Il calendario ATP 2021 con e senza Indian Wells

Flash

Il calendario ATP 2021 con e senza Indian Wells

L’Équipe riporta due possibili versioni della programmazione del circuito fra febbraio e marzo, con l’edizione 2021 di Indian Wells a forte rischio cancellazione

Pubblicato

il

Indian Wells (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)
 

Negli ultimi giorni si è parlato delle problematiche legate alla disputa del Masters 1000 di Indian Wells, in programma dall’8 al 22 marzo ma ostacolato da un’impennata di casi di Covid-19 in California. Primo torneo a saltare nella stagione appena conclusa, quello che è a tutti gli effetti il più grande torneo organizzato dall’ATP (è quello con più pubblico al di fuori degli Slam, ha il secondo stadio da tennis più grande al mondo dopo l’Arthur Ashe e dal 2014 ha sempre vinto il premio di torneo dell’anno di categoria) rischia di concedere un triste bis.

Secondo L’Équipe, gli organizzatori daranno il via libera al torneo solo se l’affluenza del pubblico sarà almeno del 25 percento, soglia al di sotto della quale il dispendio economico per Larry Ellison diventerebbe eccessivo. Sull’eventuale scelta di rinunciare al torneo per il secondo anno consecutivo, con meno conseguenze rispetto ad altre manifestazioni (pensiamo soprattutto agli Slam), pesa lo status del torneo statunitense che non supporta nulla se non la sua stessa esistenza e reinveste la totalità dei suoi profitti nel torneo. Inoltre il patrimonio del proprietario Ellison (stimato attorno agli 80 miliardi di dollari) sembra poter resistere all’urto della seconda cancellazione in due anni.

Per questo motivo l’associazione giocatori sta tentando di compilare un calendario per la prima parte della prossima stagione (fino al Sunshine Double, con Miami, in programma subito dopo, che al momento parrebbe avere più certezze).

 

La questione più importante riguarda ovviamente l’Australian Open, le cui nuove date (8-21 febbraio) sono state confermate da più parti ma non ancora ufficializzate. Melbourne è un vero spartiacque per la prima parte di 2021, soprattutto in virtù delle due settimane di quarantena che i giocatori e le giocatrici dovranno rispettare una volta sbarcati nello stato della Victoria fra il 15 e il 17 gennaio, creando un inevitabile buco nella programmazione – l’alternativa sarebbe organizzare dei 250 senza Top 100 (un po’ come Pune 2019) nella seconda parte di gennaio, ipotesi che per ovvi motivi non alletta nessuno.

LA SITUAZIONE PRIMA E DURANTE L’AUSTRALIAN OPEN

Presumendo che lo slot di rimanga quello, bisogna decidere cosa fare prima, durante e dopo l’Happy Slam. Per quanto riguarda la fase propedeutica al torneo, il quotidiano francese riporta un interessamento di Delray Beach (uno dei soli due ATP 250 assieme a Winston-Salem con un tabellone da oltre 28 giocatori) a spostarsi ad inizio anno, ma ci sarebbe anche la possibilità di concedere delle licenze straordinarie a nuovi tornei come successo in autunno con i due eventi di Colonia, con il Sardinia Open e con Nur-Sultan – questo sempre al netto delle qualificazioni per l’Australia che si dovrebbero giocare in una sede ancora indefinita prima del 15 gennaio.

Una volta espletato l’auto-isolamento, l’idea potrebbe essere di organizzare un 250 e l’ATP Cup a Melbourne. La seconda competizione è particolarmente cara a Tennis Australia, visto il successo della prima edizione dello scorso anno (e in questo momento è un guadagno a cui si preferirebbe non rinunciare), ma il format andrebbe giocoforza cambiato, magari eliminando la fase a gironi per ridurre il numero degli incontri. Paradossalmente, in questo modo si potrebbe addirittura allargare la manifestazione a 32 nazioni, anche se rimane il problema dei numeri due di alcuni Paesi che non hanno una classifica sufficiente per giocare le qualificazioni dello Slam e pertanto dovrebbero fare la quarantena solo per l’ATP Cup, accrescendo il numero di atleti presenti (vedi Pervolarakis della Grecia o Durasovic della Norvegia), proprio quello che la federtennis dell’isola vorrebbe evitare.

