Roland Garros, torneo junior: vincono Stricker e Jacquemot

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Roland Garros, torneo junior: vincono Stricker e Jacquemot

Lo svizzero trionfa tra i ragazzi. Primo successo per un elvetico dai tempi di Wawrinka. E fa centro anche in doppio insieme al nostro Cobolli. La francese campionessa tra le ragazze

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Elsa Jacquemot - Roland Garros junior 2020 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

Di Dominic (Stephan) Stricker e Elsa Jacquemot ne sentiremo parlare presto, forse. Il 18enne svizzero e la 17enne francese hanno infatti conquistato i titoli di singolare Junior in questo Roland Garros. Stricker testa di serie n.7 del seeding, ci è riuscito aggiudicandosi in finale il derby tutto elvetico con il coetaneo Leandro Riedi, con il perentorio punteggio di 6-2 6-4. La Svizzera torna avere così il suo nome dell’albo d’oro della competizione 17 anni dopo il successo di Stan Wawrinka. Uno dei pochissimi a riuscire a conquistare il titolo anche tra i grandi. Chissà che non ci riesca anche Stricker. 

Nel frattempo, il 18enne di Berna ha incassato anche i complimenti di Roger Federer, con il quale si era allenato di recente. “Mi ha detto che dovevo migliorare il servizio. Questo è quello che ho fatto. Penso che sia abbastanza buono ora. Quindi si gli allenamenti insieme sono serviti”, ha rivelato Stricker. D’altronde, dall’alto dei suoi 20 titoli Slam, Federer due o tre cose su come alzare il proprio livello le sa. La settimana perfetta per Stricker si è completata con il successo anche in doppio insieme alla promessa del nostro tennis Flavio Cobolli. I due, teste di serie n.3 del tabellone, hanno spazzato via in finale i brasiliani Bruno Oliveria e Natan Rodrigues con lo score di 6-2 6-4. Curiosamente lo stesso punteggio della finale di singolare.

Dominic Stephan Stricker – Roland Garros junior 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Jacquemot invece ha conquistato il titolo femminile, superando in rimonta la russa Alina Charaeva per 4-6 6-4 6-2. “Sono sopraffatta dalle emozioni. Per una francese vincere il Roland Garros è incredibile. Non ho parole. Sono super contenta”, ha dichiarato emozionata la classe 2003 di Lione. Era dal 2009, quando a trionfare fu Kristina Mladenovic, che una transalpina non conquistava il titolo di singolare nel torneo juniores. 

 

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: senza Federer, Berrettini, Medvedev e Zverev, prevedo una finale Djokovic-Nadal

Sarà la delusione per il forfait di Matteo Berrettini, ma in questi Championships in tono minore, se non “esplode” Alcaraz, trionferà la vecchia guardia

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Incontro in sala stampa il collega svizzero Simon Graf, autore di diversi libri su Roger Federer, e all’unisono commentiamo: “Roger arrivava in semifinale nel secondo quarto della metà alta di questo tabellone anche con un ginocchio solo!”.

Gli otto approdati al terzo turno di quel settore sono, scendendo verso il basso, Humbert e Goffin, Tiafoe e Bublik, Norrie e Johnson, Paul e Vesely. La testa di serie più alta fra le sole tre superstiti (Norrie 9, Tiafoe 23 e Paul 30) è, per la gioia degli inglesi (sebbene disperati per le sconfitte di Murray e Raducanu), la n.9 Cameron Norrie che è riuscito a domare soltanto al quinto set lo spagnolo Munar che in 10 partite sull’erba non ne aveva mai vinta una.

Hanno perso Ruud n.3 e Baez n.31 questo mercoledì, Hurkacz n.7 e Aliassime n.6 lunedì, fatto sta che in semifinale arriverà, probabilmente contro Djokovic che contro Kokkinakis ha giocato molto meglio che contro Kwon, una sorta di outsider, salvo che Norrie debba essere considerato un grande tennista. E francamente io non riesco a considerarlo tale.

 

Gli inglesi faranno il tifo per lui che è nato in Sud Africa (Johannesburg) e cresciuto in Nuova Zelanda a questo punto, perché non gli è rimasto molto altro.

