Un grande Medvedev batte Tsitsipas e vola in finale all'Australian Open

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Un grande Medvedev batte Tsitsipas e vola in finale all’Australian Open

Ventesima vittoria consecutiva del russo contro uno Stefanos un po’ spento. Sfiderà Djokovic domenica mattina per il suo primo Slam

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Daniil Medvedev - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Daniil Medvedev ha raggiunto la sua seconda finale Slam in carriera eliminando Stefanos Tsitsipas con il punteggio di 6-4 6-2 7-5 in due ore e nove minuti. Sesta vittoria in sette precedenti per lui contro il greco (e ventesima di fila, di cui 12 contro Top 10) che gli permette di conquistare la seconda finale Slam in carriera, la prima in Australia; domenica affronterà Djokovic per cercare di vincere il suo primo Major e per salire al secondo posto della classifica mondiale. Al di là di un passaggio a vuoto nel terzo set, il russo ha sempre avuto in mano la partita: 88 percento di punti vinti con la prima, 46 vincenti a 19 e 17 ace.

“Sono contento di stare scrivendo il mio libro dei record, anche se ovviamente non è paragonabile a quello di Rafa, Roger o Nole”, ha detto della sua attuale striscia di vittorie, mentre sulla partita di domenica ha commentato: Ho tratto grande esperienza dalla finale persa con Rafa, se dovesse andare per le lunghe almeno ci sarei già passato; io non ho grande pressione domenica, lui non ha mai perso una finale a Melbourne, quindi ha più da perdere rispetto a me, e credo di aver dimostrato di poter battere i più forti quando gioco bene“.

L’ultimo confronto (l’unico vinto dal greco) non era recentissimo, alle Finals del 2019, torneo che poi Tsitsipas vinse; la loro rivalità ha peraltro vissuto dei momenti decisamente ignei, in particolare a Miami 2018, quando qualche parola di troppo di Stefanos in russo (lingua che conosce in virtù dell’origine della madre) non venne presa bene dall’avversario.

 

Guardando proprio le ultime due sfide fra i due (Shanghai e Master 2019) si profila un confronto spesso deciso su pochi punti e negli scambi brevi, in cui era emerso vincitore chi era riuscito a crearsi qualche opportunità in più in risposta, sempre nei punti rapidi: nel 1000 cinese, Medvedev aveva vinto 39-4 nei punti giocati sotto i tre colpi sul suo servizio, mentre Tsitsipas ne aveva fatti “solo” 38 su 50 – in quella partita, peraltro, il russo aveva messo 12 prime su 12 sui game point, dando pochissime chance all’avversario di rientrare; a Londra, invece, nel blitzkrieg il greco aveva prevalso per 31-6 dietro alla propria battuta e fatto 10 punti su 43 in risposta.

Prima di oggi, Tsitsipas era stato probabilmente il miglior servitore del torneo (82 percento di punti vinti con la prima, 64 con la seconda prima di questa partita) ed è notoriamente diventato il terzo giocatore a rimontare due set a Nadal, il secondo negli Slam dopo Fognini. Medvedev, dal canto suo, veniva dalla netta vittoria su Rublev e nel corso del torneo ha sconfitto la maledizione del quinto set durante lo psicodramma con Krajinovic: prima del bagel rifilato al serbo al terzo turno, Daniil non aveva mai vinto un set decisivo (zero su sei).

Da un punto di vista meramente tecnico, pareva necessario per Tsitsipas fare tanti punti con il servizio (contro un avversario che aveva fatto il 37 percento di punti contro la prima fino ad oggi) e stare lontano dalla diagonale di sinistra, perché se Medvedev il rovescio semipiatto del N.4 ATP può creare non pochi grattacapi al suo colpo arioso. Non va dimenticato poi che il greco veniva da oltre quattro di battaglia con Nadal ed era improbabile che avesse le forze per uno scontro d’attrito su un colpo che Daniil non sbaglia praticamente mai, come dimostrato dalla minore durata media dei suoi scambi (4,3 contro i 4,6 del russo nel torneo).