Serbia, la squadra vincitrice della ATP Cup 2020

Come per lo US Open, l’ingolfamento creato dal rinvio di tre settimane dell’Australian Open ha aperto la porta a un potenziale torneo da disputarsi durante la seconda settimana dello Slam. In questo caso si può parlare con certezza di un solo evento al massimo, e per due motivi: da una parte, gli organizzatori di Melbourne non vogliono che la presenza di più eventi possa convincere dei giocatori ad optare per quelli piuttosto che per le due settimane di quarantena in hotel; dall’altro, pochi vorrebbero fare concorrenza a un Major, disfatta annunciata sul piano degli ascolti, e questo riduce il novero dei candidati.

COSA SUCCEDE DOPO?

Una volta giocato Melbourne, è dunque Indian Wells a diventare lo snodo fondamentale delle quattro settimane successive. I tornei in programma a febbraio sono da sempre molti, ovvero i 500 di Rotterdam, Rio de Janeiro, Dubai e Acapulco e i 250 di Buenos Aires, Cordoba, Santiago, Long Island, Delray Beach, Montpellier, Marsiglia e Pune. Sempre secondo L’Équipe, si salverebbero praticamente tutti, ad eccezione di Long Island e Pune (Delray Beach verrebbe anticipato, come detto), mentre si aggiungerebbe al gruppo anche Doha, ai cui proprietari certamente non dispiacerebbe divincolarsi dalle maglie della quarantena australiana di gennaio, e una cui collocazione in prossimità di Dubai avrebbe senso in termini di spostamenti, come già si può vedere nel calendario WTA – non è neanche impossibile che i due eventi possano diventare un blocco quindicinale di inizio anno. Per i sopravvissuti sarebbe anche in programma un finanziamento di sei milioni di dollari per far fronte alle correnti problematiche.

Qualora Indian Wells si disputasse – riportiamo l’ipotesi dei quotidiano francese – l’idea sarebbe di giocare due 500 (Dubai e Rio) e due 250 dal 22 al 28 febbraio, con una programmazione speculare (Rotterdam e Acapulco più due 250) dall’1 al 7 marzo, per un totale di otto tornei salvi su dieci. Si tratta di una condizione certamente non ideale e che potrebbe convincere alcuni a riconsiderare la finestra di inizio anno, ma finché il 1000 del deserto californiano non darà certezze nessuno sarà incline a spostarsi in uno slot che ha alte probabilità di essere bypassato dai top players.

Nel caso in cui Indian Wells finisse per essere cancellato, infatti, i tornei precedenti finirebbero per guadagnarci sia in termini temporali che di attrattiva, ridistribuendosi su quattro settimane (questo permetterebbe di scindere i due 500 tradizionalmente concomitanti di Dubai ed Acapulco, per esempio) in preparazione di Miami.

C’è infine una soluzione di mezzo, vale a dire la contrazione del Sunshine Double da quattro a tre settimane per permettere ai tornei precedenti di giocarsi senza troppe sovrapposizioni. In questo caso, quindi, sia Indian Wells che Miami si giocherebbero su dieci giorni invece che sui soliti quindici, un’ipotesi che però non farebbe contente le televisioni, poiché la finale di Indian Wells non cadrebbe più di domenica. Da regolamento c’è tempo fino alla fine del mese per ultimare il calendario della prima parte di stagione, ma è possibile che possa servire più tempo per avere delle risposte definitive.

L’ultima finale giocata a IW, nel 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Continua a leggere
Commenti

Flash

Volandri: “Simone si era infortunato ieri, avevo già deciso di puntare su Berrettini”

Berrettini: “Filippo mi ha chiesto di metterci il cuore e dare tutto quello che avevo”. Shapovalov: “Farò tutto il possibile per giocare la finale”

Pubblicato

il

Photo by Silvestre Szpylma / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Primi a presentarsi in sala stampa sono i canadesi, capitanati da un Auger che si è guadagnato sul campo i galloni di leader, anche in virtù del fatto di aver salvato la baracca a settembre in quel di Valencia.

Frank, ovviamente un giorno di cui andare orgogliosi, cosa ci puoi dire?

[DANCEVIC]: Qualsiasi cosa può succedere in Davis, bisogna sempre combattere. È duro perdere il primo. Felix ci ha messo in parità nel doppio hanno giocato molto bene. Incredibile lo sforzo prodotto dal team. Ma domani c’è un altro match.

 

Felix, come ti senti? Qual è stato il momento più difficile?

