Clamoroso all'Australian Open! Tsitsipas rimonta due set a Nadal e vola in semifinale

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Clamoroso all’Australian Open! Tsitsipas rimonta due set a Nadal e vola in semifinale

Il greco diventa il terzo tennista capace di rimontare un tale svantaggio allo spagnolo e centra la terza semifinale Slam in carriera. Il suo prossimo avversario sarà Daniil Medvedev

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Stefanos Tsitsipas, esultanza - Australian Open 2021 (via Twitter, @atptour)

[5] S. Tsitsipas b. [2] R. Nadal 3-6 2-6 7-6(4) 6-4 6-4

Ha dell’incredibile quello che è riuscito a fare Stefanos Tsitsipas nel suo quarto di finale contro Rafael Nadal, il quale non perdeva un set in uno Slam dall’Australian Open 2020 (35 di fila) e si è ritrovato a perderne tre consecutivi dopo aver vinto i primi due. Il greco diventa il terzo uomo nella storia a rimontare due set di svantaggio al maiorchino, dopo Roger Federer nella finale di Miami 2005 e Fabio Fognini allo US Open 2015, e dopo quattro ore di partita raggiunge la semifinale di uno Slam per la terza volta in carriera, la seconda qui in Australia.

Nessuno, nemmeno Tsitsipas stesso probabilmente, avrebbe immaginato un risultato del genere dopo i primi due parziali, nei quali Nadal aveva di fatto portato a scuola l’avversario, volitivo ma impotente. Anche l’equilibrio del terzo set in realtà sembrava solo apparente e destinato a rompersi in favore di Rafa nel tiebreak. Invece lo spagnolo ha commesso alcuni errori marchiani e ha rimesso in corsa Tsitsipas. Con il passare del tempo poi le gambe hanno iniziato a frullare sempre meno e il greco ha potuto prendere il controllo degli scambi fino alla vittoria finale. In semifinale Tsitsipas se la vedrà con la sua bestia nera Daniil Medvedev, che lo ha battuto cinque volte su sei precedenti.

 

IL MATCH – Fin dal primo game si capisce che Tsitsipas sa perfettamente cosa deve fare per provare a infastidire Nadal, ovvero anticipare e rischiare col rovescio coperto per poi sperare di avere la chance di cambiare ritmo col dritto. Il problema ovviamente è riuscire a passare dalla teoria alla pratica e soprattutto riuscire a reggere quel ritmo su quella diagonale per tutta la partita. Il greco parte dunque molto aggressivo, sbaglia di non moltissimo qualche buona accelerazione e sembra averne per poter fare partita pari. Nadal dal canto suo martella con il pilota automatico sul lato sinistro di Tsitsipas e mischia benissimo le carte al servizio. Il match si mantiene equilibrato fino al 4-3 in favore dello spagnolo. Nell’ottavo game infatti Nadal trova due risposte fantastiche di rovescio, una diagonale da lontanissimo, sulla quale Tsitsipas non parte nemmeno, e una nelle stringhe del greco che aveva cercato il serve&volley. Un po’ frastornato, Tsitsipas mette in rete un dritto abbastanza comodo e regala il break a Nadal. Il greco prova a recuperare subito e sale 15-30 con due ottimi rovesci, ma Rafa rimette a posto le cose con la battuta e, dopo quaranta minuti, va a sedersi avanti 6-3.

Nadal vuole subito affondare il coltello nella piaga in avvio di secondo set e gioca un primo game di una bellezza quasi brutale: palla corta, rovescio diagonale sull’approccio in back di Tsitsipas e dritto lungolinea d’antan al termine di uno scambio massacrante, tutti vincenti. Il greco sente di dover cambiare qualcosa, di doversi prendere ancora più rischi, ma sembra non aver ancora rimesso insieme tutte le tessere del mosaico e attacca in maniera un po’ disordinata. Riesce a interrompere la striscia di cinque giochi consecutivi di Nadal con un perentorio turno di servizio a zero, ma sembra ancora lontano dalla soluzione del rebus. Pur entrando a tutto braccio sia col dritto che col rovescio, Tsitsipas non riesce a sfondare la difesa di Nadal, che viceversa riesce a cambiare l’inerzia degli scambi quasi a piacimento. Altri due passanti perfetti permettono allo spagnolo di prendersi un secondo break di vantaggio con il quale ipoteca il set: dopo un’ora e un quarto il tabellone riporta un severo 6-3 6-2.