Io comincio a chiedermi se la Raducanu non sia un UFO, un oggetto volante (sui campi da tennis e neppur tanto) non identificato. Ha preso 6-3 6-3 dalla Garcia e dal settembre scorso di quello straordinario US Open – straordinario per lei come per la Fernandez – non ci stati altri momenti di gloria, né per lei né per l’altra ragazza. Un doppio mistero davvero inesplicabile. Sono giovani, dicono tutti, abbiate pazienza.

E noi che ce l’abbiamo con i ripetuti infortuni di Berettini e Sinner, la pazienza abbiamo imparato a coltivarla. Mi sa proprio che dovranno coltivarla anche tutti coloro che pensavano imminente il cambio della guardia solo perché né Djokovic né Nadal sarebbero stati testa di serie n.1 e n.2 in questo torneo se Medvedev e Zverev fossero stati qui.

Io, anche se è dannatamente presto per sbilanciarsi perchè non si è neppure concluso il secondo turno, non riesco francamente a immaginare per questo Wimbledon in tono minore una finale diversa da un Djokovic-Nadal alle prese con la sessantesima sfida, con Nole che cerca di avvicinare i 22 Slam di Rafa e Rafa che vorrebbe raggiungere i 23 (di Serena Williams…ma lui non è superstizioso) e a New York lo Slam.

Se Rafa dice che lui al record degli Slam non ci pensa e non ci tiene, non credeteci. Ci tiene eccome, ma bleffa. Sarebbe anormale che non ci tenesse. Tutti gli sportivi, tutti i campioni, tengono ai record. I record fanno la storia. Rafa ha vinto 14 Roland Garros e sa bene che cosa significa. Facesse il Grande Slam, sfuggito per una partita all’US Open a Djokovic, e si portasse a 24 Slam, figuratevi un po’ che Rafa non ci tenga.

Ma nella metà sotto gli avversari più temibili, Hurkacz e Aliassime, non ci sono più. Tsitsipas deve ancora provare di essere forte sull’erba. Un po’ come nella metà sopra Alcaraz. Infatti sia l’uno sia l’altro hanno sofferto al primo turno. Nel secondo Alcaraz ha giocato meglio, ma Greekspor non poteva impensierirlo.

Da chi può perdere Djokovic? Io non riesco a individuare un nome e un cognome. Forse, battuti Kecmanovic nel prossimo derby e uno fra Basilashvili e Van Rijthoven in quello dopo, dal quartetto Sinner-Isner (non è un’anagramma) Otte-Alcaraz, soltanto un Isner che gli servisse 70 aces potrebbe fargli paura. Impossibile? Beh, Isner ne ha serviti 54 al primo turno con Couacaud e 36 con Murray, dal quale aveva perso 8 volte su 8.  Ma stavolta, sebbene un tifoso avesse gridato “Com’on Andy he is older than you!”, perché in effetti il lungo John è due anni più anziano, ma non ha un’anca di metallo. Chissà se rivedremo Andy qua fra un anno. Ma è una domanda che potremmo porci anche per Rafa…

Ma, come accennato sopra, se Djokovic arriva in semifinale l’avversario più forte che può trovare è Norrie. Per questo lo vedo già in finale. Con Nadal. Il quale però forse con Fritz o Cressy (che mi piace molto come gioca su questi campi) potrebbe soffrire più che con Tsitsipas.

Intanto, mentre Elisabetta Cocciaretto non è andata oltre un doppio 6-4 con la Begu, e le nostre donne ce le siamo giocate tutte, Jannik Sinner ha colto la sua seconda vittoria erbosa. In 4 set su Mikael Ymer. Poteva vincere in 3. Avanti due set ha avuto una pausa nel terzo, che pure conduceva con un break di vantaggio, si è fatto riprendere sul 3 pari, ha mancato tante pallebreak… A fine match, dopo il quarto vinto 6-2, si sono contate 19 pallebreak, di cui appena 6 trasformate. Ma il dato forse più interessante è stato vederlo andare a rete 52 volte per fare 38 punti, giocando anche qualche pregevole volee. Certo 4 ace non sono molti, soprattutto se si pensa che Alcaraz ne ha fatti 39 in due partite fra Struff e Griekspoor.  