[AUGER] Mi sento bene anche se ho giocato due partite, ma in Davis non c’è tempo di sentirsi stanchi. Nel doppio abbiamo subito due break ma poi siamo stati bravi a reagire e tornare in partita. In generale sono contento del “viaggio” che abbiamo fatto in questa Coppa Davis.

Frank, ci puoi raccontare come è stata la decisione di cambiare il doppio?

[DANCEVIC]. fortunatamente siamo molto flessibili, Vasek gioca benissimo con entrambi. Denis ha giocato tanto 3:15 mentre Felix era fresco, per cui avevamo quest’opzione, a seconda di come andavano i singolari.

Denis come giudichi la tua prestazione? Come ti sei gestito visto che la stagione per te era finita 3 settimane fa?

[SHAPOVALOV] Chi ha visto il match ha visto che il livello era molto alto. Ho fatto tutto il posibile, ne è sempre uscito bene nei momenti importanti. Ha mostrato perché ha vinto un torneo quest’anno e ha vinto contro grandi giocatori. A livello di preparazione credo di aver fatto un buon lavoro, mi sono preparato una settimana in Marbella per arrivare pronto. Farò tutto il possibile domani. Ho giocato due match tirati, ho perso, ma il livello era alto, ci sono cose positive da portare a casa

A seguire poi è arrivato Volandri, accompagnato da Fognini e Bolelli;

Filippo, come è stata la decisione per cambiare il doppio? Perchè hai puntato su Matteo?

[VOLANDRI] Simone si è infortunato ieri; abbiamo provato a recuperarlo, ma contemporaneamente ho cercato soluzioni alternative. Ieri ho chiesto a Matteo di essere pronto in caso di doppio; si è allenato due volte ieri e stamattina; ogni componente del team ha fatto quello che gli ho chiesto e sono orgoglioso di come si sono comportati. Matteo poi è abituato a giocare su questi palcoscenico. Sonego oggi aveva dato tutto e anche di più. Muso era un’opzione, ma ho preferito puntare su Matteo. Brucia, sarebbe stupido dire che non brucia, perdere per così poco, ma non avrei potuto chiedere nulla in più a quanto hanno dato i ragazzi; loro sono una squadra forte, Auger è in gran fiducia ma io sono stra contento della squadra a disposizione. Stiamo molto più avanti di quanto pensassi nel percorso di crescita

Matteo, quest’anno ti successo di tutto; vorrei sapere cosa provi e come valuti la tua stagione?

[BERRETTINI] È complicato, tante cose positive, purtroppo tanti momenti difficili, alcune volte sfortuna; secondo me viste le difficoltà non è stato un anno negativo, con tutto quelle che è successo. Ho veramente sforzato la mente per pensare positivo, è stato mentalmente difficile da gestire. Ho provato, mi sono messo a lavorare, non ho rimpianto di aver giocato. La squadra ha ritenuto che fosse la soluzione migliore. Anche se sarà difficile sono orgoglioso. Non bisogna nascondersi dietro un dito; so di poter giocare molto meglio di così; quello che mi ha chiesto Filippo era di metterci il cuore e dare quello che avevo; ovviamente mi sono sentito meglio in carriera, ma in Davis quello che serve è dare tutto. Nonostante tutto siamo arrivati vicino, ma stiamo mettendo delle ottime basi per il futuro e Fabio sono sicuro starà con noi anche negli anni a venire.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis: “Ancora una volta il Canada ci rispedisce a casa. È la terza volta”

Il direttore commenta la sconfitta in semifinale contro il Canada: “Rimpiangiamo il forfait di Bolelli, se Sonego avesse vinto in due set forse avrebbe giocato lui e non Berrettini”

Pubblicato

il

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis, il doppio canadese spegne i sogni dell’Italia: battuti Berrettini e Fognini [AUDIO e VIDEO COMMENTO]

Matteo sostituisce a sorpresa l’infortunato Bolelli ma chiaramente non è in grado di incidere sul match. Auger-Aliassime e Pospisil portano il Canada in finale

Pubblicato

il

Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Coppa Davis – Semifinali

Italia-Canada 1-2

F. Auger-Aliassime/V. Pospisil (CAN) b. M. Berrettini/F. Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

 