Rafa Nadal – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Nel terzo set sono i servizi a farla da padrone. Tsitsipas si aggrappa a questo fondamentale per cercare di rimanere in scia e sperare magari in un qualche cedimento di Nadal. Rapidamente si sale sul 5-5, con il greco capace di concedere appena due punti sul proprio servizio. Dall’altro lato però non riesce a vincerne neanche uno su quello di Nadal, che sembra in pieno controllo della situazione. Sul 6-5, il greco interrompe a ventisei la striscia di punti consecutivi vinti al servizio da Rafa, ma non evita il tie-break. Qui Tsitsipas va subito sotto di un minibreak, ma, proprio quando sembra che il match sia definitivamente indirizzato, Nadal commette quattro inaspettati gratuiti, sbagliando due smash, un dritto comodo e steccando un rovescio. Il greco ringrazia e s’invola sul 6-3, facendo poi suo il parziale al secondo set point. Per Nadal si interrompe dunque la serie di 35 set vinti consecutivamente negli Slam, che durava dai quarti di finale dell’Australian Open 2020 quando fu sconfitto da Dominic Thiem.

In avvio di quarto set, Tsitsipas sembra quasi più fresco rispetto a inizio partita. Il greco, lontano parente del tennista bullizzato nei primi due parziali, adesso tiene botta anche negli scambi prolungati e si procura la prima palla break della sua partita. Nadal fa però buona guardia e gli impedisce di scappare subito avanti sulle ali dell’entusiasmo. Lo spagnolo è ancora perfetto nell’annullare altre due chance, figlie di un gran rovescio incrociato e di un’ottima risposta dell’avversario, e nel salire 3-2 tra molte difficoltà. Tsitsipas gioca il rovescio in maniera molto aggressiva ed efficace, fin dalla risposta, e finalmente anche il dritto comincia a fare male a Nadal, soprattutto con la soluzione lungolinea. Rafa è evidentemente più lento rispetto ai precedenti set, commette molti errori e dopo ognuno si abbandona a smorfie di disappunto. Con il servizio riesce a mettere qualche toppa, ma alla fine deve capitolare nel nono game. Tsitsipas non spreca il prezioso vantaggio e porta incredibilmente la contesa al quinto set.

Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2021 (via Twitter, @australianopen)

Nessuno è disposto a cedere di un millimetro, consapevoli che il minimo strappo nella partita potrebbe essere decisivo e irreversibile. Tra i due il più intraprendente sembra sempre Tsitsipas che col dritto ormai fa spesso piazza pulita degli scambi, ma Nadal non molla e, forte del piccolo vantaggio di servire per primo, cerca di tenere la testa avanti nel set, sperando che nei momenti topici al greco inizi a pesare un po’ il braccio. Stefanos invece gioca molto bene anche sotto 4-5, mentre è Rafa a incartarsi nel game successivo con ben quattro errori che gli costano il break a zero e spediscono Tsitsipas a servire per il match.

Il greco, forse per la prima volta nel set decisivo, sente il momento e si ritrova sotto 0-30 dopo aver sbagliato due dritti. Un punto dopo l’altro però riesce a risalire la china e a procurarsi un match point, che sfuma dopo un lungo scambio sempre in apnea. Una perfetta combo servizio-dritto gli vale una seconda chance sulla quale Nadal lo fulmina con una risposta vincente di dritto. Il greco stecca e si ritrova dover affrontare la prima palla break da tre set a questa parte, annullandola con una gran prima vincente. La tensione è altissima, ma stranamente è Nadal ad accusarla maggiormente, mettendo in rete uno schiaffo al volo di dritto che sembrava fatto. Il terzo match point è quello buono per Tsitsipas che chiude la partita con un rovescio lungolinea vincente, proprio il colpo con il quale aveva litigato maggiormente nei primi due set.

Sono senza parole“, dirà appena dopo il match point – salvo proseguire a parlare poi per diversi minuti. Del resto, come dargli torto.

Il tabellone maschile dell’Australian Open con tutti i risultati aggiornati

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Australian Open 2022, vaccino obbligatorio. E Djokovic che farà?

Il direttore del torneo Craig Tiley afferma che la decisione sui vaccini è definitiva; confermata anche la capienza al 100%. Anche le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il CEO di Tennis Australia Craig Tiley è intervenuto al programma mattutino “The Today Show” alla vigilia della presentazione ufficiale dell’Australian Open 2022 (visibile a questo link), e ha confermato una volta per tutte che per giocare il torneo sarà necessario vaccinarsi.