Questa chiave tattica emerge anche dagli ultimi due precedenti, in cui Medvedev aveva colpito un numero simile di dritti e rovesci, mentre per Tsitsipas il rapporto era stato di due a uno circa in favore del dritto; allo stesso tempo, a Londra gli scambi dal centro erano stati molti di più, con un Medvedev molto meno propositivo nei colpi lungolinea e anomali, cosa che aveva dato modo al greco di colpire più sovente da fermo, fondamentale soprattutto dal lato del rovescio per lui.

Stefanos Tsitsipas – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

PRIMO SET – Entrambi hanno iniziato mettendo in campo molte risposte, ma senza riuscire a crearsi particolari opportunità. Tsitsipas ha servito quasi sempre al dritto di Medvedev, che ha una preparazione decisamente più elaborata rispetto al rovescio, mentre il russo ha preferito andare al centro da entrambi i lati, spingendo un po’ di più anche la seconda per testare i riflessi del più giovane. Non benissimo con il dritto in corsa Medvedev all’inizio, mentre le imprecisioni del greco sono arrivate principalmente con il dritto dal centro (una chiave importante, come visto). Appena ha smesso di entrare la prima (ne aveva messe 11 delle 13 iniziali), però, sono iniziati i problemi per Stefanos, anche perché come Medvedev soffre poco le traiettorie al corpo usate dal greco per i servizi più carichi (6/11 sulla seconda al corpo a Shanghai, 11/17 alle Finals): nel quinto gioco, una risposta di dritto di Daniil, profonda e centrale, ha fruttato una palla break, ma Tsitsipas ha trovato la prima al centro; il russo ha però vinto lo scambio successivo salendo benissimo sulla pallina trovare il rovescio vincente lungolinea, stesso colpo che gli ha procurato il break subito dopo, 3-2 e servizio.

Il greco ha sentito la necessità di spingere la seconda, perché Daniil ha vinto il 60 percento dei punti su quel colpo nel set, e ha continuato a essere dominato sulla diagonale di rovescio (+4 il saldo del N.4 ATP, -6 quello del greco), e pur riuscendo a rimanere a contatto non è riuscito ad imbastire molto in risposta: Medvedev è salito a doppio set point con un’altra prima al centro, e, sebbene Tsitsipas sia riuscito ad attaccare la seconda dell’avversario salvando le prime due e sebbene un doppio fallo ne abbia cancellato un terzo, un ace e un’altra prima vincente gli hanno dato il set dopo 40 minuti – cinque ace e 16 su 18 con il colpo per lui nel parziale.

SECONDO SET – Nonostante qualche ulteriore incertezza iniziale con il dritto (soprattutto lungolinea), Medvedev ha continuato a martellare con la battuta, mentre Tsitsipas non è riuscito a trovare punti rapidi al servizio, andando ai vantaggi nei suoi primi due turni: nel terzo game, neanche un pubblico un po’ troppo partigiano in suo favore ha avuto modo di far perdere il focus a Daniil, che dopo averlo fiaccato sulla diagonale di rovescio l’ha sorpreso con il dritto anomalo per salire a palla break, chiudendo lo scambio successivo con un enfatico lungolinea a 158 all’ora, 2-1 e servizio. Dei 19 scambi sopra i quattro colpi giocati nei primi sei giochi del set, ben 15 hanno avuto luogo sul servizio di Tsitsipas, con Medvedev che ha vinto i cinque andati oltre gli otto colpi.

Nel settimo gioco Tsitsipas ha cercato di scendere a rete per uscire dallo scambio, ma Medvedev l’ha punito due volte con il passante di rovescio (un vincente lungolinea e un cross fra le stringhe), succhiandogli definitivamente l’anima con una risposta vincente di dritto inside-in del 5-2. Nel parziale il russo ha iniziato a fare con molta più frequenza anche sulla prima dell’avversario (nonostante questa non sia scesa né di velocità né di precisione), diventando sempre più opprimente prima di chiudere il set tenendo a zero con l’undicesimo ace dopo 76 minuti.

TERZO SET – Se possibile, il rendimento di Medvedev è persino salito, dandogli la palla break immediata con tre vincenti molto spettacolari (un rovescio lungolinea, un passante stretto e un dritto in corsa al termine di uno scambio prolungato) prima dell’errore di rovescio di uno Tsitsipas sempre più scorato. Proprio quando il match sembrava non avere più molto da dire, però, è arrivata la sorpresa. Nel quinto gioco Tsitsipas (molto più aggressivo con discese e seconde più rapide rispetto all’inizio di 10 km/h) è riuscito a rimanere vicino all’avversario, salvando due palle break non consecutive con il servizio (un vincente e un ace, entrambi esterni), e Medvedev si è improvvisamente innervosito (un po’ per un mezzo diverbio con Apostolos, un po’ per il pubblico, un po’ per Tsitsipas che gli ha fatto ritardare i tempi fra i servizi dandogli le spalle) ed è diventato impreciso con la prima, dando il contro-break al greco sul 3-3 con un doppio fallo e a un dritto lungolinea in rete.

Il russo ha continuato a disunirsi, commettendo qualche errore di troppo (soprattutto nelle volée) mentre Tsitsipas ha trovato qualche buona risposta anticipata di rovescio (quattro vincenti/forced error con il monomane nel parziale contro gli… zero dei primi due), procurandosi una palla per andare a servire per il set. Medvedev si è ripreso in tempo, ritrovando la prima e tenendo per il 4-4, e nel turno successivo è rientrato dallo 0-30 grazie alla prima, prima di salire 0-40 nell’undicesimo grazie a due passanti e a un vincente di dritto; Tsitsipas ha salvato la prima palla break con lo smash, ma si è dovuto arrendere su un incredibile passante di rovescio lungolinea dell’avversario, che ha celebrato il punto in maniera più vocale (e polemica) del solito, riportando alla mente la sua maschera da cattivo designato allo US Open del 2019. La chiusura è arrivata rapidamente, con una seconda potente chiusa con il rovescio in avanzamento.

Mi sono un po’ spaventato, nel terzo sembrava che la partita stesse prendendo la stessa piega del suo match contro Rafa! ha detto il vincitore. “In fondo non ho giocato tante semifinali Slam, credo che sia comprensibile non essere nervoso. Non ho una formula per quando sono in difficoltà o per quando ho paura, cerco solo di giocare il meglio possibile. Mi sono accorto presto che negli scambi lunghi e nei colpi in corsa lui andava in difficoltà“.

Avremo dunque una finale fra quelli che probabilmente sono i due giocatori più forti al mondo in questo momento. I confronti diretti dicono 4-3 Nole (1-0 negli Slam, proprio in Australia due anni fa, 2-0 nel tre su cinque), ma Medvedev ne ha vinti tre degli ultimi quattro, compreso quello delle ultime Finals, un doppio 6-3 senza temi di smentita. Sedicesima finale in carriera dunque per il russo (nove titoli finora), che in caso di vittoria contro il serbo salirebbe al N.2 ATP (si è già assicurato la terza piazza per la prima volta in carriera) diventando il primo non-Fab Four a raggiungere il secondo gradino del podio del maschile dal 2005.

Il tabellone maschile dell’Australian Open con tutti i risultati aggiornati

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Australian Open 2022, per ora nessuna misura contro la variante Omicron nello stato del Victoria

Il premier del Victoria Daniel Andrews conferma: nessuna strategia specifica contro la nuova variante. Decisione destinata a cambiare nell’eventualità di una nuova ondata?

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Veduta del Campo 3 di Melbourne Park (foto Twitter @AustralianOpen)

Ormai è chiaro che questo Slam s’ha da fare. I soldi in ballo sono troppi per Tennis Australia e obbiettivamente se loro sono stati in grado di organizzare un evento così mastodontico nelle condizioni complicatissime dello scorso anno, non c’è motivo per cui non possano fare anche di meglio nel 2022. Come annunciato nelle scorse settimane, solo i tennisti che hanno completato il ciclo vaccinale potranno prendere parte al torneo (con speciali esenzioni legate a specifiche condizioni mediche) ma purtroppo ci sono delle varianti del coronavirus contro le quale alcuni vaccini non sembrano essere efficaci, e al momento la più invulnerabile è quella ‘Omicron’. Diffusasi inizialmente in Sud Africa, per termini logistici e di vicinanza un Paese come l’Australia può essere maggiormente a rischio, ma per ora non sono state prese contromisure al di là di quelle già in atto.

Il premier dello stato del Victoria Daniel Andrews ha promesso che il suo governo non perseguirà una strategia ad hoc di fronte alla nuova variante e rimarrà sulla stessa linea del New South Wales sulle restrizioni per i viaggi. Con l’avvicinarsi del Natale, Andrews ha affermato che Victoria e il New South Wales (lo stato che ha per capitale Sydney) faranno “tutto il possibile” per mantenere le stesse regole di viaggio in modo che le persone possano pianificare riunioni di famiglia e vacanze. Dunque saranno consentiti i movimenti tra i due stati prima delle festività natalizie. Per quanto riguarda lo stato di contagi invece lo Stato di Victoria ha registrato sette morti e 980 nuovi casi domenica mattina, un netto calo rispetto ai 1365 casi di sabato. 299 persone sono in cura, con 83 persone in terapia intensiva e 16 con ventilatori.

Questa strategia va leggermente in controtendenza con quella di altri Paesi anglofoni dell’emisfero boreale. Il Regno Unito ha infatti adottato una tattica più cauta dopo aver annunciato che tutti i viaggiatori entranti nel Paese devono ora fare un test COVID-19 pre-volo indipendentemente dal loro status vaccinale. Negli Stati Uniti, invece, il dottor Anthony Fauci è un po’ più ottimista: ha affermato che i dati iniziali dal Sud Africa, l’epicentro dell’epidemia di Omicron, non hanno mostrato un’impennata dei ricoveri a causa della variante, facendo sperare che non porti a conseguenze gravi. Ha detto inoltre che si aspettava che l’attuale divieto del paese ai viaggiatori provenienti dell’Africa meridionale venga revocato presto. La domanda a questo punto è se queste decisioni del governo statale cambieranno nell’eventualità di un’ondata legata a questa variante.

 

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Australian Open: rese note le esenzioni mediche per i giocatori non vaccinati

Un giocatore che potrebbe beneficiarne è Jeremy Chardy, che ha dichiarato di aver dovuto chiudere prematuramente la stagione a causa degli effetti collaterali legati all’inoculazione

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Jeremy Chardy - Queen's 2018 (© Alberto Pezzali per Ubitennis)

Anche se la Coppa Davis non è ancora stata archiviata, è già tempo di pensare alla nuova stagione che prenderà il via in Australia il primo gennaio. Ad accompagnare l’avvicinamento all’Australian Open vi è la tematica relativa ai requisiti per poter accedere nello stato australiano del Victoria, di cui Melbourne è la capitale, e quindi essere definiti idonei per poter partecipare al primo torneo stagionale del Grande Slam.

Dopo molte speculazioni, Tennis Australia, l’organo di governo tennistico australiano, ha confermato nelle scorse settimane che sarà necessario il completamento del ciclo vaccinale contro il COVID-19 per poter partecipare all’Happy Slam.  La decisione ha ricalcato quanto stabilito dal premier dello stato Daniel Andrews, che aveva dichiarato che nessuna deroga sarebbe stata concessa agli atleti non vaccinati, classificandoli come “lavoratori essenziali” ai sensi della normativa vigente e richiedendone quindi la vaccinazione.

Tuttavia, vi è ancora la possibilità per alcuni giocatori di poter competere agli Australian Open senza aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino (o l’unica dose nel caso di Johnson & Johnson). Infatti, secondo quanto stabilito da Tennis Australia, sono stati individuati quattro requisiti che potranno consentire agli atleti di ottenere un’esenzione medica:

 
  • L’atleta ha una storia di anafilassi (una reazione allergica) a tutte le vaccinazioni COVID-19 approvate
  • L’atleta ha sofferto di “gravi effetti collaterali” legati alla prima dose di un vaccino approvato che hanno comportato il ricovero in ospedale o una disabilità/incapacità significativa
  • L’atleta soffre attualmente di una condizione medica acuta
  • L’atleta negli ultimi sei mesi ha sofferto di una malattia cardiaca infiammatoria.

