Challenger: Murray si ferma in finale. A Biella il campione (a sorpresa) è Marchenko

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Challenger: Murray si ferma in finale. A Biella il campione (a sorpresa) è Marchenko

Il ritorno in finale di un challenger di Andy Murray, 16 anni dopo, non è fortunato: Marchenko lo domina in lungo e in largo e si prende il trofeo di Biella

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Murray e Marchenko, premiazione del Challenger di Biella 2021 (foto Felice Calabrò)

Niente lieto fine per Andy Murray, che a Biella è tornato a disputare una finale nel circuito challenger dopo 16 anni. Con Illya Marchenko (n.212 ATP), c’erano due precedenti, entrambi all’Australian Open, rispettivamente nel 2011 e 2017, ed entrambi favorevoli a Murray. Ma è l’ucraino non ha fatto sconti all’avversario di maggiore lignaggio e lo ha sconfitto in un’ora e trenta minuti di gioco con un netto 6-2 6-4.

E’ proprio Marchenko a partire a razzo mentre lo scozzese appare un po’ macchinoso e perde subito il servizio, regalando una bella iniezione di fiducia all’avversario che nel quinto gioco bissa il break e si porta in vantaggio 4-1. Murray è in chiara difficoltà e non riesce a controllare le proprie accelerazioni, mentre all’avversario riescono dei ricami assolutamente fuori copione. Il 6-2 per Marchenko è la logica conseguenza, come confermano le statistiche che vedono l’83% di punti sulle prime per l’ucraino (contro il 53%), e nessuna palla break concessa.

Nel primo game del secondo parziale immediato break di Marchenko che nel terzo gioco ha addirittura una chance per il 3-0. Murray si salva come può e prova anche a cambiare atteggiamento, cominciando a remare da fondo campo, con grande umiltà, nel tentativo di ridurre il numero degli errori. Ma i risultati non sembrano granché perché l’ucraino, sul 5-3, arriva a match point e Murray deve difenderlo con la seconda. Per sua fortuna Marchenko è un po’ goffo nei passi di preparazione e mette lungo un rovescio non particolarmente difficile. Secondo match point per Marchenko, questa volta sul proprio servizio; bella accelerazione di diritto di Murray che cerca di regalarsi un’ultima speranza. Il terzo match point è però quello buono e la sorpresa è servita. Grande gioia per Marchenko e piccolo passo falso sulla via del pieno recupero per lo scozzese. 

 

Rivincita per tutti da domani sempre qui a Biella con un Challenger 125 il cui tabellone si arricchisce delle presenze di Lorenzo Musetti (testa di serie n.7, affronterà Napolitano al primo turno), e dei due primi favoriti Davidovich Fokina (n.54 ATP, sfiderà Diez) e Sebastian Korda (n.88 ATP, esordirà contro Popko). C’è anche Luca Nardi, che affronterà un qualificato, mentre Murray giocherà subito contro Gaio.

CHALLENGER 80 POTCHEFSTROOM 

La finale del Challenger 80 di Potchefstroom (cemento outdoor) ha visto il francese Benjamin Bonzi (n.137 ATP e testa di serie n.2) battere in due set l’irlandese Liam Broady (n.191 ATP). Il torneo, fortemente penalizzato dalle difficoltà di spostamento dovute al Covid 19, non vedeva alcun italiano ai nastri di partenza. Bonzi nel suo percorso verso la finale aveva perso per strada un solo set e la stessa sfida contro l’irlandese (finalista in novembre a Parma 2) è stata più semplice di quanto non dica il punteggio (7-5 6-4). Il francese che si è così rifatto della sconfitta nella recente finale del Challenger di Istanbul. Tra l’altro qui a Potchefstroom deve trovarsi decisamente bene, visto che lo scorso anno vi aveva già vinto un Future M25, proprio nei giorni in cui stava scoppiando la pandemia. 

CHALLENGER 100 CHERBOURG 

Nella finale del torneo normanno (Francia) il mancino belga Ruben Bemelmans (n.232 ATP, 33 anni) ha battuto Lukas Rosol (n.198 ATP, 35 anni) con un doppio 6-4. Bemelmans e Rosol, in semifinale, avevano eliminato rispettivamente Arthur Rinderknech e Hugo Gaston. Al belga sono bastati due break, uno per set, per domare la fragile resistenza di Rosol, prosciugato – sia mentalmente che fisicamente – dal difficile percorso (tutte le partite sono finite in tre set) che lo ha portato in finale. Implacabili le statistiche, che ci raccontano di un Bemelmans capace di vincere il 92% di punti sulla prima (contro il 64%) che non ha concesso alcun break.

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Challenger: Couacaud si prende la rivincita sul Covid. McDonald vince in Kazakistan

Enzo Couacaud vince il Challenger di Gran Canaria a un anno dalla finale senza vincitori, quella del Challenger di Bergamo 2020. McDonald continua a far bene dopo l’Australian Open

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Enzo Couacaud (via Twitter, @ATPChallenger - foto Marta Magni)

Il francese Enzo Couacaud (n.216 ATP) si aggiudica il Challenger 80 di Gran Canaria battendo in finale (7-6 7-6) il canadese di origini spagnole Steven Diez (n.190 ATP) al termine di una partita entusiasmante, sicuramente il miglior match del 2021 a livello Challenger. Il 25enne transalpino ha avuto così l’opportunità di riannodare i fili di un racconto che si era bruscamente interrotto proprio un anno fa quando le prime misure anti-Covid gli impedirono di giocare la finale del Challenger di Bergamo contro l’ucraino Ilya Marchenko. 

Il primo set è molto equilibrato (un break per parte) e si decide al tie-break, dopo che Diez sul 6-5 non riesce a sfruttare ben quattro set point. La legge del contrappasso lo colpisce implacabile e il francese riesce a prevalere (7-5) giocando meglio i punti importanti.

Nel secondo parziale Couacaud strappa subito il servizio e va a condurre 2-0. Il gioco continua a essere molto piacevole ed equilibrato, con il francese che, in condizioni atletiche smaglianti, riesce a disinnescare i tentativi di Diez di variare il ritmo con la palla corta. Non trasforma però due palle break nel quarto gioco e un’altra nel sesto; le rimpiangerà ben presto, perché sul 5-4 non solo non riesce a sfruttare due match point, ma cede addirittura il servizio, rimettendo in partita Diez che, da parte sua, è salito molto di livello. Peccato però che arrivi al tie-break decisivo letteralmente esausto e vince tre soli punti. Couacaud può quindi alzare il secondo trofeo in carriera e domani avrà un motivo in più per festeggiare il proprio compleanno.

 

Gli ultimi italiani in gara erano stati eliminati nei quarti di finale, Andrea Pellegrino (4-6 6-1 6-4) dal serbo Nikola Milojevic (n.149 ATP) e Riccardo Bonadio (6-3 6-0) proprio da Steven Diez. Onestamente non possiamo rimproverare loro nulla, considerando il vento impetuoso che ha imperversato per tutta la giornata. Bravi i loro avversari a governare meglio le avverse condizioni meteo.

CHALLENGER 100 NUR SULTAN

Lo statunitense Mackenzie McDonald (n. 139 ATP) liquida (6-1 6-2) in poco meno di un’ora il mancino austriaco, di origini bielorusse, Juri Rodionov (n.152 ATP). Nonostante la mattanza del primo set, Rodionov (allenato da Wolfgang Thiem, il padre di Dominic) non reagisce e continua a subire passivamente la velocità di palla e le brillanti accelerazioni di un avversario caldissimo, reduce dagli ottavi all’Australian Open. Nel primo game del secondo parziale nuovo break per McDonald (alla fine saranno quattro) che in un attimo supera, a braccia alzate, il traguardo di questa finale a senso unico.

Per lui terza vittoria Challenger in carriera e un salto di altre 21 posizioni in classifica dopo le oltre cinquanta guadagnate grazie all’Australian Open: per l’ex n.57 del mondo la top 100 disterà da lunedì soltanto 18 posizioni. Il 21enne Rodionov può consolarsi col nuovo best ranking (n.139 ATP) che certifica l’ottimo torneo disputato e alimenta ulteriormente le tante aspettative che lo circondano. Di lui Raul Brancaccio (a proposito, complimenti per la sua vittoria odierna nel Future di Antalya) ha detto recentemente: “Si vede che gli piace il gioco brillante (in realtà non è che oggi se ne sia visto tanto, ndr) e questo lo porta a qualche errore di troppo. Tra gli junior bastava la potenza, qui no“.

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ATP Challenger: Musetti fuori a Gran Canaria

Lorenzo eliminato a sorpresa dallo slovacco Molcan. Accedono ai quarti Pellegrino e Bonadio

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Lorenzo Musetti viene eliminato a sorpresa nel secondo turno del Challenger 80 di Gran Canaria dal modesto slovacco Alex Molcan (n.305 ATP) che si impone con un doppio tie-break. Il carrarese appare da subito molto insicuro nel controllo dei colpi che spesso gli finiscono, complice forse il forte vento, ben oltre le righe. Nel secondo game perde infatti il servizio e si condanna ad una gara di rincorsa. Che sembra in realtà riuscirgli nel quinto gioco quando recupera il break e anzi bissa, andando a servire sul 5-4. Non riesce però a sfruttare l’occasione, perde a sua volta il servizio, e rinvia la decisione al tie-break. Nel quale regna l’equilibrio, a fronte di un livello di gioco che rimane modesto, fino a quando l’ennesimo errore di diritto di Musetti consegna il set a Molcan.

La musica cambia nel secondo parziale in cui Lorenzo sembra ritrovare i suoi colpi e va a condurre 3-0, spreca un’occasione per il doppio break, ma in ogni caso sul 5-3 serve per il set. Purtroppo pecca un po’ di leziosità con la palla corta mentre Molcan, con piglio operaio, privilegia la concretezza e restituisce il break. Nonostante tutto l’azzurro, sul servizio dello slovacco, ha due set point che però non riesce a sfruttare e si deve rassegnare a un nuovo tie-break, non prima di aver usufruito di un medical time-out per una contrattura alla coscia sinistra. Il tie-break vede il nostro portacolori in vantaggio 4-0, ma lì purtroppo rimane, inanellando una serie di errori che concedono a Molcan un’incredibile filotto e il pass per i quarti di finale. A Musetti rimane invece il rimpianto di aver perso contro un avversario che non è certo un fenomeno, anche se per lunghi tratti è riuscito a farlo sembrare tale. Adesso per il nostro tennista la doppia trasferta Doha/Dubai per prendere definitivamente confidenza con il circuito ATP, quello che dovrebbe essere, d’ora in poi, il suo habitat naturale.

Andrea Pellegrino accede invece ai quarti battendo (6-4 7-5) lo spagnolo Ortega-Olmedo (n.297 ATP) in maniera molto più netta di quanto non dica il punteggio. Il primo set vede una serie di break e contro-break, con i due avversari che si alternano al comando fino al break decisivo nel nono gioco. Nel secondo parziale il giocatore di Bisceglie si complica un po’ la vita, non sfruttando i match point avuti sia sul 5-3 che sul 5-4. Chiude comunque al dodicesimo gioco, senza in realtà aver mai dato l’impressione di poter perdere. Il commento di Andrea, raggiunto telefonicamente: “È stata una partita complicata perché c’era tantissimo vento. Ho avuto un po’ tensione al momento di chiudere ma per fortuna sul 5-5 ho giocato due game molto buoni”.

 

Supera il turno anche Riccardo Bonadio che elimina lo sloveno Blaz Kavcic (n.260 ATP), recuperando un match che si era messo decisamente male (4-6  6-3  6-3). Adesso gli tocca il canadese Steven Diez (n.190 ATP) con cui l’unico precedente è sfavorevole (6-4 6-2 al Challenger di Budapest nel 2019). Gian Marco Moroni non può invece nulla contro il forte slovacco Filip Horansky (n.170 ATP) che deve comunque impegnarsi al massimo per portare a casa la partita (7-6 6-4). ‘Jimbo’ infatti combatte strenuamente su ogni palla e probabilmente avrebbe meritato di più, se solo avesse sfruttato almeno parte delle occasioni avute.