Non è un mistero che gli interrogativi in materia riguardino soprattutto Novak Djokovic, la cui partecipazione rimane in dubbio. Queste le parole di Tiley: “Ci aspettiamo che Novak partecipi. Ovviamente ci sono state tante speculazioni sul tema vaccinale, ma abbiamo conferma del fatto che quasi tutti i giocatori e le giocatrici l’hanno ricevuto. Novak ha sempre detto che per lui si tratta di una questione privata, ma è un torneo in cui ha sempre avuto grande successo e che gli ha permesso di iniziare alla grande la stagione, quindi ci auguriamo che ci sia”. Djokovic, come noto, ha sempre rifiutato di confermare pubblicamente la sua decisione sull’adesione alla vaccinazione. E intanto a Torino, nella giornata che vede il numero uno del mondo impegnato nella semifinale delle ATP Finals contro Alexander Zverev, arriva ai giornalisti la richiesta di inviare le domande per la conferenza stampa post-partita in anticipo e in forma scritta. Probabile segnale del fatto che Nole voglia mantenere il riserbo su alcune questioni.

Tornando all’Australian Open, il dirigente sudafricano è passato subito al dunque, parlando dei giocatori che sicuramente saranno presenti: per quanto riguarda il campo femminile sono confermate Ashleigh Barty, Serena Williams, Naomi Osaka, Emma Raducanu e Leylah Fernandez; si tratterà peraltro della centesima edizione del torneo femminile, ricorrenza simbolicamente celebrata dalla nuova programmazione delle semifinali che vedrà un incontro in prime time per genere.

 

In campo maschile, invece, Rafa Nadal ci sarà, e lo stesso vale per Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Più in generale, il tasso di vaccinazioni fra i tennisti ATP ha superato l’80%, e questo significa che i forfait saranno sparuti, se ci saranno. Di sicuro sarà tuttavia assente Roger Federer: “Roger è un amico e amiamo vederlo giocare ma si sta riprendendo da un’operazione, e a 40 anni ha bisogno di più tempo per recuperare. Probabilmente ci vorrà un po’ prima di vederlo in campo, probabilmente non prima di marzo o aprile [in realtà lo svizzero ha detto che sarebbe vederlo in campo già a luglio, ndr]. Rafa o Nole potrebbero superare il suo record qui a Melbourne”.

PUBBLICO E QUALIFICAZIONI

Durante la presentazione è stata confermata anche la full capacity: “Non avremo restrizioni a livello di pubblico e potremo ricevere spettatori da tutta l’Australia, sarà un torneo magnifico. […] Continueremo a rispettare i protocolli ma non ci sarà obbligo di mascherina”. Inoltre è stata ufficializzata la permanenza dell’Australian Open a Melbourne fino al 2044, ed è stato presentato il nuovo Show Court da 5000 posti, parte di un investimento da un miliardo di dollari australiani nel corso degli ultimi dieci anni da parte del governo.

Infine, Tiley ha confermato che le qualificazioni si giocheranno a Melbourne (a dispetto dei report iniziali che ipotizzavano un secondo trasloco consecutivo in Medio Oriente), così come gli eventi preparativi (al momento le indiscrezioni parlano di quattro tornei oltre alla ATP Cup, che dovrebbe avere 16 squadre, meno del numero previsto di 24 ma più delle 12 dello scorso febbraio).

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Australian Open: i giocatori vaccinati potrebbero essere esentati dalla quarantena

Una lettera inviata alle giocatrici WTA confermerebbe che la quarantena in Australia sarà richiesta solo ai non vaccinati. Le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Buone notizie per i giocatori e i membri del loro staff che dovranno recarsi in Australia il prossimo gennaio per disputare l’Australian Open. Secondo una lettera confidenziale inviata dalla WTA alle giocatrici, il cui contenuto è comunque trapelato ben presto alla stampa specializzata, le informazioni che sono circolate nei giorni scorsi secondo cui agli atleti non vaccinati non sarebbe permesso di entrare in Australia non sono veritiere.

Il Governo dello Stato di Victoria, dove si trova Melbourne, non ha ancora approvato il piano messo a punto da Tennis Australia e dalle associazioni dei giocatori, ma secondo quando comunicato alle atlete tutti coloro che saranno completamente vaccinati (quindi due dosi, assunte da almeno 14 giorni) potranno entrare in Australia a partire dal 1° dicembre previo un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Ci sarà un test all’arrivo entro 24 ore dallo sbarco in Australia, ma a parte questa incombenza non ci saranno altre restrizioni: nessuna quarantena, nessuna limitazione ai movimenti, insomma una trasferta normale.

Per coloro che invece non sono vaccinati, le condizioni previste al momento sono le seguenti: la data d’arrivo possibile sarà sempre quella del 1° dicembre, ma sarà previsto l’obbligo di due settimane di quarantena in un albergo deciso dal governo; rimarrà l’obbligo di avere un test negativo entro 72 ore dalla partenza, e durante la quarantena i soggetti saranno sottoposti a frequenti test. Nessuna concessione a possibilità di allenarsi come era successo lo scorso anno per coloro che non avevano avuto contatti stretti con soggetti positivi: chi non sarà vaccinato dovrà passare 14 giorni chiuso in una camera d’albergo senza poter giocare a tennis.

La lettera conferma la presenza di voli charter che saranno organizzati da vari aeroporti di partenza per facilitare l’arrivo degli atleti in Australia, ma non sarà obbligatorio utilizzarli. L’Australia ha infatti deciso di riaprire progressivamente i confini a partire dal mese di novembre (per il momento solamente per cittadini e residenti) e le compagnie aeree stanno adeguando la loro offerta per consentire a chi vuole recarsi nel nuovissimo continente di poterlo raggiungere.

Ovviamente la situazione è ben lungi dall’essere definita: si tratta della proposta su cui si sta lavorando al momento, ma che comunque non ha ancora ottenuto il nulla osta da parte delle autorità competenti. Mancano anche informazioni su quel che riguarda il trattamento dei cosiddetti “close contacts”, ovvero coloro che sono stati a contatto di un individuo poi risultato positivo, siano questi vaccinati o meno.

Quello che sembra confermato, e che contraddice comunicazioni che erano state date in precedenza, è che le qualificazioni dell’Australian Open 2022 si disputeranno a Melbourne Park, e non in Medio Oriente come precedentemente dato a intendere. Ciò significa che l’Australia si prepara ad accogliere una quantità di giocatori, allenatori e staff molto superiore a quella che ha effettuato il viaggio verso Melbourne lo scorso febbraio, e che molto probabilmente viene dato per scontato che la maggior parte di queste persone sarà vaccinata. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario mettere a loro disposizione un numero molto elevato di camere d’albergo per la quarantena, in un periodo in cui ci sono ancora decine di migliaia di australiani che attendono da oltre un anno di poter rientrare in patria dalle loro famiglie.

Se si danno per valide queste indicazioni, quindi, si può dedurre che la vaccinazione non sarà un prerequisito per arrivare in Australia, ma fornirà un vantaggio enorme a chi vorrà giocarsi le proprie chance di far bene al primo Slam stagionale, o anche soltanto poter vivere una vita normale durante il soggiorno australiano. È necessario infatti ricordare che, oltre alla quarantena iniziale in albergo senza la possibilità di allenarsi sul campo o in palestra, la non-vaccinazione metterebbe gli individui in condizione di non poter fare praticamente nulla in Australia, dal momento che per qualunque attività pubblica (ristoranti, bar, cinema, etc…) è necessario il pass vaccinale, ed è fortemente improbabile che questo requisito venga abolito prima della metà del prossimo anno.

Il trattamento dei tennisti verrebbe quindi equiparato a quello degli australiani che tornano in patria: da qualche settimana infatti prima il New South Wales (lo stato di Sydney) e poi il Victoria hanno iniziato a consentire agli australiani vaccinati di evitare la quarantena in albergo, mantenendo comunque la necessità per tutti coloro che non sono vaccinati. Certo i tennisti sarebbero esonerati dalle quote di arrivi attualmente stabilite, e sarebbe possibile l’ingresso in Australia anche ai non australiani, cosa invece non permessa per tutti i comuni mortali non collegati all’Australian Open, ma il trattamento una volta giunti nella terra dei canguri dovrebbe essere similare a quello riservato ai cittadini.

Sicuramente ci saranno parecchi aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma è auspicabile che si arrivi a definire i dettagli piuttosto rapidamente perché non manca molto a dicembre ed è necessario dare ai tennisti la possibilità di pianificare la loro preparazione ed eventualmente la loro vaccinazione con sufficiente preavviso.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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