Le autorità australiane hanno anche confermato che non sarà concessa nessuna esenzione alle atlete in gravidanza né agli atleti che soffrono di una condizione medica cronica di base o che in famiglia hanno registrato eventi di “effetti collaterali”.

Tra gli atleti che potrebbero soddisfare i requisiti sopra indicati potrebbe esserci Jeremy Chardy che, come dichiarato lo scorso settembre, ha sospeso la sua attività agonistica nel 2021 a causa di una reazione avversa al vaccino senza fornire, tuttavia, dettagli su quanto accaduto.

Oltre alla vaccinazione, gli atleti che viaggeranno in Australia dovranno sottoporsi al tampone prima del volo e ancora una volta appena atterrati. Per minimizzare le possibilità di contagio che potrebbero accadere in voli di linea, secondo quanto scritto da Marca, Tennis Australia ha organizzato diversi voli charter, consigliando caldamente agli atleti di utilizzare uno di questi voli. I sei aeroporti ritenuti strategici da cui partiranno i suddetti voli sono i seguenti: Dubai, Abu Dhabi, Los Angeles, Tokyo, Singapore e Santiago del Cile.

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Australian Open, il padre di Djokovic: “Sotto questi ricatti è probabile che Novak non giochi”

Intervistato da un programma televisivo in Serbia, Srdjan spiega: “Novak vorrebbe giocare, ma è suo diritto dire o non dire se si è vaccinato”

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Novak Djokovic - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

“È improbabile che Novak Djokovic giochi l’Australian Open se le condizioni sono queste”. Ad affermarlo è Srdjan Djokovic, il padre del numero uno del mondo, durante un’intervista in Serbia, a TV Prva. Come noto, il primo Slam dell’anno ha imposto la vaccinazione obbligatoria per i giocatori che vorranno prendere parte al torneo, mentre Novak, nove volte campione del torneo, non ha mai detto ufficialmente se si sia vaccinato o meno (e ciò fa pensare, ovviamente, che abbia rifiutato di sottoporsi all’immunizzazione).

Mentre il figlio Novak è impegnato in Coppa Davis, Srdjan interviene sul tema e lo fa senza mezzi termini: “L’essere vaccinati o meno risponde a un diritto personale di ogni individuo. Nessuno può violare la privacy del singolo perché ognuno ha il diritto di decidere per la propria salute. Se Novak si è vaccinato o meno è un argomento che riguarda esclusivamente lui: non lo so e anche se lo sapessi non lo direi pubblicamente. Non credo che lo rivelerà, e sotto questi ricatti probabilmente non giocherà l’Australian Open. Inoltre non è chiaro il perché vaccini come quello russo e quello cinese non siano ritenuti validi secondo i criteri dell’Australia”.

Djokovic senior rincara la dose, facendo capire quale sia al momento la linea di pensiero del numero uno del mondo: “È imbarazzante il fatto che ci sia qualcuno che possa prendersi il diritto di escludere dal torneo il nove volte campione dell’Australian Open. Novak vorrebbe competere, ma se giocherà o meno dipenderà dalla posizione delle autorità e degli organizzatori”.

 

Djokovic, a proposito della questione, è stato evasivo durante una conferenza stampa alle ATP Finals di Torino, trincerandosi dietro un “aspettiamo e vedremo quello che succede”. Se Djokovic saltasse l’Australian Open, oltre a rinunciare alla possibilità di rincorrere quel Grande Slam saltato nel 2021 solo per la sconfitta in finale allo US Open, perderebbe la chance di arrivare a 21 Slam vinti, superando Roger Federer e Rafael Nadal nella classifica dei giocatori con più titoli di sempre (Rafa dovrebbe essere regolarmente in campo a Melbourne e potrebbe quindi cercare a sua volta di staccare i rivali). Djokovic ha sempre giocato a Melbourne Park sin dal 2005.

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