Io avevo posto ai lettori un quesito nell’editoriale di ieri: per Sinner meglio affrontare Isner o Murray? Ma non avevo espresso il mio parere. Lo faccio oggi. Sapendo che Jannik aveva perso un match su 2 con entrambi (ma anche che quello vinto in Coppa Davis a Torino con Isner è forse quello che conta di meno). Beh, io credo che sull’erba avrebbe sofferto di più i palleggi con Murray che lo aveva messo in difficoltà anche su superfici meno care allo scozzese dell’erba. Mentre sui servizi di Isner, che certamente di ace ne farà tanti, Jannik saprà rispondere quel tanto che basta per fargli qualche break. La risposta è forse il miglior colpo di Jannik…

Oggi intanto seguiremo, nel primissimo pomeriggio, Lorenzo Sonego contro il piccolo francese Hugo Gaston che sull’erba si vedrà parzialmente spuntata l’arma più letale, la sua smorzata. Lorenzo dovrà attaccarlo a tutto spiano per spuntargliela ancora di più. Lorenzo e Jannik, Jannik e Lorenzo, ci sono rimasti solo loro due. Non è granchè e non sembrano granchè neppure le loro prospettive. Se Sonego vincesse avrebbe poi Nadal. Se vincesse Sinner gli toccherebbe Alcaraz.

Sono saltate fin qui 21 teste di serie, 12 donne e 9 uomini. Le più alte la n.2 Kontaveit e la n.3 Ruud. Eppure non sono grandi sorprese.

primo turno
Uomini – sei
7 Hurkacz (Davidovich Fokina)
6 Aliassime (Cressy)
16 Carreno Busta (Lajovic)
18 Dimitrov (Johnson)
24 Rune (Giron)
28 Evans (Kubler)

Donne – otto
7 Collins (Bouzkova)
14 Bencic (Wang)
18 Teichmann (Tomljanovic)
21 Giorgi (Frech)
22 Trevisan (Cocciaretto)
23 Haddad Maia (Juvan)
27 Putintseva (Cornet)
30 Rogers (Martic)

31 Kanepi (Parry)

secondo turno
Uomini (tre, nove in tutto)
3 Ruud (Humbert)
15 Opelka (van Rijthoven)
31 Baez (Goffin)
Donne  quattro, dodici in tutto
2 Kontaveit (Niemeier)
9 Muguruza (Minnen)
26 Cirstea (Maria)
29 Kalinina (Tsurenko)

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Wimbledon, l’incredibile sconfitta di Davidovich Fokina: penalty point al tie-break decisivo sul match point

L’arbitro Carlos Ramos condanna lo spagnolo alla sconfitta contro Vesely, dopo una palla scagliata fuori dal campo sul 7-9 del super tie-break

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Una delle partite più lottate della terza giornata di Wimbledon 2022 è stata quella tra Alejandro Davidovich Fokina e Jiri Vesely. La tenacia dei due e l’incertezza che regnava ha attratto anche gli spettatori che hanno riempito tutti i posti disponibili sul Campo 17 e anche oltre (una grosso gruppo era infatti piazzato dietro la sedia dell’arbitro nel punto in cui il campo non era circondato dalla recinzione). Dopo 3 ore e 52 minuti è stato il giocatore ceco a spuntarla, ma il finale è stato piuttosto controverso e assolutamente insolito. Infatti Vesely non ha dovuto giocare il match point: a Davidovich Fokina è stato comminato un penalty point sul 9-7 del super tie-break del quinto set in favore di Vesely, che ha chiuso 6-3 5-7 6-7(2) 6-3 7-6(7).