Dal nostro inviato a Malaga

Dovrà aspettare ancora il tennis italiano per vedere la propria rappresentativa in finale di Coppa Davis, dove manca dal 1998: il doppio è vinto con merito dalla coppia canadese composta da Auger-Aliassime e Pospisil. I tennisti nord-americani hanno giocato meglio di Fognini e di Berrettini, schierato a sorpresa a pochi minuti dall’ingresso in campo da Volandri, a causa delle incerte condizioni fisiche di Bolelli. A posteriori una scelta non felice (non sappiamo quanto inevitabile): il tennista romano -che per forza di cose non poteva essere al meglio- ha giocato, specie nella seconda parte del primo set, una brutta partita.La coppia composta da Berrettini e Fognini non era però del tutto inedita: aveva già giocato nel circuito in quattro tornei (vincendo anche un titolo a San Pietroburgo nel 2018, uno dei due sin qui raccolti in questa specialità da Matteo) ed aveva già rappresentato l’Italia sia in Coppa Davis (vincendo nelle Finals del 2019 la sfida proprio col Canada di Shapovalov e Pospisil) che in ATP Cup (nel 2021,ultima apparizione ufficiale della coppia, che in quella circostanza si impose su Thiem e Novak). Da sottolineare come dal punto di vista tecnico della disposizione della coppia in campo Fognini con Matteo in risposta si mette a destra, a differenza di quanto di solito accade quando con lui gioca Bolelli.

Photo by Pedro Salado/ Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il primo set illude gli appassionati italiani: i due tennisti azzurri entrano molto velocemente in partita e nel terzo game con Pospisil al servizio ci sono prima due palle break consecutive annullate dai canadesi, poi una terza sulla quale la potente risposta di dritto di Berrettini costringe Pospisil all’errore con la volee. L’italia si porta sul 3-1 giocando un tennis che lascia presagire buone chances per i nostri colori. Tuttavia sul 3-2, quando Matteo è chiamato per la seconda volta a servire, inizia improvvisamente a giocare male: sulle prime due palle break ci pensa il servizio di Berrettini a cavare d’impaccio gli azzurri. Sulla terza la risposta di dritto di Felix Auger-Aliassime viene lasciata a rete da Fognini che la giudica fuori, ma rimbalza in campo. Una volta equilibratosi il punteggio non ci sono ulteriori scossoni nel punteggio: nessun gioco arriva ai vantaggi e così le sorti del set sono decise dal tie-break. In questa fase del gioco a tenere su la coppia azzurra è Fognini, autore di bei colpi e bravo nell’incappare in pochi gratuiti, mentre nella coppia canadese è Auger Aliassime a trascinare Pospisil. Il tie-break è dominato dai nord-americani: da un lato tra ace e servizi vincenti sono ingiocabili quando sono alla battuta, dall’altro sono aiutati da Berrettini che sbaglia un paio di colpi decisamente alla sua portata. I canadesi lo vincono per 7 punti a 2 quando è passata un’ora dall’inizio di una partita non bella che -a differenza di quanto accaduto ieri per la semi tra Australia e Croazia- tiene comunque attaccati al sediolino la quasi totalità dei 9423 spettatori paganti (record sinora di questa edizione).

Il secondo set parte in maniera analoga al primo: nel secondo gioco, nuovamente con Pospisil al servizio, la coppia italiana riesce a guadagnare una palla break, che Fognini con un bel passante lungolinea di dritto converte positivamente. I tifosi azzurri presenti al palasport Carpena di Malaga non fanno a tempo ad esultare che subito devono tornare con i piedi per terra nel gioco successivo: Fabio va alla battuta e si incarta con due doppi falli che portano alla palla break i canadesi, aiutati nel convertirla da Berrettini, che sbaglia una stop volley di dritto non certo impossibile. Superata una alquanto insolita pausa per un guasto ai led pubblicitari a bordo campo, il successivo momento clou arriva all’undicesimo gioco quando tre errori piuttosto marchiani della coppia azzurra danno tre palle break consecutive ai canadesi: le prime due vengono annullate, sulla terza la risposta di dritto piuttosto scentrata di Auger-Aliassime viene giudicata lunga da Berrettini, ma termina in campo. Il match sembra finito, anche perché a servire è il 6 del mondo in singolare, decisamente il migliore in campo, tanto da non fare mai arrivare ai vantaggi gli italiani sino a quel momento quando era al servizio. Invece succede l’imponderabile e Fognini e Berrettini si portano sul 15-40. Tale situazione di punteggio è però solo l’ennesima illusione di una serata amara: Auger-Aliassime annulla le due palle break con un servizio vincente e un ace. Si arriva in un attimo al match point e a quel punto un dritto inside-in di Berrettini che finisce largo regala al Canada la finale di Coppa Davis, la seconda dopo quella del 2019.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement