Australian Open, Nadal: "La schiena non sta molto bene. Ma al ritiro non ci penso proprio"

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Australian Open, Nadal: “La schiena non sta molto bene. Ma al ritiro non ci penso proprio”

Il tennista spagnolo non nasconde le preoccupazioni a due giorni dall’esordio con Djere. “Tutte le buone sensazioni che avevo sono scomparse nelle ultime due settimane e mezzo”. Ma non getta la spugna

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)
 

Inizia tra le preoccupazioni l’intervista di rito pre-Australian Open di Rafael Nadal, che ha saltato l’ATP Cup per intero a causa di alcuni problemi alla schiena. Non stupisce quindi che il suo infortunio sia il principale argomento di discussione della conferenza stampa del maiorchino, che al primo turno affronterà il serbo Laszlo Djere. “Non sto molto bene, altrimenti avrei giocato in ATP Cupesordisce Rafa.“È vero, negli ultimi 15 giorni ho avuto problemi con la schiena […] Ho provato un po’ a servire oggi e farò il possibile per essere pronto, è l’unica cosa che posso dire“. L’esordio è programmato per martedì, dunque lo spagnolo ha qualche ora in più per provare a rimettersi in sesto.

Nonostante l’infortunio, Nadal smentisce categoricamente l’ipotesi del ritiro prima di scendere in campo. “Non ci penso proprio al non giocare. […] C’è un po’ di amarezza perché mi sono allenato bene per un bel po’ ma tutte le buone sensazioni che avevo sono scomparse nelle ultime due settimane e mezzo“. Rafa però non si perde d’animo, come è nella sua natura. “La mia schiena non sta molto bene, è molto indurita anche se non è un infortunio serio. […] Sto facendo di tutto per recuperare e spero di essere pronto, devo rimanere positivo e continuerò a fare tutto il possibile“.

L’infortunio a detta di Nadal si è presentato Adelaide, dopo un allenamento. “Da quel giorno, anche se all’inizio sentivo solo un po’ di stanchezza in quel muscolo, mi sono sentito più rigido del solito. Ci stiamo lavorando su e vedremo, non ne faccio un dramma“. Se un giornalista in sala ipotizza la quarantena tra le cause dell’infortunio, il tennista spagnolo non cerca scuse. “Non ci voglio pensare, è successo quel che è successo. Normalmente non sono uno che cerca scuse sul motivo per cui quella cosa è successa. Quando le cose succedono, succedono, e devi trovare il modo di andare avanti“.

Escludendo le tredici finali parigine, Nadal ha equamente suddiviso le restanti quindici finali Slam disputate. Con una sostanziale differenza: a New York ha vinto quattro volte, a Londra due, a Melbourne soltanto una volta – perdendo quindi quattro volte all’atto finale, l’ultima volta nel 2019 contro Djokovic. Come mai qui ha raccolto meno che negli altri Slam?

Non lo so, nessuno nell’Era Open ha vinto due volte in tutti i tornei dello Slam, non c’è una vera ragione. L’occasione migliore l’ho avuta nel 2014, ma mi sono fatto male durante la partita. Anche nel 2012 e nel 2017, quando ero un break avanti nel quinto. Senza contare che ho saltato un paio di Australian Open per infortunio“. In chiusura, Rafa parla del rapporto speciale tra il grande rivale Novak Djokovic e l’Australian Open, che lo stesso serbo ha paragonato (con le dovute cautele) a quello di Rafa con il Roland Garros. “Non penso ci sia un motivo in particolare, è forte ovunque. Ovviamente c’è un torneo dove ti senti più a tuo agio. Di sicuro quando cominci a vincere in un posto la tua fiducia cresce. Quando torni in quel posto, senti sempre sensazioni positive“.

Insomma, si prospetta un Australian Open complicato per Rafael Nadal. Ma se c’è un tennista capace di trasformare le difficoltà in virtù, è proprio lui.

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