Da Zverev a Zverev: Daniil Medvedev si ritrova e vince a Bercy

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Da Zverev a Zverev: Daniil Medvedev si ritrova e vince a Bercy

Il russo si fa scippare il primo set a un passo dal tie-break, poi alza il livello nel secondo e nel terzo. Terzo Masters 1000 vinto in carriera, a un anno dalla vittoria di Shanghai sempre contro Zverev

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Daniil Medvedev - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)
 

[3] D. Medvedev b. [4] A. Zverev 5-7 6-4 6-1

Daniil Medvedev è il nuovo campione del Masters 1000 di Parigi-Bercy. Il russo rimonta Alexander Zverev al termine di una partita che, soprattutto nel secondo e nel terzo set, ha regalato alcuni degli scambi più belli della ridotta stagione 2020. Sascha ha vinto in volata un primo set dominato dai servizi, ma poi alla lunga ha finito per cedere alla maggiore solidità del russo. Per la seconda volta consecutiva (dopo Shanghai 2019), Medvedev supera in finale il tedesco e riscatta in extremis una stagione non all’altezza delle aspettative, soprattutto dopo lo strepitoso secondo semestre del 2019.

Medvedev porta a casa dunque il terzo torneo Masters 1000 della carriera, eguagliando proprio Zverev, e l’ottavo titolo in generale. Il tedesco invece torna a perdere una partita dopo i 12 successi consecutivi maturati nel post-Roland Garros e per la prima volta in carriera esce sconfitto in una finale indoor (5-0 il bilancio prima di oggi). Ad ogni modo, entrambi i giocatori guadagneranno una posizione nel ranking (numero 4 Medvedev, numero 6 Zverev) e si presenteranno a Londra con tutte le carte in regola per ambire al titolo.

IL MATCH – In avvio di partita, il gioco e gli scambi sono ridotti all’osso. Niente di cui sorprendersi dal momento che si affrontano due giocatori con un servizio di tale portata e per di più in giornata di grazia. Dopo cinque game, entrambi viaggiano con più dell’80% di prime, ma soprattutto più della metà delle volte la pallina non torna nella parte di campo del giocatore al servizio. I pochi scambi che si vedono sono però di grande qualità e, anzi, fanno quasi desiderare che i due abbiano un piccolo calo alla battuta, magari con qualche seconda in più o qualche prima meno robusta. Nel settimo gioco, Medvedev riesce a farsi largo in risposta a suon di dritti, costringendo Zverev ai vantaggi. Ci pensa però ancora San Servizio a rimettere a posto le cose e a spegnere ogni velleità di break.

L’approccio alla risposta dei due finalisti è sensibilmente diverso: Medvedev rimane in posizione arretrata puntando alla quantità, mentre Zverev cerca di stare più avanti possibile per tentare di impattare le prime del russo e produrre così risposte più insidiose. Entrambe le logiche hanno una loro validità, tragicamente resa nulla dagli incredibili numeri al servizio dei due. Si arriva al 5-5 con i due contendenti appaiati anche per numero di punti conquistati (28). Alle soglie del tie-break però, Zverev piazza delle buone risposte e prende in mano lo scambio da fondo con grande autorità, procurandosi tre consecutive – e inaspettate, visto l’andamento della partita – palle break, che equivalgono poi a tre set point. Medvedev, poco supportato dal servizio in questo game, annulla le prime due chance con grande coraggio, tirando a tutto braccio, ma sulla terza perde il controllo del dritto e cede il parziale.

Nel secondo set, entrambi iniziano a leggere meglio il servizio dell’avversario. Si moltiplicano dunque gli scambi e, soprattutto, si accende la partita. In particolare nel terzo game, Medvedev si aggiudica alcuni punti spettacolari e si affaccia finalmente a palla break. Lo fa per ben quattro volte, ma Zverev fa sempre buona guardia e alla fine, dopo la bellezza di 22 punti, riesce a tenere il turno di battuta.

Il russo è decisamente salito di livello, ma soprattutto ha deciso di non stare ad aspettare che la partita arrivi dalle sue parti. Ogniqualvolta riesca ad entrare nel palleggio, è quasi sempre lui il primo a prendere l’iniziativa e ad assumersi maggiori rischi. Sul 4-4, gli sforzi di Medvedev vengono ripagati: con una bella contro-smorzata si porta nuovamente a palla break e, vincendo l’ennesimo testa a testa da fondo, si concede la possibilità di servire per rimandare il verdetto al terzo set. Il russo tiene a zero la battuta, concedendosi anche il lusso di chiudere con un ace di seconda.

L’onda lunga del secondo set appena concluso si riverbera in apertura di terzo. Medvedev infatti è sempre più concentrato e ormai risponde con costanza al servizio di Zverev, che dal canto suo invece sembra aver accusato il colpo. Con due errori di volo abbastanza banali il tedesco consegna un immediato break di vantaggio al russo. Medvedev però rischia di rovinare tutto subito, quando con un doppio fallo (il primo della partita) concede una pericolosissima palla break. Si salva tirando una seconda violentissima sulla riga, seguita da una difficilissima (e anche un po’ fortunata) demi-volée. Sempre venendo a rete, il russo annulla anche una seconda e una terza chance. Una quarta viene cancellata da un dritto vincente e finalmente, dopo 16 punti, Medvedev riesce a issarsi sul 2-0.

Il russo non sbaglia più niente e strappa ancora, per la terza volta di fila, il servizio a Zverev. Il suo predominio negli scambi prolungati è assoluto: 53 a 30 a questo punto dell’incontro. I giochi consecutivi vinti da Medvedev a cavallo tra secondo e terzo parziale diventano sette e lo strappo sembra ormai troppo ampio per poter essere ricucito dal tedesco. Il body language di Sascha non è certo quello di chi vuole provare a rimontare e di fatto gli ultimi giochi sono una passerella trionfale per Medvedev, che con un terzo break fissa il punteggio sul 6-1 e diventa il quarto russo a vincere sotto il tetto di Bercy, dopo Safin, Davydenko e Khachanov.

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