La causa del penalty point? Come si vede dal video in basso, Fokina dopo aver mandato sul nastro un dritto (colpo che lo ha tradito nel finale dove è stato anche a due punti dal match in risposta sul 5-4) ha scagliato la palla fuori dal campo. In precedenza nello stesso set l’arbitro gli aveva dato un warning per ‘oscenità verbale’ per qualche frase troppo colorita. Ecco allora la combo che gli è stata fatale: è rimasto totalmente di stucco dopo aver sentito l’arbitro chiamare il ‘game, set and match Vesely’, perché – dal poco che si è capito – pensava che il penalty point non scattasse per la somma due infrazioni diverse. Ha poi raggiunto la sua sedia e ha anche nascosto con l’asciugamano qualche lacrima. Per vedere la stretta di mano e lo sguardo incredulo di Fokina potete andare a guardare le storie sul profilo Instagram di Ubitennis, dove troverete anche altri contenuti dai meandri dell’All England Club.

Curioso il fatto che ad arbitrare l’incontro praticamente deciso da penalty point ci sia stato Carlos Ramos. Nel 2018 infatti fu protagonista della polemica con Serena Williams nella finale dello US Open (vinta da Osaka) dove Serena ricevette addirittura un penalty game.

Dal punto di vista di Vesely invece c’è la gioia per aver raggiunto il terzo turno a Wimbledon per la quinta volta. Nelle quattro precedenti occasioni ha vinto due volte, nel 2018 contro Fognini e nel 2016 contro Sousa, ma non riuscì comunque a raggiungere i quarti. Ora si troverà di fronte Tommy Paul: insomma, una partita piuttosto aperta per lui che ha quest’anno è riuscito a battere perfino Novak Djokovic (seppur non al meglio) a Dubai. La sua parte di tabellone (il quarto inferiore della parte alta) è molto interessante: è proprio da qui che si è sicuri uscirà un nuovo semifinalista Slam. Questi i candidati: Humbert, Goffin, Tiafoe, Bublik, Norrie, Johnson, Paul e Vesely.

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Wimbledon, quote 30 giugno: fiducia in Sonego contro Gaston

Kyrgios atteso alla prova Krajinovic, Draper a 2,5 con De Minaur. Avversarie sulla carta comode per Gauff, Halep e Badosa.

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In un torneo in cui si susseguono le eliminazioni delle teste di serie e purtroppo degli italiani, siamo arrivati al primo giovedì, nel quale si dovrebbero concludere i secondi turni. Ci sarà il solo Lorenzo Sonego in campo per i nostri colori, mentre non mancherà lo spettacolo con i match dei vari Nick Kyrgios, Denis Shapovalov e ovviamente Rafa Nadal, oltre che di molte delle big del tabellone femminile.

Dopo la bella vittoria in cinque set su Denis Kudla, Lorenzo Sonego si approccia al match con Hugo Gaston da favorito (1,25 per Bwin): due successi nei precedenti per il torinese (a Montpellier lo scorso anno e a Sydney a gennaio) contro l’estroso giovane transalpino, bravo a rimontare al quinto Alexei Popyrin ottenendo la prima vittoria in carriera a Wimbledon.

Non è stato un debutto semplice come previsto quello di Rafa Nadal con Francisco Cerundolo, con l’argentino in grado di mettere in difficoltà il maiorchino nel terzo e quarto set; per Rafa ora c’è il lituano Ricardas Berankis, reduce da una sorprendente affermazione in tre set su Sam Querrey e una cui impresa paga mediamente 14 volte la posta. Esordio abbastanza complicato anche per Stefanos Tsitsipas contro il qualificato svizzero Alexander Ritschard, con il greco (1,18) ora atteso dall’australiano Jordan Thompson, sconfitto in due set nell’unico confronto diretto lo scorso anno a Washington.

 

Partono avanti secondo i bookies gli altri due aussie Nick Kyrgios e Alex De Minaur: per il bad boy di Canberra, sopravvissuto a oltre tre ore di battaglia con l’inglesino Paul Jubb, l’avversario è il serbo Filip Krajinovic (3,70), reduce dalla finale al Queen’s ma anch’egli vicinissimo alla sconfitta contro Jiri Lehecka, che ha addirittura servito per il match nel quarto set prima di arrendersi al quinto. Sulla strada del “diavolo” De Minaur (1,53) c’è invece il beniamino di casa Jack Draper, particolarmente a suo agio sull’erba e che preannuncia battaglia anche grazie al sostegno del pubblico.