CHALLENGER 100 NUR SULTAN

Allineato ai quarti di finale anche il torneo kazako dove la parte bassa del tabellone, sicuramente quella più interessante, vedrà la sfida tra il ceco Tomas Machac (sconfitto dal nostro Berrettini al secondo turno degli AO) e l’austriaco Jurij Rodionov. Questa partita farebbe la sua figura anche su ben altri palcoscenici, proprio come quella di secondo turno in cui lo stesso Machac si è preso una bella rivincita (6-4  3-6  6-3) sul tedesco Maximilian Marterer che lo aveva battuto in novembre nella finale del Challenger di Bratislava.

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Musetti stecca la finale: il campione del challenger di Biella 2 è Soonwoo Kwon

Il coreano domina Lorenzo Musetti, alla seconda sconfitta in tre finali nel circuito challenger. Si consola con il nuovo best ranking, vicino alla top 100. In Sudafrica vince Jenson Brooksby

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Al Challenger 125 di Biella 2 la finale tra il nostro Lorenzo Musetti e il coreano Soonwoo Kwon (n.97 ATP e terza testa di serie del torneo) dura purtroppo poco più di un’ora e si chiude con un punteggio molto netto (6-2 6-3) in favore di Kwon. Per l’italiano si tratta della seconda sconfitta in tre finali a livello Challenger.

Il piano partita di Musetti era chiaro, come ci aveva anticipato coach Tartarini Soonwoo Kwon è senz’altro un ottimo giocatore e contro Donskoy ha dominato, contrariamente alle mie aspettative. Come tutti gli asiatici muove molto bene i piedi e colpisce forte sia di diritto che di rovescio. Anche se sul diritto ogni tanto perde un po’ la palla. Bisognerà cercare di non dargli ritmo per incrinare questa sua solidità’.

L’azzurro parte bene e nel terzo gioco strappa il servizio all’avversario andando a condurre 2-1. Sembra che il piano funzioni ma purtroppo l’illusione dura ben poco. Kwon si riprende immediatamente il break e, pur senza fare nulla di straordinario, prende con autorità il comando delle operazioni. Musetti da parte sua fatica a trovare il tempo sui colpi e sbaglia molto, cercando oltretutto più il ricamo che la sostanza. Il coreano inanella così ben cinque break consecutivi che gli consegnano il primo set e lo portano a condurre 4-1 nel secondo. Lorenzo recupera un break e mette a segno qualche bel colpo ma Kwon, oltre alla sua ben nota solidità, mostra anche una mano sorprendentemente educata e non lascia mai un vero spiraglio al nostro tennista, che chiude con un punto su due sulla prima (contro l’81% dell’avversario) e un punto su tre in risposta (contro il 56% di Kwon).

 

Complimenti dunque a Kwon che conquista il terzo Challenger in carriera, ma a Musetti resta la continuità di risultati. Si consolerà con un nuovo best ranking (n.115 ATP) e la prossima settimana a Gran Canaria giocherà il Challenger 80 (terra battuta outdoor) da testa di serie n.1, trovando al primo turno un qualificato. Dopo lo aspettano l’ATP 250 di Doha – dove è entrato in tabellone – e l’ATP 500 di Dubai, il torneo in cui ha esordito nel circuito maggiore che gli dovrebbe concedere una wild card.

CHALLENGER DI POTCHFSTROOM 2

Al Challenger 80 di Potchfstroom 2 in Sudafrica (cemento outdoor) la finale ha visto lo statunitense Jenson Brooksby (n.315 ATP) prevalere (2-6 6-3 6-0) sul veterano russo Teymuraz Gabashvili (n.279 ATP, ma n.43 nel 2016) a cui il Sudafrica sembra aver regalato una seconda giovinezza, dal momento che in due settimane ha raggiunto una semifinale e una finale. Mesi fa la sua tenuta atletica ci era sembrata assai rivedibile, ma in questi 14 giorni è sembrato in netta ripresa – pur pagando lo scotto dei 35 anni dal secondo set in poi, dopo un’ora giocata a tutto gas. Quanto a Brooksby, il ventenne americano ha optato lo scorso dicembre per il professionismo, rinunciando all’ultimo anno di College a Baylor, e conquista un successo importante e il nuovo best ranking al n. 249. Nel 2018 fu campione junior USA e l’anno successivo, al primo turno dello US Open, eliminò un Tomas Berdych prossimo al ritiro.

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