crescita, sempre che crescita ci sia.

Nell’altro Challenger 90 in corso a Segovia (cemento) a difendere i colori dell’Italia Matteo Viola e Luca Vanni. Il mestrino nel primo turno ha superato 6-4 6-1 il bosniaco Mirza Basic (n.269 ATP) che non ha opposto la resistenza che ci si poteva aspettare. Poi è stato bruscamente ridimensionato dal francese Benjamin Bonzi (n.111 ATP e seconda testa di serie) che gli ha inflitto un severo 6-1 6-2. Risultato inevitabile se ottieni il 39% di punti sulla prima e il 27% sulla seconda, contro rispettivamente il 73% e il 54% del tuo avversario. Luca Vanni invece, dopo aver brillantemente superato le qualificazioni, ha dovuto cedere 6-4 6-3 al 24enne statunitense Moreno De Alboran (n.409 ATP), uno che a livello Future ha già dato ampia prova di sé e che nelle qualificazioni aveva eliminato il nostro Alessandro Bega. Un break per set è stato fatale al toscano.

Nessun italiano al Challenger 80 di Lexington (ricordiamo per inciso che nel 2019 Jannik Sinner ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro del torneo) dove Jenson Brooksby (n.129 ATP) andrà a caccia del quarto successo stagionale, forte della prima testa di serie e di una stagione semplicemente fantastica, come dimostra anche la sua recentissima prestazione all’ATP 250 di Newport dove è arrivato fino alla finale, prima di essere fermato da un erbivoro doc come il redivivo Kevin Anderson.

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ATP Challenger di Trieste al via. Con tanta Italia e un po’ di pioggia

Dieci i tennisti italiani nel tabellone principale della seconda edizione del Challenger della città giuliana. Giustino vince il derby con Fabbiano, Bonadio è fermato dalla pioggia dopo un game. Principale favorito l’ex top 25 Dzumhur

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Mentre ad una cinquantina di km di distanza il vincitore dello scorso anno, il giovanissimo spagnolo Carlos Alcaraz, conquistava il suo primo torneo ATP, è iniziata a Padriciano (TS) la seconda edizione del Challenger “Città di Trieste” (montepremi €44.820). Tra domenica e lunedì sui campi in terra battuta del TC Triestino si sono completati gli incontri del tabellone di qualificazione, definendo così gli ultimi quattro partecipanti al tabellone principale.

Un tabellone principale con una folta rappresentanza di tennisti italiani, ben dieci, già ridottasi di una unità dopo l’unico match del main draw disputato ieri, il derby tra Thomas Fabbiano, tds n. 8 del torneo, e Lorenzo Giustino. Una sfida tra due giocatori la cui stagione non è stata particolarmente positiva in termini di risultati, un trend che nel caso di Fabbiano – che di recente si è affidato al coach australiano Jack Reader – dura ormai da quasi due anni (l’ultimo risultato degno di nota il secondo turno all’US Open 2019, ottenuto dopo la vittoria all’esordio su Dominic Thiem). La vittoria è andata abbastanza agevolmente a Giustino (63 64) che si è confermato avversario ostico per il tennista di Grottaglie, considerato che i precedenti – seppur datati, l’ultimo risaliva al Challenger di Roma del 2014 – lo vedevano in vantaggio per 3-1.

Lorenzo Giustino – Challenger “Città di Trieste” 2021

Degli altri italiani in gara nella città giuliana il nome di maggior rilievo è quello dell’altro ex top 100 (come Fabbiano) Alessandro Giannessi, reduce da un’ottima settimana all’ATP 250 di Umago, dove dopo aver superato le qualificazioni e battuto al primo turno Jiri Vesely si è arreso in due combattutissimi set solo al futuro finalista, Richard Gasquet. Ci sono poi diversi nomi noti a livello Challenger come il già citato Giustino, Arnaboldi e Bonadio (finalista a Trieste lo scorso anno). Proprio il tennista di Azzano Decimo avrebbe dovuto disputare, opposto al croato Nino Serdarusic, il secondo e ultimo incontro del main draw previsto dal programma di ieri, quello della sessione serale, novità di questa edizione del torneo. La pioggia si è messa però a scombinare i piani degli organizzatori, ed il match è stato sospeso dopo un solo game (vinto da Bonadio, per la cronaca). Concludiamo l’elenco dei giocatori italiani con la bella pattuglia di giovani impegnati al TC Triestino: a partire da Pellegrino e Moroni per arrivare ai giovanissimi Zeppieri, Cobolli e Nardi, gli ultimi due entrati nel main draw grazie ad una wild card (la terza è andata ad un nome ben noto agli appassionati: il 34enne olandese Haase, già n. 33 del mondo).

 

Con le prime sette teste di serie classificate tra i top 200 ATP, i favori del pronostico vanno alla tds n. 1 Damir Dzumhur, n. 122 ATP ma già n. 23, anche lui proveniente dal Croatia Open di Umago, dove è arrivato ai quarti battendo per la prima volta sulla terra battuta Marco Cecchinato. Ci sono però altri nomi a cui fare attenzione: a partire proprio dal n. 2 e dal n. 3 del seeding, rispettivamente il francese Antoine Hoang, semifinalista a Amersfoort un paio di settimane fa e spintosi al secondo turno di Wimbledon dopo aver superato le qualificazioni, e il 22enne argentino Tomas Martin Etcheverry, che ha appena raggiunto il suo best ranking (n. 166 ATP), grazie alla semifinale di Todi ed alla vittoria di Perugia. Da segnalare, infine, il nome del giovane croato Duje Ajdukovic, che la scorsa settimana ad Umago ha onorato la wild card superando il primo turno ed impegnando poi severamente un top 50 come Albert Ramos-Vinolas.

Oggi, tempo permettendo (le previsioni non sono buone), si dovrebbero disputare tutti gli incontri del primo turno, tra i quali segnaliamo l’esordio della prima testa di serie Dzumhur contro l’argentino Collarini, quello di Giannessi contro il 20enne Molleker, seppur il tennista tedesco non stia mantenendo le promesse di due anni fa, quando a nemmeno diciott’anni era entrato tra i primi 150 del ranking, ed infine l’interessante test per Luca Nardi opposto ad un ex top 50 come il tedesco Marterer.

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