Derby a stelle strisce fra un redivivo Jack Sock e Maxime Cressy, con quest’ultimo favorito a 1,52 che dovrà confermare quanto di buono fatto vedere con Felix Auger-Aliassime e prima ancora a Eastbourne. Altri due statunitensi impegnati poi, con Mackenzie Mcdonald nei panni del favorito contro il due volte semifinalista del torneo Richard Gasquet (2,16) e con Brandon Nakashima che proverà ad approfittare dei consueti alti e bassi di Denis Shapovalov (1,60 per Goldbet), già ampiamente visti nel primo turno con Arthur Rinderknech.

Secondo turno sul velluto per Iga Swiatek (1,01), solida al debutto con Jana Fett e brava a superare un passaggio a vuoto nel secondo set, ora attesa dalla lucky loser olandese Lara Pattinama. Quote stracciate anche per Paula Badosa (1,05 contro la rumena Irina Maria Bara) e per una Simona Halep sembrata veramente in palla con Karolina Muchova (1,13 con la veterana Kristen Flipkens).

Favoritissima anche Cori Gauff (1,08) contro Mihaela Buzarnescu, ma la giovane statunitense ha dovuto penare più del previsto all’esordio per liberarsi dell’altra rumena Elena Gabriela Ruse. Match molto equilibrato invece fra Bianca Andreescu ed Elena Rybakina: nessun precedente fra le due, con la kazaka che ha sconfitto in due combattuti set Coco Vandeweghe e la canadese, di poco avanti per Unibet a 1,68, che cerca il primo terzo turno in carriera ai Championships.

Dopo aver lasciato un set alla nostra Jasmine Paolini, Petra Kvitova (1,23) trova Ana Bogdan, mai affrontata in carriera e vittoriosa, contro pronostico, su Dayana Yastremska. Uno a uno nei precedenti fra Barbora Krejicikova e Viktorija Golubic, con l’ex campionessa di Parigi data a 1,48, mentre è caccia di rivincita l’altra ceca Karolina Pliskova, battuta la settimana scorsa a Eastbourne dalla tennista di casa Katie Boulter e ora favorita in media a 1,60.

      BWINGOLDBETUNIBET
        
L. SONEGOH. GASTON  1,25 – 3,901,24 – 3,901,24 – 4,10
R. NADALR. BERANKIS  1,02 – 121,02 – 121,02 – 17
S. TSITSIPASJ. THOMPSON  1,18 – 4,751,20 – 4,501,20 – 4,70
N. KYRGIOSF. KRAJINOVIC  1,26 – 3,701,29 – 3,551,26 – 3,95
D. SHAPOVALOVB. NAKASHIMA  1,53 – 2,451,60 – 2,301,56 – 2,43
M. CRESSYJ. SOCK  1,50 – 2,551,52 – 2,471,52 – 2,55
A. DE MINAURJ. DRAPER  1,53 – 2,451,55 – 2,401,52 – 2,55
M. MCDONALDR. GASQUET  1,67 – 2,151,66 – 2,191,70 – 2,15
            
I. SWIATEKL. PATTINAMA  1,01 – 211,01 – 151,01 – 25
C. GAUFFM. BUZARNESCU  1,08 – 7,501,08 – 7,601,07 – 10
K. PLISKOVAK. BOULTER  1,60 – 2,301,61 – 2,291,61 – 2,29
B. KREJICIKOVAV. GOLUBIC  1,50 – 2,551,48 – 2,601,44 – 2,80
P. BADOSAI. BARA  1,05 – 9,251,05 – 91,06 – 11
P. KVITOVAA. BOGDAN  1,22 – 4,101,24 – 41,24 – 4,10
S. HALEPK. FLIPKENS  1,12 – 61,14 – 5,401,14 – 6
B. ANDREESCUE. RYBAKINA  1,72 – 2,101,72 – 2,101,68 – 2,18
      
      

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